Nasdaq Composite: completato pullback supporto a 6.800 punti, possibile finire l’anno sopra quota 7.000 punti?

La possibilità che il Nasdaq Composite possa spingersi verso quota 7.000 punti entro la fine dell’anno affascina gli investitori…

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La scorsa settimana a Wall Street è stata registrata ampia volatilità sull’indice Nasdaq Composite, causata dal sell off scattato nel comparto tech. L’indice ha mostrato una veloce flessione a cavallo delle sedute di mercoledì 29 novembre e venerdì 1 dicembre. Di fatto, questo movimento ha consentito al benchmark del listino tecnologico statunitense di testare il cambio di stato dei supporti statici (ex resistenze) in area 6.795 punti senza alterare in alcun modo la tendenza di lungo periodo seguita dal basket, che rimane saldamente rialzista.

 

A tal proposito, risulta rilevante la funzione di supporto dinamico a salvaguardia della fase rialzista di lungo periodo svolta dalla trendline rialzista che unisce i minimi del 27 giugno e 4 novembre 2016 e, più in basso, dalla media mobile a 200 periodi (in giallo nel grafico).

 

Al di là di queste considerazioni, l’ipotesi che il mercato sia maturo per spingersi in direzione dei territori inesplorati di area 7.000 punti suscita ancora qualche perplessità, che giungono in maniera prevalente dall’analisi algoritmica.

 

L’indicatore di forza relativa, noto in letteratura come RSI, segnala divergenza rispetto al movimento rialzista del Nasdaq Composite. L’oscillatore, difatti, in corrispondenza dell’ultimo massimo storico a 6.914,189 punti segnato il giorno 28 novembre, non ha parallelamente aggiornato un nuovo massimo, mantenendosi al di sotto del livello del 17 febbraio 2017.  Tale divergenza è confermata anche dal MACD.

 

Attenzione dunque e repentini cambi di sentiment sul listino americano. Se da un lato il superamento degli attuali massimi storici potrebbe fornire il “la” decisivo a conferma dello stato di salute attuale dell’indice, dall’altro un nuovo ritorno sotto i supporti di breve a 6.795 punti potrebbe essere preludio di un più ampio movimento di correzione, finalizzato a testare la trendline rialzista descritta a inizio analisi, in un primo momento, e quota 6.625 punti successivamente (a chiudere il gap rialzista lasciato aperto nella seduta del 27 ottobre scorso).

 


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