FIAT S.p.A. Riflessioni and news (part. 4)
FIAT S.p.A. Riflessioni and news (part. 4)
Arriviamo da qui: (1) http://www.finanzaonline.com/forum/s...hreadid=371823 (2) http://www.finanzaonline.com/forum/s...ht=steel+horse (3) http://www.finanzaonline.com/forum/s...0&page=1&pp=15 ------------------------------------------ FIAT S.p.A. un controproducente "blablablà"! Come è noto tutti, o quasi, gli italiani si considerano tanto esperti di " pallone " da poter indicare i nomi, i ruoli e la panchina per la " nazionale " . I " tifosi " dei singoli club, in nome di una specifica presunta competenza, sono critici sugli acquisti, sulle vendite, sulle decisioni della Presidenza, dell'allenatore ecc. ecc. La sindrome della " competenza " sembra di recente estesa al caso Fiat. Tutti ne parlano; tutti sanno tutto; tutti conoscono cosa, come e quando dovrebbero agire i vertici della Società, le banche finanziatrici, gli azionisti di riferimento, i sindacati, i partiti, il governo ecc. ecc. I pareri ed i giudizi si " sprecano " e non contribuiscono a rasserenare una situazione determinata dal calo delle vendite e dal conseguente disavanzo fra i ricavi ed i costi che è all'origine delle perdite che, a loro volta, hanno determinato ed appesantiscono la gestione finanziaria. Molti (forse i più) continuano a ritenere che l'intervento strategicamente prioritario per il rilancio di Fiat Auto sia una adeguata ricapitalizzazione della Capogruppo Fiat S.p.A. Pochi hanno recepito che il " piano " predisposto dalla Società prevede notevoli ed adeguati investimenti nella progettazione, realizzazione e " lancio " di nuovi modelli con cui rivitalizzare il rapporto con una clientela che nell'ultimo biennio ha optato per la produzione della concorrenza. In una lucida e centrata dichiarazione ripresa dai quotidiani del 7 u.s. Luca Cordero di Montezemolo (per chi ancora lo ignorasse, è il Presidente di una Ferrari che passa da successo in successo) ha precisato che le priorità per la Fiat non sono quelle azionarie e/o finanziarie, ma si riassumono nella esigenza di focalizzare l'attenzione sulle strategie industriali e sui progetti di sviluppo dei nuovi prodotti. Queste affermazioni appaiono del tutto condivisibili e coincidono con quelle rese in un " Porta a Porta " dal Ministro Marzano e cioè che la Fiat deve (prima di tutto e soprattutto) tornare a produrre modelli graditi al mercato e non auto per " riempire i piazzali ". In un contesto, che, naturalmente, coinvolge la collettività e determina logiche ingerenze sindacali, politiche e perfino " ecclesiastiche " è del tutto naturale che si possano inserire " cordate " finalizzate a modificare anche l'assetto societario, in quanto ciò è coerente con la logica di un corretto gioco capitalistico in un libero mercato; che da ciò possano derivare speculazioni borsistiche è altrettanto logico. Tutto logico e perfino corretto. Il problema, però, è e resta uno solo: lo stabilimento di Termini Imerese, (come quello di altri impianti industriali) può essere attivo nella sola, unica e indiscutibile condizione che produca automobili gradite al mercato per qualità, prezzo e politica commerciale. Se i nuovi modelli dovessero " toppare ", le conseguenze sarebbero più che traumatiche. Il resto può anche essere utile a singoli e/o a " cordate ", ma si traduce, ai fini della Fiat e degli oltre trecentomila azionisti di minoranza, in un controproducente blablablà ! |
Citroen C4 vince il premio Auto Europa 2005
http://www.intermotori.com/nw000089120050321.htm
La Citroen C4 ha vinto meritatamente il premio Auto Europa 2005. Ad assegnarle il titolo continentale sono stati gli oltre 200 giornalisti dell’UIGA (Unione Italiana Giornalisti dell’Automobile) che hanno partecipato a Riccione al 19° UIGA Motor Day. La Citroen C4 ha preceduto in classifica (522 voti contro 334) la BMW Serie 1 e la Peugeot 407 (292 voti). Quarta posizione per la Renault Modus e quinta per l’Alfa Romeo GT. E’ la settima volta, in 19 anni di storia del premio Auto Europa, che una vettura Citroen si aggiudica la vittoria. In precedenza l’impresa era riuscita alla C3 (nel 2003), alla C5 (nel 2002), alla Xsara Ricasso (nel 2001), alla Xantia (nel 1994), alla ZX (nel 1992) e alla XM (nel 1990). Il successo della Citroen C4, la vettura francese che sarà in vendita prossimamente anche al mercato italiano (per ora è in commercio in Francia e Austria) nella doppia veste di berlina quattro porte e coupé due porte, segue nell’albo d’oro la nuova piccola Panda del Gruppo Fiat. La premiazione dell’Auto Europa 2005 avrà luogo nel prossimo mese di marzo nel corso dell’assemblea dei soci dell’UIGA. AUTO EUROPA 2005 1° Citroen C4: 522 punti 2° BMW Serie 1: 334 punti 3° Peugeot 407: 292 punti 4° Renault Modus: 290 punti 5° Alfa Romeo GT: 209 punti 6° Lancia Musa: 201 punti 7° Volvo V50: 138 punti 8° Ford Focus: 131 punti 9° Fiat Idea: 129 punti 10° Opel Astra: 113 punti 11° Audi A3 Sportback: 112 punti 12° Seat Altea: 107 punti 13° Mitsubishi Colt: 86 punti 14° Mercedes Classe A: 84 punti 15° Land Rover Discovery 3: 51 punti 16° Toyota Corolla Verso: 48 punti 17° Smart Forfour: 40 punti 18° Mini Cabrio: 32 punti 19° Skoda Octavia: 21 punti ------------------------------------ |
FIAT: TERMINI IMERESE, DA OGGI 1.700 OPERAI IN CASSA INTEGRAZIONE
Palermo, 21 mar. - (Adnkronos) - Da oggi, e per le prossime 13 settimane, gli oltre 1.700 operai della Fiat dello stabilimento di termini Imerese (Palermo) sono in cassa integrazione cosi' come disposto dall'azienda per permettere di adeguare la fabbrica in vista della produzione della nuova Ypsilon. Oggi e domani la fabbrica restera' ancora aperta per permettere agli operai di svuotare il materiale ancora esistente. Poi, da mercoledi' prossimo sara' chiusura totale per cinque mesi ------------------------ FIAT: SINDACATI SICILIA, SUBITO TAVOLO PRESSO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO Palermo, 21 mar. - (Adnkronos) - L'apertura ''immediata'' di un tavolo presso la presidenza del Consiglio. La vertenza Fiat, nel giorno dell'avvio della cassa integrazione di sei mesi per circa 3.000 lavoratori, e' stata oggetto oggi di un vertice di Fim, Fiom e Uilm provinciali e regionali. I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori, e non escludono nei prossimi giorni nuove iniziative di lotta. ------------------------ FIAT/ RUTELLI: RIPRESA POSSIBILE GRAZIE A MOTORI ECOLOGICI 21/03/2005 "Paese interessato a sconfiggere inquinamento atmosferico" Torino, 21 mar. (Apcom) - La ripresa della Fiat potrebbe passare attraverso "nuove generazioni di veicoli e nuovi sistemi di mobilità" da fornire, pur rispettando le regole della concorrenza, alle pubbliche amministrazioni. È questa la proposta di Francesco Rutelli che parlando con i giornalisti al termine di un incontro con i lavoratori della Fiat e dopo aver visitato stamani il Centro Ricerche dell'azienda ribadisce l'importanza delle vetture "ibride elettriche-metano, a metano o ibride elettriche-benzina". Rutelli spiega che se l'azienda torinese sarà in grado "di mettere in campo progetti credibili" si potrebbe di molto ridurre "la distanza che c'è tra le quote di mercato e l'obiettivo ambientale. C'è e ci sarà - aggiunge - un mercato di decine di migliaia di veicoli che dovranno essere meno inquinanti o 'zero inquinanti'. Noi vogliamo che la Fiat programmi con la collaborazione della mano pubblica e il sistema delle autonomie degli obiettivi su cui l'azienda indirizzi innovazione di processo e di prodotto sapendo - chiarisce - di poter contare su un mercato su cui c'è l'interesse del sistema pubblico italiano per far crescere e esistere l'auto italiana". Il leader della Margherita precisa però di non parlare "di un mercato chiuso o protetto ma di una strategia coordinata in cui - conclude - la Fiat può vincere perché sa che c'è un disegno del Paese che è interessato a sconfiggere l'inquinamento atmosferico, ad articolare la mobilità e a renderla sostenibile". -------------------------------- |
LUCA-LUCA NON SI STACCA DAL LINGOTTO
Che noia per Luchino di Montezemolo trattenere la lingua per misurare le parole. Il Convegno di Bari è stato per certi aspetti un balletto sulle punte e come un ballerino del Bolscioi il presidente della Ferrari ha dovuto nascondere sotto i capelli ciò che pensa realmente dell’imprenditore-Cavaliere e del Professore di Bologna. Mentre sta per volare a Bruxelles dove nei prossimi giorni incontrerà il Commissario europeo per l’Informazione, Viviane Reding, Luca-Luca ha avuto in queste ore un redde-rationem nella Famiglia Agnelli. Ha confermato a John Elkann la sua permanenza alla presidenza Fiat non solo fino alla prossima assemblea del 10 maggio che approverà i conti 2004, ma anche per tutto l’anno seguente, fino all’assemblea 2006. L’assicurazione del numero uno di Confindustria è arrivata su precisa richiesta del nipote dell’Avvocato, inviato dalla Famiglia a verificare le intenzioni di Montezemolo dopo le indiscrezioni che gli attribuivano l’intenzione di rinunciare a breve scadenza dell’incarico. Una decisione in tal senso il gran capo della Ferrari l’aveva peraltro maturata già in proprio, dopo il divorzio del gruppo torinese da General Motors, un divorzio che la Fiat ha portato infatti a rendere operativa la strategia di accorpare Alfa Romeo e Maserati e di avviare l’Ipo (la quotazione in Borsa) della casa di Maranello nel 2006. Per salvaguardare il piano di stock option a suo favore e per poter controllare in prima persona lo sbarco a piazza Affari del Cavallino – con la possibilità di diventarne a sua volta azionista diretto – Montezemolo non ha in effetti altra scelta che tenersi stretto il suo posto di comando. -------------------------- CANTA-FIAT CHE TI PASSERA Corrado Passera è il “banchiere di riferimento” del presidente della Fiat. Se ci fossero ancora dubbi basterebbe dare un’occhiata al rilievo che “La Stampa”, il giornale di Torino, ha dato ieri alla presenza del manager nel Convegno di Bari dove Banca Intesa è stata il più generoso degli sponsors. Gli uomini di Passera (per primo il “pierre” Stefano Lucchini) dicono che a Bari c’è andato per portare avanti la strategia della banca milanese verso il Sud e per le piccole imprese. In realtà Passera sta diventando sempre di più il perno sul quale contano Luca e la Famiglia per rinegoziare il convertendo da 3 miliardi di euro che scade il 25 settembre. In gioco non c’è soltanto il destino dell’auto, bensì tutta la galassia Fiat. Il prestito è stato acceso da Fiat Holding e in caso di mancato rimborso le banche (che finora hanno già perso 1200 miliardi con il calo del 40% del titolo) potrebbero dopo 100 anni estromettere gli Agnelli dalla Società torinese. Da qui le attenzioni di Luchino e le voci per nulla infondate che Passera possa saltare sul carro della Fiat. Ciò che è avvenuto a Bari lo conferma. 21 Marzo 2005 http://213.215.144.81/public_html/esclusivo.html |
Fiat, l’assegno Gm evita l’aumento di capitale
Ora Torino ha 6-6,5 miliardi di liquidità con i quali fronteggiare le uscite fino al 2006. Ma dopo? - corriere.it Che cosa rappresenta, in concreto, il divorzio di Fiat da General Motors? L'assegno di 1,55 miliardi di euro ricevuto a Torino costituisce per due terzi il premio pagato dagli americani per evitare di dover rilevare Fiat Auto e per un terzo il corrispettivo per la comproprietà dei brevetti del cambio M 20-32 e dei motori diesel multijet Sde e Jtd nonché per il 50% della fabbrica polacca degli Sde. Il premio equivale a un aumento di capitale, ma non ha le stesse motivazioni: i soci spendono per acquistare nuove azioni; Gm, invece, paga per non doverle comprare. E questo fatto la dice lunga. Comunque sia, un miliardo rappresenta pur sempre un'iniezione di denaro pari a 4 volte quella che la Giovanni Agnelli & C. ha effettuato nel 2003 al vertice della piramide societaria che sovrasta il primo gruppo industriale italiano. Ciò detto, bisogna chiedersi se bastano questi denari, che la Fiat deve all'abilità di Sergio Marchionne, a far uscire il gruppo dal guado. La risposta è difficile. I termini finanziari della questione sono abbastanza chiari. Oggi, grazie anche agli effetti stagionali e all'assegno americano, la Fiat ha in cassa 6-6,5 miliardi di euro. Entro la fine del 2006 deve rimborsare 4,5 miliardi di obbligazioni e fronteggiare una distruzione di cassa per circa un miliardo, stando alle previsioni di banche d'affari come Cheuvreux. Il frutto del divorzio, dunque, regala alla Fiat il tempo per arrivare al turn around operativo: a fine 2006, infatti, l'auto dovrebbe andare in pareggio e il gruppo generare, si stima, 300 milioni di cassa. Senza l’assegno Gm, sarebbe stato necessario un aumento di capitale in aggiunta a quello già in cantiere per la conversione in azioni Fiat del prestito convertendo di 3 miliardi che scade a settembre. I termini industriali del problema, invece, sono meno chiari. Il percorso indicato sarà perseguibile se i nuovi modelli - la nuova Punto in primis - manterranno le promesse della Fiat Auto. Nella primavera del 2006 i concessionari faranno capire di più. Ma dopo? Adesso la Fiat è sola: può rimanerlo a lungo? Togliere la Maserati dalla Ferrari per associarla all’Alfa Romeo, prima ancora di formare un «polo del lusso» che resta tutto da capire, costruire e finanziare, serve per spostare una fonte di perdite e poter così quotare la società di Maranello in Borsa consentendo alle banche di uscirne. Le alleanze per prodotto con le altre case, nei limiti posti dalle comproprietà con Gm, permetteranno risparmi. Ma sarà la capacità di investimento di Fiat a stabilire se questa strategia a geometria variabile metterà capo ad accordi tra pari o avvierà lo «spezzatino» dell’auto. Gli azionisti eccellenti - l'Ifil che ha il 30% del capitale ed è destinata a scendere al 22% tra sei mesi e le banche che arriveranno più o meno al 27% - sono convinti che Fiat troverà nella gestione risorse sufficienti, anche se non chiariscono a che cosa. D’altra parte, non sarebbero entusiasti di dover mettere ancora mano al portafoglio. Dal 1998 al 2004, l'Ifil ha bruciato quasi 2 miliardi di euro di ricchezza dell'azionariato, e solo ora, grazie anche alla ripresina del titolo, il valore delle sue attività senza Fiat pareggia la capitalizzazione, e se Fiat non avesse più Fiat Auto, starebbe ancora meglio: puntare sull'auto i 700 milioni rimasti dopo la cessione di Rinascente e Club Med, sarebbe una decisione ardua per una famiglia Agnelli giunta alla quinta generazione. Le banche, poi, avranno titoli Fiat in cambio (salato) di crediti inesigibili: aumentare questo impegno esalterebbe un rischio già assai più elevato rispetto ad altri interventi come quelli nelle autostrade o nei telefoni. Forse anche per questo sorge il dubbio se la fiducia di cui oggi gode Marchionne non sia anche l’altra faccia di una grande solitudine. (con la consulenza tecnica di Miraquota) |
-0,35
un pochino altra apertura altro regalo |
Citazione:
Fiat, 300 milioni di aiuti di Stato. Presto gli incentivi alle auto Gpl. (Pag. 6) ---------------------------- LA STAMPA Rutelli: "Motori puliti nel futuro della Fiat". (Pag. 16) ----------------------------------------- Martedì 22 Marzo 2005, 7:12 Gm gira il conto Fiat agli impiegati, uno su quattro rischia il posto Da La Repubblica: General Motors (NYSE: GM - notizie) accelera la terapia d'urto per provare ad uscire dalla crisi. Il colosso automobilistico Usa ha varato un nuovo piano di tagli per i suoi impiegati. Nelle ultime settimane ha inviato una lettera ai suoi 40mila colletti bianchi, proponendo a tutti offerte di buonuscita o prepensionamenti per chiudere il rapporto di lavoro. Secondo indiscrezioni di stampa l'obiettivo di Gm sarebbe di arrivare a ridurre gli organici in quest'area fino al 28%. Il giro di vite sugli organici è l'ennesimo campanello di allarme sullo stato di salute di Detroit, sui cui bilanci pesa anche l'accordo da 2 miliardi di dollari con la Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) per risolvere l'opzione put. -- Spystocks ---------------------------------- martedì 22 marzo 2005 - 07.54 Arese: sciopero di due ore dei dipendenti dell'Alfa per dire La Fiom-Cgil ha indetto per oggi due ore di sciopero all’Alfa di Arese. Le rappresentanze sindacali accusano la Fiat di voler smantellare le attrezzature e i macchinari dei capannoni industriali, con il chiaro intento di cessare l’attività di produzione dei motori, dopo aver già dismesso quella delle carrozzerie. Per protestare contro questo intento i lavoratori incroceranno quindi le braccia dalle 10 alle 12 |
LA FORD VERSO UN ACCORDO CON L'EX TOP MANAGER LEACH
L'ex presidente di Ford Europa Martin Leach, recentemente sostituito nel suo ultimo incarico di amministratore delegato della Maserati da Karl Heinz Kalbfell, avrebbe deciso chiudere la disputa giudiziaria che lo opponeva al suo ex datore di lavoro americano presso la Corte distrettuale di Detroit, concordando un risarcimento di 2,1 milioni di dollari. Lo riporta il Detroit News, ricordando che l'ex numero uno delle operazioni europee di Ford aveva chiesto almeno 40,4 milioni di dollari dalla casa automobilistica. La portavoce di Ford, Kathleen Vokes, precisa il quotidiano, non ha voluto fornire dettagli sullo stato attuale della vertenza legale e l'avvocato di Leach, Thomas Hathaway, non è risultato raggiungibile. La denuncia di Leach nei confronti della Ford partì dopo che, lasciata nell'agosto 2003 la compagnia dopo avere avuto un'offerta come amministratore delegato di Fiat Auto, la Ford gli impedì di assumere l'incarico invocando una clausola del contratto che gli proibiva di lavorare per un'altra casa automobilistica se decideva di lasciare autonomamente la casa americana. Ma Leach dichiarò di essere stato licenziato e che quindi questa clausola non aveva valore. Nel frattempo, però, la Fiat viste le difficoltà incontrate, decise di cancellare l'offerta e così Leach si rivolse alla giustizia. Nel gennaio 2004 il giudice di distretto aveva dato ragione a Leach, affermando che era stato licenziato da Ford e che questo lo liberava da ogni vincolo con la società. Secondo il Detroit News, entrambe le parti otterrebbero un risultato dalla composizione: Leach eviterebbe di continuare a spendere soldi per gli avvocati, che già gli sarebbero costati centinaia di migliaia di dollari, e la Ford eviterebbe di esporre alcuni suoi top manager ad una testimonianza pubblica che potrebbe essere imbarazzante e rivelare notizie riservate. (22 marzo 2005) http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=741 ------------------------------------ Gm taglia i «colletti bianchi» Ge chiude in anticipo una linea di credito. Chrysler strappa concessioni ai sindacati sui costi della sanità. di Andrea Malan General Motors prepara tagli in Nordamerica. Ieri sulla stampa Usa è trapelata l'intenzione (non confermata) del colosso di Detroit di ridurre l'organico dei colletti bianchi, attraverso un piano di incentivi alle dimissioni. Gm ha inoltre annunciato il blocco per quest'anno degli aumenti di merito per impiegati e dirigenti, e la riduzione del contributo aziendale ai piani di risparmio in azioni. L'insieme di misure, che ha fatto risalire il titolo Gm a Wall Street (+3,25% a 29,56 dollari), è una prima risposta del management al netto calo delle vendite nei primi due mesi dell'anno, con la prospettiva che le attività nordamericane chiudano il 2005 in rosso. Gm ha ottenuto pochi mesi fa significative concessioni dai sindacati in Europa e ha in corso un piano di riduzione dell'organico fino a 12mila posti (senza chiusure di impianti). Sul mercato interno, invece, il numero uno mondiale aveva adottato una strategia più soft - anche perché non può chiudere fabbriche in Nordamerica per gli accordi siglati con la Uaw (che verranno rinnovati nel 2007). L'azienda lamenta inoltre il costo dell'assistenza malattia a dipendenti e pensionati, che non pesa sui giapponesi che producono negli Usa: questi ultimi dispongono di una manodopera più giovane e soprattutto non sindacalizzata. Proprio ieri Chrysler è riuscita a "strappare" al sindacato Uaw la condivisione da parte dei lavoratori del costo dell'assicurazione sanitaria. Anche se il contratto scade nel 2007, Chrysler ha potuto far valere una clausola che rendeva possibile tale concessione se i costi sanitari avessero superato un determinato limite. Per quanto riguarda Gm, la drastica revisione al ribasso delle previsioni 2005 ha indotto le agenzie di rating a minacciare il declassamento dei bond a livello junk (spazzatura); un evento che aumenterebbe il costo della raccolta e avrebbe anche un forte impatto sul mercato delle obbligazioni societarie. In quest'eventualità, alcuni analisti hanno suggerito a Gm di puntare su una soluzione come quella che Fiat (i cui bond sono già a livello junk) ha adottato per Fidis: scorporare la finanziaria Gmac per poter mantenere un rating sufficiente e non veder impennare i costi della raccolta. Ieri è arrivato un altro segnale non incoraggiante per Gm: General Electric ha deciso di interrompere in anticipo uno schema di anticipi ai fornitori, riducendo di fatto le linee di credito a Detroit. Il parallelo con Fiat. Il rischio junk non è l'unico elemento in comune con l'ex alleato italiano. I conti in rosso di entrambe derivano dal drastico calo delle quote di mercato e dalla difficoltà di ridurre i costi. «General Motors è fatta per detenere una fetta di mercato di almeno il 35%, e invece nel 2004 la sua quota è scesa al 28 per cento» ha detto Stephen Girsky, analista della Morgan Stanley. La quota di Gm negli Usa è addirittura scesa nei primi due mesi del 2005 al minimo storico del 24,5% - un valore non molto distante da quel 25,1% toccato dal gruppo Fiat in Italia nel giugno 2003. Al calo di vendite, sia Gm che Fiat hanno reagito tagliando i prezzi. La guerra degli incentivi avviata proprio da General Motors negli Usa nei mesi successivi all'11 settembre 2001 e il dilagare delle vendite a chilometri zero in Italia sono due aspetti della stessa politica che - se ha offerto un sollievo nel breve periodo - si è rivelata deleteria a lungo andare. Ora Gm lancia la stessa parola d'ordine ripetuta più volte, di recente, dal management Fiat: ripulire le vendite, ovvero eliminare quelle non profittevoli (a flotte, o i cosiddetti chilometri zero). Il rischio? Perdere ulteriori vendite nel breve periodo - come sta accadendo a entrambi. Sia Fiat e Gm hanno a dire il vero cercato di ridurre i costi (al Lingotto più che a Detroit). I dipendenti di Fiat Auto a livello mondiale sono scesi dai quasi 120mila del 1997 a circa 45mila nel 2004. L'a.d Marchionne ha detto che non verranno chiusi altri stabilimenti; la riduzione della produzione avverrà con il ricorso alla Cassa integrazione. Proprio ieri è iniziata a Termini Imerese, dove durerà per cinque mesi. Dal punto di vista dei materiali, la joint venture negli acquisti (di fatto già sciolta) ha dato una mano a entrambi, ma il prolungato calo delle vendite nello stesso periodo ha fatto sì che il tasso di utilizzo della capacità non sia risalito. Cos'hanno in comune una Punto e un gippone made in Usa? La concorrenza spietata che aggredisce entrambi. Per Gm la recente frenata dei light trucks, ovvero fuoristrada, monovolumi e furgoni che negli ultimi anni hanno rappresentato il bastione difensivo dei costruttori Usa, è un segnale molto preoccupante. Per ciò che concerne Fiat, i segmenti A e B vedranno quest'anno - in contemporanea alla nuova Punto - i debutti di Clio, Volkswagen Fox, e delle "piccole" prodotte in joint venture da gruppo Peugeot e Toyota. La ricetta? Allargare l'offerta ai segmenti non compresi nei tradizionali punti di forza; accelerare il lancio di nuovi modelli. Ci vogliono risorse umane e finanziarie. Per questo Gm, pur nel descrivere un orizzonte cupo, ha riaffermato nei giorni scorsi l'obiettivo di investire nel 2005 8 miliardi di dollari. 22 marzo 2005 http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...rticolo&back=0 ----------------------------- FIAT: CUFFARO, “VOGLIAMO UNA PIATTAFORMA DEL SISTEMA AUTO IN SICILIA” PALERMO – “La Fiat con la sua assenza ha confermato di non avere intenzione di svelare i propri piani. Noi abbiamo richiesto chiarezza e prendiamo atto che chiarezza c’è stata con questa pesante assenza”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro. “Il contratto di programma - prosegue Cuffaro - proposto dalla Fiat oggi è solo un bluff. Cosi come tutte le riserve che l’azienda ha avanzato si sono rivelate al limite del pretesto. Abbiamo, infatti, dimostrato che tutte le opere strutturali richieste sono state realizzate o sono in corso di avanzata realizzazione. Dopo le scuse e gli alibi che intendevano mettere e mantenere sul banco degli imputati la Regione adesso finalmente tutto diventa più chiaro”. “Mi rammarico pure - prosegue il presidente - della assenza della Confindustria siciliana, anche perché le aziende dell’indotto sono in prevalenza imprese siciliane che a questa organizzazione aderiscono. A questo punto questa è una vertenza della Sicilia e del suo governo che tiene prioritariamente agli interessi del territorio e dei suoi cittadini, lavoratori e imprenditori. Non resteremo a guardare i loro giochino”. “Già martedì - annuncia il governatore - incontreremo gli istituti di credito per risolvere la crisi finanziaria delle aziende dell’indotto. Il giorno successivo riuniremo i sindaci dei comuni dove esse ricadono per mettere a punto un complemento al contratto di programma per consentire a tutte le aziende di accedere ai benefici ed agli incentivi previsti. E, dopo un incontro con tutti gli imprenditori, presenteremo la piattaforma siciliana del sistema auto. Il governo nazionale sarà chiamato al rispetto dell’impegno sul polo di eccellenza e la Fiat dovrà essere conseguente”. http://www.ecodelsud.it/184_fiat.htm ------------------------------ FIAT - Finanza e Mercati scrive che Fiat riceverà 300 mln di euro di aiuti di Stato per finanziare la ristrutturazione di quattro linee produttive, e sono allo studio nuovi interventi a favore delle auto a gas propano liquido. http://www.reuters.com/ ----------------------- |
Continua a crescere la quota del diesel in Europa
Continua a crescere in Europa la quota delle vetture diesel, che all’inizio del 2005, ha superato il 50%, mentre nel 2004 era arrivata al 48,24%. Come mostra la tabella, rispetto al 2001 l’incremento nel 2004 è stato di oltre 12 punti e vi sono le condizioni perché l’avanzata del diesel continui. Tra l’altro, nel 2004 la quota del diesel è cresciuta in tutti i 18 mercati dell’Europa Occidentale, tranne che in quello austriaco dove si consolida sul 71%. La corsa al diesel è particolarmente forte anche in Italia. Dal 2001 al 2004 la quota è salita di quasi 22 punti, arrivando a toccare il 58,34% nello scorso anno ed anche questo valore è stato superato nel primo bimestre del 2005 in cui le immatricolazioni di vetture diesel hanno toccato il 60,77% del totale. Secondo Augusto Abbarchi, Direttore Commerciale di LeasePlan Italia, la tendenza alla crescita dell’incidenza del diesel in Italia è destinata a proseguire anche nei prossimi anni nonostante i recenti rincari del prezzo del gasolio. Abbarchi parla da un osservatorio particolarmente qualificato perché LeasePlan Italia fa parte del più importante gruppo mondiale del settore del noleggio e della gestione di parchi auto con una flotta di oltre un milione di veicoli in 26 paesi. “Gli elementi che fanno prevedere un’ulteriore forte crescita dell'impiego dei motori diesel nelle autovetture sono molti - continua Abbarchi -. Nello scorso anno la quota del diesel nelle auto che abbiamo fornito ai nostri clienti italiani del noleggio a lungo termine è arrivata al 95,57%. Come è noto, il noleggio a lungo termine riguarda soprattutto le auto delle aziende, che spesso anticipano nelle loro scelte tendenze che poi si diffonderanno tra il pubblico. Si può quindi ritenere che la quota del diesel sia destinata a crescere ancora anche negli acquisti degli automobilisti privati, come d’altra parte sta avvenendo in tutti i paesi d’Europa”. Le motivazioni principali del crescente orientamento della domanda verso il diesel sono essenzialmente di carattere tecnico. Il diesel di ultima generazione consente infatti prestazioni assolutamente comparabili con quelli ottenibili con i motori a benzina e, in determinate condizioni di impiego, anche superiori. Alle motivazioni tecniche si sommano quelle ecologiche. I motori diesel hanno infatti consumi unitari più bassi di quelli a benzina e ciò è molto importante per l’ambiente perché i tassi di inquinamento sono strettamente legati ai consumi. Alla valenza tecnica ed ecologica del diesel si aggiunge poi quella economica. Mediamente con un litro di carburante un’auto diesel ha una percorrenza superiore del 30-40% a quella di un’auto a benzina e a ciò si aggiunge che il gasolio costa meno della benzina. Secondo gli ultimi dati resi noti dal Ministero delle Attività Produttive, attualmente in Italia il gasolio costa 11,3 centesimi in meno della benzina. Recentemente i prezzi alla pompa del gasolio sono aumentati più di quelli della benzina ma la convenienza ad acquistare auto diesel rimane. “Se si considera una Fiat Punto, la soglia di convenienza tra la versione a benzina 1.2 16V Dynamic 5 porte, e la versione diesel corrispondente (1.3 16V M-Jet Dynamic 5p) è di 9.250 chilometri all’anno. Ciò significa che, ogni anno, superata questa percorrenza, il diesel consente risparmi che aumentano al crescere dei chilometri percorsi. La convenienza economica è dunque rilevante e questo non solo per le auto delle flotte aziendali che percorrono almeno 30.000 chilometri all’anno, ma anche per gli automobilisti privati che in Italia hanno una percorrenza media annua di 15.000 chilometri. D’altra parte – prosegue Abbarchi – l’orientamento verso il diesel dovrebbe continuare a crescere anche se dovesse diminuire la differenza tra il prezzo della benzina e quello del gasolio, differenza che tra l’altro, come si è detto, è oggi in Italia di 11,3 centesimi mentre nella media europea è di 9,3 centesimi. La motivazione principale per l’acquisto di un’auto diesel, infatti, sta ormai diventando prevalentemente di carattere tecnico più che economico, come dimostra il fatto che la quota del diesel continua ad aumentare anche nel Regno Unito dove, secondo l’ultima rilevazione, il gasolio costa 6 centesimi di euro al litro in più rispetto alla benzina”. http://www.infomotori.com/a_299_IT_14932_1.html --------------------------------- Fiat: Termini Imerese,sindacati indicono stato di agitazione 22/03/2005 Chiesto tavolo a Palazzo Chigi (ANSA) - PALERMO, 22 MAR - Le segreterie regionali siciliane di Fiom, Fim e Uilm hanno indetto da oggi lo stato di agitazione degli operai Fiat di Termini Imerese. E chiedono un tavolo nazionale.Intanto da domani inizia la Cig di 5 mesi per tutti i dipendenti della fabbrica siciliana. Sempre a Termini Imerese gli operai della Imam, azienda dell' indotto, presidiano lo stabilimento. Ad Arese oggi 2 ore di sciopero.'Stiamo sempre sempre aspettando che la Fiat si faccia viva', fa sapere la Fim-Cisl. --------------- E' poi si chiedono perche GM o chi chessia non si interessi di Fiat.. :D ---------------- WAGONER ACQUISTA 50.000 AZIONI GM Il numero uno di General Motors, Richard Wagoner, scommette sul futuro della casa automobilistica di Detroit, tanto da rafforzare la sua quota del 25%. Wagoner ha infatti acquistato 50.000 azioni GM per un controvalore di 1,5 milioni di dollari, in una operazione da lui stesso definita un atto di "fiducia" verso l'azienda a meno di una settimana dal lancio del profit-warning che ha innescato a Wall Street un tracollo delle quotazioni. Sul bilancio del gigante automobilistico pesa anche il divorzio da Fiat in seguito all'accordo da 2 miliardi di dollari raggiunto per risolvere il nodo dell'opzione put sull'azienda torinese. "Questa rappresenta per me una personale decisione di investimento - ha dichiarato Wagoner secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg - a dimostrazione della mia fiducia nelle prospettive a lungo termine di Gm".. Da quando è stato nominato amministratore delegato nel 2.000, Wagoner si è trovato a fare i conti con la peggiore crisi del gruppo dai primi anni '90 e ha dovuto mettere mano a piani di ristrutturazione e di taglio dei costi. Solo ieri, l'ultima mossa tesa a scongiurare il taglio del giudizio sul debito a livello di 'junk bond', ossia di titoli spazzatura: General Motors ha infatti annunciato l'intenzione di ridurre la forza lavoro tra gli impiegati nel Nord America con tagli che potrebbero arrivare in alcuni settori anche al 28%. (22 marzo 2005) ------------------------ Il colosso di Detroit vuole ridurre i "colletti bianchi" del 28%, Inviata una lettera a 40mila dipendenti proponendo buonuscite e prepensionamenti Gm gira il conto Fiat agli impiegati uno su quattro rischia il posto General Motors accelera la terapia d'urto per provare a uscire dalla crisi. Il colosso automobilistico Usa ha varato un nuovo piano di tagli per i suoi impiegati. Nelle ultime settimane ha inviato una lettera ai suoi 40mila colletti bianchi, proponendo a tutti offerte di buonuscite o prepensionamenti per chiudere il rapporto di lavoro. Secondo indiscrezioni di stampa l'obiettivo di Gm sarebbe di arrivare a ridurre gli organici in quest'area fino al 28%. Il giro di vite sugli organici è l'ennesimo campanello d'allarme sullo stato di salute di Detroit, sui cui bilanci pesa anche l'accordo da 2 miliardi di dollari con la Fiat per risolvere l'opzione put. Gm rischia quest'anno di veder scendere la sua penetrazione sul mercato americano al di sotto del 25%, il livello più basso degli ultimi ottant'anni e meno della metà della quota del 1962. Ma la crisi non è solo una questione di mercato e di modelli. Sui conti Gm c'è infatti anche la bomba ad orologeria dei "buchi" potenziali nel suo fondo pensioni e sanitario nonché lo spettro di un'esposizione finanziaria piuttosto impegnativa, visto che dal 2005 al 2007 scadranno debiti per oltre 100 miliardi. In General Motors ostentano sicurezza: in fondo - dicono - in cassa c'è molta liquidità, 23 miliardi nella divisione auto e altrettanti in quella finanziaria - e malgrado l'allarmismo anche lo scorso anno Gm ha chiuso con quasi 3,7 miliardi di utile. Due terzi dei quali, però, generati dalle attività finanziarie del gruppo. All'orizzonte però c'è più di una nube: tanto per cominciare il possibile declassamento del rating della società al livello di junk bond, che rischia di alzare parecchio il servizio del debito e di mettere ko azioni e bond. Il rendimento dei titoli Gm, non a caso, è ai livelli massimi di sempre a quota 3,77 punti percentuali, 64 punti base in più rispetto ai bond statali Usa di pari scadenza, uno sproposito. Un'altra incognita è quella dei costi per pensioni e assistenza sanitaria. Gli impegni di Gm su questo fronte sono pari a 5,6 miliardi l'anno, pari a 1.400 dollari aggiuntivi sul prezzo di ogni auto uscita dalle linee del gruppo. Ma pesa pure l'impennata delle materie prime, con i prezzi dell'acciaio alle stelle che hanno aperto un'altra ferita nei conti Gm, visto che ben difficilmente possono essere trasferiti in toto sui consumatori per l'alto grado di competitività del mercato nordamericano. Alla fine del 2005, tra l'altro, la Gm rischia di dover cedere alla giapponese Toyota lo scettro di primo costruttore automobilistico per giro d'affari nel Paese, una svolta epocale. Quest'insieme di concause ha già costretto i vertici di Detroit a correre ai ripari: non solo varando i nuovi tagli e con un piano che prevede 2 miliardi di investimenti per lanciare 11 nuovi modelli, ma anche preannunciando a Wall Street che i risultati di bilancio non saranno all'altezza delle previsioni. Quest'anno, ad esempio, la redditività è stata rivista a 1-2 dollari per azione contro i 4-5 dollari cui si puntava solo a inizio gennaio. Un taglio drastico che ha avuto come effetto collaterale quello di affossare i titoli Gm in Borsa, scivolati del 15% dall'allarme utili del 16 marzo. (e. l.) (22 marzo 2005) http://www.repubblica.it/2005/c/moto.../tagligm2.html E questi non fanno stato di AGITAZIONE Scioperi e tutte le tattiche Italiche....?? :confused: :confused: :confused: ----------------------------- |
Banche: Zalm, in Ue no a discriminazioni su nazionalita'
ROMA (MF-DJ)--"All'interno dell'Europa non devono esserci discriminazioni basate sulla nazionalita'" e quindi "se gli italiani vogliono presentare offerte sulle nostre aziende di credito sono i benvenuti". E' quanto dichiarato in un'intervista a Repubblica dal ministro olandese delle Finanze, Gerrit Zalm, in merito all'Opa di Abn Amro su B.Antonveneta. Il concetto della 'reciprocita", spiega Zalm, "e' un principio sbagliato perche' siamo tutti europei". Se il Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, decide di bloccare l'Opa, "penso che debba intervenire la Commissione che ha la competenza sul mercato. Le regole comunitarie, questo e' certo, impediscono le discriminazioni. A noi - ha aggiunto Zalm - non verrebbe mai in mente di bloccare operazioni di fusione, acquisizione o che so io perche' la banca interessata non e' olandese". In merito alla posizione del commissario Ue al mercato Interno, Charlie McCreevy, Zalm sottolinea che "ha fatto il suo lavoro. Spero solo che le autorita' italiane capiscano lo spirito che sta dietro quella presa di posizione. Uno spirito unitario, europeo". red/vs (END) Dow Jones Newswires March 22, 2005 04:19 ET (09:19 GMT) ---------------------------- Bnl/B.Antonveneta: Roma appare sempre piu' sola (Ft) ROMA (MF-DJ)--Machiavelli osservava che ogni volta che c'e' stato un esercito completamente italiano, ha sempre dato pessima prova di se'. Bbva e Abn Amro, che hanno lanciato l'assalto a Bnl e Banca Antonveneta, devono sperare che la storia dica il vero. Cosi' nella Lex Column il Financial Times commenta le possibili evoluzioni del mercato bancario italiano. Bbva e' stato per sei anni azionista di Bnl e auspica il sostegno di sindacati e management alla sua offerta d'acquisto. Abn Amro contende a Banca Popolare di Lodi il controllo di Banca Antonveneta, di cui e' principale azionista. Entrambi godono del pieno sostegno dell'Unione Europea, che auspica la totale apertura del mercato italiano del credito. Le premesse iniziali sono ottime, la vittoria e' assicurata? Non sembra cosi', anzi appare molto difficile. red/est/ren (END) Dow Jones Newswires March 22, 2005 04:36 ET (09:36 GMT) --------------------------- Centra poco con FIAT(+-) :rolleyes: Comunque siamo dentro ad un Sistema di Mafiosi Merd.aioli.....se la fanno sotto dal TIMORE della concorrenza............. Eppure arrivera il giorno ...... :D ;) |
Continua a crescere la quota del diesel in Europa
meglio prendere un' auto a benzina.
credevamo di essere tutti furbi, quando in massa abbiamo comprato le auto diesel.:D e i petrolieri si sono adeguati, con mille scuse hanno portato il gasolio quasi al prezzo della benzina.KO! li mort....acci vostri. cmq due auto una a benzina e una a gasolio. e pochi km sempre di meno. con me non si arricchiscono.:D |
Quanto può reggere l'arrocco di Fazio?
