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Vecchio 05-10-11, 10:13   #1 (permalink)
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Energie rinnovabili per la crescita del paese. Solo notizie.

In un Mezzogiorno in recessione, che continua a crescere meno del Centro-Nord, dove lavora ufficialmente meno di un giovane su tre, e che è ormai sempre più un "paese per vecchi", la strada da battere sono le energie rinnovabili. E' quanto si legge nel Rapporto Svimez, presentato oggi
Svimez: ''Energia verde per il rilancio del Mezzogiorno''

In un Mezzogiorno in recessione, che continua a crescere meno del Centro-Nord, dove lavora ufficialmente meno di un giovane su tre e che rischia uno tsunami demografico - nel 2050 gli abitanti con più di 75 anni cresceranno di dieci punti percentuali - la strada da battere per il rilancio è quella dell’energia verde. E' quanto si legge nell'edizione 2011 del Rapporto Svimez, Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno, presentato oggi. Nel 2009 la produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili (idraulica, eolica, solare, geotermica, rifiuti, biomasse e biogas) è stata di oltre 69.000 GWh pari al 23,7% del totale di elettricità prodotta nel nostro paese. Di questa quota, - sottolinea il rapporto - oltre il 77% proviene dal Centro-Nord.
Se si guarda invece a eolico, solare, biomasse e biogas, il peso della produzione delle regioni del Sud è arrivata al 64% del totale.

Soltanto l’energia eolica, - ricorda il rapporto - quasi la totalità viene prodotta nel Mezzogiorno (in regioni come Puglia, in Sicilia, in Campania). Per quanto riguarda il fotovoltaico, la Puglia detiene da tempo il primato della capacità fotovoltaica italiana, ma il sole potrebbe essere dunque una scommessa vincente anche per le altre regioni meridionali italiane. Un’altra “strada da battere” è poi lo sviluppo della geotermia, utilizzata attualmente in Italia solo in Toscana, con 32 impianti. “Le aree italiane con la maggiore ricchezza geotermica si trovano proprio nel Mezzogiorno, - sottolinea il rapporto - lungo il Tirreno meridionale, in Campania, Sicilia, in un’enorme area off-shore che va dalle coste campane alle Isole Eolie e, in misura minore, in Sardegna e in Puglia”. L’energia geotermica presenta un elevato potenziale di sviluppo una produzione continua e costante e una elevata versatilità di dimensione di impianto.


Green economySvimez: "Energia verde per il rilancio del Mezzogiorno"

SETTEMBRE 2011
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Vecchio 05-10-11, 10:15   #2 (permalink)
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Un nuovo rapporto mette in luce le connessioni tra i rischi del cambiamento climatico, le opportunità di sviluppo sostenibile e l'adattamento ai cambiamenti climatici, per fornire un utile orientamento alle imprese nella creazione di un'economia verde. Le imprese sono un partner essenziale nella risposta agli effetti dei cambiamenti climatici
Partenariato pubblico-privato per un'economia verde Mentre i governi hanno gran parte della responsabilità nel guidare il cambiamento climatico con soluzioni che soddisfino le esigenze delle comunità più povere e vulnerabili nei paesi in via di sviluppo, è diventato sempre più chiaro che le imprese in futuro avranno bisogno di essere un partner essenziale nella preparazione e risposta agli impatti del cambiamento climatico per la costruzione di un'economia globale verde. Il report basato sui risultati di un sondaggio del 2010 su 72 aziende di tutto il mondo impegnate nell'iniziativa della Nazioni Unite per il clima “Caring for Climate” sottolinea l'importanza del coinvolgimento del settore privato nell'adattamento ai cambiamenti climatici per migliorare la situazione delle comunità vulnerabili nei paesi in via di sviluppo. Tale rapporto suggerisce l'azione che le aziende e i politici dovrebbero prendere per incoraggiare il coinvolgimento del settore privato. Già, in tutto il mondo le aziende stanno iniziando a vedere i rischi e gli impatti economici del cambiamento climatico. Questi includono le tempeste più frequenti e intense, la scarsità d'acqua, il calo della produttività agricola e i danni alla salute pubblica. Viene pertanto confermata l'idea che le minacce del clima in cui vivono le comunità rappresentano anche dei rischi aziendali. L'83% delle aziende intervistate ha risposto che gli impatti dei cambiamenti climatici costituiscono un rischio per la loro produzione o la continuità dei loro servizi. Un totale di 86% ha descritto gli investimenti come forma di riduzione del rischio climatico e opportunità di business.

