Buzzi, chiusure di giornata oltre i 9,485 euro darebbero nuova linfa al rally

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Ottimo avvio di seduta per Buzzi, con il titolo che per la prima volta da inizio luglio del 2011 si porta oltre i 9,485 euro. L’azione del gruppo piemontese grazie a questa progressione stanno facendo segnare un’importante indicazione rialzista, capace di dare un’intonazione long al titolo sia nel breve ma anche nel medio/lungo periodo. Data la portata del segnale, è inevitabilmente necessario che il titolo chiuda la seduta oltre i 9,485 euro. Viceversa, quello emerso nelle prime fasi di contrattazione verrebbe considerato un falso segnale. L’importanza dell’indicazione rialzista generata quest’oggi trova peraltro numerose conferme dall’insieme del quadro tecnico. Negli ultimi mesi infatti il trend discendente del titolo, iniziato dai top dell’1 giugno 2007 quando il titolo toccò un massimo storico a 26,80 euro, sembra essere giunto a un punto di svolta. A indirizzare in questa direzione, la constatazione che lo scorso 4 ottobre il titolo ha definitivamente violato al rialzo le resistenze dinamiche espresse dalla trendline discendente di lungo periodo tracciata con i massimi decrescenti del 14 febbraio e 28 marzo 2011. Un primo tentativo di violazione di detta trendline avvenne il 14 settembre. A fine luglio, il 27, l’azione fece emergere la voglia di riscossa con l’accelerazione oltre le resistenze statiche di area 7,90 euro, elemento che consentì il completamento di un testa e spalle rovesciato in costruzione dal 10 aprile. Il rally del mercato azionario iniziato dai minimi di luglio ha inoltre permesso all’azione di incrociare, sul daily chart, le medie mobili di breve/medio e lungo periodo dal basso verso l’alto. I minimi intraday registrati a cavallo tra l’11 e il 17 ottobre hanno trovato sostegno proprio nel transito della media mobile di breve e hanno consentito all’azione di portare a termine il pull back della rottura della trendline di lungo periodo menzionata sopra. Anche questo elemento ha così rafforzato il quadro grafico del titolo, aumentandone le possibilità di nuovi rialzi. L’ultimo ostacolo che rimaneva da un punto di vista tecnico era rappresentato dal coriaceo livello resistenziale di matrice statica presente a 9,485 euro. Tale soglia aveva sempre ostacolato le velleità rialziste del titolo, così come dimostrano la serie di top intraday e di periodo registrati a cavallo tra il 19 e 28 marzo. La progressione odierna ha così consentito al titolo di superare anche questo ostacolo e di portare a termine una nuova e importante indicazione rialzista: l’accelerazione ha infatti favorito il completamento di un ampio doppio minimo in costruzione dall’8 luglio 2011. In quest’ottica, acquisti scaglionati tra i 9,29 euro e i 9,485 euro potrebbero essere valutati con favore per l’implementazione di una strategia long di posizione. Con stop che scatterebbe solo in caso di ritorni del titolo sotto gli 8,40 euro, il primo target sarebbe a 10,90 euro mentre il secondo a 13,30 euro.


Riccardo Designori


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