di Renzo Rosati 22/3/2005 Antoni Fazio, a capo di Bankitalia L'Italia, con la sua grande massa di risparmio privato (la seconda al mondo), e un sistema bancario ancora frazionato e protetto è per gli stranieri un boccone troppo appetibile. E il Governatore, stavolta, è da solo in campo, senza aiuti politici. Punterà al pareggio: via libera alla conquista della Antonveneta, difesa della Bnl? La doppia offerta di acquisto per la Bnl e la Banca Antonveneta lanciata rispettivamente dalla spagnola Bbva e dalla olandese Abn Amro giunge, per coincidenza o per studiata scelta dei tempi, [PHP]mentre il governo italiano brinda per l'allentamento dei vincoli del patto di stabilità europeo mentre il governo italiano brinda per l'allentamento dei vincoli del patto di stabilità europeo. mentre il governo italiano brinda per l'allentamento dei vincoli del patto di stabilità europeo. Ciò vuol dire che il governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, sarà più solo nel predisporre eventuali contromosse. TROPPI FRONTI APERTI Fazio si è riservato una settimana di tempo per dare una risposta ai due colossi del credito d'oltralpe; ma è difficile che l'esecutivo e la maggioranza in questa partita siano convintamente al suo fianco come lo erano stati, all'inizio dell'anno, quando si è trattato di votare i poteri del numero uno di via Nazionale. Non si può essere impegnati su troppi fronti a Bruxelles, e Silvio Berlusconi e alleati hanno già ottenuto un notevole risultato nella Commissione dalla riscrittura dei vincoli sul deficit e sul debito pubblico; altri negoziati li attendono in sede di Ecofin e di Consiglio d'Europa, gli organismi dei ministri dell'Economia e dei capi di governo. Ma non solo. I due commissari che hanno avallato i tentativi di scalata della Abn Amro e della Bbva sono Neelie Kroges, titolare della Concorrenza, e Charlie McCreevy, responsabile del Mercato, carica che con la passata commissione era di Mario Monti. FAZIO NEL MIRINO Quest'ultimo ha da tempo messo Fazio nel mirino: a gennaio chiese chiarimenti sull'accordo fra governo di Roma e Banca d'Italia a proposito delle "manovre in corso" per bloccare l'ingresso degli istituti di credito comunitari in Italia. Governo, maggioranza e anche opposizione risposero rafforzando i poteri di Fazio, e sottoscrivendo una sorta di accordo volto appunto a difendere l'italianità delle banche. Oggi Mc Creevy precisa che qualunque sia la risposta di Fazio al termine della settimana, essa dovrà essere valutata secondo le norme dell'Antitrust europeo. E ricorda il precedente del 1999, quando il suo predecessore Monti portò il governo portoghese davanti alla Corte di giustizia dell'Ue con l'accusa di aver bloccato del Banco lusitano da parte della spagnola Santander. Ciò non significa che Fazio non possa organizzare delle contromosse. E' però arduo immaginare che esse possano essere centrate esclusivamente dul principio della italianità delle banche. CONTROMOSSE Il governatore ha sempre sostenuto che nel nostro modello economico, basato su piccole e medie imprese, solo questa italianità può garantire la necessaria conoscenza del sistema industriale e il flusso di credito. Ma piccoli e medi imprenditori si lamentano esattamente del contrario: la banche nazionali finanziano in prevalenza, e spesso in perdita, grandi gruppi come Fiat, Telecom, Benetton, Edison, perino Lucchini prima che passasse in mani russe, riservando agli altri le briciole e alti tassi d'interesse. Quanto ai privati cittadini, la questione potrebbe lasciarli indifferenti: nonostante qualche progresso, l'efficienza allo sportello delle banche è ancora una chimera, mentre spese occulte e commissioni continuano ad aumentare. Gli unici passi avanti sono stati compiuti nel settore dei mutui, guarda caso quando si sono affacciati in Italia gli istituti stranieri, in particolare quelli inglesi. Non ci sono molti strumenti teorici o pratici da opporre alle due scalate, tranne uno: radunare qualche imprenditore particolarmente liquido per organizzare eventuali controscalate. Escluso che queste forze possano essere trovate in altre banche, che hanno a loro volta come azionisti di maggioranza degli stranieri, bisognerebbe convincere i Caltagirone, i Benetton, i Della Valle, i Ligresti, e altri ancora, a difendere l'italianità di Bnl e Antonveneta. Nella prima si sta in effetti tentando di organizzare una difesa con Unipol, Caltagirone e Monte dei Paschi; mentre nella Antonveneta alcuni azionisti (tra i quali Ennio Doris, Chicco Gnutti e Paolo Sinigaglia) affermano che non consegnarenno le loro azioni agli olandesi. Ma l'impresa è ardua, visto che questi gruppi, finora, hanno preferito a loro volta farsi la guerra a base di minime percentuali azionarie per il controllo di centri finanziari che vanno dalla Rcs fino, appunto, alla Bnl. ITALIA BOCCONE PREGIATO Il fatto è che l'Italia, con la sua grande massa di risparmio privato (la seconda al mondo), e un sistema bancario ancora frazionato e protetto (dove per altro c'è molto da migliorare in termini di efficienza) è per gli stranieri un boccone troppo appetibile. Anche per questo le banche d'affari, compresa la Goldman Sachs guidata dall'italiano Mario Draghi, appoggiano la Bbva e la Abn Amro. Forse anche per questo molti prevedono un pareggio: via libera alla conquista della Antonveneta, difesa della Bnl. Ma la resa dei conti sarà solo rinviata. http://www.panorama.it/economia/capi...-A020001029953 |
Sanpaolo Imi: approvato il bilancio consolidato per il 2004
Utile netto: 1.393 milioni di euro, +43,3% rispetto al 2003. In crescita i principali aggregati del Gruppo TORINO (22 mar. 2005) - Il Consiglio di Amministrazione ha approvato oggi i risultati del Gruppo Sanpaolo IMI al 31 dicembre 2004, risultati che evidenziano una positiva evoluzione dei principali margini reddituali rispetto al 2003. Nel 2004 il Gruppo ha migliorato il margine di intermediazione (+1,6%) che si è portato a 7.592 milioni di euro, grazie soprattutto alla crescita delle commissioni nette (+6,7%) edegli utili di società valutate al patrimonio netto e dividendi su partecipazioni (+30%). Il risultato di gestione si è attestato a 2.890 milioni di euro (+6,9%) ed ha beneficiato, oltre che della crescita dei ricavi, anche delle significative azioni di contenimento dei costi operativi. L'utile ordinario si è attestato a 1.953 milioni di euro (+15,8%). La qualità del portafoglio crediti è rimasta elevata, grazie ai criteri rigorosi utilizzati nell'erogazione del credito e alle politiche di accantonamento prudenziali estese a tutte le reti bancarie, come testimonia il totale dei crediti problematici netti, in lieve riduzione su base annua (-0,2%) e dal rapporto sofferenze nette/impieghi netti che rimane su valori di eccellenza assoluta (1%). L'utile netto si è di conseguenza attestato a 1.393 milioni di euro, in crescita del 43,3% rispetto ai 972 milioni del precedente esercizio: il ROE ha raggiunto il 12,2% rispetto al 9% del 2003. I risultati raggiunti sono in linea con il percorso di crescita tracciato: viene confermata la validità delle azioni intraprese già a partire dal 2003, azioni volte al miglioramento dei margini reddituali, che hanno determinato un risultato netto superiore all'obiettivo di budget. Il nuovo Piano Industriale del Gruppo verrà ultimato nel corso del 2005 e sarà oggetto di tempestiva comunicazione al mercato. Il margine di intermediazionedel Gruppo si è attestato a 7.592 milioni di euro, soprattutto grazie al positivo andamento dei ricavi commissionali. Il margine di interesse realizzato nel 2004 si è attestato a 3.569 milioni di euro. La flessione del 4% rispetto all'esercizio precedente si è verificata sostanzialmente a causa del peggioramento dello spread medio unitario, riconducibile alla contrazione dei tassi di mercato ed alla minore redditività dello sbilancio fondi, solo parzialmente compensata dall'apporto generato dai volumi intermediati. Le giacenze medie delle attività fruttifere del Gruppo sono aumentate dello 0,5% rispetto al 2003, grazie all'espansione del portafoglio titoli; le passività onerose sono invece rimaste stabili. Gli impieghi netti a clientela si sono attestati a fine dicembre 2004 a 119,9 miliardi di euro (-2%), anche in relazione alla cartolarizzazione di 1,8 miliardi di euro di crediti performing per operazioni in leasing. La flessione è il risultato di una dinamica contrapposta fra l'incremento dei crediti a medio lungo termine (+3,2%), che ha solo parzialmente controbilanciato la variazione dei finanziamenti a breve (-11,8%). Nel comparto degli impieghi a medio-lungo termine è proseguito il buon andamento dei finanziamenti destinati al settore retail (4 miliardi di euro i mutui fondiari erogati dalle reti bancarie domestiche, flusso in crescita del 4,9% rispetto al 2003) e dei crediti erogati al settore opere pubbliche ed infrastrutture (il totale dei mutui di Banca OPI si attesta a fine dicembre a 18,8 miliardi di euro). La raccolta diretta si è attestata a 135,2 miliardi di euro in crescita del 2,6% su base annua. A fine anno la quota del Gruppo sul mercato domestico è pari al 10% per gli impieghi e al 9,9% per la raccolta diretta. Le commissioni nette del Gruppo si sono attestate a 3.240 milioni di euro, in crescita del 6,7% rispetto allo scorso esercizio. I ricavi commissionali hanno soprattutto beneficiato della ripresa dei mercati finanziari e della positiva dinamica evidenziata dal settore delle polizze vita: l'evoluzione dei ricavi è stata trainata dall'area gestione, intermediazione e consulenza (+7,2%), grazie alle performance dell'area del risparmio gestito (+11,3%). Le commissioni derivanti dall' area gestione, intermediazione e consulenza hanno rappresentato il 60% circa del totale e sono state superiori di 128 milioni rispetto al 2003. Lo sviluppo è riconducibile sia al positivo effetto performance, sia alla scelta da parte della clientela di un mix di prodotti maggiormente orientato verso i fondi azionari e le polizze vita. Si segnalano anche gli ottimi risultati ottenuti dalle aree bancarie tradizionali, come l'area finanziamenti e garanzie (+18,5%) e depositi e conti correnti (+8,8%). Il flusso di commissioni del quarto trimestre è stato pari a 844 milioni di euro, il più elevato del 2004. Lo stock di raccolta indiretta si è attestato a 242,2 miliardi di euro, in crescita del 2,5% su base annua, grazie sia alla componente gestita, sia a quella amministrata. La dinamica evidenziata dal risparmio gestito (+0,5% da fine dicembre 2003) è stata determinata sia dalla raccolta netta conseguita dalle reti distributive nel ramo assicurativo, sia dalla rivalutazione degli stock degli assets in gestione, che hanno compensato i disinvestimenti dai fondi comuni e dalle gestioni patrimoniali mobiliari. Nell'arco dei dodici mesi si è assistito ad un riposizionamento all'interno del settore dei fondi comuni di investimento a favore dei fondi azionari e obbligazionari, con una quota che è salita rispettivamente dal 23,6% al 24,8% e dal 41,5% al 44,3%, mentre è calata l'incidenza dei fondi liquidità. Il Gruppo SANPAOLO IMI continua ad occupare a fine dicembre, nell'ambito della gestione dei fondi comuni di investimento, la prima posizione sul mercato domestico, con una quota di mercato del 20,1%. Le riserve tecniche vita hanno confermato la crescita già evidenziata nel corso del 2003 (+20,6% rispetto al 2003): i prodotti assicurativi del ramo vita hanno rappresentato una delle forme di investimento preferite dalla clientela, che ha manifestato un rinnovato interesse verso le polizze tradizionali, settore in cui, nel corso del 2004, si è arricchita l'offerta del Gruppo. La raccolta netta realizzata dalle reti distributive nel 2004 è stata pari a 5,5 miliardi di euro e ha portato le riserve tecniche vita a 40,4 miliardi di euro. A fine dicembre 2004 lo stock di risparmio gestito si è attestato a 144,5 miliardi di euro. Il risparmio amministrato si è attestato a 97,8 miliardi di euro (+5,6% su base annua). Complessivamente le attività finanziarie della clientela si sono attestate a fine dicembre 2004 a 377,4 miliardi di euro, in crescita del 2,6% rispetto al 2003. I profitti da operazioni finanziarie e dividendi su azioni si sono attestati a 432 milioni di euro rispetto ai 447 milioni di euro del 2003 (-3,4%). Gli utili di società valutate al patrimonio netto e i dividendi su partecipazioni raggiungono a fine anno i 351 milioni di euro (+30%): la crescita ha beneficiato soprattutto dell'incremento degli utili delle compagnie assicurative, la cui operatività è in significativa espansione. Ricordiamo che nel corso del 2004 il Gruppo ha razionalizzato la sua presenza nel settore assicurativo, raggruppando tutte le società del settore in Assicurazioni Internazionali di Previdenza (A.I.P.). Il risultato di gestione è stato pari a 2.890 milioni di euro, in crescita del 6,9% rispetto al 2003, grazie anche ad un'attenta politica di contenimento dei costi. Le spese amministrative sono risultate pari a 4.565 milioni di euro, in diminuzione dell'1% rispetto al 2003. Le spese per il personale (2.803 milioni di euro) sono diminuite dell'1,3% grazie alle azioni di contenimento e ottimizzazione dell'organico realizzate sia attraverso l'attivazione del "Fondo di Solidarietà"1, sia dalle azioni di razionalizzazione delle strutture di corporate center edall'integrazione delle reti distributive delle banche commerciali. Tali azioni si sono tradotte in una riduzione dei dipendenti del Gruppo (-2,8% in termini medi), che ha portato ad una diminuzione di costo tale da compensare la dinamica ordinaria delle retribuzioni, comprensiva degli aumenti indotti dal rinnovo del CCNL, che ha determinato, per il 2004, un incremento dell'1,9%, oltre al pagamento dell'indennità di vacanza contrattuale dallo scorso aprile. Le altre spese amministrative si sono attestate a 1.510 milioni di euro (-0,1%), con una dinamica inferiore al tasso di inflazione annua (+2,2%): le spese informatiche, che rappresentano circa il 28% del totale, sono diminuite del 2,6%, beneficiando dei processi di integrazione dei sistemi IT delle banche commerciali realizzati dal Gruppo. Il cost/income ratio del 2004 è sceso al 63,5%, con un miglioramento di 1,8 punti percentuali rispetto al 2003. L'utile ordinarioha raggiunto i 1.953 milioni di euro (+15,8%), soprattutto grazie all'elevata qualità degli assets che hanno complessivamente richiesto minori accantonamenti e rettifiche nette su crediti e immobilizzazioni finanziarie. Le rettifiche di valore su avviamenti, differenze di fusione e di consolidamento sono risultati pari a 199 milioni di euro (+25,9% rispetto al 2003): l'incremento deriva essenzialmente dalla rettifica di valore di 40 milioni di euro sull'avviamento relativo alla partecipazione in Cassa dei Risparmi di Forlì. Gli accantonamenti e le rettifiche nette su crediti e immobilizzazioni finanziarie si sono attestati a 738 milioni di euro, a fronte degli 859 milioni del 2003 (-14,1%). Il flusso netto comprende 231 milioni di euro per accantonamenti alfondo rischi e oneri e 525 milioni di euro per accantonamenti e rettifiche per rischi creditizi (-27,5% rispetto ai 724 milioni del 2003), che nello scorso esercizio includeva l'accantonamento del 90% dell'esposizione nei confronti del Gruppo Parmalat (273 milioni di euro) e l'accantonamento finalizzato alla svalutazione integrale dell'esposizione per cassa verso il Gruppo Cirio (10 milioni di euro). Le rettifiche su crediti del 2004 includono anche l'adeguamento della copertura sul prestito convertendo FIAT (14 milioni di euro). Il flusso netto comprende, inoltre, 18 milioni di euro di riprese di valore nette su immobilizzazioni finanziarie (rispetto ai 60 milioni di riprese nette del 2003): la ripresa di valore della partecipazione in SCH di 122 milioni di euro ha parzialmente bilanciato l'accantonamento effettuato a fronte dell'impegno all'acquisto di una quota di Cassa dei Risparmi di Forlì e le rettifiche effettuate su Hutchison 3G Italia (61 milioni di euro) e su FIAT (5 milioni). Nel 2004 l'ammontare della riserva sui crediti in bonis del Gruppo si è attestata a 1.174 milioni di euro, pari all'1% del portafoglio crediti in bonis (0,9% nel 2003): la riserva include 167 milioni per la copertura dell'opzione correlata al prestito convertendo FIAT.Rispetto al 2003 le sofferenze nette sono diminuite dello 0,9% (1.161 milioni di euro rispetto ai 1.171 del 2003), mentre i crediti incagliati, ristrutturati ed in corso di ristrutturazione (1.361 milioni di euro rispetto ai 1.348 del 2003) sono aumentati dell'1%: le percentuali di copertura sono pari rispettivamente al 74,9% ed al 30,9%. La qualità dell'attivo, nonostante uno scenario di riferimento difficile, rimane elevata e gli indici di rischiosità del credito del Gruppo si attestano come sempre su buoni livelli: il rapporto fra crediti netti in sofferenza/crediti netti verso clientela così come quello fra i crediti incagliati ed in corso di ristrutturazione/crediti netti verso clientela sono pari rispettivamente all'1% e all'1,1%. Ricordiamo che il Gruppo già a partire dal 2003, al fine di prepararsi all'adozione delle nuove metologie di risk management previste dall'entrata in vigore degli accordi di Basilea ("Basilea 2"), ha predisposto il "Progetto Basilea 2". Nel corso del 2004 il Gruppo ha effettuato a tale proposito rilevanti investimenti per affinare le metodologie di misurazione dei rischi e per adeguare le procedure organizzative e i supporti tecnologici. L'utile lordo si è attestato a 2.101 milioni di euro (+26,9%), grazie alla crescita dei proventistraordinari netti, pari a 148 milioni di euro a fronte dei 32 milioni di oneri straordinari netti sostenuti nel 2003: il flusso comprende la plusvalenza di 55 milioni di euro derivante dalla cessione della residua quota del 30% di Finconsumo Banca a SCH e 61 milioni legati alle plusvalenze correlate alla razionalizzazioni degli immobili del Gruppo. Il tax rate è risultato pari al 31,3%, inferiore a quello registrato nel 2003, soprattutto per effetto delle disposizioni introdotte dal nuovo regime impositivo relativo alla tassazione degli oneri e dei proventi relativi agli investimenti partecipativi in vigore dal 2004 e, inoltre, per la diminuzione di un punto percentuale dell'aliquota di imposta sui redditi delle società e ai benefici derivanti dall'attivazione di un unico consolidato fiscale nazionale ai sensi degli articoli 117 e seguenti del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. L'utile netto si è quindi attestato a 1.393 milioni di euro, in crescita del 43,3% rispetto al 2003. Alla determinazione dell'utile netto ha fortemente contribuito il risultato netto registrato dalle compagnie assicurative del Gruppo: il valore intrinseco consolidato del business si attesta a fine anno, al netto degli interessi di terzi, a 2.433 milioni di euro, che rappresenta un incremento di 283 milioni di euro rispetto al valore equivalente a fine 2003 (ricalcolato pro-forma per effetto della riorganizzazione delle attività del Gruppo). Il valore aggiunto dell'anno del settore ammonta a 497 milioni di euro e comprende la variazione del valore intrinseco, i dividendi netti distribuiti durante l'anno e l'utile netto associato al business vita generato in società del Gruppo diverse da A.I.P. A fine 2004 i coefficienti di solvibilità del Gruppo si attestano al 7,4% per quanto riguarda il Core tier 1 ratio, all'8,1% per il Tier 1 ratio e al 12% per il Total risk ratio. A fine 2004 il Gruppo disponeva di una rete di 3.205 filiali, con una quota sportelli sul territorio nazionale pari al 10,4%, 131 filiali e uffici di rappresentanza esteri, più di 42.000 dipendenti e circa 4300 promotori finanziari. Il bilancio d'impresa evidenzia nel 2004 un utile netto di 1.036 milioni di euro (+37% rispetto al 2003). All'assemblea degli azionisti, convocata nelle date del 28 e del 29 aprile prossimi, rispettivamente in prima e seconda convocazione, sarà proposta la distribuzione di un dividendo unitario di € 0,47. Per la cedola sono previsti stacco e pagamento rispettivamente il 23 ed il 26 maggio prossimi. Il dividendo assicura un incremento per gli Azionisti del 20,6% rispetto al 2003 con un rendimento del 4,78% sulla base del valore medio della quotazione del titolo SANPAOLO IMI nel 2004. I risultati sono riportati in dettaglio negli schemi di conto economico e stato patrimoniale allegati al comunicato stampa. Il Bilancio consolidato sarà oggetto, come di norma, a revisione contabile a cura della PricewaterhouseCoopers SpA. La transizione ai principi contabili internazionali. Per affrontare l'introduzione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS, il Gruppo Sanpaolo IMI ha avviato, a partire dal dicembre 2002, uno specifico progetto con l'obiettivo di pianificare e realizzare gli interventi necessari per la transizione al nuovo quadro regolamentare. Nell'ambito di tale progetto nel corso del 2004 è stato ultimato lo studio dei nuovi principi contabili internazionali e delle problematiche connesse all'introduzione nel Gruppo e ciò ha portato alla realizzazione di una prima versione IAS compliant del "Manuale dei Principi Contabili di Gruppo", che rappresenterà l'univoco punto di riferimento della Capogruppo e di tutte la società controllate per la predisposizione di bilanci secondo omogenei criteri di Gruppo. Sono stati inoltre sviluppati complessi interventi realizzativi sulle procedure informatiche, in parte ancora in corso di completamento, nonché definiti i connessi processi organizzativi di natura contabile e amministrativa. L'attività è stata, inoltre, affiancata da un'intensa fase formativa, volta a diffondere la conoscenza del nuovo quadro normativo nella Capogruppo e nelle società controllate. Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha espresso l'indicazione di avvalersi della facoltà concessa dal legislatore di adottare i nuovi principi internazionali anche per la redazione del bilancio d'impresa 2005, indicando, per motivi di uniformità rendicontativa nel Gruppo e di coerenza con i conti consolidati, analogo indirizzo alle società controllate. Relativamente alle rendicontazioni infrannuali la transizione agli IAS/IFRS è prevista in occasione della Relazione Semestrale. In tale occasione verranno anche resi noti gli esiti delle verifiche contabili condotte dai revisori del Gruppo sui dati risultanti dal processo di transizione. Il Gruppo ha già effettuato una prima stima dell'impatto dei principi contabili internazionali sulla sua configurazione economico-patrimoniale. In particolare, l'impatto della transizione sul patrimonio netto consolidato è stimato in positivo per circa 250/300 milioni di euro. In primo luogo le stime effettuate sul portafoglio crediti, di fatto già in linea con i principi IAS/IFRS, hanno evidenziato l'adeguatezza delle valutazioni dei crediti problematici per le quali il Gruppo ha adottato già a partire dal 1998, anno della quotazione alla SEC, il criterio del net present value, oggi richiesto dagli IAS/IFRS. Si stima inoltre che l'applicazione dei nuovi principi comporterà l'incremento del patrimonio consolidato di transizione per circa 250 milioni di euro, in conseguenza del ripristino di valore sulla componente terreni del portafoglio immobiliare del Gruppo, ciò a prescindere da possibili rivalutazioni di tale portafoglio al momento non considerate. Altri potenziali impatti sono stimati nel complesso non particolarmente rilevanti sulla dimensione patrimoniale consolidata. Sotto il profilo economico, una rilettura in ottica IAS/IFRS del risultato consolidato 2004, tenuto conto del ricorso alle esenzioni previste dalla normativa di transizione ed in special modo della non "riapertura" delle operazioni di aggregazione di imprese (IFRS 3) e dell'adozione a decorrere dal 1° gennaio 2005 degli IAS/IFRS in materia di strumenti finanziari (IAS 32 e 39) nonché di contratti assicurativi (IFRS 4), evidenzia un incremento dell'utile netto stimato in oltre 100 milioni di euro. Tale risultato è ascrivibile sostanzialmente al venir meno degli ammortamenti degli avviamenti, essendo stimati gli altri effetti di ammontare singolarmente non rilevante e complessivamente compensati. Ulteriori dettagli sul processo in oggetto sono riportati nella Relazione di Bilancio al capitolo "Le altre informazioni – La transizione ai principi contabili internazionali IAS/IFRS". Il Consiglio di Amministrazione di SANPAOLO IMI ha inoltre effettuato la periodica verifica relativa all'indipendenza degli Amministratori della Società, alla luce delle norme contenute nel Codice di Autodisciplina delle Società Quotate, confermando quali "indipendenti", fra gli Amministratori non esecutivi (privi di deleghe): Maurizio BARRACCO Giuseppe FONTANA Emilio OTTOLENGHI Orazio ROSSI Gian Guido SACCHI MORSIANI Enrico SALZA Mario SARCINELLI Alberto TAZZETTI La relazione sulla corporate governance e sull'adesione al Codice di Autodisciplina verrà messa a disposizione presso la Sede sociale e la Borsa Italiana, e pubblicata sul sito internet del Gruppo www.grupposanpaoloimi.com, entro fine marzo, contestualmente al deposito del progetto di bilancio di esercizio e del bilancio consolidato. |
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Le candele di Fiat...
...e i giudizi degli analisti Dopo la cancellazione della put option e la conseguente entrata nelle casse di Fiat di 1,55 miliardi di euro, il futuro del titolo del Lingotto è immancabilmente legato all’andamento del settore auto. Gli analisti, pur mantenendo la raccomandazione "buy" (comprare), abbassano il target price da 7,9 a 6,9 euro per azione Il profilo societario Nata nel 1899, Fiat è un gruppo industriale che da più di cent'anni progetta, costruisce e vende automobili, camion, trattori, macchine agricole, macchine movimento terra, motori e componenti per autoveicoli, mezzi e sistemi di produzione. Il gruppo svolge le attività produttive e di servizio attraverso i propri settori operativi. I tre principali, cui si deve il 70 per cento delle vendite, fanno capo alla Fiat Auto (automobili), a CNH Global (macchine agricole e per le costruzioni) e ad Iveco (veicoli industriali). A questi si aggiungono il Gruppo Ferrari e Maserati (vetture sportive di lusso), la Magneti Marelli (componenti), la Comau (mezzi e sistemi di produzione), la Teksid (prodotti metallurgici), Business Solutions (servizi) e Itedi (editoria e comunicazione). Dati di bilancio Il 28 febbraio scorso Fiat ha comunicato i dati di bilancio relativi all’esercizio 2004. Diamo innanzitutto uno sguardo al conto economico. Il fatturato risulta in crescita del 5% attestandosi a 46,7 miliardi di euro. La società è riuscita a centrare l’obbiettivo di riportare in positivo il risultato operativo che arriva a 22 milioni di euro ma l’unico settore del business ad essere in perdita è proprio quello dell’auto in rosso di 840 milioni di euro. Il 2004 si è chiuso per il gruppo con una perdita di 1,55 miliardi di euro in miglioramento rispetto al disavanzo di 1,95 miliardi del 2003. Analizzando la posizione finanziaria netta al 31 dicembre, l’indebitamento netto si è attestato a 13,9 miliardi di euro, in diminuzione di circa 1,7 miliardi di euro. Quello lordo, è stato invece pari a 19,2 miliardi, in calo di 3,4 miliardi di euro. Anche sotto questo profilo il settore auto resta la nota dolente: la sua posizione finanziaria netta era, alla fine del 2004 negativa per 5 miliardi, contro i 3 miliardi di inizio esercizio. La valutazione Ancora una volta sotto la lente di ingrandimento degli analisti, nell’analizzare il titolo del Lingotto, c’è il futuro del gruppo all’alba della questione General Motors. La cancellazione della put option e la conseguente entrata nelle casse di Fiat di 1,55 miliardi di euro, garantisce nuove risorse economiche da un lato, ma al tempo stesso fa venir meno una “way out” (via d’uscita) dal business dell’auto. Quindi il futuro del gruppo è obbligatoriamente legato e influenzato dal rilancio del settore, che mira almeno a chiudere il 2005 con una perdita “modesta”. Gli analisti di Rasbank auspicano che Fiat Auto chiuda il 2005 con una perdita di 400 milioni di euro, con una flessione drastica rispetto al 2004 (840 milioni). Comunque sia il gruppo è nel mezzo di un turnaround che prevede per quest’anno l’introduzione di nuovi modelli ed una riorganizzazione degli stabilimenti. Inoltre la nomina di Sergio Marchionne a capo di Fiat Auto, a giudizio di Rasbank, è un chiaro segnale della volontà di raggiungere gli obiettivi indicati al mercato, con una strategia che potrebbe radicalmente cambiare. Alla luce di queste considerazioni gli analisti pur mantenendo la raccomandazione precedente, “buy” (comprare), abbassano il target price da 7,9 a 6,9 euro per azione. |
tante belle parole, ma per me il futuro è sempre piu' nero. anche 'striscia la notizia' non perde occasione di dare il suo contributo nel far apparire la fiat come gruppo perdente. d'accordo che ezio greggio in qualita' di ex bancario non puo' essere particolarmente dotato di cervello, pero' se manca questo , che ci sia almeno il buongusto ed il rispetto per cinquantamila famiglie che con fiat ci campano.
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sono sempre dal meccanico con qualche acciacco, la superiorità della concorrenza è sciacciante, io patito di auto accetto di buon grado il lavoretto dal meccanico ma non tutti sono come me la maggior parte vuole la macchina precisina senza anima ma che non si rompe e di conseguenza prediligono altri prodotti. finanziarimente parlando la fiat è messa male e in borsa la cosa si nota, dispiace ma il mercato non si fa con i sentimenti e con le buone intenzione .... sono numeri. |
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Ad ogni uno i suoi gusti ;)
Carri funebri che passione Dagli Usa l'ultima follia di VINCENZO BORGOMEO http://www.repubblica.it/2005/c/moto...funeberi2.html |
non l'ho capita,
quando è morta mia zia il carro funebre era ( ed è attualmente in servizio ) una rolls royce grigia a me le fiat e relativo gruppo piacciono però io da solo non faccio il mercato |
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Si scherza senza offesa |
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San Paolo pronto a riesaminare convertendo se Fiat lo chiede
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chiuso lo short in gain con un bel + 600 €
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Per quanto riguarda i sentimenti non capisco cosa intendi dire. Ho sottolineato il fatto che alcuni 'comici' prendono per il cùlo la Fiat senza rendersi conto dei danni che possono fare. Solo perche' la Ferrari ha iniziato il nuovo campionato di F1 senza aver ancora vinto? A parte il fatto che sta correndo ancora con l'auto dell'anno scorso, ma se anche non dovesse vincere il campionato, non dimentichiamo che nel 2004 ha vinto 18 gp su 20. non basta? vogliamo ricordare tutte le volte che le honda bmw e mercedes andavano arrosto? |
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mi e sempre piaciuta é ancora una bella vettura. |
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4 posti veri ed un bagagliaio che pochi coupe' possono vantare. |
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FIAT/ IN CINA DOPO LE SMENTITE SU SAIC S'AFFACCIA LA CHERY
25/03/2005 E' uno dei maggiori produttori locali di motori Pechino, 25 mar. (Apcom) - Sempre insistenti le voci e le indiscrezioni di stampa che descrivono la Fiat alla ricerca di nuove partnership in Cina. Il quotidiano cinese, Shenzen Daily, torna a sostenere che la società torinese avrebbe avviato delle trattative con il maggior produttore automobilistico della Cina, la Shanghai Automotive Corporation (Saic), in vista della possibile vendita di una quota delle sue attività del comparto auto. I vertici di Fiat Auto in Cina hanno fatto sapere che ad oggi non e' stato siglato alcun accordo e che le decisioni di questo genere vengono prese direttamente dal Lingotto a Torino. Anche Saic non ha voluto rilasciare commenti su quanto apparso sulla stampa locale. Il gruppo cinese nel 2003 ha chiuso il bilancio con un fatturato di 11,7 miliardi di dollari con un aumento delle vendite del 36,7% rispetto all'anno precedente. Saic produce le auto Buick per il mercato cinese su licenza General Motors e le Santana per Volkswagen. Intanto fonti industriali parlano di possibili interessi di Fiat per Chery, uno dei maggiori produttori locali di motori con tecnologia europea. E proprio Chery pochi giorni fa ha ottenuto un prestito dalla Export-Import Bank of China di 61 milioni di dollari per attuare le proprie strategie di espansione all'estero. Nella Cina insomma i produttori europei sperano di trovare una soluzione alla crisi che li affligge nei rispettivi mercati interni: il mercato dell'auto del Vecchio Continente ha registrato un calo delle vendite del 4,1% nei primi due mesi del 2005. Fiat ha perso il 17% nel solo mese di febbraio. Anche il settore automobilistico cinese tuttavia ha accusato una battuta d'arresto: cali del 23% nella produzione e del 26% nelle vendite. Le previsioni della China Association of Automobile Manufacturers (Caam) parlano per il 2005 di una crescita nella produzione e nelle vendite limitata al 10% contro il 14% del 2004. Il comparto auto aveva visto un'impennata in Cina dall'ingresso della stessa nel 2001 nel Wto. Nel 2002 la riduzione delle tariffe doganali - passate dall' 80% a meno del 50% - aveva favorito l'importazione di veicoli stranieri e le vendite che avevano raggiunto le 150 mila automobili, in crescita del 6% rispetto all'anno precedente. Attualmente il mercato cinese e' dominato da 4 grandi produttori: Saic, First Auto Works (Faw), Changan Automobile Group e Dong Feng Auto (Df). Ognuna di queste societa', secondo quanto diffuso dall'associazione di settore, ha concluso negli ultimi anni partnership con i colossi internazionali. In particolare Faw con Volkswagen e Df con Citroen e Nissan. Saic ha partnership consolidate con Volkswagen e Gm. Pero' anche aziende cinesi di piu' modeste dimensioni sono riuscite a stipulare accordi di produzione con i maggiori player mondiali. Jimnei Automobile ad esempio con Bmw e Gm; Jiangling Motor con Ford. Dal 22 al 28 aprile si terra' a Shanghai l'undicesima edizione dell' "International Automobile & Manufacturing Technology Exhibition", la maggiore fiera asiatica del settore. Tra gli oltre 20 espositori stranieri, ci sara' Fiat Auto, Ferrari e per la prima volta Ford. Ma chi più punta sul mercato cinese sembrano essere i tedeschi. Dalla Germania arriveranno infatti 50 espositori, tra produttori auto e componentistica. Volkswagen, leader indiscusso del mercato cinese, nonostante la flessione delle vendite registrata nello scorso anno, prevede entro il 2013 di ottenere una quota di mercato di circa il 30%, contro l'attuale 25%. E' seguita a distanza da Gm che detiene il 10 per cento. ------------------------------- FIAT/ PER CONVERTENDO NESSUN INCONTRO A BREVE CON BANCHE (FONTI) 25/03/2005 Difficili novità prima delle assemblee di banche e Lingotto Torino, 25 mar. (Apcom) - "Non sembra esserci a breve nessuna scadenza ma soprattutto nessun incontro tra le Banche finanziatrici e la Fiat riguardo al prestito Convertendo". Così rivela ad Apcom una fonte finanziaria che ricorda che "per di più difficilmente ci saranno sviluppi della questione prima delle assemblee degli azionisti degli istituti di credito e quella della stessa Fiat che è prevista per il 10 maggio". Ieri nel comunicato relativo al Bilancio di esercizio 2004, la Fiat ha ricordato che "la posizione finanziaria netta consolidata è negativa per 4.961 milioni di euro e la posizione finanziaria netta pro-forma a termini del finanziamento Convertendo eccede i 3,6 miliardi di euro senza peraltro tener conto degli incassi di complessivi 1,55 miliardi di euro conseguenti agli accordi con General Motors conclusi il 13 febbraio scorso. Le Banche finanziatrici - ha aggiunto la nota - hanno la facoltà di dar corso alla conversione per un valore fino a 2 miliardi di euro secondo le modalità ed i termini stabiliti nel Convertendo". Si tratterebbe, però, secondo la fonte semplicemente "di un modo di affermare una situazione esistente" e quindi dell'annuncio "di un diritto per le Banche ma non di un loro dovere" a convertire, che risponderebbe a quanto stabilito nel contratto del prestito da 3 miliardi firmato nel luglio 2002. Un fatto, questo, ricorda la fonte "che era peraltro previsto dall'ccordo anche dopo il doppio downgrade di Fiat. Previsto nei termini dell'intesa - aggiunge e ribadisce la fonte - ma non obbligatorio per le banche". In quella che sembra ormai una sorta di 'partita a scacchi' tra Fiat e Banche, in ogni caso, pare soprattutto che nessuno voglia aver l'onere di fare la prima mossa dopo che la Fiat, da parte sua, ha "ufficializzato l'esistenza - dice la fonte - di una situazione economica tale che potrebbe portare le Banche a convertire". "La prima mossa - aggiunge un'altra fonte di mercato - in ogni modo non la faranno certo gli istituti di credito. Ci saranno però incontri, trattative e qualche altra novità. Ma il prestito, ricordiamoci, scade a settembre e quindi c'è ancora tempo per le dieci banche finanziatrici e per la Fiat per trovare uan soluzione". ------------------------------------- Nasce un nuovo Business del GRUPPO FIAT: Fiat Powertrain TechnologiesVenerdì 25 Marzo 2005 Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) annuncia la costituzione di Fiat Powertrain Technologies, una nuova realtà industriale che integrerà tutte le capacità innovative e l'esperienza del Gruppo nel settore dei motori e dei cambi. Un nuovo business quindi aperto verso il mondo esterno. Nella società, che sarà presente in 12 paesi con 26 stabilimenti e 16 centri di ricerca e sviluppo confluiranno risorse, dipendenti e attività della Powertrain di Fiat Auto, della Powertrain di Iveco, della Powertrain di Magneti Marelli compresa la Motor Sport, l'Iveco Motoren Forschung nonché le attività Powertrain del Centro Ricerche Fiat e di Elasis. Domenico Bordone, attualmente Amministratore Delegato di Magneti Marelli, sarà nominato Amministratore Delegato della Società che avrà sede a Torino. Fiat Powertrain Technologies, per la quale si prevedono ampi sviluppi per il futuro, inizierà ad operare con un fatturato di oltre 6 miliardi di euro, di cui oltre il 20 per cento a terzi. Avrà oltre 23 mila dipendenti, di cui 11 mila provenienti da Fiat Auto, 7.200 da Iveco, 3.800 da Powertrain di Magneti Marelli e oltre 1.000 dal Centro Ricerche Fiat, da Iveco Motoren Forschung e da Elasis. Con una produzione annua di oltre 2.200.000 motori e circa 2.000.000 di cambi ed una gamma molto ampia sia per potenze sia per ambiti applicativi, Fiat Powertrain Technologies sarà una delle più importanti realtà nel mondo dell'automotive. La possibilità di operare in modo integrato su un maggior numero di centri di ricerca ed ingegneria all'avanguardia apporterà significativi vantaggi nello sviluppo di prodotti ad elevata innovazione e molto competitivi per prestazioni e costi. Le attività saranno gestite secondo le seguenti linee strategiche: - sviluppo di mercati esterni al Gruppo Fiat - valorizzazione dei centri di eccellenza tecnologica e trasferimento sistematico dei risultati alla gamma prodotto; - integrazione delle capacità ingegneristiche dalla fase di sviluppo prodotto alla sperimentazione, alla gestione del prodotto in esercizio; - sinergie del processo di industrializzazione e manufacturing ; - sinergie negli acquisti grazie all'innovazione, alla razionalizzazione tecnologica e ai maggiori volumi; - maggiore focalizzazione degli investimenti in ricerca e sviluppo per i propulsori ecologici: metano, ibrido, fuel-cell. "Questa operazione, che rappresenta una tappa fondamentale nel rilancio del Gruppo Fiat, consentirà di operare con maggiore flessibilità e di sfruttare meglio, soprattutto commercialmente verso l'esterno, l'enorme potenziale finora suddiviso tra diverse realtà - ha detto l'amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne -L'integrazione di attività, di prodotti e di persone con grandi competenze permetterà di esprimere compiutamente le grandi capacità tecnologiche ed innovative che stanno all'interno del Gruppo Fiat. Nella storia della Fiat la competenza nella meccanica e nei motori in particolare sono sempre stati riconosciuti da tutto il mondo dell'automotive. Basta pensare ai motori diesel. Ma non solo. Nella nuova società infatti un gruppo di tecnici di altissima professionalità, che si sta da anni dedicando a motori per le competizioni, tra cui anche la Formula 1, sarà dedicato allo studio e alla progettazione di motori ad alte prestazioni. Grazie alle sinergie ed alle efficienze che saranno conseguite, Fiat Powertrain Technologies contribuirà significativamente al miglioramento della redditività del Gruppo che con la nuova società potrà operare sui mercati mondiali con maggiore forza ed efficacia". ------------------------------------- FIAT: ALFA; CUB, POWERTRAIN T. NASCE INCOMPLETA, MANCA ARESE (ANSA) - MILANO, 25 MAR - Powertrain Technologies nasce monca, perché mancano le lavorazioni dello stabilimento Alfa Romeo di Arese (Milano). Lo sostiene la Flmu-Cub in una nota a commento dell'annuncio del Lingotto sul debutto della nuova unità di gruppo destinata alla produzione di motori e cambi. Secondo il sindacato di base, infatti, "mancano un motore a 4 cilindri e uno a 6, benzina e diesel, che costituiscono la fascia medio-alta e che debbono venire prodotti ad Arese". Sull'argomento è intervenuto Carlo Pariani, rappresentante sindacale della fabbrica del Biscione alle porte di Milano: "Continueranno a comprare i motori dagli americani - si è chiesto - o si rimetteranno a produrli, dato che sono strategici per la fascia medio-alta?". Il sindacalista ritiene infatti che "non possa esserci un vero rilancio del settore auto senza la costruzione di questi motori e questo rilancio passa da Arese". "L'annuncio dell'amministratore delegato Sergio Marchionne ci ha lasciato perplessi - ha concluso Pariani - e sul piano formale aspettiamo che il gruppo apra la procedura prevista dalla legge 428 sullo scorporo dei rami d'azienda e convochi i sindacati per presentare il piano industriale".(ANSA). ------------------------------ |
FIAT/ LAPO ELKANN: OGNI AUTO DIA EMOZIONE ITALIANA (SOLE24ORE)
26/03/2005 Per uscire dalla crisi tutto il Paese ritrovi orgoglio nazionale Roma, 26 mar. (Apcom) - "Promuovere i marchi del gruppo Fiat per me significa che ognuno dei tre e possibilmente ogni singolo modello trasmetta un'emozione". E' quanto dice Lapo Elkann, responsabile Brand Promotion della Fiat, in un'intervista al Sole 24 Ore. Elkann ricorda che "la Fiat fa parte della storia di questo Paese. E, queste, sono cose che appartengono, toccano, la sfera emotiva delle persone". Oggi, secondo Elkann, "la competizione tra costruttori di automobili non si fa solo sul prezzo e neanche sulla qualità. Si fa anche sulle emozioni che una macchina sa trasmettere a chi vorrà o dovrà guidarla". Dell'esterofilia italiana si dice spaventato e spiega che "Chirac non si sognerebbe mai di viaggiare su un'auto straniera. E neanche Schroder. Credo che non solo la Fiat, ma tutto il Paese, per uscire dalla crisi debba ritrovare un sano orgoglio nazionale". |
le dichiarazioni non costano niente.