Partenariato pubblico-privato: la strada per un'economia verde

05-10-2011
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Vecchio 05-10-11, 10:38   #3 (permalink)
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Aprire al SUD ITALIA , un centro ricerca su FOTOVOLTAICO,????

CASO FRANCIA 5/10/2011 Fire Energy: in Francia un centro ricerche FV in ex base militare dei maggiori poli di ricerca, logistica, produzione e educazione, sull’energia solare in Europa sorgerà in un’area di 51 ettari al 110 km a sud-est di Parigi, nei pressi della cittadina francese di Châteaudun
John Liu e Alain Rousseau,presidente della Communautè de Communes du Dunois siglano l'accordo Accordo tra Fire Energy Group e Communauté de Commune du Dunois per convertire una ex base militare in uno dei maggiori poli di ricerca, logistica, produzione e educazione, sull’energia solare in Europa. Il centro sorgerà in un’area di 51 ettari al 110 km a sud-est di Parigi,
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Vecchio 05-10-11, 16:02   #4 (permalink)
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FotovoltaicoGermania, nel Brandeburgo un mega complesso fotovoltaico da 166 MW05-10-2011Si tratta di una vera e propria regione fotovoltaica nei pressi di Senftenberg, da alcuni giorni ufficialmente collegata alla rete di distribuzione. Il complesso fotovoltaico da record produce energia elettrica in prevalenza con moduli Canadian Solar
Germania, nel Brandeburgo un complesso fotovoltaico da 166 MW La corsa al primato per l’installazione fotovoltaica più grande del mondo registra la spettacolare perfomarnce di un mega complesso fotovoltaico, situato a sud del Land tedesco di Brandeburgo, nella Germania dell'Est: nei giorni scorsi sono stati allacciati alla rete ulteriori 78 MW che portano a 166 MW la potenza complessiva installata sull’area nei pressi di una miniera dismessa. Da record anche la fornitura di Canadian Solar, uno dei principali produttori al mondo di moduli solari: 636.000 moduli fotovoltaici, che costituiscono ben 148 MW dell’intero complesso fotovoltaico, di cui 70 MW di una centrale connessa alla rete ai primi di settembre. L’intera regione fotovoltaica è stata realizzata insieme ai due partner, saferay e Gp Joule, mentre il progetto di realizzazione dell’ultima tranche da 78 MW è stato realizzato dalla società di Berlino unlimited energy GmbH. L’inaugurazione di quest’ultima, denominata Senftenberg II/III, è stata inaugurata lo scorso 24 settembre dal primo ministro Matthias Platzeck. Che ha sottolineato: “Facendo un paragone con gli altri Land, quello di Brandeburgo vanta una posizione di leadership nel supporto e nella promozione delle energie rinnovabili, ruolo che gli è valso il premio quale 'Migliore Stato per le Energie Rinnovabili’”. Per Andreas Fredrich, sindaco di Senftenberg, “grazie alle vaste superfici recuperate dalle vecchie miniere superficiali e alla disponibilità di reti distributive sviluppate, la nostra regione rappresenta l'ambiente ideale per l'ubicazione di sistemi fotovoltaici su larga scala”.

Il sistema Senftenberg II/III è sorto in soli tre mesi su una superficie di 200 ettari adibiti in passato alla miniera di Meuro. Il sito ha offerto spazio per l'installazione di 330.000 moduli fotovoltaici cristallini. L'investimento di circa 150 milioni di euro è stato finanziato da tre istituti bancari tedeschi. saferay è responsabile di due terzi degli investimenti e delle attività. Grande...


La corsa al primato per l’installazione fotovoltaica più grande del mondo registra la spettacolare perfomarnce di un mega complesso fotovoltaico, situato a sud del Land tedesco di Brandeburgo, nella Germania dell'Est: nei giorni scorsi sono stati allacciati alla rete ulteriori 78 MW che portano a 166 MW la potenza complessiva installata sull’area nei pressi di una miniera dismessa. Da record anche la fornitura di Canadian Solar, uno dei principali produttori al mondo di moduli solari: 636.000 moduli fotovoltaici, che costituiscono ben 148 MW dell’intero complesso fotovoltaico, di cui 70 MW di una centrale connessa alla rete ai primi di settembre. L’intera regione fotovoltaica è stata realizzata insieme ai due partner, saferay e Gp Joule, mentre il progetto di realizzazione dell’ultima tranche da 78 MW è stato realizzato dalla società di Berlino unlimited energy GmbH. L’inaugurazione di quest’ultima, denominata Senftenberg II/III, è stata inaugurata lo scorso 24 settembre dal primo ministro Matthias Platzeck. Che ha sottolineato: “Facendo un paragone con gli altri Land, quello di Brandeburgo vanta una posizione di leadership nel supporto e nella promozione delle energie rinnovabili, ruolo che gli è valso il premio quale 'Migliore Stato per le Energie Rinnovabili’”. Per Andreas Fredrich, sindaco di Senftenberg, “grazie alle vaste superfici recuperate dalle vecchie miniere superficiali e alla disponibilità di reti distributive sviluppate, la nostra regione rappresenta l'ambiente ideale per l'ubicazione di sistemi fotovoltaici su larga scala”.

