Eni, le resistenze statiche di area 18,70 euro per ora sono troppo forti

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Seconda seduta consecutiva caratterizzata dai ribassi per Eni. Le azioni del Cane a sei zampe sembrano pagare a caro prezzo la solidità delle resistenze statiche di area 18,70 euro. Se il massimo intraday del 19 marzo a 18,72 euro sembrava essere stato capace di superare, seppur momentaneamente, i vecchi top 2011 del titolo, estendere l’analisi grafica su un orizzonte temporale più esteso consente di osservare come nella realtà il titolo non sia stato capace di oltrepassare le resistenze statiche espresse dal top a 18,77 euro dell’11 gennaio 2010. A riprova che nel corso dell’ultimo biennio le resistenze poste in prossimità dei 18,70/18,80 euro siano particolarmente significative per le azioni del Cane a sei zampe vi è il massimo del 15 gennaio 2010: in quell’occasione il titolo prima di iniziare la discesa culminata con i minimi del 25 maggio a 14,30 euro segno un top intraday proprio a 18,72 euro, lo stesso identico valore di lunedì. Pur evidenziando come l’impostazione grafica di Eni sia chiaramente positiva nel medio termine, in questa direzione vanno le medie mobili, la presenza del sostegno dinamico fornito dalla trendline ascendente tracciata con i minimi del 24 novembre e del 19 dicembre 2011 e la violazione avvenuta lo scorso 19 gennaio delle resistenze statiche presenti in prossimità dei 16,70 euro, nel breve si potrebbe dunque assistere a un ritracciamento che consenta al titolo di rifiatare e prendere forza dopo il quasi +15% messo a segno da inizio anno. Partendo da questi presupposti, ingressi in vendita a 18,40 euro avrebbero primo target a 17,65 euro e secondo a 17,05 euro. Lo stop invece scatterebbe con accelerazioni oltre i 18,90 euro.


Riccardo Designori


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