Torna indietro   Forum di Finanzaonline.com > Discussioni di Finanza operativa > Small Cap

Titolo di riferimento: CAM-FIN Quotazione al 30/05/2012 0,2950 (-0,47 %)  
Notizie Analisi tecnica Analisi operativa Quotazioni
Vai al forum
Rispondi
 
Strumenti discussione Valuta discussione Modalità visualizzazione
Vecchio 04-02-12, 13:52   #791 (permalink)
Corto Maltese
 
L'avatar di todi1981
 
Data registrazione: Apr 2011
Messaggi: 4,856
Popolarità: 42949674
todi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond repute
Uno shock positivo, finalmente

di Alessandro Fugnoli, strategist Kairos Partners SGR.

Milano - Le Hawaii, insieme alla Polinesia e ad altre belle isole tropicali, sono una tradizionale meta per i viaggi di nozze. Alle Hawaii ci si va però in aereo e gli aerei usano un carburante derivato dal petrolio. Nel 2008, con il greggio che saliva verso i 145 dollari, i siti ispirati alla teoria del Peak Oil ospitarono studi anche molto seri sulle possibilità di sopravvivenza di questa o quell’area geografica in un mondo avviato all’esaurimento delle fonti di energia fossile. Lo studio sulle Hawaii era il più disperato. Le Hawaii non hanno né gas, né carbone, né petrolio e, come l’isola di Pasqua, sono lontane da tutto. L’isola di Pasqua deve però mantenere solo 5mila abitanti, mentre gli hawaiiani sono un milione e mezzo.

Lo studio, che animò un dibattito di parecchi giorni, arrivava alla logica conclusione che le Hawaii andavano abbandonate e che i piani di evacuazione dovevano essere predisposti fin da subito. Questo era il clima tre anni e mezzo fa, quando il capo di Gazprom diceva che il greggio sarebbe salito rapidamente verso i 250 dollari e veniva preso dai mercati come fonte di verità assoluta.

Le crisi energetiche provocano recessioni. Le recessioni, provocando un abbassamento dei consumi, risolvono e risolveranno tutte le crisi energetiche tranne l’ultima, quando davvero non sarà rimasta più una goccia di petrolio.

Non stupisce, quindi, che in questi tre anni non ci si sia più preoccupati del petrolio se non nei mesi della guerra di Libia. Ben altri problemi hanno agitato le nostre notti e in tempi di Grecia, crisi finanziaria e presunto atterraggio duro cinese, l’esaurimento delle fonti fossili è scomparso dai nostri pensieri. Anche l’apocalisse di riserva, quel riscaldamento globale che sembrava attenderci se le fonti fossili non si fossero esaurite e avessimo quindi potuto continuare a usarle, sembra non interessare più a nessuno.

Ora però il paradigma sta cambiando. Gli economisti sono i più scettici (Feldstein dice che gli Stati Uniti cresceranno esattamente alla stessa velocità dell’anno scorso e l’ottimo Ethan Harris sostiene che si è partiti forte e si finirà piano), ma i mercati, che fino a un mese fa vedevano solo il mezzo bicchiere vuoto, vedono oggi il solo mezzo bicchiere pieno. Molti strategist finora cautissimi stanno capitolando e parlano adesso di un bull market in formazione. Solo Adam Parker rimane glaciale e parla di un effetto gennaio destinato a rientrare.

A noi pare che l’effetto gennaio, vista l’esperienza di quasi-morte e resurrezione che abbiamo provato, possa prolungarsi a febbraio, ma non è di questo che vogliamo parlare, bensì del petrolio come possibile guastafeste in un eventuale bull market e in un ancora più eventuale ciclo economico in accelerazione.

Il petrolio è come quando si vince una grossa somma alla lotteria. Non si fa in tempo a stappare lo champagne che già alla porta si presentano parenti lontani e mai incontrati che dichiarano di avervi sempre voluto bene e di essere però oggi assai bisognosi di aiuti finanziari. Non si fa in tempo a congratularsi gli uni con gli altri per il rafforzamento del ciclo economico ed ecco che il petrolio prende a salire a grandi balzi.

Le prime settimane, nell’euforia generale, non ci si bada. Il petrolio che sale viene addirittura considerato un amico invitato alla festa, dal momento che fa salire i titoli dell’energia e quindi contribuisce al rialzo degli indici. Solo dopo qualche tempo ci si accorge che i soldi in più per la benzina sono soldi in meno per tutto il resto. Se poi il greggio continua a salire, ecco arrivare puntualissima la Bce (sempre timorosa a sproposito degli effetti secondari inflazionistici e mai degli effetti depressivi) ad alzare i tassi più che può.

