MolMed Terapie per il Terzo Millennio VI
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  1. #1
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    MolMed Terapie per il Terzo Millennio VI

    MolMed Terapie per il Terzo Millennio VI-gene-therapy-.jpg


    Così è se vi pare, e anche se non vi pare...

    P.s.
    Nuova Presentazione:

    http://www.molmed.com/sites/default/...l_9th_2018.pdf
    Ultima modifica di Jacopo Robusti; 03-04-18 alle 22:50

  2. #2

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    Così è se vi pare, e anche se non vi pare...

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    Sul mercato c'è il 68% delle azioni??'''

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da luiss1970 Visualizza Messaggio
    Sul mercato c'è il 68% delle azioni??'''
    io sono in acquisto a .451.....poi a .44....poi basta xchè ho finito sghei....saluti compagni di viaggio....

  4. #4

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  5. #5

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    Citazione Originariamente Scritto da luiss1970 Visualizza Messaggio
    Sul mercato c'è il 68% delle azioni??'''
    Più che altro tutte le partecipazioni sono indicate per difetto, se così fosse anche per h-invest e h-equity allora dovremo dedurre che hanno aumentato? Sul sito molmed al 15/09/17 stavano al 3,59 ora (per difetto?) al 4%.

  6. #6

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    pharmastar

    Pfizer sigla accordo con la biotech Allogene per sviluppare le CAR-T cell di nuova generazione
    Mercoledi 4 Aprile 2018 Davide Cavaleri
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    La neonata biotech Allogene Therapies ha stipulato un accordo per acquisire i diritti dell'intero portafoglio di farmaci sperimentali a base di CAR-T allogeniche di Pfizer ancora in fase di sviluppo preclinico. In cambio, Pfizer ottiene una partecipazione del 25% nella nuova azienda e due posti nel consiglio di amministrazione. Pfizer non avrà più un ruolo diretto nel business delle CAR-T ma con questo accordo l'azienda americana diluisce il rischio insito nello sviluppo di questi farmaci e si assicura il supporto di un team di esperti del settore.

    La neonata biotech Allogene Therapies ha stipulato un accordo per acquisire i diritti dell’intero portafoglio di farmaci sperimentali a base di CAR-T allogeniche di Pfizer ancora in fase di sviluppo preclinico. In cambio, Pfizer ottiene una partecipazione del 25% nella nuova azienda e due posti nel consiglio di amministrazione.

    Allogene riceverà da Pfizer i diritti relativi a 16 attività precliniche di CAR-T, e in più il farmaco sperimentale UCART19, sempre a base di CAR-T cell. Quest’ultimo venne concesso in licenza a Servier e a Pfizer da Cellectis, società francese specializzata di terapia cellulare. Pfizer detiene una partecipazione dell'8% in Cellectis a seguito di un accordo del 2014 e tale partecipazione rimarrà in carico alla multinazionale americana.

    Pfizer non avrà più un ruolo diretto nel business delle CAR-T ma con questo accordo l’azienda americana diluisce il rischio insito nello sviluppo di questi farmaci e si assicura il supporto di un team di esperti del settore.

    Ai vertici di Allogene ci sono infatti Arie Belldegrun (CEO) e il capo della ricerca David Chang che hannop fondato e poi venduto (a caro prezzo) Kite Pharma, la prima azienda biotech a ricevere l’approvazione della Fda per una terapia CAR-T (Yescarta) in pazienti adulti (il farmaco di Novartis ricevette la prima approvazione solo per pazienti pediatrici). La nuova avventura imprenditoriale si basa su un finanziamento di 300 milioni di dollari ottenuto da un pool di aziende.

    «Mentre è in corso un importante lavoro in tutto il settore per la terapia cellulare autologa di prossima generazione, Allogene spera di realizzare la prossima rivoluzione nel settore, con il successo dello sviluppo della terapia cellulare allogenica, e il potenziale per un accesso più rapido ai pazienti», ha riferito Belldegrun. «Sotto la direzione di David Chang, uno straordinario scienziato con oltre 30 anni di esperienza senza precedenti nello sviluppo di trattamenti per il cancro, Allogene è pronta a guidare lo sviluppo di una delle opportunità oggi più eccitanti nel nostro settore».

