Fiat Industrial, il rimbalzo degli ultimi giorni ha portato a termine il pull back

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Scambia sulla sostanziale parità rispetto ai valori di chiusura di ieri Fiat Industrial. Il titolo pur correndo meno della sorella Fiat Spa, negli ultimi giorni ha mostrato i muscoli e sfruttato il momento per risollevarsi dalla critica area dove era scivolato. Lo scorso 13 luglio le azioni hanno registrato un minimo intraday a 7,02euro, arrivando a perdere quasi 12 punti percentuali dai massimi del 5 luglio. Il recupero degli ultimi giorni appare tuttavia il classico ritracciamento utile per completare il necessario pull back prima di una nuova discesa. In questa direzione vanno diversi elementi tecnici. Se infatti la tenuta dei supporti statici di area 7 euro è fondamentale per le sorti borsistiche di Fiat Industrial nel medio termine, l’azione negozia sopra i 6,965 euro dallo scorso 1 febbraio salvo la veloce escursione a 6,96 euro del 27 giugno e proprio l’accelerazione di tale soglia ad inizio 2012 ha spinto il titolo a toccare i massimi a 8,845 euro il 30 aprile scorso, alcuni indicatori di analisi tecnica appaiono deboli. Il riferimento specifico è alle implicazioni negative delle medie mobili, con sia quelle di breve che di medio e lungo termine incrociate dall’alto verso il basso sul daily chart, e soprattutto al cedimento di un livello di supporto statico intermedio ma a sua volta strategico come quello presente in area 7,33 euro e al ritorno del titolo sotto la precedente soglia supportiva di matrice dinamica quale la trendline discendente tracciata con i massimi decrescenti del  30 maggio e del 7 giugno. Violata dapprima al rialzo il 2 luglio, il titolo si è riportato sotto la linea di tendenza, tornata così resistenza dinamica, l’11 giugno scorso. All’interno di questo scenario, assume dunque una valenza ancor più significativa l’indicazione ribassista che era stata generata dal titolo il 13 giugno scorso. In quell’occasione l’azione ruppe la trendline rialzista di medio periodo disegnata con i minimi dell’1 novembre e del 15 dicembre. Ad esclusione di alcune sedute post 29 giugno, giornata di euforia per i mercati dopo le decisioni prese dall’Eurogruppo circa l’implementazione di misure di protezione rispetto allo spread per i Paesi più bersagliati dalla speculazione, i corsi azionari del titolo si sono da allora sempre mantenuti sotto la nuova soglia resistenziale che in precedenza aveva invece guidato e sostenuto il movimento ascendente dell’azione. Partendo da questi presupposti, eventuali ingressi in vendita a 7,27 euro, con stop posizionato a 7,60 euro, avrebbero primo target intermedio a 7 euro e successivamente a 6,63 euro.


Riccardo Designori


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