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Fiat: «cosa di famiglia» sesto posto nel mondo
ROMA - Nella classifica delle multinazionali miliardarie le imprese italiane sono vasi di coccio tra vasi di ferro. Ma hanno ancora qualcosa da dire nelle graduatorie delle aziende di famiglia, dove occupano posti non secondari grazie a un capitalismo familiare che non accenna a farsi indietro. La Fiat, prima delle italiane, è infatti al sesto posto. La classifica stilata nel 2004 da «Family Business», una rivista specializzata in aziende familiari, dice che sono 11 le aziende del Made in Italy che si tramandano da padre in figlio (o comunque dove la famiglia ha un ruolo significativo nella proprietà o nel management) tra le maggiori 250 del mondo per fatturato. Un numero che non sfigura di fronte ad altre economie europee, come quella francese (17) e quella tedesca (16). Il Paese più rappresentato sono naturalmente gli Stati Uniti, con 130 aziende in totale, ma solo sette nelle prime 25, dove figurano realtà di ben nove Paesi. Curioso il caso della Corea del Sud, dove il potere economico è concentrato proprio nelle mani di poche famiglie a vocazione industriale, che piazza in classifica solo tre aziende, ma tutte nei primi 11 posti e due nei primi quattro. La prima in classifica, però, è proprio un’americana. Si tratta del colosso della distribuzione Wal-Mart, fondato nel 1962 dai fratelli Sam e James Walton: gli eredi di Sam detengono ancora il 38% e il figlio Robson è ancora presidente. Al secondo posto un altro marchio storico del capitalismo familiare Usa, la Ford: nata nel 1903 da un’idea del pioniere dell’automobile Henry Ford è ancora per il 40% nelle mani della famiglia, i cui membri occupano posti rilevanti in azienda. La coreana Samsung si piazza al terzo posto: si tratta del più grande ’chaebol’ (conglomerato familiare) del Paese asiatico. La famiglia Lee, che la fondò nel 1938, controlla ancora circa il 22% del capitale. Per arrivare alla prima italiana occorre scendere al sesto posto, dove si trova l’azienda familiare per eccellenza, vale a dire la Fiat, ormai arrivata alla quarta generazione della famiglia Agnelli. Che è immediatamente seguita da un altro pezzo del patrimonio della famiglia torinese, vale a dire l’Ifi, la Finanziaria del gruppo. In 72/ma posizione figura ancora la Parmalat, evidentemente inserita in graduatoria prima del ciclone che ha portato l’azienda della famiglia Tanzi sull’orlo della bancarotta. Al 92/mo posto c’è poi la regina del petrolio: la Erg della famiglia Garrone. Le altre aziende made in Italy figurano invece tutte dopo la 100/ma posizione. Al 112/mo posto c’è la Italmobiliare della famiglia Pesenti. In 137/ma posizione c’è poi la Barilla, fondata nel 1877 come un semplice negozio di pane e pasta da Pietro e per 8 anni in mani americane, che nel 1979 tornò in famiglia. Più giù troviamo la Merloni elettrodomestici (174), la Cofide dei De Benedetti (177), il gruppo Benetton (195), Prada (231), Arnoldo Mondadori editore (240). Ecco la classifica delle prime dieci aziende di famiglia nel mondo (fonte: Family Business 2004). 1.Wal-Mart Stores - USA 2.Ford Motor - USA 3.Samsung - Corea 4.LG Group - Corea 5.Carrefour - Francia 6.Fiat - Italia 7.Ifi - Italia 8.PSA-Peugeot Citroen - Francia 9.Cargill - USA 10.BMW - Germania 26/3/2005 http://www.lagazzettadelmezzogiorno....&IDCategoria=4 ---------------------------------- Sabato 26 Marzo 2005, 10:59 11 industrie italiane al top (ANSA)-ROMA, 26 mar-Undici imprese italiane familiari nella classifica delle 250 maggiori al mondo per fatturato stilata da Family Business nel 2004. Al top il colosso della distribuzione Usa Wal-Mart; la Fiat, prima delle italiane, e' al sesto posto. Diciassette aziende francesi, 16 tedesche. Per gli Usa 130 aziende in totale ma solo sette nelle prime 25, dove figurano realta' di ben nove Paesi. Curioso il caso della Corea del Sud in classifica con sole tre aziende ma tutte nei primi undici posti. --------------------------------- Poteri occulti I massoni e la sinistra italiana http://www.terrelibere.it/terredicon...leta&riga=0828 |
Fiat
News and Analysis -March 12 Fiat workers went on strike as a protest against the new reorganization and massive layoffs (and being put on Cassa inte-grazione the state layoff benefit system). After previous protracted spells of being laid of Fiat workers have historically always found themselves being made redundant permanently. Mind you it is a good deal as Italian workers receive most of what they earned previously whilst being laid off. The workers also demand that Fiat invest more in technology to develop new models, increase its market share, and eventually safeguard its labor force. -March 7 Giugiaro's version of the Croma was generally preferred to Fiat's production version. Not an auspicious start for this model. -Montezemolo has been driving force behind the changes at Fiat. All told the merging of Maserati and Alfa seems a good idea especially for re-entry tot he US. Use of GM engines makes servicing easier and may be is a cheap source of V8 engines. -Fiat’s profit position is slightly worse than forecast with an operating loss of $127 million in the fourth quarter – at a group level this changed to a 259 Euro million operating profit. The Fit Auto loss was worse than analysts had expected and this is beginning to cats doubt on Fiat’s ability to reach the 2006 profit target. (We believe they are bound to miss it but not by much). -For Alfa 159 see Alfa. Fiat is reacting with enormous speed after the GM divorce. Herbert Demel goes and power returns to old hand finance guy Sergio Marchionne. This almost seems pre-planned. Demel never really got to grips with Fiat problems. it really requires an Italian to do that. Demel was brought from VW 15 months ago. Leadership has changed four times in the last 3 years. Marchionne on 21 Feb hired Fran Stephenson to move from sister company Ferrari to head Fiat, Lancia and Vans. This is probably bad for Fiat. Demel believed the key to revival was the nitty-gritty of product development and this is a long-term solution. Whereas Marchionne is is a capital market-driven lawyer seeking quick returns and looking for a short-term result. Marchionne will probably sack headcount and cancel investment and product development plans. Fiat also announced it will buy the Maserati sports car brand from Ferrari - a company in which it already has a majority stake. The Turin-based company said the move would create technological and commercial synergies that would help it develop the Alfa Romeo brand. So expect Alfa and Maserati to have synergies and joint product developments in the future. This means that Maserati had been (3 years ago) joined up with Ferrari and is now sharing components and manufacturing facilities. It will now have to drop these and develop joint component sharing with Alfa-Romeo and joint (?) manufacturing facilities. Not necessarily a bad move. Former Rolls-Royce boss Karl-Heinz Kalbfell is now the head of both Alfa Romeo and Maserati. Where does this leave Martin Leach (ex-Ford head of Maserati)? he was unhappy about this move and has decided to leave. How long will Kalbfell last? Not long is the current betting not least because Marchionne has decided to rely on GM V6 and V8 engines - closing its Milan/Arese engine facility. See Alfa Romeo. Fiat and GM have dissolved their possible put option with GM paying Fiat $2 billion some of it which may be in deferred purchase agreements. This places the future platform sharing of the Fiat 1999 (Punto/Corsa) platform under jeopardy. Too late now for the 2005/2006/20007 models the possible e future plans are in difficulty. Expect GM o return to a Gamma platform though it is possible that the two companies continue to share this platform. Diesel engines will be shared but we think that even this relationship will break down eventually outside Europe GM and Fiat do compete fiercely in most markets. Fiat will continue to use Gm platforms in the Coma but will not use other platforms elsewhere. Fiat has com off relatively well from this. GM are free from the burden of rescuing Fiat. Leaves Fiat free to do deals with Shanghai on trucks. Iveco and Shanghai signed a cooperative deal in December 2004. Fiat after it signed the 2000 deal with Gm failed to manage Fiat Auto effectively. This concentrates Fiat's mind on the Fiat Auto and will ensure an factice model programme. expect Fiat to be more aggressive in its new model policy. Also it has had full access to GM expertise and plans so they can use that information to their own advantage. Of the two companies Fiat has come off better not only because of the cash injection. But he purchase agreements favor Fiat rather than GM. GM is left with its Gamma platform now in the hands of Fiat. Fiat will use the Epsilon platform in its low volume Croma II large car project. Elsewhere it has used a combination of its own and best Epsilon platform practice in developing its own premium car platform. Fiat is only exposed on the Croma platform and it can easily shift this over to Premium car platform. Fiat has protected the use of the Premium platform for possible use with V8s - possibly GM built ones. GM will be very pleased to sell Fiat some V8 engines the cost of which is very low - the lowest in the industry so anything Fiat pays will be worthwhile from GM's viewpoint. Long term will Fiat continue to produce diesel engines for GM? Probably not. But watch this space as GM retains its Turin diesel engine center. This may be a quid pro quo. GM buy diesel engines from Fiat and Fiat buys V6 and V8 engines from GM. Before this news [see point 9) above] we thought the following. GM has its Isuzu partner. Once any technology in manufacturer or design is learnt then Isuzu can copy or incorporate that technology into its own engines produced in Poland. Although Fiat has some of the most innovative production processes for flexible automated engine production, Isuzu will probably stick to its own relatively inflexible manufacturing method for two reasons 1) some of that inflexibility is to do with the gasoline/diesel split and 2) the automation is bought at a price in terms of machine tools whereas Poland is a relatively low-cost labor environment and Isuzu does not have the cash resources to spend on non-essential automation. The Fiat automation was born out of necessity from an era of union and labor difficulties. Meanwhile the GM diesel engine center decision places everything in doubt. This may be a quid pro quo. GM buy diesel engines from Fiat and Fiat buys V6 and V8 engines from GM. See below. Alfa-Romeo Maserati and Ferrari -March 8, Alfa's new boss Karl-Heinz Kalbfell has reversed the decision to ditch the replacement 166. There will be a 169. This is likely to be a modified and face lifted 166 on that platform but with an expanded range of powertrain - but this will have a short model-cycle. The next 169 will share a common platform with Maserati Quattroporte and will be rear-wheel drive. The will be a flexible platform with a Tall wagon crossover vehicle and a SUV engineered from the start. That means Alfa-Romeo will have two SUVs one planned as the GTX/Kamal and one off the 169 replacement platform. -With 3 model ranges and two SUVs plus possible a Crossover vehicle means that Alf-Romeo is well placed to re-enter the US market. Alfa won't return to the US until it has a viable product range to keep dealers happy and of course a set of V8 powertrain at the upper end. -Mentezemolo has been driving force behind the changes at Fiat. -Next generation 156 launched at Geneva (now) and will be called 159. Styled with the aid of Giugiaro the new 159 is larger and roomier than its predecessor. It looks good (see below). Alfa's new chief wants to see a substantial increase in sales to 300,000 - we believe that he will ultimately raise this target to 500,000 (if he survives in this job). Shown below are the 159 left & middle and the GTV/Brera right. Breaking news: Former Rolls-Royce boss Karl-Heinz Kalbfell is now the head of both Alfa Romeo and Maserati. Where does this leave Martin Leach (ex-Ford head of Maserati)? he was unhappy about this move and has decided to leave. How long will Kalbfell last? Not long is the current betting not least because Marchionne has decided to rely on GM V6 and V8 engines - closing its Milan/Arese engine facility. Alfa-Romeo and Maserati will combine to one product design and development unit and probably one manufacturing unit. This does not mean that Alfa-Romeo will jointly develop with Maserati its own V8 as this function falls to GM. GM will continue to buy diesel engines from Fiat. So Alfa-Romeo will use in-line four-cylinder engines (likely to be based on the Fiat Pratola Sera engines with special Alfa features like twin sparking plugs). More importantly the combined unit of Alfa and Maserati will buy V6 and V8 engines from GM. Maserati will probably move some production from Modena (which was using the Ferrari paint shop) to Alfa plants. That said we think the spiritual home of Maserati will remain in Modena. In fact this may form a new center of research for Alfa and Maserati which now becomes more separated from Fiat Auto. Martin leach may head up the new Alfa-Maserati division. Though it is too early to tell. This leaves Ferrari free from Maserati production and Maserati strategy and product development. A welcome relief for Ferrari. The most likely implication is that Ferrari will develop a wider set of products. Think sedans and more likely think SUVs. Maserati -March 3 VW ends tech sharing arrangement with Maserati.. -Feb 28 Mentezemolo has been driving force behind the changes at Fiat. -So Maserati is discussed under Alfa-Romeo above. Essentially it will form one division with Alfa-Romeo using the Alf-Romeo platforms (not Ferrari or bespoke platforms. Production is likely to remain at Modena but a new paint plant will be added. Bodies may come from both Pomigliano and Mirafiori. The Alfa production system is integrated into that of Fiat and that is unlikely to change for the moment. Sports car production will remain at Modena we think and will remain the HQ of Maserati - particularly customer handling. R & D and product development will go to Alfa and will remain in Turin with some functions undertaken at Modena. Engines: 4 & 5-cylinder will come from Pratola Serra with some fine tuning of and customization for Maserati. This includes special injection, cylinder heads, crankshafts, pistons and sparking plugs (all of which can be produced on the very flexible mass production facilities at Pratola Serra). V6 and V8 will be provided from GM with some customization (but less so than with the 4/5-cylinder engines). Transmissions will be from the standard Fiat parts box or from GM/Cadillac parts bins - which should be good. Models. Uncertain at the moment but we think this will be two sports car ranges. Two conventional 4/5-door car ranges. One or two SUVs. The larger of these will have the trim/chassis/final assembly functions undertaken at Modena. The smaller may go to ether Pomigliano or Mirafiori. Pininfarina and Bertone may also be used. https://www.1automotive.net/industry_watch/FIAT.htm |
Martedì 29 Marzo 2005, 8:33
Cnh (Fiat), dividendo di 0,25 euro Il consiglio di Cnh Fiat proporrà un dividendo 2004 di 0,25 dollari in linea con l'esercizio precedente, all'assemblea degli azionisti che si riunirà il prossimo 3 maggio. In caso di approvazione la cedola sarà in pagamento il 31 maggio. Così dice una nota della società americana del gruppo Fiat, specializzata nei trattori e nelle macchine per il movimento terra e guidata da Hardold Boyanovsky. Spystocks --------------------------------- |
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General Motors Situazione debito dopo profit warning
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FAZIO TRADITO ANCHE DA LUCA-LUCA
Tra una partita e l’altra di tressette ad Alvito, il Governatore ha acceso il telefonino e si è lamentato di Diego Della Valle, socio attuale del patto Bnl con Bilbao e Generali. Secondo Fazio, lo scarparo a pallini si sta muovendo molto scompostamente – anche con la sponda dell’amico del cuore Luca di Monteprezzemolo – su quelle realtà economiche che Bankitalia sta cercando di mettere insieme per contrapporle all’Opa spagnola “in difesa dell’italianità di Bnl”. E’ quindi entrato in crisi il rapporto tra via Nazionale e viale dell’Astronomia: non a caso dal palco di Bari (assise della piccola industria), Luca-Luca ha dichiarato, alludendo al via libero all’Opa, “speriamo che vinca il mercato”. Una dichiarazione che ha fatto rizzare i boccoli bianchi del Governatore. Che ha gridato al tradimento. Ma come, una settimana fa Montezemolo l’ho ricevuto a colazione a via Nazionale, aveva il cappello in mano e il capello sciolto, umile umile mi ha pregato di intervenire presso le quattro banche del convertendo dell’Apocalisse Fiat per ottenere una proroga del debito di 3 miliardi di euro, in scadenza il 20 settembre p.v., e come risultato si schiera contro di me? (Profumo, va sottolineato, è contrarissimo alla rinegoziazione del debito. E probabilmente e politicamente il fardello del Lingotto verrà sistemato con una piccola parte del debito trasformata in azioni mentre la gran parte verrà prorogata). http://213.215.144.81/public_html/esclusivo.html ------------------------------------ Da L’Unità.......COSA HA DETTO BRUNO VESPA Di seguito, il testo di una nota inviata alle agenzie di stampa da Bruno Vespa: «Gli spettatori di “Porta a porta” sanno che il trattamento riservato a Silvio Berlusconi è esattamente lo stesso riservato a Prodi e a Fassino, a D'Alema e a Rutelli. Gli “ospiti compiacenti” del presidente del Consiglio sono scelti esattamente con lo stesso criterio gradito ai leader dell'opposizione. Non a caso i giornalisti invitati a intervistare Berlusconi giovedì prossimo saranno gli stessi accettati da Fassino che sarà ospite nella trasmissione di mercoledì. I “materiali” forniti ai miei libri da Berlusconi sono gli stessi che ogni anno chiedo alle personalità più importanti del centrosinistra e che vengono puntualmente pubblicati. Il problema, purtroppo, è che Furio Colombo è vittima della fucina di odio in cui ha trasformato in pochi anni un giornale di tradizioni grandi e severe come l'Unità, a costo di rimetterci il posto. Dobbiamo purtroppo rimpiangere il Colombo di quarant'anni fa, l'inviato 'liberal' della Rai che Carlo Mazzarella definiva “lo studente pakistano con la borsa di studio”. E perfino l'uomo Fiat di anni più vicini, la guida Michelin dell'avvocato Agnelli a New York, generosamente ricambiato con la presidenza della Fiat Usa e con un posto nel consiglio di amministrazione di una società - off shore - della casa torinese alle Bahamas dove, come è noto, la circolazione delle auto italiane è piuttosto modesta. Tutto bene, intendiamoci, tranne le spudorate lezioni di etica professionale». --------------------------------------- |
AUTO/MERCATO ITALIA MARZO CALA TRA 5 E 8%,FIAT A 28,4-29%(FONTI)
30/03/2005 Domanda cala,non escluse ad ultimo momento spinte su km zero Torino, 30 mar. (Apcom) - Mese di marzo difficile per la domanda di auto in Italia con il gruppo Fiat che dovrebbe arrivare tra il 28,4% e il 29% di quote totali. Secondo quanto riferiscono ad Apcom fonti del settore la domanda globale di vetture del mese "fatte salve improvvise e imprevedibili inezioni di immatricolazioni a km zero da parte di un buon numero di 'insospettabili' case costruttrici che tentebbero così di mantenere quote simili a quelle dei mesi scorsi" potrebbe chiudersi "con un calo variante tra il 5 e l'8% rispetto a marzo 2004 quando le immatricolazioni erano state poco oltre le 249.000". Se le previsioni verranno confermate dai dati ufficiali del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, attesi per il tardo pomeriggio di venerdì 1 aprile, potrebbero mancare all'appello "tra le 12.450 e le 19.920 vetture complessive a seconda che il calo sia del 5% o arrivi all'8%". Le fonti mantengono, però, una estrema prudenza riguardo ai volumi totali che diminuirebbero rispetto a marzo 2004 "proprio per la questione delle ultime possibili immatricolazioni a km zero" ma parlano di mercato "reale e cioè di vendite a cliente finale in decisa perdita". Il nuovo segno negativo nelle vendite del mese di marzo, tra l'altro, sarebbe il terzo consecutivo dopo il -3,7% di gennaio ed il - 5,55% di febbraio. Per quanto riguarda il gruppo Fiat le fonti e gli osservatori di mercato parlano di "una quota totale che si assesterà tra il 28,4% e il 29% a seconda di come chiuderà la domanda totale". In quest'ambito la marca Fiat sarebbe a livelli vicini al 20,6%, l'Alfa Romeo al 3,4% e Lancia crescerebbe "sino a sfiorare o superare il 5%". A febbraio il Lingotto aveva chiuso il mese con il 29,19% (Fiat al 20,76%, Alfa Romeo al 2,46% e Lancia al 4,93%). Nel mese di marzo dello scorso anno, invece, i marchi torinesi globalmente erano al 28,67% (+1,7% su marzo 2003) con Fiat al 21,o7%, Alfa Romeo al 3,38% e Lancia al 4,22%. -------------------------------- Operai indotto Fiat incatenati a ringhiera prefettura Appeso anche uno striscione su inferriata villa Withaker (ANSAweb) - PALERMO, 30 MAR - Alcuni operai della ditta Valdostana plastici, dell'indotto Fiat di Termini Imerese, si sono incatenati alla ringhiera della prefettura di Palermo in via Cavour. Gli operai hanno appeso uno striscione di protesta sull'inferriata che cinge villa Withaker. La polizia presidia la zona. (ANSAweb |
Mercoledì 30 Marzo 2005, 17:30
Fiat: rivede al rialzo target utile ed eps al 2007 Radiocor - Milano, 30 mar - I target a livello di margine operativo 2005 del gruppo Fiat restano tali anche dopo l'adozione dei nuovi principi contabili internazionali Ias/Ifrs. Cosi' il direttore finanziario Luigi Gubitosi. Ribaditi anche i target 2007 di un Ros del 5-6%, mentre quelli sull'utile netto sono rivisti in rialzo di 200 milioni di euro a 1,6-2 miliardi e sull'utile per azione di 0,15 euro a 1,25-1,55 euro ------------------------ Mercoledì 30 Marzo 2005 Fiat: 0,6 mld effetto positivo risultato netto 2005 con Ias Radiocor - Torino, 30 mar - L'adozione dei nuovi principi contabili internazionali IAS/IFRS si tradurra' per il gruppo Fiat in un effetto positivo per il 2005 pari complessivamente a 600 milioni. Il patrimonio netto al 31 dicembre scorso risulta in diminuzione di 800 milioni a 5 miliardi, mentre l'indebitamento netto a fine 2004 risulta per le attivita' industriali in aumento di circa 4,1 miliardi (a 9,3 miliardi). ---------------------------- Mercoledì 30 Marzo 2005, 16:21 Fiat: Con Principi Ias Risultato Netto Migliora Per 600 Mln Di (Abr/Pn/Adnkronos) Torino, 30 mar. - (Adnkronos) - I conti della Fiat beneficeranno di 0,6 mld di euro sul risultato netto del 2005 per effetto dell'adozione dei nuovi principi contabili internazionali Ias/Ifrs. Lo comunica una nota del Lingotto che illustra i principali effetti dei nuovi parametri sul bilancio consolidato 2004. Il patrimonio netto risulta in diminuzione per circa 0,8 mld di euro al 31 dicembre 2004, mentre l'indebitamento netto al 31 dicembre scorso segna un incremento per le attivita' industriali di circa 4,1 mld dovuto al diverso trattamento delle operazioni di factoring e cartolarizzazione di crediti per circa 2,7 mld, alla diversa contabilizzazione di alcune specifiche transazioni e alla diversa area di consolidamento per complessivi 1,4 mld. (Adnkronos)- Gli effetti dell'applicazione dei principi Ias/Ifrs sul patrimonio netto delle societa' collegate ed altre rettifiche minori hanno avuto un impatto negativo sul patrimonio netto del gruppo per circa 0,6 mld. Sul risultato netto del 2004, infine, si e' avuto un effetto negativo non ricorrente di circa 0,4 mld conseguente alla plusvalenza sull'equity swap su azioni Gm che ai fini Ias/Ifrs si e' riconosciuta nel bilancio 2003 anziche' nel 2004 alla chiusura dell'operazione. ------------------------------- Mercoledì 30 Marzo 2005, 14:01 Gruppo Ifil chiude con 119 milioni di utile, cresce dividendo TORINO (Reuters) - Aiutata dalla plusvalenze Ifil, societa' del gruppo Agnelli che detiene la partecipazione in Fiat ,porta i conti consolidati in campo positivo, con un utile netto di 119 milioni, dalla perdita di 45 milioni del 2003. La societa' prevede di raggiungere un risultato positivo anche nel 2005 sia per il gruppo che per la capogruppo, dice una nota. I conti 2004 risentono delle plusvalenze per la cessione di Club Mediterranee (Parigi: FR0000121568 - notizie) e Eurofind Food (Rinascente), rispettivamente 26,4 milioni e 586,3 milioni. Il risultato delle partecipate e' negativo per 402 milioni, dettaglia la nota. La capogruppo registra nel 2004 un utile netto di 80,2 milioni, da 72,7 milioni e proporra' un dividendo di 0,0683 euro per azione ordinaria e 0,089 per le risparmio. Il totale dei dividendi distribuiti ammontera' a 74,3 milioni, in aumento rispetto a 66,7 milioni dell'anno precedente, dice una nota ricordando che "sono stati anche distribuiti 3,1 milioni come conguaglio dividendo preferenziale per il 2002". La posizione finanziaria netta del gruppo e' positiva per 683,2 milioni, rispetto al saldo negativo di 234,7 milioni della fine 2003. Le cedole saranno in pagamento dal 26 maggio. Il patrimonio netto del gruppo si attesta a 3.916,8 milioni, in calo rispetto a 3.953,9 milioni del 2003 "anche a seguito dei dividenti pagati da Ifil spa". Alla assemblea dei soci, convocata per il 18 o 20 maggio, verra' anche proposto il rinnovo della delega al riacquisto di azioni proprie: fino ad un massimo di 90 milioni di azioni per un esborso massimo di 300 milioni. La delega vale 18 mesi dalla delibera assembleare. --------------------------------------- |
vi vorrei segnalare questo sito
http://www.autotematic.com se volete avere notizie e informazione anche economiche sul mondo dell'automotive. Per ogni dubbio o sollecitazione su questo settore potete aprire topic o porre domande...lo scambio potrebbe essere molto proficuo, visto la conoscenza vostra nel campo economica e la passione degli utenti di questo forum. cmq su fiat se ne sono sentite belle da ferrarine e cose varie. purtroppo tutti parlano dell'argomento e in pochi sanno di cosa parlano.purtroppo succede spesso. ciao da Umberto |
Citazione:
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Wed March 30, 2005 4:54 PM GMT
MILANO (Reuters) ACCANTONAMENTO PER CONVERTENDO FIAT PER 75 MLNMps ha accantonato per il convertendo Fiat in scadenza a settembre 75 milioni di euro su un contributo complessivo di 300 milioni. "In sede di Ias dovremo coprire la differenza. Attualmente abbiamo accantonato 75 milioni di euro" ha spiegato Tonini. Il prestito, da 3 miliardi di euro, alla scadenza se non rimborsato comporterà per le banche creditrici la conversione in azioni del Lingotto a un prezzo superiore ai corsi di borsa attuali. ---------------------- TORNANO IN NERO I CONTI DELLE FINANZIARE AGNELLI 30/03/2005 E Fiat rivede i propri conti con le metodologie Ias/Ifrs Torino, 30 mar. (Apcom) - Conti 2004 in positivo per Ifil e Ifil le due finanziarie che fanno capo alla famiglia Agnelli. L'Ifil e cioè la holding operativa è tornata ad un utile netto di 119 milioni che si confronta con la perdita di 45 milioni dell'esercizio 2003 grazie anche alle cessioni di Eurofind Food e delal quoata nel Cllub Med e distribuirà agli azionisti 74,3 milioni complessivi di euro di dividendi e prevede per il 2005 un risultato positivo fortificato anche da una plusvalenza da 450 milioni che entrerà in cassa grazie alla cessione de La Rinascente. Va bene, insomma, il bilancio della società guidata dal presidente Gianluigi Gambetti e dall'ad Daniel John Winteler così come sono in positivo i risultati 2003 dell'Ifi, la holding di controllo che a sua volta fa capo alla Sapaz Giovanni Agnelli e C, la vera æcassaforte' della dinastia industriale torinese. Nel 2004, infatti, Ifi torna in positivo per 117 milioni che sono in netto miglioramento rispetto ai -130 dell'anno precedente e aumenta la sua partecipazione nell'Ifil raggiungendone il 63% del capitale. Agli azionisti Ifi , però, non verrà distribuito un dividendo poiché l'utile netto viene destinato alla riserva straordinaria. Le due finanziarie, tra l'altro, controllano come noto la Fiat che proprio oggi ha rivisto i propri conti 2004 utilizzando i sistemi contabili internazionali Ias/Ifrs che sono divenuti obbligatori dal 1 gennaio di quest'anno per le aziende quotate nella Ue. Il Lingotto, anche con la nuova metodologia di computo, mantiene un risultato netto consolidato invariato nel 2004 e prevede una crescita a breve di 0,2 miliardi di euro e di arrivare nel 2007 a un utile netto tra 1,6 e 2 miliardi di euro. Con le metodologie Ias/Ifrs sale però l'indebitamento netto al 31 dicembre 2004 senza peraltro toccare la liquidità corrente del Lingotto Nell'anno in corso per Fiat potrebbero esserci effetti contabili positivi per una parte di plusvalenze (circa 0,3 mld) e per il calcolo delle spese di sviluppo (0,1 mld). A questi dati si accompagna, però, la crescita dell'indebitamento netto per le attività industriali che passa da a 5,3 a 9,4 miliardi. L'indebitamento netto delle attività finanziarie infine aumenta, senza interferire sulla liquidità, da 8 a 16 miliardi di euro poiché vengono esaminati, con i nuovi sistemi, in modo diverso alcuni crediti e il consolidamento della Buc-Banca Unione di Credito. ------------------------------ IFIL:CONCLUSO RISANAMENTO,TORNA UTILE;BENE ANCHE IFI/ANSA FIAT APPLICA CRITERI IAS, MIGLIORA IL RISULTATO (ANSA) - TORINO, 30 MAR - Per l'Ifil, la finanziaria operativa del gruppo Agnelli, presieduta da Gianluigi Gabetti, il risanamento è completato. Torna l'utile per il gruppo, crescono i dividendi e sono azzerati i debiti: in cassa ci sono più di 680 milioni pronti per nuovi investimenti già preannunciati un mese fa dall'amministratore delegato Daniel John Winteler. Chiude in nero anche l'Ifi, holding di controllo del gruppo che ha portato dal 62 al 63% la partecipazione nell'Ifil, ma per il terzo anno consecutivo lascia senza remunerazione gli azionisti. La Fiat, intanto, con i nuovi principi contabili internazionali Ias/Ifrs, mantiene un risultato netto consolidato sostanzialmente invariato nel 2004, ma per il futuro attende un effetto positivo per circa 0,2 miliardi di euro, attribuibile per lo più al mancato ammortamento del goodwill. La previsione é di arrivare nel 2007 a un utile netto tra 1,6 e 2 miliardi di euro. Aumenta, invece, l'indebitamento netto al 31 dicembre 2004, ma le variazioni contabili non avranno alcun impatto sulla liquidità del gruppo. I segnali positivi arrivano dall'Ifil, la finanziaria alla quale fanno capo le partecipazioni in Fiat, Worms, Alpitour, Juventus e Sanpaolo Imi. Grazie alla cessione delle quote in Eurofind Food e in Club Mediterranee, ha chiuso l'esercizio 2004 con un utile consolidato di 119 milioni di euro contro la perdita di 45 milioni del 2003. Agli azionisti, convocati per il 18 maggio (il 20 in seconda convocazione), sarà proposta la distribuzione di un dividendo di 0,0683 euro a ciascuna azione ordinaria e di 0,089 a ciascuna azione di risparmio per un ammontare complessivo di 74,3 milioni, l'11,4% in più rispetto all'anno precedente. La posizione finanziaria netta consolidata del 'sistema holdings' è al 31 dicembre 2004 positiva per 683,2 milioni di euro, con un miglioramento di 917,9 milioni di euro rispetto al saldo negativo di 234,7 milioni di euro della fine del 2003. Ma altre risorse sono arrivate dopo la chiusura dell'esercizio: il 13 marzo l'Ifil ha ceduto le attività tessili del gruppo Rinascente, con introiti netti per 530 milioni e una plusvalenza complessiva consolidata superiore a 450 milioni. Per il 2005 la previsione è di chiudere in utile sia a livello di gruppo sia di spa. Per l'Ifi, che ha chiuso l'esercizio con un utile consolidato di 117 milioni (contro una perdita di 130 milioni dell'anno scorso) e un utile civilistico salito da 14,7 a 37,7 milioni, rimane invece una posizione finanziaria negativa (a fine 2004 Ifi spa ha 263,8 milioni di debiti) e, in via prudenziale, la società ha deciso di non distribuire ancora dividendi. Entrambi i consigli di amministrazione di Ifi e Ifil chiederanno agli azionisti il rinnovo dell'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie. (ANSA). --------------------------------- La vedremo una Fiat così? Mercoledi 30 Marzo 2005 Ebbene sì, sotto questo bel vestito c’è una Fiat, una piattaforma Punto per la precisione, da cui il marchietto di Casa al centro della bocca anteriore e sulla coda. Anche il nome è Fiat, derivato dalla X1/9, coupé/spider a due posti del 1972 firmata Bertone (il disegno era di Marcello Gandini), prima Fiat con motore centrale, prodotta in serie fino al 1989. Un modello di successo, che riempiva i (bi)sogni di Ferrari dei giovani di allora e che, non a caso, è stata ribattezzata in Usa: la "Ferrarina". COUPE'-SPIDER Della filosofia di ieri è rimasto il tetto a scomparsa, che trasforma la X1/99 da coupé a spider e viceversa. Un sistema ingegnoso, che fa il paio con quello della Ferrari Superamerica, anche lei debuttante a Ginevra, con la differenza che quello della X1/99 scivola all’interno dell’abitacolo scorrendo su due binari mentre quello Ferrari gira su un perno poggiandosi all’esterno della vettura. Per entrambi vale la regola del "non si piega e non si spezza". Tetto a parte, resta un bell’esempio stile italiano e di quanto sia possibile realizzare di buono quando c’è passione e fantasia. Caratteristiche che nel caso in questione appartengono a un gruppo di studenti del Master RSP in Transport Design dello IED (Istituto Europeo di Design) di Torino, che l’ha realizzata in collaborazione con Fiat Auto e Webasto. Sette giovani "matite" che meritano una citazione (Fabio Bisson, Christian Cudly, Tony Gatta, Luis Huertas, Cristiano Nishimura, Michele Salvatore e José Hernandez Wong), coadiuvati da tre tutor (José Maria Alonso Garcia, Andrea Loi e Carlo Palazzani) che hanno organizzato le loro idee e coordinato i lavori. Quanto a lei, la X1/99 è lunga 4,06 metri, larga 1,79 e alta 1,29, con un passo di 2,57 metri. Una 2+2 in linea con le tendenze del momento (leggi coupé-cabrio), dall’espressione intensa, con una bocca che si apre lungo quasi tutto il paraurti, due occhi che si allungano sui passaruota muscolosi, un cofano tondo e accigliato e il parabrezza estremamente inclinato e avvolgente, con i montanti anteriori quasi nascosti alla vista. Una concept funzionante, pensata per giovani e meno giovani, da usare sia in città sia fuori. A un prezzo accessibile secondo gli autori. Staremo a vedere. Chissà, il test di Ginevra, dove la X1/99 ha debuttato, potrebbe anche aver fornito qualche indicazione in più a chi deve decidere. Non resta che attendere. http://sport.blog.tiscali.it/scheda/articolo/ps1910546/ |
io punterei su fiat se hai un'ottica di lungo periodo.
l'azienda sta risalendo la china, quest'anno sarò ancora di transizione..ma a fine anno arriveranno "prima"(forse il nome della nuova punto), la 159 e la brera per alfa, e la croma. e non dobbiamo dimenticare che altri giganti dell'auto invece dovranno prima o poi affrontare anche loro dei momenti difficili. dimenticavo ancora la kamal e il syv fiat..e forse la croma lancia. importante anche lo sbarco di alfa forse nel 2007 in usa sfruttando la maserati. (questa è una speranza,perchè ci sono stati molti rinvii). -a parte gm...che non ci va un genio a dire che è messa proprio male. e poi da dire che non ha neanche nel managemente la forza di uscire dalla crisi visto che è stata quella che la portata fino a questo punto. poi lasciamo stare la crisi dei suoi marchi opel, saab, lotta all'ultimo sangue per tenere le quote in usa.. -vw anche lei è un gigante malato. a parte la gestione fallimentare dell'alta gamma. la golf non è il successo sperato..il prezzo di vendita è molto +basso. -ford è messa un po'meglio, ma non è che navighi nell'oro. -il gruppo mercedes che prima aveva nella consociata americana l'anello debole..adesso è mercedes che non va. -bmw va benissimo, ma adesso ha raggiunto il massimo.+di tanto non cresce in prospettiva. -nissan renault. grande alleanza, grandi sinergie, secondo me ha notevoli margini di crescita. -toyota si sa come va. -psa va, ma è troppo concentrato in europa. poi fiat adesso ha le mani libere. ricordiamo che tecnologicamente ha settori di punta e tecnologia da vendere(es Mj) cosa che fara..con la creazione di questa Powertrain Technologies, Integrera' Motori e Cambi. poi non si parla molto di iveco..e si dovrebbe visto gli accordi e le jv in india per esempio. se raggiunge l'accordo con un costruttore cinese potrebbe avere notevoli margini di crescita. ultima cosa il fatto che fiat continui a puntare sullla redditività delle vendite..e non sulle quote. molte case adottano questa politica, ma è a corto respiro. le auto si devono fare per guadagnare.. ciao per altre informazione economiche e non sul mondo dell'automotive http://www.bitabout.info/forum/index.php |
Che strano... :mmmm: :mmmm: :mmmm:
....quei pazzi al comando di Generali....comprano Fiat :mmmm: :mmmm: Generali, Fiat, Telecom Italia e Pop Lodi Generali sale oltre il 3% in Fiat e oltre il 4% in Telecom Italia mentre vende una quota dello 0,4% di Pop. Lodi. * 08:33-31/03 ...ma nn lo leggono il fol? :D ;) ZioRufus |
Citazione:
molto probabilmente vedono piu in la del loro naso e lasciano che i trader smanettino per portarsi a casa lo 0,5%. |
ACCORDO FRA FIAT, PSA E TOFAS PER NUOVO VEICOLO COMMERCIALE
La Fiat, la Psa, Peugeot Citroen e la turca Tofas hanno firmato stamani ad Istanbul un accordo per sviluppare e produrre in Turchia un nuovo veicolo commerciale leggero, denominato provvisoriamente "Minicargo". L'accordo è stato firmato dagli amministratori delegati della Fiat, Sergio Marchionne, della Psa Peugeot Citroen Jean-Martin Follz, della Tofas Diego Pavesani, nonchè dal presidente della Koc Holding, Mustafa V. Koc. L'accordo prevede un investimento di 350 milioni di euro (comprendenti le spese per ricerca, sviluppo e avviamento della produzione) per la produzione di circa 135mila veicoli l'anno a partire dal 2008 nello stabilimento di Bursa della Tofas, la joint venture paritetica della Fiat e del gruppo Koc creata nel 1968. Secondo quanto hanno affermato i firmatari dell'accordo nel corso di una conferenza stampa il 95% dei minicargo prodotti sarà destinato al mercato europeo. I nuovi veicoli commerciali saranno equipaggiati con motori di bassi consumi ed amplieranno le attuali gamme della Fiat e della Peugeot-Citroen permettendo ai partner di rispondere alla prevista crescita dei veicoli commerciali piccoli, dotandoli anche di soluzioni originali per la mobilità e l'ambiente in modo da renderne possibile l'utilizzo sia nelle aree urbane che nell'uso extraurbano. (31 marzo 2005)- ----------------------------------------- TRATTATIVE GM PER CESSIONE QUOTA UNITA' CREDITI COMMERCIALI General Motors è in trattative avanzate per cedere una quota del capitale della sua unità che opera nel comparto dei finanziamenti garantiti da ipoteche sugli immobili destinati ad uso commerciale, un' operazione finalizzata ad ottenere liquidità. Lo ha precisato il portavoce del Gruppo, Toni Simonetti, con riferimento fra l' altro ad indiscrezioni diffusesi oggi che danno il fondo di private equity KKR in trattativa per rilevare una quota di maggioranza in questa consociata del Gruppo, per un controvalore di almeno un miliardo di dollari. Due anni addietro GM aveva cercato di dismettere queste stesse attività per un controvalore di due miliardi di dollari. GM ha in corso un' opera di ristrutturazione delle sue attività finanziarie, in quanto il deterioramento del suo rating rende più difficile finanziarsi attraverso il mercato. Il 13 gennaio scorso la casa automobilistica aveva comunicato che stava prendendo in esame la possibilità di combinare le attività che operano nel settore dei finanziamenti residenziali costituendo una nuova società, allo scopo di scorporarla dal rating relativo al comparto auto ed alle operazioni finanziarie legate all' auto. Secondo alcune indiscrezioni, nell' ambito di quest' operazione il fondo KKR potrebbe aiutare General Motors nel rifinanziamento del debito infragruppo, per un importo pari a 3-4 miliardi. (30 marzo 2005) ---------------------------------- Bilbao spiega come cambierà Bnl Previsti 390 milioni di investimenti e 193 di sinergie sui costi di Michela Coricelli e Laura Serafini Il convertendo Fiat. Bbva subentrerebbe a Bnl anche nei rapporti con la Fiat. La prospettiva è una chiusura dei rubinetti del finanziamento? «Acquisendo Bnl il Bbva entrerebbe a far parte del sistema Italia - si spiega - con tutte le sue implicazioni. Questo vuol dire che ci sarà sempre la professionalità e la sensibilità verso il sistema produttivo nazionale, a condizione che il sostegno si basi su un serio progetto industriale». http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...0.0.1076332872 --------------------------------------- Titoli da tenere d'occhio oggi, giovedì 31 marzo MILANO (Reuters) FIAT - Si attende un utile netto nel 2007 in rialzo tra 1,6 e 2 miliardi di euro adottando i nuovi principi contabili Ias/Ifrs, da 1,4-1,8 miliardi secondo i vecchi standard. IFIL - Porta i conti consolidati in campo positivo, con un utile netto di 119 milioni dalla perdita di 45 milioni del 2003. Anche IFI torna in utile. ------------------------------------- Giovedì 31 Marzo 2005 Fiat, meno perdite ma piu' debiti con gli Ias Conti economici invariati per quanto riguarda il 2004, in miglioramento per 600 milioni di euro nel 2005 per poi stabilizzarsi sui 200 milioni in più dal 2006 in avanti. Distinzione tra indebitamento netto industriale e finanziario con l'obiettivo di raggiungere un rapporto di parità tra il primo e il patrimonio netto entro e non oltre il 2006. Riletti alla luce dei nuovi criteri Ias imposti dal regolamento europeo al posto dei vecchi principi contabili a partire dal gennaio 2005, i conti della Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) segnalano queste novità: un discorso apparentemente di natura tecnica, ma in realtà con sostanziali ricadute sulle scelte che Sergio Marchionne si appresta a fare sul versante del risanamento della Fiat e in particolare sul capitolo del prestito convertendo con banche. Sul quale il Lingotto sembra aperto sia all'ipotesi di conversione sia a quella della rinegoziazione in un clima che viene definito dal suo ad di amichevole confronto. Spystocks -------------------------------- |
10,67milioni di stock option attribuite a marchionne esercitabili dal primo giugno 2008 e primo gennaio 2011
dal bilancio 2004 sito fiat |
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Venerdì 1 Aprile 2005, 7:55
Fiat e Peuget: "Il dialogo e' aperto" Dal Corriere della Sera: La settimana scorsa l'annuncio del polo cambio-motori con la costituzione di Fiat Powertrain Technologies. Ieri, la sigla di un accordo con Jean-Martin Foltz e Psa Peuget Citroen per la produzione di un nuovo minicargo. A Bursa, poco a sud di Istanbul, attraverso la storica joint venture tra il Lingotto e il gruppo turco Koc. E' questa la nuova tessera che Sergio Marchionne aggiunge alla strategia post-Gm . Una strategia "interamente industriale e che si svilupperà tassello dopo tassello", ha dichiarato Marchionne. Questo potrebbe essere il primo passo per ulteriori nuovi collaborazioni tra Torino e Parigi. Che sono già alleate: dal'78 i due gruppi producono in joint venture i veicoli commerciali che escono dalla Sevel di Val Sangro. "La collaborazione con Psa è di lunga durata e di alta fiducia: davanti ad un progetto intelligente, credo che tutti e due convergeremmo". Lo sottoscrive anche Foltz. "Sono completamente d'accordo con Sergio. Aggiungo: ogni volta che vede un vantaggio, lui si dà da fare. E noi anche". Spystocks ------------------------------ Giovedì 31 Marzo 2005, 21:45 Fiat: A Marchionne Stock Option Di 10,67 Milioni Azioni (ANSA) - TORINO, 31 MAR - Il cda della Fiat ha attribuito all' amministratore delegato Sergio Marchionne una stock option di 10,67 milioni di azioni Fiat ordinarie, esercitabile fra il primo giugno 2008 e il primo gennaio 2011. E' quanto emerge dal bilancio 2004 pubblicato sul sito del Gruppo torinese. Nel documento sono anche indicati i compensi lordi corrisposti agli amministratori. E' di 7,014 milioni di euro quello per il presidente Luca Cordero di Montezemolo, in carica dal 30 maggio scorso, cifra in gran parte derivante dall' incarico di presidente della Ferrari (sono 354.300 gli euro per la carica al vertice della Fiat e 143.200 per quella detenuta nella Itedi). A Marchionne sono stati corrisposti 2,45 milioni di euro, mentre al vicepresidente John Elkann, nipote dello scomparso avvocato Agnelli, è andato un compenso di 354 mila euro. Molto più basso quello del cugino Andrea Agnelli (figlio di Umberto), che come amministratore ha preso 47.500 euro per per i sette mesi di carica nel 2004. Giuseppe Morchio che si dimise da amministratore delegato a fine maggio, dopo la morte di Umberto Agnelli. ha avuto 517.300 euro.(ANSA). ------------------------------ Fiat in buon rialzo in attesa dei dati sulle immatricolazioni in Italia in marzo.(AGI) --------------------------------- FIAT/ CON PEUGEOT IL DIALOGO E' APERTO 01/04/2005 Con i francesi nuova alleanza in Turchia sui minicargo Roma, 1 apr. (Apcom) - La sigla di un accordo con Jean-Martin Foltz e Psa Peugeot Citroen per la produzione di un nuovo minicargo è la nuova tessera che l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, aggiunge alla strategia post-Gm. Secondo quanto si legge sul Corriere della Sera, per il Lingotto l'accordo con i francesi rappresenta un investimento da 350 milioni, con l'obiettivo di produrre 135mila minicargo per un totale, nell'intero ciclo, di un milione di veicoli. Questo potrebbe essere, scrive il quotidiano, il primo passo per ulteriori nuove collaborazioni tra Torino e Parigi. Che sono già alleate. I due gruppi producono in joint venture dal '78 i veicoli commerciali, oggi arriva la collaborazione in Turchia. Domani non sono esclusi altri sviluppi. --------------------------------- FIAT/ LA SCURE DI MARCHIONNE CIG STRAORDINARIA DOPO VOTO (F&M) 01/04/2005 Fiat chiedera' di lasciare a casa un terzo dei colletti bianchi Roma, 1 apr. (Apcom) - Ieri sera l'incontro a tre tra il presidente della Fiat Luca di Montezemolo, l'amministratore delegato di Capitalia Matteo Arpe, e l'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo, e' stata l'occasione per mettere a parte i due creditori (e potenziali azionisti) di una novita' finora tenuta gelosamente nascosta dal Lingotto. Il quotidiano Finanza & Mercati rivela che per adeguare i costi alle vendite di auto che non decollano, l'azienda si accinge a far ricorso alla cassa integrazione straordinaria. E se al Lingotto - scrive F&M - frenano sostenendo che la prossima settimana ci sara' il solito annuncio di cassa ordinaria e in misura limitata "da altre fonti giungono indicazioni ben piu' allarmanti". "Il gruppo torinese, infatti, ha ormai quasi esaurito la sua dotazione di Cassa ordinaris. E si prepara a far ricorso a misure piu' drastiche..Una volta sbollita la tensione elettorale, la Fiat chiedera' di lasciare a casa circa un terzo dei suoi colletti bianchi. Inoltre e' gia' in cantiere una richiesta non meno pesante sul fronte dei colletti blu. A farne le spese sara' anzitutto lo stabilimento-simbolo di Mirafiori". ------------------------------------- Sulla Powertrain Technologies Fiat, il sei aprile vertice azienda-parti sociali Filippo Pennacchi http://www.gazzettadelsud.it ROMA – La Fiat e i sindacati metalmeccanici si incontreranno il prossimo 6 aprile a Roma sulla Powertrain Technologies, la nuova aggregazione industriale che dovrebbe integrare tutte le esperienze del Gruppo nel settore dei motori e dei cambi. I sindacati nei giorni scorsi avevano chiesto all'azienda un incontro urgente. «Chiediamo garanzie - spiega il segretario nazionale della Uil Tonino Regazzi - sullo sviluppo dei mercati, sugli investimenti, i prodotti e l'occupazione». Powetrain Technologies conta su circa 23 mila dipendenti (11 mila provenienti da Fiat Auto, 7.200 da Iveco, 3.800 da Powertrain di Magneti Marelli e oltre 1.000 dal Centro Ricerche Fiat, da Iveco Motoren Forschung e da Elasis) e una produzione annua di oltre 2.200.000 motori e circa 2.000.000 di cambi. La Fiat e i sindacati metalmeccanici si incontreranno il prossimo 6 aprile a Roma sulla Powertrain Technologies, la nuova aggregazione industriale che dovrebbe integrare tutte le esperienze del Gruppo nel settore dei motori e dei cambi. I sindacati nei giorni scorsi avevano chiesto all'azienda un incontro urgente. «Chiediamo garanzie - spiega il segretario nazionale della Uilm Giovanni Contento - sullo sviluppo dei mercati, sugli investimenti, i prodotti e l'occupazione». Powetrain Technologies conta su circa 23 mila dipendenti (11 mila provenienti da Fiat Auto, 7.200 da Iveco, 3.800 da Powertrain di Magneti Marelli e oltre 1.000 dal Centro Ricerche Fiat, da Iveco Motoren Forschung e da Elasis) e una produzione annua di oltre 2.200.000 motori e circa 2.000.000 di cambi. Intanto, Fiat e Psa Peugeot-Citroen e Tofas hanno firmato un accordo per sviluppare e produrre in Turchia un nuovo veicolo commerciale leggero destinato al mercato europeo. A firmare l'intesa, ieri, ad Instabul sono stati Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, Jean-Martin Folz, Amministratore Delegato della PSA Peugeot Citroën, Mustafa V. Koc, Presidente della Koc Holding e della Tofas, e Diego Avesani, Amministratore Delegato della Tofas. (venerdì 1 aprile 2005) ---------------------------------- Giovedì 31 Marzo 2005 Banche: Arpe e Profumo incontrano Montezemolo Radiocor - Napoli, 31 mar - Un incontro a tre, durato circa mezz'ora tra il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo e gli amministratori delegati di Capitalia, Matteo Arpe e di Unicredit, Alessandro Profumo, si e' tenuto a Napoli al termine di un incontro a porte chiuse tra imprese e banche promosso da Confindustria a Napoli. Stretto riserbo sui contenuti dell'incontro da parte dell'a.d. di Capitalia che non ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se nell'incontro con Montezemolo si fosse parlato del convertendo Fiat. ----------------------------------- |
Francia: immatricolazioni auto marzo +2,5%, Gruppo Fiat +0,6%
(Teleborsa) - Roma, 1 apr - Le immatricolazioni in francia sono cresciute a marzo del 2,5% a 202.692 unità. Lo ha comunicato La CCFA, l'associazione dei produttori di auto francesi. Il dato destagionalizzato mostra invece un incremento del 7,5% rispetto all'anno precedente. Nei primi tre mesi dell'anno le immatricolazioni mostrano un incremento del 3,9% tendneziale a 526.450 unità. Se si includono le utilitarie, le immatricolazioni sono cesciute a marzo del 3,1% a 244,455 unità. nel complesso sono andati meglio i marchi stranieri, con un incremento del 7,2%, rispetto a quelli francesi (-0,5%). Tra le case d'auto nazionalli si segnala il forte calo registrato da Peugeot -7,2% (-2,7% per l'intero gruppo che include anche Citroen le cui vendite sono invece aumentate dle 4%). IN crescita le vendite di Renault +2%. Tra i marchi stranieri il Gruppo Fiat ha registrato una crescita dello 0,6%. Molto bene hanno fatto le case tedesche come Volkswagen, BMW e Daimlerchrysler. In calo le vendite dlela Mercedes. 01/04/2005 - 13:03 |
titolo fermo a 5.60 come una sfinge. Gia' da alcuni giorni. Ne trattano pochissime. calma inquietante.....
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Auto: immatricolazioni marzo, mercato a -8,63%
01/04/2005 - 18:32 Ancora in frenata il mercato automobilistico italiano (ANSA) ROMA, 1 APR - Ancora un mese in frenata per il mercato automobilistico italiano. A marzo le immatricolazioni di auto nuove hanno segnato -8,63%. A febbraio il calo era stato del 5,5%. Secondo i dati resi noti dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, a marzo i trasferimenti di proprieta' sono stati 423.972, con una flessione del 6,29% rispetto a marzo 2004. |
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Crollano le vendite di automobili
La Fiat scende del 9,39 per cento TORINO - Ancora una delusione che minaccia di trasformarsi in seria preoccupazione per i costruttori di auto: dopo il 3,2 per cento perduto a gennaio e il 5,5 di febbraio è arrivata la gelata di marzo con una flessione delle immatricolazioni in Italia dell'8,63 per cento. Un mese pessimo destinato ad aggravare il bilancio complessivo del primo trimestre cioè di un periodo considerato tra i migliori dell'anno e che invece chiude con un meno 5,71 per cento. Pur migliorando di poco la quota di mercato a 28,47, la Fiat chiude marzo con un 9,39 per cento in meno rispetto allo stesso mese del 2004 e un meno 5,65 sul trimestre. Ma va detto subito che a tenerle compagnia in questa flessione ci sono tutti o quasi i grandi nomi del settore rispetto ai quali la sua posizione non è tra le peggiori. Le ragioni di questa stagnazione della domanda, alla quale si accompagnano previsioni poco entusiasmanti per il futuro, sono più d'una e vale relativamente la considerazione questa stanchezza fisiologica segue a otto anni di crescita. L'industria deve guardare sempre avanti e sull'orizzonte dei costruttori dei auto ci sono solo nuvole, in parte visibili in parte in arrivo. Il Centro studi Promotor di Bologna nell'elencare le cause di questo nuovo stop parla di impatto negativo dei continui rincari del carburante, incremento del gettito fiscale dei carburanti per autotrazione, livelli molto alti dei premi delle assicurazioni, effetto indiretto dei limiti del traffico. Tutti fattori che si sommano alla debolezza complessiva del quadro economico italiano e che solo in parte erano stati messi in conto quando sono state fatte alcune previsione che si stanno rivelando errate per difetto. C'è poi un altro fattore, questo virtuoso, che ha influenzato i dati di marzo ed è la più accorta politica delle case automobilistiche sempre meno disposte ad avventurarsi in campagne promozionali costose o a difendere le rispettive quote di mercato facendo ricorso alle vendite a chilometri zero, bruciando risorse con effetti pesanti e in qualche caso disastrosi loro bilanci. Nel dettaglio, i numeri dicono che nel mese appena finito sono state immatricolate in Italia 228 mila 104 vetture contro le 249 mila 659 del marzo 2004. Il gruppo di Torino è sceso da 71 a 64 mila 400 e a perdere di più sono stati i marchi Fiat e Alfa Romeo (-13 e -11 per cento) mentre Lancia ha recuperato un 10 per cento e Ferrari un 37. Tra le case estere balzano agli occhi il 12 per cento in meno di Citroen, il 15 di Ford, il 9 di Nissan, il 19 di Peugeot e Renault, il 32 di Saab e Seat, il 2 di Toyota e il 22 di Volkswagen. Insomma un rosso diffuso rispetto al quale si salvano Bmw con un 18 per cento in più, Kia con un 121, Mercedes con un abbondante 2 e Opel con un 1,23. Nella classifica delle prime dieci vetture il Lingotto ne ha piazzate tre in testa. Intanto dalla vicina Francia si apprende che in marzo le immatricolazioni sono cresciute del 2,5 per cento con la Fiat che ha tenuto la posizione con uno 0,6 per cento in più. 02/04/2005 - 03:07 Repubblica.it ------------------------------------- Venerdì 1 Aprile 2005, 20:27 Fiat: Rimini, Presentato Al 'My Special Car Show' Sistema Custom Di (Mem/Pn/Adnkronos) Rimini, 1 apr. - (Adnkronos) - Presentato oggi a Rimini, nell'ambito della manifestazione 'My special car show', Salone dell'auto speciale e sportiva in calendario fino al 3 aprile, Fiat Custom, uno speciale sistema che consente la personalizzazione dell'automobile. --------------------------- |
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al prezzo che siamo. |
Parere personale, per arrivare a 15 Euro ci vuole molta pazienza e grandi risultati, ma quanti anni bisognerà aspettare? Certo, mediando a questi prezzi si può poi sperare di rientrare in pareggio sui 10 Euro, che magari sono raggiungibili, a patto di aspettare qualche anno e che la Fiat faccia veramente bene, tornando anche a sfornare utili e dividendi...ma quanta pazienza ci vuole con Fiat?
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buon giorno a tutti.... Tranquilli che oggi... o domani sale nel breve il grafico dice che DEVE SALIRE.
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ciao inthem.;) |
MILANO (Reuters) FIAT - Il gruppo Fiat a marzo ha registrato un numero di immatricolazioni in calo del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2004. La quota di mercato di Fiat è scesa a 28,17% dal 29,15% di febbraio 2005.
