Google, il quadro tecnico scricchiola e apre a nuovi ribassi

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Inizio di settimana positivo per Google che non patisce così gli effetti negativi sui listini azionari globali delle dimissioni da Premier di Mario Monti. Il titolo della società di Mountain View tuttavia potrebbe pagare dazio al quadro grafico nei prossimi giorni. Lo scorso 7 dicembre l’azione ha infatti violato al ribasso i supporti dinamici di breve espressi dalla trendline ascendente tracciata con i minimi del 16 e del 27 novembre. Detta linea di tendenza aveva contribuito a sostenere i corsi di Google lungo tutta la risalita intrapresa dai minimi di periodo toccati proprio il 16 novembre a 636 dollari. Grazie a questo sostegno, il 28 novembre ha così trovato la forza per oltrepassare di slancio le resistenze dinamiche espresse dalla trendline ribassista tracciata con i massimi del 19 ottobre e del 2 novembre. Il rally tuttavia non è stato capace di far capitolare le coriacee resistenze statiche di area 706 dollari. In prossimità di tale livello vi sono sia una serie di top come quelli lasciati in eredità dai massimi di giornata del 19 ottobre e del 3 dicembre sia le resistenze fornite dal transito a 705 dollari per azione del 50% del ritracciamento di Fibonacci calcolato sulla discesa intrapresa dai massimi del 5 ottobre ai low del 16 novembre. Partendo da queste considerazioni e valutando che i rialzi odierni potrebbero spingere il titolo al completamento del pull back profondo della trendline rialzista menzionata ad inizio analisi, chi volesse implementare una strategia short su Google potrebbe valutare di posizionarsi in vendita a 692 dollari. Con stop che scatterebbe con chiusure di seduta superiori ai 710 dollari, il primo target si avrebbe a 650 dollari mentre il secondo scatterebbe a 624 dollari.


Riccardo Designori


Ricevi ogni giorno via email la newsletter sulle analisi Dax, Ftse Mib, Eurostoxx50.
ISCRIVITI ORA GRATUITAMENTE!!


Commenti dei Lettori