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  1. #1

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    blockchain, sarà il nuovo Eldorado?

    TAS C'E'.

    L’inaugurazione a gennaio di un Osservatorio blockchain da parte della Commissione europea dimostra che blockchain è considerata un motore di innovazione: il caso di molte aziende e startup europee, sottolinea Bruxelles, tra queste TAS Group

    Non solo bitcoin: la blockchain, la tecnologia alla base della criptovaluta più nota, non serve solo a creare monete virtuali e non è sinonimo di fluttuazione di valore, speculazioni o utilizzi poco leciti. Le tecnologie blockchain hanno il potenziale di trasformare sia i servizi digitali sia i modelli aziendali in molteplici settori e, nel caso del mondo bancario e delle transazioni finanziarie, la registrazione di blocchi di informazioni in modo distribuito consente una maggiore efficienza, tracciabilità e sicurezza.

    L’inaugurazione a gennaio di un Osservatorio blockchain da parte della Commissione europea dimostra che questa tecnologia è considerata un motore di innovazione già in moto: molte aziende e startup europee, sottolinea Bruxelles, stanno portando sul mercato soluzioni basate sulla blockchain e sul cosiddetto “distributed ledger”, il libro mastro distribuito che permette di elaborare e archiviare i dati elettronici in un database decentralizzato e automatizzato dove, una volta stabilite le regole, gli utenti della stessa rete possono condividere le informazioni e le autorizzazioni di accesso e modifica. Tra questi innovatori vanno incluse istituzioni finanziarie, Borse e banche, impegnate in progetti pilota per elaborare soluzioni che aumentano l’efficienza e la trasparenza delle operazioni e abbattono i costi operativi.
    Solo una banca su 4 ha un piano per la trasformazione digitale
    Blockchain al cospetto delle banche tradizionali e viceversa

    Uno studio indipendente ha stimato, per esempio, che l’automazione introdotta dalla blockchain nella registrazione e gestione delle operazioni di Compensazione e Garanzia potrebbe portare risparmi per 10 miliardi di dollari ai grandi gruppi bancari; il marketplace Australian Securities Exchange e il fornitore statunitense di servizi finanziari post-trading DTCC sono tra le organizzazioni che già la implementano. La blockchain piace a molte banche anche per le possibili applicazioni ai sistemi di pagamento o per la creazione di monete virtuali, uno scenario su cui lavorano sia alcune banche centrali sia istituti commerciali come Ubs e Barclays, che stanno sviluppando una moneta digitale da usare sui mercati finanziari sotto forma di token convertibile in contante sui depositi bancari.
    Blockchain

    L’applicazione della blockchain per tracciare e gestire le transazioni e i pagamenti viene studiata anche dal consorzio R3, cui partecipano colossi quali Deutsche Bank, HSBC, KBC, Natixis, Rabobank, Societe Generale e Unicredit, mentre Swift, il fornitore globale della rete interbancaria e degli standard di messaggistica finanziaria, ha annunciato a gennaio la firma di un Memorandum of Understanding con sette SDA (Sistemi di deposito accentrati) per collaborare nell’ambito di applicazioni basate su distributed ledger. Banche commerciali, tra cui Credit Suisse, vedono opportunità anche nel trasferimento dei prestiti sindacati su sistemi blockchain, che permettono una gestione più efficiente del ciclo di vita del prestito, mentre Banco Santander ha annunciato che entro un paio di mesi abiliterà i pagamenti internazionali mobile con Ripple, altra realtà focalizzata sul mondo bancario che basa la propria tecnologia sulla blockchain.

    In questo cammino verso la trasformazione digitale, infatti, banche, Borse, istituti finanziari e provider dei pagamenti non lavorano da soli, ma cercano sia alleanze tra loro – per arrivare a soluzioni condivise – sia con innovatori che li affianchino con le competenze tecnologiche necessarie e non sempre presenti in-house. Come fa, in Italia e su scala internazionale, TAS Group, unendo nella sua offerta soluzioni software modulari e interoperabili, conoscenza del mercato e supporto alla compliance normativa. L’obiettivo è aiutare i clienti a capire le possibilità che derivano dalla blockchain e a definire un modello di business personalizzato.
    Dieter Schöne

    Nessuna contrapposizione tra banche e startup attive sulle criptovalute, dunque: tra le proprie iniziative TAS Group sta collaborando con alcuni Partner per realizzare ATM in grado di effettuare prelievi e pagamenti in criptovaluta, e per produrre carte prepagate fisiche e virtuali per agevolare l’acquisto e l’utilizzo nei punti vendita, anche in associazione a programmi di loyalty specifici.

