Enel, la conferma dei target 2012 getta le basi per una nuova scossa rialzista

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Lieve segno meno quest’oggi a Piazza Affari per Enel, con il titolo dell’ex monopolista che tuttavia sovraperforma il Ftse Mib. L’impostazione grafica del gruppo guidato da Fulvio Conti negli ultimi giorni ha fatto registrare un interessante miglioramento tecnico in ottica rialzista. La tendenza è stata confermata in occasione della presentazione dei risultati trimestrali e la conferma dei target per il 2012. L’azione, che scambiava in prossimità di un importante livello di supporto di matrice statica, ha rialzato la testa dopo la pubblicazione dei dati. Il riferimento alla soglia supportiva menzionata è a quella di area 2,72 euro. Il livello, lasciato in eredità dai minimi intraday dell’1 ottobre, era stata ripetutamente testata nei giorni scorsi, resistendo sempre agli attacchi dei venditori. Solo un volta, in occasione della seduta del 13 novembre, la soglia è stata violata a livello intraday. Ad incrementare la strategicità dell’area di supporto menzionato ha contribuito anche il transito dei supporti dinamici espressi, sul daily chart, dalla media mobile esponenziale di lungo periodo. Quella a 100 periodi ora transita a 2,745 euro. A riprova che il titolo potesse invertire il recente trend discendente in area 2,72 euro vi è stata la stessa candela lasciata in eredità dalla seduta del 13 novembre. Si tratta di un hammer, figura che nell’analisi tecnica in genere segnala l’inversione del trend precedente e la cui violazione dei massimi fa scattare il segnale d’acquisto. L’accelerazione sopra detti massimi è avvenuta ieri ed è stata confermata in chiusura di giornata. Sempre ieri il titolo ha chiuso la seduta sopra le resistenze statiche di breve poste a 2,79 euro. A questo punto l’azione potrebbe intraprendere una nuova fase rialzista, utile quantomeno a portare a termine il pull back della vecchia trendline rialzista di medio periodo violata al ribasso il 25 ottobre scorso. Il riferimento è alla linea di tendenza disegnata con i minimi del 10 agosto e dell’1 ottobre. I massimi di giornata registrati a cavallo tra il 31 ottobre e il 2 novembre hanno rappresentato il primo immediato pull back della violazione. Partendo da questi presupposti, chi volesse sfruttare gli elementi emersi nell’analisi potrebbe valutare di posizionarsi in acquisto a 2,778 euro per implementare una strategia long. Con stop che scatterebbe inesorabilmente sotto i 2,65 euro, il primo target si avrebbe a 2,90 euro mentre il secondo a 3 euro.


Riccardo Designori


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