Questa volta potrebbe essere diverso. E’ già diverso, se si pensa che in queste quattro settimane, in cui siamo passati dall’attesa angosciosa della fine all’attesa fiduciosa del recupero, il Brent è addirittura sceso. Stava a 114 il 4 gennaio ed eccolo adesso a 110, esattamente come tre, sei, nove e undici mesi fa. Il tutto mentre l’Europa rinuncia al greggio iraniano, come aveva già fatto da tempo l’America, e deve andarselo a cercare sul mercato.

Altro che Peak Oil e shock da offerta negativo. Quello in corso sull’energia è un grande shock da offerta positivo di cui i mercati stanno solo cominciando a prendere le misure. In questi anni i progressi tecnologici hanno reso economica l’estrazione di grandi quantità fossili non convenzionali che un tempo non venivano nemmeno conteggiate tra le riserve. L’area tra il Dakota e il Saskatchewan ha riserve pari a quelle di tutto il golfo Arabico-Persico. Per restare negli Stati Uniti, si è scoperto gas naturale quasi ovunque e si sono alzate di molto anche le stime sul carbone. La Polonia e Cipro hanno scoperto di sedere su imponenti giacimenti di gas.

Il petrolio convenzionale sta più che compensando il declino di Messico e Indonesia con le immense potenzialità dell’Atlantico del sud, tra Brasile e golfo di Guinea. La Groenlandia e l’Artico sono dietro l’angolo.
La fratturazione idraulica (fracking) ha fatto miracoli nel gas naturale e si prepara a farne di ancora più grandi nel petrolio. Campi che sembravano esausti rinascono a nuova vita se perforati orizzontalmente invece che solo verticalmente.

L’offerta potenziale è così abbondante che ci si possono permettere comportamenti altrimenti incomprensibili. Il gas vale ormai così poco che in certe situazioni lo si brucia, come si faceva mezzo secolo fa quando il gas che fuoriusciva insieme al petrolio veniva buttato via. L’amministrazione Obama si può permettere scrupoli ecologisti (che rientreranno in larga misura dopo le elezioni) e blocca lo sfruttamento dell’Alaska e delle acque profonde del golfo del Messico, boicottando inoltre il grande oleodotto progettato per portare greggio canadese nelle raffinerie texane.

Il fracking, odiato degli ecologisti anche se finora non si è dimostrato niente sui danni presunti all’ambiente, comincia a essere ostacolato. La Francia, per stare sicura, lo ha proibito del tutto, rinunciando a vaste risorse per proteggere il nucleare. Se vince Hollande, d’altra parte, lo stesso nucleare, grande orgoglio nazionale francese, verrà radicalmente ridimensionato. Gas ed etanolo, un tempo amati dagli ecologisti, vengono oggi rifiutati per proteggere le rinnovabili, le cui potenzialità sono nel frattempo cresciute.

Insomma, come si vede c’è l’imbarazzo della scelta. Nel frattempo si creano immense possibilità di arbitraggio. Il gas, come ripete instancabile il suo apostolo T. Boone Pickens, costa 2 dollari in America, 15 nel golfo Arabico e 13 in Europa. Un giorno qualcuno in Europa si sveglierà e deciderà di comprare gas americano portato dalle navi invece del gas russo che arriva con i tubi. Il Qatar, dal canto suo, manderà il suo gas alla Cina, ma a un prezzo più basso rispetto a oggi.

Qualcuno, poi, si sveglierà e riconvertirà tutto il settore automobilistico americano (e non solo) da benzina (e diesel) a gas. C’è chi ha già cominciato.


Gli Stati Uniti hanno già perso il primato industriale ma, oltre che prima potenza agricola, diventeranno prima potenza energetica (insieme a Canada, Brasile, Arabia e Russia). Il dollaro, a un certo punto, prenderà ad assomigliare a una petrovaluta. Il disavanzo delle partite correnti americano scomparirà. La Russia dovrà fare i conti con un gas meno caro e dovrà trovare altre cose da esportare.

Il petrolio non scenderà di prezzo, perché il consumo dei paesi emergenti continuerà ad aumentare, ma per la prima volta, se tutto va bene, potremo vedere un ciclo di espansione economica prolungato (quando avrà la grazia di presentarsi tra noi) con un greggio tendenzialmente stabile.

La cornucopia energetica è manna dal cielo e arriva giusto in tempo per compensare lo shock da offerta negativo cinese. Per due decenni la Cina ci ha fornito manufatti di ogni genere a prezzi molto più bassi di quelli cui eravamo abituati. Non sarà più così. Non è già più così. I lavoratori cinesi costano un quarto di più ogni anno (da loro ci sono gli aumenti salariali, quelli che una volta avevamo anche noi) e il renminbi continua a rivalutarsi. I negozietti Tutto a un Euro diventeranno presto Tutto a due Euro e via crescendo.

