KREscere KREscere KREscere - Pagina 4
Piazza Affari chiude in timido rialzo, Atlantia paga dazio dopo rilancio Acs su Abertis
Giro di boa settimanale senza verve per Piazza Affari. Grazie a un colpo di reni finale l'indice Ftse Mib ha chiuso in lieve rialzo (+0,08% a 23.354 punti) una giornata …
Atlantia-Abertis, accordo in bilico. Arriva contro opa ACS, offerta superiore di oltre 13%
Attraverso la sua controllata tedesca Hochtief, la società spagnola attiva nel ramo delle costruzioni che fa capo al presidente del Real Madrid Florentino Perez ha presentato una proposta del valore …
Occupazione: Draghi promuove il Jobs Act e riforme lavoro Spagna
"Il banchiere ha fatto una osservazione tra il legame che sussiste tra la presenza di una politica monetaria accomodante e la capacità, per i paesi che ne beneficiano, di avviare …
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  1. #31
    L'avatar di Max Joseph
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    1. Il fondo c'era solo da 2 anni e come pezza d'appoggio per il recupero della quota Exeufis fallita
    2. Tedeschi non ha venduto ha rimesso la propria carica per la prossima assemblea
    3. Intermonte SUCKS
    4. Usate il congiuntivo

  2. #32
    L'avatar di wild-truck69
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    Speriamo non rompa la viola...........

  3. #33

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    c'è qualcuno che va all'assemblea degli azionisti di oggi? nel sito di kre, sez comunicati e avvisi, c'è una relazione del consiglio sindacale interessante.

  4. #34
    L'avatar di wild-truck69
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    ...........perche' lasciano entrare anche chi ha lo 0,001% del capitale?

  5. #35

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    cosa dite di questa denuncia al collegio sindacale art 2408 uscito sul sito kr energy....




    forza coi com

  6. #36
    L'avatar di uliss
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    K.R.ENERGY S.p.A.:
    Dimissioni della maggioranza dei componenti il Consiglio di Amministrazione
    Milano 16 giugno 2016 – K.R.Energy S.p.A. comunica che, in data odierna, i consiglieri Serge Umansky
    (Presidente), Isabella Perazzoli (consigliere con delega), Irene Umansky (consigliere non esecutivo) e Andrew
    Buttler Cassar (consigliere indipendente e componente del comitato controllo e rischi) hanno rassegnato le
    proprie dimissioni dalla carica di consiglieri di amministrazione, con efficacia dalla prima assemblea che sarà
    convocata per consentire alla nuova compagine societaria di esprimere un’adeguata rappresentatività
    all’interno della società.
    La decisione fa seguito alla comunicazione Consob relativa alle partecipazioni rilevanti dalla quale risulta che il
    1 giugno 2016 Rise Equity S.p.A. ha acquisito l’intero pacchetto azionario in precedenza detenuto da
    Whiteridge Investment Fund Spc, corrispondente al 20,09% del capitale sociale di K.R.Energy S.p.A..
    Il 70% del capitale sociale di Rise Equity S.p.A. è detenuto da Se.R.I. S.p.A., per il tramite della società fiduciaria
    Cordusio Società Fiduciaria per Azioni. Se.R.I. S.p.A. è a sua volta controllata al 50,41% dall’ingegner Vittorio
    Civitillo.
    Sulla base delle informazioni a disposizione della Società Serge Umansky è titolare di n. 350.000 azioni
    ordinarie di K.R.Energy, pari all’1,06% e Isabella Perazzoli è titolare di n. 20.000 azioni ordinarie K.R.Energy, pari
    allo 0,06%.
    Considerate anche le dimissioni del consigliere Gaetano Tedeschi, comunicate al mercato lo scorso 14 giugno
    2016, alla data odierna, risulta che la maggioranza dei componenti il consiglio di amministrazione di K.R.Energy
    S.p.A. abbia rassegnato le proprie dimissioni con efficacia dalla prossima assemblea dei soci da convocarsi in
    conformità alla normativa vigente.

  7. #37
    L'avatar di steelhead
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    Citazione Originariamente Scritto da uliss Visualizza Messaggio
    Ma l'uscita di Tedeschi come la vedete ?

    atto dovuto in quanto nuova maggioranza...nn è detto che non venga rieletto nel prox cda...

