Euro Stoxx Automobiles&Parts in mano alle tedesche, ma la sfida la vincono le italiane

L’indice Euro Stoxx Automobiles & Parts da inizio anno cede oltre l’8% sottoperformado l’Euro Stoxx 50, principalmente a causa delle difficoltà della componente tedesca. Molto bene invece Ferrari e FCA …

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Da inizio anno l’Euro Stoxx Automobiles & Parts ha perso circa l’8,7%, sottoperformando l’Euro Stoxx 50 del 7%. Dinamica legata soprattutto alla parte “made in Germany” dell’indice che, tra società dell’automotive e quelle della componentistica, fa sicuramente da padrone con circa il 71% della market cap complessiva dell’indice. Bello poter dire invece che quanto a performance Ferrari si conferma in assoluto la migliore con una crescita dice del 33%. Molto bene anche Peugeot che cresce di oltre il 21% ed FCA del 15%.

 

Peso sostanzioso sulla crisi del comparto tedesco, oltre a scandali vari, come l’ultimo che ha colpito Volkswagen, con l’arresto dell’AD di Audi Rupert Stadler in relazione allo scandalo dieselgate, soprattutto l’atteggiamento ostile di Donald Trump. Potrebbe essere molto salato infatti il conto a carico della Germania se gli USA decidesse di rispondere con una nuova escalation alle tariffe Ue di reazione ai dazi su acciaio e alluminio voluti dal Tycoon.

 

L’impatto naturalmente sarebbe una forte riduzione delle esportazioni di auto tedesche in USA, per un costo stimato tra i 5 e i 20 miliardi di dollari (a seconda delle fonti). Basti pensare infatti che le tre più grandi case automobilistiche tedesche, Bmw, Daimler e Volkswagen controllano la netta maggioranza del segmento premium negli Usa e sono i maggiori esportatori europei di auto negli States. VDA, l’associazione dell’industria dell’auto tedesca infatti conta quasi 660 mila auto esportate dalla Germania verso gli USA nel 2017. Ma c’è molto di più, compresa la componentistica, si arriva a un valore di 31,2 miliardi di euro nel 2016, contro importazioni dagli Usa per 7,4 miliardi. Solo nell’auto, il deficit commerciale Usa verso la Germania vale 23,8 miliardi di euro. Una soluzione per i grandi gruppi tedeschi potrebbe essere incrementare gli impianti in USA, cosa però più difficile per Audi e Porsche che non sono presenti con impianti negli States.

 

Quanto detto risulta lampante nella tabella sotto esposta che mostra l’andamento dell’indice Euro Stoxx Automobiles & Parts e ovviamente dei titoli che lo compongono. Titoli che sono stati suddivisi tra settore “automobiles” (produttori di automobili) e “parts” (componentistica). Per ogni titolo trovate la market cap, l’ultimo prezzo, la performance da inizio anno (Ytd) e a 1 anno e i multipli P/E e Ev/Ebitda 2018, per vedere quali sono i titoli a sconto e a premio rispetto alla mediana (rispettivamente 5,9 e 2,1 per i produttori di auto e 13,5 e 2,2 per le società di componentistica). Infine la nazione di appartenenza.

Fonte: Bloomberg

Vediamo ora la situazione da un punto di vista tecnico dell’indice e di alcuni di questi titoli da noi selezionati (FCA, Ferrari, Brembo, Volkswagen, Daimler, BMW).

Fonte: Bloomberg

Cominciamo come sempre dall’indice di riferimento. Il grafico weekly dell’Euro Stoxx Automobiles & Parts (sopra) ha evidenziato, nella settimana conclusasi oggi venerdì 6 luglio, un primo segnale positivo. Il grafico appare ancora orientato al ribasso visto la volatilità e i volumi delle ultime due candele long day ribassiste. Lo si evince anche dal MACD che rimane orientato al ribasso con l’istogramma dell’indicatore in crescita, ad indicare un incremento della volatilità sulla discesa. Il grafico sembra infatti aver preso di mira la trend line rialzista di lunghissimo corso descritta dai minimi del marzo 2009 e del luglio del 2016 (linea blu sul grafico). Detto questo però non si può non notare che sul grafico lo svilupparsi di un pattern candlestick, il piercing line, un pattern composto da due candele dove la seconda rialzista apre sotto la chiusura di quella precedente e chiude sopra la metà della stessa. Il pattern però necessiterà di una conferma, ovvero di una chiusura sopra l’apertura della candela rossa. In tal caso molto probabile un’inversione di direzione.

Quello che possiamo dire dunque è che se la chiusura della prossima settimana sarà al di sopra dei 545 punti l’indice potrebbe aver avviato un’inversione di direzione, con target a 600, dove risiede anche la media mobile a 40 periodi. In caso contrario è probabile un ritorno verso i 500 punti dove risiede la trend line rialzista e un supporto statico importante. Solo la rottura di tale livello complicherebbe il quadro tecnico con supporti a 466 punti (38,2% di Fibonacci costruito su up trend di lungo periodo su citato) e la fascia di prezzo tra 400 e 404 punti (50% Fibonacci). Quanto detto trova conferma anche su grafico daily. Il livello di resistenza da superare per avere un primo segnale positivo infatti è collocato a 550 punti.

