Lottomatica, le resistenze di area 15,50 valgono una scommessa short?

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Continua a scambiare all’interno dello stretto trading range compreso tra i 15 e i 15,50 euro Lottomatica. L’azione, reduce dal recupero messo a segno con il movimento rialzista intrapreso tra i minimi del 25 novembre a 10,32 euro e per ora apparentemente culminato con il massimo intraday dello scorso 10 luglio a 15,55 euro, da diversi giorni, più precisamente dallo scorso 29 giugno, negozia all’interno di questo intervallo senza una chiara direzionalità. Pur scambiando in prossimità dei massimi 2012 e pur potendo contare sul sostegno positivo delle medie mobili, sul daily chart sono state incrociate dal basso verso l’alto da inizio giugno sia quelle di breve che di medio e lungo termine, il futuro più immediato potrebbe essere caratterizzato da una rapida correzione dei valori di Borsa del titolo. A far propendere per questa evenienza vi sono alcuni aspetti tecnici. Oltre al fatto che il massimo intraday dello scorso 21 giugno ha rappresentato il pull back profondo dei precedenti supporti dinamici espressi dalla trendline ascendente tracciata con i minimi del 25 novembre e del 15 dicembre 2011, l’allungo degli ultimi mesi del titolo ha infatti portato l’azione in prossimità del coriaceo livello resistenziale di tipo statico presente proprio in area 15,50 euro. Si tratta di un livello lasciato in eredità dalla serie di massimi registrati a cavallo tra il 28 aprile e il 12 maggio 2011. Allora l’azione dopo essere stata respinta da tale area iniziò una correzione marcata durata diverse settimane e culminata con i minimi di settembre a 10,22 euro. Partendo da questa considerazione, da monitorare con particolare attenzione in questa fase è il comportamento dell’azione in prossimità dell’area di transito della trendline ascendente tracciata con i minimi del 12 e del 26 giugno. Il minimo della mattinata si è poggiato esattamente sulla linea di tendenza in questione, avvalorandone ulteriormente la strategicità. La violazione della linea menzionata di fatto farebbe scattare un segnale di vendita, tuttavia la contestuale presenza delle già citate resistenze statiche lasciate in eredità dai top 2011 e le numerose spike sintomo di indecisione che hanno contraddistinto le ultime sedute di Borsa appaiono come elementi che permettono di valutare l’ipotesi di anticipare la generazione del segnale di vendita. In tal senso gioca a favore di una simile evenienza la vicinanza con il valore di stop e dunque il congruo rapporto di rischio/rendimento che si verrebbe ad avere. Le considerazioni emerse nel corso dell’analisi consentono quindi di valutare l’implementazione di una strategia ribassista con la vendita del titolo in prossimità dei 15,20 euro. Con stop che scatterebbe a 15,65 euro, il primo target si avrebbe a 14,65 euro mentre il secondo a 14,44 euro.


Riccardo Designori


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