Ftse Mib: sell off del mercato. Probabile ritorno sui minimi ytd

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Non un bel risveglio per i mercati obbligazionari e azionari italiani, all’indomani dell’accordo di Governo sul DEF che ha fissato al 2,4% il target del rapporto deficit/Pil per il prossimo triennio. Il primo forte impatto è stato sui mercati obbligazionari con vendite diffuse su tutta la curva. Lo Yield dei BTP decennale è salito a oltre i 310 basis point e lo spread sul Bund oltre 270 bp. Da qui ovviamente immediata la reazione in apertura su quelli azionari ed in particolare sui titoli financial che hanno subito il peso dei portafogli pieni di Titoli di Stato.

Mercato Obbligazionario: rendimenti verso i massimi di fine agosto. Da monitorare trend ribassista su RSI

Come si evince dal grafico i rendimenti del decennale, dopo aver infranto al rialzo ad agosto la trend line ribassista tracciata sui massimi relativi di fine maggio e inizio giugno di quest’anno, hanno effettuato il pull back sulla stessa, per poi girare nuovamente al rialzo. Lo yield ora prende di mira i massimi di quest’anno al 3,2%.

Da monitorare la trend line ribassista su RSI (in giallo sul grafico). Il break al rialzo di tale livello darebbe un brutto segnale in termini di momentum, ovvero una ripresa di forza delle pressioni rialziste (sui rendimenti). Cosa che ovviamente avrebbe ricadute ulteriori anche sul mercato azionario.

Ftse Mib: indice sotto pressione ormai in prossimità di area 20.800 punti

Quanto detto sul mercato obbligazionario ovviamente si riflette su quello azionario con gran forza. L’indice italiano ha aperto in gap down è ha infranto subito i 21.122 punti e successivamente i 21.000 punti.

Ora il livello da monitorare, e verso cui l’indice si sta velocemente rivolgendo, è quello in area 20.800, più precisamente a 20.787 punti. Qui infatti giace il ritracciamento di Fibonacci del 61,8% di tutta la fase rialzista avviata a fine agosto. Un livello molto importante poiché il break corrisponderebbe anche ritorno al di sotto della ex trend line ribassista che ha guidato i corsi dal massimo ytd di maggio, e che ora svolgerà ruolo di supporto dinamico. In tal caso difficilmente ci potremo salvare da un ritorno sui minimi a 20.236 punti. E li ovviamente ci giocheremo molto, poiché per ragioni strutturali la rottura del minimo ytd potrebbe avere ricadute pesanti e accelerazioni verso 19.780 e 18.800 punti.


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