In compenso la Cina avrà più soldi per comperare i nostri prodotti, che diventeranno più competitivi perché i nostri salari continueranno a scendere e il nostro welfare verrà tagliato.

L’Europa ha poca energia e boicotta in tutti i modi quella che ha. Probabilmente, direbbe Niall Ferguson, è perché ha già deciso, più o meno consciamente, di diventare un grande campo da golf per ricchi cinesi. Le trivelle, sui campi da golf, ci stanno proprio male.

Copyright © Kairos Partners SGR. All rights reserved.
todi1981 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-02-12, 14:52   #792 (permalink)
Corto Maltese
 
L'avatar di todi1981
 
Data registrazione: Apr 2011
Messaggi: 4,856
Popolarità: 42949674
todi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da unapol Visualizza messaggio
mitico come sempre....ti bollinerei verde se solo il computer me lo consentisse
Grazie sei molto gentile, ma non serve il bollino verde, siamo amici e abbiamo, anche, le stesse idee in politica
todi1981 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-02-12, 15:25   #793 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Feb 2001
Messaggi: 1,062
Popolarità: 7072182
alexandr has a reputation beyond reputealexandr has a reputation beyond reputealexandr has a reputation beyond reputealexandr has a reputation beyond reputealexandr has a reputation beyond reputealexandr has a reputation beyond reputealexandr has a reputation beyond reputealexandr has a reputation beyond reputealexandr has a reputation beyond reputealexandr has a reputation beyond reputealexandr has a reputation beyond repute
ciao Todi
secondo te prelios e' un riskio troppo grosso
o una scommessa da fare
io sono dentro e penso a possibili rialzi corposi
tu che segui la mamma camfin cosa ne pensi
se la pappano visto il book di venerdi' manipolato a manetta per
tenerla inkiodata
o fallimento ( difficile xke' rifinanziato il debito )
si parla di generali in un altro thread in acquisto

ciao
alexandr non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-02-12, 16:25   #794 (permalink)
Corto Maltese
 
L'avatar di todi1981
 
Data registrazione: Apr 2011
Messaggi: 4,856
Popolarità: 42949674
todi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da alexandr Visualizza messaggio
ciao Todi
secondo te prelios e' un riskio troppo grosso
o una scommessa da fare
io sono dentro e penso a possibili rialzi corposi
tu che segui la mamma camfin cosa ne pensi
se la pappano visto il book di venerdi' manipolato a manetta per
tenerla inkiodata
o fallimento ( difficile xke' rifinanziato il debito )
si parla di generali in un altro thread in acquisto

ciao
Non ne ho la minima idea, probabilmente potrebbe essere una scommessa se va male si perdono 10 centesimi per azione, se va bene se ne possono guadagnare 40 centesimi per azione.

Siccome non sono un giocatore d'azzardo ( non ho mai comprato neanche un gratta e vinci o un biglietto per il superenalotto ) io non me le compro.

Prelios potrebbe procedere al buy back fino al 10% del capitale sociale da distribuire gratuitamente ai propri azionisti che tra l'altro a questi livelli di prezzo non dovrebbe neanche costare molto. Come fanno a giustificarsi in assemblea se non procedono al buy back, sicuramente qualche azionista si potrebbe incazzare di brutto.

Anche Camfin è strano che a questi prezzi non incrementi la partecipazione dal 15% al 21% soglia massima consentita dal patto di sindacato che raggruppa il 24% per arrivare al 30%, soglia oltre la quale scatta l'obbligo di lancio di un ' Opa.

Purtroppo non ti posso dare consigli perché non ho elementi sufficienti.

Come riportato anche dalla stampa economica, le Assicurazioni Generali stanno costituendo all'interno del Gruppo un polo immobiliare di circa 30 miliardi di attivi, le Generali fanno parte insieme a Camfin e Mediobanca del patto di sindacato di Prelios.
todi1981 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-02-12, 08:38   #795 (permalink)
Corto Maltese
 
L'avatar di todi1981
 
Data registrazione: Apr 2011
Messaggi: 4,856
Popolarità: 42949674
todi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond repute
Inventa il sistema per risparmiare carburante
Ma in Italia la sua idea non interessa


Il meccanico Leonardo Grieco ha messo a punto il Kinetic Drive System, che permette alle auto di dimezzare i consumi di carburante, abbattere le emissioni del 60 per cento e allungare la vita del motore dell'80 per cento. Il Kds, scartato dalle grandi case automobilistiche (tra cui la Fiat), viene montato in alcune carozzerie svizzere

Si chiama Kinetic Drive System (Kds) e promette di dimezzare i consumi di carburante, abbattere le emissioni del 60 per cento e allungare la vita del motore dell’80 per cento. L’invenzione porta la firma di Leonardo Grieco, un meccanico di lungo corso di Saltrio (Varese), uno di quelli che si è “guadagnato i galloni in officina – come dice lui stesso -, in anni di lavoro”, sporcandosi le mani oltre ad usare la testa.