--------------------------- accordi Fiat e Psa partner in Turchia I due gruppi costruiranno un veicolo commerciale nelle fabbriche della Tofas. Escluse alleanze nell'auto M.Cia Fiat e Psa più vicine, ma senza alleanze di tipo «strategico». Il gruppo italiano e il costruttore francese Peugeot Citroën hanno siglato un accordo di cooperazione con la turca Tofas (joint venture tra Fiat e Koc Holding) volto a costruire insieme un veicolo commerciale leggero in Turchia nello stabilimento di Bursa. L'investimento previsto è di 350 milioni di euro ed è teso realizzare un veicolo che sarà commercializzato, con poche differenze, a partire dal 2008 con tre marchi: Fiat, Peugeot e Citroen. Lo sviluppo e la produzione saranno curati da Tofas, partner di Fiat, in collaborazione con la casa del Lingotto e Psa. La produzione è prevista in 135.000 unità anno, di cui due terzi destinati a Psa e un terzo a Fiat-Tofas. Tofas, che ha nei primi 9 mesi mesi del 2004 ha riportato utili per 37 milioni di euro contro circa 21,2 milioni di euro di perdite nel 2003, ha storicamente prodotto numerosi veicoli della gamma Fiat e attualmente assembla il Doblò. Il nuovo veicolo è stato battezzato provvisoriamente «Minicargo» e si annuncia come un mezzo leggero e flessibile nella configurazione di carico. Il patto tra Fiat e Psa estende la collaborazione tra il gruppo italiano e quello transalpino che da molti anni mantengono una joint venture paritetica (Sevel) che assembla il furgone ducato Ducato e i monovolume Fiat Ulysse, Lancia Phedra, Citroën C8 e Peugeot 807. A firmare l'intesa ad Instabul sono stati Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, Jean-Martin Folz, a.d. di Psa, Mustafa V. Koc, presidente di Koc Holding e di Tofas, e Diego Avesani, a.d. della Tofas. L’operazione rientra nel solco delle ormai indispensabili alleanze tra costruttori che si associano per ridurre i costi pur rimanendo concorrenti sul mercato. Psa, per esempio, è partner di Toyota nella costruzione, nello stabilimento Kolìn, Repubblica Ceca, di un modello di utilitaria, che con differenze di facciata (cambia, essenzialmente, il muso) si chiamano Citroën C1, Peugeot e Toyota Aygo. Condividono la quasi totalità dei componenti e la differenza è solo cosmetica o di varianti di allestimento, sulla stessa scia dei monovolume assemblati da Sevel. La stessa Psa, pur lavorando in collaborazione con Fiat e con Toyota, è anche in stretta partnership con Ford sul fronte dei turbodiesel, propulsori che equipaggiano le macchine del «Double Chevron», quelle con il leone sulla calandra, così come le stesse Ford, le svedesi Volvo o le aristocratiche Jaguar. L’accordo è la conferma che l’industria dell’auto corre verso scelte produttive e accordi industriali improntati al pragmatismo. L’obiettivo è ridurre i costi di sviluppo, progettazione e produzione, stringendo alleanze mutuamente vantaggiose, evitando i vincoli di matrimoni troppo stretti come le nozze tra Fiat e General Motors, recentemente e burrascosamente concluse: un patto che ha portato in dote a Gm i moderni motori diesel common-rail MultiJet, che ora muovono Opel e Saab, mentre al gruppo torinese è rimasta la piattaforma per la nuova Croma (mutuata dalla Opel Signum) e quella per la prossima Fiat Punto che condivide molti elementi con le future Opel Corsa e Suzuki Swift. Che l’appena rinnovata alleanza tra Psa e Fiat sia improntata al pragmatismo è confermato dagli amministratori delegati dei rispettivi gruppi, Sergio Marchionne e Jean-Martin Folz. «Non ci saranno immediati sviluppi all'accordo di oggi - ha detto Marchionne -. Il dialogo è aperto ad eventuali futuri progetti di cooperazione nelle automobili, anche se per il momento non ci sono prospettive di immediati sviluppi. Se in futuro ve ne saranno le condizioni, c'è la disponibilità da entrambe le parti». L'impostazione è confermata da Folz , il quale ha affermato: «Il patto firmato oggi non è un accordo ideologico: non vi sono nuovi progetti di cooperazione. Se in futuro vi saranno progetti vincenti, noi saremo aperti a cooperare con la Fiat», 31 marzo 2004 http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...rticolo&back=0 --------------------------------------- |
Vendite raddoppiate nei primi mesi del 2005: una su tre circola a Roma
«Tipi da Smart»? In Italia, all’estero è crisi Nata per signorine snob, ora al volante ci sono manager e studenti A vederla per strada, le prime volte, veniva quasi da ridere. Sembrava una macchina uscita dai cartoni animati. Una scatolina con il volante in mezzo, senza coda né muso. E tutti a chiedersi: ma dove le metterà mai le gambe quella lì? Era novembre del 1998 e la Smart faceva il suo ingresso in società. «Quella lì», invece, era l’automobilista di turno, quasi sempre donna perché di uomini, sulla Smart della prima ora, non se ne vedevanomolti. Minuscola ma per portafogli capienti, la «piccolina» è cresciuta alla corte degli snob. Salvo rivedere, col tempo, potenzialità e clienti. «Può darsi, sì. All’inizio poteva essere una macchinetta snob, una specie di status simbol da metropoli» conferma Antonio Melidoni, voce della Mercedes Benz di Roma che è la città prima al mondo nella vendita delle Smart, che concentra per le sue strade il 30% del mercato italiano delle «vetturine» e che ne vende più di tutta la Francia messa assieme. «Adesso però — valuta Melidoni — la vendiamo a capitani d’industria e studenti, a lavoratori e pensionati. Anche il prezzo ha raggiunto livelli più accettabili di quelli iniziali. E’ la macchina più trasversale che si possa immaginare ». Ha fatto tanta strada, certo. Tanta da meritare una citazione di Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, Fiat e Ferrari: «Troppe Smart a Roma». Ha replicato il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco: «Non è esterofilia. E’ comodità». E’ un fenomeno tutto italiano, quello della «city car» firmata Mercedes. La Daimler-Chrysler ha fatto sapere, qualche giorno fa, che la Smart perde terreno ovunque, tanto da far registrare una perdita totale da 2 miliardi e mezzo di euro. Ovunque. Tranne che in Italia, dove le vendite sono addirittura raddoppiate nei primi tre mesi del 2005. Il «miracolo» italiano non è soltanto merito delle «costruita strategia di comunicazione» di cui parla Gian Leonardo Fea, direttore generale della Mercedes car Group di Daimler Chrysler Italia. Ha potuto molto di più la perenne, crescente fame di parcheggi nelle grandi città. Quella sì, trasversale. Non a caso la risposta di uno «smartista» è quasi sempre quella: «Costa un po’ di più ma mi evita i problemi di parcheggio ». Con la sua aria chic, la «piccolina » piace a gente che, di suo, potrebbe puntare su auto ben più potenti. Ne possiedono una il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e la sua Azzurra Caltagirone. L’ha scelta l’ex Commissario della Croce Rossa Italiana Maurizio Scelli, l’hanno comprata Fiorello e Simona Ventura, l’hanno voluta volti noti del piccolo schermo, dai giornalisti ai presentatori, per non parlare dell’ «epidemia» di Smart fra i nomi dello spettacolo: da Pamela Prati a Matilde Brandi, da Teo Mammuccari ad Antonella Elia, da Valeria Marini aManuela Arcuri. «Io ne ho due. Una normale e una coupè» esordisce Massimo Caputi, giornalista sportivo di Quelli che il calcio. «La uso sempre. Ricordo la prima volta in autostrada, vicino a un camion. Mi sentivo come pollicino. Ma vuoi mettere? Con una macchina così parcheggiare è una certezza. Ti cambia la vita. A Roma è quasi ind i s p e n s a b i l e averla». Certo è necessaria per Gennario Iezzo, numero 34 del Cagliari. La paga da portiere non è granché, ha confessato. E così «Giro in Smart e me ne vanto. E’ tutto quel che mi posso permettere». Alessandro Nesta, difensore del Milan e della Nazionale, invece, si può permettere di più.Maanziché l’auto blu con autista o il macchinone coi vetri oscurati, ha scelto una piccola Smart per raggiungere il quartier generale del Milan quando ha firmato il passaggio dalla Lazio ai rossoneri. A dimostrazione del fatto che la «macchinetta tascabile» piace a tutti, compreso chi non ama guidare, c’è la testimonianza di Alessia Mertz: «Delle auto non mi importa proprio nulla—rivela la showgirl—ma devo dire che la mia Smart è come una piccola casetta che si muove insieme a me. E il parcheggio è garantito». Poco importa se il più delle volte, proprio in virtù delle misure ridotte, non è un posteggio «politically correct». Giusi Fasano 04 aprile 2005 http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...04/smart.shtml ------------------------------ Leader delle city car ERA sempre stata fiat(uno dei tanti treni PERSI nel tempo)........ :mmmm: certo che però a Roma una Smart a sostituito bene le bighe.. :D |
General Motors, gli analisti vedono nero per il 2005
I più ottimisti consigliano la cautela, ma c’è anche chi senza mezzi termini suggerisce di sbarazzarsene. Le azioni di General Motors, finite nel mirino degli analisti dopo il lancio del profit warning sul primo trimestre, hanno subito una valanga di revisioni al ribasso e di limature più o meno accentuate del prezzo obiettivo. In prima fila tra i più pessimisti, spicca l’ufficio studi della Merrill Lynch. La più grande banca d’affari al mondo, se da una parte ha tagliato il rating da neutral a sell, dall’altra non esclude nei prossimi sei mesi il rischio di un declassamento del debito a livello di junk bond (titoli ‘spazzatura’) da parte delle agenzie di rating internazionale Standard & Poor's o Fitch, o da entrambe. Un’ipotesi che, qualora dovesse rivelarsi azzeccata, indurrebbe, sempre secondo la banca d’affari, il maggiore produttore d'auto del mondo a vendere le controllate per le assicurazioni e i mutui ipotecari. "Le due società valgono assieme circa 14,2 miliardi di dollari, pari a tre quarti dei 16,6 miliardi di capitalizzazione di Gm", dicono in rapporto da Merrill Lynch. Ma a vedere nero sul più grande costruttore al mondo di automobili, fresco dal divorzio con Fiat, Merrill Lynch è in buona compagnia. Anche la banca svizzera Ubs ha abbassato a reduce da neutral il giudizio di acquisto sulle azioni e stima per quest’anno utili per azione molto al di sotto delle stime del gruppo (50 centesimi contro la forchetta di 12 dollari comunicati dall’azienda). Non solo. Ubs non esclude che, la debolezza delle vendite associato ad un possibile downgrade del debito, possano mettere in dubbio la distribuzione del dividendo trimestrale. Nella lunga lista delle banche d’affari che hanno rimesso le mani sulle stime di General Motors compare anche Deutsche Bank. Quest’ultima, pur mantenendo il rating hold, ha limato a 28 dollari dai 36 precedenti il target price, poco al di sotto dei valori attuali. Stesso avviso di cautela (neutral weight) è arrivato pure da Prudential Financial, che vede il prezzo giusto delle azioni Gm a 33 dollari (dai 37 precedenti) e da Smith Barney che ha abbassato un dollaro più in giù il nuovo target price. Se da una parte, dunque, l’allarme utili di GM ha scatenato una raffica di bocciature da parte delle maggiori banche d’affari, le conseguenze sul mercato non si sono fatte attendere. Da quando il gruppo a stelle e strisce ha comunicato che il primo trimestre si chiuderà con una perdita di 1,5 dollari per azione rispetto al pareggio valutato in precedenza (il 15 marzo), le azioni hanno lasciato sul parterre di Wall Street circa il 16% (30% da inizio anno). (m.t.) http://www.repubblica.it/supplementi...6giacinto.html --------------------------------------- AMBIENTE/ TRONCHETTI: TRASFORMARE UN PROBLEMA IN OPPORTUNITA' 01/04/2005 Formigoni, parte grandissima collaborazione pubblico-privato Milano, 1 apr. (Apcom) - Formigoni ha enumerato le azioni messe in campo in questi anni dalla Regione Lombardia per affrontare le situazioni di criticità legate al tema dell'inquinamento ambientale e ha ricordato il programma di interventi per i prossimi 5 anni, il cui elemento più innovativo è il piano per la mobilità pesante. Piano che prevede di rinnovare o dotare di adeguati filtri il parco dei mezzi al di sopra delle 2,5 tonnellate: autobus, autocarri e mezzi commerciali. Il beneficio atteso nell'arco dei prossimi 4 anni in termini di riduzione delle polveri totali emesse è stimato tra il 30% e il 35%, mentre per le emissioni di Pm10 è attesa una riduzione superiore al 50% rispetto ai livelli del 2004. Il programma avrà il supporto del Ccr di Ispra, che ha recentemente confermato la validità delle emulsioni gasolio-acqua ai fini della riduzione delle emissioni di polveri. Progetti di questo genere, ha aggiunto Formigoni introducendo l'intervento di Tronchetti, non si possono realizzare senza uno sforzo di partenariato tra pubblico e privato e un'azione combinata dei diversi livelli di Governo e per questo ha citato le collaborazioni con Usa e Cina, le intese con il Ministero dell'Ambiente e un "grande accordo con un'industria importante come Pirelli". "Parte - ha concluso - una grandissima collaborazione tra pubblico e privato". Tronchetti ha illustrato il contributo di Pirelli Ambiente, il nuovo polo ambientale del Gruppo, alla soluzione delle tematiche legate all'inquinamento atmosferico nelle aree metropolitane, dove "il nemico numero uno sono le polveri sottili". In particolare, Pirelli Ambiente ha messo a punto dei nuovi filtri 'antismog' e il gasolio emulsionato Gecam, che insieme possono ridurre del 90% le emissioni di polveri sottili degli autobus e dei veicoli commerciali a diesel. L'impiego del gasolio 'bianco' Gecam, ha spiegato, abbatte poi anche del 50% le emissioni degli impenti di riscaldamento. "L'utilizzo combinato della tecnologia Pirelli Ambiente ai mezzi pesanti e al riscaldamento consentirebbe di abbattere di circa il 44% l'inquinamento da polveri sottili nelle aree critiche" ha riassunto Tronchetti. "La regione Lombardia e la tecnologia di Pirelli Ambiente rappresentano un punto di riferimento per una strategia mirata a raggiungere gli obiettivi previsti dalle direttive Ue" ha concluso Clini, sottolineando che "occorre aprire un dialogo a livello europeo sulla ricerca di soluzioni intermedie" e auspicando un grande "progetto di interesse nazionale ed europeo". :mmmm: Persino QUI il centro Studi Fiat stà DORMENDO :angry: |
Sono positive le prospettive per i principali costruttori europei
Migliorano le previsioni di Jp Morgan sulle quattro ruote europee. Sotto la lente degli analisti della banca d’affari americana per una possibile revisione al rialzo del rating, il settore gode, a detta del broker statunitense, di valutazioni particolarmente attraenti in rapporto alle prospettive del settore. Seppure la casa di investimenti riconosca che, per le auto del Vecchio Continente, anche a causa della forte concorrenza dei marchi asiatici, la strada futura non sarà in discesa, gli analisti si aspettano che le politiche di taglio dei costi portate avanti dai gruppi automobilistici riusciranno in qualche modo a compensare, non solo la flessione dei prezzi finali, ma anche l’aumento dei costi delle materie prime e la svalutazione del dollaro. Una visione, dunque, che appare orientata al bello e di cui finora sembrano avvantaggiarsi soprattutto la francese Renault e la tedesca Bmw. Confermato su entrambe il rating overweight, Jp Morgan ha alzato i target price dei due costruttori rispettivamente a 80 euro (da 70) e a 40 euro (da 37 euro). Ma veniamo agli altri protagonisti del mercato europeo. Il broker ha reiterato il giudizio di sovrappesare anche sulla DaimlerChrysler e la Fiat, mentre ha confermato a neutral il giudizio su Peugeot e Volkswagen e underweight sulla Porsche. Sulle prospettive di titoli auto europei un giudizio incoraggiante è stato recentemente espresso anche dagli analisti di Lehman Brothers, che hanno confermato il rating positive sul settore nel suo complesso. A livello di singole società, Lehman, in linea con Jp Morgan, esprime la propria fiducia nei confronti di Bmw e Renault (entrambe overweight). Se le prospettive in Borsa fanno ben sperare, gli ultimi dati di febbraio sulle immatricolazioni europee mettono in evidenza un mercato ancora fiacco: dopo il 0,8% di gennaio, nel mese di febbraio le immatricolazioni di auto hanno segnato una nuova flessione, fermandosi a poco più di un milione di unità. Complessivamente, nei primi due mesi dell'anno il totale immatricolazioni nel Vecchio Continente ha registrato una flessione del 2,3%, portando il totale delle auto vendute a 2,27 milioni di unità. Tra i cinque maggiori mercati europei la Francia è l'unica ad aver registrato un risultato positivo (+3,1%), mentre Gran Bretagna (15,7%), Italia (5,5%), Germania (2,3%) e Spagna (0,7%) hanno messo la retromarcia. Per quanto riguarda i singoli gruppi europei, quasi tutti, con la sola eccezione di Bmw (+23,9%), hanno registrato risultati negativi. (m.t.). http://www.repubblica.it/supplementi...6violetta.html ------------------------------ Alonso dominatore, Ferrari flop Alonso trionfa, Schumi piange (AP) Fernando Alonso su Renault ha vinto il Gran Premio del Bahrain, dominandolo dall'inizio alla fine. Lo spagnolo ha preceduto Jarno Trulli (Toyota), secondo a 13"4, e il finlandese Kimi Raikkonen (McLaren-Mercedes), terzo a 18"6 da Alonso. Male, molto male, la Ferrari: Schumi s'è ritirato nella prima fase di gara, Barrichello - partito dall'ultima fila per aver cambiato il motore al termine delle qualifiche - è stato protagonista di una eccellente rimonta ma di un crollo finale che lo ha relegato al nono posto. La buttiamo là, tre Gp, tre pole Renault, tre vittorie Renault: è ora di proporre un cambio regolamentare per restituire lo spettacolo alla F1 e porre termine al dominio delle monoposto gialloblù. Non è possibile vedere la F1 monopolizzata da un solo team, da un solo pilota o quasi. Non se ne può più. AP Naturalmente si tratta di una provocazione ma, di fatto, la F1 è passata dal dominio ferrarista a uno tutto Renault grazie al drastico e discutibile cambio regolamentare attuato dalla Fia. Tutti contenti? Ne siete sicuri? Di certo si sfrega le mani Flavio Briatore, manager Renault, capace di portare il team di Viry Chatillon dove mai era giunto, ovvero in posizione di predominio in F1. Alonso saldamente in testa in classifica piloti, altrettanto la scuderia francese nei costruttori. E, diciamolo, Briatore è felice anche per il disastro Ferrari. Aveva detto di non essere preoccupato dal debutto della F2005 e bisogna dargli atto che, sebbene non sia stato troppo simpatico, ha detto di non essere interessato alle monoposto di centroclassifica. I fatti gli hanno dato purtroppo ragione: il prematuro debutto della F2005, macchina con potenziale ma non con reale forza, ha costretto la Ferrari ad una pessima figura in Bahrain. Zero punti con Schumi ritirato per guasto idraulico a inizio gara (erano 98 gare che il tedesco non si ritirava per guasto meccanico...) e con Barrichello - alle prese con un cambio bizzoso - bravo ad arrivare nono davanti a Thiago Monteiro su Jordan. Sarebbe ingiusto sparare sulla F2005: in prova ha fatto vedere di essere una vettura all'altezza dell'ottima Renault ma anche di non essere ancora pronta. La F2004M, ribattezzata in confidenza "lumachina", appartiene già alla storia (e comunque non potrebbe correre nel prossimo GP per la regola dei motori) per cui a Maranello dovranno lavorare durissimo per portare la F2005 a livelli di affidabilità decente. Bravissimo Jarno Trulli: il pilota abruzzese sta trascinando la Toyota al salto di qualità. Una gara attenta, concentrata, caratterizzata da un ritmo davvero elevato. Tanto che, sotto il podio, gli anziani dirigenti giapponesi si sgolavano a gridare "Jarno-Jarno". Una nota: la Ferrari ha corso con il musetto nero con solo il logo del Cavallino Rampante e privo del marchio della proprietà, la Fiat. Jarno Trulli, invece, ha decorato il suo casco con la dicitura "Thank You Pope", "Grazie Papa" e ha chiesto ad Alonso, sul podio, di non stappare lo spumante e di moderare i festeggiamenti. http://www.sports.it/ |
attenzione all'OPEC: si è aperta da circa 20 minuti la riunione per decidere l'aumento della produzione.
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PATRIMONIO AGNELLI - RENATO RUGGIERO PRESIDENTE DELLA FIAT AL POSTO DI LUCA-LUCA? – SE ARRIVA IL CONVERTENDO BANCARIO, CESSIONI IN VISTA, A COMINCIARE DA QUELLE «POLITICAMENTE SENSIBILI» COME LE QUOTE IN MEDIOBANCA E RCS…
Da Panorama Per ora è solo un’indiscrezione, ma circola con insistenza tra i grandi banchieri e nelle stanze del potere romano: Renato Ruggiero presidente della Fiat. L’idea pare sia venuta a Susanna Agnelli, che ne avrebbe parlato con Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti, da sempre i professionisti di casa Agnelli, per poi fare un cauto sondaggio con l’interessato. L’ex ambasciatore non avrebbe detto di no, ma neppure di sì: dall’inizio del 2005 è tornato in Italia, dopo che per due anni era stato a Zurigo come presidente di Citigroup Switzerland e vicepresidente della controllata Schroder Salomon Smith Barney, e dunque non avrebbe difficoltà logistiche, ma solo remore legate ai suoi 75 anni (limite previsto dallo statuto Fiat) e alla «percezione politica» che si avrebbe di lui dopo le traumatiche dimissioni da ministro degli Esteri all’inizio del governo Berlusconi. Anche per questo c’è chi giura di averlo visto varcare la soglia di Palazzo Chigi qualche giorno fa, forse per un colloquio con Gianni Letta. Inoltre Ruggiero, che con Panfilo Tarantelli e Francesco Vanni d’Archirafi è l’italiano con più «stellette» in Citigroup, siede negli advisory board della Coca-Cola e della General Electric, e quindi certo non gli manca la necessaria esperienza in campo societario. Ma, visto che la Fiat un presidente ce l’ha, come mai gira questa voce? E che cosa significa rispetto alle scadenze che attendono non solo il Lingotto, ma la stessa casata degli Agnelli? Si sa, Luca di Montezemolo non fa mistero di considerare la sua presidenza della Fiat un fatto relativamente transitorio. Chiamato in un momento di emergenza, dopo la morte di Umberto Agnelli, aveva il compito di pilotare il gruppo fuori dalle secche del rapporto con la General Motors – cosa che ha fatto molto bene, non solo per il risultato, ma per essere riuscito a valorizzare il lavoro dell’amministratore delegato Sergio Marchionne – e di dare il tempo al giovane John (Yaki) Elkann di farsi la necessaria esperienza sul campo come vicepresidente. Ma con il passare dei mesi, Montezemolo ha capito che la sovrapposizione con l’incarico al vertice della Confindustria, in termini sia di responsabilità sia di tempo a disposizione, rende la presidenza della Fiat un onere forse troppo pesante. D’altra parte, sistemata la partita con la General Motors, probabilmente ora per l’apprendistato del nipote di Gianni Agnelli è più utile una figura senatoriale come quella di Ruggiero. E poi per la stessa Ferrari, con la prossima quotazione in borsa, si profila una maggiore autonomia (almeno d’immagine) dalla Fiat, che striderebbe con la doppia presidenza. Così, a quanto si racconta, lo stesso Montezemolo avrebbe detto agli esponenti della famiglia Agnelli con cui ha più rapporti – a cominciare dalla stessa Susanna, che in questo frangente sembra avere di fatto ereditato il ruolo di leader dell’accomandita, la cassaforte che detiene il controllo del gruppo – di considerare il suo mandato a loro disposizione. Ora si tratta di vedere se il passaggio del testimone deve avvenire prima o dopo la decisione delle banche, attesa per settembre, se convertire il prestito obbligazionario e diventare (fino a un massimo del 26,9 per cento) azioniste di Fiat spa. Si tratta di un passaggio fondamentale: anche se la conversione dovesse avvenire in modo parziale, allungando la scadenza del debito rimanente, l’Ifil scenderebbe comunque sotto il 30 per cento, riproducendo quella situazione che nel 1998 indusse l’Avvocato e suo fratello Umberto a rompere il patto di sindacato con Mediobanca, Generali e Deutsche Bank che si era costituito dopo un mega-aumento di capitale che aveva salvato la Fiat dal fallimento (da lì iniziò la frattura tra gli Agnelli e Cesare Romiti, sospettato di volerli spodestare). La famiglia accetterà di ridurre la sua quota, magari fino al 22 per cento, se la conversione da parte delle banche fosse totalitaria? Certo, da allora molte cose sono cambiate, e in taluni momenti recenti gli Agnelli hanno dato l’impressione di volersi sbarazzare dell’auto – d’altra parte il contratto con la General Motors del 2001 a quello mirava, seppure a tempo differito – fino al punto che nessuno si stupirebbe di un loro rifugiarsi nel fortino dell’Ifil, magari dopo una fusione con l’Ifi e forse con la stessa accomandita, oggi forte di 1,1 miliardi di liquidità (dopo la cessione della Rinascente) e di partecipazioni importanti come Worms ed Exor. In questa direzione, per esempio, va la decisione, maturata nelle settimane scorse in gran segreto, di costituire nell’ambito della Giovanni Agnelli & C. Sapaz (l’accomandita) una nuova Srl con 20 mila euro di capitale sociale, la G.A. Servizi, il cui compito sarà quello di prestare assistenza finanziaria, amministrativa e immobiliare ai membri della famiglia. La società, presieduta da Virgilio Marrone, manager fedelissimo di Ifi-Ifil, di fatto istituzionalizza il lavoro che ha sempre svolto Gabetti, e la sua creazione dimostra che gli Agnelli – dopo l’uscita dalla Sapaz di Margherita, figlia dell’Avvocato, e il passaggio del 49 per cento di dicembre, la srl che custodisce la maggioranza relativa dell’accomandita, a Yaki, Lapo e Ginevra Elkann, con sempre la nonna Marella al 51 per cento – non intendono «spartirsi il bottino» e disperdere la dinastia. Ma un conto è Fiat spa, dove ci sono anche le redditizie Iveco e Cnh, e un altro Fiat Auto, che continua a perdere un sacco di soldi (840 milioni, il 4,1 per cento del fatturato). E allora, assodato che la Fiat non ha i 3 miliardi da restituire alle banche, cosa succederà? Qui gli scenari sono due. Il primo, più semplice, è che un nuovo bond sostituisca il «convertendo», e che di fatto si dia tempo a Marchionne di proseguire il suo lavoro: creazione di Fiat Powertrain Technologies (cambi e motori in un’unica società), avvio del polo Alfa Romeo-Maserati, quotazione della Ferrari, valorizzazione del lavoro di marketing avviato da Lapo Elkann, ristrutturazione della rete di vendita, ricerca di un accordo con produttori (il più gettonato è una partnership operativa con le cinesi Saic per la scocca e Chery per i motori). Gli equilibri azionari rimarrebbero inalterati, gli Agnelli avrebbero modo di sistemare i piani alti della galassia, le banche non convertendo si risparmiano una brutta minusvalenza (circa 600 milioni). Ma se invece i crediti si trasformeranno in equity, allora difficilmente la governance del gruppo rimarrà inalterata. E i giochi per auto, camion e trattori diventeranno necessariamente più finanziari, con molte cessioni in vista, a cominciare da quelle «politicamente sensibili» come le quote in Mediobanca e Rcs. E per gli Agnelli non rimarrebbe che ricominciare dall’Ifil. |
Non capisco per quale motivo per il rilancio di fiat si spera in tutte le opzioni: polo del lusso, quotazione della nuova magneti marelli, ecc. E nessuno parla del marchio Lancia che è l'unico che cresce e vende poco meno delle stesse auto Alfa senza aver investito un euro in nuovi pianali, nuovi motori e design (vedi Giugiaro per il rilancio dell'alfa).
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si lavora solo sulle parole. Qui se non si vendono le auto non ci sono ristrutturazioni, progetti, alleanze che tengano. Si va a fondo. Ho letto di quotazioni fiat a 15 che si possono mediare a 10..... che tra qualche anno forse....che qui ....che la.....
Come diceva il grande Toto'??? ' ma mi facci il piacere......' |
L'Italia è cambiata
MASSIMO GIANNINI L'ITALIA azzurra non c'è più. Quella "Fantasyland" felice e spensierata del 2001, dove un "partito personale" dominava in 81 province su 100, s'è dissolta. Quell'appendice virtuale di Milano2, riprodotta su scala nazionale dalla Casa delle Libertà, esiste ormai solo nella mente del suo "inventore". Berlusconi ha perso anche queste elezioni regionali. Si partiva da 8 a 6 per il centrodestra. Dopo questa chiamata alle urne per 41 milioni d'italiani, secondo le proiezioni provvisorie della notte, finirà 11 a 2 per il centrosinistra. Si frantuma la geografia politica immaginata dal premier. Prodi consolida la sua leadership, la lista unitaria prende corpo, i Ds diventano il primo partito in molte aree del Paese. L'opposizione strappa agli avversari il Piemonte al Nord, il Lazio al Centro e la Puglia al Sud. È molto più che una sconfitta. È una disfatta. Nel Polo, che resta maggioranza in Parlamento ma non nel Paese, finisce la "dittatura del premier". Quello che comincia non si sa ancora. Sicuramente un "tutti contro tutti", se non addirittura un "rompete le righe". Le elezioni regionali sono un test locale per definizione. Ma qui c'è qualcosa di più. Dopo il trionfo del 2001, il Polo ha perso le amministrative del 2002, le provinciali del 2003, le europee e le comunali del 2004, le suppletive del 2005, e ora anche le regionali. In questa sequenza non c'è solo un "segnale", estemporaneo e congiunturale. C'è forse, soprattutto, un travaso di voti nel bacino (finora a compartimenti stagni) della rappresentanza bipolare. Lo dimostra l'affluenza alle urne, molto alta considerata anche la traumatica coincidenza del voto con la scomparsa di Giovanni Paolo II. E se è vero (come insegnano i sondaggisti) che non esiste un astensionismo di sinistra, ma solo una forte quota di elettori incerti o lontani dalla politica, questo vuol dire che tanta parte di questo elettorato "di mezzo", che in passato ha votato per il Polo, stavolta ha votato per l'Unione. Il tracollo del centrodestra è grave. Riapre al suo interno una verifica che in realtà non si era mai chiusa. Ne compromette in modo strutturale la già precaria stabilità. Per almeno quattro ragioni fondamentali. 1) La caduta del Piemonte sancisce il fallimento di un progetto strategico. Il blocco sociale più dinamico, quello della borghesia produttiva, dei professionisti e dei "padroncini", aveva affidato le chiavi d'Italia al "suo imprenditore", convinto che gli avrebbe aperto le porte dell'Eldorado economico. La vittoria della Bresso segna la fine di quel sogno. L'opposizione, conquistando la regione della Fiat e della media impresa, infila un cuneo decisivo nel "fronte del Nord", che Berlusconi aveva blindato insieme a Bossi. Per il Cavaliere e il Senatur sarà difficile governare un Paese complesso come l'Italia dalla "ridotta padana" del lombardo-veneto. Questo voto indebolisce anche quell'"asse del Nord", intorno al quale Berlusconi ha costruito i suoi successi e la sua provvista di seggi sicuri. Quasi sempre a spese degli altri due alleati, An e Udc, sempre poco visibili, sempre troppo acquiescenti. 2) La beffa del Lazio è ancora più cocente. E gravida di conseguenze. Qui entra in rotta il modello sociale rappresentato dall'anima più popolare e populista di An. L'autodafè di Storace è clamorosa. Probabilmente non basta a spiegarla il verminaio sudamericano esploso con la Mussolini: se anche si fosse raggiunto un accordo elettorale con la nipote del duce, la somma dei voti delle rispettive liste non sarebbe bastata a superare Marrazzo. In ogni caso, "Epurator" ha costruito la sua immagine sull'alterità: da Berlusconi, ma anche da Fini. Ha sempre contestato al suo leader la colpa di aver trasformato An in una "corrente" sbiadita di Forza Italia. Su questa posizione, ha dietro di sé una bella fetta di partito. È verosimile che ora chieda il conto al vicepremier, riversando su di lui la responsabilità di un'onta che non riguarda una persona, ma un partito e il suo posizionamento politico dentro la coalizione. Ed è altrettanto verosimile che Fini, privo di un suo vero delfino e assorbito com'è dalla Farnesina, abbia adesso una seria difficoltà a controllare An, fiaccata da un gregariato estenuante e lacerata com'è dalle correnti interne. 3) Il probabile successo di Vendola in Puglia è una pugnalata al cuore di un sedicente "moderatismo" che, evidentemente, Forza Italia e i centristi dell'Udc (i due partiti più forti al Sud) si sono illusi di rappresentare quasi "a prescindere". Dovrebbe aver vinto un rifondatore comunista e gay discreto ma dichiarato, che va a prendersi una delle regioni più "conservatrici" della Penisola. Al di là dei problemi che questa eventuale vittoria creerà nel centrosinistra sul piano dei rapporti di forza con Bertinotti, qui c'è l'indizio della crisi profonda di un falso modello di sviluppo, che il Cavaliere ha creduto di spacciare a colpi di grandi opere scritte sulla lavagna invece che realizzate sul territorio. Fitto è stato da sempre una pupilla dei suoi occhi, aperta sul prezioso serbatoio di voti del Mezzogiorno. Ora quella pupilla si chiude, e quel serbatoio si prosciuga. A Sud, per il Polo, resta solo la Sicilia. 4) Al fondo di tutto, c'è una nuova e inedita interpretazione del cosiddetto "fattore B". Così come quella di quattro anni fa fu in larga misura una vittoria personale, questa del 2005 è per ragioni uguali e contrarie una debacle personale. Perde la maggioranza, ma perde soprattutto lui, Berlusconi, che ha fondato le sue fortune politico-imprenditoriali sul mito dell'invincibilità. Il Cavaliere viene investito da un'onda lunga e crescente di malcontento popolare. La sanzione inevitabile dopo una fase stupefacente e ininterrotta di malgoverno politico. Berlusconi perde sulla politica. Paga tutti gli errori commessi in questa avventurosa legislatura. Non lo premia una rovinosa riforma costituzionale, approvata prima di Pasqua solo per onorare un patto con la Lega, ma vissuta dagli italiani come una mannaia che si abbatte sull'unità del Paese. Non lo premia la grancassa degli sconti fiscali, suonata ossessivamente per un anno, e poi maledetta dai contribuenti che si sono ritrovati una manciata di spiccioli nella busta paga di gennaio. Il Cavaliere ha cercato più volte di sminuire la portata generale di queste elezioni. Ma negli ultimi dieci giorni si è presentato ben due volte nel salotto tv di Vespa, "terza Camera" un po' corriva di questa sguaiata Seconda Repubblica. Ha occupato per una mattinata intera i microfoni di Radio anch'io. E se il mondo non si fosse fermato per la morte del Papa, avrebbe concluso tra bandiere e paillettes la campagna elettorale di Storace. Non proprio la condotta di chi vuole restare "fuori dalla mischia". Semmai la percezione, drammaticamente tardiva, di un consenso che gli stava e gli sta gradualmente sfuggendo di mano. Berlusconi perde anche sui numeri. Dopo il 2001 avevamo creduto alla metamorfosi di Forza Italia, trasformata in un vero partito di massa. Ci eravamo sbagliati. Il crollo dei consensi che si registra dai primi dati sui voti di lista dimostra che quello del premier è rimasto ciò che era: un partito di plastica. Per questo, ora, anche tra gli azzurri si profila qualche notte dei lunghi coltelli, che non potrà non avere ripercussioni sul governo. Il Cavaliere aveva affermato che alla fine avrebbe contato non il numero di regioni che cambiavano segno, ma il numero di elettori che avrebbero votato per i due schieramenti. Il premier incassa una batosta anche su questo. Nelle regionali del 2000 il Polo ottenne 14 milioni 170 mila voti, contro i 12 milioni 453 mila del centrosinistra. Cinque anni dopo la maggioranza perde oltre 2 milioni di voti, che passano quasi interamente all'opposizione. La Cdl precipita dal 50,8% a poco più del 44%. L'Unione decolla dal 44,6% a oltre il 52%. Dopo questo sisma elettorale, si entra in una "terra incognita". Un anno di livorosa resa dei conti a destra. Fini e Follini dovranno dimostrare, se ne hanno la forza e la voglia, che "un altro centrodestra è possibile". Ma sarà difficile che ci riescano. Il Cavaliere è un animale ferito, e ora anche braccato. Azzarderà colpi di coda pericolosi e imprevedibili. Ci aspettano dodici mesi di campagna elettorale permanente. Tra due settimane i ballottaggi, poi il referendum sulla fecondazione, poi le politiche nella prossima primavera. Ma queste regionali confermano che il Grande Seduttore non incanta più. Chiedere che si dimetta, compiendo lo stesso gesto di "disarmo unilaterale" che compì D'Alema nel 2000, non sarebbe sbagliato. Sarebbe inutile. Non lo farà mai. È geneticamente inadatto ad assumere quel minimo senso di responsabilità che si addice a qualunque uomo di Stato. In quasi quattro anni ha rinunciato a tradurre in un vero progetto politico una folgorante intuizione personale. Continuerà a governare l'Italia usando la vecchia legge di Truman: se non li puoi convincere, confondili. Ma dopo queste regionali, forse, gli italiani hanno scoperto il trucco. (5 aprile 2005) http://www.repubblica.it/2005/d/sezi...ninitalia.html ---------------------------- ROMA (Reuters) GUIDO CROSETTO (coordinatore Forza Italia in Piemonte) - In Piemonte sapevamo di essere al fotofinish e i primi dati confermano questo. Noi siamo ottimisti, alla fine si contano i voti. Elementi di riflessione [nella coalizione di centro-destra] si pongono anche prima di queste elezioni e a maggior ragione dopo queste elezioni qualunque sia il risultato. Certo che in ogni regione può aver persato qualcosa di specifico, per esempio in Piemonte, la crisi industriale, la crisi della Fiat e dell'indotto è stato un elemento centrale di questa campagna elettorale. E questa crisi del settore meccanico automobilistico è stata pagata dal governo in carica. |
Alfa e Maserati - INSIEME DA APRILE (05/04/2005)
È operativa da inizio aprile la nuova società che, come annunciato, è nata dall'unione fra Alfa Romeo e Maserati, la cui proprietà è trasferita da Ferrari a Fiat. Il presidente è Sergio Marchionne, mentre l'amministratore delegato è Karl-Heinz Kalbfell. L'operazione prevede che fra i due marchi si stabilisca una "stretta collaborazione tecnica e commerciale, soprattutto sui grandi mercati internazionali". Maserati continuerà la collaborazione con Ferrari a livello industriale, di progetti tecnici, motori e rete commerciale. ---------------------------- Gruppo Fiat - "CASSA" PER GLI IMPIEGATI (05/04/2005) Il mercato italiano dell'auto va male (come quelli di molti altri Paesi) e i marchi del gruppo Fiat vanno ancora peggio. Ecco spiegati i provvedimenti annunciati in questi giorni dal Lingotto: da maggio a luglio, cassa integrazione non solo per gli operai, ma anche per gli impiegati. Di questi ultimi, se ne fermano 1500, di cui 1300 nella sola Torino; inoltre, ogni mese, stop a 2000 addetti per due settimane a Cassino, a 4500 per una settimana a Melfi, a 2500 per due settimane a Pomigliano e a 4400 per una settimana a Mirafiori. Decisioni drastiche, ma che, spiegano in Fiat, sarebbero necessarie per "mantenere in equilibrio il rapporto fra il numero di vetture costruite e le richieste del mercato". -------------------- http://www.quattroruote.it/ |
Che succede??? :eek:
€ 5.435 :mmmm: |
12+5.24 / 2 = 8.5 .direi convertendo da qui a settembre braccio di ferro tra banche e fiat tralasciando i toni pacati delle dichiarazioni pubbliche
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forse, avendo vinto la sinistra i tagli sui posti di lavoro che zavorrano la fiat saranno un miraggio per sempre?!?!?!?
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Citazione:
Cosa non tanto APERTA da il governo attuale. Che comunque non sarà la scelta MIGLIORE (come sempre) ;) PICCANTE......sul dolcetto. :eek: http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=8128 |
Al: se vuoi mediare, pigliati delle rnc o in sub ordine delle priv.
Occhio a quando le rnc cominceranno a quotare più delle ord, se capiterà, so azzi amari, perché significa che bisogna camminare schiena al muro e chiappe strette (abbattimento capitale sociale più raggruppamento azioni). Ipotesi poco probabile visto che extrema ratio le banche convertiranno (se fiat fallisce le banche hanno un danno ben superiore). |
Citazione:
:D |
I warr: Stellhead, perché la G. Agnelli e C. Sapaz ha comprato warr per alcuni milioni di euro (quando erano sui .12)? che tu sappia ne ha comprati ancora? chi ha voglia di leggersi il regolamento, è possibile un abbattimento dello strike oppure solo una sua proroga?
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finalmente il titolo da prova di quello che vale. Quando cominciano a trattarne volumi seri perde un bel 2.60%. La Fiat non ha futuro, mettevelo bene in testa. Hanno pagato oltre 1 mld emmezzo di euro per togliersela di torno, in Europa non trova partners perche' nessuno è interessato. I cinesi non ne vogliono sapere. Azienda in necrosi che finira' liquidata a pezzi. In pochi anni è passata da quotazioni di 35 euro a poco piu' di 5. In linea con Cirio, Parmalat e Alitalia. Vogliamo ancora vivere nel mondo dei sogni? delle belle speranze? Chi vuole buttare via soldi è ancora il tempo.
