Fondiaria, flag ribassista in costruzione

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La cautela di Groupama nel perfezionare l’ingresso nella galassia Ligresti potrebbe essere il driver borsistico fondamentale per il titolo Fondiaria nelle prossime settimane. Ieri infatti il gruppo francese, intenzionato a entrare nella holding Premafin con il 17,1% del capitale con un investimento compreso nella forchetta tra 145,7 e 225,7 milioni di euro, ha presentato alla Consob una bozza di quesito sull’eventuale obbligo di offerta pubblica di acquisto relativa all’operazione di ingresso in Premafin e a cascata sulle controllate Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni. In caso di obbligatorietà di lancio dell’Opa, il gruppo assicurativo francese ha già annunciato che farà un passo indietro nell’operazione di rafforzamento patrimoniale della compagnia italiana non essendo più interessata ad entrare nel capitale di Premafin. Da un punto di vista prettamente tecnico le azioni sembrano peraltro stiano costruendo con il recente rally intrapreso dai minimi dello scorso 30 novembre una flag destinata a riportare il titolo, almeno per un veloce test, sui minimi a 5,125 euro. A sostegno di tale indicazione vi sono diversi spunti. Il primo parte dalla constatazione che le azioni scambiano in prossimità del 38,2% di Fibonacci calcolato sul movimento ribassista intrapreso dai top dello scorso primo novembre a 8,665 euro e terminato per l’appunto a 5,125 euro. Nel periodo anche i fondamentali supporti statici di area 7,25 euro erano saltati, generando un segnale di vendita di medio periodo. Le resistenze rappresentate del livello di Fibonacci menzionato in precedenza, a 6,4626 euro, sono già state ripetutamente testate in occasione delle accelerazioni rialziste dello scorso 9 e del 23 dicembre avvalorandone in questo modo l’importanza. Allo stato attuale delle cose merita particolare attenzione la trendline ascendente di breve periodo disegnata con i minimi crescenti del 30 novembre e dell’8,17 e 28 dicembre. In caso di cedimento si avrebbe un deciso segnale di vendita. Considerando le attuali quotazioni è tuttavia possibile provare ad anticipare il segnale di vendita data la limitata distanza dal livello ove posizionare lo stop. La vendita di 6,46 euro prevede infatti lo stop a 6,62 euro mentre il primo target è posizionato all’altezza dei minimi del 17 dicembre a 5,90 euro. Il secondo target invece è a 5,42 euro, anche se i più ambiziosi a quel punto potrebbero puntare direttamente ai minimi di periodo a 5,125 euro.


Riccardo Designori


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