Eni di nuovo in pressione su quota 17,06 euro

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Scenario difficile da decifrare sui mercati azionari caratterizzati da un notevole incremento della volatilità nelle ultime due settimane. Cioè a partire dal proclama Draghi per terminare con la delusione della riunione Bce di ieri. In questi frangenti il titolo Eni è salito di quasi 11 punti percentuali nelle sedute tra il 25 e il 30 luglio mentre ieri ha chiuso con un ribasso di quasi il 2 per cento. Dai massimi di seduta tuttavia il calo ha sfiorato i 5 punti percentuali. Il quadro grafico di Eni mostra un titolo che è stato in grado comunque di confermare i segnali positivi emersi nel corso delle sedute finali del mese scorso e che potrebbe riservare soprese positive se riuscisse a sopravanzare i due ostacoli che al momento ne hanno arginato la salita. Questi ultimi consistono nell’area di resistenza 17,06/15 euro messa sotto attacco oggi e nella trendline ribassista tracciabile dai massimi relativi del 19 marzo e 5 luglio, violata ieri nel momento del picco delle quotazioni intraday e oggi transitante a 17,25 euro. Una chiusura forte sopra questo livello favorirebbe la prosecuzione verso target a 17,57 e 17,75 euro. Al ribasso Eni ha reagito sui supporti di area 16,38/54 euro. E’ un’area ricca di elementi. Qui si trovano, oltre alle tre medie mobili di breve, medio e lungo periodo, la trendline ribassista discendente dai massimi del 5 e 19 luglio violata a fine mese e il sostegno statico di quota 16,46 euro. Considerando il quadro grafico descritto chi volesse provare a perseguire una strategia long potrebbe inserire ordini di acquisto su superamento di 17,20 euro proponendosi come target 17,57 e 17,75 euro e posizionando il proprio stop loss sulla perdita di quota 16,70 euro.


Alessandro Piu


(03/08/2012)


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