Oggi il suo Kds, dopo essere stato brevettato, ha ottenuto dalla motorizzazione svizzera l’autorizzazione ad essere montato sui veicoli e in un’officina del Canton Ticino è già possibile farselo installare per poco meno di 2 mila euro. Per un non addetto ai lavori non è semplice intuirne il funzionamento, ma in buona sostanza il Kds è composto da una centralina che interviene sul meccanismo della frizione. “Una volta accelerata la massa – spiega l’inventore – la macchina resta su un numero di giri ottimale e ad ogni cambio di marcia, grazie a questo sistema si risparmiano 700 giri motore. Infatti, mentre normalmente si scende al minimo di giri, qui si utilizza il motore soltanto quando dà la coppia migliore, fra i 1700 e i 2300 giri. Praticamente a parte lo spunto iniziale, la macchina viaggia quasi sempre a basso regime, basta dare un colpo di gas ogni tanto e ci si mantiene a velocità di crociera. Il pedale della frizione non c’è e per cambiare si usa solo la mano”.

Il signor Grieco ha montato il sistema su una vecchia Skoda 1900 turbo diesel: “Ho già fatto 50 mila chilometri con questa macchina e i risultati sono sorprendenti. Questa auto, che oggi ha 290 mila chilometri, fa abitualmente attorno ai 500 chilometri con un pieno, da quando ho montato il sistema Kds sono stabilmente sopra i mille”. Al signor Grieco dobbiamo credere sulla parola. Oltre ad aver visto la centralina montata e ad aver percepito il suo vibrante entusiasmo, non abbiamo infatti a disposizione elementi empirici sufficienti ad avvalorare la sua scoperta, se non un breve viaggio di prova da cui effettivamente abbiamo potuto constatare che il pedale dell’acceleratore viene usato davvero poco.

Se quanto promesso fosse vero si tratterebbe di una innovazione sensazionale. Con macchine capaci di percorrere normalmente 50 km con un litro. Di questa vicenda colpisce anche un’altra cosa: “Questa scoperta potrebbe valere metà del combustibile mondiale – dice Grieco – ci ho speso dieci anni di lavoro e tentativi. Soldi, tempo e impegno. Nessuno ha però voluto darci retta. Nessuno ha voluto vederlo e capirne il funzionamento. Abbiamo scritto alle case automobilistiche di tutto il pianeta: a Marchionne, a Montezemolo, negli Stati Uniti, in Corea, dappertutto. Abbiamo speso un capitale in lettere e raccomandate. Le risposte che ci sono arrivate sono tutte uguali. Hanno tutte lo stesso desolante tenore, ne ho un cassetto pieno”.

Insomma, Grieco ha scritto e presentato il suo Kds alle principali case automobilistiche che hanno sempre risposto alla stessa maniera: “Ci dispiace tanto, ma la sua invenzione non ci interessa”. Ma l’inventore del Kds non ci sta: “Questi signori dovrebbero scendere dalle loro scrivanie e toccare con mano, sedersi sulla macchina e provarla prima di dire che non gli interessa. Prima provi, studi, poi mi dici che non funziona. Una bocciatura motivata la posso anche accettare. Ma una chiusura a priori no. Nelle cose, per capirle, bisogna metterci il naso”. Dal momento che nessuna casa automobilistica ha creduto nel progetto, Grieco ha stretto un accordo con un’officina elvetica che ha accettato di montare il sistema sulle auto svizzere: “Siamo andati alla motorizzazione del Canton Ticino, hanno provato il sistema, hanno verificato le caste e dopo dieci giorni avevamo in tasca l’autorizzazione a montarla. Una cosa simile in Italia, con tutta la burocrazia, sarebbe impossibile”.
todi1981 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-02-12, 08:44   #796 (permalink)
Corto Maltese
 
L'avatar di todi1981
 
Data registrazione: Apr 2011
Messaggi: 4,856
Popolarità: 42949674
todi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond repute
LA GRANDE PORCHERIA DEL SALVATAGGIO LIGRESTI-FONSAI

- IL REGISTA DI TUTTO E' NAGEL PER L'ASSURDO MILIARDO DI EURO PRESTATO A LIGRESTI DA MEDIOBANCA, GOVERNATA DA UN CDA CHE AFFETTUOSAMENTE OSPITA LA LIGRESTI FIGLIA