  8. #38
    L'avatar di uliss
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    Relazione del Collegio Sindacale di KR Energy S.p.A. in esito alla denuncia ex art.
    2408 cod. civ. presentata dal socio Giovanni Borgini
    Premessa
    (i) Il giorno 11 maggio 2016 il socio Giovanni Borgini, titolare di una
    partecipazione pari al 3,45% del capitale di KR Energia S.p.A. (“KRE” o la “Società”),
    ha presentato al Collegio Sindacale denuncia ex art. 2408 cod. civ., qui allegata.
    (ii) Il 16 maggio 2016 il Presidente del Collegio Sindacale ha trasmesso copia
    della denuncia al Consiglio di Amministrazione invitando lo stesso a far pervenire
    eventuali osservazioni in forma scritta per dare seguito alla richiesta di
    informazioni avanzata dal socio e a convocare una riunione per la discussione sul
    merito della denuncia.
    (iii) Il 20 maggio 2016 il Presidente del Collegio Sindacale ha richiesto alla
    Società la documentazione riguardante le operazioni oggetto di denuncia nonché
    la convocazione d’urgenza di un Consiglio di Amministrazione per discutere le
    questioni attinenti la denuncia.
    (iv) Il 23 maggio 2016 la Società ha provveduto a trasmettere la
    documentazione richiesta.
    (v) Il 24 Maggio 2016 il Collegio Sindacale ha depositato integrazione della
    Relazione resa ai sensi dell’art. 2429, commi 1 e 3 cod. civ. e dell’art. 153 TUF per
    segnalare agli azionisti la ricezione della denuncia ex art. 2408 cod. civ.
    (vi) In pari data copia della denuncia è stata inviata all’Organismo di Vigilanza
    per quanto di sua competenza.
    (vii) Il 26 maggio 2016 si è tenuto un Consiglio di Amministrazione della
    Società, ove uno dei temi all’ordine del giorno è stata la denuncia ex art. 2408 cod.
    civ. A riguardo il Collegio Sindacale ha segnalato al Consiglio di Amministrazione,
    ferme le attività di indagine attualmente in corso, di svolgere le opportune
    valutazioni in ordine al contenuto della denuncia pervenuta e, se del caso ed ove
    ritenuto necessario, a porre in essere ogni legittima attività che potesse
    eventualmente rimuovere le criticità evidenziate.
    (viii) Il 26 maggio 2016 il Presidente del Collegio Sindacale ha trasmesso copia della
    denuncia a BDO Italia, società che cura la revisione legale, per le osservazioni di
    competenza che sono pervenute con nota del 7 giugno 2016.
    2
    (ix) Il 6 giugno 2016 il Collegio Sindacale ha rivolto al Consiglio di Amministrazione
    una richiesta di chiarimenti in merito alla documentazione fornita, a cui ha dato
    da ultimo riscontro la Società con comunicazione dell’amministratore delegato del
    10 giugno 2016.
    (x) Il giorno 10 giugno 2016 si è tenuto un Consiglio di Amministrazione della
    Società ove uno dei temi all’ordine del giorno è stato, ancora, la denuncia in
    esame; in tale occasione il Collegio Sindacale ha reiterato al Consiglio di
    Amministrazione l’invito, ove considerato necessario, a intervenire per eliminare
    le problematiche rappresentate nell’esposto.
    (xi) In conformità alle previsioni di cui all’art. 2408 cod. civ. il Collegio Sindacale ha
    dunque svolto le proprie indagini, il cui esito sottopone all’assemblea dei soci
    convocata per il 16 giugno 2016 per l’approvazione del bilancio consolidato e del
    bilancio separato al 31 dicembre 2015 nonché per la nomina del Collegio
    Sindacale.
    (xi) Ai fini delle indagini sollecitate dalla denuncia in argomento, il Collegio
    Sindacale ha interagito con il Comitato per il controllo e rischi e con il dirigente
    preposto alla redazione dei documenti contabili societari. L’Organismo di
    Vigilanza, come detto, è stato reso edotto della denuncia il 16 maggio 2016.
    Punto 1) Cessione di Coser a E.VA S.p.A.
    A) La richiesta di indagini
    La prima operazione sulla quale il Collegio Sindacale è stato chiamato a indagare è
    la cessione di CO.SE.R s.r.l. (“Coser”) a E.VA., Energie Valsabbia S.p.A. (“EVA”). In
    proposito il denunciante chiede di accertare:
    (i) se sia stato versato integralmente il prezzo di €13.400.000,00 quale
    corrispettivo della cessione;
    (ii) in caso contrario, quali iniziative abbia assunto il Consiglio di
    Amministrazione della Società.
    B) La vicenda contrattuale
    L’operazione di cessione di Coser, titolare di cinque impianti fotovoltaici, si
    inserisce nell’ambito delle scelte strategiche di KRE a favore di settori di attività
    ritenuti maggiormente premianti.
    3
    L’operazione è stata oggetto di discussione nei Consigli di Amministrazione del 18
    dicembre 2014, del giorno 11 marzo 2015 e soprattutto del 10 aprile 2015 che
    approvò la vendita della società alle condizioni poi formalizzate nel contratto
    preliminare del 17 aprile 2015.
    C) Le indagini svolte dal Collegio Sindacale
    (i) Dalla documentazione esaminata risulta che il prezzo complessivo di
    €13.400.000,00 per la cessione di Coser sia stato integralmente pagato, come
    anche confermato dalla Società incaricata della revisione.
    Il contratto di compravendita tuttavia prevedeva la costituzione di un “deposito
    cauzionale” di €2.865.000,00 a favore dell’acquirente, di cui (a) €865.000,00 da
    restituire al venditore KRE subordinatamente al rilascio del nulla osta di GSE alla
    cessione di crediti derivanti dalle tariffe incentivanti; e (b) €2.000.000,00 destinati
    a garanzia delle “dichiarazioni e garanzie” del venditore, da restituire secondo una
    progressione percentuale, comprensiva di interessi, nell’arco di cinque anni dalla
    cessione.
    (ii) In occasione dell’approvazione del Consiglio di Amministrazione
    dell’operazione il 10 aprile 2015, l’allora consigliere indipendente Paola Dall’Oco e
    il Presidente del Collegio Sindacale segnalarono l’incompletezza dell’informativa
    fornita e l’eccesso di rischio che la costituzione del deposito cauzionale poneva a
    carico della venditrice: per situazioni analoghe la prassi di mercato avrebbe
    suggerito di ricorrere ad un deposito convenzionale (escrow agreement). Inoltre il
    contratto prevedeva un’opzione di vendita a favore dell’acquirente (Buy-Back)
    degli impianti trasferiti in caso di sospensione della tariffa incentivante da parte
    del GSE per il venir meno o per effetto dell’impugnazione del titolo autorizzativo
    (DIA) per la gestione degli impianti.
    (iii) Successivamente alla conclusione dell’operazione è insorta una controversia
    fra le parti per la restituzione dell’importo di €865.000,00. EVA ha infatti eccepito
    il mancato rilascio del nulla osta da parte del GSE alla cessione dei crediti derivanti
    dalle tariffe incentivanti e ha quindi contestato la restituzione dei fondi. Inoltre,
    ha avanzato nei confronti di KRE una richiesta di indennizzo di €460.000,00 in base
    al contratto di compravendita, derivante, a suo dire, dalla violazione degli obblighi
    di informativa: EVA non sarebbe stata posta tempestivamente a conoscenza
    dell’esistenza di una convenzione fra Coser e l’Acquedotto Pugliese in forza della
    quale la prima dovrebbe pagare una indennità annuale di €15.000,00 al secondo,
    a decorrere dal 2011 fino al 2015 per complessivi €457.689,00 per la quale avrebbe
    già pagato €92.000,00, ma di cui non è stata fornita evidenza.
    4
    (iv) In merito a tale controversia il Consiglio di Amministrazione di KRE del 12
    maggio 2016, dopo aver valutato il contenuto di una possibile transazione con EVA
    secondo i termini rappresentati dall’amministratore delegato, ebbe a delegare
    quest’ultimo a “trattare con EVA, Energia Valsabbia S.p.A. al fine di ottenere il
    miglior risultato per il recupero del proprio credito (ossia il credito alla restituzione
