Generali, il rialzo dietro la congestione

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Da monitorare con particolare attenzione nel corso delle prossime sedute Generali. Le azioni del gruppo triestino si stanno infatti muovendo ormai da 5 sedute, 6 con oggi, senza direzionalità. Osservando in tal senso il grafico a 30 minuti si nota meglio come i titoli siano intrappolati dallo scorso 2 marzo all’interno di un trading range avente come estremo inferiore 15,94 euro e come superiore 16,44 euro. Gli attacchi sia ai supporti che alle resistenze statiche sono equamente suddivisi in tre per parte. Spostando l’analisi al classico grafico giornaliero l’attuale fase di indecisione non preoccupa: nel medio periodo le aspettative permangono rialziste da quando le azioni hanno oltrepassato con decisione la trendline ribassista disegnata con i massimi decrescenti del 15 gennaio 2010 a 19,28 euro e del 9 novembre 2010 a 16,36 euro. Lo scenario è rafforzato da un’ulteriore indicazione di acquisto rappresentata dalla violazione, avvenuta il 20 gennaio, delle resistenze statiche a 15,24 euro che svolgevano il compito di neckpoint del doppio minimo completato a cavallo tra il 22 novembre e il 20 gennaio stesso. Pur essendo già stata completata quasi completamente la sua estensione in occasione dei rialzi che hanno portato a registrare la serie di top in area 17,05 euro tra l’8 e il 14 febbraio scorso. Che gli investitori possano tuttavia ritornare in acquisto sfruttando il ritracciamento partito da tali top è tuttavia più che plausibile, anche perché il rialzo intrapreso dai minimi dell’11 gennaio ha portato alla violazione, seppur momentanea, delle resistenze statiche di 16,36 euro. Di fatto le azioni hanno trovato la forza per rompere gli indugi e rompere all’insu la lunga fase di lateralità che ne aveva condizionato i corsi dall’aprile 2010. Vi sono due modi per sfruttare le indicazioni long ricavate dall’analisi, uno più aggressivo e uno più conservativo. Il primo prevede l’ingresso in acquisto all’altezza della soglia psicologica dei 16 euro. In questo caso lo stop a questa strategia è stretto a 15,86 euro mentre i target, uguali per entrambi i long proposti sono posizionati a livello intermedio a 16,93 euro e successivamente a 18,15 euro. L’operatività più conservativa prevede invece l’ingresso all’altezza del pull back della trendline ribassista menzionata in precedenza  a 15,35 euro. Lo stop in tal caso si avrebbe al cedimento del minimo di 14,65 euro.


Riccardo Designori


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