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sarà....ma io a questi prezzi continuo a incrementare. Per la cronaca mi sono avvicinato per la prima volta a Fiat da quando è scesa intorno ai 6. Quindi grossi danni finora non me ne ha fatti. Prima o poi cred che ne verrà fuori... non so ancora come, ma ne uscirà. Forse è solo un sogno di un italiano che non ha sbattuto i denti contro nè Parmalat nè Cirio nè Alitalia. E spera di non farlo ora. saluti |
TITOLI CALDI/ FIAT IN ROSSO CON CIG, SI TEME PER I TARGET (-2%)
05/04/2005 Mercato auto potrebbe non supportare i nuovi modelli Milano, 5 apr. (Apcom) - Un'altra seduta in calo per Fiat che cede il 2,04% a quota 5,465 euro. Passati di mano 11,4 milioni di titoli contro una media giornaliera dell'ultimo mese di 12 milioni circa. Ieri il Lingotto ha annunciato la decisione di ricorrere alla cassa integrazione per circa 1.500 lavoratori, da maggio a luglio. "Il provvedimento riguarda anche i nuovi modelli. La società ha quindi considerato un andamento del mercato delle auto poco trainante per i prossimi mesi e ora si teme una nuova revisione dei target", spiega un trader. |
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Ti ricordo comunque che basta un buon modello per risollevarsi. Perche` poi qualche pazzo non potrebbe approfittare delle quotazioni che sono tornate a livelli appetitosi per comprare unirsi o altro? Io spero ardentemente per noi italiani che fiat ce la faccia, dopo le batoste avute dai risparmiatori, dopo gli stranieri che tra un po prenderanno i nostri soldi tramite le banche, se tutti quei poveri operai ed impiegati (migliaia) andassero a casa.... ci sarebbero tempi magri per tutti...... Infine se proprio ci vogliono spaventare con i conti, ti faccio un esempio a me caro, SNAI, a 1.3 tutti avevano paura ad entrare, se visitavi il fol a suo tempo c`era chi parlava di default, concorrenti esteri agguerriti etc etc etc.... MALEDETTO il giorno che sono entrato in un internet poin a MIAMI ed ho venduto tutto a 1.87, oggi sarei milionario (oggi quota 11.43).... Ci sarebbe molto da dire ma il "dovere chiama". Voglio solo ripetere quindi ok sui conti ok su settore auto ok livelli grafici rischiosi ma per piacere non paragoniamo + un titolo azionario ad una rapina organizzata, lo chiedo per piacere. Ok che siamo stati scottati ma basta.... Grazie |
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Martedì 5 Aprile 2005, 20:27
Fiat:Segnali Distensivi,Si Punta A Rinnovo Convertendo/Ansa (ANSA) - MILANO, 5 APR - Cominciano a lanciarsi segnali distensivi, per ora, il Lingotto e le banche che stanno per affrontare la questione del prestito convertendo da 3 miliardi di euro. E, benché non siano ancora in vista appuntamenti tra le parti per risolvere il difficile nodo, la linea su cui secondo indiscrezioni provenienti dal mondo finanziario ci si sta per mettere al lavoro per trovare una sintesi è quella di un prolungamento della scadenza prevista del 20 settembre. "Oggi da Bankitalia è giunto un messaggio chiaro dall' incontro tra il governatore e le banche", fa notare una fonte bancaria riferendosi a quanto emerso nel summit romano convocato per affrontare le difficoltà del sistema Italia. Un incontro nel corso del quale, in modo abbastanza omogeneo, tutti hanno in linea di principio sottolineato che compito delle banche è "attuare politiche volte a favorire l' allungamento elle scadenze del credito consentendo alle imprese di stabilizzare le fonti di finanziamento e ridurre gli oneri finanziari". Come dire che al di là di situazioni eccezionali come Parmalat (Milano: PRFI.MI - notizie - bacheca) , o anche la necessità di evitare che gruppi nazionali cadano in mani straniere, non c' è da parte degli istituti di credito la volontà di mettersi a pilotare gruppi industriali. "Non è il nostro mestiere", afferma una fonte, "mentre lo è portare utili agli azionisti". Una cosa che anche il convertendo consente di fare, fanno notare da Torino, dove rilevano il fatto che per il prestito le banche introitano adeguati interessi, che continueranno ad avere con un' eventuale rinnovo. D' altra parte, lo stesso ad Sergio Marchionne continua a dire che alla scadenza di settembre l' unica cosa sicura è che i soldi non potranno essere restituiti, nonostante la valida buonuscita incassata da Torino con la pietra tombale messa sopra l' opzione put di Gm (NYSE: GM - notizie) . E se è vero che qualche istituto potrebbe chiedere almeno un parziale rientro su questa base, Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) dal canto suo fa notare che quel denaro è fondamentale per il rilancio. In fondo, si rileva ancora dal quartier generale Fiat, tutte le banche non sembrano neanche avere bisogno di denaro visti i bilanci ottimi presentati in questi giorni per l' esercizio 2004. Così, mentre Unicredit e San Paolo hanno già accantonato fondi per fronteggiare le eventuali perdite e cercare comunque di essere pronti ad ogni possibilità compreso l' esercizio dell' opzione, Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) e Capitalia (Milano: CPTA.MI - notizie) hanno già cominciato a mandare più che semplici segnali di dialogo. Indipendentemente dalle tecnicalità previste dal piano di risanamento della Fiat a cui partecipano le banche, "come Capitalia diamo priorità a soluzioni condivise e confermiamo il nostro supporto alla Fiat", ha messo in evidenza Arpe. "Non ci sono banche che hanno preoccupazioni per gli sviluppi del convertendo", ha aggiunto ieri. Mentre oggi da Intesa si fa sapere che "le dichiarazioni di Arpe sono condivise da parte degli istituti". Stessa linea di evitare la conversione traspare dai primi due istituti, Unicredit e San Paolo, dove si fa notare che "il management del gruppo dell'auto sta operando bene in un contesto difficile". Non ci sono state per ora formali intese tra le banche di procedere insieme, anche se il segnale arrivato oggi dal summit in Bankitalia una direzione esplicita la dà. Insomma, "sembra tutto abbastanza chiaro", evidenzia una fonte bancaria. Gli istituti non intendono convertire le azioni, e Fiat dopo l' entrata del miliardo e mezzo di euro di Gm non intende mollare la presa del piano di risanamento. "A ciascuno il suo lavoro, il mercato non si aspetta altro che il semplice rinnovo di quella che un tempo si chiamava 'cambiale'", sottolinea un analista. Forse è anche per questo, proprio perché tutto sembra un pò scontato per quanto riguarda la direzione da prendere anche se non le modalità di azione, che oggi in Borsa i titoli del Lingotto hanno sofferto parecchio. Fiat ha perso il 2,58% a 5,43 euro nella versione ordinaria, l' 1,95% a 4,58 in quella di risparmio e il 2,76% a 3,94 per le privilegio. Giù anche la cassaforte Ifil (-2,15% a 3,42), mentre si è salvata Ifi (+0,40% a 11,41). (ANSA). |
Incredibile Cina:è finito il boom dell'auto
Le previsioni ufficiali continuano a indicare un tasso di crescita, anche per il 2005, del 15 per cento. Ma gli analisti stanno rifacendo i conti Vendite e prezzi in forte calo. E' subito allarme profitti Non si è ancora spento il clamore per il pazzesco boom del mercato cinese e ora si scopre che l'annunciato exploit, probabilmente, è già finito. L'incredibile ascesa del mercato cinese, insomma, proprio quello che tra il 2001 e il 2004 aveva proiettato il numero annuo di vetture vendute da 500 mila a oltre 2,3 milioni (collocandolo al quarto posto dopo Usa, Giappone e Germania), è definitivamente alle spalle. Secondo i dati dell'associazione dei costruttori di auto (Caam) il numero di vetture vendute ai dealer nei primi due mesi del 2005 è diminuito del 15%. China auto market consultancy, che cerca di valutare il "sell out" dei concessionari riporta un calo più ridotto: - 5%. Certo, le previsioni ufficiali continuano a indicare, anche per il 2005, un tasso di crescita del 15 -20 per cento. Ma la maggior parte degli analisti sta rifacendo i conti. Ha aperto la serie delle revisioni un rapporto di Jp Morgan che parte dalla constatazione dell'elevato numero delle vetture (400 mila unità) invendute presso i dealer. Tenuto conto di altri fattori (rincaro del prezzo della benzina, restrizioni creditizie al consumo), Jp morgan giunge alla conclusione che le vendite nel 2005 non aumenteranno più del 2 per cento. Altre stime sono meno drastiche. Ad esempio secondo Manning Doherty, analista di Goldman Sachs che copre il settore auto in Cina, le vendite dovrebbero salire del 10%. La situazione è tanto più allarmante in quanto la prospettiva di un nuovo Eldorado dell'auto in Cina ha convinto in questi anni sia i costruttori locali che i loro partner stranieri a moltiplicare gli investimenti. Jerry Lou, capo analista di Morgan Stanley per la Cina, prevede che la quota di capacità produttiva inutilizzata raggiunga una percentuale del 35% nel 2005 e cresca ulteriormente al 49% nel 2006. In cifre: 3 milioni di auto prodotte contro 6 milioni di capacità installata. Alcuni esempi: Volkswagen che opera con due partner cinesi (First auto works e Saic) intende passare dalle attuali 700mila vetture a 1,6 milioni entro il 2008. General Motors ha annunciato che si prepara a produrre 1,3 milioni di vetture entro il 2007. Aumenti nell'ordine di diverse centinaia di migliaia di unità annue sono stati annunciati da Toyota e Hyundai. Più contenuti, ma sempre superiori alle 100mila unità annue, gli aumenti di capacità previsti da Peugeot e Honda. A questi investimenti si aggiungono quelli di altri grandi costruttori mondiali come Ford e Renault (congiuntamente a Nissan) che hanno avuto un avvio lento o si sono insediati in ritardo sul mercato cinese. Tutti, così, per mantenere le posizioni acquisite e conseguire gli obiettivi pianificati, sono obbligati ad accelerare i tempi di introduzione di nuovi modelli (una quarantina quelli annunciati per il 2005) e a praticare ripetute correzioni al ribasso nei listini. L'ultima tornata è stata avviata nel marzo di quest'anno da Honda seguita a ruota da General Motors e Ford. Ne risente la redditività. Fino a tempi recenti chi produceva auto in Cina poteva contare, soprattutto nei modelli di fascia alta, su margini superiori di 6-8 volte a quelli realizzati sul mercato Usa o europeo. In cifre: 4mila dollari rispetto a 500 per una Buick e 3mila dollari rispetto a 600 per una Passat. Il motivo - rileva Morgan Stanley - non risiede nei costi di produzione, ma nel livello dei prezzi che soprattutto nei segmenti di fascia alta, superava anche del 30% quello dei mercati più competitivi. Le cose però stanno cambiando rapidamente, soprattutto nella fascia più contesa, quella tra i 12mila e i 24mila dollari. Secondo dichiarazioni rilasciate da Philip Maughton, ex capo di GM a Shanghai, i margini medi sui modelli venduti in cina sono scesi al 5% rispetto a un picco del 25% tre anni fa. Ancora più critica la situazione per Volkswagen. Secondo valutazioni di Goldman Sachs, nel recente passato, la Cina ha contribuito per il 70-80 per cento agli utili del gruppo che fino al 2002 era leader incontrastato del mercato, con una quota di circa il 40 per cento. Nel 2004 però le vendite sono calate, i margini sono crollati e la quota di mercato è scesa al 25%. "A Volkswagen à mancato un modello vincente", rileva Manning Doherty. Ma ci sono anche altre difficoltà. Albrecht Denninghof, analista per il settore auto di Hypovereinsbank sottolinea come la casa di Wolfsburg incontri forti difficoltà a imporre riduzioni di prezzo ai propri fornitori. Parte della colpa è imputabile anche alle scelte dei partner cinesi. First Auto Works, ad esempio - con cui Volkswagen costruisce in Cina i modelli Audi e Jetta - insiste per produrre al proprio interno la maggior parte dei componenti. Infine Vw ha lo svantaggio di operare con due partner in concorrenza tra loro e quindi con due reti di vendita separate. Secondo Doherty il modello di business attualmente più efficace è quello adottato dai costruttori giapponesi. Hanno investito meno dei competitor occidentali in automazione puntando invece sull'addestramento e l'utilizzo efficiente della manodopera locale (che costa meno di un dollaro all'ora), abbassano la soglia di investimento e riescono così a proteggere i margini. Riescono anche a 'tenere' i prezzi meglio dei loro competitor grazie a un'immagine elevata in termini di qualità. I risultati si vedono. E' in netta ripresa Toyota che opera in partnership con Beijing Automotive. Partita in ritardo sul mercato cinese, sta accelerando i tempi nel 2004 ha venduto 260mila vetture crescendo soprattutto nella fascia medio alta. In netta crescita anche il gruppo coreano Hyundai - Kia che opera sia nel segmento compact che nella fascia media. Nel 2004 le vendite aggregate dei due marchi sono state di 206mila unità con una crescita del 110% su base annua. Decisamente positivo il bilancio per Honda, che ha puntato soprattutto a localizzare il prodotto e a standardizzare la componentistica dei modelli fabbricati in Cina. Continua invece a incontrare difficoltà il gruppo Psa Peugeot-Citroen: nel 2004 la joint venture con Dongfeng ha chiuso con una perdita superiore ai 60 milioni di dollari. In questo contesto sta riesaminando le sue strategie nell'auto anche il gruppo Fiat che in Cina produce i modelli Palio e Siena in joint venture con il gruppo Yuejin. Il segmento delle cosiddette 'family car' però incontra ancora forti difficoltà ad affermarsi in cina. Nel 2004 le vendite sono state inferiori alle 26 mila unità con un calo del 27% su base annua. Ora Fiat auto, accanto a un eventuale rilancio della jv con Yuejin, che ha un potenziale produttivo di 100mila unità annue, sta valutando la possibilità di allargare la propria presenza sul mercato cinese nel segmento delle vetture di lusso con il marchio Maserati e in quello di fascia alta con Alfa Romeo. Ma si tratterà di vendere, non di produrre. Almeno per ora... (5 aprile 2005) http://www.repubblica.it/2005/d/moto...llalacina.html |
Mercoledì 6 Aprile 2005, 0:05
Fiat: cassa integrazione per 1500 Di Miaeconomia.it. Nello stesso periodo effettueranno periodi di Cassa integrazione ordinaria (Cig) lo stabilimento di Mirafiori (a maggio, giugno e luglio rispettivamente una settimana per Punto, Idea, Musa e Multipla e due settimane per Thesis e Alfa 166), Cassino (due settimane a maggio e una settimana a giugno e luglio) Melfi (una settimana a maggio) e Pomigliano d'Arco (una settimana a maggio e una settimana a luglio e due settimane a maggio). Lo stabilimento di Termini Imerese, invece, è già fermo dallo scorso 21 marzo, per consentire la trasformazione dell'impianto, e l'inattività terminerà il 30 settembre. In una nota diffusa ieri dal Lingotto, in cui venivano illustrate le ragioni che hanno condotto al provvedimento, la Fiat sottolinea come "dall'inizio del 2005 il mercato automobilistico europeo ha dato segni di cedimento della domanda, e nei primi due mesi le immatricolazioni sono diminuite del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2004". Per la Fiat il mercato italiano ha mostrato lo stesso trend, ed è stato caratterizzato da "un forte e progressivo calo delle vendite, che a gennaio hanno fatto registrare un decremento del 3,2%, a febbraio del 5,5% e a marzo dell'8,6%. Nel primo trimestre 2005 è stato toccato il livello più basso di immatricolazioni degli ultimi otto anni". Nonostante la casa automobilistica torinese abbia mantenuto le proprie quote di mercato, il provvedimento si è reso necessario, sostengono i vertici aziendali, per mantenere in equilibrio il rapporto fra il numero delle vetture costruite e le richieste del mercato. "L'andamento negativo della domanda, si legge nella nota, ha indotto a rivedere in senso peggiorativo le previsioni di andamento del mercato per i prossimi mesi, anche perché non si vedono segnali di ripresa della propensione all'acquisto da parte dei consumatori". Preoccupazione è stata espressa dai sindacati, che hanno parlato di "situazione drammatica". Per Gianni Rinaldini, leader della Fiom, "Non è più rinviabile l'incontro chiesto al governo e all'azienda", mentre per il segretario della Fim Giorgio Caprioli, il massiccio ricorso alla cassa integrazione non è altro che "la conferma delle difficoltà che attraversa l'azienda. Non vanno bene le vendite e così si riducono i costi". "Bisogna capire, ha sottolineato Antonino Regazzi della Uilm, se la prospettiva è il rilancio, e per questo, appare urgente aprire un confronto". Anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha chiesto un incontro urgente con i vertici della Fiat, per avere chiarimenti in merito al ricorso alla cassa integrazione, provvedimento che, sottolinea il sindaco, preoccupa molto, e fa intravedere misure più drastiche. "E' quindi necessario un incontro urgente con l'azienda per capire quale sarà il futuro degli stabilimenti". --------------------------------------- Ford verso taglio mille posti di lavoro in Usa Indiscrezioni giornalistiche vorrebbero Ford Motor prossima al taglio di mille posti di lavoro negli Usa tra i cosiddetti “colletti bianchi”. I licenziamenti potrebbero essere annunciati nel prossimo mese e rientrerebbero nel più ampio piano di riduzione dei costi aziendali. Nel frattempo a Wall Street il titolo registra a 11,17 dollari un rialzo pari allo 0,72%: http://www.finanzaonline.com/notizie/news.php?ID=75204 |
Citazione:
Non mi conosci e forse mi sono spiegato male.... da anni opero in borsa e da anni mi affido quasi ciecamente alla AT...non prendermi per uno sbarbatello alle prime armi :no: Su Fiat ho semplicemente degli stop un pò più ampi e se mi rompe qualche supporto accumulo....ma stai certo che ove mi rendessi conto che è da mollare di brutto....non ci penserei due volte. Si credo che si risolleverà in un modo o nell'altro (intervento di socio straniero...politica della azienda che cambia....non so) e ci posso sperare per diversi motivi...ma grafici e indicatori sempre a portata di vista.... Il superenalotto? No grazie non fa per me....quella si che è pura fortuna...in Borsa qualunque titolo può farti guadagnare....basta sapere rispettare alcune regole base Saluti |
Citazione:
Ok...fai bene a mettere in guardia chi vuole entrare su Fiat, perchè mi pare di capire che di batoste ne hai prese niente male (magari con Parmalat, Cirioo perchè no Bond Argentini :D - scherzo dai), però come ha osservato Pinele a questi prezzi può essere un rischio entrare long...maè un'azienda e non una truffa. Poi c'è chi ha una propensione al rischio decisamente elevata (io) e chi no....o semplicemente chi va long (sempre io) echi va short....magari tu? Comuqnue il candelone nero di oggi...quello si che fa pensare e la mancata tenuta dei 40....(con doppio minimo e indicatori in ipervenduto) quello ancora di più. Domani si vedrà.Notte a tutti |
Citazione:
Dissento leggermente sul discorso del 10%. fIat le sue quote le sta tenendo benissimo e non perde il 10 % al mese tranne forse una buona parte questo mese ma e` il mercato in generale che ha perso quasi il 9% in Italia. Molte aziende di fiat producono guadagni e le perdite di Fiat si stanno riducendo. Non viene + adottata la politica dei numeri delle auto vendute ma dei margini. (Le auto non le regalano + come facevano anche solo 2 anni fa). A livello di immagine sta migliorando molto e, alcuni dei modelli migliori devono ancora arrivare come la nuova punto per esempio o la nuova stilo (ho visto le immagini ed e` molto bella). Questo non toglie, lo ripeto che al momento il titolo e` una scommessa e chi si aspetta un forte rimbalzo nell`immediato (a meno di clamorosi annunci) puo` rimanere deluso. Io guardo al 70% l` analisi tecnica e per il resto guardo le news e fondamentali. Con questi fondamentali fiat vale circa 5 quindi un acquist a questi livelli con stop a 5.4 ci sta, poi si riprova sui 5.2. Oppure ancora meglio su ritorno sopra 5.75 o 6.4. Grazie comunque a gente come te e ing64 o lusitan per es, non mi sono incancrenito su sto titolo. Ascoltando per es ing64 l`anno scorso sono uscito a 6.2 in guadagno ed ho potuto per 1 anno operare su altro....... |
Mercoledì 6 Aprile 2005, 7:44
Le banche e Fazio a sostegno delle imprese Si sono incontrati ieri in mattinata i vertici dei maggiori istituti di credito italiani e il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, per discutere di una ripresa che appare lenta e frenata da ostacoli strutturali. Alla fine dell'incontro è emersa la volontà delle banche di sostenere congiuntura e imprese sia attraverso un costo del credito che è inferiore alla media di quello dell'area euro, sia attraverso un allungamento delle scadenze dei prestiti alle società, elemento quest'ultimo che non ha mancato di far scattare un campanello nella testa degli osservatori più attenti con riferimento al prestito convertendo Fiat da 3 miliardi di euro in scadenza a settembre. Soprattutto se le voci non confermate di una visita di Marchionne a Fazio prima del meeting si rivelassero vere. Spystocks ---------------------------------------- FIAT/ SANPAOLO-IMI SI MUOVE SUL CONVERTENDO (MF) 06/04/2005 Allungamento del finanziamento in cambio di riduzione tassi Roma, 6 apr. (Apcom) - Si muove il fronte delle banche che hanno sottoscritto il prestito convertendo da 3 miliardi a favore della Fiat che, in mancanza di novita', a settembre diventeranno i maggiori azionisti del Lingotto. Il Sanpaolo-Imi avrebbe prospettato ai vertici della Fiat l'ipotesi di un prolungamento del finanziamento di 3-5 anni in cambio di un sostanziale abbassamento del tasso d'interesse che grava oggi sul Lingotto per 150 milioni l'anno. Lo rivela il quotidiano Mf specificando che a illustrare l'ipotesi sarebbe stato lo stesso presidente della banca torinese, Enrico Salza, nel corso del cda straordinario di due giorni fa che ha nominato Mario Greco, ex amministratore delegato della ras, ai vertici di Aip, la compagnia assicurativa del SanPaolo. -------------------------------- HONDA FR-V 2.0 V-TEC EXCLUSIVE NAVI PREZZO chiavi in mano: 28.241 euro Un posto (in più) in prima fila Concorrente della Multipla Fiat Multipla 1.6 16V Dynamic Prezzo: 20.611 euro http://www.inauto.com/proveconfronti...dA024001001949 ------------------ Berlusconi scopre il fair play: congratulazioni agli avversari ....................................Il premier ha scherzato anche con il nuovo Governatore del Piemonte Mercedes Bresso: "Ora dovrà occuparsi anche dei problemi della Fiat - ha spiegato Berlusconi - non le sembra il caso di cambiare nome?". http://www.centomovimenti.com/2005/aprile/06_auguri.htm ------------------------------------ Matteo Arpe si è intrattenuto con i giornalisti, prima di entrare nella sede del Medio Credito Centrale e partecipare a un lungo pomeriggio dedicato alla quotazione in Borsa delle piccole e medie imprese. Il lampadatissimo amministratore delegato di Capitalia è stato oggetto di numerose domande da parte dei cronisti. I temi? Ponte sullo stretto di Messina, Impregilo, Ricucci, Fazio, il convertendo Fiat: ma solo su quest'ultimo punto, dopo aver lanciato un'occhiataccia, ha detto qualcosa, ed esattamente che "tutti i contratti hanno delle vie d'uscita"... http://213.215.144.81/public_html/ar...dex_17399.html |
Centro ricerche di GM a Torino
La struttura, che si occuperà di motori, darà lavoro a 130-150 persone. Preoccupati i sindacati "Fiat perde il settore sviluppo" Nonostante si sia "sganciata" da Fiat Auto, General Motors non dimentica Torino, tanto che nel capoluogo piemontese realizzerà un centro ricerche per i motori che darà lavoro a 130-150 persone. La notizia, confermata direttamente dalla Fiat nel corso dell'incontro a Roma sul progetto Powertrain Technologies, preoccupa i sindacati torinesi. Per la Fiom "Torino ha subito un altro scippo. La Gm nella separazione da Fiat - sostiene Giorgio Airaudo, segretario della Fiom torinese - si è portata via la ricerca e sviluppo dei motori diesel. E' un ulteriore colpo all'ipotesi di riportare la produzione dei motori a Torino. Alla Fiat va impedito di fuggire dalle proprie responsabilità attraverso la cassa integrazione. Torino deve fermare la dispersione di ricerca industriale che intorno all'Auto si è costruita in un secolo. Ci aspettiamo che le istituzioni torinesi pretendano dalla Fiat e dal governo l'apertura di un negoziato che fermi questa fuga disordinata". "La scelta di General Motors - osserva Antonio Marchina, numero uno della Fim torinese - conferma, da una parte, l'eccellenza che c'è a Torino nel settore motori. Può essere un valore aggiunto, ma bisogna evitare che ci sia un depauperamento delle professionalità Fiat". "L'iniziativa di Gm - afferma Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic - è un'opportunità per Torino, le tecnologie Fiat sono state presidiate saldamente nello scioglimento della joint venture, tanto che il cuore della tecnologia diesel non è mai entrato a farne parte: i brevetti non erano di Fiat Auto, ma di Marelli, del Centro Ricerche Fiat e di Elasis. Resta invariata a Mirafiori una situazione che è comunque pessima per le Meccaniche e che richiede al più presto l'arrivo della produzione dei cambi dalla Turchia e di un nuovo motore". http://www.porter.it/portale/articol..._articolo=4331 ------------------------------------- GM REALIZZERA' A TORINO UN CENTRO RICERCHE MOTORI General Motors realizzerà a Torino un Centro Ricerche per i motori che darà lavoro a 130-150 persone. La notizia, confermata oggi dalla Fiat ai sindacati nell'incontro a Roma sul progetto Powertrain Technologies, preoccupa i sindacati torinesi. Per la Fiom "Torino ha subito un altro scippo". "La Gm nella separazione da Fiat - sostiene Giorgio Airaudo, segretario della Fiom torinese - si è portata via la ricerca e sviluppo dei motori diesel. E' un ulteriore colpo all'ipotesi di riportare la produzione dei motori a Torino. Alla Fiat va impedito di fuggire dalle proprie responsabilità attraverso la cassa integrazione. Torino deve fermare la dispersione di ricerca industriale che intorno all'Auto si è costruita in un secolo. Ci aspettiamo che le istituzioni torinesi pretendano dalla Fiat e dal governo l'apertura di un negoziato che fermi questa fuga disordinata". "La scelta di General Motors - osserva Antonio Marchina, numero uno della Fim torinese - conferma, da una parte, l'eccellenza che c'è a Torino nel settore motori. Può essere un valore aggiunto, ma bisogna evitare che ci sia un depauperamento delle professionalità Fiat". "L'iniziativa di Gm - afferma Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic - è un'opportunità per Torino, le tecnologie Fiat sono state presidiate saldamente nello scioglimento della joint venture, tanto che il cuore della tecnologia diesel non è mai entrato a farne parte: i brevetti non erano di Fiat Auto, ma di Marelli, del Centro Ricerche Fiat e di Elasis. Resta invariata a Mirafiori una situazione che è comunque pessima per le Meccaniche e che richiede al più presto l'arrivo della produzione dei cambi dalla Turchia e di un nuovo motore". (06 aprile 2005) http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=741 --------------------------------------- FIAT/ PRC: RISCHIO SMEMBRAMENTO, IL GOVERNO INTERVENGA 06/04/2005 Ferrero: costituire coordinamento Governatori interessati Roma, 6 apr. (Apcom) - "Dall'incontro di oggi tra sindacati e Fiat emergono seriamente i rischi di vedere presto smembrata la casa automobilistica torinese. Nulla si sa della nuova società Powertrain Technologies e questo finisce per aggravare una situazione già molto difficile". Paolo Ferrero, responsabile Lavoro del Prc, sollecita l'intervento del Governo: "A nostro giudizio, è sempre più urgente un intervento pubblico per salvare e rilanciare Fiat e occupazione. Ci sembra assurdo che il governo continui a considerare la questione come fatto esclusivamente di natura privata". Nei prossimi giorni, annuncia Ferrero in una nota, "tutti i consiglieri regionali di Rifondazione Comunista chiederanno che venga costituito un coordinamento di tutti i presidenti di quelle Regioni nelle quali sono presenti stabilimenti Fiat. Può essere questo l'avvio di una fase di lotta e di trattativa per costringere il governo ad uscire allo scoperto". ------------------------------------ |
1 Allegato/i
ANTEPRIMA RENAULT ZOE'
La piccola star Fuori: porte scorrevoli. Dentro: solo tre posti ma soluzioni da fantascienza. Si presenta così la concept car Renault che a Ginevra ha strappato applausi. Ma quanto di lei resterà nella nuova Twingo? Lo vedremo nel 2006 6/4/2005 Non è la nuova Twingo, dicono a Parigi. E lo conferma Patrick Le Quement, l'eclettico designer sessantenne, nel mondo dell'automobile dal lontano 1968, l'uomo che ha ideato lo stile forte, a tratti sconvolgente delle attuali Renault. E che nella sua mente ha già ben delineate quelle che verranno. Compresa, naturalmente, la nuova Twingo. Ma "a palazzo" dicono che non è questa. E noi ci crediamo. Però siamo anche fermamente convinti che molte delle originalissime trovate della Zoé ci ritorneranno in mente quando vedremo finalmente la nuova citycar Renault. Diciamo fra un anno mezzo, mese più mese meno. Tutto è nato dall'idea di creare una vera automobile da città, corta, ma non cortissima e soprattutto non a due soli posti, perché è vero che specialmente in città il più delle volte ci si muove da soli, ma è anche vero che a tutti capita di andare a prendere a scuola il figlio e scoprire che si è trovato un amichetto da portarsi a casa per giocare o fare i compiti. E allora due posti non bastano più. Tradotto in termini automobilistici, questo significa che un'auto come la Smart Fortwo è semplicemente formidabile, ma al primo imprevisto va in crisi. Tanto vale aggiungere qualche decina di centimetri, perché un'auto di 3 metri e 45, come la Zoé, si parcheggia bene lo stesso, ma dentro è tutta un'altra cosa. Ai tre posti, in realtà, altri ci avevano già pensato - Fiat con la Trépiuno, Opel con la Trixx - ma Le Quement è francese e quindi alle automobili funzionali fino all'esasperazione è abituato. Ecco quindi il colpo di genio. Posteriormente è stato montato un sedile che ricorda le poltrone "vis à vis" dei salotti in stile, ma a un posto solo. L'altro è utilizzato per ampliare il vano bagagli, coperto da una reticella che sembra una nuvoletta galleggiante nel nulla, su cui si può appoggiare di tutto. Ma non basta, lo schienale anteriore destro si può ribaltare all'indietro, così si ricava un lungo piano di appoggio imbottito, per trasportare oggetti lunghi e fragili. E si carica anche facilmente, grazie all'originale sistema di apertura scorrevole articolata della porta. Quella destra, fra l'altro, è telecomandabile. La vera anima della Zoé è il "Pass" una memory card su cui vengono inseriti i dati del proprietario, dal codice di accesso per aprire le porte e accendere il motore, alla posizione di guida, alla musica preferita. Basta inserirla nel cruscotto per ritrovarsi come a casa. Con un tocco poetico: il tetto di vetro costellato di piccoli led, che di notte si accendono e danno l'impressione di avere sempre sulla testa in cielo di stelle. Che la Zoé sia funzionale, ormai, è chiaro. Ma questa vetturetta è stata pensata anche per muoversi con agilità nel traffico. Per questo sotto il cortissimo cofano anteriore è montato un 1.200 turbo a benzina da circa 100 CV, che unisce prestazioni e inquinamento ai minimi termini: meno di 140 g di CO2 al chilometro. http://www.inauto.com/proveconfronti...dA024001001950 |
e fiat dorme con la nuova 500 o 3+1
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Citazione:
DORMIRE DA UN PO' DI ANNI E' LA SUA UNICA POLITICA AZIENDALE. |
Malattia Generalizzata....
Borse europee: in rosso le auto, Daimlerchrysler -4,63%
(Teleborsa) - Roma, 7 apr - In difficoltà in Europa il comparto delle auto, con lo stoxx di riferimento che segna il calo più ampio tra gli altri settori, dell'1,42%. Tra le società che compongono l'indice va segnalata la forte flessione della tedesca Daimlerchrysler dopo che gli azionisti, durante il meeting annuale, hanno duramente criticato il CEO Juergen Schrempp sul calo dei profitti della Mercedes. Le azioni della società stanno registrando un decremento del 4,63% con scambi a 32,99 euro. In rosso anche la parigina Valeo -1,02% mentre arretrano solo frazionalmente Bmw, Continental, Michelin, Peugeot, Porsche e Volkswagen. In rialzo a Londra Tomkins +0,55% ed in misura inferiore la francese Renault +0,14% e la britannica Gkn +0,10%. A Piazza Affari la Fiat segna una limatura dello 0,20%. 07/04/2005 |
Declino industriale: Fiat Auto in testa
Ma la politica resta alla finestra I vertici del Lingotto studiano nuove mosse e intanto il “convertendo” è da ridisegnare di Roberto Casalena http://www.opinione.it/ Il declino industriale dell’Italia inizia dalla Fiat Auto .Infatti , la stessa Generals Motor , come noto , ha rinunciato al put ,cioè al diritto ad esercitare l’acquisto dell’azienda torinese .Né , d’altronde , all’orizzonte vi sono possibili acquirenti .E , tra l’altro , ciò accade nonostante Luca Corsero di Montezemolo , sia presidente non solo della Fiat ma anche di Confindustria .Per addolcire la pillola , si potrebbe dire che la GM abbia preferito non caricarsi di un altro peso , cioè la Fiat ,perché di guai ne ha già abbastanza in casa sua . D’altronde, l’assegno da 1,5 miliardi di dollari staccato dalla GM servirà a poco al Lingotto , senza una vera strategia di rilancio . Infatti , secondo gli analisti , senza correzioni di rilievo , i soldi incassati rischiano di essere bruciato in un anno . Il vero problema della casa automobilistica torinese è che così com’è risulta troppo piccola e debole per poter competere con la globalizzazione .Ed è da qui che si deve ripartire .Nella ricerca di un partner in grado di dare una spinta propulsiva all’internazionalizzazione .Ed occorre anche mettere da parte i consigli dei sindacati ,la cui unica preoccupazione è la salvaguardia dei posti di lavoro . Ma c’è chi invoca persino lo Stato interventista .Chiacchiere . Il mercato è l’unico punto di riferimento, e con questa realtà si debbono fare i conti . La Fia Auto ,intanto , ogni anno continua a perdere quote di mercato, sia all’interno che all’estero .Troppi modelli sono “rispolverati”e non potranno contribuire a fare uscire la Fiat dal tunnel della crisi .C’è poi un altro elemento di non poco conto che peserà sui conti del Lingotto :la partita persa per la conquista dei mercati orientali . E se dovesse saltare la Fiat , o comunque essere ridimensionata ,ciò comporterà un ridimensionamento di tutto l’assetto industriale italiano .Ed una forte crescita del turismo di massa non potrà certamente sostituire il ruolo delle imprese .Allora ? Meglio provvedere da subito ad una sana ristrutturazione della Fiat , prima che sia troppo tardi . Un interevento pubblico potrebbe anche essere una soluzione al problema , anche se per ora è da scartare .Il ministro del Welfar ,Maroni ,lo ha già detto a chiare note . Bruxelles , invece, sembrerebbe più ottimista al riguardo , anche se con i dovuti distinguo :” gli aiuti statali alle aziende devono essere forniti con moderazione anche se sono necessari. E comunque senza mai disturbare la concorrenza” .E almeno a livello formale ,il governo italiano starebbe studiando strumenti di intervento inerenti gli ammortizzatori sociali e la ricerca ,ma non l’ingresso dello Stato nel capitale sociale . Il Lingotto , intanto , prova a ridisegnare il suo futuro. L’ultima mossa dell’a.d., Sergio Marchionne , è la creazione di Fiat Powertrain Technologies , una nuova società nella quale saranno raggruppate tutte le attività di progettazione , sperimentazione e produzione di cambi e motori .La società , per numero di addetti , occuperà il quarto posto all’interno del gruppo , dopo Fiat Auto,Iveco e Cnh . Sarà presente in 12 paesi , con 26 stabilimenti ,16 centri di ricerca e sviluppo e 23 mila dipendenti . La manovra è finalizzata ad una maggiore razionalizzazione , ma soprattutto alla possibilità di mettere la Fiat sul mercato come produttore di motori . Intanto i conti Fiat Auto nel 2004 ,pur rimanendo negativi(-950 milioni)registrano un miglioramento rispetto al 2003 (-2,4 miliardi).Nessun dividendo , mentre si spera che la svolta avvenga entro l’anno . E in questo quadro maturano i tempi per ridiscutere il convertendo da 3 miliardi, in scadenza a settembre, e sembrerebbe di capire , però , che i banchieri vogliano prima chiarimenti su quale sarà il ruolo degli Agnelli nell’azienda, e cioè se siano ancora determinati a mantenere il controllo storico della società . Le banche , inoltre , premono perché siano ceduti altri asset , in modo da poter ridurre il loro sacrificio .E cessioni a parte , sembrerebbe di capire che l’ipotesi di un ingresso delle banche nel capitale , non sia mal visto . Banche che , comunque , non hanno ancora una linea comune da tenere al tavolo del negoziato .E proprio la divisione tra gli istituti di credito potrebbe tornare a favore di Marchionne , per una disponibilità del sistema bancario a rinegoziare formule diverse . Intanto , altri pezzi dell’Azienda Italia finiscono in mani straniere .L’ultimo caso è quello della Lucchini , ceduta alla russa Severstal (62%) . Ma non finisce qui .Nel mirino ci sono anche le banche .Bnl ed Antonveneta , infatti , sono sotto Opa da parte di spagnoli e olandesi . E l’Italia degli gnomi sta a guardare . |
Milano: La Magistratura dà ragione ai cassintegrati Alfa Romeo :rolleyes: :mmmm: :rolleyes: :mmmm: :rolleyes: :mmmm: :rolleyes: :mmmm: :rolleyes: :mmmm:
(Nino Stella) - I lavoratori cassintegrati vincono in tribunale. Ecco un comunicato dello Slai Cobas: Comunicato stampa Alfa Romeo: lo Slai Cobas vince due cause contro la Cigs 1. Oggi il Tribunale di Milano, con il giudice dott.ssa Vitali, ha dato ragione a 67 lavoratori dell'Alfa difesi dagli avvocati Medina e Sertori, annullando la Cigs del dicembre 2002- dicembre 2003 ordinando alla Fiat di pagare loro per quei 12 mesi la differenza tra lo stipendio pieno e la Cigs stessa (circa 10.000 euro lordi). Con questa sentenza, che fa seguito a numerose altre sentenze - tutte positive - emesse lo scorso anno, sono già oltre 350 i cassintegrati organizzati dallo Slai Cobas che hanno vinto le cause contro la Fiat per la Cigs del dicembre 2002. 2. Ieri il Tribunale di Milano, con il giudice dott.ssa Silvia Ravazzoni, ha accolto un ricorso d'urgenza di un cassintegrato difeso dall'avvocato Sertori, "ordinando a Fiat Auto spa di riammettere immediatamente in servizio il ricorrente". Questo lavoratore dello Slai Cobas, dopo essere stato messo in Cigs per due anni, dal 1 gennaio 2005 - in modo del tutto illegittimo, così come per gli altri 480 cassintegrati della carrozzeria - non era né in Cigs né in mobilità ma era sospeso dal lavoro ed era pagato dalla Fiat con 580 euro mensili "garantiti" dal Tfr ! Venerdì mattina alle ore 9.30 - alla presenza dell'avvocato Medina - assemblea di tutti i cassintegrati della meccanica e della carrozzeria davanti alla portineria centrale dell'Alfa Romeo di Arese. Arese, 6-4-2005 Slai Cobas Alfa Romeo 07/04/2005 12.10.32 http://www.caserta24ore.it/ ........................................ ........ Ecco 1 dei motivi perche GM e chiunque altro stà ben lontano da fiat. Il Potere assoluto c'è l'hanno i lavoratori. Vedere qualunque altra azienda di oltre confine come risolvi i problemi di eccedenza di manodopera OK! --------------------------------- --------------------------------- Così la sinistra controlla il consenso elettorale di Paolo Della Sala Una sconfitta non si discute, tanto meno una sconfitta netta come quella delle regionali 2005, e a caldo è difficile fare analisi lucide. Qualcosa però si può dire, pur con beneficio di inventario. Perché l’Ulivo ha intercettato lo spostamento di voti? Si dice: è a causa della crisi economica. Lo ha affermato lo stesso Berlusconi, in Porta a Porta, prima ancora del voto. E’ indubbiamente vero che dal 2001 a oggi le elezioni in tutta Europa hanno sempre premiato le opposizioni, a causa della pesante crisi economica. Ma questo, tuttavia, non spiega tutto. Ad esempio, gli elettori di Genova erano “governati” da un sindaco unionista, da un presidente della Provincia unionista. Il presidente uscente della Regione era invece della CdL. Possibile che le colpe della crisi economica siano state imputate tutte alla Regione, e non al Comune e alla Provincia? Come mai allora Napoli ha votato -in dimensioni bulgare- per Bassolino? Eppure si tratta di una regione -ognuno lo vede- dall’economia sfasciata, con una organizzazione del territorio disastrosa (si pensi alla gestione dei rifiuti), con una situazione sociale degradata e degradante, nella quale la camorra e la cultura dell’illegalità non solo non sono sconfitte, ma sono più forti che mai. Se la Campania fosse governata dalla destra, l’Unità spiegherebbe l’arcano attribuendone la colpa al controllo dei voti da parte della camorra. Non sarebbe strano: è la spiegazione offerta dopo le elezioni in Sicilia... La chiave di lettura dell’economia, comunque sia, non spiega la sconfitta. Non la spiega tanto più se focalizziamo le quattro regioni dove maggiore è la presenza della Casa delle Libertà: Lombardia, Veneto, Lazio e Puglia. Si tratta delle zone che più contribuiscono alla ricchezza nazionale, dove maggiormente è diffusa la libera imprenditoria, dove è minore la gestione del territorio e dei capitali da parte delle sinistre, dove c’è minore cultura assistenzialista. A queste regioni si avvicina anche il Piemonte -dove non a caso la forbice tra i due schieramenti è piccola. Tuttavia a Torino governa un apparato industriale modellato sul capitalismo di stato, l’imprenditoria è concentrata ancora nelle mani della Fiat e dei suoi addentellati, c’è una marea di dipendenti desiderosi di politiche di tutela a “prescindere”. Nelle altre quattro regioni industrializzate (non contiamo l’Emilia e Romagna, caso di capitalismo di stato ad alto controllo, da un secolo a oggi), la percezione della crisi economica non ha spostato i voti degli elettori. No, la spiegazione economicista, da sola, non spiega tutto. La politica estera di Berlusconi è peraltro percepita correttamente dalla popolazione: non è certo colpa dell’alleanza con Blair e Bush questa débacle. Allora occorre guardare altrove. Intanto proprio il punctum dolens, l’anello debole di Berlusconi, ciò per cui egli viene messo in croce dal gruppo De Mita-De Benedetti-Prodi da 25 anni almeno: il supposto “dominio” dell’informazione. Berlusconi non controlla l’informazione politico-sociale, anzi ne è vittima sacrificale, come lo erano i democristiani. Ma lui ha meno potere di Andreotti. Secondo punto: il “partito leggero” non va. L’Italia è uno stato inguaribilmente bisognoso di leaders, e sottolineo il plurale, perché nel plurale sta la differenza. Infatti le sinistre hanno -da sempre-, dal 1919 a oggi, il controllo incontrastato dei governi periferici: è questo il vero potere reale. Attraverso sindacati e sindaci si controlla l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Anche nel governo centrale, i prodiani sono gli unici in grado di riaprire il “mercato” dei concorsi pubblici: scuola, sanità, stato e parastato. Inoltre le sinistre, che pure sono accredidate come “ambientaliste”, gestiscono da decenni la cementificazione del paese. Si tratta di cifre gestite in chiave di monopolio dalla Lega delle Cooperative. Il mercato edile, in questi anni di crisi, è diventato la vera Borsa Valori, offre rendimenti alti e sicuri. E se poi il mattone, oltre a offendere la vista, ha di fatto bloccato l’economia immobilizzando i capitali, chi se ne frega: la percezione popolare è che invece sia Berlusconi il cementificatore del paese. Ma il controllo non è solo del mercato edile: è anche delle corporazioni, sul modello del sistema di riferimento, il fascismo. Così architetti, ingegneri, insieme alle corporazioni dei medici e dei professori, sono dalla parte dell’Unione. C’è di più: la forza di avere la Legge dalla propria parte, alla lettera. Chi può negare che la corporazione dei magistrati è dalla parte di Prodi? Certo apparire come i “difensori della legge”, è una pubblicità straordinaria e gratuita, un surplus favoloso. L’imputato per l’affare SME è Berlusconi, invece di Prodi. Senza dimenticare, come si fa, le depenalizzazioni sul finanziamento al PCI da parte sovietica, gli appalti di Nomisma sulle Ferrovie etc. Aggiungiamo la massiccia dimostrazione di potere esercitata in supporto alla lista Mussolini. Sono queste esibizioni a convincere gli indecisi: la clamorosa notizia iniziale, subito dirottata dalla mossa veltroniana sugli archivi comunali letti indebitamente, fino alla allucinante sentenza del Consiglio di Stato e alla riammissione del colpevole nella parte della ragione. Una considerazione sui candidati e su alcune persone che formano la “classe dirigente” della CdL: il livello qualitativo di molti rappresentanti, a Roma e ancora più in periferia, è scadente. Chi comanda in Italia? Berlusconi deve costruire un partito che sia in grado di radicarsi nel territorio, che entri nella gestione dell’economia quotidiana, che abbia il controllo degli uffici tecnici comunali, che sia in grado di contrastare il monopolio prodiano sulla possibilità di allargare un muro di casa propria e mandare un figlio a lavorare in comune. Sono queste le cose che gli elettori guardano. Mentre negli Stati Uniti il legame tra politici e mondo della finanza e dell’economia è basato su lobbies-finanziatrici, che mantengono comunque una separazione tra i due poteri, in Italia la situazione è molto diversa. Le sinistre infatti non hanno soltanto il controllo del settore edile, cioé della massima industria nazionale, non solo hanno il controllo di molte corporazioni di professionisti, della maggior parte dei dipendenti pubblici, dei magistrati. Quanti i conflitti di interesse delle sinistre di cui non si può dire niente! Perché non si parla della proprietà di banche e fondazioni bancarie, il Monte dei Paschi ma non solo? Perché non si parla del controllo del settore agro-alimentare e della grande distribuzione, le Coop ma non solo? Perchè non si parla del patrimonio immobiliare ereditato dal PCI e dalla DC? Perché non si parla flirt con la Fiat, ancora un colosso nonostante la sua gestione da bucanieri? Queste sono quindi le cose alle quali guarda l’elettorato: chi ha il controllo reale dell’economia e del mercato del lavoro. Le tre televisioni di Berlusconi producono grandi profitti, ma sono poco e nulla di fronte alle proprietà dirette e indirette della sua controparte. Il controllo dell’informazione da parte delle sinistre è il più difficile dei nemici, soprattutto se si pensa che il migliore alleato di Scalfari è una gran parte di giornalisti “liberali” indecisi a tutto se non *********. Partendo dalla negazione della crisi economica come chiave che spiega l’11 a 2 delle regionali, siamo arrivati a una constatazione parallela: gli elettori hanno premiato chi offriva potere, controllo, possibilità, lavoro dipendente con pensione, servizi gratuiti, per quanto (questi due ultimi fattori) in una prospettiva provvisoria e nel quadro di un sistema fallimentare, com’era per la DC a fine anni ‘80. Difficile compito rovesciare questo quadro, e da svolgere in un anno soltanto. Non impossibile. Se le regioni fondamentali ed economicamente più dinamiche - dove l’alleanza con l’imprenditoria ha funzionato- riusciranno a trainare il resto della nazione. P.S. Dopo il referendum, sarà indispensabile allearsi coi radicali. Paolo della Sala http://www.opinione.it/ |
Anfia: a marzo veicoli commerciali in calo dell'1,4%
(Teleborsa) - Roma, 7 apr - Dopo l'andamento prudenziale registrato nei primi due mesi dell'anno (+0,3% rispetto all'analogo periodo 2004 con segni alternati: +3,3 a gennaio, -2,4 a febbraio), i veicoli commerciali fino a 3,5 t. hanno confermato a Marzo un mercato riflessivo. Lo si apprende da un comunicato Anfia. Nel mese scorso le consegne alla clientela sono ammontate a 19.960 unità pari a una flessione dell'1,4% nei confronti delle 20.248 unità di marzo 2004. Il risultato di Marzo ha portato il bilancio del primo trimestre a 53.601 unità, volume che è praticamente allineato (-0,4%) a quello del corrispondente periodo di un anno fa (53.798 unità). Pur in presenza della diffusa incertezza che sta caratterizzando il momento economico italiano, la domanda del settore tiene, anche se sta prevalendo un atteggiamento di cautela degli operatori. E' evidente che la dinamica della domanda potrebbe viaggiare su ritmi positivi se in parallelo migliorassero le aspettative e il clima di fiducia degli acquirenti, effetto possibile a questo punto solo grazie a una decisa impennata nella crescita economica, che pare però ancora non prossima. Buona la performance di Fiat Auto, che ha mantenuto saldamente la leadership del mercato con una quota in marzo salita al 38,2% con 7.619 unità, e che si è posizionata nel trimestre a ben il 39,4% del totale con 21.110 unità , in aumento rispetto al 39,2% del primo trimestre 2004. Questa performance è dovuta al successo di tutti i suoi modelli di punta, dal Ducato allo Scudo arricchito nelle dotazioni, oltre che al favore incontrato dal Doblò Cargo, sempre più apprezzato grazie anche alle brillanti prestazioni e ai consumi contenuti consentiti dal motore Multijet. Prosegue inoltre il brillante andamento di Iveco, che a Marzo (+0,8%) ha visto la quota salire al 9,4%, contro il 9,2% del 2004. Nel trimestre, con una crescita dei volumi dell'1,6%, la sua quota si è portata all'8,8%, in aumento rispetto a quella del pari periodo di un anno fa (8,6%). Si ricorda che Iveco, con il Daily, resta la marca leader del segmento più alto del comparto. 07/04/2005 - 12:50 ----------------------------- Prosegue a marzo il calo della domanda di auto: -8,63% Continuano i segni di cedimento della domanda nel mercato automobilistico in questa prima frazione del 2005, e con andamenti progressivamente più negativi. Secondo i dati provvisori del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, infatti, dopo i rallentamenti di gennaio (-3,2%) e di febbraio (-5,5%) le immatricolazioni di vetture nuove a marzo hanno incontrato un ulteriore e più preoccupante scalino negativo (-8,63% ), con 228.104 unità a fronte delle 249.659 unità di marzo 2004, che aveva beneficiato di un giorno lavorativo in più (23 contro i 22 di quest’anno). A parità di giornate lavorative la flessione si riduce a –4,5%, un tasso che comunque ribadisce la presenza di una dinamica indebolita della domanda, che sconta un quadro congiunturale su cui s'accumulano di mese in mese dati permanentemente negativi. Il consuntivo di marzo, vicino alle previsioni che l’Anfia aveva formulato a inizio mese (226.000 unita’), ha portato il bilancio del primo trimestre a 638.745 unità, pari ad una contrazione del 5,7% ( era del 4,3% a fine febbraio) nei confronti del corrispondente trimestre del 2004 (677.402 immatricolazioni). Si tratta per il trimestre dei livelli più bassi degli ultimi otto anni. Un andamento analogo alle immatricolazioni e’ stato registrato dagli ordini, i quali, secondo un primo rilevamento anfia/unrae ancora indicativo, sono risultati pari a circa 222.000 unita’, inferiori quindi dell’ 8,2% rispetto alla raccolta di marzo dello scorso anno. I tre cali consecutivi delle immatricolazioni fanno ovviamente ritarare al ribasso le attese per i prossimi mesi, soprattutto perché al momento non compaiono segnali di inversione di tendenza dell'economia o di ripresa della propensione alla spesa dei consumatori. Ciò lascia pensare che per l’intero 2005 si registrerà un volume inferiore a quello del 2004 ( 2.263.693 unita’:+0,7% sul 2003), e che perciò, a meno di sensibili recuperi nei prossimi mesi, il mercato potrebbe collocarsi attorno a 2.150.000 unità. Il fiacco andamento della domanda, nonostante l’impegno delle case automobilistiche in termini di promozioni e di agevolazioni all’acquisto, e’ legato come detto a doppio filo alle difficolta’ dello scenario economico. Gioca contro anche l'irrefrenabile aumento dei prezzi dei carburanti, che, oltre a incidere non poco sul bilancio dei consumatori, sta gia' avendo effetti negativi sull’inflazione. Non dimentichiamo poi che, anche per l'effetto perverso della tassazione delle accise, l'aumento del prezzo del carburante fa lievitare la gia’ formidabile pressione fiscale che grava sull’automobile, che, secondo le stime dell’anfia, nel 2004 ha rappresentato piu' del 21% delle entrate tributarie con 74,5 miliardi di euro (144.000 miliardi delle vecchie lire). Le marche nazionali hanno immatricolato 64.403 unita’ a marzo, con una quota del 28,23% e 181.238 unita’ nel trimestre pari al 28,37% del totale. Esse continuano a seguire il percorso virtuoso delle nuove politiche commerciali di fiat auto, impegnata a raggiungere una migliore qualita' e redditivita' delle vendite, privilegiando i canali e i clienti piu' remunerativi. Nei prossimi mesi, se si concretizzassero l’auspicata ripresa economica e in parallelo, un ritorno dei prezzi del petrolio su livelli piu’ accettabili di quelli attuali, il mercato potrebbe esprimersi meglio di quanto non abbia fatto finora, soprattutto tenuto conto degli stimoli all’acquisto legati all’offerta dei numerosi nuovi modelli lanciati in corso d’anno, fra cui e' attesissima la nuova fiat punto, e nei segmenti superiori la croma e le alfa romeo 159 e brera. Tornando alle immatricolazioni, fra le dieci vetture piu' vendute in marzo le prime tre posizioni sono occupate da modelli fiat auto. La fiat punto e' largamente in testa con 17.255 unita', seguita al secondo posto dalla nuova panda con 13.473 unita' e al terzo dalla lancia ypsilon (8.075 unita'). Esaminando i prodotti di nicchia, si sono confermate anche in marzo le ottime prestazioni dei monovolumi fiat ulysse e lancia phedra, che con una quota complessiva del 28,2% detengono insieme la leadership nel loro specifico segmento. Fra i piccoli monovolumi prosegue il significativo successo della fiat idea e della lancia musa. I due modelli insieme hanno acquisito, in tale segmento, una quota leader del 29%. Si sottolinea inoltre, nei multispazio, la piu' che brillante performance del fiat doblo' che, dopo aver acquisito nell'intero 2004 oltre il 35% del proprio segmento, ha rafforzato in marzo la sua leadership con una quota del 38,5%. E' proseguito il buon andamento delle vendite delle vetture a gasolio con una quota a marzo del 58,05%, piu’ lieve rispetto ai mesi precedenti a seguito del progressivo avvicinamento del prezzo del gasolio a quello della benzina. In questo comparto la fiat punto, sempre molto richiesta con i suoi bassi consumi nella versione multjet, e' stata la vettura piu' venduta con 8.812 unita', seguita nel mese al settimo posto dalla lancia ypsilon (4.017 unita’), all’ottavo dalla fiat stilo (3.829 unita') e al non0 dall’alfa 147 (3.783 unita'). Infine il mercato dell'usato ha riconfermato il debole andamento iniziato a gennaio. Secondo i dati del ministero delle infrastrutture e dei trasporti i passaggi di proprieta', comprensivi delle minivolture, sono ammontate a marzo a 423.972 unita', con un calo del 6,3%; mentre nei primi tre mesi (1.149.897 unita’) la flessione e’ stata del 5,3% rispetto al primo trimestre del 2004. Il comparto delle vetture usate, oltre che per la debole situazione congiunturale, soffre in particolare di una forma di tassazione assurdamente esosa - rispetto al resto d'europa - come l’ipt (imposta provinciale di trascrizione) e che penalizza i trasferimenti di proprieta’. http://www.infomotori.com/a_299_IT_15006_1.html |
TITOLI CALDI/ FIAT SOFFRE ROTTURA TECNICA AREA 5,4 EURO (-3%)07/04/2005
Confermata presentazione Croma per 18 aprile Milano, 7 apr. (Apcom) - Fiat scivola sui minimi di seduta e perde il 3,12% arrivando a quota 5,32 euro. Scambiati 10,6 milioni di azioni in linea con la media giornaliera dell'ultimo mese. Sul parterre si sono diffusi rumors su un rinvio del lancio della Croma, ma un portavoce del gruppo ha invece sottolineato che non ci sarà alcun slittamento: "La presentazione stampa della Croma resta fissata, come previsto, per il 18 aprile e la commercializzazione comincerà a giugno". "Il titolo ha rotto la soglia dei 5,40 euro e molti investitori colgono l'occasione per shortare" commenta Gabriele Parini analista di Abaxbank. "Fino a 5,22 euro non ci sono supporti, c'è ancora spazio di downside" continua l'analista. Il titolo ha iniziato a perdere quota nelle ultime due sedute, dopo l'annuncio della cassa integrazione che toccherà 1.500 lavoratori del gruppo. Il mercato teme quindi che le previsioni sul mercato fatte dal gruppo per i prossimi mesi siano tutt'altro che rosee e anche dai nuovi modelli non ci si possa aspettare molto a breve. "In termini di volumi è importante il lancio della nuova Punto ma per questo bisognerà aspettare dopo l'estate", spiega l'analista di Abaxbank. |
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.....ma andate a quel paeseeee perche`, tutto questo non si sapeva gia` mesi fa?!?!?? Per la cassa integrazione si sapeva ci sarebbe stata in abbondanza fino al lancio dei nuovi modelli... dicevano che se si mettevano d` accordo con gm il titolo volava.... Comincio a credere FORTEMENTE che tutto questo e` pura speculazione... dunque ... dicono che se fa accordo tutto ok ed i polli comprano, cosi` cominciano a shortare a mani basse tanto, conoscono bene le difficolta` del momento.. Hanno tempo per shortare fino uscita nuovi modelli o probabile annuncio di qualche accordo... a quel punto.... zzzac scattano le ricoperture. Vi ricordo che il valore NOMINALE di Fiat e` 5!!! |
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1 Allegato/i
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verissimo.il valore nominale dell'azione all'aumento di capitale fatto dalle banche e' 5.senza l'auto Fiat varebbe il doppio di adesso |
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peccato che ..........:rolleyes: |
MILANO (Reuters)* Pesante FIAT che chiude a -2,62% a 5,342 euro euro sui minimi da metà maggio dello scorso anno, in un contesto debole per le auto in Europa (Stoxx -1,6+%).
"In un ottica di rigiro di portafogli, in una seduta come quella di oggi in cui il mercato cerca spunti speculativi il titolo Fiat è tra i primi ad essere sacrificati, in uno scenario di settore comunque non positivo non solo in Europa, ma anche a livello globale", dice un operatore. ----------------------- Giovedì 7 Aprile 2005, 16:36 Fiat: Annuncia 380 Mln Di Investimenti In Brasile (ASCA) - Roma, 7 apr - La Fiat investira' 380 milioni di euro in Brasile, per los viluppo della sua presenza nel mercato sudamericano. La decisione e' stata comunicata oggi dall'amministratore delegato, Sergio Marchionne, al governatore dello stato del Minas Gerais, Aecio Neves, durante un incontro nella sede della Fiat a Torino. Erano presenti, inoltre, il presidente della Fiat in Brasile, Cledorvino Belini, ed il segretario di stato per lo Sviluppo Economico del Minas Gerais, Wilson Brumer. Gli investimenti sono destinati allo sviluppo di tecnologie innovative nel settore autoveicolistico e nuovi veicoli prodotti nello stabilimento Fiasa a Betim, nello stato brasiliano del Mi nas Gerais. ''Il Brasile - ha commentato Marchionne - e' il secondo mercato mondiale per Fiat Auto e lo stato del Minas Gerais si conferma un valido partner della nostra azienda nella sua oltre trentennale presenza in Brasile. Il nostro impegno nell'industria dell'auto e' confortato dai brillanti recenti risultati del mercato, che ci vede ancora una volta leader in questi primi tre mesi del 2005''. ------------------------- Giovedì 7 Aprile 2005 Fiat: Sotto Pressione In Borsa (-3%), Passa 1,6% Capitale (ANSA) - MILANO, 7 APR - Fiat sotto la pressione delle vendite a Piazza Affari, con un calo del 3,026% a 5,32 euro, tra scambi intensi. Sono già passate di mano infatti oltre 16,4 milioni di azioni del Lingotto, pari all'1,6% del capitale sociale e al 2% del capitale ordinario. Gli operatori parlano di timori sull'andamento dei conti del primo trimestre. Anche a livello europeo il comparto dell'auto è sotto pressione, con un tonfo del 4,8% per DaimlerChrysler , dopo che le vendite del marchio Bmw sono salite del 7,8% nel primo trimestre, superando per la prima volta in oltre dieci anni quelle del rivale di sempre, la controllata di DaimlerChrysler Mercedes-Benz.(ANSA). ---------------------- FIAT: SCIVOLA VERSO I MINIMI DEGLI ULTIMI DUE ANNI Situazione critica per Fiat che, dopo aver violato i supporti rappresentati dai minimi del 22 febbraio a quota 5.57 euro, ha rotto anche quelli a 5.41 (fine ottobre), ultimo sostegno in grado di impedire alle quotazioni di andare a testare area 5.10/5.20. Questi ultimi livelli costituiscono la base del movimento laterale creatosi a partire da inizio 2003 e la loro eventuale violazione segnerebbe la ripresa del bear trend di lungo periodo con obiettivi a 3 euro circa. Segnali incoraggianti solo in caso di rapido ritorno oltre 5.41. (S.F.) ----------------------------- |
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come fiat che VIVE nel paese dell'incontrario.... ;) |
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E in questo LE BANCHE sono MAESTRE... :yes: :yes: :yes: Rinegozieranno ....cambiando le modalità del contratto del prestito. Abbassando il più possibile il valore delle azioni nel nuovo contratto. Più abbassano la media più titoli avranno in GARANZIA. |
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In poche parole si fanno i Ca.zzi LORO. |
E' poi vorrei vedere se cade la fiat in italia
(cose che molti sperano e desiderano nel FOL e non solo) ....Quante altre (società MIB30 del bel paese)con altarini ben più trabbalanti la seguiranno.....sarebbe uno tsunami .........nel confronto la parmalat era una alta marea .......... :D |
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Vorrei vedere chi la compra ad 1 € visto che GM ha pagato 1,55 miliardi di € per NON comprarla... ;) |
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probabilmente xche siamo dei fanfaroni, con tanto buon gusto, ma fanfaroni. (la massa naturalmente) xche lo so che Fermi, Leonardo, Michelangelo, Rubbia sono italiani. Ma sono troppo pochiiiiiiiiii. Il problema é la MASSA. :wall: e i troppo furbi, che pensano solo al proprio orticello credendo che se gli va bene possa continuare in eterno. |
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MILANO (Reuters)-Bnl ha accantonato nel bilancio 2004 93 mln a fronte del prestito Fiat.