    di €865.000,00), con obbligo di rendiconto e di ratifica ai prossimi consigli di
    amministrazione”; rectius, con obbligo di riferire ai prossimi consigli di
    amministrazione l’esito della trattativa sull’accordo transattivo per la necessaria
    autorizzazione ai fini del perfezionamento dell’accordo .
    (v) Durante la riunione del 12 maggio 2016, a commento delle condizioni esposte
    dall’amministratore delegato ai fini della transazione con EVA, il Presidente del
    Collegio Sindacale rilevò l’incongruenza fra la mancata restituzione di €865.000.00
    subordinata, ai sensi del contratto di compravendita, solo al nulla osta del GSE per
    il pagamento dei crediti vantati nei suoi confronti, e il “deposito cauzionale” di
    €2.000.000,00 costituito a favore dell’acquirente proprio a garanzia di eventuali
    indennizzi contrattuali. Il sindaco Paola Dall’Oco pure avvertì che un ritardo
    nell’incasso degli importi contestati, in conseguenza di nuove pattuizioni
    contrattuali, avrebbe determinato l’obbligo di costituire ulteriori fondi rischi nel
    bilancio della Società.
    (vi) In esito alla denuncia il Collegio Sindacale ha accertato che l’amministratore
    delegato ha concluso ed eseguito un accordo transattivo con EVA il 13 maggio
    2016, prima ancora di riferirne al Consiglio di Amministrazione della Società per la
    necessaria autorizzazione.
    Tale accordo in sintesi prevede:
    a) Il pagamento a KRE di €473.850, oltre interessi (€18.437), eseguito il 13
    maggio 2016, quale primo importo “svincolato” dagli originari €865.000,00;
    b) Il pagamento a EVA da parte di KRE di €92.000,00 “senza nulla riconoscere
    e con riserva di espressa ripetizione delle somme all’esito del periodo di
    negoziazione” con l’Acquedotto Pugliese;
    c) la gestione comune fra EVA e KRE della controversia con l’Acquedotto
    Pugliese per risolvere la convenzione con l’ente;
    d) il rinvio al 31 luglio 2016 del pagamento da parte di EVA di €391.149,49
    quale residua quota degli originari €865.000,00 “ai sensi del Contratto” ossia,
    come chiarito dalla Società su espressa richiesta del Collegio Sindacale,
    5
    subordinatamente alla ricezione del nulla osta da parte del GSE rispetto alla
    totalità delle cessioni dei crediti prima indicati.
    La prima tranche del deposito cauzionale di €200.000,00 (pari al 10% di €
    2.000.000) è stata poi pagata da EVA il 26 aprile 2016, sia pure senza
    corresponsione degli interessi.
    Alla luce di quanto esposto risulta anche sul piano documentale che - alla data di
    redazione della presente relazione – la Società, rispetto al corrispettivo pattuito di
    €13.400.000,00, deve ancora incassare da EVA:
    - €391.149,49 quale quota residua dell’originario deposito di €865.000,00, oltre
    interessi contrattuali al 2% anno;
    - €40.109,59 quali interessi contrattuali al 2% anno sull’intero importo in
    deposito di €2.000.00,00;
    - €1.800.000,00, in rate di diverso importo, alle scadenze del 17 aprile 2017,
    2018, 2019 e 2020, sempre oltre interessi contrattuali al 2% anno.
    Al di là dei rilievi sull’obbligo dell’amministratore delegato di riferire al Consiglio
    l’esito del negoziato dell’accordo transattivo secondo i termini approvati nella
    delibera del Consiglio di Amministrazione del 12 maggio 2016, sul merito
    dell’accordo transattivo rimane da spiegare la logica del pagamento di €92.000,00
    a EVA, con riserva di ripetizione a conclusione del negoziato con l’Acquedotto
    Pugliese se tale importo non risultasse dovuto, considerato che (i) EVA può
    contare su un “deposito cauzionale “ di €2.000.000,00 (ora ridotto a
    €1.800.000,00) che è stato espressamente costituito a tale scopo; (ii) EVA non ha
    ancora fornito a KRE evidenza documentale del pagamento di tale importo
    all’Acquedotto Pugliese.
    Ad oggi il Consiglio di Amministrazione non è stato aggiornato dall’amministratore
    delegato sull’esito della transazione.
    Punto 2) KREnergy 11-Ascent
    A) La richiesta di indagini
    La seconda richiesta di indagini riguarda l’intervenuto acquisto da parte di
    KREnergy Undici s.r.l. (“KRE 11”) di due impianti eolici situati nel Comune di
    Montefalcone da Ascent Resources Italia s.r.l. (“Ascent”).
    6
    Secondo il comunicato diffuso da KRE il 5 agosto 2015, l’acquisto sarebbe stato
    eseguito per il prezzo complessivo di €520.000,00, di cui €320.000,00 sarebbero
    già stati pagati e il saldo €200.000,00 da versare, a seguito della rilevazione degli
    indici di produzione degli impianti. Nell’accordo sarebbe previsto inoltre il
    riconoscimento di un rimborso da parte del venditore se la produzione fosse
    risultata inferiore alle performance garantite.
    E’ stato chiesto al Collegio Sindacale di verificare:
    (i) se il saldo di €200.000,00 sia stato versato, a seguito della rilevazione
    degli indici di produzione degli impianti o in data antecedente;
    (ii) se si siano verificate le performance garantite e se quindi, in conformità
    al contratto, il venditore abbia provveduto al rimborso relativo.
    B) La vicenda contrattuale
    Dalle verifiche svolte dal Collegio Sindacale risulta che l’operazione conclusa fra
    KR 11 e Ascent riguardava due accordi.
    (i) Uno formalizzato il giorno 8 maggio 2015 avente ad oggetto l’acquisto di
    un impianto eolico definito “Torre T8” al prezzo di €260.000,00, di cui €100.000,00
    sono stati versati a titolo di caparra confirmatoria all’atto di sottoscrizione
    dell’accordo preliminare; €60.000,00 dovevano essere versati a titolo di acconto
    sul prezzo di acquisto al “closing” e €100.000,00 entro i dodici mesi successivi,
    subordinatamente alle prestazioni dell’impianto eolico nell’anno per una potenza
    di KWh 160k.
    (ii) L’altro, formalizzato il 5 giugno 2015, avente ad oggetto l’acquisto di altri due
    impianti eolici definiti “T13” e “T18”, sempre nell’area sita presso il Comune di
    Monfalcone, per il quale KRE 11 ha versato una caparra di €100.000,00.
    L’acquisto è stato poi concluso il 29 luglio 2015 e KR11 ha versato ad Ascent
    l’ulteriore somma di €220.000,00.
    C) Le indagini svolte dal Collegio Sindacale
    (i) Sull’acquisto dell’impianto “Torre 8”.
    KREnergy 11 ha versato complessivamente per questo primo impianto
    €160.000,00.
    Ad oggi l’acquisto non è stato perfezionato.
    7
    Dai chiarimenti forniti dalla Società tramite l’amministratore delegato, risulta che
    il terreno su cui sorge l’impianto è gravato da ipoteca costituita a favore di
    Credem, come certificato dalla relazione notarile, che Ascent si impegnava a far
    venir meno all’atto della esecuzione del contratto (contratto preliminare cessione
    di azienda 8 maggio 2015, art. 4.2). La mancata cancellazione dell’ipoteca avrebbe
    determinato il ritardo nel trasferimento dell’impianto.
    L’amministratore delegato di KRE ha assicurato che a “a breve si procederà al
    perfezionamento dell’acquisto” (Relazione al Collegio Sindacale pag. 8).
    Va comunque segnalato che l’importo di €60.000,00, che avrebbe dovuto essere
    pagato a titolo di acconto sul prezzo di acquisto al “closing”, ossia alla stipulazione
    del contratto definitivo per il trasferimento della proprietà dell’impianto T8, era
    stato dapprima imputato ad “acquisto impianto T44” (cioè per l’acquisto di un
    quarto impianto) e poi - ha avuto modo di precisare la Società - a titolo di acconto
    prezzo per l’impianto T8 “… visti i gravi ritardi sul rilascio della PAS autorizzativa
    relativa all’impianto T44” (Relazione al Collegio Sindacale pag. 8).
    Tale precisazione tuttavia contrasta con le informazioni contenute nella Relazione
