Banco Popolare, quadro grafico in bilico

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In un contesto penalizzato fin dalle prime battute dalla chiusura negativa della Borsa di Tokyo, il Banco Popolare si è portato in prossimità degli importantissimi supporti di 2,2825 euro registrando una performance che di fatto la colloca in fondo al principale listino di Piazza Affari. Se in queste prime fasi di contrattazione il titolo è riuscito a scambiare sopra i minimi dello scorso 25 agosto, e già testati in occasione della seduta del 4 ottobre quando le azioni fecero segnare un valore minimo a livello intraday di 4,29 euro, uno scivolone sotto i supporti provocherebbe una rapida correzione. I segni di debolezza si erano peraltro già manifestati nel corso delle ultime giornate borsistiche quando i titoli, nella seduta del primo ottobre, ruppero al ribasso la trendline ascendente ottenuta unendo i minimi crescenti del 7 giugno a 4,01 euro e quelli del 25 agosto. Se a questo si aggiunge che a metà settembre il titolo era già stato rigettato dalla ancor più importante trendline ribassista di medio periodo, costruita con i top dell’8 gennaio e del 15 aprile, si capisce come la pressione dei venditori possa aumentare con decisione sotto 4,2825 euro. Anche perché le medie a 14 e 55 sedute sono state incrociate negativamente il 29 settembre. Da un punto di vista operativo si consiglia di attendere la violazione di 4,2825 prima di intraprendere una strategia short. In tal caso lo stop andrebbe collocato a 4,55 euro mentre il primo target è individuato in prossimità dei supporti di 4 euro. In caso di marcata debolezza, e dunque di cedimento anche di quest’ultimo livello, si aprirebbero spazi per una correzione importante fino a 2,95/3 euro. Tale valore è stato ricavato utilizzando l’estensione di Fibonacci calcolata sull’ampiezza del triangolo disegnato negli ultimi mesi.



Riccardo Designori


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