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Vecchio 28-09-08, 12:18   #1
rudydj
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ARTICOLI E NOTIZIE SU CRISI --- no commenti

I contribuenti USA sono stati incatenati a forza all'economia
Telegraph 28 settembre 2008

"Per salvaguardare la loro [ della gente ] indipendenza, dobbiamo impedire ai nostri governanti di caricarci di debiti perenni. Dobbiamo fare la nostra scelta fra economia e libertà, fra abbondanza e schiavitù" - Thomas Jefferson.

C'era un'epoca, agli inizi della storia d'America, quando i suoi leaders credevano nella disciplina finanziaria. Non più.. Il debito perpetuo, che Jefferson ci metteva in guardia avrebbe reso in schiavitù le generazioni future, si è attaccato allo Zio Sam come una palla al piede. Il debito pubblico USA è di 9,8 miliardi di dollari, ed ancora sale.

Jefferson, terzo presidente americano ( 1801 - 1809 ), è unanimemente riconosciuto come il più intellettualmente dotato fra i vari inquilini della Casa Bianca. Egli riteneva che "le istituzioni bancarie sono più pericolose per le nostre libertà delle armi spianate", e che "il principio di spendere del denaro che dovrà essere rimborsato dai posteri... non è che un colossale imbroglio per le generazioni future."

Se il Congresso approverà il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari proposto dal Segretario al Tesoro a favore delle banche incapaci, sarà difficile trovare un esempio migliore di quello che prevedeva Jefferson : "un imbroglio" legalizzato Gli Americani di domani e quelli che verranno dopo di loro dovranno pagare e solo pagare per questo grottesco eccesso di autoindulgenza verso i banchieri-prestigiatori di oggi.

Per dirla con Jefferson : "Se ci accolliamo un debito del genere, la nostra carne e le nostre bevande saranno tassate, tutti i generi di prima necessità e le nostre comodità saranno tassate anche loro... non avremo modo di chiedere conto a chi amministrerà male e potremo solo ringraziarli se ci daranno di che sopravvivere quando ci venderemo a loro che ci pagheranno per inchiodare le catene sul collo dei nostri colleghi di pena."

Avendo mancato la vittoria nella Guerra al Terrore, il Presidente Bush spera di essere più fortunato nella Guerra all'Errore. Il suo scopo è di limitare i danni causati dai madornali errori dovuti ai mutui sub-prime; la sua tattica è il bombardamento a tappeto del sistema bancario con fondi federali. Alla fine, per dirla nei termini di Jefferson, i contribuenti americani si ritroveranno incatenati a forza all'economia.

La prospettiva non è accattivante, ma, ci dicono non ci sia alternativa. Il piano di Hank Paulson è meno dettagliato di uno scontrino della spesa, ma ora non sembra essere il momento di fare i difficili. Questo ex campione del libero mercato, dopo essere stato coperto da vagonate di oro dalla Goldman Sachs, ora vuole procedere a nazionalizzazioni ad un ritmo visto solo quando il Che accendeva i sigari con le banconote dell'eredità di Batista.

Niente di strano che quelli al Congresso abbiano il mal di stomaco : devono convincere i loro elettori, molti dei quali stanno pagando il crollo del credito perdendo casa e lavoro, di che luminosa idea sia salvare quelli che hanno disgustosamente approfittato della creazione di oscuri strumenti finanziari. Ovviamente non è la prima volta che Wall Street depreda i cittadini.

Per quelli che lavorano in quella corsia preferenziale che è la finanza, la velocità della picchiata s'era sentita nei timpani : meno di un anno fa, la banche di investimento americane sguazzavano fra gratifiche record, che totalizzarono la somma di 38 miliardi di dollari. Sì, miliardi.

Il monopolio del denaro gli aveva fruttato un gruzzolo più grosso del Prodotto Interno Lordo della Bulgaria. Diviso matematicamente fra i 186.000 lavoratori di Goldman Sachs, Morgan Stanley, Merrill Lynch, Lehman Brothers e Bear Stearns. significa una media statistica di più di 200.000 dollari a persona, il che equivale a circa quattro volte il reddito medio dei proprietari di casa.