Il sistema Senftenberg II/III è sorto in soli tre mesi su una superficie di 200 ettari adibiti in passato alla miniera di Meuro. Il sito ha offerto spazio per l'installazione di 330.000 moduli fotovoltaici cristallini. L'investimento di circa 150 milioni di euro è stato finanziato da tre istituti bancari tedeschi. saferay è responsabile di due terzi degli investimenti e delle attività. Grande attenzione è stata posta infine all’integrazione dei moduli nel paesaggio circostante: “Abbiamo dedicato un totale di 24 ettari di superficie al di fuori del sistema fotovoltaico solo per le allodole - . Torsten Käsch, managing director di unlimited energy GmbH, società che ha curato il progetto - Inoltre, le file dei moduli sono state integrate nell'ambiente grazie a cinture che proteggono dal vento e che riprendono l'habitat naturale, garantendo un luogo ideale per accogliere uccelli e altre specie faunistiche. Infine, anche la progettazione della manutenzione dell'area ha tenuto conto della protezione di piante e animali”.
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Vecchio 06-10-11, 08:45   #5 (permalink)
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I cambiamenti climatici entrano in gioco nelle crisi economiche 05-10-2011Secondo uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori di vari istituti cinesi si è scoperto che i cambiamenti climatici avrebbero avuto un ruolo significativo nelle crisi economiche e sociali avvenute tra XVI e XIX secolo e potrebbero averlo anche nel futuro
Dodici paesi a rischio desertificazione, Italia inclusa È proprio il caso di dirlo: corsi e ricorsi della storia… non sono considerabili in altro modo i risultati di uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori di vari istituti cinesi secondo cui i cambiamenti climatici avrebbero avuto un ruolo significativo nelle crisi economiche e sociali avvenute tra XVI e XIX secolo. Non solo: ciò che è avvenuto nel passato potrebbe riproporsi nel futuro. I ricercatori hanno collezionato i dati storici riguardo a clima, economia, agricoltura, società e demografia dell'Europa in quei quattro secoli e usando metodi di analisi statistiche hanno identificato un nesso causale tra crisi umane e cambiamenti climatici. In particolare, tra i vari periodi, gli studiosi hanno verificato l'esistenza di una fase di clima freddo, tra il 1560 e il 1660, che ha provocato una diminuzione della crescita delle piante e una riduzione delle terre coltivate, con un conseguente carestia cronica e una diminuzione dell'altezza media degli uomini di circa 3 centimetri. Variazioni nella produzione alimentare si sono poi susseguiti ciclicamente dopo i periodi di freddo e generalmente seguiti dopo 5-30 anni da disordini sociali, guerre e migrazioni. Sarebbe stato questo periodo, secondo la ricerca, a innescare quella che viene definita dagli storici la “Crisi del XVII secolo”, considerata dagli illuministi una sorta di parentesi difficilmente spiegabile nel cammino verso il progresso. Basandosi su queste correlazioni, gli autori hanno inoltre proposto che la sovrappopolazione, la distribuzione non equa delle risorse potrebbero causare nuove crisi in futuro.
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Vecchio 06-10-11, 08:46   #6 (permalink)
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SondaggioIndagine Ispo: “Politica energetica italiana inesistente”05-10-2011L’Italia probabilmente riuscirà a raggiungere i target europei in materia di energia verde, in un modo o nell’altro. Ma ci arriveremo “per prove ed errori”. Questo a causa di “una politica energetica inesistente”, di “improvvisazione politica”, di un sistema di sostegno al settore “schizofrenico”
Indagine Ispo: ''Politica energetica italiana inesistente'' L’Italia probabilmente riuscirà a raggiungere i target europei in materia di energia verde, in un modo o nell’altro. Ma ci arriveremo “per prove ed errori”. Questo a causa di “una politica energetica inesistente”, di “improvvisazione politica”, di un sistema di sostegno al settore “schizofrenico”, che con una mano dà e con l’altra prende, come nel caso dell’estensione della Robin Tax alle aziende del settore. Queste le principali conclusioni di un'indagine condotta dall'Ispo per ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) su un campione di otto opinion leader nazionali (politici di Governo e di opposizione, giornalisti – caporedattori di economia - e responsabili di grandi aziende) sul tema delle politiche energetiche in Italia e il futuro delle rinnovabili. Secondo gli intervistati “la politica energetica si definisce a tavolino", con "una somma di decisioni di lungo periodo" che servono a dare un "quadro contestuale" per garantire "un orizzonte di chiarezza". L’Italia, da moltissimi anni a questa parte, "non fa niente di tutto ciò".