- PENATI CONTRO MUCCHETTI: “CON UN SALVATAGGIO DI MERCATO LE BANCHE CI AVREBBERO RIMESSO CIRCA IL 40% DEI CREDITI. INVECE, NON PAGANO PER L´ERRORE DI AVER SOSTENUTO COSÌ A LUNGO UN GRUPPO COSÌ MAL GESTITO”…





1- LA GRANDE PORCHERIA DEL COSIDDETTO SALVATAGGIO FONSAI
Bankomat per Dagospia


As usual. Non bisogna cambiare una virgola al pezzo del Prof. Penati oggi su Repubblica (vedi a seguire), che stigmatizza la grande porcheria del cosiddetto salvataggio Fonsai, che in realtà e come Dagobankomat da tempo aveva denunciato, sarebbe solo la copertura delle esecrabili politiche bancarie che hanno permesso a Don Salvatore di governare Sai e finanziare i cavalli della figlia a spese dei piccoli azionisti.

Ma se leggiamo bene quello che sta accadendo, come sempre non solo le idee ma anche le porcherie viaggiano sulle gambe degli uomini. Il regista di tutto e' la Mediobanca di Alberto Nagel, che da sempre esercita uno stile di governo simile a Cuccia nell'opacità ma purtroppo non anche e perlomeno nella visione. Nagel ha ben paura per l'assurdo miliardo di euro prestato a Premafin-Fonsai da Mediobanca, governata da un Cda che affettuosamente ospita la Ligresti figlia.

E che come ben osserva il Prof. Penati, dovrebbe casomai portare Mediobanca a farsi carico del salvataggio come in tutti i normali casi di imprese in crisi. Premafin in default, Sai fusa magari anche con Unipol (sebbene si potrebbe argomentare che non e' obbligatorio) o comunque ristrutturata e rilanciata, con debiti ristrutturati e magari stralciati in parte e magari anche in parte convertiti in azioni.

E con fallimento della holding, doverosamente dichiarato dal Tribunale e indagato dalla Procura come in altri casi simili ma forse meno chic per la classe dirigente milanese. Soprattutto, con assunzione di responsabilità chiara delle Banche finanziatrici di Ligresti.
Ovvio che no, il rischio d'impresa lasciamolo correre alle piccole medie imprese.

Poi sappia il pubblico non addentro alle cose bancarie che Nagel dr. Alberto ha da una dozzina di anni un amico che si chiama Piero Montani, amico che insieme a qualche alto funzionario anonimo di Bankitalia il Nagel ha ben tirato fuori dal frigorifero dopo le disavventure di Montani in Banco Popolare, Antonveneta e Italease, piazzandolo ai vertici della Popolare di Milano. Una banca popolare che ama la grande finanza, perche' come non tutti ricordano ha prestato oltre duecento milioni alla Fonsai in cambio del fatto che la Fonsai sottoscrivesse azioni della banca.

Orrendo. Piero Montani in quel momento non c'era, ben inteso, ma ora sara' lui a gestire il credito verso Fonsai, immaginiamo di concerto con Nagel. Vediamo se lo farà per tutelare la popolare di piazza Meda, cosa per cui sarebbe abbondantemente pagato, o per appoggiare i piani di Alberto Nagel. Tenendo presente che l'ex braccio destro di Montani alla Verona e poi alla Antonveneta, tal dottor Gianluca Santi, oggi e' uno stretto collaboratore del chiacchieratissimo (per la condanna ricevuta proprio sul caso Antonveneta) Amministratore Delegato di Unipol, Cimbri. Sara' quindi divertente vedere nei prossimi giorni schieramenti e alleanze.

Mentre una cosa appare sempre più chiara: la Sai doveva restare autonoma, ben ristrutturata, molto a spese delle folli banche creditrici, ovviamente senza più i Ligresti, con un aumento di capitale di mercato e trasparente, con nuovi amministratori.
Semplicemente e limpidamente. Pare tuttavia che non possa essere così. A piazzetta Cuccia lo stile continua ad essere sempre un altro.

2- I MOLTI LATI OSCURI DELL´AFFARE FONSAI
Alessandro Penati per La Repubblica


Il "salvataggio" di Ligresti e delle sue banche creditrici si arricchisce ogni giorno di un nuovo, sconcertante capitolo.

1. Premafin ha debiti per 320 milioni e come unica attività, azioni Fonsai, per circa 135 milioni. I creditori di qualsiasi imprenditore in una situazione simile avrebbero già chiesto una procedura fallimentare per escutere l´attivo (o convertire il debito in azioni) e metterlo all´asta al miglior offerente. Qui no. Sorge il dubbio che la legge fallimentare non si applichi ai grandi debitori con cariche e/o partecipazioni in una grande banca, che trova sempre una soluzione per evitare guai con le Procure: come Ligresti, Zaleski o Zunino; ma non Burani o Tonino Perna (Ittierre), per citare casi recenti.