Lloyd Blankfein, presidente della Goldman, ha stabilito un nuovo standard nella ingordigia manageriale, ricevendo complessivamente gratifiche per 68 milioni di dollari ( quasi un terzo in moneta sonante ), perlomeno la sua banca è ancora in piedi. L'Amministratore Delegato della Lehman, Richard Fuld, ha intascato 41 milioni di dollari. Bel lavoro, se non fosse che il malloppo era in azioni della ditta. Nove mesi dopo, quando Lehman è andata arrosto, le gratifiche di Fuld si sono aggiunte alla sua reputazione e tutti insieme sono finiti nel cassonetto delle immondizie.

Il baccanale bancario si è poi trasformato in una terapia di gruppo per maniaco-depressivi : quelli ancora al lavoro si guardano attorno e si chiedono quanti, da qui a Natale, finiranno per fare i lavapiatti. Il Sig. Paulson, in una intervista alla rivista Fortune, ammette che :"Il capitalismo nudo e crudo è finito. Ve lo dico io."

Ora che abbiamo ascoltato tutto, cosa viene?

Secondo un operatore di Wall Street, l'America ha abbracciato, al posto dei ribollenti mercati, "un comunismo a cascata." : questo nuovo sistema richiede che lo stato paghi "cash for trash" [ contante per spazzatura, ndt ] a beneficio di pochi degenerati, e poi speri che un pò di questa manna proveniente dai contribuenti finisca a cascata giù fino alle masse.

Nella proposta del Sig. Paulson non è prevista la scomparsa delle immondizie tossiche : tutto quello che cambierà sarà solo chi ne sarà il proprietario; sarà come rimuovere delle scorie radioattive dall'impianto di una ditta privata fallita per parcheggiarle in un palazzo di proprietà del governo. Il rischio passa dal privato al pubblico.

Questa forma di redistribuzione regressiva è la strada che i Sig.ri Bush e Paulson stanno percorrendo per la salvezza della finanza Occidentale. Scusate il mio cinismo, ma acquistereste da uno di loro un derivato usato ?

Dopo l'uragano Katrina e l'inondazione di New Orleans, il palmares dei salvataggi del Sig. Bush non ispira fiducia. Relativamente al Sig. Paulson, se è così intelligente, com'è che non si è accorto dell'immondizia radioattiva che si stava accumulando proprio nel retro della sua ditta mentre lui si beccava una gratifica da 18 milioni di dollari dalla Goldman, nel 2006 ?

Essenzialmente il Sig. Paulson ce la vuol vendere così : "Capitalismo Americano : ti adoro! Putroppo, abbiamo solo 14 ore per salvare il Pianeta Terra!" In cambio della promessa di mettere fine ai crolli finanziari, ci chiede un inquietante assegno in bianco. Deve essere un salvataggio con poche limitazioni e con l'immunità verso un futuro riesame da parte di "qualsiasi tipo di tribunale, corte od ente, legali od amministrativi". La sua squadra di avvocati sicuramente se la rideva sotto quando si è imbattuta in questo passaggio.

Il progetto è sotto attacco da destra e da sinistra. George Soros, l'investitore che ha aiutato a fare a pezzi la sterlina nel 1992, è a favore di azioni che impediscano le insolvenze, ma sottolinea che il piano di Paulson è di breve respiro. Paul Krugman, professore di economia alla Princeton, ha poca fiducia nelle capacità di Paulson quale guaritore : "Se l'aggiusta strada facendo, proprio come facciamo noi."

Fuori Washington, nel mondo reale, c'è un crescente vociare perchè si faccia qualcosa : gli elettori soffrono e vogliono che il governo gli tolga il dolore, ma non c'è nessuna polverina magica.

Quelli che hanno un portafogli in carico a prezzi sbagliati soffriranno, visto che il mercato punta nuovamente verso il basso. Non è stata ancora inventata una politica che possa far valere un mezzo dollaro come fosse due dollari.

Qualunque soluzione a lungo termine dovrà tenere in conto che non si può rimandare in eterno la parte contrattiva di un ciclo economico.
Riottenuta la stabilità, si dovrebbero punire quelli che hanno fatto il casino. Ma quale punizione tiene in serbo Paulson ? Più che altro, sembra un paracadute per i suoi amichetti nel retro dell'aereo in fiamme.

Insomma, quella che serve è una revisione delle regole del sistema bancario. In effetti, le regole del gioco erano state rese superflue dall'ingenuità dei progettisti finanziari. Non ci occorrono più controlli, ci occorre un regolamento più adeguato.

