Intesa Sanpaolo: fondamentale la tenuta del supporto a 2,78 euro

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Novembre non è iniziato nel migliore dei modi per il comparto bancario italiano. Gli strascichi delle polemiche sull’addendum BCE relativo alle nuove norme sugli Npl hanno zavorrato le performance borsistiche dei principali titoli bancari, con ricadute notevoli anche per Intesa Sanpaolo, che rimane comunque uno fra gli istituti più solidi dal punto di vista patrimoniale.

 

Sotto il profilo tecnico Intesa Sanpaolo ha subito un veloce contraccolpo che ha portato le quotazioni ad adagiarsi sui supporti psicologici fra 2,78 e 2,80 euro, non prima di aggiornare un nuovo minimo dal 28 giugno scorso a 2,742 euro.

 

Lo scenario operativo futuro rimane contrastato. Difatti, la permanenza presso area 2,80 euro potrebbe essere propizia ad una fase di scarico che consenta al mercato di riaccumulare le posizioni rialziste sul titolo per una prossima ripartenza. Solo il breakout delle resistenze a 2,86 euro potrebbe nuovamente proiettare i corsi nell’area di prezzo a ridosso delle resistenze a 3 euro.

 

Sul fronte opposto, una nuova discesa del prezzo sotto 2,70 euro potrebbe essere solo il preludio di una nuova fase di alleggerimento del mercato, con possibili scarichi in area 2,638 euro, a chiudere il gap rialzista lasciato aperto il 26 giugno scorso.


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