2. Cambia la forma dell´operazione, ma Unipol paga sempre un forte premio di controllo per Fonsai: 400 milioni per l´aumento di capitale riservato di Premafin, col quale finanzierà il futuro aumento di Fonsai, per non diluirsi; e si accolla 320 milioni di debiti. Totale: 720 milioni per il 35% di Fonsai dopo il suo previsto aumento di capitale, che porterà il valore di mercato dell´assicurazione a circa 1,4 miliardi. Tra esborso e assunzione di debiti, Unipol paga dunque un premio del 47% per assicurarsi il 35% della nuova Fonsai. Ma lo paga alle banche creditrici, non al mercato.
Piero Montani

3. Con la stessa cifra, Unipol poteva lanciare un´Opa su Fonsai e finanziare la sua quota parte di aumento. E avrebbe potuto risparmiare se avesse richiesto al maggior creditore, Mediobanca, come solitamente accade, di partecipare al salvataggio, ristrutturando il debito, e convertendolo parzialmente in azioni. Così, avrebbe pagato il premio al mercato, non alla banche.

4. Poi ci sarà la fusione Premafin-Fonsai-Unipol. I concambi li deciderà di fatto l´unico azionista che è in maggioranza in tutte le assemblee. A vantaggio di chi? Di concambio deciso in Borsa con offerte pubbliche di scambio, neanche parlarne.

5. Il Governo vuole le liberalizzazioni. Ma qui si crea un gruppo con una posizione dominante: quasi 40% del mercato RC Auto. Bel modo di promuovere la concorrenza.

6. L´Isvap rivendica di aver chiesto l´aumento Fonsai nel marzo 2011. Ma Fonsai è in crisi dal 2008, come da tre anni indicato in questa rubrica (14/3/2009 e 29/5/2010): "Il risanamento imporrebbe un aumento di capitale per mettere in sicurezza la struttura finanziaria".

7. Fonsai ha annunciato perdite per circa un miliardo a fine anno, e nuovo mega aumento di capitale, a solo sei mesi dal precedente, da 490 milioni. Nella cui Nota Informativa si dichiarava un aumento del Solvency ratio al 120% per fine 2011. Il peggioramento non può essere solo colpa dei titoli di Stato. Informazioni fuorvianti a giugno, o eccesso di prudenza nel calcolare gli attuali accantonamenti (visto che lo stato di crisi esenta dall´Opa)?

8. A capo del nuovo colosso assicurativo andrà Carlo Cimbri, appena condannato in primo grado (a 3 anni e 7 mesi) per il caso Unipol/Bnl, insieme a Caltagirone, vice presidente di Generali. Evidentemente, nel mondo delle assicurazioni le condanne fanno bene alla carriera. E se risultasse vero che il presidente della Consob ha "discusso privatamente" con banchieri e vertici Unipol su come strutturare l´operazione per evitare l´Opa, prima che questa fosse portata ufficialmente all´attenzione della Commissione, o resa nota al mercato, le somiglianze con il ruolo di Fazio nel caso Bnl sarebbero imbarazzanti.

9. Ligresti controllava Fonsai attraverso Premafin e Starlife; le cooperative la controlleranno attraverso Finsoe e Ugf. Cambia il controllo, non la governance.

10. Secondo Mucchetti (Corriere, 22/1/2012) si sarebbe evitata "una piccola Lehman: trionfo del mercato, disastro per tutti". Ridicolo. Con un salvataggio di mercato le banche ci avrebbero rimesso circa il 40% dei crediti: perdite che il loro patrimonio poteva assorbire agevolmente. Invece, non pagano per l´errore di aver sostenuto così a lungo un gruppo così mal gestito. E tengono immobilizzati ingenti prestiti che assorbono capitale, sottraendolo così al sostegno delle imprese produttive. Senza contare gli eventuali nuovi crediti alle cooperative per finanziare l´operazione: quale sia la loro posizione finanziaria, infatti, non si sa.

11. Il Governo tace. Forse pensa ci possa essere sviluppo senza un mercato dei capitali, non dico efficiente, ma almeno meno vergognoso di questo.
todi1981 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 06-02-12, 14:05   #797 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Dec 1999
Messaggi: 2,055
Popolarità: 27111259
AzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da todi1981 Visualizza messaggio
Operazioni straordinarie che potrebbero essere adottate quest'anno dal Gruppo per riequilibrare la situazione debitoria del Gruppo e patrimoniale di Camfin tenuto conto della verifica sull'indebitamento bancario prevista entro il 30 giugno p.v. e del rimborso della prima rata di 170 milioni in scadenza il 31 dicembre p.v. su un totale di debiti di 400 milioni.