 

Il grafico weekly di FCA (sotto) è in una fase laterale. Sicuramente il titolo mostra una forza relativa molto alta rispetto all’indice e dunque una fase di correzione è stata assolutamente fisiologica. Non è stato un bel segnale la rottura della trend line rialzista di lungo periodo (minimi del settembre 2016 e agosto 2017), ma essendo la stessa molto inclinata era solo questione di tempo. Dopo il break i corsi hanno trovato sostegno sul supporto statico collocato a 15,65 euro, da cui l’indice ha provato ad avviare il rimbalzo. Gli oscillatori e indicatori (MACD e RSI) evidenziano però ancora debolezza, mentre i volumi non danno particolare informazione. Importante dunque la tenuta di questo livello e il recupero della media mobile 40 periodi, anche se bisognerà vedere se tale rimbalzo sia solo una fase di pull back o di ripartenza.

Fonte: Bloomberg

Cosa purtroppo che si vedrà all’eventuale ritest della trend line rialzista (in blu sul grafico). Al ribasso invece non dovrebbe preoccupare un ribasso fino a 14,3 euro, dove risiede il ritracciamento del 38,2% di Fibonacci. Anzi questa potrebbe essere un’area di ingresso interessante. In caso di break di tale livello lo scenario si complicherebbe invece con supporti a 12,5 e 10,7 euro, rispettivamente 50% e 61,8% di Fibonacci.

 

Se c’è un titolo che continua a dare grandi soddisfazioni agli azionisti, questa è Ferrari (sotto) che Ytd è il miglior titolo del listino. Non c’è molto da dire. Il grafico è ancora impostato al rialzo per ora, e anche se il titolo ha corso tantissimo, non ci sono segnali negativi. Il primo test importante sarà sull’eventuale ritorno alla trend line rialzista di lungo periodo, ovvero quella descritta dai minimi del giugno 2016 e aprile 2018. E a guardare il grafico e soprattutto RSI in forza, non è da escludere un possibile ritorno sui massimi. L’oscillatore proprio ora sta testando la trend ribassista. Per chi fosse già in “corsa”, e che “corsa”, non vi sono ancora segnali di debolezza. Un primo segnale negativo lo avremmo al superamento al ribasso dei 105 euro, dove i prezzi incontrerebbero anche la media mobile 40 periodi. Il break di tale livello aprirebbe le porte a 95 euro, altro livello molto importante. Una fascia di prezzo che rappresenta un supporto coriaceo. Il quadro tecnico si complicherebbe invece alla rottura dei 90 euro, dove risiede anche il 38,2% del ritracciamento di Fibonacci.

Fonte: Bloomberg

Brembo su grafico weekly (sotto) sembra evidenziare un graduale rallentamento della fase di correzione. La long day rialzista della prima metà di marzo di quest’anno infatti, dopo oltre un mese, ancora non è stata assorbita dalla fase di ribasso. Indicazione che qualcosa nella lunga fase di correzione cominciata a maggio del 2017 sta cambiando. In tal caso sarà da monitorare attentamente l’eventuale ritorno dei corsi sul supporto statico dei 11 euro, dove risiede anche la trend line rialzista di lunghissimo corso (minimi del marzo 2009 e ottobre 2012). Questo infatti rappresenta un livello dove i compratori potrebbero rientrare con forza. Se così fosse dovremmo aspettarci volumi e volatilità a conferma della ripresa di forza. In tal caso, probabile il ritest dei 12 euro e poi della trend line ribassista. La rottura di quest’ultima aprirebbe spazio ad un veloce ritorno sui massimi storici in area 15 euro. Un’eventuale ripartenza senza test degli 11 euro invece, avrebbe nei 12 euro e soprattutto sulla rottura della trend line ribassista un livello ragionevole di ingresso. Da monitorare anche RSI. La rottura al rialzo della trend line ribassista (in blu) sull’oscillatore darebbe un segnale positivo di recupero di momentum.

Fonte: Bloomberg

Volkswagen presenta ancora debolezza sul grafico weekly (sotto). Il titolo sembra momentaneamente aver trovato una fase di sostegno sulla fascia di prezzo compresa tra i 140 euro e il 50% di Fibonacci a 143 euro. Sulla tenuta di questo range si gioca la partita di VW. La rottura di tale fascia in chiusura di settimana aprirebbe le porte verso 131 euro e 127 euro. Un segnale positivo e di recupero per VW sarebbe il superamento dei 150 euro.

Fonte: Bloomberg

 

Per Daimler proponiamo invece il grafico daily (sotto) poiché particolarmente esplicativo. In rosso vedete evidenziato il canale ribassista che ha accompagnato i prezzi da gennaio 2018. Urge per il titolo il recupero della resistenza a 59 euro, dove proprio oggi, venerdì 6 luglio i corsi si sono arrestati, e la chiusura del gap down lasciato aperto il 21 giugno. Dunque con ritorno sopra i 60 euro. Tutto ciò solo per evitare il peggio e scongiurare il rischio che il rimbalzo sui 55 euro avviato il 2 luglio sia solo una mera fase di pull back, come sia i volumi che RSI, al test del 50, sembrerebbe proprio dimostrare. Molto rischiosi dunque ingressi long in questa fase.

Fonte: Bloomberg

Anche per BMW il grafico daily è abbastanza esplicativo della situazione del titolo. BMW sta provando il rimbalzo sul supporto statico dei 76 euro (61,8% di Fibonacci su up trend cominciato a luglio 2016), dopo aver rotto con forza la trend line rialzista di lungo periodo costruita sul minimi di luglio 2016 e marzo 2018. Forza che si evince anche da RSI in forte ipervenduto. Importante il consolidamento sopra 80 euro (50% di Fibonacci) e la chiusura del gap down. Il titolo torna ad essere interessante sopra 85 euro o su eventuale ritest del 61,8% di Fibonacci. In tal caso da guardare se RSI segnalerà divergenza. L’eventuale rottura di tale livello invece sarebbe molto negativo complicando il quadro tecnico del titolo.

 


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