    sulla Gestione al 31 dicembre 2015 di KRE (pag. 15) e Nota Integrativa di KR11 al
    31 dicembre 2015 (pag.1) dove gli impegni di acquisto sono stati riferiti a quattro
    impianti, per i cui ultimi due sono stati versati €160.000,00.
    (ii) Sugli impianti T13 e T18
    L’acquisto degli impianti T13 e T18è stato concluso e KR 11 ha versato il prezzo
    complessivo di €320.000,00 il 29 luglio 2015, ma gli impianti non sono ancora
    connessi alla rete del Gestore.
    Richiesto di spiegazioni sul ritardo, l’amministratore delegato di KRE ha precisato
    che “KREnergy ha già più volte sollecitato ENEL per la formalizzazione degli
    accordi, ma quest’ultima non ha ancora ad oggi proceduto all’acquisto delle cabine
    elettriche propedeutico agli allacci alla rete elettrica per la messa in funzione degli
    impianti” (Relazione al Collegio Sindacale pag. 7).
    E’ stato invero accertato che:
    (a) Enel doveva ancora realizzare le opere di collegamento degli impianti alla
    rete elettrica nazionale per le quali è necessario il previo acquisto da parte di Enel
    delle Cabine locali di Trasformazione. Tale acquisto è avvenuto nel marzo del 2016.
    8
    (b) Enel ha quindi fatto rilevare a KRE 11 che non risultavano completate una
    serie di opere che permettessero la connessione (opere edili e atti di servitù e
    cessione a favore di Enel). In relazione alla richiesta di Enel di completare tali
    interventi, ad inizio maggio 2016 Ascent rendeva noto che erano state realizzate e
    completate le opere edili, ma che fosse ancora da completare l’attività per il
    perfezionamento degli atti di servitù e cessione a favore di ENEL. Atti a tutt’oggi,
    non ancora perfezionati.
    Non risulta che la società abbia avviato iniziative anche legali nei confronti di
    Ascent.
    Punto 3) KRE WIND-Ascent
    A) La richiesta di indagini
    La terza operazione oggetto di richiesta di indagine è la stipulazione di un contratto
    di fornitura di pale eoliche, intervenuto fra KRE WIND s.r.l. (“KRE Wind”),
    controllata della Società, e Ascent, prodotte da un terzo sub-fornitore
    (Greenstrom s.r.l.) per il completamento delle installazioni degli impianti per il
    mini eolico in Sicilia avviate direttamente da KRE WIND.
    Il denunciante chiede di verificare:
    (i) quali importi siano stati versati ad oggi ad Ascent;
    (ii) se tali importi siano stati versati in conformità al contratto di fornitura;
    (iii) se siano state rispettate le date di consegna e se siano previste penali a
    carico di Ascent in caso di ritardo.
    B) La vicenda contrattuale
    Il contratto di fornitura fra KRE WIND e Ascent si inserisce nell’ambito del progetto
    industriale della Società volto a realizzare direttamente impianti eolici in Sicilia,
    sostenuti da interventi di finanziamento della Regione Sicilia. Nella specie la
    realizzazione degli impianti eolici era stata ipotizzata anche attraverso
    finanziamenti agevolati diretti a KRE convertiti in interventi sul capitale della
    società controllata KRE WIND.
    Per realizzare dunque tali interventi venne stipulato da KRE WIND il predetto
    contratto per la fornitura di 30 (successivamente ridotti a 20) aereogeneratori da
    9
    installare in Sicilia. Il contratto venne sottoscritto poi anche da KRE, quale
    obbligato in via solidale.
    La scelta di Ascent faceva seguito alla valutazione di altre offerte, fra le quali quella
    di Northern Power System, società americana specializzata nella produzione di
    aereogeneratori, in esito a “adeguata analisi tecnica comparativa delle
    caratteristiche e delle performances attese nonché delle condizioni commerciali”
    come ebbe a precisare l’amministratore delegato in occasione del Consiglio di
    Amministrazione di KREWIND del 31 agosto 2015 che approvò l’operazione.
    In quella circostanza furono esposte le condizioni contrattuali riprodotte poi nel
    contratto concluso in pari data: prezzo totale di €260.000,00 per aereogeneratore
    (per un prezzo complessivo dunque di € 7.8m oltre IVA per 30 aereogeneratori e
    di € 5.2m per 20 aereogeneratori), di cui il 30% all’atto della conclusione del
    contratto; il 10% alla data di ricevimento dell’avviso di “merce pronta”; il 10%
    entro i 90 gg. successivi e il saldo (50%) alla data di installazione e connessione
    degli impianti e comunque non oltre dodici mesi dalla data di ricevimento
    dell’avviso di “merce pronta”.
    C) Le indagini del Collegio Sindacale
    Dalle informazioni acquisite dal Collegio Sindacale risulta che KRE WIND ha pagato
    ad Ascent €3.760.000,00 (€3.400.000,00 oltre IVA) e che siano state consegnate
    cinque turbine rispetto alle venti previste, per le quali Ascent ha emesso fattura
    come “merce pronta”, qualificazione della merce che legittimava il fornitore a
    richiedere una percentuale del 10% sul prezzo della fornitura, oltre all’iniziale 30%,
    ed un ulteriore 10% nei novanta giorni successivi.
    In particolare, a fronte di cinque impianti consegnati, KRE WIND ha già pagato ad
    Ascent il 50% del prezzo (comprensivo di IVA) di ventisei aerogeneratori
    (286.000,00 x 50% x 26 = 3.718.000,00) ovvero, in termini più semplici, il 65% del
    prezzo dei venti aereogeneratori concordati. Inoltre, KRE WIND ha versato un
    ulteriore acconto di €42.000,00 sul “ventisettesimo impianto” ovvero, se si vuole,
    il 65.7% per venti generatori quando invece il fornitore ha fatturato come “merce
    pronta” 20 impianti e pertanto, sulla base delle pattuizioni contrattuali, KREWIND
    avrebbe dovuto pagare la minore somma di €2.860.000,00 rispetto a
    €3.760.000,00 fin qui corrisposti.
    In forza del contratto, in caso di ritardo nelle consegne degli aereogeneratori, la
    Società potrebbe richiedere ad Ascent una penale pari a €2.000,00 a settimana
    per ogni impianto consegnato in ritardo.
    10
    Il Collegio Sindacale ha richiesto delucidazioni a riguardo al Consiglio di
    Amministrazione. La Società, tramite l’amministratore delegato ha precisato che
    (i) i pagamenti sono stati fatti in conformità alle condizioni contrattuali posto che
    gli importi corrispondenti alle comunicazioni di “merce pronta” prescindono
    contrattualmente dalla effettiva consegna degli impianti; (ii) è stata KRE Wind a
    richiedere ad Ascent di non consegnare gli aereogeneratori e trattenerli in
    custodia finché “non sia possibile completare le operazioni propedeutiche per
    l’installazione”; (iii) che sarebbero imminenti per altre tre “pale” mentre “Ascent
    è disponibile a consegnare i residui 15“ aerogeneratori “a semplice richiesta” di
    KRE WIND; e che dunque Ascent non sarebbe incorsa in alcun ritardo.
    Non è stata fornita al Collegio Sindacale documentazione riguardo i punti (ii) e (iii)
    sopra indicati.
    Punti 4) e 6) Italidro-BBE-ERVA
    A) La richiesta di indagini
    Per comodità espositiva, il Collegio tratta il punto 4 unitamente al punto 6 della
    denuncia.
    L’operazione su cui si chiede di indagare riguarda l’acquisizione da parte di Italidro
    s.r.l. (“Italidro”), società controllata da KRE, di un impianto idroelettrico in fase di
    realizzazione in provincia di Bergamo.
    Si chiede di verificare:
    (i) quale sia stata la valutazione del progetto prima della prospettata
    acquisizione e quali conclusioni fossero state raggiunte in merito dal management
    di KRE (punto 4);
    (ii) quali garanzie siano state richieste e ottenute sulla esecuzione
    dell’accordo a fronte del versamento di €900.000,00 (punto 4);
    (iii) se, a seguito della risoluzione del contratto tra Italidro e ERVA,
    quest’ultima abbia provveduto alla regolare restituzione della somma di
    €900.000,00 a favore di Italidro (punto 6).