E questo ci riporta a Jefferson. Già duecento anni fa, egli richiede che : "Il potere di emissione sia tolto alle banche e restituito al popolo, al quale appartiene veramente." Non ce ne sarà mai uno come lui.
rudydj non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 28-09-08, 12:21   #2
Rufus__74
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Piano Paulson, rush finale per l'intesa
da 700 miliardi di dollari
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27 settembre 2008

Il Congresso degli Stati Uniti lavora per siglare al più presto l'intesa bipartisan sul piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari del sistema finanziario americano (con ricadute pesanti sul resto del mondo), che attraversa la sua crisi più profonda dai tempi della Grande Depressione. L'annuncio, ha dichiarato il leader dei senatori repubblicani, Mitch McConnell, potrebbe arrivare domenica sera «per poi andare al voto lunedì».

Dopo lo stop imposto da un gruppo di "peones" repubblicani e l'appello televisivo del presidente George W. Bush i negoziati sono andati avanti sia venerdì sera che sabato. E mentre il Paese discute del primo match in tivù tra i due candidati alla Casa Bianca, Barack Obama e John McCain, il leader democratico al Senato, Larry Reid ha rafforzato le speranze spiegando che al tavolo del negoziato si stanno facendo progressi importanti. In linea di principio l'accordo esiste, questo si sa, ma certo dopo la rottura traumatica di giovedì sera erano ormai in molti a dubitare che il semaforo verde possa arrivare in tempi utili. Restano sul piatto, ha detto Reid, poco più di una dozzina di punti-chiave da risolvere.

Il senso è che i repubblicani non accettano un provvedimento che sia umiliante per il mercato, i democratici in questo senso hanno cercato di offrire tra le contropartite il fatto che il governo non dovrebbe acquistare in blocco gli asset immobiliari e fiananziari malati considerati da molti uno spreco di denaro pubblico. L'opzione consisterebbe nel chiedere di una forma assicurativa su tutto quanto è legato ai mutui pagando una "polizza" al Tesoro. Alle imprese coinvolte verrebbe così riconosciuta una riduzione delle tasse.

Il tempo stringe soprattutto perché si rischia un crollo dei mercati alla ripresa delle contrattazioni, lunedì mattina. Le premesse ci sono tutte. Il fine settimana è stato caratterizzato da una nuova ondata di vendite in tutte le Borse, che di fatto hanno visto definitivamente svanire il maxi-rimbalzo di appena sette giorni prima. Venerdì le blue chip a Wall Street hanno lasciato sul terreno il 3,3%, l'indice Dow Jones addirittura il 4,4 per cento. Dal martoriato fronte bancario sono arrivate le notizie del fallimento di Washington Mutual, la più importante cassa di risparmio Usa (acquisita da Jp Morgan) e la paura è montata anche in Europa attorno al big bancassicurativo belga-olandese Fortis.

La crisi di liquidità è gravissima, i prestiti interbancari sono di fatto congelati, la Federal Reserve si è svenata e le banche centrali di tutto il mondo, eccezione fatta per quelle cinesi, sono intervenute a sostegno. Insomma, per evitare una catastrofe di proporzioni epocali, e la perdita della leadership, come hanno implorato Bush e il segretario del Tesoro Usa Hank Paulson (ex numero uno di Goldman Sachs), serve che repubblicani, democratici e amministrazione Bush trovino la quadra senza perdersi in ulteriori baruffe. (a cura di Alberto Annicchiarico)
Rufus__74 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 28-09-08, 12:23   #3
Bertrand
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Telegraph 28 settembre 2008

"Per salvaguardare la loro [ della gente ] indipendenza, dobbiamo impedire ai nostri governanti di caricarci di debiti perenni. Dobbiamo fare la nostra scelta fra economia e libertà, fra abbondanza e schiavitù" - Thomas Jefferson.

C'era un'epoca, agli inizi della storia d'America, quando i suoi leaders credevano nella disciplina finanziaria. Non più.. Il debito perpetuo, che Jefferson ci metteva in guardia avrebbe reso in schiavitù le generazioni future, si è attaccato allo Zio Sam come una palla al piede. Il debito pubblico USA è di 9,8 miliardi di dollari, ed ancora sale.

Jefferson, terzo presidente americano ( 1801 - 1809 ), è unanimemente riconosciuto come il più intellettualmente dotato fra i vari inquilini della Casa Bianca. Egli riteneva che "le istituzioni bancarie sono più pericolose per le nostre libertà delle armi spianate", e che "il principio di spendere del denaro che dovrà essere rimborsato dai posteri... non è che un colossale imbroglio per le generazioni future."

