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Titolo di riferimento: MARIELLA BURANI F.G.
Quotazione al 28/08/2009 2,5230 (-1,66 %)
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The Last Frontier
Data registrazione: Jul 2001
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Leggendo tra le pieghe dei diversi bilanci si può ...
Leggendo tra le pieghe dei diversi bilanci si può cercare di capire in che modo le società del settore moda e lusso hanno provato a difendere la propria redditività negli ultimi anni, che sono stati di crisi per l'intero settore. Un'operazione cui si è fatto frequentemente ricorso è il buy back, ovvero l'acquisto di azioni proprie, una scelta che può influenzare positivamente la redditività aziendale. Se, infatti, le azioni proprie in portafoglio vengono vendute a prezzi superiori a quelli di carico si formano plusvalenze finanziarie che permettono di migliorare i risultati dell'esercizio. Molti investitori pensano che se è la stessa società a comprare lo fa perché ritiene che il mercato stia sottovalutando il reale valore, e questo spiega il forte effetto positivo sulle quotazioni nel momento in cui il buy back viene annunciato. D'altro canto, chi meglio dei manager della società può sapere quando è il momento di ricomprare i propri titoli? Ma è proprio cosi? A giudicare dai bilanci analizzati, sembrerebbe proprio di sì. Tra gli altri risalta il caso di Marzotto, che nel solo esercizio 2003 ha comprato 1,2 milioni di azioni proprie a un prezzo medio di 6,84 euro, mentre attualmente il titolo vale 10,75. Un vero affare per la società che, in prospettiva, può sensibilmente migliorare un utile d'esercizio che nel 2003 è stato di soli 19 milioni, a fronte di un fatturato di 1,8 miliardi di euro. La stessa Luxottica ha proseguito il suo piano di buy back acquistando 4,5 milioni di propri titoli a 10 euro, che ai prezzi attuali valgono circa il 40% in più. Lo stesso hanno fatto Mariella Burani e, tra le società non quotate, Grotto spa (marchio Gas). È curioso notare poi come alcune delle società del settore riescano, facendo ricadere i profitti su proprie consociate estere residenti in Paesi dalla bassa fiscalità, a spuntare vantaggiosi tax rate: il 15% la Bulgari , solo il 9% la Geox . Per differenti ragioni sono invece addirittura negativi i tax rate di Gucci e Prada : la prima perché negli anni passati aveva pagato più imposte del dovuto, la seconda invece ha vinto un contenzioso presso la Corte Europea che le permetterà di beneficiare di imposte differite attive nei prossimi anni. L'utile 2003 di Prada - 36 milioni di euro contro i 27 del 2002 - ha beneficiato inoltre di proventi straordinari per 24 milioni dalla cessione del pacchetto di maggioranza della Church's. Lo stesso Ebitda a bilancio risulta poi in crescita per via della (discutibile) decisione di non considerare più le plusvalenze da alienazione (al netto degli oneri) come proventi straordinari, ma di inserirli a riduzione dei costi di produzione. Al netto di tali poste straordinarie, l'utile operativo di Prada è in calo del 32% rispetto al precedente esercizio, per via soprattutto della contrazione del fatturato nell'ordine del 13%.