- Un'eventuale fusione GPI - Camfin porterebbe un aumento dei debiti a 470 milioni, pertanto, sarebbero necessarie operazioni straordinarie come cessioni di partecipazioni, quali 50% Fondo Vivaldi, 15% azioni Prelios, fino al 5% di azioni Pirelli non sindacate, e / o fusione con Pirelli, post spin off di Pirelli Tyre.

In alternativa Camfin potrebbe procedere al buy back fino al 10% del capitale sociale, con successiva distribuzione di azioni gratuite ai propri azionisti nel rapporto di 1 ogni 10, in modo che Gpi e tutti gli azionisti pur non potendo incassare dividendi, possano, almeno, ricevendo 1 azione gratuita ogni 10 aumentando il numero delle azioni in portafoglio e riducendo contemporaneamente del 10% il prezzo di carico. GPI, per ridurre il proprio indebitamento di 70 milioni, potrebbe cedere le azioni ricevute gratuitamente da Camfin.

Per ripagare la prima rata del debito Camfin avrebbe necessità di operazioni straordinarie come cessioni di partecipazioni, quali 50% Fondo Vivaldi, 15% azioni Prelios, fino al 5% di azioni Pirelli non sindacate, e / o fusione con Pirelli, post spin off di Pirelli Tyre.

Pirelli per migliorare la propria redditività e il proprio target price potrebbe ridurre i costi di gestione incorporando tutte le proprie partecipazioni controllate al 100% ( Pirelli Tyre, Pirelli Ambiente, Pirelli Techno, Pirelli PZero, Pirelli Moda), vendere tutte le partecipazioni no core per ridurre i debiti e quindi gli oneri finannziari ( 2% Alitalia, 5% RCS, 2% Mediobanca, 13% Grandi Stazioni, 7% ADB, 5% Inter, Pirelli Ambiente, Pirelli Techno), procedere allo spin off di Tyre ed alla successiva fusione con Camfin.

Prelios potrebbe procedere al buy back fino al 10% del capitale sociale con successiva distribuzione di azioni gratuite ai propri azionisti nel rapporto di 1 ogni 10 in modo che Camfin e tutti gli azionisti, pur non potendo incassare dividendi, possano almeno ricevendo 1 azione gratuita ogni 10 aumentare il numero delle azioni in portafoglio, riducendo contemporaneamente del 10% il prezzo di carico.

Le idee ve l'abbiamo date gratis, visto che come finanzieri non ci capite una ceppa ( basta pensare la riorganizzazione del Gruppo Olivetti Telecom Italia Tim di qualche anno fa che creò un baratro nei conti del Gruppo come debiti ed oneri finanziari ) meno 70 sedute all'assemblea di Camfin andiamo a vedere che cosa sarete in grado fare.

- 70 sedute

Ennio Morricone - La resa dei conti - 1965 - YouTube
Quale sarà la scelta che prenderanno?

1) Via delle fusioni per arrivare alla cassa di Pc.(i tempi?)
2) Vendita di Prelios+Fondo Vivaldi+N°x azioni Pc per arrivare alla cifra di 170 Ml.
3) I miracoli li faccia il Tronki,io non ne vedo.

Saluti AzioNet
AzioNet non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 07-02-12, 07:40   #798 (permalink)
Corto Maltese
 
L'avatar di todi1981
 
Data registrazione: Apr 2011
Messaggi: 4,856
Popolarità: 42949674
todi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da AzioNet Visualizza messaggio
Quale sarà la scelta che prenderanno?

1) Via delle fusioni per arrivare alla cassa di Pc.(i tempi?)
2) Vendita di Prelios+Fondo Vivaldi+N°x azioni Pc per arrivare alla cifra di 170 Ml.
3) I miracoli li faccia il Tronki,io non ne vedo.

Saluti AzioNet
Ciao AzioNet,

sintesi operazioni possibili da parte del Gruppo nel 2012:

Prelios:
- buy back sulle proprie azioni fino al 10% del capitale sociale da distribuire gratuitamente ai propri azionisti in ragione di 1 ogni 10,

Pirelli:
- spin off di Pirelli Tyre,

Camfin:
- buy back sulle proprie azioni fino al 10% del capitale sociale da distribuire gratuitamente ai propri azionisti in ragione di 1 ogni 10,

- cessione della partecipazione del 50% del Fondo Vivaldi,

- cessione della partecipazione del 15% di Prelios,

- cessione di azioni Pirelli fino al 5% del capitale, quota fuori patto sindacato,

- fusione con GPI,

- fusione con Pirelli post spin off di Pirelli Tyre.
todi1981 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 07-02-12, 17:17   #799 (permalink)
Corto Maltese
 
L'avatar di todi1981
 
Data registrazione: Apr 2011
Messaggi: 4,856
Popolarità: 42949674
todi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond reputetodi1981 has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da AzioNet Visualizza messaggio
Quale sarà la scelta che prenderanno?