  9. #39
    L'avatar di Max Joseph
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    Credo proprio che l'intera ciurma di Marenco volerà via... sembra proprio esserci un cambio di testa e le indagini facciano luce su vari comportamenti tenuti dal consiglio di amm... sembra anche che KRE debba ricevere diversi soldini ancora dai compratori dei vecchi impianti

    Interessante come sia nato tutto da questo Giovanni Borgini che fino ad oggi non si è mai sentito ... e che grazie al tetto del 5% di Consob si è pappato un bel 3,45% del capitale sociale a prezzi bassi , rimanendo nel totale anonimato

  10. #40
    L'avatar di uliss
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    B) La vicenda contrattuale
    L’accordo riguardante l’operazione in esame è intervenuto il 23 febbraio 2016 fra
    Italidro e ERVA S.p.A. (“ERVA”) che si accingeva ad acquisire BBE s.r.l. (“BBE”),
    società proprietaria dell’impianto idroelettrico, di cui avrebbe assicurato la
    cessione a Italidro.
    In base al contratto Italidro ha versato €900.000,00 a ERVA a titolo di
    “corrispettivo” a fronte di un prezzo complessivo di €3.000.000,00, suscettibile di
    aggiustamenti secondo le tariffe che sarebbero state riconosciute.
    A Italidro è stata inoltre concessa opzione gratuita per l’acquisizione di altri tre
    impianti idroelettrici nella futura disponibilità di BBE.
    L’operazione è stata approvata dal Comitato Esecutivo di KRE del 18 febbraio 2016
    e, successivamente alla sottoscrizione dell’accordo con ERVA, sottoposta
    all’esame del Consiglio di Amministrazione di KRE del giorno 8 marzo 2016. In
    quella occasione, come pure nella successiva riunione del Consiglio di
    Amministrazione del 22 marzo 2016, alcuni consiglieri e il Collegio Sindacale
    ebbero a richiedere chiarimenti all’amministratore delegato in merito:
    (a) all’esistenza di eventuali rapporti fra parti correlate fra il fondo
    Whiteridge, socio di maggioranza di KRE, ed ERVA nel quadro di una più complessa
    serie di rapporti fra la Società, Italidro e il dott. Gianluigi Facchini, consulente della
    Società in forza di contratto di stipulato fra la prima e Steel s.r.l. il 25 giugno 2015;
    (b) all’assenza di garanzie per la restituzione dell’importo di €900,000,00;
    (c) alle problematiche legate al funding dell’operazione in considerazione delle
    risorse, attuali e prospettiche della Società.
    In quella stessa occasione, il Consiglio di Amministrazione ribadì che l’operazione
    non aveva ricevuto l’approvazione del Consiglio.
    Alla luce di queste considerazioni, la Società decise quindi di abbandonare il
    progetto; di accettare la proposta di ERVA di risolvere il contratto con restituzione
    dei €900.000,00 e di acquisire gratuitamente un diritto di prelazione sull’acquisto
    degli impianti idroelettrici realizzati da ERVA.
    A seguito delle verifiche espletate risulta che:
    (i) nel settembre 2015 KRE aveva valutato la possibilità di acquisire le
    centrali che BBE avrebbe realizzato; l’ipotesi era stata scartata (a) per le oggettive
    difficoltà di funding; (b) perché in fase di due diligence tecnica erano emersi profili
    di rischi interpretativi sul calcolo del DMV (deflusso minimo vitale) da parte del
    GSE;
    (ii) il contratto tra Italidro e ERVA non prevedeva alcuna forma di garanzia
    per la restituzione del versamento di €900.000,00;
    12
    (iii) in data 1 aprile 2016 a seguito della risoluzione del contratto con Italidro,
    ERVA comunicava a KRE che in pari data aveva provveduto al pagamento di
    €900.000,00 a favore di Ascent. Per tale ragione il credito di €900.000,00 era stato
    ceduto da Italidro a KRE e da questa a KRE WIND che lo aveva compensato con un
    corrispondente debito di pari importo verso Ascent. I corrispettivi delle varie
    cessioni sono stati l’equale importo di finanziamenti infra gruppo intercorrenti fra
    le varie società interessate.
    Il Collegio Sindacale ha richiesto al Consiglio di Amministrazione di acquisire la
    documentazione relativa alla proposta formulata da ERVA per la risoluzione del
    contratto di acquisizione dell’impianto e di conoscere se esistano pretese o crediti
    di ERVA in relazione al contratto risolto. L’amministratore delegato nella sua
    comunicazione del 10 giugno 2016 (pag. 18) precisa che” non vi è documentazione
    afferente la proposta di risoluzione della scrittura formulata da ERVA” e che ERVA
    non ha alcuna pretesa a riguardo nei confronti di KRE.
    Punto 5) KREidro-Rotalenergia
    A) La richiesta di indagini
    La quarta operazione su cui verte la denuncia ex art. 2408 cod. civ. è l’accordo
    preliminare del 29 febbraio 2016 concluso da Kreidro s.r.l. (“Kreidro”), società
    controllata da KRE, per l’acquisto di Rotalenergia s.r.l. (“Rotalenergia”), società
    trentina titolare di impianti idroelettrici, per un prezzo di €9.100.000,00, per il
    quale è stata versata una caparra di €540.000,00.
    Si chiede di sapere nella denuncia “se a fronte di tale impegno la società si sia
    premunita delle necessarie coperture finanziarie per far fronte all’impegno
    medesimo”.
    B) La vicenda contrattuale e le indagini del Collegio Sindacale
    L’operazione è stata oggetto di esame e di discussione in numerosi Consigli di
    Amministrazione della Società. Quello del 29 dicembre 2015 che esaminò le
    condizioni per la conclusione dell’accordo preliminare, differendone tuttavia i
    tempi in assenza di copertura finanziaria. Quello del giorno 8 marzo 2016 dove si
    evidenziarono le problematiche relative alla finanziabilità del progetto, ribadite in
    occasione del Consiglio di Amministrazione del 22 marzo 2016; quello del 12
    maggio 2016 in cui, tramontata la finanziabilità del progetto da parte del sistema
    bancario, venne proposto dal Presidente l’intervento di un terzo finanziatore
    13
    disponibile ad assumere anche la veste di socio di Kreidro; quello, infine del 30
    maggio 2016 nel quale sono stati definite in termini stringenti le condizioni per la
    conclusione dell’operazione e per il finanziamento del terzo investitore, a seguito
    degli interventi di altri consiglieri, fra i quali il consigliere addetto al controllo, e
    dei sindaci, anche alla luce dei rischi connessi alle previsioni del contratto
    preliminare segnalati da legali esterni consultati in argomento.
    Il Consiglio di Amministrazione del 30 maggio 2016 ha infatti autorizzato
    l’operazione di co-finanziamento per l’acquisizione del 100% di Rotalenergia,
    subordinatamente all’avveramento delle seguenti condizioni: 1) ottenimento di
    una proroga da parte dei venditori di Rotalenergia per la sottoscrizione del
    contratto definitivo di acquisizione del 100% del capitale sociale di Rotalenergia;
    2) waiver da parte della banca creditrice di Rotalenergia, per la vendita del 100%
    del capitale sociale di Rotalenergia a Kreidro; 3) reperimento da parte di KRE dei
    fondi sufficienti per consentire alla controllata Kreidro di partecipare
    all’operazione di co-finanziamento illustrata, anche verificata la disponibilità della
    cassa sulla base di un piano previsionale condiviso; 4) avveramento di tutte le
    eventuali ulteriori condizioni di fattibilità, ove necessarie e richieste, per il migliore
    perfezionamento dell’operazione descritta, ivi compreso l’ulteriore negoziazione
    e variazione degli accordi contrattuali esaminati (“Shareholder Agreement”),
    nell’esclusivo interesse della società.
    Con comunicato del giorno 1 giugno 2016, la Società ha informato il mercato
    dell’intervenuta proroga al 30 giugno 2016 della esecuzione dell’operazione,
    condizionata risolutivamente (a) al deposito entro il 16 giugno 2016 di
    €6.000.000,00 in un conto intestato a Kreidro, importo da mantenersi fino alla
    data della conclusione del contratto definitivo; (b) alla consegna entro il 16 giugno