Su tale calo dei ricavi, comune a buona parte delle società analizzate, ha pesantemente inciso la debolezza del dollaro: ad esempio, la riduzione del fatturato di Ferragamo dell'8,5% nell'ultimo esercizio è interamente imputabile all'effetto cambio, negativo per 58 milioni; il fatturato Lvmh , in calo del 5,7%, sarebbe addirittura cresciuto del 4% a cambi costanti, nonostante l'impatto della Sars sulle vendite in Giappone. Un caso limite è rappresentato da Marcolin , che ha visto le sue vendite negli Stati Uniti calare del 40% in un anno causa il negativo andamento del cross euro/dollaro e la perdita di quote di mercato nei confronti dei competitor Usa. In questo contesto anche un gruppo solido e ben gestito come Armani ha dovuto attingere a tutte le proprie risorse per poter assorbire senza danni nei numeri di bilancio gli eventi straordinari che hanno caratterizzato il 2003. E riuscire, così, ad avere una crescita dell'utile netto del 14% a fronte di ricavi in discesa del 4%. In primo luogo Armani ha messo in atto una politica di forte razionalizzazione e semplificazione della struttura del gruppo ai fini della ricerca della maggior efficienza a livello di produzione e distribuzione. È in questa ottica che deve essere letta la scelta di ridurre di otto unità le società presenti negli Usa, cosi come l'attuazione di accorpamenti o messa in liquidazione di altre piccole società del gruppo. Queste scelte gestionali hanno consentito di contenere il calo dell'utile operativo a circa il 2% (da 185 milioni di euro a 181). Ma è grazie a una operazione straordinaria che il risultato a livello di bottom line (utile netto) si incrementa rispetto all'anno precedente: infatti, le sopravvenienze attive passano da 5 milioni di euro nel 2002 a 24 milioni di euro nel 2003. La curiosità è legata alla ragione di questa sopravvenienza, ovvero la contabilizzazione, da parte della controllata Immobiliare Fondazione Capocotta, dell'indennità riconosciuta dall'agenzia del demanio per l'esproprio, avvenuto in anni precedenti, di terreni di proprietà della società stessa. Merita, infine, nel bilancio dello stilista una riflessione la posizione finanziaria netta (263 milioni), più che raddoppiata rispetto a fine 2002. La principale ragione è il crollo del 60% dei flussi di cassa da attività di investimento in immobilizzazioni e partecipazioni o rami d'azienda (nel 2002 erano 86 milioni di euro, nel 2003 38 milioni di euro). Insomma, Armani come Warren Buffett ritiene che non ci siano valide opportunità di investimento per cui preferisce mantenere il denaro in cassa (ben 307 milioni di euro in liquidità a fine 2003 a fronte dei 220 milioni a fine 2002)? Magari in vista di buone opportunità future. Studio Pigoli |
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The Last Frontier
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MF
Cedolone in casa Burani Il cda del gruppo della moda proporrà un dividendo straordinario di 0,3 euro. La famiglia a cui fa capo l'azienda fashion incasserà 5,6 milioni, Interbanca 1 milione e la Hopa di Gnutti 500 mila euro. L'operazione è possibile grazie all'arrivo degli Ias Pioggia di dividendi straordinari in casa Burani. Secondo quanto risulta a MF, a breve potrebbe essere convocato un consiglio di amministrazione della quotata Mariella Burani fashion group con all'ordine del giorno, appunto, la distribuzione di una cedola extra che si aggiungerà a quella ordinaria di 0,11 euro (in pagamento a maggio). A ottobre 2005 potrebbe essere staccato, infatti, un nuovo dividendo di circa 0,3 euro. A conti fatti per i Burani, che controllano il 56% del capitale del gruppo della moda direttamente e indirettamente attraverso la Burani designer Holding, significa incassare 5,6 milioni di euro. Ma anche per Emilio Gnutti l'investimento fatto appena un anno fa si è trasformato in un buon affare. E così il finanziere bresciano, che a gennaio del 2004 ha rilevato il 5% del capitale, riceverà un regalo inaspettato da circa 500mila euro. Interbanca, socio indiretto sempre tramite Burani designer Holding con il 10%, incasserà circa 1 milione di euro. La Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani avrà, invece, garantito un dividendo da 200mila euro. Tra gli azionisti dell'azienda con il quartier generale a Cavriago (Reggio Emilia) figurano anche il San Paolo asset management (2,28%), Fineco asset management (2,21%) e Nextra (2,16%). Per gli azionisti, in generale, il monte dividendi complessivo, tra ordinari e straordinari, garantirà un rendimento del 4,8% su un valore di borsa che si aggira attorno a quota 8,32 euro. La distribuzione avverrà utilizzando parte degli utili e attingendo parzialmente alle riserve. La decisione presa dalla famiglia si spiega con il buon andamento della società, superiore addirittura alle aspettative soprattutto nell'ultimo quadrimestre del 2004. Grazie, in particolare, all'espansione della rete retail, nei primi nove mesi del 2004 il fatturato consolidato è cresciuto del 15% passando da 279,8 a 321,7 milioni di euro. Il margine operativo lordo è salito a 37,4 milioni in aumento del 20,4%. Intanto le indicazioni sui dati preliminari relativi alla campagna vendita primavera-estate 2005 portano il management del gruppo a confermare le stime di crescita del fatturato a doppia cifra. Con l'introduzione dei nuovi principi contabili internazionali che prevedono la valutazione al prezzo di mercato di tutte le attività il patrimonio netto, inoltre, si incrementerà notevolmente in quanto gli intangibili (i marchi per esempio) erano stati iscritti in bilancio a un valore molto più basso. I Burani oltre ad aver quotato in borsa il core business, cioè la moda, lo scorso anno hanno collocato sull'Expandi anche Greenvision, focalizzata sull'ambiente. Anche in questo caso gli investitori che hanno sottoscritto l'ipo si possono definire soddisfatti dato che il titolo viaggia sopra il 40% rispetto al prezzo del collocamento. Tra i progetti dell'ambiziosa famiglia ci potrebbe essere anche quello di portare sul mercato un altro tassello importante del gruppo: Antichi pellettieri. Secondo una prima valutazione il valore oscilla attorno ai 200 milioni di euro, oltre 80 milioni in più rispetto al suo fatturato e qualche decina di milioni in meno rispetto alla capitalizzazione della capogruppo. Antichi Pellettieri è controllato al 70% dai Burani, mentre il resto è in mano a LCapital (che fa capo in maggioranza al gruppo del lusso Lvmh). |
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caman
Data registrazione: Dec 2004
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Citazione:
tu hai seguito questo titolo? se si potresti darmi qualche dritta...grazie |
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#4 (permalink) |
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The Last Frontier
Data registrazione: Jul 2001
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MF
I casi di borsa in Italia Mariella Burani Il Mercato Festeggia La Cedola Extra Da 0,25 Euro Dopo aver toccato un massimo intraday a quota 8,69 euro, le azioni Mariella Burani fashion group si sono ridimensionate nel finale, chiudendo a quota 8,443 euro. Il titolo ha così spiccato durante la seduta di ieri un balzo dell'1,54%, con scambi pari all'1,36% del capitale (per un totale di 380 mila pezzi passati di mano). Ad accendere l'interesse sulle quotazioni è stata la conferma di quanto anticipato ieri da MF: il cda, che si è riunito in mattinata, ha deliberato di proporre all'assemblea del 29 aprile 2005 la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,25 euro per azione, in pagamento dal prossimo 27 ottobre, e di un dividendo ordinario di 0,11 euro, in pagamento dal 26 maggio. Il monte dividendi garantisce un tasso di rendimento del 4,8%. La società ha precisato in una nota che ´l'incremento dei flussi di cassa e gli effetti positivi legati all'adeguamento del bilancio del gruppo ai principi contabili internazionali porteranno a un miglioramento del debt/equity ratio, anche successivamente alla distribuzione dei dividendi, dall'attuale 0,89 a 0,65 a fine 2005'. |
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#6 (permalink) |
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The Last Frontier
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Mariella Burani, AD riduce quota del 3% a 55,99% - Consob