1) Via delle fusioni per arrivare alla cassa di Pc.(i tempi?)
2) Vendita di Prelios+Fondo Vivaldi+N°x azioni Pc per arrivare alla cifra di 170 Ml.3) I miracoli li faccia il Tronki,io non ne vedo.

Saluti AzioNet
17:04 - ***Prelios: Gobbi torna alla Bicocca,sara' consulente per le dismissioni


Ex dg finanza di Pirelli e' Senior Advisor nell'immobiliare (Il Sole 24 Ore Radiocor)

- Milano, 07 feb - Un ritorno di rilievo nella galassia Pirelli. L'ex direttore generale finanza del gruppo degli pneumatici Luciano Gobbi - secondo
quanto risulta a Radiocor - rientra alla Bicocca questa
volta nel business immobiliare nel frattempo passato sotto
il cappello di Camfin: il manager e' stato scelto come Senior
Advisor di Prelios e lavorera' accanto ai due amministratori
delegati, Paolo Bottelli e Enrico Parazzini.

A Gobbi e' affidata la consulenza in materia di M&A e in particolare
nelle operazioni di dismissione, di immobili e di
investimenti, su cui Prelios punta ad accelerare nel
prossimo triennio per ricondurre il debito a dimensioni piu'
compatibili con il suo ruolo di gestore immobiliare.


Proprio due dismissioni di Pirelli del resto hanno reso l'ingegnere
piacentino protagonista delle cronache finanziarie nel 2000:
la vendita dei sistemi ottici terrestri a Cisco Systems e
soprattutto quella delle fibre ottiche a Corning fruttarono
a Gobbi un compenso speciale da 16,7 milioni di euro.

Fon-

(RADIOCOR) 07-02-12 17:04:51 (0282)IMM,news 3 NNNN
todi1981 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 07-02-12, 22:05   #800 (permalink)
Member
 
Data registrazione: Dec 1999
Messaggi: 2,055
Popolarità: 27111259
AzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond reputeAzioNet has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da todi1981 Visualizza messaggio
Il 2% circa di Pirelli a 12 euro per azione consentirebbe un incasso di circa 120milioni di euro.

Il 15% di Prelios pari a circa 120 milioni di azioni potrebbe essere ceduto ad almeno il valore nominale delle azioni, che se non ricordo male dovrebbe aggirarsi intorno a 50 centesimi con un incasso quindi di una sessantina di milioni di euro.

Il 50% del fondo Vivaldi ( l'altro 50% è di proprietà di Prelios) non ho la minima idea di quanto possa valere, tutto dipende in base alle licenze ottenute per l'edificabilità. Il fondo Vivaldi possiede una decina di ettari in area limitrofa al polo fieristico di Rho Pero.
Citazione:
Originalmente inviato da todi1981 Visualizza messaggio
Ciao AzioNet,

sintesi operazioni possibili da parte del Gruppo nel 2012:

Prelios:
- buy back sulle proprie azioni fino al 10% del capitale sociale da distribuire gratuitamente ai propri azionisti in ragione di 1 ogni 10,

Pirelli:
- spin off di Pirelli Tyre,

Camfin:
- buy back sulle proprie azioni fino al 10% del capitale sociale da distribuire gratuitamente ai propri azionisti in ragione di 1 ogni 10,

- cessione della partecipazione del 50% del Fondo Vivaldi,

- cessione della partecipazione del 15% di Prelios,

- cessione di azioni Pirelli fino al 5% del capitale, quota fuori patto sindacato,

- fusione con GPI,

- fusione con Pirelli post spin off di Pirelli Tyre.

A Gobbi e' affidata la consulenza in materia di M&A e in particolare
nelle operazioni di dismissione, di immobili e di
investimenti, su cui Prelios punta ad accelerare nel
prossimo triennio per ricondurre il debito a dimensioni piu'
compatibili con il suo ruolo di gestore immobiliare

Qui c'è un po tutto quello che hanno in mano,però si incomincia a capire meglio la strada che prenderanno.

Saluti AzioNet
AzioNet non  è collegato   Rispondi citando
Rispondi

Segnalibri
Annunci 4wnet

Strumenti discussione
Modalità visualizzazione Valuta questa discussione
Valuta questa discussione:

Regole messaggi
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 23:18.

Powered by vBulletin® versione 3.8.7
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.6.0

Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits
© 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer.