Diasorin, dopo la lunga corsa ritracciamento in vista

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E’ stata una delle società che più ha brillato nel corso di questo 2010, passando in rapida successione dal Ftse Italia Star ove scambiava lo scorso gennaio, al Ftse Italia Mid Cap per poi terminare la sua corsa con l’ingresso nell’elite delle società a maggior capitalizzazione di Piazza Affari: il Ftse Mib. Stiamo parlando di Diasorin, società che produce reagenti per la diagnosi in vitro e che dallo scorso primo gennaio ha incrementato le proprie valutazioni di oltre il 32%. Considerando l’andamento deficitario dei listini milanesi, la forza relativa del gruppo composto da 23 società con sede in Europa, Nord, Centro e Sud America, Africa e Asia appare ancora più evidente. Tuttavia dopo la lunga marcia trionfale che ha caratterizzato l’andamento borsistico dallo scorso metà aprile potrebbe essere giunta per il momento al termine: una correzione risulterebbe infatti salutare per non gonfiare eccessivamente le quotazioni. Già ora i titoli passano di mano a 21,78 volte il P/e 2010 e a 19,68 volte il P/E 2011 mentre mediamente il basket dei titoli che compongono il Ftse Mib scambiano a 13,85 volte il rapporto prezzo/utili. Anche la redditività attesa dei dividendi gioca a sfavore della società vercellese: mentre il prossimo anno il dividendo dovrebbe garantire una resa dello 0,84% ai prezzi attuali, le attese in termini di dividend yield medio dei 40 titoli del principale listino di Piazza Affari sono al momento del 3,83%. Se dunque vi sono degli elementi di carattere fondamentale che potrebbero spingere gli investitori verso le prese di beneficio, da un punto di vista prettamente tecnico la seduta di ieri ha generato un chiaro segnale ribassista. Dopo la pausa natalizia le azioni hanno infatti violato al ribasso la trendline ascendente di breve periodo disegnata unendo i minimi crescenti del 9 e 17 dicembre. Il titolo aveva provato a riportarsi sui massimi storici registrati lo scorso 17 giugno a 34,85 euro dopo aver toccato un minimo intraday a 28,76 euro in occasione della prima giornata di contrattazione del mese di dicembre. Nel frattempo tuttavia, la mancata accelerazione oltre i top del 18 novembre a 33,62 euro ha visto una fase di distribuzione che ha portato alla costruzione di quella che appare una tipica figura di inversione quale il doppio massimo. A questo punto è dunque possibile andare short nel range compreso tra 33,20/33,60 euro. Con stop posizionato a 34,35 euro, il primo target di tale strategia lo si ha a 30,80 euro, ottenuto estendendo al ribasso il doppio top citato in precedenza. Più ambizioso invece il secondo target, a 29,60 euro: in questo caso l’obiettivo della strategia punta ad un nuovo pull back profondo della trendline superiore del canale discendente che ne aveva caratterizzato l’andamento borsistico a cavallo tra i primi di agosto e il 5 novembre.


Riccardo Designori


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