FIAT - Fiat investirà in Brasile 380 mln di euro dal 2005 al 2007, ha detto ieri Sergio Marchionne incontrando il governatore dello stato brasiliano del Minas Gerais --------------------------- IL SOLE 24 ORE Fiat investe 380 milioni nell'auto in Brasile. Il titolo scivola in Borsa con volumi di scambi elevati. Timori che la congiuntura pesi sui conti. -------------------------- MILANO (MF-DJ)--Possibile un recupero di Fiat, che si avvicinapericolosamente al valore nominale. ----------------------- KO! IL SOLE 24 ORE Fiat investe 380 milioni nell'auto in Brasile. Il titolo scivola in Borsa con volumi di scambi elevati. Timori che la congiuntura pesi sui conti. KO! In Brasile che sono i numeri 1 (UNO) Non dovevano investire????????????? Che scusa del C.AZZO!!!!!!!!!!!!!!!!! |
LONDRA, 09.47
F.1: Gpwc cambia nome, Ferrari e Fiat ne restano fuori (ANSA) - LONDRA, 8 APR - I responsabili di 9 delle 10 scuderie e di 5 dei grandi costruttori della F1 hanno deciso di cambiare nome al campionato alterativo Gpwc. La 'vecchia' associazione, fondata da Fiat, DaimlerChrysler, Renault, Bmw e Ford, e' diventata Grand Prix Racing (GPR) e di essa non fanno parte Ferrari ne' Fiat. Alla GPR, che punta a creare un nuovo Mondiale dopo il 2007, partecipano BMW, Mercedes, Honda, Renault e Toyota. Il gruppo disertera' l'incontro programmato dal presidente Fia Mosley il 15 aprile. |
TITOLI CALDI/ FIAT DEBOLE, MS VEDE PERDITA 2005 A 678 MLN (-0,3%)
08/04/2005 Serve nuovo partner industriale Milano, 8 apr. (Apcom) - Dopo lo scivolone della vigilia Fiat stenta a riprendersi. Il titolo resta debole e cede lo 0,32% a quota 5,32 euro. Passati di mano 3,6 milioni di azioni. Oggi Morgan Stanley conferma con un report il suo giudizio 'underweight' sul titolo (sottopesare). Gli esperti ritengono che la priorità per il Lingotto sia trovare un partner, ma per questo bisognerà attendere. Il partner più probabile è infatti la cinese Saic che però "non sembra avere la stessa urgenza di Fiat a finalizzare il deal", si legge in un report. Senza partner il futuro del gruppo torinese, a detta del broker, è tutt'altro che sereno. "Ci aspettiamo un calo dei volumi di Fiat nel primo trimestre superiore al 10% anno su anno" spiegano gli esperti. Inoltre secondo: "I target 2005 dati dal management sono troppo aggressivi visto il clima deteriorato" continua il report. Gli esperti di MS stimano una perdita operativa per Fiat Auto a 678 milioni di euro nel 2005, più del doppio di quanto stimato dalla società. ----------------------------------- (Apcom) Il partner più probabile è infatti la cinese Saic che però "non sembra avere la stessa urgenza di Fiat a finalizzare il deal", si legge in un report. Spystocks"La ricerca di un nuovo partner rappresenta una priorità per Fiat, mente i partner potenziali possono permettersi di aspettare". Gli analisti di MS che seguono il mercato auto cinese credono che "Saic potrebbe essere attratta dal design e dalla tecnologia di Fiat, ma non avrebbe l'urgenza di concludere un'alleanza come Fiat (o Rover) vorrebbero" ------------------------------------------ Ma sti cinesi non se ne erano andati?? :confused: :mmmm: |
Venerdì 8 Aprile 2005, 10:36
Previsioni di Elliott: Fiat, ha ancora senso mantenere un'ipotesi rialzista ? Di FtaOnline A marzo il mercato dell'auto ha registrato un calo delle immatricolazioni dell'8,63% (dopo essere sceso a febbraio del 5,5%). Per quello che riguarda il dato trimestrale (638mila 745 unità) si è trattato del valore più basso degli ultimi 8 anni. Per il gruppo Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) la situazione risulta essere ancora peggiore: -9,34% a marzo, -8,68 sul trimestre. E certamente il costo di benzine e gasolio alle stelle unitamente ad una congiuntura difficile non sono elementi che permettono di prevedere una svolta in positivo a breve termine. A seguito di questi dati Fiat ha comunicato ai sindacati il ricorso per i prossimi tre mesi alla cassa integrazione, provvedimento che vedrà coinvolti anche 1500 impiegati. Non c'è quindi da meravigliarsi se il titoli in borsa ha accusato un pesante calo, facendo registrare il 7 aprile la chiusura di seduta più bassa dal maggio 2004. Il quadro grafico quindi per il momento non muta: con il ribasso del 21 febbraio, avvenuto per altro su volumi elevati, Fiat aveva infatti violato sia la media mobile a 100 sedute, approssimazione del trend di medio termine, sia la linea di tendenza che sale dai minimi di fine ottobre, entrambe resistenze, prima supporti, testati nuovamente dal basso ad inizio marzo e poi definitivamente abbandonati. Il rialzo visto nel trimestre a partire dai minimi di ottobre 2004 a 5.41 euro si è dimostrato quindi di natura correttiva rispetto alla discesa dal top del giugno 2004 in area 7 euro. In termini di onde di Elliott si tratta di una onda B intermedia tra la A vista nel periodo giugno - ottobre 2004 ed una C ancora tutta da disegnare, della quale potremmo aver visto per il momento solo l'onda 1, fino al minimo del 22 febbraio, la 2, fino al top del 2 marzo, e l'avvio di 3. Tale ipotesi trova conforto anche nella osservazione che il picco del 31 gennaio a 6.395 euro si colloca sul 62% di ritracciamento del ribasso dai massimi estivi: il fatto che una reazione si arresti senza superare l'ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci ne tradisce la fisionomia correttiva, facendo pensare che il trend principale, in questo caso ribassista, sia destinato a riprendere. Un primo punto fermo nel quadro grafico di medio termine di Fiat è quindi che area 6.40 rappresenta lo spartiacque tra una evoluzione rialzista, destinata a prendere nuovamente contatto con i massimi di area 7 euro, ed una ribassista, dove il trend negativo sperimentato nel periodo giugno-ottobre 2004 potrebbe riprendere il suo corso, come fa per altro ipotizzare la discesa al di sotto dei minimi di ottobre 2004 vista ieri. I primi segnali negativi a conferma dell'ipotesi ribassista sono già stati archiviati con la violazione dei 5.60 euro, dove le quotazioni avevano cercato di costruire una base, e con la violazione ieri di 5,41, con il titolo indirizzato ora verso un test del supporto critico di lungo termine posto tra i 5.10 ed i 5.20 euro. E' necessario sottolineare in questa fase che gli obiettivi calcolati in base alla conta delle onde oltrepassano anche la soglia di 5,10/20: la proiezione della ampiezza di A a partire dal top di B, quindi dal massimo del 31 gennaio a 6.40 circa, fornisce un primo target per la C a quota 4.80 euro, raggiungibile alla rottura di 5.40. Anche tralasciando la lettura che si può fare in termini elliottiani del quadro grafico del titolo le conclusioni che si possono trarre con una analisi di tipo grafico tradizionale non sono incoraggianti: Fiat oscilla ormai da due anni circa in un trading range laterale delimitato superiormente da una resistenza in area 7 euro e da un supporto posto appunto in area 5.10/5.20 euro, la cui violazione porrebbe fine alla fase laterale prospettando il raggiungimento di obiettivi distanti in modo proporzionale alla ampiezza della fase laterale stessa, quindi collocati nella migliore delle ipotesi in area 3.80/90 euro (secondo obiettivo dell'onda C in base alla proiezione di A), con il rischio di andare ad interessare nel medio - lungo termine anche i 3.20 euro. Rimbalzi che avessero luogo dai 5.10/20 euro dovrebbero trovare la forza per portarsi al di sopra di quota 6.20 per cancellare il sentiment negativo espresso in questo momento dal grafico. Oltre quota 6.20 la situazione tornerebbe in equilibrio, con i prezzi che potrebbero facilmente tornare ad interessare il limite superiore del range laterale ormai consueto, in area 7 euro (resistenze intermedie a 6.65 euro). La lettura in termini di onde sarebbe in quel caso di una onda B ancora non terminata, facente quindi parte di una correzione di tipo flat, molto meno dannosa per il titolo dello zig zag che potrebbe essere attualmente in corso di formazione (il rialzo ottobre - gennaio sarebbe la onda a di B, il ribasso attuale la b si B, a seguire si potrebbe realizzare una onda c di B rialzista). Per capire se effettivamente, nel medio termine ha ancora senso mantenere una ipotesi rialzista, seppure secondaria, o se il top visto a giugno rappresentava quanto di buono il titolo era in grado di esprimere prima di arrendersi definitivamente alle pressioni di vendita, è necessario fare un passo indietro e considerare il quadro di lungo termine, dove le onde di Elliott identificano un grosso pattern correttivo, probabilmente ancora in via di sviluppo. Il rialzo dai minimi del 1992 al top del '98 appare infatti da contare in tre segmenti, quindi una tipica onda B (uno zig zag, dal momento che è contenuta all'interno di un canale, con equality tra la a della B - 1992:1994- e la c della B - 1996:1998). La discesa dal top del 1986 sarebbe quindi stata la A della terna, mentre il ribasso dai massimi del '98 sarebbe l'onda C. Un primo obiettivo della C in base alla ampiezza di A era sugli 8.80 euro, livello superato al ribasso già nel 2002. Se le ipotesi avanzate fino a questo punto sono corrette, la discesa dal top del '98 deve essere contata in 5 onde (la C è sempre in 5). Di questa C potremmo aver visto la onda 1, tutta disegnata nel '98, la 2, fino al top di metà '99, ed una 3, estesa rispetto alla 1, fino al minimo del 2003. La fase laterale sviluppatasi dai minimi del 2003 ad oggi sarebbe quindi una onda correttiva, la 4. La onda 2 sembra essersi sviluppata come uno zig zag, quindi per la legge dell'alternanza la 4 dovrebbe risultare un flat. Tale ipotesi pare confermata dalla conformazione laterale degli ultimi mesi. Dai minimi del marzo 2003 abbiamo assistito ad un rialzo (fino al top del giugno '03), ad un ribasso (fino al minimo del luglio, sempre 2003), ad un nuovo rialzo fino al top del settembre, poco superiore al massimo di giugno, e poi una lunga discesa fino al minimo di maggio 2004. Questo "swing" laterale potrebbe benissimo essere la correzione (onda 4) già conclusa ed addirittura nascondere, con il ribasso dal top del settembre 2003, anche l'avvio della 5. Segnali inequivocabili in questo senso verrebbero alla rottura dei minimi di fine marzo 2003 a 5.10 euro circa (l'obiettivo della 5 in quel caso sarebbe nella migliore delle ipotesi a 1.4 euro). Dal punto di vista grafico è credibile l'ipotesi secondo la quale il rialzo dai minimi del marzo 2003 sarebbe stato la onda A della 4, poi il ribasso - rialzo - ribasso fino al minimo di maggio 2004 sarebbe stata la onda B della 4, e quindi dai minimi del 17 maggio a 5.22 sarebbe partita l'onda C, terminata nell'estate 2004 (il cui target di area 7, derivato dalla ampiezza di A, è stato raggiunto a fine giugno). Da quanto detto sopra si ricava che il ribasso dai massimi di giugno 2004 potrebbe essere l'avvio di onda 5 del ribasso di più lungo termine, destinata quindi a scendere sotto i 5 euro. In questo caso la serie dai massimi dell'estate 2004 sarebbe da contare come 1-2 con una 3 in via di sviluppo e non come A - B con un C in via di sviluppo. In ottica di breve - medio termine le cose tuttavia non cambiano, rimane il rischio di una violazione dei 5.10 euro che verrebbe negato solo dal superamento di area 7 euro. Operativamente: sotto 5.40 c'è stato un primo segnale di riduzione / estinzione di posizioni di acquisto. Solo i più aggressivi potrebbero tentare acquisti in caso di discese in area 5.20, protetti da uno stop vicino, già sotto quota 5.00 euro. In ogni caso rimbalzi da area 5.20 che riportassero i prezzi in area 5.80/90 andrebbero sfruttati per chiudere / alleggerire posizioni al rialzo, da riaprire solo oltre area 6.20 con target a 7 euro. |
Venerdì 8 Aprile 2005, 10:30
Fiat sempre debole, è necessario trovare un partner per l'Auto Fiat sempre debole a piazza Affari. Il titolo, che ieri aveva ceduto ben il 2,62%, arretra oggi dello 0,13% a 5,33 euro. A destare preoccupazione sono ancora una volta le sorti dell'Auto, tanto che secondo Morgan Stanley l'unica soluzione potrebbe essere quella di trovare una valida partnership. "Dopo la rottura con General Motors (NYSE: GM - notizie) , per noi Fiat dovrà rispondere con un piano di ristrutturazione aggressivo o una significativa nuova alleanza con un Oem (Londra: OEM.L - notizie) , o preferibilmente con entrambe le cose", commenta Adam Jonas, analista di questa banca d'affari. "Ultimamente non ci sono state novità se non il deterioramento del contesto economico italiano e del mercato dell'auto nazionale. Crediamo che il forte recente calo del prezzo di Fiat in Borsa suggerisca che gli investitori stiano perdendo fiducia nelle possibilità del gruppo di raggiungere un margine negativo dell'1,5% per l'Auto, obiettivo del management". "Il Lingotto ha risposto all'eccesso di capacità produttiva lasciando a riposo circa 17.000 lavoratori nei suoi 5 impianti di assemblaggio italiani inclusa la chiusura di Termini Imerese fino alla fine di settembre. Fiat ha già sfruttato in precedenza questa possibilità concessa dalla legge in materia di lavoro in Italia, ma sicuramente tale scappatoia non rappresenta una riduzione a lungo termine della capacità produttiva", specifica l'esperto che sui Fiat ha un rating di underweight (sottopesare in portafoglio). "Crediamo che trovare nuovi partner sia una priorità assoluta per il Lingotto, ma alleati potenziali si possono permettere di aspettare. Secondo il nostro team di esperti nel comparto auto cinese, Saic può essere interessata alla tecnologia e al design del gruppo torinese. In ogni caso, i cinesi probabilmente potrebbero non avere la stessa urgenza di Fiat e di Rover a finalizzare un accordo". Si ricorda infatti che la Saic è in trattative anche con l'azienda britannica. "Ad esempio, Rover ha fermato la produzione indefinitamente in quanto cerca di strutturare un'alleanza con i cinesi, un fatto che dà a Saic un vantaggio competitivo. Sicuramente inoltre il contesto non è dei migliori. Basandoci sui dati preliminari e attuali, ci aspettiamo che il volume di auto di Fiat nel primo trimestre si ridurrà di oltre il 10% anno su anno. Solo a marzo, le vendite del Lingotto sono scese del 9% in Italia e di circa il 50% nel Regno Unito". "I costi delle materie prime e la pressione dei prezzi non sono stati ancora abbattuti. Riteniamo che gli obiettivi del management per il 2005 per la divisione Auto siano troppo aggressivi dato il contesto deteriorato. Ci aspettiamo ora che l'Auto realizzi una perdita operativa di 678 milioni di euro nell'anno in corso, oltre due volte il target del gruppo. Nelle nostre previsioni i fattori più positivi sono di gran lunga il risparmio dei costi, soprattutto grazie alla divisione dei costi della messa in cassa integrazione con il Governo italiano, e da spese più ridotte per i colletti bianchi e per il marketing". "Una riduzione permanente della capacità produttiva e/o la creazione di una partnership significativa con un altro Oem globale dovrebbero aiutare a ribilanciare il livello di rischio di Fiat e dare stabilità al prezzo dell'azione. Fino a che tali azioni e annunci non verranno fatti, vediamo poco spazio per una ripresa sostenibile del business dell'auto. Il gruppo torinese è l'unico nel nostro paniere europeo a produrre un Irr, vale a dire un internal rate of return, negativo nel nostro modello di valutazione Lbo", conclude Adam Jonas di Morgan Stanley. Paola Longo http://it.biz.yahoo.com/050408/244/36gjk.html |
E questo il modo per risollevare L'Azienda?????????
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:confused:
Non mi sembrano molto preoccupati delle sorti della Società...(LORO)....si direbbe !? :rolleyes: Visto che Pensano e Sprecano ENERGIE in cose Futili..... D'altronde non è tutta la NOSTRA (Italia) SOCIETA' ...FUTILE.!? :D --------------------------------------- Dopo le felpe e le borsette sold out in tutta la Penisola e oltre confine, lo scatenato Lapo Elkann inaugura finalmente anche il Fiat Café, esclusivo spazio espositivo del design FIAT. Nella settimana del Salone del Mobile, è già pieno overbooking di vip per la festa più ambita della kermesse, quella appunto dell'inaugurazione del Fiat Café, alle 21.30 del prossimo giovedì 14 aprile, nel nuovo spazio all'aperto, estensione del Palazzo della Triennale. Voci di corridoio sussurrano che oltre al "bel mondo" milanese affluirà al bar - destinato nei progetti di Lapo a diventare l'"alcova preferita" del Made in Italy, tra mostre, appuntamenti, vernissage - tutto il gotha del bel design mondiale: dal "best seller" Gaetano Pesce, all'ormai immancabile Philippe Starck. Intanto i due mastri cerimonieri della festa, Lupo Lapo e Luca Cordero di Monteprezzemolo si fregano le mani. http://213.215.144.81 -- |
tutti gli shortisti sono rimasti un po spiazzati da quel tipo con 500.000 pezzi in acquisto. In quest mom si stanno facendo un giro di telefonate per decidere sul dafarsi.... continuare a rischiare aumentando il livello di short fino a 5.2 come volevano o ricoprirsi?!?! .... sono un po disperati perche` in questo mom fiat era unico titolo facile facile da shortare....
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Per la new entry italiana è stato previsto un investimento di 640
milioni di euro. Già installati 220 nuovi robot dei 247 previsti La nuova Fiat Punto nascerà nella fabbrica di Melfi La nuova Fiat Punto, per ora conosciuta con la sigla di progetto '199' e che debutterà dopo l'estate - sarà costruita solo nello stabilimento di Melfi (Potenza): è quanto è stato ribadito durante un incontro tra la direzione aziendale della Fiat di Melfi ed i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom, Uilm, Ugl, Failms e Rsi che si è tenuto nella sede dell'Assindustria di Potenza per la prima verifica dell'accordo del 10 dicembre 2004. Durante l' incontro l'azienda ha illustrato lo stato di attuazione degli investimenti (640 milioni di euro) previsti dagli accordi del 2004, sottolineando "che in questi giorni si stanno terminando le verifiche di processo in stabilimento con una produzione di quattro nuove Punto al giorno". La direzione aziendale, oltre a sottolineare che la nuova Fiat Punto sarà costruita solo nello stabilimento di Melfi, ha annunciato che "è stato realizzato l' ampliamento del 'pilota' per maggiori funzioni specialistiche; che sono stati installati 220 nuovi robot dei 247 previsti; e che è stata predisposta la linea Melfi 1 per le nuove tecnologie per la nuova 'Punto', per il miglioramento delle condizioni di lavoro". La delegazione sindacale, dal canto suo, ha sollecitato la Fiat "ad aprire il confronto a livello nazionale sulla crisi del settore auto con il coinvolgimento del Governo e delle regioni". (8 aprile 2005) |
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Fiat 199, la nuova Punto: dove la produrranno (e quante ne verranno prodotte)?
Le nostre fonti ci informano che la Fiat 199, la nuova Punto, verra' prodotta solo ed esclusivamente nello stabilimento SATA di Melfi. Per i numeri, si parla di 390.000 vetture all'anno. http://cad.affari.to/item.php?art_id=57 ------------------------------------- Il Progetto 199, comunemente chiamato "Nuova Punto", vedrà gli albori nel prossimo Settembre 2005 in occasione del Salone di Francoforte, con immediata commercializzazione, ed andrà ad affiancare l'attuale modello che potrebbe rimanere in produzione per ancora due anni, a seguito del successo che sta riscuotendo. Le innovazioni di questo modello partono dal pianale, frutto della collaborazione GM-Fiat, chiamato per l'occasione Small Vehicle Architecture; il nome nasconde qualcosa di più grande, poiché sarà finalizzato ad equipaggiare una vasta gamma di veicoli futuri, a cominciare dalle Opel "Corsa" e "Meriva" del 2006 , Lancia "Epsilon", e le attuali Lancia "Musa" e Fiat "Idea". Ancora dubbie le ipotesi di adattamento sui futuri progetti di Fiat "Barchetta" e Lancia "Fulvia". Tornando alla "Nuova Punto", è doveroso citare il nome di Giorgetto Giugiaro quale ideatore del design innovativo di questo modello. Il suo operato comincia dalle dimensioni: in un corpo vettura di 4 metri trova spazio un generoso frontale, caratterizzato da un largo paraurti sviluppato in osservanza delle nuove normative Europee del 2005 sulla sicurezza dei pedoni, e presenta una vistosa griglia radiatore che ricorda il recente restyling della Fiat Barchetta roadster. I proiettori sono sviluppati con una linea protratta verso il cofano, filante e accattivante, più larghi dei precedenti modelli, in simpatia alle ben più costose Maserati Coupe e Spyder, mentre i fanali posteriori trovano il solito alloggio che tutti conoscono da 10 anni, ovviamente rivisto per questo nuovo modello, di facile intuito se si pensa alla nuova Lancia Y. A seguito della filosofia di casa Fiat recentemente sviluppata su "Idea", la "Nuova Punto" trarrà gli stessi concetti di spaziosità e vivibilità interna a partire dalla luminosità dell'abitacolo. Per questo motivo la parte anteriore degli sportelli vedrà la scomparsa degli specchietti retrovisori per lasciare spazio ad un finestrino angolare, subito sotto del quale saranno incastonati i nuovi specchietti dal profilo più accattivante e sportivo, come già visto su "Stilo" e "Barchetta". Il posteriore ha subìto anch'esso importanti rivisitazioni, ma sempre nel rispetto della tradizione, sicché i fanali sono incastonati nella parte alta dei montanti, lasciando spazio al portellone per garantire la massima capacità di carico e scarico del bagagliaio. Ampia flessibilità anche per quanto riguarda i motori di questa "Nuova Punto". Sono infatti previsti 4 motori benzina e 3 diesel in diverse configurazioni di potenza per soddisfare le necessità di ognuno. BENZINA GASOLIO 1.2 65CV 1.3 M-JET 70CV 1.4 80CV 1.3 M-JET 90CV 1.4 100CV 1.9 M-JET 120CV 1.8 130CV 1.9 M-JET 150CV 1.6T 180CV* 1.6 M-JET 105CV* 1.6 115CV* 1.6 M-JET 120CV* Prevalgono ancora dubbi sulle nuove motorizzazioni 1.6 Turbo e Aspirato e 1.6 Multijet che potrebbero essere commercializzati nel corso del 2006, mentre è confermata la presenza del 1.9 Multijet da 150cv per le versioni Sporting. Novità anche sul fronte delle ruote, elemento sempre più di stile in questi ultimi anni, difatti tutte le versioni base saranno equipaggiate con cerchi da 15 pollici e mozzo a 4 bulloni nella classica configurazione 4x98mm. Le versioni sportive vanteranno, invece, un nuovo mozzo a 5 bulloni e cerchi da 16" come già avviene per la "Barchetta", e cerchi da 17" equipaggeranno la versione "Abarth". http://www.puntoracingclub.it/news.htm ------------------------------------ |
Fiat 199, la nuova Punto
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Serve al marchio. Assieme alle vetture naturalmente |
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perciò mai fidarsi del book. la differenza la fa sempre il denaro lettera al meglio. |
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Anche questa non è malaccio.... :D :D
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O fanno finta di non guardare al futuro. Anche se dipende da cosa uno vede nel fututo. |
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secondo il mio modesto modo di vedere le cose....oggi tentano di tenerla ferma pilotandola molto bene.. e preparano la molla da caricare per lunedi'.. |
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uscito non mi fido.:bye: |
ma... a forza di dai e dai forse gia oggi la spingono sotto i 30
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ma siiii caviamocelo sto dente e vediamo se la spingono definitivamente sotto i 5.2 o no ...........
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io dovrei mediare, ma mi sto letteralmente cagando sotto... :D
self control :censored: |
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a questi prezzi forse ne vale la pena. il fine settimana puo riservare sorprese. |
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dipende se le banche che hanno partecipato all'ADC ce le hanno scaricate tutte ho se ne hanno ancora. e se quelli che sono usciti a 6,30 scaricandone una marea, sono usciti e basta o devono rientrare. |
Venerdì 8 Aprile 2005, 19:54
Fiat: Rinviata Assemblea 10 Maggio, Data Da Decidere (2) (ANSA) - MILANO, 8 APR - "L' assemblea degli azionisti Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) per l' approvazione del bilancio 2004 prevista originariamente per il 10 maggio in seconda convocazione - si legge nella nota che informa della decisione - si terrà in altra data la quale verrà stabilita in occasione della prossima riunione di consiglio". "Il progetto di bilancio approvato dal cda - spiega comunque il Lingotto facendo riferimento ai conti - è stato già depositato in data 30 marzo".(ANSA |
Venerdì 8 Aprile 2005, 21:19
Fiat:Rinviata A Sorpresa Assemblea,Su Data Decidera'Cda/Ansa (ANSA) - TORINO, 8 APR - Sono giorni di fermento quelli che si vivono al Lingotto per trovare la strada giusta per il rilancio del Gruppo torinese. Negli ultimi 15 giorni si è passati dalla nascita della Fiat Powertrain Technologies al rinvio, annunciato oggi a sorpresa, dell' assemblea degli azionisti prevista per il prossimo 10 maggio. Ma in mezzo la Casa torinese ha siglato l' accordo con Psa e Tofas per la produzione di un nuovo veicolo commerciale in Turchia, ha annunciato investimenti in Brasile per 380 milioni di euro e la cassa integrazione per tre mesi, da maggio a giugno, di 1.500 impiegati, tecnici e quadri. Fin qui le operazioni ufficiali, ma negli ambienti industriali e finanziari vicini al Lingotto si susseguono voci incontrollate: ci si interroga sui conti del primo trimestre (che sarebbero meno positivi del previsto e per questo il titolo in Borsa anche oggi è arretrato dell'1,06% a 5,28 euro), sul futuro assetto azionario del Gruppo, su un ridimensionamento dei top manager di Fiat Auto (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) ora in mano a Marchionne dopo l' allontanamento di Herber Demel. Secondo alcune voci, i top manager di Fiat Auto scenderebbero da 28 a 8. Si attendono novità per i primi giorni della prossima settimana anche sul fronte della consociata Iveco Finance (che dovrebbe essere dismessa per fare cassa) e, entro l' estate, possibili annunci su nuove intese industriali dopo lo scioglimento dell' accordo con la GM (NYSE: GM - notizie) del 13 febbraio scorso. E' in questo quadro molto effervescente che si inserisce la decisione di spostare l' assemblea degli azionisti ufficialmente "per motivi tecnici". Il Lingotto non ha già annunciato la data della nuova convocazione, ma ha precisato che toccherà al cda stabilirla nella prossima riunione già fissata per lo stesso 10 maggio per approvare i conti del primo trimestre e al momento non rinviata. E' probabile che l' assemblea possa essere convocata a cavallo tra i mesi di maggio e giugno, ma tutto dipenderà dalle operazioni che stanno portando avanti il presidente Luca Cordero di Montezemolo e l' amministratore delegato Sergio Marchionne. Su tutto incombe il nodo del convertendo, cioé il prestito da tre miliardi di euro concesso da otto banche che è in scadenza nel prossimo mese di settembre. Nei giorni scorsi si sono intuiti segnali distensivi tra la Fiat e le banche che farebbero pensare ad un rinnovo del prestito, ma al momento non risultano passi ufficiali per porre la questione su un tavolo di trattativa ad alto livello tra le due parti. D' altronde gli istituti non sembra abbiano l' intenzione di convertire il prestito in azioni e la stessa Casa torinese è particolarmente impegnata a portare avanti il piano di risanamento. Certo molto dipenderà dal Settore auto, il "core business" del Gruppo. Il 19 e 20 aprile sarà presentata alla stampa internazionale, tra Tivoli (Copenhagen: TIV.CO - notizie) e Cassino, la nuova Fiat Croma, ma subito dopo toccherà all' Alfa Romeo 159 dimostrare il suo valore ai giornalisti di tutto il mondo. L' attesa maggiore è però per l' erede della Punto, il cui volto sarà mostrato a Torino al rientro dalle vacanze. E c'é chi, come la Fismic, oggi ha annunciato che la prossima settimana inizierà una raccolta di firme per una decisione immediata sull' erede della mitica 500, presentata nel 2004 come prototipo, su cui i lavoratori contano molto per la crescita della Fiat.(ANSA). |
Salve!
che per Fiat non sia un buon momento è sotto gli occhi di tutti...il titolo è arrivato quasi al prezzo dell'adc di qualche anno fa..e poi basta leggere i post sul 3d..appena il titolo va male riappaiono come per magia gente/stregoni che profetizzano catastrofi immani... per amor del vero dobbiamo dare ragione a che diceva di vendere post accordo gm (io non lo ho fatto ed ora mi ritrovo in una scomoda situazione purtroppo...)...cmq dimenticandosi per un momento il titolo e concentrandosi su un piano strettamente industriale di Fiat AUTO ci sono alcune considerazioni: 1) le vendite sono calate, ma le quote di mercato sono pressappoco quelle dell'anno scorso, con però la diversità della quasi asssenza delle K0 2) i modelli nuovi ancora non sono sul mercato, e quindi una volta usciti quelli la situazione dovrebbe migliorare 3) un ritorno di interesse degli italiani nei confronti delle macchine italiane: basti pensare alle lancia...questo significa che quando si fa una macchina bella, le persone se ne accorgono e la comperano 4) clima amichevole con le bache, che mal volentieri (anche politicamente) possono disinteressarsi della questione convertendo e rilancio della azienda 5) managment: a me piace moltissimo, e la tanto attesa rivoluzione sta portando a conseguenze evidenti: alleanze mirate, meno sprechi, ma soprattutto concretezza e qualità 6) c'è il problema della cassa integrazione: ma Marchionne lo ha detto: gli anni passati si è fatto la scelta di non chiudere alcun stabilimento..ed ora si pagano le conseguenze... Per ora mi fermo qui... ovviamente chi vuole aggiungere qualcosa è liberissimo di farlo! anzi il confronto è utile... p.s. un grazie a steel che ci tiene sempre costantemente aggiornati! lord |
Fiat:Rinviata A Sorpresa Assemblea,Su Data Decidera'Cda/Ansa
(ANSA) - TORINO, 8 APR - Sono giorni di fermento quelli che si vivono al Lingotto per trovare la strada giusta per il rilancio del Gruppo torinese. Negli ultimi 15 giorni si è passati dalla nascita della Fiat Powertrain Technologies al rinvio, annunciato oggi a sorpresa, dell' assemblea degli azionisti prevista per il prossimo 10 maggio. Ma in mezzo la Casa torinese ha siglato l' accordo con Psa e Tofas per la produzione di un nuovo veicolo commerciale in Turchia, ha annunciato investimenti in Brasile per 380 milioni di euro e la cassa integrazione per tre mesi, da maggio a giugno, di 1.500 impiegati, tecnici e quadri. Fin qui le operazioni ufficiali, ma negli ambienti industriali e finanziari vicini al Lingotto si susseguono voci incontrollate: ci si interroga sui conti del primo trimestre (che sarebbero meno positivi del previsto e per questo il titolo in Borsa anche oggi è arretrato dell'1,06% a 5,28 euro), sul futuro assetto azionario del Gruppo, su un ridimensionamento dei top manager di Fiat Auto (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) ora in mano a Marchionne dopo l' allontanamento di Herber Demel. Secondo alcune voci, i top manager di Fiat Auto scenderebbero da 28 a 8. Si attendono novità per i primi giorni della prossima settimana anche sul fronte della consociata Iveco Finance (che dovrebbe essere dismessa per fare cassa) e, entro l' estate, possibili annunci su nuove intese industriali dopo lo scioglimento dell' accordo con la GM (NYSE: GM - notizie) del 13 febbraio scorso. E' in questo quadro molto effervescente che si inserisce la decisione di spostare l' assemblea degli azionisti ufficialmente "per motivi tecnici". Il Lingotto non ha già annunciato la data della nuova convocazione, ma ha precisato che toccherà al cda stabilirla nella prossima riunione già fissata per lo stesso 10 maggio per approvare i conti del primo trimestre e al momento non rinviata. E' probabile che l' assemblea possa essere convocata a cavallo tra i mesi di maggio e giugno, ma tutto dipenderà dalle operazioni che stanno portando avanti il presidente Luca Cordero di Montezemolo e l' amministratore delegato Sergio Marchionne. Su tutto incombe il nodo del convertendo, cioé il prestito da tre miliardi di euro concesso da otto banche che è in scadenza nel prossimo mese di settembre. Nei giorni scorsi si sono intuiti segnali distensivi tra la Fiat e le banche che farebbero pensare ad un rinnovo del prestito, ma al momento non risultano passi ufficiali per porre la questione su un tavolo di trattativa ad alto livello tra le due parti. D' altronde gli istituti non sembra abbiano l' intenzione di convertire il prestito in azioni e la stessa Casa torinese è particolarmente impegnata a portare avanti il piano di risanamento. Certo molto dipenderà dal Settore auto, il "core business" del Gruppo. Il 19 e 20 aprile sarà presentata alla stampa internazionale, tra Tivoli (Copenhagen: TIV.CO - notizie) e Cassino, la nuova Fiat Croma, ma subito dopo toccherà all' Alfa Romeo 159 dimostrare il suo valore ai giornalisti di tutto il mondo. L' attesa maggiore è però per l' erede della Punto, il cui volto sarà mostrato a Torino al rientro dalle vacanze. E c'é chi, come la Fismic, oggi ha annunciato che la prossima settimana inizierà una raccolta di firme per una decisione immediata sull' erede della mitica 500, presentata nel 2004 come prototipo, su cui i lavoratori contano molto per la crescita della Fiat.(ANSA) ---------------------------------------------------- Ennesima bocciatura per General Motors e Ford di Mauro Introzzi 8 aprile 2005 16.20 Nella giornata di ieri ci aveva pensato Smith Barney. Il broker statunitense aveva abbassato a sell dal precedente hold il suo giudizio su General Motors e tagliato a hold il rating su Ford. Oggi tocca invece a Deutsche Bank che ha ridotto da hold a sell la sua raccomandazione sull’ex partner di Fiat abbassando il target price a 24 dollari dai precedenti 28 dollari. Bocciata anche Ford. Nella giornata di ieri ci aveva pensato Smith Barney. Il broker statunitense aveva abbassato a “sell” dal precedente “hold” il suo giudizio su General Motors e tagliato a “hold” il rating su Ford. Oggi tocca invece a Deutsche Bank che ha ridotto da “hold” a “sell” la sua raccomandazione sull’ex partner di Fiat abbassando il target price a 24 dollari dai precedenti 28 dollari. La visione di Deutsche Bank sul comparto non è rosea. Gli analisti tedeschi hanno anche abbassato da 12 a 10 dollari il prezzo obiettivo su Ford Motor, che rimane un “sell”. Del resto le previsioni del broker sul mercato automobilistico statunitense sono tutt’altro che esaltanti. In particolare la profittabilità e la solidità patrimoniale di General Motors potrebbero presto iniziare a preoccupare tanto gli azionisti quanto gli obbligazionisti del colosso di Detroit. Un’analisi positiva, invece, per Citigroup. L’agenzia di analisi Keefe, Bruyette & Woods ha iniziato ad occuparsi del leader mondiale dei servizi finanziari con un rating “outperform” e un target price a 12 mesi di 53 dollari. Il prezzo obiettivo, incorpora un potenziale di crescita del 17% rispetto agli attuali corsi del titolo. Nulla da segnalare dal versante macroeconomico, vista l’assenza, nella giornata di oggi, di dati di rilievo. La settimana prossima è in programma per martedì il dato sulla bilancia commerciale di febbraio, mentre mercoledì sarà la volta delle vendite al dettaglio di marzo. Giovedì solito dati settimanale sui sussidi di disoccupazione, mentre venerdì sono in agenda gli indicatori sulla produzione industriale e sul grado di utilizzo della capacità produttiva di marzo. Intanto torna a soffiare a Wall Street il vento della finanza straordinaria. Time Warner e Comcast hanno raggiunto un accordo per la compravendita di Adelphia Communications. Il gigante del cavo pagherà 12 miliardi in contati, e circa 5,6 miliardi in azioni. Lo scrive l’edizione online dell’autorevole Wall Street Journal. Lo scorso martedì Cablevision Systems offrì 16,5 miliardi di dollari per Adelphia, il quinto operatore via cavo degli Stati Uniti. http://www.soldionline.it/SOL_Editor...56FDD004E3CCD/ ---------------------------------- DOPO LA DENUNCIA DI UN EX DIPENDENTE «I gas di scarico entrano negli abitacoli» Fiat indagata per le Dedra difettose[Data pubblicazione: 09/04/2005] ll nome di almeno una persona è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Bari per il reato di lesioni colpose plurime nei confronti di diversi automobilisti che avevano in uso autovetture del gruppo Fiat - specialmente Lancia Dedra - ritenute difettose. L’indagine riguarda la presunta esistenza di difetti di produzione in alcuni modelli che avrebbero causato infiltrazioni di gas di scarico nell’abitacolo provocando l’insorgere del cancro. La recente svolta nelle indagini, avviate negli anni scorsi, si è avuta dopo una serie di acquisizioni di documenti e dopo la verbalizzazione di testimonianze raccolte dalla polizia giudiziaria su delega del sostituto procuratore inquirente, Renato Nitti. Questi - che sull’indagine mantiene uno strettissimo riserbo - ritiene di aver raccolto elementi utili per poter provare, allo stato degli atti, il nesso di causalità tra le patologie tumorali sorte in alcuni automobilisti italiani che sono persone offese nel procedimento, e il difetto riscontrato sulle autovetture. Nesso questo che è contestato da legali e da consulenti del gruppo Fiat. Il pm avrebbe inoltre in corso accertamenti per verificare se il nesso di causalità tra il difetto e l’insorgere di malattie tumorali abbia provocato la morte di alcuni automobilisti. L’inchiesta fu avviata sulla base di una denuncia del Codacons e di un ex responsabile di zona di Fiat-Lancia, Sergio Albrizio, di 59 anni, di Bisceglie (Bari) affetto da carcinoma renale e da altre patologie, che dal 1990 al 1996 aveva utilizzato, per ragioni di servizio, 16 vetture aziendali: sei lancia Delta, cinque Lancia Prisma e cinque Lancia Dedra. «Tutte queste vetture - secondo Albrizio - oltre ad essere senza climatizzatore, presentavano quale difetto di produzione quello dell’infiltrazione di gas di scarico nell’abitacolo». Sulla vicenda fu avviata anche una causa civile da parte dell’associazione Altroconsumo durante la quale, nel maggio 2002, la quarta sezione civile del tribunale di Torino (giudice Ombretta Salvetti) ha imposto alla Fiat Auto di avvertire con lettera raccomandata i proprietari delle circa 39 mila vecchie Lancia Dedra vendute all’inizio degli anni 90 e ancora in circolazione, invitandoli a presentarsi nelle officine autorizzate per gli indispensabili controlli al fine di sanare il difetto di fabbricazione. Difetto che, secondo Altroconsumo, sarebbe stato anche noto al gruppo (esiste una circolare del ’91 ai concessionari che lo riconosce) ma taciuto ai consumatori. http://www.lapadania.com/PadaniaOnLi...Desc=38687,1,1 ---------------------------- 2002 » Sicurezza FIAT - Lancia Dedra dicembre 2002 Il caso Lancia Dedra è scoppiato nel pieno del dibattito politico-istituzionale che ha fatto seguito agli allarmanti annunci della crisi FIAT e che dovrebbe far riflettere sulla relazione esistente tra crisi di fiducia dei consumatori e qualità dei prodotti e servizi offerti. Partendo da una segnalazione di un proprio associato, Altroconsumo ha infatti ottenuto un’importante decisione dal tribunale di Torino contro Fiat, alla quale è stato ordinato entro il 30 luglio 2002 di effettuare una campagna di richiamo di circa 40.000 Lancia Dedra difettose e pericolose – a causa di possibili infiltrazioni di gas di scarico nell’abitacolo - vendute in Italia negli anni 1990-1991 e ancora in circolazione nel nostro paese. Il provvedimento è stato altresì successivamente confermato dallo stesso Tribunale, che ha respinto il reclamo di FIAT. Per la prima volta una casa automobilistica, su richiesta di un’associazione di consumatori e su ordine della magistratura, ha quindi dovuto avviare un’ampia campagna di richiamo di prodotti difettosi, informare capillarmente i consumatori dei rischi ed effettuare gli interventi necessari per eliminarli. Cioè quello che avrebbe dovuto fare sin dall’inizio, visto che FIAT era a conoscenza dei difetti, causati da una precisa e sciagurata scelta produttiva (l’eliminazione di una banale sigillatura del telaio), sin dal 1991. Abbiamo dato informazione di ciò alle associazioni membre del BEUC ed in particolare abbiamo sollecitato quelle del nostro gruppo a fare delle verifiche nei loro rispettivi paesi. Inoltre, abbiamo approfittato di un’indagine conoscitiva in corso sull’industria automobilistica presso la Commissione Industria della Camera per sollevare la problematica della istituzione di un’agenzia per la sicurezza del traffico operativa presso il Ministero dei Trasporti, che svolga un effettiva attività di verifica anche della eventuale pericolosità e difettosità delle autovetture, incrociando e rendendo disponibili i dati delle campagne di richiamo dei produttori con le segnalazioni dei consumatori. La richiesta è stata naturalmente ufficializzata anche al Ministero delle Attività produttive e al Ministero dei Trasporti. Tra novembre e dicembre abbiamo inoltre approfittato del dibattito in corso sulla crisi FIAT in Parlamento e sulla stampa per invitare ripetutamente - con una lettera aperta del nostro presidente - tutte le parti in causa, ed in particolare il Governo, responsabile della spesa pubblica, oltre che ad esaminare i piani industriali e finanziari per il rilancio della FIAT, anche a chiedere precise garanzie e forme di controllo sul pieno e costante rispetto dei diritti e degli interessi dei consumatori, che sono parte integrante del concetto di qualità del prodotto. http://www.altroconsumo.it/map/show/26311/src/36631.htm |
Ciao A Tutti
ed Ora L'economia + Forte Del Mondo...si Ma E' Un Paradosso..ma Vi Rendete Conto Il Nsdq Nn Tiene Nemmeno I 2000 Il Dj E' Al Ribasso Il Soxx E Tutti Gli Indici Sono Al Ribasso E Noi????? Abbiamo Un Mib 30 Ke Tira Da Matti???? Allora Vuol Dire Ke Abbiamo Un Economia Da Primato...ecco Xke Continuano A Venire Extracomunitari..qui C'e' L'america...siamo Tutti Rikki!!!!