MILANO, 19 gennaio (Reuters) - Walter Burani, presidente e ad di Mariella Burani Fashion Group <MBFG.MI> ha ridotto la propria partecipazione nella società al 55,993% dal 58,837% precedente. Lo dice la Conosb negli aggiornamenti sulle partecipazioni rilevanti. L'operazione è datata 10 gennaio mentre la precedente quota risale all'8 ottobre. Nei dettagli, il 20,6% circa del pacchetto è detenuto direttamente in usufrutto (19,5%) e in proprietà (1%), mentre il 33,4% è posseduto indirettamente tramite Burani Designer Holding Bv. La rimanente partecipazione, senza diritto di voto, è detenuta dalla società stessa (per l'1,8%) e una quota residuale tramite Design & Licenses. |
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The Last Frontier
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03/02 17:42 - Mariella Burani: Bipiemme Gestioni detiene 2,377% capitale
La Consob ha comunicato che Bipiemme Gestioni detiene il 2,377% del capitale di Mariella Burani nell'ambito dell'attività di gestione di fondi comuni. L’operazione risale al 26 gennaio scorso. |
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Member
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Citazione:
Oggi sono entrato con 1000 azioni sul titolo. Mi convincono le motivazioni che molti hanno esposto e che non riprendo. Aggiungo un qualcosa che fa pensare. Tenete conto che il sito dal quale e' tratto l'articolo( www.socquot.com) e' forse la prima volta che su un titolo ha accenti positivi. Cosa ne pensate? (Gennaio/2005) Burani S.p.A. forse non è pura fantasia I Burani prevedono per maggio la distribuzione di una maxi cedola con un dividendo straordinario di 0,3 €, derivante dall'utilizzo di parte degli utili e di riserve. Il bilancio pare che possa già beneficiare dell'applicazione dei nuovi principi contabili internazionali nella contabilizzazione delle immobilizzazioni, adeguandole ai prezzi di mercato. I Burani hanno la lodevole volontà di rapportare la remunerazione dell'azione al 4,3% del valore. Una iniziativa che, come è ovvio, ha avuto il più ampio consenso anche degli investitori, manifestatosi con l'incremento della valutazione del titolo. Particolare gradimento è quello dei principali azionisti: Emilio Gnutti con il 5% incasserà circa 500.000 Euro, Interbanca circa 1 milione di Euro, la Popolare di Lodi circa 200 mila Euro, somme minori ma non meno significative al S.Paolo asset management, Fineco asset management e Nextra. Ai Burani che detengono il 56% del capitale, ovviamente, un "incasso" adeguato. In merito non è il caso di ricordare che qualcuno ha detto che si deve amare il prossimo, per cui il prossimo più prossimo dei Burani, sono i Burani stessi. ____________ . _____________ .__________________ Marilena Ferrari nella composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione ha inserito 4 "personaggi" ai quali è stata attribuita e riconosciuta la qualifica di "Consigliere indipendente". Tutto l'equivoco insito in questa qualifica è stato ampiamente descritto (cfr ns. archivio : "Consiglieri indipendenti: l'equivoco non giova" ). Sull'iniziativa della Burani si può, comunque, annotare che: i 4 Consiglieri indipendenti sono minoranze in un organo amministrativo di 9 membri. La loro possibilità di incidere significativamente sulle delibere è, quindi, più formale che sostanziale. Guido De Vivo è stato nominato Vice Presidente, i poteri, tuttavia, non sono stati indicati. De Vivo è un personaggio molto attento ai propri interessi: lo scorso anno fece approvare dall'assemblea l'aumento dei propri compensi; in dicembre ha venduto diritti legati all'aumento di capitale della Mittel (in cui ricopre la carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale con ampi poteri) per un controvalore complessivo di di 786 mila Euro. Aver venduto i diritti connessi all'aumento di capitale della società che amministra, può essere significativo e suscitare un insieme di ipotesi. Ancora più significativo è però il fatto che De Vivo abbia poi acquistato 790.000 azioni per un controvalore di circa 2.685 milioni di Euro: e non è poco ! Si deve ricordare che De Vivo è un reticente per natura ! De Vivo è un manager che non ama la ribalta. Non sono, pertanto, solo queste le argomentazioni e motivazioni che possono averlo indotto ad accettare la nomina a Consigliere e Vice Presidente della Burani. Pensare a un interesse del Gruppo Mittel nell'articolato e composito Gruppo Burani e/o viceversa, forse non è pura fantasia. |
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