Se il Congresso approverà il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari proposto dal Segretario al Tesoro a favore delle banche incapaci, sarà difficile trovare un esempio migliore di quello che prevedeva Jefferson : "un imbroglio" legalizzato Gli Americani di domani e quelli che verranno dopo di loro dovranno pagare e solo pagare per questo grottesco eccesso di autoindulgenza verso i banchieri-prestigiatori di oggi.

Per dirla con Jefferson : "Se ci accolliamo un debito del genere, la nostra carne e le nostre bevande saranno tassate, tutti i generi di prima necessità e le nostre comodità saranno tassate anche loro... non avremo modo di chiedere conto a chi amministrerà male e potremo solo ringraziarli se ci daranno di che sopravvivere quando ci venderemo a loro che ci pagheranno per inchiodare le catene sul collo dei nostri colleghi di pena."

Avendo mancato la vittoria nella Guerra al Terrore, il Presidente Bush spera di essere più fortunato nella Guerra all'Errore. Il suo scopo è di limitare i danni causati dai madornali errori dovuti ai mutui sub-prime; la sua tattica è il bombardamento a tappeto del sistema bancario con fondi federali. Alla fine, per dirla nei termini di Jefferson, i contribuenti americani si ritroveranno incatenati a forza all'economia.

La prospettiva non è accattivante, ma, ci dicono non ci sia alternativa. Il piano di Hank Paulson è meno dettagliato di uno scontrino della spesa, ma ora non sembra essere il momento di fare i difficili. Questo ex campione del libero mercato, dopo essere stato coperto da vagonate di oro dalla Goldman Sachs, ora vuole procedere a nazionalizzazioni ad un ritmo visto solo quando il Che accendeva i sigari con le banconote dell'eredità di Batista.

Niente di strano che quelli al Congresso abbiano il mal di stomaco : devono convincere i loro elettori, molti dei quali stanno pagando il crollo del credito perdendo casa e lavoro, di che luminosa idea sia salvare quelli che hanno disgustosamente approfittato della creazione di oscuri strumenti finanziari. Ovviamente non è la prima volta che Wall Street depreda i cittadini.

Per quelli che lavorano in quella corsia preferenziale che è la finanza, la velocità della picchiata s'era sentita nei timpani : meno di un anno fa, la banche di investimento americane sguazzavano fra gratifiche record, che totalizzarono la somma di 38 miliardi di dollari. Sì, miliardi.

Il monopolio del denaro gli aveva fruttato un gruzzolo più grosso del Prodotto Interno Lordo della Bulgaria. Diviso matematicamente fra i 186.000 lavoratori di Goldman Sachs, Morgan Stanley, Merrill Lynch, Lehman Brothers e Bear Stearns. significa una media statistica di più di 200.000 dollari a persona, il che equivale a circa quattro volte il reddito medio dei proprietari di casa.

Lloyd Blankfein, presidente della Goldman, ha stabilito un nuovo standard nella ingordigia manageriale, ricevendo complessivamente gratifiche per 68 milioni di dollari ( quasi un terzo in moneta sonante ), perlomeno la sua banca è ancora in piedi. L'Amministratore Delegato della Lehman, Richard Fuld, ha intascato 41 milioni di dollari. Bel lavoro, se non fosse che il malloppo era in azioni della ditta. Nove mesi dopo, quando Lehman è andata arrosto, le gratifiche di Fuld si sono aggiunte alla sua reputazione e tutti insieme sono finiti nel cassonetto delle immondizie.

Il baccanale bancario si è poi trasformato in una terapia di gruppo per maniaco-depressivi : quelli ancora al lavoro si guardano attorno e si chiedono quanti, da qui a Natale, finiranno per fare i lavapiatti. Il Sig. Paulson, in una intervista alla rivista Fortune, ammette che :"Il capitalismo nudo e crudo è finito. Ve lo dico io."

Ora che abbiamo ascoltato tutto, cosa viene?

Secondo un operatore di Wall Street, l'America ha abbracciato, al posto dei ribollenti mercati, "un comunismo a cascata." : questo nuovo sistema richiede che lo stato paghi "cash for trash" [ contante per spazzatura, ndt ] a beneficio di pochi degenerati, e poi speri che un pò di questa manna proveniente dai contribuenti finisca a cascata giù fino alle masse.