Vediamo Un Po Facciamo Un Po Di Anal..isi...siamo Saliti Xke' Il Petrolio Costa Di Piu'...dovremmo Essere Piu Poveri Xke La Benzina Costa Di Piu'!!!invece Secondo La Borsa Siamo + Rikki!!!certo Dimenticavo Ke Siamo Salvi Grazie All'€€€..si Xke La Benzina Costa Meno...pero Se Vai In Giro X Negozi Costa Tutto Il Doppio...basta Andare Al Ristorante Dove Pagavi 25.000 30.000£ Ora Paghi 30€ Ma Grazie All'€€€ La Ns Economia Cresce..infatti Le Esportazioni Sono Calate Del 30% Grazie All'€ Forte...si Xke Noi Siamo Forti..a Noi I Cinesi C Fanno 1 Pippa!!! Infalzione??? Colpa Dell'€??? Nooooo Secondo Le Stime Siamo Al 2%....ma Andate A Kagareeeeeee Se Calcolassero L'inflazione Vera Saremmo Il Paese + Povero Come Crescita Ma Nn In Europa Ma Del 3 Mondo!!! Abbiamo Le Banke Ke Con I Casi Cirio Parmalat E Bond Dovrebbero Avere Enormi Risarcimenti Ke Porterebbero I Bilanci In Rosso Causa Il Risarcimento Dei Piccoli Risparmiatori Truffati Da Qs Venditori Di Sogni...e Invece??? Salgono *****ooooo...ke Bella Economia La Nostra!!! Noi In Italia Siamo Proprio Scemi Tutte Le Sfighe E Le *******te Le Cose Piu Luride Le Mettiamo Nel Bilancio Come Introiti Come Cose Buone..infatti Abbiamo 1 Debito Pubblico Ke Nn So Nemmeno Scrivere..al 3,6% E Un Prodotto Interno Lordo Al 1,1% Ma Andiamo Da Dioooo!! Mi Viene Il Vomito Mi Devo Fermare..w L'economia Italiana Baluardo Di Tutte Le Economie Del Mondo Noi Dovevamo Essere Da Esempio A Tutti Come Lo Doveva Essere Parmalat Prima Del Crak!!! Dopo Tutti Si Sono Girati Le Spalle Dandosi La Colpa..prima Le Banke Poi I Revisori Poi Bankitalia...e Poi Era Colpa Ns Ke Nn Abbiamo Letto Le Paroline Piccole...la Legge Nn Ammette Ignoranza...praticamente Oltre Ke A Truffarci C Hanno Dato Pure Dei Ko...glioni... QUI TROVATE NSDQ DJ BAY BAY http://www.berus.net/wforum/forum_p...=66&PN=1&TPN=97 |
FIAT: RIUNIONE "STEERING COMMITTEE"; "TAGLI" MANAGER AUTO
(AGI) -Torino, 9 apr. - Non ha ancora una motivazione ufficiale la decisione, inusuale, annunciata ieri dalla Fiat, del rinvio dell'assemblea degli azionisti, gia' fissata in seconda convocazione per il 10 maggio prossimo, per l'approvazione del bilancio 2004. Una ridda di "voci" circa i motivi del rinvio, ma nessuna spiegazione ufficiale. L'assemblea dei soci sara' riconvocata, in data non ancora precisata, dal consiglio di amministrazione della Fiat, consiglio gia' peraltro previsto proprio per il 10 maggio, giorno in cui avrebbe dovuto tenersi l'assemblea, per l'approvazione dei conti del primo trimestre del 2005. Le voci piu' insistenti riguardanti lo slittamento dell'assemblea ipotizzano possibili nuovi sviluppi nella discussione con le banche sul prestito convertendo da tre miliardi di euro, in scadenza a settembre. L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne durante la riunione del consiglio di amministrazione del 28 febbraio scorso aveva gia' anticipato che il pagamento del convertendo in contanti non sarebbe avvenuto nel 2005. Potrebbe darsi, dunque, che Fiat e Banche, (quelle maggiormente impegnate sono il Sanpaolo Imi, Capitalia e Banca Intesa), abbiano avviato una discussione per il prolungamento del debito e che su tale linea si stia discutendo. Potrebbe anche darsi che il Lingotto possa proporre altre forme di pagamento del debito, e non la conversione in azioni che porterebbe le stesse banche a diventare azioniste guida della Fiat, con una quota vicina a quella della famiglia Agnelli, attraverso l'Ifil. Altre voci sullo slittamento dell'assemblea degli azionisti ipotizzano, invece, un drastico ridimensionamento del management dell'Auto al vertice del quale c'e' lo stesso Marchionne, che e' anche a capo dell'intero gruppo. Si parla di riduzioni consistenti di manger: dai 28 attuali che rispondono direttamente all'amministratore delegato a non piu' di dieci. Qualcuno ipotizza anche un'uscita del presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo che riterrebbe concluso il periodo di emergenza seguito alla scomparsa di Umberto Agnelli. E altre voci alle quali la Fiat risponde con un "non comment", sostengono che proprio in queste ore a Lingotto sia in corso una riunione urgente del Comitato direttivo con la presenza dello stesso Marchionne. Viene rilanciata pure, a giustificazione del rinvio dell'assemblea degli azionisti, la voce di una possibile intesa con il Gruppo motoristico di Shanghai, ma anche quella di un piu' solido accordo con il gruppo francese Peugeot Citroen. - 091246 APR 05 ----------------------------- Smog e polveri sottili soffocano le città? Dal metano una delle risposte piú concreteANCONA - Legambiente Marche, cittadinanzattiva marche e greenpeace-gl Ancona insieme a artigiani, commercianti e industriali si appellano ai comuni delle Marche per l’adesione al progetto metano. Risolvere o almeno alleggerire al più presto il problema dell’inquinamento urbano da traffico veicolare, per la salute dei cittadini e per la sfida di Kyoto. Blocchi della circolazione e targhe alterne non sono che misure tampone, ma se nel breve periodo non è pensabile una drastica riduzione del parco mezzi circolante nei centri urbani, si incentivi almeno il ricorso ai carburanti meno inquinanti! In attesa di provvedimenti nazionali che favoriscano un maggior impiego del biodiesel (derivante da una fonte rinnovabile e con un ridotto impatto ambientale), nel frattempo si sfrutti di più il metano: la ridotta quantità di emissioni nocive, una diffusa rete di distribuzione, una tecnologia sviluppata e facilmente accessibile a tutti, il ridotto costo della materia prima ne fanno la più concreta alternativa agli altri carburanti in commercio. È per questo che Legambiente Marche, Cittadinanzattiva Marche e Greenpeace-Ancona, insieme a Confindustria Marche, Confartigianato Marche, CNA Marche e Confeserecenti Marche hanno sottoscritto e inviato un appello ai Sindaci dei Comuni marchigiani di Fabriano (AN), Osimo(AN), Castelfidardo(AN), Chiaravalle(AN), Loreto(AN), Montemarciano(AN), Camerata Picena(AN), Monte San Vito(AN), Monsano(AN), Camerano(AN), Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto(AP), Fermo, Porto S.Elpidio(AP), Porto San Giorgio(AP), S.Elpidio a Mare(AP), Monte Urano(AP), Cupra Marittima(AP), Monteprandone(AP), Monsanpolo del Tronto(AP), Spinetoli(AP), Colli del Tronto(AP), Castel di Lama(AP), Macerata, Tolentino(MC), Montecosaro(MC), Morrovalle(MC), Potenza Picena(MC), Urbino(PU), Montelabbate(PU), Sant’Angelo in Lizzola (PU), Colbordolo(PU), Cartoceto(PU), Saltara(PU) e San Costanzo(PU) che, pur essendo stati individuati dalla Regione tra quelli con problemi di inquinamento atmosferico e quindi potenziali destinatari di specifici incentivi, non hanno ancora aderito al Progetto Metano, perché lo facciano al più presto. Già da tempo infatti, è operativo il Progetto Metano (vedi scheda allegata), siglato da Ministero dell’Ambiente, Fiat e Unione Petrolifera nel dicembre 2001, per cofinanziare con complessivi 15,5 milioni di euro di incentivi: dai 2.500 Euro sulle vetture ai 6.500 sui veicoli commerciali di maggiore portata per l’acquisto di nuovi veicoli a metano (o a bi-combustibile) da parte di tassisti, artigiani, commercianti, categorie interessate alla distribuzione urbana delle merci e erogatori di servizi di trasporto pubblico e da 100.000 a 150.000 euro per la realizzazione di nuovi distributori di metano. Perché le categorie interessate possano accedere ai finanziamenti, occorre soltanto che questi comuni comunichino la propria adesione, senza alcun onere, al Comune capofila di Torino. Gran parte dei fondi sono già stati erogati, ma nelle Marche, dei 28 Comuni individuati come aventi diritto, a tutt’oggi sono stati soltanto 12 (Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia, Jesi, Civitanova Marche, Falconara Marittima, Recanati, Corridonia, Montegranaro, San Severino Marche, Mondolfo) quelli che hanno aderito al progetto, ed è proprio di pochi giorni fa la notizia che Urbino, uno dei comuni sollecitati da ambientalisti, artigiani, commercianti e industriali, ha deliberato formalmente l’adesione. L’invito è rilanciato, ora anche le altre amministrazioni seguano questo esempio. PROGETTO METANO Accordo di programma tra Ministero dell’Ambiente, Fiat S.p.A. e Unione Petrolifera (Sottoscritto il 5 dicembre 2001- Pubblicato sulla G.U. n.78 del 3 aprile 2002) Obiettivi: Promuovere e diffondere maggiormente l’utilizzo del metano per autotrazione nelle aree urbane e metropolitane contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale derivante dal traffico alimentato a combustibili tradizionali. Il metano infatti, carburante molto meno inquinante della benzina e del gasolio sia in termini di micropolveri che di emissioni di CO2, offre altresì vantaggi in termini di minori costi, possibilità di sostare in tutte le autorimesse anche sotterranee e di circolare anche nei giorni di limitazioni al traffico. Tipologie di intervento: - incentivare, mediante l’erogazione di contributi, l’acquisto o l’acquisizione in leasing di veicoli di nuova immatricolazione con alimentazione a metano o a bi-combustibile metano-benzina - incentivare, mediante erogazione di contributi, la realizzazione di nuovi impianti policarburante o il potenziamento di impianti esistenti dotandoli di almeno un erogatore doppio di metano per ampliarne la rete distributiva Impegno finanziario: Il piano d’azione prevedeva da parte del Ministero dell’Ambiente un impegno finanziario complessivo di 15,5 milioni di euro (parte dei quali già erogati) per veicoli e impianti negli anni 2002-2005, non cumulabili con altri incentivi statali. Il venditore riconosce all’acquirente del veicolo il contributo previsto direttamente come sconto al momento dell’acquisto Contributi per l’acquisto di veicoli: Vetture (M1) Per tutte le categorie dei soggetti beneficiari 2500 euro (detax) Veicoli commerciali (N1) Fino a 1700 kg PTT 1500 euro (detax) Veicoli commerciali (N1) Da 1701 kg a 2200 kg PTT 1850 euro (detax) Veicoli commerciali (N1) Da 2201 kg a 3500 kg PTT 2500 euro (detax) Veicoli commerciali (N2) Da 3501 kg a 5000 kg PTT 4000 euro (detax) Veicoli commerciali (N2) Da 5001 kg a 6500 kg PTT 6500 euro (detax) Contributi per nuovi distributori di metano: 100.000-150.000 euro Soggetti beneficiari: - Aziende che gestiscono servizi integrativi o complementari al TPL, aziende che gestiscono flotte di autoveicoli in servizio pubblico e privato, compresi i servizi di car sharing; - Aziende o singoli imprenditori che gestiscono servizi di trasporto pubblico di piazza (taxi), servizi di noleggio con conducente, altri servizi di noleggio tra cui il noleggio di breve termine senza conducente ed il noleggio di lungo termine; - Aziende ed imprenditori privati del trasporto professionale e della distribuzione urbana delle merci, cioè operatori dei settori del commercio, dell’artigianato e dell’industria, nonché le aziende di logistica. - Aziende ed imprenditori privati che intendono realizzare impianti di distribuzione del metano per autotrazione. Categorie di veicoli oggetto del finanziamento: - vetture (M1) per utilizzo taxi; - vetture (M1)/veicoli commerciali (N1/N2) destinate al servizio di noleggio (con o senza autista); - vetture (M1)/veicoli commerciali (N1/N2) destinati alle attività commerciali ed artigianali; - vetture (M1)/veicoli commerciali (N1/N2) destinati ai servizi complementari ed integrativi al TPL; - veicoli commerciali (N1) per il trasporto merci urbano <3,5 t; - veicoli commerciali (N2) per il trasporto merci urbano >3,5 t e < 6,5 t Presentazione domande: I Comuni interessati possono presentare richiesta di adesione all’accordo inviandola al Comune di Torino (ente capofila del progetto) www.comune.torino.it/progettometano sabato 09 aprile 2005, ore 14:31 ---------------------------- FIAT/ LUNEDI' L'ANNUNCIO DEL NUOVO EXECUTIVE COUNCIL DELL'AUTO-2- 09/04/2005 Nella nuova 'squadra' nessuna new entry.Wohlfarter in uscita? Torino, 9 apr. (Apcom) - Nell'Executive Council di Fiat Auto non ci sarebbero new entry dall'esterno ma dovrebbero, a quanto apprende Apcom, confluire manager già in carica. E cioè i tre responsabili dei Brand e Commercial di Fiat, Lancia e Veicoli Commerciali: Luca De Meo,Antonio Baravalle, Pierluigi Zamframundo a cui farebbero capo anche tutte le attività commerciali italiane ed estere, il responsabile di 'Alfa- Maserati' Karl Heinz Kalbfell oltre al capo dell'Enigineering e Design Harald Wester, dello stile Frank Stephenson, della qualità Stefan Ketter, dello sviluppo gamme Fiat e Lancia Giuseppe Bonollo ed, infine, Alfredo Altavilla un tempo delegato Fiat per l'alleanza con GM e che sarebbe incaricato di gestire le joint ventures esistenti oltre che di ampliarle. Gli altri componenti del 'gruppo dei 28' non sarebbero peraltro in uscita da Fiat Auto essendo in gran parte tecnici di grande valore ma risponderebbero comunque ai membri dell''Executive Council'. Unico manager che secondo le fonti sarebbe in possibile uscita è Johann Vohlfarter, responsabile del Market e Network Development e cioè dello sviluppo reti estere. Ex responsabile Alfa Romeo in Germania e poi amministartore delegato di Autogerma, l'importatore italiano delle vetture del gruppo Volkswagewn, Johann Wohlfarter, cognome tedesco ma italiano di passaporto essendo altoatesino, è stato richiamato a fine 2004 in Fiat Auto da Herbert Demel ma pur con le sue notevoli esperienze e competenze con la nuova struttura dell''Executive Council' non troverebbe più gli spazi operativi necessari ed è quindi dato dalle fonti in possibile uscita. |
FIAT/ DEFINITO IL NUOVO STEERING COMMITTEE DELL'AUTO
09/04/2005 Simone Migliarino alle Communication & Institutional Relations Torino, 9 apr. (Apcom) - La Fiat Auto ha definito il nuovo Steering Committee. Lo annuncia una nota diffusa poco fa. che comunica che "lo Steering Committee di Fiat Auto, a seguito dell'accorpamento e della razionalizzazione di alcune funzioni, è stato così definito: Amministratore Delegato e Direttore Generale Sergio Marchionne; Brand & Commercial Fiat: Luca De Meo;Brand & Commercial Alfa Romeo: Karl-Heinz Kalbfell:Brand & Commercial Lancia:Antonio Baravalle:Brand & Commercial LCV:Lorenzo Sistino; Aftersales:Benito De Filippis;Engineering & Design:Harald J. Wester;Fiat, Lancia, LCV Style:Frank Stephenson; Manufacturing:Antonio Bene;Supply Chain - da designare. La lista dei componenti lo Steering Committe prosaegue con: Fleet Management & Network Development:Pier Luigi Zanframundo; Quality:Stefan Ketter;Financial Services;Alain Breuils; Purchasing:Gianni Coda;Brand Promotion; Lapo Elkann; Finance: Diego Pistone;Human Resources:Mario Mairano; Product Portfolio Management:Giuseppe Bonollo; Business Development:Alfredo Altavilla; Communication & Institutional Relations:Simone Migliarino;Information & Communication Technology:Vincenzo Giannelli:General Affairs:Giorgio Fossati; Compliance Officer:Gian Luca Forneron; Secretary of the Steering Committee:Gilberto Ceresa. (segue) |
scusate..qualcuno può consigliarmi qualche sito dove posso scaricare un'antivirus decente? grazie ciao
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:eek:
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:rolleyes: Questo è il tread adatto.... :) http://www.finanzaonline.com/forum/f...splay.php?f=18 |
Nel 2005, Go lean
http://www.qualitas1998.net/qualityreport/20041230.htm ----------------------------------------------------- Il cosiddetto «caso Fiat» l'incredibile sequenza di errori, superficialità, mistificazioni, che hanno portato in quattro, cinque anni, la Fiat a questo punto. http://www.qualitas1998.net/column/rosso_fiat.htm |
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ottime le notizie diramate ora dal tg3 piemontese: voci insistenti durante la riunione straordinaria di oggi pomeriggio dicono che la casa giapponese che doveva investire in rover, ora in liquidazione, abbia intenzione di investire in fiat... |
Ma tutto questo succede anzitutto perché nella rocca di Corso Marconi, e poi di Lingotto (dove si sono ricostruiti, se possibile in modo ancora più oppressivo, i simboli di un potere imbalsamato nel proprio passato: corridoi marmorei, sale riunioni obitoriali, ferrea divisione tra reparti e uffici, atmosfera di intimorita rassegnazione...) nulla può essere detto di ciò che realmente accade all'esterno. La critica non è ammessa, l'evidenziazione dei problemi è vista, e quindi sanzionata, come aggressione al potere legittimo, che si circonda sempre più di ex professionisti, trasformati in ciambellani compiacenti, o, nei casi migliori (e ce ne sono stati tanti) statue silenti impegnate, quasi di nascosto, a salvare il salvabile.
obitoriali :D :D :D |
Il sottosegretario Cota
«Più innovazione per l’auto torinese» Sottosegretario Roberto Cota, la chiusura dello stabilimento della Rover fa riflettere. «Certo non è un momento roseo per il settore automobilistico in Europa e in generale non è un momento roseo per tutto il sistema industriale del Vecchio Continente». Da noi la Fiat si trova in una situazione veramente critica. Che ne dice? «Il problema dell’azienda torinese è un problema soprattutto di prodotto. La Fiat ha perduto una posizione invidiabile che aveva. Una perdita che ha coinciso con precise scelte industriali». Ci spieghi meglio. «Sappiamo tutti che gli investimenti dei profitti non sono stati fatti sui prodotti ma sono stati dirottati su operazioni di ingegneria finanziaria. Queste scelte di politica industriale sono state avvallate dai governi di sinistra e dal sindacato». E adesso il governo può fare qualcosa? «Il governo non può fare niente perché l’ingresso di capitale di Stato è improponibile. Gli incentivi sui prodotti non servono a niente perché alla fine incentivano gli altri e non solamente la Fiat». Ci sono altre operazioni possibili? «Beh, c’è quello che ha fatto il ministro Maroni sugli ammortizzatori sociali, che sono anche stati estesi all’indotto. L’unica cosa che possiamo sperare è che la Fiat riesca, finalmente, a realizzare dei prodotti validi e che scelga dei manager che siano in grado di fare delle vetture vincenti». Però in questo momento il mercato sta un po’ battendo alla fiacca anche perché la crisi economica incide e le prospettive di vendita non sono tanto rosee... «Bisogna puntare di più sull’innovazione, sui nuovi modelli. Nel decreto sulla competitività è stata data una linea che è quella di puntare sull’innovazione. Certo non può essere dato un’aiuto di Stato per fare nuovi modelli perché sarebbe oltretutto vietato dal’Europa». A suo parere possono essere presi in considerazioni incentivi per favorire l’auto ecologica? «Queste sono misure che il governo può studiare ma non può prendere in considerazione pensando alla Fiat. L’azienda torinese non può credere in questo modo di risolvere la sua situazione. La Fiat non investirebbe e in seguito i problemi potrebbero ancora essere più seri». Giancarlo Mariani ------------------------------------- In attesa dell’accordo con le banche Si allontana l’assemblea del Lingotto Il Gruppo Fiat ha razionalizzato ieri la struttura organizzativa del proprio settore auto (da 28 a 23 top manager, di cui uno ancora da definire). Ma il perfezionamento a cui tiene di più l’ad Sergio Marchionne è quello del prestito convertendo da tre miliardi di euro in scadenza nel prossimo mese di settembre con otto banche. Una questione che sembra essere alla base dell’annuncio fatto dall’azienda di fare slittare l’assemblea degli azionisti dal 10 maggio a “data da destinarsi”. Il Lingotto si è limitato a parlare di motivi tecnici, ma secondo voci che circolano negli ambienti industriali e finanziari torinesi, Marchionne vorrebbe arrivare all’assemblea con in tasca l’intesa con le banche. L’ipotesi più accreditata è che gli istituti di credito concedano alla Fiat una proroga per la restituzione di una parte del denaro e, nello stesso tempo, convertano in azioni la cifra rimanente. Questo comporterebbe l’ingresso nel consiglio d’amministrazione torinese delle banche. La modifica dell’intesa siglata a suo tempo per il prestito convertendo deve però necessariamente passare attraverso l’ approvazione dell’assemblea degli azionisti. Da qui la decisione di farla slittare per arrivare all’appuntamento, dove è in programma anche l’approvazione del bilancio 2004, con tutti i dettagli perfezionati. Si tratta però di mettere d’accordo tutte le otto banche del convertendo (sei italiane e due straniere) e di sciogliere alcuni nodi, tra cui quello dell’ammontare della cifra da convertire in azioni, oltre alla scelta degli uomini giusti che dovrebbero sedere a fianco degli amministratori scelti dalla famiglia Agnelli. Il ruolo di capofila degli istituti di credito sembra negli ultimi tempi essere stato assunto dal Sanpaolo Imi. Ma sullo slittamento ci sono anche altri rumors che si rincorrono, tra cui quello relativo ad eventuali dismissioni o intese industriali che potrebbero perfezionarsi in tempi non troppo lunghi. Nei prossimi giorni, ad esempio, si attendono novità sul fronte della consociata Iveco Finance, che dovrebbe essere dismessa per fare cassa. Inoltre la prossima settima Marchionne sarà in India per cercare di ampliare la presenza del Gruppo in quel Paese. Ieri intanto l’ad del Lingotto ha fatto un rimpasto dello steering committee che coordina le attività del settore auto. La nuova struttura, di cui ha assunto le redini al posto di Herbert Demel, ricalca per la massima parte quella che era stata definita nel settembre del 2004. Alcune funzioni sono confluite sotto un’unica responsabilità (in particolare quelle legate alle piattaforme che ora fanno capo alla divisione “Engineering e Design” guidata da Harald J. Wester), così come ci sono alcuni nomi nuovi provenienti sempre dal Gruppo. Alain Breuils, ad esempio, è il nuovo responsabile Financial Services, mentre Simone Migliarino, responsabile della Comunicazione del Gruppo Fiat, ha assunto la stessa funzione anche per il settore auto. Roberto Zuccato, ex responsabile della Comunicazione di Fiat Auto, ha assunto invece la responsabilità del marketing del polo sportivo Alfa-Maserati. E’ da definire invece la posizione di Johann Wohlfarter, ex responsabile Network Development and Coordination, che sembra essere in uscita dal Gruppo torinese. Intanto General Motors accelera i tempi dell’ insediamento a Torino di Powertrain Europe, il centro di ricerca e sperimentazione sui motori diesel. La Cgil parla di “un duro colpo alla Fiat e all’industria italiana” e chiede al sindaco Sergio Chiamparino, che ha incontrato i manager di Detroit, di convocare al più presto i sindacati. Il centro di ricerca, che secondo le intenzioni della società americana dovrebbe aprire entro l’estate, avrà all’ inizio circa 120 addetti, tutti tecnici e ingegneri, che hanno già lavorato nella joint venture tra Fiat e Gm. Ed è proprio questo a preoccupare le organizzazioni sindacali: “Sarebbe grave - osserva Giorgio Caprioli, segretario della Fim - se ci fosse un esodo, se dovessero passare a Gm i migliori tecnici, quelli che hanno permesso la supremazia Fiat nei motori diesel». «Ben venga la concorrenza», commenta, invece, il segretario della Uilm, Antonino Ragazzi. «Si è sempre detto che per la Fiat è stato negativo non averne avuta e ora si suonano campanelli d’allarme perchè Gm ha scelto Torino per il suo centro di ricerca». 10/04/2005] http://www.lapadania.com/ ----------------------------------- |
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Notizia che conferma la prossima uscita della 3+1. ;) |
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Alcune sue prime pagine: i marocchini hanno i pidocchi, gli zingari rubano i bambini ecc. ciau |
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Concordo con questa visione, meglio produrre all'estero che continuare ad andare verso la chiusura totale, è chiaro che sarà dura per tutti (da Torinese mi è chiara la situazione di molte famiglie), ma sarà ancora più dura se si continua su questa strada, perchè se un domani si arriva al fallimento non ci sarà più nulla per nessuno...
Ciao a tutti |
Mandiamoli in trasferta in Polonia i nostri operai............chiaramente con lo stipendio Polacco. :rolleyes:
--------------------------------------- Gli irresponsabili di Nicola Cacace http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=41968 Il Papa operaio ci ha lasciato ma i suoi insegnamenti rimangono, anche quelli non sempre vincenti come la lotta alla povertà e la centralità dell'uomo nell'economia. Tra questi insegnamenti rimane una forte sensibilità verso il lavoro e l'impresa, che devono essere sempre al servizio dell'intera società, sensibilità originata dalla personale storia operaia di Karol, esplicitata anche nell'Enciclica del 1991, la Centesimus Annus. Nella Centesimus Annus si riconosce il ruolo positivo dell'impresa, del mercato, della proprietà privata e del profitto, riconosciuto importante ma nel quadro di un sistema complesso dove imprenditorialità e risorse umane collaborano in una “comunità di uomini che in diverso modo perseguono il soddisfacimento di bisogni fondamentali al servizio dell'intera comunità”. Nella Centesimus Annus c'è una chiara visione della democrazia economica basata sul mercato e su una politica economica che integra e corregge il mercato perseguendo obiettivi di equità. Pur in continuità con la dottrina sociale della chiesa, si sottolinea l'importanza della responsabilità sociale dell'impresa che significa responsabilità verso gli azionisti ma non solo, responsabilità verso i lavoratori, i consumatori, l'Ambiente, le comunità di accoglienza dell'impresa. Quante grandi imprese moderne mostrano oggi questa responsabilità sociale? È in atto oggi una politica economica che “integra e corregge il mercato perseguendo insieme obiettivi di efficienza e di equità”? Purtroppo la risposta è No ad entrambi i quesiti. Sono poche le grandi aziende che mostrano sempre verso i lavoratori, i consumatori e le comunità locali, grande sensibilità sociale; non esiste una politica economica, e specificatamente industriale, che aiuti le imprese in difficoltà a superare i momenti difficili. Se l'Olivetti fosse stata aiutata negli anni ottanta nella difficile trasformazione dall'elettromeccanica all'elettronica con una politica economica più “intelligente e chiaroveggente”, come quella che in Finlandia aiutò la Nokia che costruiva materiali per i pescatori, a trasformarsi in grande impresa di telecomunicazioni, oggi l'Italia non dovrebbe importare tutta l'elettronica che consuma ed avrebbe alcune decine di migliaia di lavoratori della conoscenza in più. Se l'Enel si limitasse a ricaricare i costi del suo Kilovattora a livello dei suoi concorrenti stranieri e non a livello doppio come fa oggi, i suoi “fortunati” neoazionisti privati riceverebbero dividendi un po' ridotti, ma sempre dividendi record, e gli italiani pagherebbero l'energia elettrica solo il 15% in più dei concorrenti europei invece del 30% in più. Discorso analogo potrebbe farsi per l'altra “fortunata” neoprivatizzata, Autostrade, se facesse una polita di pedaggi più attenta ai costi-guadagni reali e distribuisse utili alti ma non “esagerati” come oggi. È socialmente responsabile una società come la Thyssen che non ha portato via da Terni il lamierino magnetico perché in perdita - Terni concorreva positivamente all'utile della Thyssen Group - ma per altri motivi mai confessati apertamente? Infatti il costo lavoro in Germania o in Francia, localizzazioni previste, non è certo inferiore a quello di Terni. Il caso della Fiat è ancora più emblematico di irresponsabilità sociale, questa volta più del governo che degli azionisti. L'Italia è l'unico Paese dove, a differenza di quanto in Francia, Germania e Spagna si è fatto in epoche diverse, il governo nazionale assiste passivamente alla crisi dell'unica grande azienda manifatturiera rimasta senza proporre non dico una politica industriale di “ausilio”, ma neanche uno straccio di idea che non siano le invettive irose del ministro del lavoro Maroni o i balbettii incomprensibili del ministro dell'industria Marzano. Sia chiaro per tutti. L'Italia non può giocarsi la Fiat con la stessa leggerezza con cui si è giocato il lamierino magnetico, che pure era un prestigioso brevetto italiano della ex Terni. Nessuno chiede rozzi provvedimenti di statalizzazione secca ma nessuno ci deve infinocchiare con ideologie di privatizzazione secca che esistono solo nelle favole dei neocon americani. Non nei loro comnportamenti diretti, come dimostra la recente grossa commessa di “ricerca” militare assegnata dal governo Bush alla Boeing Douglas appena questa ha ceduto all'europea Airbus il primato di vendite dei grandi aerei commerciali. Il centrodestra ha perso seccamente le elezioni anche per i troppi casi di irresponsabilità sociale e industriale. Abbiamo il dovere civile di pressare il governo in tutti i modi perché non succeda che l'industria, la grande industria, quel poco che ne resta, scompaia completamente di qua delle Alpi. |
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Per quanto riguarda la notizia......era più che altro per in un qualche modo aver una piccola conferma che la 3+1 verrà prodotta.... Molte volte si e letto qui e la che non la produrranno... |
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Sicuramente è bella ma guarderemo a che prezzo.Io sono pronto per acquistarla se il prezzo e la qualità è la migliore del mercato.
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E' questo che frega molti modelli belli della Fiat! :( :yes: |
In attesa dell'accordo con le banche
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Riorganizzazione nell'auto.
http://it.biz.yahoo.com/050409/203/36j1f.html
Il server del sito questa mattina deve avere la pressione bassa :D |
:eek: che bellina la nuova 500, pensavo fosse più brutta, ma avrà il computerino di bordo di serie? cmq sembra un ypisilon in miniatura... :D
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Penso che impesterà parecchi paesi. Spero che abbondino in qualità. Lasciando correre un po il prezzo, la gente "quella che conta" abbiamo visto che non quarda piu di tanto al prezzo (vedi Smart e Mini o le tedesche) l'importante é avere un prodotto che esprima personalità "io sono .....uno di quelli/e. E questo "topo" mi sembra ne abbia da vendere. :yes: L'importante é metterlo in produzione prima possibile. |
quasi quasi m'accato il warrant Fiat... :D
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In parte hai ragione, ma purtroppo solo in parte. Infatti a differenza delle case tedesche la Fiat oggi come oggi non è in grado per vetture come la nuova 500 di sopportare programmi pubblicitari il cui costo non sarebbe coperto dalla vendita delle vetture. Ci vorrebbero delle quantità vendute tali da coprire i costi di pubblicità e da dare margine alla Fiat, ma i prezzi delle vetture sono attualmente fuori mercato e chi può spendere 100 lire per una bella vettura anche non italiana, non penso che ne spenderebbe 110 per una Fiat pure bella....questo è il mio parere. Poi dal punto di vista dell'azione sono long,oggi ho cavalcato il rimbalzo....che spero continui. Saluti |
ammappa ohhh, ma che ha ingranato la retromarcia, dal +2 di questa mattina... :eek: :mmmm:
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...calma ci vuole molto sangue freddo.... purtroppo molti sono scottati ed altri "approfittano" della situazione per shortare appena possono. Toccati i 5.4 sono entrati i "realizzi" e gli short. Seguiamola con calma... intanto ubs ha alzato il targhet da reduce a neutral.... (lo avrei detto anche io a sti prezzi)... poi fatto altro accordo importante che libera 2 mld di liquidità. Io in apertura stamattina a 5.26 ne ho prese ancora. Sinceramente a 5.4 le avrei "realizzate" ma il bimbo ha la febbre e non ho potuto seguire... mantengo con calma. Ora stoppo solo sotto 5.18 in chiusura. Importante andare sopra 5.4 e rimanerci almeno un oretta!!!1 :yes: |
A me sembra una scatoletta, in puro stile Fiat :rolleyes:
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certo che sono veramente comici... ubs alza il rating ma abbassa il targhet a 5.4!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! altri danno targhet a 8 altri ancora 6.2....
Perchè non vietano certe cose? E' troppo palese che sparano targhet in base a come loro stessi operano.... mmma vabè.. Intanto SNAI mollate a 1.8 continuano a testa bassa a salire infischiandosi di ogno indicatore e oscillatore. Ora 12.15!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Se penso a chi sul forum mi diceva che era messa male e falliva... |
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Il prossimo 10 maggio niente assemblea degli azionisti di Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) per l'approvazione del bilancio 2004. Ipotesi più probabile è che lo slittamento dell'assemblea presuppne l'arrivo di novità sul fronte convertendo che saranno al vaglio dell'assemblea straordinaria. Secondo gli analisti di Abaxbank si va verso un accordo per la modifica dei termini del convertendo con la possibilità dell'allungamento della scadenza che appare la più indicata. Per quanto concerne l'annuncio dell'alleanza tra Iveco e Barclays per la creazione di Iveco Finance Holdings, in cui confluiranno le attività di finanziamento e leasing di Iveco (Barclays acquisirà poi nella società neocostituita una partecipazione del 51% per un importo di 96.8 milioni di euro) gli analisti Abaxbank considerano la notizia ampiamente scontata dal mercaato e sono attesi ulteriori dettagli per valutare meglio gli effetti finanziari sui conti di Fiat. Abax ha confermato il rating "outperform" su Fiat. Spystocks ........................................ :mad: gli analisti Abaxbank considerano la notizia ampiamente scontata dal mercato e sono attesi ulteriori dettagli per valutare meglio gli effetti finanziari sui conti di Fiat. :mad: E ti Pareva se non SCONTAVA.............:angry: |
Faccio un commento da vero profano su FIAT.
Mi sembra che hanno creato una trappola nel range 5,31 - 5,33 ed imbottito il book in lettera sopra il livello massimo indicato. |
Personalmente penso....che sino che non si risolverà la questione convertendo (interesse banche titolo basso)
E con l'assenza da parte di FIAT di un colpo di scena(entrata di nuovi soci) Il titolo sarà alla mercede di Shortisti ribbasisti,iettatori,e figli di buone mamme. :yes: |
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La pubblicità si fa quando un prodotto fa fatica a camminare con le sue gambe. :yes: X il topo non ne servirebbe molta. Dopo i primi 4 spot x farla conoscere ai soliti che dormono. Basterebbe vederla girare x le strade. E sarebbe epidemia :cool: |
Se ci fosse tutta sta pressione sul titolo, considerato che è carico in denaro sino a 5,30 con numerosi ma piccoli ordini, allora perchè non vendono?
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Provo a fissare un target: 5,37
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Lunedì 11 Aprile 2005, 11:40
Fiat in buon progresso, l'accordo tra Iveco e Barclays le dà nuova verve Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) in buon progresso a piazza Affari. Il titolo, dopo aver toccato un minimo intraday a 5,25 euro, avanza ora dello 0,56% a 5,31 euro incurante, a differenza del comparto auto europeo (-0,7% lo Stoxx), del profit warning di Ford che ha rivisto al ribasso le stime di redditività per il 2005 e si è detta dubbiosa sul raggiungimento, nel 2006, dell'obiettivo di un Ebit di 7 miliardi di dollari. A spingere in Borsa l'azione del Lingotto, con volumi anch'essi notevoli pari a 10,21 milioni di pezzi (1,27% del capitale) a fronte di una media giornaliera dell'ultimo mese di 8,83 milioni di pezzi, contribuisce la decisione di Ubs (Virt-X: UBSN.VX - notizie) di alzare il proprio rating da reduce a neutral, ritoccando però il target price da 5,5 euro a 5,4 euro. In particolare, la revisione segue la recente sottoperformance del titolo. "Non abbiamo però modificato in alcun modo le nostre stime sull'utile", commenta Xavier Gunner, analista di Ubs. "Secondo noi si deve rivolgere l'attenzione maggiore alla rete distributiva, in quanto molti distributori di Fiat non sono profittevoli e hanno una scarsa copertura del mercato. Anche se alcune risorse sono già state dedicate, pensiamo che cambiare questo aspetto e l'atteggiamento dei consumatori richiederà mesi se non anni". "Inoltre, le spese per investimenti e ricerca e sviluppo dell'Auto sono tra le più basse del settore a circa il 10% nel 2004. In ogni caso, per noi il futuro del gruppo dipende dalla ripresa guidata dal prodotto che richiede ulteriori investimenti, cosa che aumenterebbe il cash burn della divisione che stimiamo in 0,7-1 miliardi di euro all'anno. Dal punto di vista valutativo Fiat quota al 15% del rapporto Ev/vendite 2005, un multiplo non molto diverso da quello di Psa, che però è profittevole. Senza le sinergie con Gm (NYSE: GM - notizie) c'è il rischio che il business dell'auto abbia un valore inferiore, dato il cash burn", conclude Xavier Gunner. A incidere sulla performance odierna di Fiat è però anche la notizia che Iveco e Barclays Asset and Sales Finance hanno raggiunto un accordo per creare Iveco Finance Holdings, che fornirà finanziamenti per veicoli industriali e soluzioni di leasing ai clienti Iveco in Francia, Germania, Italia, Svizzera e Regno Unito. Iveco apporterà alcune società controllate operanti nei servizi finanziari e successivamente Barclays (Londra: BARC.L - notizie) acquisirà una quota di controllo pari al 51% di Iveco Finance Holdings per un importo pari a 96,8 milioni di euro. La società del gruppo Fiat deterrà invece il rimanente 49%. L'operazione è soggetta comunque all'autorizzazione delle competenti autorità di controllo. "L'operazione permetterà di liberare risorse finanziarie per circa 2 miliardi di euro rafforzando ulteriormente la liquidità del gruppo" ha dichiarato Luigi Gubitosi, direttore finanziario del Lingotto, a proposito della nuova società che al 31 dicembre 2004 gestiva un portafoglio di 88.700 unità. Subito sono giunti anche i pareri positivi degli esperti. Se un analista interpellato dall'agenzia Mf-DowJones sostiene che "la notizia dà sollievo alle quotazioni di Fiat che venerdì scorso si erano riportate verso la base dell'ampio canale laterale compreso tra 5,2 e 7,3 euro che blocca il titolo da oltre due anni", ad AbaxBank sottolineano d'altro canto come la conclusione del deal non sia giunta inattesa. "Si parlava da tempo di un'operazione simile per Iveco Finance, sulla scia di quanto già fatto nel settore auto con Fidis, con lo scopo di deconsolidare il debito che fa capo a questa divisione. Maggiori dettagli su questo accordo consentiranno però di chiarire meglio gli effetti finanziari sui conti del Lingotto", commentano questi esperti che su Fiat hanno un rating di outperform (farà meglio del mercato). Gli analisti di questa banca d'affari si sono poi chiesti cosa ci sia dietro la decisione del gruppo torinese di far slittare l'assemblea ordinaria prevista per il prossimo 10 maggio in cui dovrà essere approvato il bilancio 2004. "La notizia ha ovviamente fatto subito pensare a quali eventi straordinari potrebbero essere allo studio per poi essere proposti all'assemblea degli azionisti. L'ipotesi più probabile, avanzata da quasi tutta la stampa, e che ci trova sostanzialmente d'accordo, è la questione relativa al prestito convertendo da 3 miliardi di euro vantato da alcune banche nei confronti del Lingotto". In particolare, secondo Milano Finanza si starebbe lavorando ad un allungamento della scadenza del convertendo (3-5 anni) a fronte di una sensibile riduzione degli interessi pagati (che ammontano a circa 150 milioni di euro l'anno). Altre indiscrezioni parlano invece dell'arrivo di nuovi soci a Torino. "La modifica dei termini del convertendo, nel caso si optasse per un allungamento della scadenza, che come abbiamo già sottolineato in altre circostanze rappresenta a nostro avviso lo scenario più probabile, richiederebbe infatti l'approvazione anche da parte dell'assemblea straordinaria". Vedono favorevolmente una modifica delle condizioni del convertendo anche a Banca Akros. "Una revisione delle condizioni del convertendo vedrebbe tempi più lunghi in cambio di condizioni di finanziamento ancora più favorevoli anche se non giustificate dal merito di credito del gruppo. L'impatto positivo della conversione alle condizioni attualmente in atto, vale a dire 3 miliardi di euro a 10,2 euro per azione, è stimata pari a circa 1 euro per azione Fiat", sostengono gli analisti di quest'altra banca d'affari. "D'altra parte, il contesto di mercato difficile testimoniato dalle immatricolazioni del primo trimestre e dalle notizie che provengono da Ford e General Motors, suggerisce che le stime di consensus di una perdita operativa della divisione Auto intorno ai 400 milioni di euro potrebbe essere ottimistiche", concludono a Banca Akros. Paola Longo http://it.biz.yahoo.com/050411/244/36knn.html |
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Non ci sono dubbi. Ma penso che ...................... |
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Hai mai guardato bene una smart? Cosa ti sembra? :D |
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IO COME UN :censored: ...LE AVEVO VENDUTE :wall: :wall: :wall: |
Slitta l'assemblea Fiat per il bilancio 2004
In vista novità sul convertendo e tagli di manager http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...rticolo&back=0 La Fiat rinvia l'assemblea di bilancio e prepara un drastico taglio del top management. Un comunicato del Lingotto diramato nella serata di ieri ha informato che la riunione annuale dei soci, prevista per il prossimo 10 maggio, slitterà a data da destinarsi. La nuova data verrà fissata dal prossimo cda di Fiat spa, che era già convocato proprio per 10 maggio e ha all'ordine del giorno l'approvazione dei conti del primo trimestre 2005. Tra le voci diffusesi ieri - senza alcuna conferma dal Lingotto - c'è anche quella di un rimpasto in tempi brevissimi, forse già oggi, della struttura di Fiat Auto. I 28 top manager scenderebbero a non più di una decina. Lo stesso Marchionne aveva detto, prendendo due mesi fa il volante di Fiat Auto, che «la struttura è a posto». Una mossa simile permetterebbe risparmi di costi operativi consistenti (anche a prezzo di qualche onere straordinario). La sorpresa maggiore di ieri è però il rinvio altamente inusuale dell'assemblea. La spiegazione di gran lunga più probabile - in assenza di segnali da Torino - è quella di un accordo in arrivo sul prestito convertendo da 3 miliardi: un'eventuale intesa tra Fiat e banche per la modifica dei suoi termini dovrà essere infatti sottoposta ai soci Fiat in un'assemblea straordinaria. E lo spostamento dell'assemblea ordinaria permette di guadagnare fino a un mese e mezzo (il bilancio dovrà infatti essere comunque approvato entro il 30 giugno). In assenza di un'intesa, le banche sarebbero costrette - il prossimo 20 settembre - a convertire il prestito in azioni Fiat, registrando una pesante minusvalenza. Minusvalenza potenziale che peraltro dovrà essere registrata - in base ai nuovi standard contabili Ias - già nei conti del primo trimestre 2005. Marchionne e i creditori hanno dunque deciso di accelerare al massimo la soluzione del dossier convertendo. Una risoluzione anticipata del nodo aiuterebbe tra l'altro a dissipare parte dell'incertezza che pesa sul titolo Fiat, e che anche ieri ha fatto calare le quotazioni. Dopo una giornata trascorsa in gran parte in territorio positivo, ieri le ordinarie hanno perso quota nel finale per terminare a 5,285 euro (-1,07%), nuovo minimo dell'anno. I volumi sono scesi nettamente rispetto ai giorni precedenti, ma la quotazione è ormai pericolosamente vicina al minimo storico dell'aprile 2003 e ai 5 euro dell'aumento di capitale dell'estate di quell'anno. Ha pesato ieri anche un report Morgan Stanley, i cui analisti prevedono per Fiat Auto perdite operative per 678 milioni di euro quest'anno, pari a due volte l'obiettivo di Marchionne. La stima riflette i timori del mercato sull'andamento negativo della congiuntura del mercato auto (-5,7% le vendite in Italia a fine marzo, con un -8,6% per Fiat). Proprio ieri la Ford ga tagliato le stime sugli utili 2005, citando le spese sanitarie e l'aumento dei costi delle materie prime. Proprio ieri Marchionne ha incontrato Fritz Henderson, capo di Gm Europe, che era a Torino per illustrare al sindaco Chiamparino il progetto di creare in Piemonte la nuova sede di ricerca sui motori diesel. È chiaro che - come sottolinea la Morgan Stanley - trovare un nuovo partner è per Fiat «una priorità assoluta». A.MAL. 9 Aprile 2005 ------------------------------ ITALIA-USA: FINI A NEW YORK PROMUOVE LA BORSA ITALIANA (AGI) – New York, 11 apr. – Gianfranco Fini diventa per una sera promotore finanziario dell'Italia a Wall Street. Il ministro degli Esteri, arrivato la scorsa notte a New York, partecipera' in serata al 'roadshow' organizzato dalla Borsa italiana per presentare ai piu' qualificati intermediari finanziari statunitensi le opportunita' di investimento nello 'stock market' italiano. Non accadeva da quindici anni che un ministro italiano si mobilitasse per rilanciare sul mercato americano i fondi tricolore. Una prova generale fu fatta a ottobre dell'anno scorso a Tokyo di fronte a una sessantina di intermediari finanziari giapponesi e, secondo la direzione generale per la Cooperazione economica, i risultati furono "positivi". La manifestazione di questa sera organizzata al ristorante panoramico in cima al Rockfeller Plaza supera il 'roadshow' di Tokyo in termini di audience di operatori e di numero di societa' italiane partecipanti -tra cui Enel, Eni, Fiat, Mediaset, Mediobanca, Pirelli e Unicredito- tutte rappresentate a livello di direttori finanziari. Le prossime tappe saranno Parigi e Francoforte, a maggio e giugno, prima di tornare a ottobre a Tokyo per un primo bilancio dell'iniziativa. (AGI) Uba 110852 APR 05 --------------------------------- Fiat: Gubitosi, da accordo con Barclays saranno liberate risorse finanziarie per 2 mld (Teleborsa) - Roma, 11 apr - In merito all'annunciato accordo tra Iveco e Barclays nel settore dei servizi finanziari, sono stati espressi giudizi positivi da parte dei top managers del lingotto. Luigi Gubitosi, Chief Financial Officer di Fiat ha dichiarato "Siamo molto soddisfatti di questa operazione che potenzia la già forte offerta commerciale di IVECO ai concessionari e clienti finali. Inoltre, l'operazione permetterà di liberare risorse finanziarie per circa 2 miliardi di euro, rafforzando ulteriormente la liquidità del Gruppo." Inoltre, Paolo Monferino, Amministratore Delegato di IVECO, ha affermato "Iveco Finance Holdings ci permetterà di diventare ancora più competitivi e ci aiuterà a fornire soluzioni innovative a clienti esigenti e sempre più sofisticati", aggiungendo che l'accordo "consentirà lo sviluppo di un'attività già redditizia grazie alla solidità patrimoniale e all'esperienza di Barclays nell'asset finance." ---------------------------------------- |
Citazione:
Buone finiture, affidabilità un motore che abbia brio. E prezzo "Sopra la media". Ragazzi nel nostro paese la massa spende senza problemi x avere gli occhiali di Dlior o Glucci. Non guarderebbero neanche i 250 € in più x la vetturetta che fa snob. Anzi |
Fiat: Marchionne, nessuna novita' su convertendo
12:28 Rinvio Assemblea per motivi 'assolutamente tecnici'
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 11 apr - "Assolutamente niente". Ha risposto cosi' l'ad di Fiat Sergio Marchionne interpellato dai giornalisti su eventuali novita' sul prestito convertendo. Marchionne, uscendo da una riunione a Bruxelles con i vertici della case automobilistiche europee e istituzioni Ue, ha poi spiegato che il rinvio dell'Assemblea degli azionisti di Fiat per l'approvazione del bilancio 2004 e' stato deciso per "motivi assolutamente tecnici". Col-Asa-Y- (RADIOCOR) 11-04-05 12:28:46 (0238) 3 NNNN |
Okkkiiiioo che parte verso il target.
OK! |
Lunedì 11 Aprile 2005, 12:02
Fiat: titolo nervoso, oggi riunione delle banche su covenants Riduce i guadagni il titolo Fiat a metà mattinata dopo la fiammata iniziale, che aveva portato le azioni a guadagnare anche il 2% (max intraday a 5,41 euro). Al momento le quote passano di mano a 5,32 euro, in rialzo dello 0,66%. Oggi si terrà un incontro periodico tra i maggiori istituti creditori del gruppo nel quale si parlerà anche del prestito convertendo, probabile oggetto del rinvio dell'assemblea dei soci. All'ordine del giorno c'è però, secondo quanto raccolto da Spystocks.com, il monitoraggio dei convenants finanziari riguardanti la posizione finanziaria netta che la casa torinese, dopo quanto fatto lo scorso settembre, ha sforato ancora. Le banche non dovrebbero però prendere nessun provvedimento in quanto la casa torinese è in attesa di ricevere la somma pattuita per sciogliere i legami della put con General Motors . L'argomento convertendo resta però al centro dei pensieri dei vari stakeholder implicati: la situazione appare ancora molto fluida e nulla dovrebbe essere ancora delineato anche se l'obiettivo comune sembra essere quello di uno spostamento dei termini di conversione. Un evenienza questa che avrebbe maggiori possibilità di essere digerita dall'assemblea dei soci (che decide in merito a qualsiasi variazione delle clausole) rispetto a ipotesi più radicali. La Consob, che non chiederà per il momento integrazioni al comunicato emesso dalla società, sta monitorando la situazione in attesa degli sviluppi, che potrebbero arrivare anche tra un paio di settimane. Spystocks ---------------------------- Lunedì 11 Aprile 2005, 12:22 Fiat sempre etichettata con "buy" da Rasbank Rasbank non cambia opinione su Fiat e rinnova la raccomandazione di acquistare l'azione ("buy"), per la quale stima un target price pari a 6,9 euro. "Il rinvio dell'assemblea degli azionisti a data da destinarsi", affermano gli anlisti della sim milanese "è probabilmente da ricollegare alle trattative che Fiat sta portando avanti con le banche per la ridefinizione dei termini del prestito convertendo da 3 miliardi di euro in scadenza il 26 settembre 2005: le eventuali modifiche del convertendo dovrebbero essere approvate da un'assemblea straordinaria degli azionisti". Gli esperti di Rasbank aggiungono che la riorganizzazione della struttura di Fiat Auto non comporta modifiche radicali. "Tuttavia essa desta qualche sorpresa", ritengono "dato che lo stesso Marchionne aveva giudicato adeguata la nuova struttura varata solo nello scorso autunno. La cessione del 51% delle attività europee di finanziamento di Iveco era già ventilata da tempo; l'operazione ricalca quella portata a termine da Cnh nel 2002, con la cessione del 51% di Cnh Capital Europe". Spystocks ----------------------------------------- Lunedì 11 Aprile 2005, 12:25 Fiat: Marchionne, Rinvio Assemblea Per Motivi Tecnici (ANSA) - BRUXELLES, 11 APR - Il rinvio dell' assemblea di bilancio della Fiat è dovuto a "motivi assolutamente tecnici" e sul prestito convertendo non c'é "assolutamente niente" di nuovo. Lo ha dichiarato oggi a Bruxelles l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. "Sono discorsi tecnici" ha risposto alla domanda se il rinvio dell' assemblea di bilancio fosse legato alla rinegoziazione con le banche del prestito convertendo. (ANSA). ------------------------------------------- Fiat: Marchionne, assemblea slitta per motivi "assolutamente tecnici" (Teleborsa) - Roma, 11 apr - La ruinione dell'assemblea ordinarie di Fiat è slittata per motivi "assolutamente tecnici". E' quanto ha dichiarato oggi l'AD di Fiat, Segio Marchionne, aggiungendo che non vi sono novità in merito al prestito convertendo. A chi chiedeva se vi fosse qualche cosa di nuovo in vista sulla quostione del convertendo, Marchionne ha risposto seccamente "assolutamente niente". 11/04/2005 - 12:58 |
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Io poi rimango della mia idea: perchè comprare Fiat a 110 quando sul mercato ci sono macchinine belle che costano 100? |
Fiat priv. guadagna oltre il 3%.
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Mi sembra che la trappola funziona.
Non si schioda dal range 5,31 - 5,33. A mio parere, la tengono giù per comprare a quei livelli. In molti l'aspettano a 5,30. Ma non gli fanno il regalo. Vediamo come procede nel pomeriggio. Riperto, target 5,37. |
Ricevo e inoltro...
FIAT
Continuano le difficoltà del titolo FIAT, ancora in preda a difficoltà finanziarie e tornato pericolosamente a testare la fascia di prezzo poco sopra i 5 euro, fascia che negli scorsi anni aveva arginato la discesa. L’incertezza sulla riuscita della ristrutturazione societaria si unisce ai timori per le difficoltà di tutto il mercato automobilistico europeo, in netto calo di immatricolazioni nei primi mesi del 2005. Peraltro, circolano voci di nuovi rivolgimenti nel management e non è ancora stato individuato quel partner per FIAT Auto che è assolutamente indispensabile per il futuro. Le banche che hanno finanziato il prestito convertibile non hanno ancora preso una decisione chiara, ma una conversione, per lo meno parziale, in titoli FIAT appare inevitabile. E’ importante che la dirigenza di Torino risolva al più presto la questione. L’unica nota positiva, a nostro avviso, viene dal settore comunicazione. Le ultime campagne sono finalmente mirate a dare un’immagine giovane e nuova della società, contrastando le opinioni consolidate sul marchio FIAT e facendo leva sui (pochi) punti di forza della casa torinese. E’ importante che FIAT si mantenga sopra i 5 euro nel medio termine. Come per STM, eventuali rotture al ribasso potrebbero innescare accelerazioni ribassiste con target difficilmente identificabili. I più coraggiosi possono acquistare ai prezzi attuali con stop in chiusura sotto i 5 euro. Milano, 11 aprile 2005 Analisi precedenti: http://www.corrieredeititoli.com/ind...page=FIAT_2005 M I |
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concordo, secondo me nel lungo può essere una buona occasione. PS: anche io sono iscritto al corriere dei titoli ma sono un po' di giorni che non mi arriva nulla. A te arriva? Non ho trovato questo intervento neanche sul sito. E' diventato a pagamento? |
Sono riusciti ancora a tenerla sotto la discendente di breve e sotto i 5.35 che con candele orarie ha valenza strategica. .... incrociamo le dita (per chi è long) per la prossima ora...
