Oro: a rischio la tenuta del canale rialzista di lungo periodo

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ORO. Fase di mercato critica per l’oro. Il prezioso per eccellenza ieri (5 dicembre 2017) ha toccato un nuovo minimo a due mesi a 1.261,04 dollari all’oncia, un livello che non veniva battuto nel mercato dal 6 ottobre scorso. Sul mercato aurifero pesa il rialzo del dollaro e la scarsa avversione al rischio degli operatori, ulteriormente diminuita dopo i passi in avanti fatti da Trump sul fronte della riforma fiscale negli Usa.

 

Dal punto di vista tecnico la parabola ribassista dell’oro ha accelerato vistosamente nelle ultime due sedute di novembre, ovvero dopo il mancato breakout delle resistenze statiche a 1.300 $.

 

Questo movimento sul mercato aurifero richiede particolare attenzione in quanto le quotazioni spot del metallo giallo stanno mettendo in discussione la tenuta dei supporti dinamici di medio termine (trendline che unisce i low dell’8 agosto e 6 ottobre scorso) e di lungo (media mobile a 200 periodi e trendline che unisce i low del 15 dicembre e 10 luglio scorso).

 

Grafico oro su time frame settimanale. Fonte: Bloomberg

 

Analisi settimanale. Se la conferma di quanto detto sopra potrebbe far temere il peggio, allargando l’orizzonte d’analisi il quadro sembra meno critico. Su un time frame settimanale si nota che il prezzo spot dell’oro si sta appoggiando sulla trendline di lungo periodo prima citata, supporto che rappresenta il bordo inferiore di un canale rialzista importante, che accompagna il movimento del mercato da dicembre dello scorso anno.

 

Conclusioni. La capacità del supporto di lungo periodo è fondamentale per la permanenza delle quotazioni all’interno del canale, tuttavia non è scontata. Rimane da verificare la tenuta di un altro supporto, stavolta statico e di più breve termine, a 1.260 $.

 

Solo una reazione dettata dal contatto con questo livello potrebbe risollevare le dinamiche del metallo giallo, con obiettivi che ancora una volta possono essere individuati a 1.297 e 1.300 $. In caso contrario, i prezzi potrebbero scivolare di nuovo lungo la linea di tendenza di lunghissimo periodo (disegnata unendo i top del 9 settembre 2011 e 21 settembre 2012) transitante presso area 1.230 punti nel primo trimestre 2018.


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