    “La blockchain può sembrare una tecnologia complessa, ma il risultato è la semplificazione“, spiega in una nota Dieter Schoene, Managing Director di TAS Germany, una delle filiali europee di TAS Group, la multinazionale italiana con una specializzazione nella realizzazione di soluzioni software per la monetica, i pagamenti, i mercati finanziari e l’extended enterprise. “L’automazione dei processi accresce la sicurezza e il buon funzionamento del sistema: pensiamo alla riduzione del rischio di frode nella fatturazione, alla verifica delle credenziali di clienti e controparti, o ancora ai contratti intelligenti: alle banche questa tecnologia permette di ottimizzare i processi manuali per il regolamento delle transazioni di titoli, o del Trade Finance, ma le applicazioni sono in tutti i settori in cui sia necessario validare un contratto e una firma, semplificando i passaggi e i costi a vantaggio della tracciabilità. Per questo si moltiplicano le iniziative degli istituti finanziari e di pagamento, affiancati da partner tecnologici che portano know-how tecnico e consulenza strategica su come attuare il cambiamento”.


    TAS Group

  2. #2

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    Milano, 16 gennaio 2018.

    Nuove interessanti sfide coinvolgeranno le Banche a partire da gennaio 2018, quando la nuova direttiva sui servizi di pagamento PSD2 verrà recepita. Le disposizioni mirano, infatti, a favorire la competitività sul mercato, ampliando il campo da gioco (“level playing field”). Com’è noto, la nuova direttiva consentirà da un lato la nascita di nuovi players, riconosciuti come terze parti (TTPs – “Third Party Providers”), dall’altro, lo sviluppo di nuovi strumenti di pagamento in mobilità grazie all’open banking. Tale spinta all’innovazione tecnologica rappresenta poi un’ulteriore fonte di accelerazione, in grado di incoraggiare potenziali partnership con le Fintech.

    L’aumento di servizi offerti tramite web banking e mobile app, non esclusivamente da tradizionali istituzioni finanziarie ma anche da nuovi attori di mercato, risulta tra le principali evidenze affiorate nel corso della ricerca condotta da CeTIF e dimostra come il settore bancario stia affrontando un sostanziale cambio di paradigma. Nello specifico, dai risultati della survey condotta da CeTIF, è emerso come il 68% dei rispondenti preferisca la propria banca per la fornitura di servizi di pagamento, sebbene il 48% sceglierebbe comunque nuovi operatori tecnologici in ambito finanziario, come Paypal o Satispay. Inoltre, il 79% dei rispondenti utilizzerebbe un servizio digitale offerto da un soggetto diverso dalla propria banca per effettuare pagamenti. Questi risultati portano ad un’importante riflessione, che vede il mobile un canale capace di spostare gli equilibri della situazione di mercato attuale.

    Sempre in ambito innovativo, le Banche si ritrovano al loro debutto riguardo agli Instant Payments: il servizio di bonifico istantaneo offerto a livello paneuropeo per il trasferimento di denaro da un conto corrente all’altro in soli 10 secondi. Gli Instant Payments, così come i servizi di open banking si profilano come una modalità aggiuntiva per la generazione di valore all’interno della filiera delle transazioni elettroniche. Inoltre, l’analisi ha focalizzato l’attenzione sulla gestione dell’operatività degli Instant Payments nell’ambito della Tesoreria, proponendo nuovi modelli di settlement e soluzioni di interoperabilità.

    Allo stesso tempo gli istituti di credito non possono trascurare l’emergere di nuove tecnologie, quali la blockchain o distributed ledger technology, per la fornitura di servizi a valore aggiunto. Sempre nel corso della ricerca è emerso come l’attuale interesse dimostrato dalla quasi totalità delle Banche partecipanti sul tema blockchain, non solo in riferimento ai servizi di pagamento, sia orientato su servizi cross border o in linea con le iniziative guidate da consorzi o associazioni.

    Questi i presupposti che hanno guidato, tra marzo e dicembre 2017, il gruppo di lavoro composto da 10 istituzioni (Banca IFIS, Banca Popolare di Sondrio, Banca5, Iccrea Banca, Intesa Sanpaolo, SEC Servizi, UBI Banca, UBI Sistemi e Servizi, UniCredit, UniCredit Business Integrated Solutions) e i partner Enterprise, NTT DATA, Oracle e TAS Group. La ricerca che ha coinvolto anche esperti del settore e Fintech, ha avuto ad oggetto l’analisi del framework normativo di riferimento e lo stato dell’arte di soluzioni di mobile banking, digital identity e tecnologia blockchain, con focus particolare sull’identificazione di use case potenzialmente utili per la progettazione di nuove applicazioni.

    In generale, è quindi chiara la necessità da parte degli Istituti di credito di un costante miglioramento nel rispondere alle esigenze dei clienti, che, ancora di più di quanto accadeva in passato, oggi ricoprono un ruolo fondamentale e trainante all’interno dell’offerta di servizi digitali da parte delle banche.

    Le ricerche di CeTIF sul tema dei pagamenti e della blockchain proseguiranno nel corso del 2018.

  3. #3

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    chiedo a voi..una sinergia con retelit...lo vedete??grazie,robo:

  4. #4

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    nessuna sa rispondere??grazie,robo.

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