    2016 di una fideiussione di €1.560.000 a prima richiesta a favore dei soci di
    Rotalenergia pari al saldo del prezzo di acquisto di Rotalenergia, di cui €540.000,00
    già pagati quale caparra e €7m da pagarsi al rogito per complessivi dunque
    €9.100m (€540K+€7m+€1.56m).
    In verità la delibera del 30 maggio 2016 delegava l’amministratore delegato dott.
    Antonio Bruno e il Vice Presidente Giovanni Angelo Vicino a verificare la ricorrenza
    di un complesso di condizioni ai fini dell’operazione di co-finanziamento da parte
    del terzo investitore (società estone Stock Guru), e quindi della fattibilità della
    stessa acquisizione di Rotalenergia, del cui avveramento avrebbero dovuto riferire
    al Consiglio per essere poi autorizzati a concludere la relativa operazione.
    14
    Al di là della tematica non secondaria della decisione dell’amministratore delegato
    di KRE di sottoscrivere gli impegni richiamati nel comunicato del giorno 1 giugno
    2016 in difformità dalle condizioni previste nella delibera del Consilgio di
    Amministrazione di KRE del 30 maggio 2016, rimane il fatto che tali impegni siano
    stati assunti senza la preventiva verifica, d’intesa con il Consiglio di
    Amministrazione, fra le altre condizioni, del “reperimento da parte di KRE dei fondi
    sufficienti per consentire alla controllata Kreidro S.r.l. di partecipare all’operazione
    di co-finanziamento illustrata, anche verificata la disponibilità della cassa sulla
    base di un piano previsionale condiviso…”, esponendo la Società al rischio di
    essere inadempiente agli obblighi contrattuali assunti verso i soci venditori di
    Rotalenergia nel caso in cui quelle risorse non fossero rinvenute da KRE entro il 16
    giugno 2016, nel contesto di una problematica più generale della “disponibilità di
    cassa sulla base di un piano previsionale condiviso”, come precisa la citata delibera
    del 30 maggio 2016.
    A riguardo, in occasione del successivo Consiglio di Amministrazione del 10 giugno
    2016, il sindaco Paola Dall’Oco ha contestato all’amministratore delegato la
    congruenza delle informazioni contenute nel comunicato del giorno 1 giugno 2016
    con le condizioni e i limiti previsti dalla delibera del 30 maggio 2016 per la
    conclusione dell’operazione: in particolare l’obbligo del versamento di
    €6.000.000,00 entro il 16 giugno 2016 presso il conto di Kreidro, a dimostrazione
    delle capacità finanziaria della società di concludere l’operazione, e la prestazione
    di una fidejussione di €1.650.000,00 entro la stessa data a favore dei promittenti
    acquirenti. Impegni assunti senza la certezza della relativa copertura finanziaria,
    senza la quale, come chiarito nella segnalazione del Dirigente Preposto alla
    redazione dei documenti contabili e societari trasmessa dal Presidente del Collegio
    Sindacale prima della riunione consiliare, non si ha “evidenza di come la cassa
    potrebbe sostenere l’acquisizione” (verbale Consiglio di Amministrazione del 10
    giugno 2016 Terzo Punto all’ordine del giorno).
    In questo contesto passa quasi in secondo piano l’osservazione che, in caso di
    mancata conclusione dell’operazione, sussiste la ragionevole certezza di perdere
    la caparra di €540.000,00.
    15
    Punto 7) Contratto di consulenza KRE- Steel s.r.l.
    A) La richiesta di indagini.
    La richiesta di indagini si sofferma sul contratto di consulenza del 25 giugno 2015
    fra KRE e Steel s.r.l. per avvalersi delle prestazioni del dott. Gianluigi Facchini in
    qualità di consulente strategico e gestionale specializzato nel settore delle energie
    rinnovabili.
    In particolare si chiede di conoscere:
    (i) se la Società abbia svolto adeguate verifiche sul profilo professionale del
    dott. Luigi Facchini;
    (ii) se il dott. Facchini abbia partecipato a tutti i Consigli di Amministrazione
    e a tutte le riunioni del Comitato Esecutivo avvenuti dalla seconda metà
    dell’esercizio 2015 sino al mese di marzo 2016 e se lo stesso abbia in qualunque
    modo suggerito, raccomandato e/o favorito le operazioni KRE11-Ascent; KreWindAscent e Italidro-Erva.
    B) La vicenda contrattuale e le indagini del Collegio Sindacale
    Il 25 giugno 2015 l’amministratore delegato di KRE dott. Antonio Bruno stipulava
    un contratto di consulenza con Steel s.r.l. per avvalersi del supporto di esperti del
    settore delle energie rinnovabili con competenze di natura strategico commerciale
    e finanziaria. Il dott. Gianluigi Facchini veniva indicato da Steel s.r.l. quale
    collaboratore esterno del quale si sarebbe avvalsa per lo svolgimento delle proprie
    prestazioni.
    Il contratto aveva durata di 12 mesi rinnovabile di anno in anno, ma è venuto meno
    il 7 aprile 2016 a seguito di recesso comunicato da Steel s.r.l.
    Su invito del Presidente del Consiglio di Amministrazione, il dott. Gianluigi Facchini
    ha partecipato quale advisor del gruppo KRE alle riunioni del Consiglio di
    Amministrazione di KRE del 21 Luglio 2015; 28 agosto 2015; 23 settembre 2015;
    11 novembre 2015; 9 dicembre 2015; 29 dicembre 2015 e 8 marzo 2016; e a quella
    del Comitato Esecutivo di KRE del 26 novembre 2015 e del 9 febbraio 2016. Su
    invito del Presidente il dott. Gianluigi Facchini ha presenziato al Consiglio di
    Amministrazione del 12 giugno 2015.
    In esito alla denuncia si è avuto modo di accertare che, quale advisor di KRE, Steel
    s.r.l. tramite il dott. Gianluigi Facchini ha segnalato a KRE l’opportunità di
    investimento relativa all’acquisizione di impianti idroelettrici di BBE/ERVA.
    16
    Il Sindaco unico di KREWIND aveva avuto modo di rilevare che il dott. Gianluigi
    Facchini aveva introdotto la società Ascent a KRE WIND per la fornitura degli
    aerogeneratori prodotti da Greenstorm s.r.l.
    In data antecedente la stipulazione del contratto di consulenza fra KRE e Steel s.r.l.,
    Ascent aveva concluso con KRE 11 gli accordi per la vendita degli impianti eolici
    (supra Punto 2).
    Infine, secondo quanto comunicato al Collegio Sindacale ad esito della richiesta di
    chiarimenti formulata in conseguenza della denuncia ex art. 2408 cod. civ., la
    Società ha precisato che “non ha svolto alcuna attività di verifica in relazione alle
    passate pendenze penali…, aspetti che peraltro non risulterebbero avere rilevanza
    per il ruolo di advisor ricoperto dal dott. Gianluigi Facchini per KRENERGY
    (Relazione al Collegio Sindacale pag. 18).
    Punto 8) Informazioni fornite al Consiglio di Amministrazione al Collegio
    Sindacale in merito ai rapporti sopra descritti e adozione delle
    procedure previste dallo statuto e dai regolamenti interni
    A) La richiesta di indagini
    In merito alle operazioni sopra descritte al n. 2 (KR 11 - Ascent); al n. 3 (KRE WINDAscent) e ai nn. 4 e 6 (Italidro-BBE-ERVA), si chiede al Collegio Sindacale di
    conoscere quali informazioni siano state fornite al Consiglio di Amministrazione e
    agli stessi sindaci in merito ad un conflitto di interesse - ipotizzato sulla base di
    ricostruzioni concernenti la identità delle sedi legali delle società intervenute nelle
    operazioni; i rapporti fra i legali rappresentanti nonché fra i soci di appartenenza
    di queste ultime - che avrebbe caratterizzato le indicate operazioni, concluse a
    beneficio del solo advisor del socio Whiteridge, Steel s.r.l. e del dott. Gianluigi
    Facchini e/o anche a vantaggio del socio Whiteridge.
    A riguardo va segnalato che per le operazioni:
    (i) KRE 11 – Ascent. All’atto della sottoscrizione delle intese preliminari (LOI
    del 4 giugno 2015) Ascent ebbe a dichiarare che “la presente operazione non
    costituisce operazione fra parti correlate secondo la normativa vigente”.
    (ii) KRE WIND-Ascent. All’atto della stipulazione del contratto, Ascent ebbe
    a precisare che, in relazione al contratto di fornitura “non potevano configurarsi
