Euro/dollaro, la disoccupazione Usa dovrebbe dare nuovo vigore alla divisa Ue

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I pessimi dati relativi alla creazione di nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti nel mese di maggio, a cui si aggiunge pure la revisione al ribasso della rilevazione riferita ad aprile, dovrebbero permettere all’euro di rialzare la testa dopo le recenti debolezze seguite alle tensioni legate alla gestione della crisi del debito sovrano di alcuni Stati periferici europei. A far propendere le aspettative per un rafforzamento della divisa unica del Vecchio Continente non vi sono solo elementi di carattere fondamentale ma anche tecnico. Nella fattispecie il movimento ribassista intrapreso dai top del 4 luglio a 1,4578 euro ha riportato il cambio in prossimità dei supporti dinamici offerti dalla trendline ascendente di medio tracciata con i minimi del 23 maggio e del 16 giugno. Se infatti il recente down trend è stato favorito dal completamento del pull back tecnico della trendline ascendente di breve violata in occasione della seduta del 15 giugno e ottenuta con i low del 23 e 25 maggio, non si può far passare in secondo piano la contestuale presenza sul chart giornaliero di un doppio minimo disegnato a cavallo tra il 15 e il 30 giugno e di un triangolo formato nella parte inferiore dalla trendline ascendente di medio e in quella superiore dalla trend disegnata con i top del 15 e 23 giugno. Gli elementi grafici richiamati nell’analisi portano dunque ad implementare una strategia long con acquisti a 1,4280. Con stop che scatterebbe solo con chiusure di giornata sotto la soglia di 1,4050, il primo target naturale si avrebbe a 1,4535 mentre il secondo, decisamente più interessante, è posizionato a 1,4890.


Riccardo Designori


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