Nella proposta del Sig. Paulson non è prevista la scomparsa delle immondizie tossiche : tutto quello che cambierà sarà solo chi ne sarà il proprietario; sarà come rimuovere delle scorie radioattive dall'impianto di una ditta privata fallita per parcheggiarle in un palazzo di proprietà del governo. Il rischio passa dal privato al pubblico.

Questa forma di redistribuzione regressiva è la strada che i Sig.ri Bush e Paulson stanno percorrendo per la salvezza della finanza Occidentale. Scusate il mio cinismo, ma acquistereste da uno di loro un derivato usato ?

Dopo l'uragano Katrina e l'inondazione di New Orleans, il palmares dei salvataggi del Sig. Bush non ispira fiducia. Relativamente al Sig. Paulson, se è così intelligente, com'è che non si è accorto dell'immondizia radioattiva che si stava accumulando proprio nel retro della sua ditta mentre lui si beccava una gratifica da 18 milioni di dollari dalla Goldman, nel 2006 ?

Essenzialmente il Sig. Paulson ce la vuol vendere così : "Capitalismo Americano : ti adoro! Putroppo, abbiamo solo 14 ore per salvare il Pianeta Terra!" In cambio della promessa di mettere fine ai crolli finanziari, ci chiede un inquietante assegno in bianco. Deve essere un salvataggio con poche limitazioni e con l'immunità verso un futuro riesame da parte di "qualsiasi tipo di tribunale, corte od ente, legali od amministrativi". La sua squadra di avvocati sicuramente se la rideva sotto quando si è imbattuta in questo passaggio.

Il progetto è sotto attacco da destra e da sinistra. George Soros, l'investitore che ha aiutato a fare a pezzi la sterlina nel 1992, è a favore di azioni che impediscano le insolvenze, ma sottolinea che il piano di Paulson è di breve respiro. Paul Krugman, professore di economia alla Princeton, ha poca fiducia nelle capacità di Paulson quale guaritore : "Se l'aggiusta strada facendo, proprio come facciamo noi."

Fuori Washington, nel mondo reale, c'è un crescente vociare perchè si faccia qualcosa : gli elettori soffrono e vogliono che il governo gli tolga il dolore, ma non c'è nessuna polverina magica.

Quelli che hanno un portafogli in carico a prezzi sbagliati soffriranno, visto che il mercato punta nuovamente verso il basso. Non è stata ancora inventata una politica che possa far valere un mezzo dollaro come fosse due dollari.

Qualunque soluzione a lungo termine dovrà tenere in conto che non si può rimandare in eterno la parte contrattiva di un ciclo economico.
Riottenuta la stabilità, si dovrebbero punire quelli che hanno fatto il casino. Ma quale punizione tiene in serbo Paulson ? Più che altro, sembra un paracadute per i suoi amichetti nel retro dell'aereo in fiamme.

Insomma, quella che serve è una revisione delle regole del sistema bancario. In effetti, le regole del gioco erano state rese superflue dall'ingenuità dei progettisti finanziari. Non ci occorrono più controlli, ci occorre un regolamento più adeguato.

E questo ci riporta a Jefferson. Già duecento anni fa, egli richiede che : "Il potere di emissione sia tolto alle banche e restituito al popolo, al quale appartiene veramente." Non ce ne sarà mai uno come lui.



scusa, vedo un'intera pagina di commenti.
Dov'è la notizia?
o forse per un refuso hai sbagliato il nome della Discussione,
forse volevi scrivere
"COMMENTI SU CRISI - no articoli e notizie?"
Bertrand non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 28-09-08, 12:24   #4
SixSigmaBrazil
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jefferson.............. gia' quello che aveva gli schiavi negri...........e figli dalle sue schiave.......

e poi parla di liberta'................ diffido di questi personaggi........................

una cosa e sicura...se io fossi il prossimo presidente degli stati uniti la prima cosa che farei....... e mandare la NSA a prendere tutti gli uomini GOLDMAN nel mondo....... e metterli in una unica struttura di CORREZIONE..... a spaccare pietre................
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Vecchio 28-09-08, 12:38   #5
rudydj
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scusa, vedo un'intera pagina di commenti.
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o forse per un refuso hai sbagliato il nome della Discussione,
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Trattasi di articolo del "telegraph"
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