    rapporti con parti correlate ai sensi del Regolamento Consob” in materia.
    17
    (iii) Italidro-BBE-ERVA. L’operazione è stata approvata dal Comitato
    Esecutivo di KRE del 18 febbraio 2016 e, successivamente alla sottoscrizione
    dell’accordo con ERVA in data 23 febbraio 2016, sottoposta all’esame del Consiglio
    di Amministrazione di KRE del giorno 8 marzo 2016. In quella occasione
    l’amministratore delegato dott. Antonio Bruno, di fronte alla richiesta di
    delucidazioni di altro consigliere (Canonica) se ERVA e BBE fossero parti correlate,
    escluse tale circostanza in assenza di indicazioni in tal senso dai legali incaricati di
    seguire l’operazione. L’inesistenza di un tale rapporto venne confermata
    dall’amministratore delegato in una relazione fornita agli amministratori e al
    Collegio Sindacale durante la riunione del Consiglio di Amministrazione del 22
    marzo 2016.
    Infine, nella medesima riunione del Consiglio di Amministrazione del 22 marzo
    2016, ove alcuni consiglieri e il Presidente del Collegio Sindacale richiesero
    ulteriori chiarimenti all’amministratore delegato della Società in merito all’
    esistenza di rapporti fra parti correlate fra il fondo Whiteridge, socio di
    maggioranza di KRE, ERVA e Steel s.r.l., nonché sulla base di un più complesso
    quadro di rapporti intercorrenti fra la Società, Italidro e il dott. Gianluigi Facchini,
    consulente della Società, il Presidente della Società, prof. Umansky ebbe ad
    escludere la sussistenza di rapporti fra parti correlate sulla base di parere legale
    richiesto in merito “… in quanto il dott. Gianluigi Facchini non avrebbe ricoperto la
    carica di amministratore delegato né dirigente strategico del gruppo KR Energy”
    (verbale CdA KRE del 22 marzo 2016 pag. 10 in basso) e che gli incarichi svolti dal
    dott. Gianluigi Facchini per conto di Whiteridge avrebbero riguardato altra società
    per una precedente operazione.
    In sintesi. Nelle operazioni sopra richiamate sia alcuni amministratori diversi dal
    Presidente e dell’amministratore delegato sia i sindaci, a cominciare dal suo
    Presidente, hanno ripetutamente richiamato l’attenzione del Consiglio sulla
    eventuale sussistenza di rapporti fra parti correlate fra il socio di maggioranza della
    Società e fra le controparti e/o di eventuali conflitti di interesse, ricevendone le
    risposte appena ricordate circa la inesistenza di qualsiasi rapporto fra parti
    correlate e/o di conflitto di interesse.
    Fermo quindi il pieno rispetto dell’adozione da parte del Collegio Sindacale delle
    procedure per l’identificazione dei soggetti definibili “parti correlate” così come
    disciplinata dal regolamento interno approvato dal Consiglio di Amministrazione
    di KRE il 25 novembre 2010 e fermo altresì il conseguente pieno rispetto di tutte
    le norme di riferimento in materia di conflitto di interesse che, come noto, ai sensi
    dell’art.2391 cod. civ. deve essere dichiarato dall’amministratore, al momento
    18
    dell’adozione delle deliberazioni consiliari cui ha preso parte, il Collegio Sindacale
    ha sempre richiamato l’attenzione sull’eventuale sussistenza di rapporti di
    correlazione sia in base alla normativa statutaria sia ai regolamenti interni.
    Punto 9) Operazioni e poteri degli amministratori
    L’ultima richiesta di informazioni riguarda la verifica se le operazioni prima
    descritte siano state approvate a seguito di delibera del Consiglio di
    Amministrazione o dal solo Comitato Esecutivo o dal solo amministratore
    delegato.
    Dalle verifiche svolte risulta che:
    (i) Operazione Coser-EVA. Gli aspetti rilevanti a riguardo attengono a due
    accordi distinti. Uno è quello della conclusione dell’accordo per la vendita di Cover
    a EVA il 17 aprile 2015 nel quale l’amministratore delegato dott. Antonio Bruno è
    intervenuto in forza di delibera del Consiglio di Amministrazione del 10 aprile
    2015. L’altro è quello della transazione della controversia insorta con EVA per la
    quale l’amministratore delegato della Società era stato delegato a trattare al fine
    di ottenere il miglior risultato per il recupero del proprio credito “con obbligo di
    rendiconto e di ratifica ai prossimi consigli di amministrazione” (supra sub 1) pag.
    4). Alla data odierna l’amministratore delegato non ha provveduto ad aggiornare
    il Consiglio di Amministrazione sugli accordi intervenuti ed eseguiti con EVA.
    (ii) Operazione KRE 11-Ascent. Il Contratto preliminare per l’acquisto di due
    impianti eolici da Ascent è stato sottoscritto il giorno 5 giugno 2015
    dall’amministratore delegato di KRE 11, dott. Antonio Bruno quale legale
    rappresentante della società. Il Consiglio di Amministrazione di KRE il 12 giugno
    2015 ha autorizzato il Presidente del Consiglio di Amministrazione a finanziare la
    controllata KRE 11 per permetterle di acquistare i predetti impianti da Ascent.
    Parimenti, il contratto preliminare del giorno 8 maggio 2015 per l’acquisizione
    della torre T8 è stato sottoscritto dall’amministratore delegato di KRE 11, dott.
    Antonio Bruno.
    (iii) Operazione KRE WIND-Ascent. Il contratto di fornitura di 30 (poi ridotti a 20)
    aereogeneratori è stato sottoscritto il 31 agosto 2015 dal dott. Antonio Bruno
    quale amministratore delegato di KRE WIND e di KRE, obbligata in solido. Il
    Consiglio di Amministrazione di KRE WIND nella stessa data del 31 agosto 2015
    aveva autorizzato l’amministratore delegato dott. Antonio Bruno a perfezionare il
    19
    Progetto Mini eolico Sicilia, secondo le sopradescritte linee operative, compresa
    la stipulazione del contratto di approvvigionamento, fornitura e montaggio di 30
    aereogeneratori con Ascent. Il Progetto Mielico Sicilia era sostenuto da un
    finanziamento da destinare alla controllata KRE WIND. Inoltre in data 26 agosto
    2015 il Comitato Esecutivo di KRE aveva autorizzato a riguardo l’amministratore
    delegato di KRE WIND. Il contratto di fornitura è stato infine ratificato dal Consiglio
    di Amministrazione di KRE del 23 settembre 2015.
    (iv) Operazione Italidro-BBE-ERVA. Italidro ha sottoscritto con ERVA il contratto di
    acquisto dell’impianto idroelettrico il 23 febbraio 2016 con l’intervento del legale
    rappresentante dott. Antonio Bruno. L’operazione era stata approvata dal
    Comitato Esecutivo di KRE del 18 febbraio 2016. Il 22 marzo 2016 il Consiglio di
    Amministrazione di KRE ribadiva inoltre l’assenza di approvazione del Consiglio di
    Amministrazione e l’operazione veniva abbandonata.
    (v) Operazione KRE-Rotalenergia. Le condizioni a cui è subordinato l’acquisto sono
    state definite nella delibera del 30 maggio 2016 e del 10 giugno 2016. Il contratto
    preliminare del 26 febbraio 2016 è stato sottoscritto dal dott. Antonio Bruno quale
    amministratore unico di Kreidro, malgrado nel corso dell’adunanza del 29
    dicembre 2015 il Consiglio di Amministrazione lo autorizzasse ad ottenere la sola
    proroga dell’esclusiva fino al 15 gennaio 2016 e a differire la sottoscrizione del
    preliminare al momento in cui sarebbe stata reperita la copertura finanziaria per
    l’intera operazione. Come appena detto (supra sub Punto 5), l’amministratore
    delegato dovrà verificare la ricorrenza di alcune condizioni indicate dal Consiglio
    per poter concludere l’operazione, previa espressa approvazione dello stesso
    Consiglio.
    (vi) Incarico STEEL. In data 25 giugno 2015, l’amministratore delegato di KRE
    in forza dei poteri allo stesso in quel momento attribuiti, provvedeva alla
    sottoscrizione del contratto con STEEL, contratto che in nessuna altra successiva
    occasione è strato oggetto di analisi e/o discussione da parte degli organi societari.
    Punto 10 Le conclusioni e le proposte del Collegio Sindacale
    A) Le proposte che il Collegio Sindacale intende formulare sono logicamente
    influenzate dall’esito delle indagini svolte.
    Le verifiche espletate si sono soffermate (i) sul contenuto delle delibere assunte
    dal Consiglio di Amministrazione di KRE, sia nelle operazioni in cui è direttamente
    intervenuta quale parte contrattuale sia in quelle in cui è intervenuta quale società
    20
    capo-gruppo in relazione alla definizione delle linee strategiche e agli interventi di
    supporto finanziario delle società controllate; (ii) sulle delibere assunte dal
    Comitato Esecutivo di KRE e sulle operazioni e sugli atti compiuti dagli organi
    delegati; (iii) sulle vicende contrattuali oggetto di denuncia anche a confronto con
    le decisioni assunte dagli organi di governo societario.
    In estrema sintesi:
    (i) Operazione Coser-EVA. L’accordo transattivo è stato concluso ed
    eseguito dall’amministratore delegato senza che il Consiglio di Amministrazione
    fosse stato informato dell’esito della trattativa con EVA per autorizzarlo alla
    conclusione dell’accordo. Tutto ciò a prescindere dal merito delle pattuizioni
    concordate (supra sub 1) pag. 4).
    (ii) Operazione Italidro-BBE-ERVA. La vicenda contrattuale, anche in
    considerazione dell’intervento di taluni consiglieri e dello stesso Collegio
    Sindacale, si è conclusa con la risoluzione del contratto e la restituzione a KRE di
    €900.000,00. Tuttavia, non si può non rilevare l’anomalia delle modalità di
    estinzione del relativo debito di €900.000.00 realizzata mediante cessione del
    credito che perviene a KRE WIND per estinguere un suo corrispondente debito
    (futuro) verso Ascent in dipendenza del contratto di fornitura degli
    aereogeneratori.
    A ulteriore commento dell’anomalia si può aggiungere che il pagamento sarebbe
    avvenuto direttamente su iniziativa di ERVA, “all’insaputa della Società”, di cui
    l’amministratore delegato di KRE si è limitato a prendere atto (verbale Consiglio di
    Amministrazione del 14 aprile 2016, pag. 51) e che non esiste documentazione
    circa la proposta di ERVA di risolvere il contratto preliminare con Italidro né
    pretesa alcuna di ERBA a riguardo.
    (iii) Operazione KRE WIND-Ascent. Ad oggi KRE WIND ha pagato ad Ascent
    €3.760.000,00, ossia il 65,7% del prezzo per 20 aereogeneratori e sono state
    consegnate solo cinque turbine rispetto alle venti concordate e già dichiarate
    come “merce pronta”. Nella sua comunicazione del 10 giugno 2016 la Società,
    tramite l’amministratore delegato, ha rilevato che non sussisterebbe alcun
    inadempimento da parte di Ascent per le ragioni ricordate prima al Punto 3).
    (iv) Operazione KREnergy 11-Ascent. KR11 ha versato a vario titolo ad Ascent
    la somma complessiva di €480.000, ma due impianti (T13 e T18) non sono stati
    21
    ancora allacciati alla rete del GSE, mentre l’impianto T8 non ancora stato acquisito.
    Non risulta che la Società abbia assunto alcuna iniziativa a riguardo.
    (v) Operazione Kreidro-Rotalenergia. In caso di mancato reperimento delle
    risorse per la conclusione dell’operazione, non solo vi è la ragionevole certezza che
    la Società perda la caparra di €540.000,00, ma sono stati assunti impegni nei
    confronti dei venditori di Rotalenegia senza che l’amministratore avesse ricevuto
    i relativi poteri da parte del Consiglio di Amministrazione anche in relazione alla
    problematica generale del reperimento delle risorse necessarie, considerata
    “anche la disponibilità della cassa sulla base di un piano previsionale condiviso”.
    Si ritiene che le situazioni sopra descritte dimostrino come Comitato Esecutivo ed
    amministratore delegato di KRE e delle sue controllate abbiano agito in modo
    difforme dalle direttive degli organi di governo societario o in assenza delle
    suddette direttive.
    Gli aspetti critici attengono sia alla concreta attuazione delle deleghe sia
    all’adeguata ed efficiente gestione dei flussi informativi fra organi delegati, organi
    gestori e organi di controllo.
    Ciò soprattutto per quanto attiene i sistemi di governance delle società
    partecipate e le iniziative assunte dagli organi delegati che hanno agito senza le
    preventive indicazioni della società capogruppo e, sovente, dando comunicazione
    solo successiva di quanto effettuato, in modo tale da rendere assai difficoltoso il
    controllo preventivo degli organi della capogruppo.
    In particolare, la gestione dei flussi informativi, anche secondo le certamente non
    adeguate previsioni del Modello Organizzativo attualmente in essere, suscita
    notevole perplessità, considerato come le previsioni di procedure finalizzate alla
    corretta diffusione delle informazioni rilevanti e dei documenti di corredo delle
    stesse, ai fini dell’adozione delle opportune determinazioni da parte degli organi
    gestori e di controllo della società capogruppo, siano rimaste sostanzialmente
    inapplicate e/o non adeguatamente implementate, tanto da rendere assai
    difficoltoso il dato di conoscenza effettiva della gestione dei rapporti con le società
    controllate ai sensi dell'articolo 114, comma 2, TUF.
    Preme sottolineare come rilievi simili risultino essere già stati effettuati dall’ODV
    della società capogruppo, a partire dal settembre 2015, e che le attività di più
    approfondita verifica - sollecitate al Collegio Sindacale con la denuncia ex art. 2408
    cod. civ. – abbiano certamente dimostrato l’inadeguatezza della gestione dei
    suddetti flussi informativi, rilevanti ai fini della concreta possibilità di verifica delle
    22
    modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste da
    codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o
    da associazioni di categoria, cui la società, mediante informativa al pubblico, ha
    dichiarato di attenersi.
    Ciò costringe il Consiglio di Amministrazione a intervenire solo in via successiva,
    limitando l’intervento ad una ratifica ex post dell’operazione avviata, con scarsa
    capacità di incidere o modificare su condizioni già definite, ovvero alla bocciatura
    tour court dell’operazione, con ciò determinando sia un’anomalia rispetto ad una
    gestione efficiente sia un obiettivo rischio di danno in capo alla Società.
    Le operazioni sopra descritte ne sono un significativo esempio.
    B) Le conclusioni esposte inducono pertanto il Collegio Sindacale, dopo
    l’odierna assemblea, a convocare d’urgenza un Consiglio di Amministrazione
    di KRE Energia S.p.A. che sarà chiamato a deliberare in ordine:
    1. alla revoca del Comitato Esecutivo e ai poteri ad esso conferiti con delibera del
    Consiglio di Amministrazione del 21 luglio 2015;
    2. alla revoca di tutti i poteri delegati conferiti dal Consiglio di Amministrazione
    con la citata delibera del 21 luglio 2015 con il recupero dei pieni poteri gestori
    in capo all’intero Consiglio di Amministrazione che andrà a definire nuove
    deleghe operative;
    3. alla conseguente valutazione – ai fini di una corretta gestione del sistema di
    governo societario con riferimento alle società controllate- della necessità, di
    assumere ogni più opportuna iniziativa in merito, anche con riguardo ai poteri
    delegati agli amministratori di queste ultime al fine di rendere più coerente il
    sistema di corporate governance con la necessaria definizione delle nuove
    deleghe operative che verranno assunte dal Consiglio di Amministrazione della
    capo-gruppo KREnergy S.p.A.;
    4. alla valutazione dei fatti e delle conclusioni esposti nella presente Relazione al
    fine di proporre ad una convocanda assemblea l’adozione di ogni delibera
    opportuna e conseguente, ferma altresì l’adozione di ogni più opportuna
    iniziativa del Collegio Sindacale;
    5. all’adozione di ogni opportuna iniziativa per eliminare ogni criticità connessa
    alla attuale gestione dei flussi informativi, sia con riferimento alla corretta...

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