Dall’intervista affiorano inoltre considerazioni nette sul paese immerso in un clima di confusione. Nel giudizio sulla politica energetica nazionale si evidenziano due aspetti: la valutazione negativa della “contraddittoria” introduzione della Robin tax e dello “schizofrenico” sistema d’incentivazione. La Robin Tax anche per le imprese delle rinnovabili "è un pessimo provvedimento che incide sulla capacità d’investimenti”, “dà incertezza regolatoria” e “non consente di fare previsioni”. Per quanto riguarda le politiche d’incentivi alle rinnovabili, invece, “schizofrenico" è l'aggettivo più ricorrente visti i continui cambi. In questo modo l’effetto è che “non si ha certezza che chi scrive le leggi sia competente”. In generale, si ritiene che una corretta strategia energetica sia impedita da una certa fragilità della politica: “Se si creano strategie da...


L’Italia probabilmente riuscirà a raggiungere i target europei in materia di energia verde, in un modo o nell’altro. Ma ci arriveremo “per prove ed errori”. Questo a causa di “una politica energetica inesistente”, di “improvvisazione politica”, di un sistema di sostegno al settore “schizofrenico”, che con una mano dà e con l’altra prende, come nel caso dell’estensione della Robin Tax alle aziende del settore. Queste le principali conclusioni di un'indagine condotta dall'Ispo per ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) su un campione di otto opinion leader nazionali (politici di Governo e di opposizione, giornalisti – caporedattori di economia - e responsabili di grandi aziende) sul tema delle politiche energetiche in Italia e il futuro delle rinnovabili. Secondo gli intervistati “la politica energetica si definisce a tavolino", con "una somma di decisioni di lungo periodo" che servono a dare un "quadro contestuale" per garantire "un orizzonte di chiarezza". L’Italia, da moltissimi anni a questa parte, "non fa niente di tutto ciò".

Dall’intervista affiorano inoltre considerazioni nette sul paese immerso in un clima di confusione. Nel giudizio sulla politica energetica nazionale si evidenziano due aspetti: la valutazione negativa della “contraddittoria” introduzione della Robin tax e dello “schizofrenico” sistema d’incentivazione. La Robin Tax anche per le imprese delle rinnovabili "è un pessimo provvedimento che incide sulla capacità d’investimenti”, “dà incertezza regolatoria” e “non consente di fare previsioni”. Per quanto riguarda le politiche d’incentivi alle rinnovabili, invece, “schizofrenico" è l'aggettivo più ricorrente visti i continui cambi. In questo modo l’effetto è che “non si ha certezza che chi scrive le leggi sia competente”. In generale, si ritiene che una corretta strategia energetica sia impedita da una certa fragilità della politica: “Se si creano strategie da campagna elettorale, le decisioni e i progetti sono troppo permeabili al contesto politico e non possono reggere sul lungo periodo”, sostengono gli intervistati.

Sul ruolo della green economy come via d'uscita dalla crisi, il consenso è unanime. In un momento di profonda incertezza come questo, "la green economy è fondamentale perché consente una forte accelerazione per la ripresa”.
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Vecchio 06-10-11, 09:10   #7 (permalink)
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Clima: commissario Ue oggi a Roma, incontra Prestigiacomo
Colloqui in vista della conferenza Onu di Durban a novembre, una serie di colloqui con governo, parlamentari, industriali e rappresentanti della societa' civile. Hedegaard terra' incontri separati con il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo e con il ministro per gli Affari europei, Anna Maria Bernini.

E' inoltre prevista la partecipazione di Hedegaard ad un pranzo con i rappresentanti di associazioni ambientaliste e altre organizzazioni non governative, mentre a cena sara' con il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.(ANSA)
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Vecchio 06-10-11, 14:58   #8 (permalink)
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Alerion ha acquisto il controllo di 12 MW eolici in Bulgaria 06-10-2011Si tratta di un impianto eolico a Krupen, operativo dalla fine del 2010 e con una produzione di energia elettrica pari a circa 28,8 GWh/anno
Dodici nuovi megawatt eolici per Alerion in Bulgaria Alerion Clean Power, attraverso la controllata totalitaria Alerion Energie Rinnovabili, ha sottoscritto con la societá danese European Energy A/S un contratto per l'acquisto del 51% del capitale sociale di quattro societá progetto proprietarie di un impianto eolico di 12 MWe a Krupen, in Bulgaria, operativo dalla fine del 2010 e con una produzione di energia elettrica pari a circa 28,8 GWh/anno. Il prezzo d’acquisto pattuito è pari a 3,9 milioni di euro ed è soggetto, come di prassi per operazioni di questa natura, a una procedura di aggiustamento prezzo in funzione della posizione finanziaria netta delle societá oggetto di acquisizione alla data di esecuzione della transazione. Il prezzo, coperto con mezzi propri della societá, sará corrisposto al venditore alla data di esecuzione del contratto. L'impianto eolico è stato finanziato in project financing e l'efficacia del contratto di acquisto è condizionata all'intervento del consenso della banca finanziatrice. Alerion prevede, allo stato, di perfezionare l'acquisto entro la fine dell'ultimo trimestre del 2011.
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Vecchio 07-10-11, 09:59   #9 (permalink)
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Londra: un ponte solare sospeso sul Tamigi 07-10-2011La nuova stazione di Blackfriars a Londra, nota per essere stata costruita su un viadotto che attraversa il Tamigi, sta per diventare il più grande ponte solare mai realizzato
Il ponte di Blackfriars a Londra Si apre il cantiere dei lavori per installare oltre 4.400 pannelli solari fotovoltaici che a regime produrranno un totale di 1.103 MW di energia solare. Il ponte di Balckfriars di Londra costruito nel 1886 e' in pieno stile vittoriano e costituisce le fondamenta per la nuova stazione di Blackfriars, riqualificata dalla Network Rail Limited per accogliere più passeggeri e migliorare il servizio dei treni. Un nuovo tetto, aggiunto alla struttura storica incorporerà più di 6.000 mq di moduli fotovoltaici, dando vita al più grande impianto solare in Londra. É stato stimato che i moduli solari produrranno 900.000 kWh di elettricità ogni anno, fornendo il 50% dell’energia necessaria alla stazione e riducendo le emissioni di CO2 pari a circa 511 tonnellate per anno. Inoltre verranno adottate altre misure per il risparmio energetico, come l’installazione di un sistema di raccolta delle piogge e tubi solari per la luce naturale. L'ingegneria fotovoltaica e l'installazione sara' realizzata dalla Solarcentury Holdings Limited (Solarcentury) mentre i moduli solari ad alta efficienza utilizzati sono prodotti dalla SANYO Electric Co, Ltd.
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Vecchio 07-10-11, 10:01   #10 (permalink)
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L'isola di San Pietro, nel Sud Ovest della Sardegna, modello nazionale di Green Economy.

Con l'unico centro abitato, Carloforte che sara' il primo comune a raggiungere le zero emissioni entro il 2014.

E' uno dei risultati dell'impegno della Regione Sardegna sul piano dello sviluppo ecosostenibile, che fa seguito al protocollo d'intesa con il ministro dell'Ambiente, e che verra' illustrato, da venerdi' a domenica, al Carlofortegreen workshop (Carloforte Green Workshop).

Attraverso un programma innovativo, la piccola isola famosa nel mondo per il tonno rosso, la cucina e per le spettacolari falesie che ospitano il falco della regina, punta a qualificarsi, anche attraverso l'imminente primato nell'abbattimento della CO2, come meta turistica amica dell'ambiente. ''Sarebbe falso affermare - precisa il sindaco carlofortino Agostino Stefanelli - che la nostra scelta a zero emissioni sia solo per preservare l'ambiente e la salute di chi ci vive 365 giorni l'anno. Siamo abbastanza pragmatici per ammettere che l'obiettivo di avere un'Isola pulita dall'inquinamento rappresenta anche un'azione innovativa di marketing territoriale in un luogo turistico simbolo del Paese. Ma non siamo soli: tutta la Sardegna sta perseguendo questo obiettivo, prima con il 'no' al nucleare e ora con progetti, come Sardegna CO2.0, che saranno valore aggiunto per l'economia e il turismo della nostra regione''.

Al 'think tank' su rinnovabili, risparmio energetico e abbattimento emissioni sono previsti interventi, tra gli altri, del presidente della Foundation on Economic Trends, Jeremy Rifkin, del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, del presidente Commissione Ambiente del Senato, Antonio D'Ali, del presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, del responsabile di Sardegna CO2.0, Andrea Prato
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