    L'accordo accelererà lo sviluppo della terapia con cellule T del recettore dell'antigene chimerico di Pfizer (CAR T), una terapia immunocellulare sperimentale per il trattamento del cancro, ha dichiarato l'azienda in un comunicato.
    La terapia cellulare CAR T è una nuova classe di trattamento in cui le cellule T che combattono la malattia vengono rimosse da un paziente e geneticamente modificate per riconoscere e attaccare meglio il cancro. Vengono poi re-infusi nello stesso paziente dove possono circolare per anni per cercare e combattere la malattia.

    Un nuovo approccio CAR-T: la terapia allogenica
    Belldegrun ha ottenuto 11,9 miliardi di dollari dalla vendita di Kite a Gilead, e non ha perso tempo per creare subito Allogene, società che intende andare oltre la prima generazione di terapie CAR-T, passando dall’attuale processo autologo, che utilizza cellule del paziente reingegnerizzate, a un sistema allogenico.

    Invece di un lungo e costoso approccio autologo personalizzato, che richiede l'estrazione e la reingegnerizzazione delle cellule dei singoli pazienti per creare una terapia che si è dimostrata particolarmente efficace nei tumori del sangue, Allogene punta a perfezionare un processo di modifica genica in grado di sviluppare da 50 a 100 lotti terapeutici da un singolo donatore. Se funziona, sarà più economico e più veloce della prima generazione di CAR-T, che hanno portato alla registrazione dei farmaci Yescarta e Kymriah.

    «La piattaforma allogenica CAR-T rappresenta un approccio potenzialmente trasformativo per il trattamento del cancro e siamo entusiasti di ciò che il futuro potrebbe riservare a quest'area di ricerca», ha affermato Robert Abraham, a capo della ricerca e sviluppo oncologica di Pfizer. «Riteniamo che nell'ambito del forte sviluppo scientifico, clinico e normativo del team di Allogene, il portafoglio CAR-T di Pfizer sarà ben posizionato per avanzare rapidamente in potenziali nuove terapie innovative e, in ultima analisi, per raggiungere velocemente i pazienti più bisognosi».

    L’accordo tra Allogene e Pfizer
    Il portafoglio di Pfizer acquisito da Allogene consta di 16 terapie in fase preclinica CAR-Ts, più il candidato UCART19, una terapia allogenica attualmente in Fase I di sviluppo per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta. Questi farmaci sono il frutto della collaborazione tra Pfizer, Servier e la biotech francese Cellectis, che si è concentrata sullo sviluppo di immunoterapie basate su cellule T allogeniche modificate geneticamente (UCART).

    Allogene e Servier intendono avviare gli studi di Fase 2 di UCART19 nel 2019. Secondo i termini dell'accordo di sviluppo originale, Allogene avrà i diritti esclusivi di sviluppare e commercializzare il farmaco negli Stati Uniti, mentre Servier manterrà i diritti esclusivi per tutti gli altri Paesi.

    Allogene assumerà la collaborazione strategica e l'accordo di licenza con Cellectis, con diritti esclusivi per lo sviluppo e la commercializzazione di programmi UCART allogenici precedentemente definiti. Cellectis riceverà pagamenti milionari a raggiungimento di obiettivi clinici e commerciali fino a $ 2,8 mld, o $ 185 mln per ognuno dei 15 programmi, e royalties sulle vendite nette di qualsiasi prodotto commercializzato da Allogene in base all'accordo.

    «Gli ultimi quattro anni di partnership con Pfizer sono stati gratificanti e produttivi. Pfizer è stato tra i primi ad adottare l'approccio allogenico, visto che i programmi CAR-T modificati geneticamente sono il futuro dell'immunoterapia per curare il cancro», ha affermato André Choulika, CEO di Cellectis. «Crediamo fortemente che Allogene, insieme a Cellectis, farà parte del miglior team possibile per continuare questa collaborazione. La nostra esperienza nella CAR-T allogenica, combinata con la leadership di Belldegrun e Chang e il loro successi nella terapia cellulare, aprono la strada per il futuro in prodotti standard arricchiti dall'editing genetico».

    «Abbiamo costruito fiducia e rispetto reciproci negli anni nel settore CAR-T e questa collaborazione sarà il punto di partenza per una partnership a lungo termine», ha dichiarato Chang. «La nostra missione in Allogene è quella di catalizzare la prossima rivoluzione nel trattamento del cancro attraverso lo sviluppo di terapie allogeniche CAR-T rivolte ai tumori del sangue e ai tumori solidi. Riteniamo che questa collaborazione alimenti la nostra missione e non vediamo l'ora di collaborare con Cellectis per accelerare lo sviluppo di terapie cellulari allogeniche».

    Terapia cellulare autologa e allogenica
    I prodotti per la terapia cellulare sono fabbricati da un'origine di cellule o tessuti autologhi o allogenici. I prodotti di terapia cellulare autologa sono prodotti dalle cellule o dai tessuti del paziente, mentre i prodotti di terapia cellulare allogenica derivano da un donatore diverso dal paziente. I prodotti di terapia cellulare autologa sono stati utilizzati clinicamente per oltre 30 anni utilizzando materiale cellulare proveniente da midollo osseo, globuli bianchi e piastrine. Nell'ultimo decennio, è stata fatta una forte spinta per sviluppare una terapia cellulare autologa derivata da cellule staminali derivate da tessuto adiposo.

    Se la terapia cellulare autologa è personalizzata, quella allogenica non lo è e il processo di produzione differisce nel fatto che spesso implica un'estesa elaborazione cellulare.

    La terapia allogenica è un concetto dirompente in biologia. Il dogma immunologico standard sostiene che qualsiasi tessuto estraneo possa provocare una reazione immunitaria. Questo concetto è chiaramente evidente nel trapianto di organi solidi ed ematopoietici, in cui l'immunosoppressione aggressiva è la norma per proteggere gli allograft (il trapianto di un organo o tessuto da un individuo all'altro della stessa specie con un genotipo diverso) dal rigetto. Man mano che il campo della terapia cellulare evolve, è diventato evidente che vari tipi di cellule, di cui le cellule staminali mesenchimali ne sono il prototipo, hanno sufficiente capacità di eludere e/o sopprimere il sistema immunitario nella misura in cui possono essere utilizzate come allograft senza richiedere una immunosoppressione concomitante.

  7. #7
    L'avatar di Jacopo Robusti
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    Good Mooorning!

    Mi sembrano un po' troppo ottimisti sui tempi per la CMA, hanno appena risposto alle domande del 120° giorno...

    http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/...C500004235.pdf

  8. #8

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    Citazione Originariamente Scritto da Jacopo Robusti Visualizza Messaggio
    Mi sembrano un po' troppo ottimisti sui tempi per la CMA, hanno appena risposto alle domande del 120° giorno...

    http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/...C500004235.pdf


    Come analisi comparativa cosa ne pensi?
    Meglio il loro prodotto di Zalmoxis?

  9. #9
    L'avatar di Jacopo Robusti
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    [QUOTE=luiss1970;50629698]Come analisi comparativa cosa ne pensi?
    Meglio il loro prodotto di Zalmoxis?[/QUOTE

    Se avessi bisogno, non mi accontenterei di una terapia che promette bassi tassi di GVHD,

    preferirei quella che la risolve nella maggior parte dei casi come Zalmoxis.

    I dati monofase di Fase 2 con il prodotto di punta ATIR101 nei pazienti con tumore del sangue mostrano un miglioramento forte e clinicamente molto rilevante rispetto alla letteratura per il protocollo di Baltimora, con un rischio ridotto di GVHD.

    Kiadis Pharma to announce Annual Results for the year ended December 31, 2017

  10. #10

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    [QUOTE=Jacopo Robusti;50629789]
    Citazione Originariamente Scritto da luiss1970 Visualizza Messaggio
    Come analisi comparativa cosa ne pensi?
    Meglio il loro prodotto di Zalmoxis?[/QUOTE

    Se avessi bisogno, non mi accontenterei di una terapia che promette bassi tassi di GVHD,

    preferirei quella che la risolve nella maggior parte dei casi come Zalmoxis.

    I dati monofase di Fase 2 con il prodotto di punta ATIR101 nei pazienti con tumore del sangue mostrano un miglioramento forte e clinicamente molto rilevante rispetto alla letteratura per il protocollo di Baltimora, con un rischio ridotto di GVHD.

    Kiadis Pharma to announce Annual Results for the year ended December 31, 2017


    Quindi dobbiamo avere paura?

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