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Signori secondo me gli Agnelli escono di scena a sta botta... :eek:
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FIAT Deconsolida 2 miliardi di debito e spunta l\'ipotesi di conversione parziale su tre miliardi di prestiti
Dopo 1,5 miliardi incassati da Gm per la cancellazione del put, Fiat migliora la situazione finanziaria di altri 2 miliardi grazie alla vendita del 51% di Iveco Fianancial agli inglesi di Barclays e spunta l’ipotesi di una conversione parziale del prestito convertendo di 3 miliardi di euro concesso a settembre 2002 da otto banche alla Fiat.Più di una semplice boccata di ossigeno per il gruppo che con queste mosse avrebbe le risorse finanziarie per coprire ogni eventuale ritardo del piano industriale. Ma procediamo con ordine. Ieri il Lingotto ha annunciato di aver ceduto per 96,8 milioni di euro Iveco Finanacial holding, la società finanziaria di Iveco attiva nei crediti al consumo per acquistare i veicoli industriali Iveco. A parte questo incasso Fiat deconsoliderà 2 miliardi di debito inscritti alla finanziaria, mossa che apprezzata da Standard & Poor’s che vede “migliorare sostanzialmente la flessibilità del gruppo”, ma non migliora il giudizio BB- sul debito giustificato dall’incertezza sul mercato dell’auto. Infine l’ipotesi di un conversione del 50% del convertendo mentre il resto verrebbe rifinanziato per altri 3-5 anni viene riportata dal quotidiano finanziario MF . In questo caso la famiglia Agnelli rimarebbe il principale azionista di Fiat e non dovrebbe lasciare il timone alle banche fra l’altro contrarie a convertire e guidare un gruppo industriale in via di ristrutturazione. Con tutte queste risorse, Fiat che appena rivisto al ribasso le stime di vendita per quest’anno dopo il cattivo andamento di tutto il settore nel primo trimestre, sarebbe in grado di affrontare un eventuale ritardo del piano, in attesa del lancio della nuova punto previsto per settembre. www.websim.it * 08:59-12/04 * ZioRufus |
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Fiat: spunta ipotesi conversione parziale convertendo (MF) ROMA (MF-DJ)--'Spunta l'ipotesi della conversione parziale del prestitoconvertendo da 3 mld di euro concesso, a settembre 2002, da 8 banche allaFiat'. 'L'ipotesi che sta prendendo piede - secondo quanto risulta a MF -sarebbe quella di trasformare in equity solo 1,5 mld di euro, cioe' il 50%e di allungare di 3-5 anni l'altro 50%. Questa soluzione sarebbe anche inprima fila tra quelle che sta studiando Gerardo Braggiotti, presidentedella Lazard & Co., per conto della Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) senza ancora un mandato formale'. Sanpaolo Imi e Unicredito (Milano: CRDI.MI - notizie - bacheca) sarebbero favorevoli a modificare gli accordiche 'consentirono il salvataggio della Fiat attraverso varie terapie, tracui il convertendo da trasformare in capitale entro il 16 settembre 2005.B.Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) e Capitalia (Milano: CPTA.MI - notizie) considerano, invece, ineluttabile la conversione. Itermini delle modifiche non sono completamente definiti' e 'per modificareil prestito si dovranno prendere misure a favore di tutti i soci'.red/pev ------------------------------------------- Martedì 12 Aprile 2005, 9:48 Euromobiliare consiglia di accumulare Fiat privilegiate Per Euromobiliare è in ascesa l'appeal delle azioni privilegiate Fiat. "Sebbene Marchionne pare abbia smentito che il rinvio dell'assemblea sia la legare al convertendo, altre voci di stampa sostengono in realtà che l'ipotesi allo studio di Lazard, incaricato da Fiat, prevederebbe la conversione del 50% e di allungare di 3-5 anni il restante 50%", ricordano gli analisti della prestigiosa casa d'investimenti. "Non sarebbe il best case per le minoranze, ma avrebbe maggiori probabilità di essere accettata dal mercato", è il commento degli esperti. "In questo caso le banche rileverebbero il 16% e Ifil scenderebbe al 25%. Secondo noi, affinchè Ifil non scenda sotto il 30% sarebbe sufficiente la conversione delle azioni Fiat privilegiati, di cui Ifil già controlla il 30%. Se convertite 1:1 Ifil avrebbe il 33% circa del totale delle ordinarie", aggiungono gli analisti di Euromobiliare. Confermato il rating accumulate (titolo da accumulare in portafoglio) sulle azioni Fiat privilegiate con target price a 5,1 euro. Confermato raccomandazione hold (titolo da tenere in portafoglio) sulle Fiat ordinarie con prezzo obiettivo a 6,3 euro. ---------------------------------- Martedì 12 Aprile 2005, 8:40 Fiat scambia in territorio positivo Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) ritrova la retta via. Il titolo del Lingotto sale dello 0,67%, scambiando a quota 5,39 euro. "Non ci sono novità sul prestito convertendo Fiat da tre miliardi di euro e il rinvio dell'assemblea del Lingotto, che alcuni quotidiani hanno imputato alla ricerca di un accordo con le banche, è dovuto a motivi tecnici", ha detto l'ad Sergio Marchionne. "I contatti tra Fiat e le banche sono costanti, non solo sul convertendo", ha detto il Cfo Luigi Gubitosi. Dichiarazioni, che servono a tenere a freno la speculazione. Intanto Iveco e Barclays Asset and Sales Finance hanno raggiunto ier un accordo per creare Iveco Finance Holdings, che fornirà finanziamenti per veicoli industriali e soluzioni di leasing ai clienti Iveco in Francia, Germania, Italia, Svizzera e Regno Unito. Spystocks ------------------------------------ Martedì 12 Aprile 2005, 7:52 Fiat, ceduto il 51% di Iveco Finance a Barclays Nuova operazione nel ramo delle finanziarie di casa Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) . Dopo Fidis (Fiat Auto) e Cnh, ieri è stato il turno di Iveco Finance il cui 51% è stato ceduto per per 96,8 milioni di euro a Barclays (Londra: BARC.L - notizie) con l'obiettivo di creare una nuova holding, Iveco Finance Holding, a cui la stessa Iveco trasferirà alcune sue controllate nel ramo servizi finanziari mantenendo la possibilità di riacquistarle in futuro. Intanto i vertici del Lingotto proseguono la caccia ad un partner di livello internazionale facendo visita all'India dove dovrà essere deciso il destino dell'impianto che produce Palio e Siena, destinato alla chiusura da Morchio, ma ora oggetto di un possibile buyout o di una collaborazione con il gruppo Hinduja, già alleato di Iveco nella Ashok Leyland. Spystocks |
FIAT/ SE IL VIGILANTE NON VIGILA (REPUBBLICA)
12/04/2005 Consob non ha chiesto chiarimenti su rinvio data assemblea Roma, 12 apr. (Apcom) - "Non accade spesso che una società quotata rinvii a data da destinarsi l'assemblea di bilancio già fissata dal Cda. Se quest'azienda si chiama Fiat - scrive Repubblica - che ha 13,3 miliardi di debiti complessivi, un contratto per un prestito convertendo in azioni che sta per scedere e che per questo vive sotto la spada di Damocle di un imminente rivoluzione dell'azionariato, c'è di che avere qualche inquietudine". Tutti a piazza Affari si domandano cosa c'è dietro il rinvio. "Tutti - prosegue Repubblica - tranne la Consob, che a chiedere alla Fiat qualche doverosa precisazione non ha proprio pensato. O se l'ha fatto, ha deciso di non procedere, o ancora non ha ottenuto risultato. Il che - conclude il quotidiano - è ancora peggio". ------------------------------ :eek: :mmmm: Se non guardano i microbi (piccole società quotate) come fanno a guardare uno(1)dei fulcri di questa malattia ( Italia) :D ------------------------------ |
BASTA COL LIBERISMO! SERVE L’INTERVENTO PUBBLICO NELL’ECONOMIA
Volantino per lo sciopero del 15 aprile (12 aprile 2005) La situazione dell’apparato produttivo italiano è disastrosa. In questi venti anni i padroni hanno ridotto salari e diritti dei lavoratori ma nulla hanno fatto per qualificare l’apparato industriale del paese. Così sono centinaia di migliaia i lavoratori che rischiano il posto di lavoro, molti dei quali metalmeccanici. In questa situazione i padroni proseguono sulla stessa disastrosa strada: aumento delle espulsioni e della precarizzazione del lavoro e richiesta di flessibilità sugli orari. Parallelamente il governo di destra taglia le tasse ai ricchi e le risorse per gli ammortizzatori sociali dei lavoratori e precarizza ulteriormente il lavoro con la legge 30. Come se non bastasse la Commissione europea vuole varare una due disastrose direttive: la Bolkestein per aumentare la concorrenza tra i lavoratori e una sull’allungamento dell’orario di lavoro. In questo modo l’apparato produttivo si indebolisce ulteriormente, si perdono altri posti di lavoro e si peggiora la situazione di chi resta in fabbrica. Oltre al danno la beffa. E’ NECESSARIO CAMBIARE STRADA. OCCORRE: Aumentare le risorse per gli ammortizzatori sociali, estendendoli a tutti i lavoratori. Le risorse per questo devono essere trovate aumentando le tasse ai ricchi e sulle rendite finanziarie. Dire basta alla precarietà: la legge 30 e la Bossi-Fini devono essere abrogate; il rapporto di lavoro a tempo indeterminato deve tornare ad essere la normalità Lo stato deve fare, come in Germania e in Francia, politiche che rafforzino l’apparato industriale. Dallo sviluppo della ricerca alla crescita delle dimensioni delle impresa. E’ necessario definire linee di politica industriale e finalizzare a queste ogni risorsa pubblica. Lo stato deve intervenire per disincentivare le delocalizzazioni. Lo stato deve intervenire direttamente nel capitale della FIAT obbligando la famiglia Agnelli e le banche a mettere risorse per rilanciare il settore del trasporto e della mobilità in Italia. Occorre allargare le lotte in tutta Europa per ottenere il ritiro della direttiva Bolkestein e di quella sull’allungamento dell’orario di lavoro. 11 aprile 2005 http://www.pane-rose.it/pagina_art.p...art=4571&loc=1 -------------------------------- QUANDO LA FERRARI SUPERA IL PADRONE. SILVIO BERLUSCONI E L'OLIO DI MARANELLO (CORSERA .IT) Martedì, 12 aprile Luca Cordero di Montezemolo spara a zero sulla drastica situazione del Paese."O si governa o è meglio andare al voto."Il Presidente di Confindustria si toglie i sassi dalle scarpe e nelle sue ultime camminate ne deve aver imbarcati davvero tanti.Il Re degli industriali italiani ha pagato dazio per aver resistito a quel "coinvolgimento" del suo nome indicato come papabile ministro nel Governo Berlusconi.Improvvisata del cabarettista di Arcore che certo non gli è mai andata giù.Le sue simpatie sono a sinistra e comunque meno radicate rispetto alle emorrargiche elucubrazioni dei leghisti. La Confindustria è stata assaltata dai leghisti negli ultimi mesi come altre istituzioni del Paese che non soggiacciono ai voleri berlusconiani e dei suoi alleati.Lo scontro istituzionale tra forze progressiste e neoliberali affonda le radici nei sintomi incandescenti della dottrina politica come arma di deterioramento e di congelamento.Quello che teme il Prsidente di Confindustria è infatti uno stallo del sistema,uno scontro in trincea tra forze "becere" che si combattono per conquistare pochi centimetri di potere,lasciando il sistema economico italiano privo di quelle riforme necessarie a galvanizzare non soltanto l'industria ma l'economia ormai assopita.Dibattersi nella informe o deforme questione politica delle illusioni berlusconiane o degli ipotetici sgravi fiscali,compromette nella fondamenta quella accellerazione dinamica che Luca di Montezemolo identifica come assolutamente necessaria come l'abolizione dell'Irap ,il costo del lavoro e la competitività dell'intero sistema italico. La politica di Berlusconi ha dunque bisogno di accentrare il consenso,quella dinamica del Presidente della Confindustria di diversificare l'intraprendenza delle imprese realizzando una strategia di espansione concordata con il Governo.Le idee forti che Luca ha in mente le conserva nel paniere per non dare vantaggio a quello che ogni giorno diventa un suo avversario:silvio Berlusconi.IN realtà .sebbene visto come un temibile avversario,il Presidente di Fiat e Ferrari non nutre alcuna antipatia per il Premier,che anzi stima nella sua veste di industriale,ma sinceramente considera ormai tramontati gli atteggiamenti propagandistici. Luca Cordero di Montezemolo nasce ed è cresciuto all'interno di una alcova che realizzava le sue imprese in gran parte dovute ai lauti finanziamenti dei governi italiani ,infilando le mani dunque nelle tasche dei contribuenti italici,quasi fosse la Fiat una sorta di reggia reale e avesse di fatto riempito il vuoto della monarchia italica scappata a a gambe levate dal Quirinale. Luca Cordero di Montezemolo crede ciecamente allo Stato,questa è la lezione principale impartitagli dalla famiglia Agnelli,e la Fiat è una colonna dorsale dello Stato Economico italiano e all'interno di questo acquario lussureggiante ha tratto benefici inesauribili che Silvio Berlusconi e la sua plebe ha cercato di recidere lentamente ma con determinazione. I due sistemi dunque non collidono e non riusciranno mai a sposarsi,perchè uno si nutre in casa e l'altro fuori casa,anche se l'impero berlusconiano è anchesso un esempio di collisione tra interessi privati e quelli politici. IL cammino dunque di Silvio Berlusconi è tracciato,inequivocabile,indifendibile,p erchè la sua sopravvivenza sottrae energie preziose al sistema stesso,che nella paralisi del paese ha sviluppato le sue informi bestie. Gli imprenditori italici scappano dunque e le nostre impreseormai producono in Cina e in romania,in Italia rimane soltanto la grandeindustria turistica e l'aumento vertiginoso delle proprietà immobiliari,dovessero quste cominciare a saltare,il sistema crollerebbe in mano agli speculatori,a una selvaggia caccia all'uomo che fallisce,al sistema che si sbriciola. A Luca di Montezemolo conviene rimanere dunque in sella,a Silvio Berlusconi evitare di essere travolto e gettato nel fango e calpestato dall'odio che lasua capacità imprenditoriale e di uomo suscita nei mediocri della terra. ---------------------------------- TITOLI CALDI/ FIAT POSITIVA, NUOVE IPOTESI SU CONVERTENDO (+0,2%) 12/04/2005 Secondo "Mf" solo la metà verrà convertito Milano, 12 apr. (Apcom) - Inizio di seduta positivo per Fiat in una giornata che si annuncia piuttosto avara di temi. Il titolo viene trattato in rialzo dello 0,2% a 5,365 euro, a ridosso dell'importante livello tecnico dei 5,4 euro. Ieri il Lingotto ha annunciato un accordo tra Iveco e Barclays grazie al quale potrà liberare risorse per 2 mld di euro. Una mossa apprezzata da Standard & Poor's perché migliora le disponibilità finanziarie del gruppo, anche se l'agenzia ha dichiarato che i ratings e l'outlook di Fiat (BB-/Negative/B) rimangono confermati. Oggi, intanto, "Mf" riporta l'ipotesi di una conversione del 50% del convertendo mentre il resto verrebbe rifinanziato per altri 3-5 anni. |
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M I |
buongiorno.. qualcuno sa' perchè le risp. sono sospese e le priv fanno +5% ?.
grazie. |
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cmq grazie. |
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grazie, ciao |
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-------------------------------- FIAT: IN BILICO SOPRA I FONDAMENTALI 5.10/5.20 EURO Situazione grafica sempre più complicata per Fiat che dopo aver rotto i supporti rappresentati dai minimi di fine ottobre a 5.40 euro circa è scesa nelle ultime sedute fino a sfiorare quelli decisivi di area 5.10/5.20, corrispondenti alla base del movimento laterale creatosi a partire da inizio 2003: la loro eventuale violazione andrebbe a deteriorare il quadro tecnico di lungo periodo, con la ripresa del bear trend partito nel 1998 verso traguardi di medio/lungo termine a 3 euro circa (proiezione verso il basso dell'ampiezza del citato range), mentre nel breve troviamo dei supporti in area 5 (base del canale bearish ipotizzabile da fine giugno). Il titolo ha comunque la chance di sfruttare i sostegni citati per effettuare un rimbalzo verso 5.60, livelli oltre i quali poter tentare un recupero verso 5.95, massimi di inizio marzo e resistenza oltre la quale il quadro tecnico potrebbe migliorare in modo significativo (obiettivi successivi a 6.20/6.40). (S.F.) ---------------------------------------- 12/04/2005 - 11.49 Accordo Bic - Banca Intesa Venti milioni di euro per la realizzazione e il finanziamento di progetti volti allo sviluppo imprenditoriale nella regione. E’ l’impegno assunto da Banca Intesa con l’accordo stipulato il 12 aprile 2005 con Bic Lazio, l'agenzia che sostiene lo sviluppo della piccola e media impresa e promuove una cultura imprenditoriale. L’obiettivo è favorire la nascita, lo sviluppo e l'aggregazione delle piccole e medie imprese locali, anche attraverso l'erogazione di finanziamenti e servizi bancari innovativi. Il protocollo d'intesa siglato è la prima concreta applicazione a livello locale dell'accordo quadro del dicembre 2004, tra Banca Intesa e Aida (Associazione italiana delle agenzie di sviluppo locale e marketing territoriale), a cui Bic Lazio ha recentemente aderito, per il finanziamento di un plafond fruibile da tutte le agenzie associate. Una delle prime azioni concrete è la partecipazione di Bic Lazio e Banca Intesa al Fondo per lo sviluppo di progetti di ricerca derivanti da spin-off accademici, il cui obiettivo è la nascita di start-up tecnologicamente avanzate. L'operazione mira a sostenere lo sviluppo e l'occupazione dell'area della Provincia di Frosinone, anche favorendo il posizionamento sui mercati delle imprese legate all'indotto Fiat http://www.sviluppo.lazio.it/ ------------------------------ FIAT/ SCIOPERO IMPIEGATI E OPERAI AREA TECNICA DI MIRAFIORI 12/04/2005 Un migliaio secondo i sindacati, 100 secondo azienda Torino, 12 apr. (Apcom) - Sciopero stamani di un gruppo di impiegati e operai dell'area tecnica dello stabilimento Fiat di Mirafiori, a Torino. La protesta spontanea è stata dichiarata per chiedere alla Fiat, a fronte delle voci di cassa integrazione, l'adozione del provvedimento a 'rotazione'. La protesta è iniziata subito dopo un'assemblea dedicata alla preparazione dello sciopero nazionale dei metalmeccanici, previsto per venerdì 15. Un gruppo di lavoratori ha effettuato un presidio davanti agli ingressi dello stabilimento: mille secondo il sindacato ed un centinaio secondo le rivelazioni dell'azienda |
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---------------------------------------------------- Fiat, quell’assemblea rinviata http://www.soldionline.it 12 aprile 2005 12.30 Ieri Fiat ha ceduto il 51% di Iveco Finance ai britannici di Barclays, un’operazione che permetterà al Lingotto di recuperare risorse per circa 2 miliardi di euro. La vendita, nell’ambito del piano di cessioni disegnato da Marchionne, che punta a snellire l’intero gruppo, arriva pochi giorni dopo l’annuncio del rinvio dell’assemblea degli azionisti chiamati ad approvare il bilancio 2004. Motivazioni "tecniche"? Nella giornata di ieri Fiat (profilo, grafico, quotazione) ha ceduto il 51% di Iveco Finance ai britannici di Barclays Asset and Sales Finance, un’operazione che permetterà al Lingotto di recuperare risorse per circa 2 miliardi di euro. La vendita, nell’ambito del piano di cessioni disegnato da Marchionne, che punta a snellire l’intero gruppo, arriva pochi giorni dopo l’annuncio del rinvio dell’assemblea degli azionisti chiamati ad approvare il bilancio 2004. La riunione, inizialmente prevista per il 10 maggio in seconda convocazione, “si terrà - secondo quanto indica la nota - in altra data, la quale verrà stabilita in occasione della prossima riunione di consiglio”. Naturalmente, sulla scia dell’annuncio, si sono inseguite le più svariate voci. Qualcuno ha ipotizzato che il rinvio è stato causato da novità relative al prestito convertendo con le banche, il cui destino sarebbe oggetto in questi giorni di strettissimi colloqui tra le parti. Altri hanno supposto l’ingresso di un nuovo socio forte, di natura industriale o finanziaria. Da Torino stemperano gli animi, tanto che il numero uno del gruppo Marchionne ha tenuto a ribadire che il rinvio dell’assemblea è dovuto a “motivi assolutamente tecnici”. Perché ribadirlo? Una conferma che equivale a confermare che qualcosa è all’orizzonte? Presto per dirlo. La questione del convertendo, comunque, rimane sui tavoli dei vertici. Il direttore finanziario del gruppo, Luigi Gubitosi, ha tuttavia affermato che “Fiat non ha presentato alle banche finanziatrici alcune proposta di revisione del prestito convertendo da tre miliardi di euro in scadenza a settembre”. Intanto, dicevamo, è stato dismesso il business finanziario di Iveco. La Iveco Finance Holdings, fornirà finanziamenti per veicoli industriali e soluzioni di leasing ai clienti Iveco in Italia, Francia, Germania, Svizzera e Regno Unito. L’unità finanziaria del gruppo dei veicoli industriali apporterà inizialmente alcune società controllate. Successivamente Barclays acquisirà una quota di controllo pari al 51% di Iveco Finance Holdings per un importo pari a 96,8 milioni di euro. La flessibilità a cui punta Fiat è considerata positivamente da Standard & Poor’s, che ha apprezzato il miglioramento della flessibilità finanziaria. Un evoluzione che potrebbe portarla ridurre più velocemente il debito. Tuttavia il giudizio della casa di rating rimane “BB-“, con un outlook “negativo”. Le stime della società sono chiare e sono state ribadite dai vertici nelle ultime ore. Nel 2006 Fiat punta a raggiungere un utile netto di oltre 700 milioni di euro. Il 2007, dovrebbe invece registrare un’accelerazione maggiore, con un profitto compreso tra gli 1,6 e 2 miliardi di euro. Nel 2006 è previsto il raggiungimento del la positività del flusso di cassa operativo. |
Fiat's recent brief official announcement, that the shareholder meeting planned for May 10th has been postponed, has sent the rumour mill into overdrive, that more major changes are about to be unveiled.
Attention has focused in the last few weeks on the possible new developments relating to the 3 billion bank loan which is due to be repaid by September. Speculation suggests that there might now be a breakthrough in talks with the consortium of major banks who provided this injection of capital three years ago, when the Italian carmaker was in crisis. * The eight banks, led by IMI, Sanpaolo, Banca Intesa and Capitalia, own the right to convert this 3 billion euro loan into shares, if Fiat is unable to make the repayment. With Fiat shares languishing, it is suggested that Marchionne is pressurising the banks for an extension, and playing upon well recorded strategic differences of opinion between the eight. Yesterday, at the Italian Investor day in New York, Fiat claimed "ongoing full support from the banking system". Hard hitting Fiat Group CEO Sergio Marchionne, who is also acting as the boss of the Auto Division, made clear during February 2005 that he was pushing for the repayment to be deferred from its September date, and he hinted that talks were making progress.Italia media sources have speculated over the last few days that as well as this coming in the form of the banks taking up a share stake in the Fiat Group that would see them left with a holding close in size to that held by the Agnelli family, who have controlled the destiny of the century-old carmaker for almost its entire existence, there is also the possibility that certain assets could be spun off to the banks in the form of repayment. Speculation also surrounds suggestions that a further round of senior management redundancies could be in store. Sergio Marchionne has already been chopping away top management posts, as he seeks to cut the Group's costs with aggressive reductions in non-essential areas, and talk centers around a fresh restructuring which would see the current 28 managers reduced to just 10. The cost-governance based turnaround strategy will make full use of combined management expertise, focusing on a small, dynamic and highly international team. Certain leading Italian media sources have raised the idea that current Fiat Group Chairman Luca di Montezemolo could be about to depart from the group. They believe that the interim 'crisis' period following the death of then Chairman Umberto Agnelli is now over, and with Marchionne having plotted a recovery programme, he would be left free to concentrate on his role as boss of Confidustria, the Italian trade body. Lastly, other suggestions being touted are that a major new alliance is in the offing. This could possibly be with the Shanghai Auto Industry Corporation, in recent months linked to Fiat. The Chinese company have been firmly in the headlines this week, their interest in a deal with the British carmaker MG-Rover seeming fading, once they realised the full extent of the no liquidated firm's liabilities. Along these lines, the potential of the route of low-cost countries sourcing was presented yesterday at the investor meeting in New York. Another name being linked to a much deeper alliance is the French PSA Peugeot-Citroen carmaker, with whom in recent weeks Fiat announced a fresh joint venture to manufacturer an all-new light commercial vehicle in Turkey. This new arrangement comes on top of a long term agreement that already sees them built the Fiat Ulysse, Scudo and Ducato, along with the Lancia Phedra, as part of a joint venture together.* Across the range, component standardisation would also be fully exploited. Fiat predict that capacity utilization in the automotive sector will be up from 73% to 94% by 2007 for Europe. In-house number crunchers also estimate profitability and operating cash generation to be restored in 2006, supported by reduced cost of funding. A healthy net industry debt to Group equity ratio of 1:1 will complement this by the end of 2006.* http://www.italiaspeed.com/ |
Martedì 12 Aprile 2005, 15:05
Fiat: Corre In Borsa Nella Versione Privilegio, +6,2% (ANSA) - MILANO, 12 APR - Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) in corsa a Piazza Affari nella versione privilegio, con un rialzo del 6,196% a 4,165 euro. Nella versione ordinaria le azioni del Lingotto cedono l'1,195% a 5,29, mentre le risparmio lasciano l'1,623% a 4,485.(ANSA). ------------------------------------ IFIL/ PORTAVOCE:NON E' ALLO STUDIO CONVERSIONE FIAT PRIVILEGIATE :mmmm: 12/04/2005 Operazione ipotizzata stamani da rumors di borsa Torino, 12 apr. (Apcom) - Non sarebbe allo studio l'ipotesi di conversione delle azioni Fiat privilegiate in ordinarie in funzione 'anti-diluitiva' a fronte di operazioni, ipotizzate da indiscrezioni di stampa, riguardanti la revisione del prestito convertendo alla Fiat. Ad affermarlo è un portavoce dell'Ifil la holding finanziaria operativa del gruppo Agnelli. L'operazione, secondo rumors di borsa, avverrebbe alla pari e avrebbe l'obiettivo per Ifil, di evitare di un processo di eccessiva diluizione in caso di conversione totale o parziale del prestito. Le azioni Fiat privilegiate, peraltro, sulla scorrta delle voci corcolate stamani hanno avuto un rialzo sino al 6%. |
Martedì 12 Aprile 2005, 15:23
Paul Hastings si espande a livello globale aprendo un ufficio a Milano; l'espansione in Italia rientra nella crescita strategica dello studio in Eu Business Editors/Legal Writers NEW YORK--(BUSINESS WIRE)--April 12, 2005--Paul, Hastings, Janofsky & Walker, LLP (Paul Hastings), un importante studio legale internazionale, ha annunciato l'apertura di un ufficio a Milano. Il nuovo ufficio, che verrà inaugurato all'inizio di maggio, rappresenterà la 17° sede dello studio legale in tutto il mondo. ........................He has been General Counsel of Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) , a EUR 60 billion Fortune 100 company, Chief Compliance Officer of EBRD, and General Counsel of Eni (Milano: ENI.MI - notizie - bacheca) 's Exploration & Production Division, the energy company's core business which has a EUR 12 billion turnover.................. http://it.biz.yahoo.com/050412/90/36n1h.html |
che vorranno dire: :eek:
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LA FAME DELLO STATO AZIONISTA E LA TRASPARENZA DEL MERCATO
MASSIMO RIVA Si dura fatica ad associarsi al coro di lamenti patriottici che si sta levando per il passaggio di Wind in mani straniere. Certo, l´Italia sta così perdendo il controllo su un altro pezzo d´economia nazionale nel settore delle telecomunicazioni. Ma c´è qualcosa di francamente ipocrita in chi oggi fa mostra di scandalizzato stupore perché i telefonini dell´Enel sono ormai avviati a finire al gruppo egiziano Orascom o forse, se vi sarà rilancio sul prezzo, agli americani di Blackstone. Quest´ennesima ritirata italiana è solo una pagliuzza nell´occhio a fronte della trave rappresentata dalla pesante disfatta industriale che il paese ha già vissuto nel campo delle telecomunicazioni. Basti dire che l´Italia è il terzo mercato al mondo per quanto riguarda la diffusione di cellulari, ma non c´è impresa nazionale che sia stata capace di partecipare alla grande vendemmia di apparecchi portatili. Su questo grasso mercato hanno fatto e continuano a fare la parte del leone finlandesi, giapponesi, americani, tedeschi, financo i francesi. Anziché raccogliere una sfida di grande potenzialità tecnologica, i capitalisti nostrani hanno preferito il ben più comodo ruolo di "rentier". Ovvero hanno investito il loro denaro solo per dedicarsi a fare cassa fatturando l´utilizzo di prodotti industriali altrui. Un po´ come se nel settore automobilistico la Fiat decidesse di chiudere i suoi stabilimenti per mettersi a fare lo stesso mestiere dell´Avis o della Hertz. Altro che rammaricarsi per il passaggio di Wind in mani estere, è a monte, nel vuoto dell´industria nazionale delle telecomunicazioni, che va letto il vero segno di declino del paese. Solleva, piuttosto, ragioni più puntuali di sconcerto la gestione finanziaria della vicenda Wind. Dalla proprietaria Enel, società tuttora a prevalente controllo pubblico, era lecito attendersi un comportamento più rispettoso delle regole e della logica del mercato. In altre parole: che, invece di procedere a trattativa diretta con qualche selezionato aspirante, Enel si rivolgesse al mondo del risparmio, dapprima quotando l´azienda in Borsa e poi provvedendo a cedere Wind a fette sul mercato fino all´esaurimento del capitale. Una simile impostazione avrebbe garantito quella trasparenza e quella linearità che nessuna trattativa privata sarà mai in grado di offrire. Non solo: l´operazione sarebbe stata esemplare per l´intero mercato azionario, come spetta fare soprattutto a un´azionista di mano pubblica. Naturalmente, tale procedura avrebbe allungato i tempi della cessione e, dunque, dei correlati incassi dell´Enel. Con qualche immaginabile disappunto per l´azionista governo che, avendo disastrato il bilancio dello Stato, ha una fame furibonda di dividendi straordinari da parte delle aziende controllate. La fretta con la quale i vertici di Enel si sono mossi lascia, purtroppo, alto nell´aria il dubbio che, alla stretta, le urgenti necessità di cassa del Tesoro abbiano fatto premio su tutto, anche sul doveroso rispetto delle buone regole mercantili. Questo e non altro dovrebbe allarmare i veri patrioti. La Repubblica 12-4-05 ----------------------------------- A colloquio con il nuovo presidente della Regione Mercedes Bresso : «È urgente raddoppiare la Torino-Pinerolo» Il dopo Olimpiadi, la Fiat, l'agricoltura e la difficile scelta degli assessori Mercedes Bresso, 61 anni a luglio, nuovo presidente della Regione Piemonte («Per favore, non chiamatemi governatore») non ha staccato neppure un giorno dopo il successo elettorale e dopo una campagna durata mesi. Mercoledì a Bruxelles, giovedì nuovamente a Torino. Ed è a Torino che l'abbiamo trovata cercando di dare un seguito all'intervista che "L'Eco" ha pubblicato due settimane fa, nel confronto con Ghigo. Cominciamo dal territorio pinerolese: quale ritiene possa essere il primo intervento urgente? «Il più urgente, anche se non sarà il primo che potremo affrontare perché richiede molte risorse ed un accordo con lo Stato, è il raddoppio della linea ferroviaria Torino-Pinerolo così da trasformarla in una vera ferrovia metropolitana. C'era una vecchia proposta della Provincia per la metropolitana tra Pinerolo e Torre Pellice ed occorrerà riaprire quel discorso su cui ero d'accordo». Però, signor presidente, tra 15 giorni verrà già riaperta la Pinerolo-Torre Pellice con i tradizionali treni. «Allora è chiusa lì, pazienza». Ma in un secondo momento si potrebbe pensare all'interramento di un breve tratto della Pinerolo-Torre Pellice per evitare che Pinerolo venga tagliata in due dai passaggi a livello? «Lo affronteremo, ma certo è un costo elevato. Quella ferrovia ha un sacco di problemi. Anche Nichelino è tagliata in due dal passaggio a livello». Il dopo Olimpiadi. C'è un disegno di legge regionale, che poi è stato rinviato, per la gestione degli impianti dopo le Olimpiadi. Qualsiasi soluzione emergerà i tempi sono ormai ridotti! «Certo, dovremo prendere una decisione entro la fine dell'anno, altrimenti i piccoli Comuni soccombono!». Parliamo di agricoltura. Lei ha risposto a "L'Eco": «Aiuteremo gli agricoltori ad aumentare il valore aggiunto della propria produzione». Ma come? «Lavorare alla costruzione di "filiere" lunghe dei grandi prodotti piemontesi (carne, latte e derivati vari, vini, ecc.). Quindi dare a questi prodotti maggiore visibilità e promuovendoli sul territorio». Sull'occupazione lei ha dichiarato. «Mirafiori può diventare la capitale europea del "motore pulito" e delle tecnologie dell'idrogeno, mentre il Centro ricerche Fiat deve diventare un polo di eccellenza su cui far convergere investimenti pubblici e privati». Ebbene, pensa che basterà per mantenere gli attuali standard occupazionali? «Intanto va detto che il problema è di carattere nazionale. Occorre che il Paese si decida se vuole ancora mantenere l'industria dell'auto o no, altrimenti "salta" tutto il sistema dell'innovazione legato al settore. Il mio riferimento verteva sulla valorizzazione dei due poli di eccellenza ed occorre ragionarci con loro (la Fiat, ndr) per farne una risorsa territoriale e ragionare sempre con la Fiat per il mantenimento in Piemonte delle attività produttive che vedo molto legate ai motori "puliti" ed alla mobilità intelligente. Ma questo è un discorso da fare con loro e ne ho parlato due giorni fa con Montezemolo che mi ha anticipato che Marchionni (Ad della Fiat) mi cercherà per ragionare su queste cose». Il ticket sui farmaci è stato un tema spesso affrontato. Lei ha parlato di un'abolizione. Come e quando potrebbe avvenire? «Ho promesso di fare una prima tranche di riduzione (ma oggi non so ancora su cosa) dopo un'analisi, con quello che sarà il futuro assessore alla Sanità, per verificare se per categorie o tipologie. Comunque la prima riduzione la faremo entro l'anno con il bilancio vero e proprio o con l'assestamento di bilancio». Ancora pochi giorni di attività come europarlamentare (la Bresso rassegnerà le dimissioni, anche perché c'è incompatibilità con la presidenza della Regione), mentre sta già affrontando un problema sempre spinoso: quello degli assessorati. Porterà in Giunta Bellion o Gottero? «Sicuramente non tutti e due… ma in questo momento di assessori non parlo, teoricamente potrebbero starci anche tutti e due… la questione non è lì… Guai se dico a tutti chi metto!». Eppure oggi su alcuni quotidiani ci sono già le liste degli assessori! «Io non li ho letti e non li leggo perché tanto so già che non possono dire quello che penso io!». Lei presidente Bresso ha ricevuto gli auguri da tante persone. Che cosa risponderebbe? «Scriverei che ringrazio i miei elettori, in particolare quelli della provincia di Torino, perché ho sentito il calore dell'affetto che per un politico è raro. Concludendo: ringrazio gli elettori, ma la cosa di cui ho più bisogno, come dicevano i nonni, è la salute, perché con la mole di lavoro, quel che conta è reggere. Per il resto (come impostare il lavoro, la scelta dei collaboratori) dipende solo da me». Pier Giovanni Trossero http://www.ecodelchisone.it/articoli...o.asp?ID=17580 ----------------------------------------------- FIAT/ CGIL MOLISE: SI APRA SUBITO UN TAVOLO NEGOZIALE NAZIONALE 12/04/2005 Il sindacato chiama in causa il Governo Campobasso, 12 apr. 2005 (Apcom) - Attivare subito un tavolo negoziale nazionale sul futuro della Fiat. E' la richiesta avanzata dalla Cgil del Molise che ha inviato una lettera al ministro delle attività produttive Antonio Marzano sulla delicata questione. Il documento è stato firmato sia dal segretario generale del sindacato molisano, Michele Petraroia, che dal collega del Piemonte, Vincenzo Scudiere. I due sindacalisti si sono recati presso la Prefettura di Campobasso per consegnare la nota direttamente nelle mani del Prefetto. "Non può essere la sola Fiat a decidere il suo futuro -ha dichiarato Petraroia - il destino di una grande impresa in cui operano decine di migliaia di lavoratori in diverse regioni italiane è una questione sociale oltre che economica e quindi va gestita con prudenza e rigore". La Cgil chiede che anche il Governo si assuma le sue responsabilità. "Non possiamo accettare supinamente un'assenza di governo della vertenza che metterebbe gli stabilimenti in contrasto tra loro". Sia la Cgil Molise che quella del Piemonte sollecitano, inoltre, l'approvazione del Contratto di Programma per il Sud. Lo strumento è stato siglato nel 2003 tra Fiat, le Regioni interessate ed i sindacati e prevede lo stanziamento di circa 900 milioni di euro per gli impianti di Pomigliano d'Arco (Napoli), Pratola Serra (Avellino) e Termoli (Campobasso). ------------------------------ FIAT/ TERMINI, DS SICILIA A REGIONE:ADOTTI MISURE SU STATO CRISI 12/04/2005 Lo chiedono in una mozione presentata all'Ars Palermo, 12 apr. (Apcom) - "Il governo della Regione deve adottare misure urgenti e operative per intervenire sullo stato di crisi ed evitare ulteriori disimpegni e smantellamenti del già precario apparato produttivo siciliano". Lo chiedono i Ds siciliani al presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, in una mozione presentata all'Assemblea regionale siciliana sulla crisi della Fiat che coinvolge lo stabilimento di Termini Imerese e sulla crisi del sistema produttivo in Sicilia. ---------------------------------- |
che disastro, tutti fanno finta di non vedere.
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il petrolio sotto 50 darebbe una bella mano
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FIAT/ RINVIO ASSEMBLEA, PIU' TEMPO PER CONVERTENDO E ALLEANZE?
12/04/2005 Possibile intesa industriale,poi Montezemolo potrebbe lasciare Torino, 12 apr. (Apcom) - Alla Fiat serve ancora tempo prima dell'assemblea di bilancio: non soltanto per sottoporre agli azionisti "una più aggiornata informazione sull'andamento del gruppo nei primi mesi del 2005" ma soprattutto per portare a una conclusione positiva quelle che il Lingotto oggi in una nota ha definito "eventuali ulteriori proposte di deliberazione che potrebbero nel frattempo rendersi opportune nel miglior interesse della società". La data del 10 maggio, giorno in cui era prevista inizialmente l'assemblea degli azionisti, è stata cancellata dall'agenda del Lingotto, con la riunione che potrebbe tenersi nel corso del mese di giugno. A decidere la data precisa sarà, comunque, il cda che per ora resta convocato sempre per il 10 maggio, giorno in cui dovrebbero essere esaminati, secondo i programmi iniziali, i conti del primo trimestre 2005. Il tempo che la Fiat si è presa a cosa potrebbe servire? Molte le ipotesi, ma sembra sempre più probabile che lo slittamento dell'assemblea, come anticipato da Apcom la scorsa settimana, potrebbe essere dedicato a costruire un accordo tra le banche firmatarie del prestito convertendo da 3 miliardi (Banca Intesa, Unicredit, Capitalia e SanPaolo Imi innanzitutto) e lo stesso Lingotto. Una soluzione, totale o parziale della questione a cui si starebbe ancora lavorando, con un differimento in tutto o in parte della scadenza del convertendo fissata al prossimo settembre. Una volta raggiunto l'eventuale accordo con le banche sulla base di una proposta concreta, sarebbe possibile sottoporre la soluzione ai soci Fiat. Il differimento della data dell'assemblea potrebbe però anche servire ad approntare nuove alleanze industriali per l'Auto dopo la fine, monetizzata, dell'intesa con GM. Nei giorni scorsi si è molto parlato dei cinesi della Saic che avrebbero abbandonato definitivamente l'avventura della Rover ma alcuni osservatori hanno anche ricordato la forte intesa che c'è, non da ieri, con i francesi di Psa con cui Fiat costruirà anche un commerciale leggero, dopo furgoni e monovolume. E poi ci sono gli investitori indiani, forse non soltanto quelli del gruppo Tata con cui Montezemolo, Marchionne ed Elkann hanno rapporti ottimi. Probabilmente è solo una coincidenza, ma l'ad e il vicepresidente sono in India sino a domani per un tour, ufficialmente per visitare gli impianti Fiat, Iveco e Cnh in India. Una nuova alleanza industriale non presupporrebbe peraltro l'obbligo di essere approvata in assemblea. Ma sarebbe importante, e non solo per cortesia verso gli azionisti, che i vertici Fiat potessero presentarsi con una nuova 'strada' aperta lungo il cammino della ripresa dell'Auto. Sergio Marchionne arriverebbe così alla sua prima assemblea da amministratore delegato a pochi mesi dalla fine del matrimonio con GM compensato da 1,55 miliardi di euro, sia con una soluzione al convertendo che con un'alleanza nuova. Una volta sciolto il nodo 'convertendo' e raggiunta una possibile intesa industriale, in casa Fiat potrebbe aprirsi un nuovo scenario, anche con un cambiamento alla presidenza. Non è un mistero che Luca Cordero di Montezemolo da quando il 30 maggio 2004 venne chiamato alla presidenza alla scomparsa di Umberto Agnelli si stia sottoponendo a un vero tour de force alternando gli impegni torinesi con quelli di Confindustria e della Ferrari. Il presidente chiamato dalla famiglia Agnelli in un momento di grave emergenza a guidare il Lingotto con l'aiuto di Marchionne potrebbe, come da tempo si sostiene in ambienti finanziari, passare la mano dopo aver portato l'azienda in posizioni molto meno drammatiche di quelle della primavera 2004. Tra le ipotesi che si fanno sulla sua sostituzione i rumors parlano di una presidenza di 'garanzia ma di transizione' di Renato Ruggiero, o di una immediata promozione dalla vice presidenza di John Elkann. Un fatto, questo, che sarebbe un ulteriore segnale di ripresa nel segno della continuità dei legami tra gli Agnelli e la Fiat. ---------------------------------- IMPRENDITORI. A LUCA DI MONTEZEMOLO LA LAUREA AD HONOREM :eek: (AGO PRESS) Il 14 aprile prossimo, alle 15.15 nel Laboratorio sulla Sicurezza dei Trasporti (LAST) del Campus Bovisa del Politecnico di Milano in Via Durando 10, la Facoltà del Design conferirà la laurea ad honorem in Disegno Industriale al Presidente del Gruppo Fiat e di Ferrari oltre che di Confindustria a Luca Cordero di Montezemolo Al termine della seduta, sarà poi inaugurata una mostra realizzata in collaborazione con gli studenti della Facoltà del Design, che ripercorre il passato e il presente dell’attività di Montezemolo per spiegare i perché del prestigioso riconoscimento. Si tratta di una rassegna dei prodotti e degli eventi che rappresentano al meglio la storia e il profilo culturale di Montezemolo. Automobili, oggetti di arredamento, documenti storici descrivono un percorso che ha sempre avuto come punto centrale l’uomo. La mostra, che resterà aperta fino al 18 aprile dalle ore 9 alle 19, presenterà tra l’altro la Fiat 500 con la quale Montezemolo si cimentò come pilota quand’era studente e un modello specialmente amato dal presidente per ciascuna delle marche del Gruppo Fiat: la Ferrari F430, la Maserati Quattroporte, l’inedita Alfa Brera, una Lancia Musa e una Fiat Panda personalizzate. Ci saranno inoltre due monoposto di Formula 1: quella che vinse il Titolo Mondiale con Niki Lauda negli anni ’70 e quella Campione del Mondo di oggi. Saranno inoltre presentati documenti che ricordano imprese come quelle di Azzurra nell’American’s Cup e il Mondiale di Calcio Italia9o; manifesti pubblicitari per la valorizzazione dell’auto italiana e oggetti appartenenti alle aziende che fanno parte dell’attività imprenditoriale personale di Montezemolo come alcune poltrone Frau, alcuni oggetti di design di Cappellini e capi Ballantyne. ------------------------------------------ Martedì 12 Aprile 2005, 18:26 Fiat: -1,5% In Chiusura Borsa, Scambiato 2,5% Privilegiate (ANSA) - MILANO, 12 APR - Titoli Fiat in calo dell'1,47% a Piazza Affari, a 5,275 euro. Nella versione privilegio le azioni del Lingotto avanzano invece del 3,85% a 4,073, dopo uno strappo superiore al 6% nel corso della seduta con scambi eccezionali per questa categoria di azioni. Sono passate di mano, infatti, 2,6 milioni di Fiat privilegiate, pari a oltre dodici volte i volumi registrati ieri. Si tratta del 2,5% del capitale di categoria (lo 0,25% dell'intero capitale sociale).Il gruppo di Torino, che ha espressamente smentito ogni piano di conversione delle privilegiate, ha motivato in giornata il rinvio dell'assemblea annunciato la scorsa settimana con la possibilità di sottoporre agli azionisti eventuali altre delibere.(ANSA). |
CHE COS'E' UN'AZIONE,(privilegiata) COME FUNZIONA E IN COSA CONSISTONO I DIVIDENDI
Essere possessori di una parte, grande o piccola, di una società è possibile per qualsiasi investitore. Come? Comprando le azioni della società stessa. Chi possiede azioni, infatti, detiene una porzione del capitale di un'azienda e partecipa al rischio di impresa al pari dell'imprenditore. Il prezzo delle azioni, nel breve periodo, può oscillare per molte ragioni, ma occorre tenere a mente che dietro al titolo c'è sempre la realtà aziendale: alla fine, infatti, la quotazione del titolo dipenderà dall'andamento dell'attività della società. In base alla capitalizzazione dell'emittente, le azioni sono definite blue chips, come quelle all'interno dell'indice Mib 30 di Piazza Affari che raccoglie i 30 titoli con capitalizzazione superiore agli 800 milioni di euro; mid caps, oppure small caps. Sulla base, invece, dei diritti garantiti agli azionisti, si possono identificare azioni ordinarie, privilegiate o azioni di risparmio. Le azioni ordinarie consentono, a chi le possiede, di votare nelle assemblee degli azionisti e, dunque, di partecipare alle decisioni della società. Non danno, però, alcun privilegio ai detentori in caso di fallimento della società. L'azione privilegiata consente di votare solo nelle assemblee straordinarie, ma gode di un privilegio nella distribuzione dei dividendi e nel rimborso del capitale allo scioglimento della società. Infine, chi possiede azioni di risparmio non ha alcun diritto di voto in assemblea, ma in compenso gli viene garantito un dividendo più alto degli altri. Le azioni di risparmio possono essere emesse solo dalle società quotate in Borsa e possono essere nominative o al portatore, mentre le azioni ordinarie e privilegiate devono essere nominative. Vale la pena sottolineare che le azioni di una società sono un tipico strumento finanziario rappresentativo del capitale di rischio dato che non danno diritto ad un compenso predeterminato. E' il caso per esempio del dividendo, ossia l'utile che una società può decidere di distribuire ai propri azionisti. L'entità del dividendo varia in funzione del risultato d'impresa: se la società non consegue utili, i suoi azionisti non percepiscono alcuna remunerazione. Bisogna fare però attenzione al fatto che nei giorni precedenti la distribuzione del dividendo, il prezzo di quotazione dell'azione incorpora già gli utili conseguiti dalla società e quindi il dividendo che verrà distribuito. Quanto più ci si avvicina alla data di distribuzione, tanto maggiore sarà la parte di dividendo già contenuta nel prezzo di quotazione. Ecco il perchè il prezzo di un'azione scende subito dopo la data di stacco del dividendo. |
AZIONI PRIVILEGIATE
La legge attraverso il dettato dell’art. 2351 del Codice Civile, prevede espressamente che con l’atto costitutivo di una società siano stabilite categorie speciali di azioni, privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale allo scioglimento della società. In contropartita di questi privilegi, il legislatore ha previsto che vi possano essere limitazioni al diritto di voto, che viene mantenuto solo per le delibere dell’ assemblea straordinaria (modifiche dell’atto costitutivo, emissioni di obbligazioni, nomina e poteri dei liquidatori). Nel caso in cui le azioni privilegiate godano anche del pieno esercizio del diritto di voto vengono definite “preferenziali”. Le azioni con privilegio nella ripartizione degli utili generalmente conferiscono il diritto a una determinata quota dell’utile distribuibile, prima che venga assegnato il dividendo alle azioni ordinarie. Possono anche aversi azioni privilegiate (intendendo con questo termine sia le azioni privilegiate in senso stretto sia le azioni preferenziali) con dividendo cumulabile che pertanto consentono entro un certo numero di anni (in genere un massimo di tre) il recupero dei dividendi non corrisposti in precedenza per mancanza o insufficienza di utili. Il privilegio può riguardare anche il rimborso del capitale per scioglimento della società, e può essere costituito dal diritto all’attribuzione di una somma pari al valore nominale delle azioni (da rimborsarsi con il diritto di precedenza rispetto al rimborso delle altre categorie di azioni in essere), o ancora dal diritto al rimborso di una somma maggiorata rispetto a quella spettante alle azioni ordinarie. L’emissione di azioni privilegiate, ma con diritto di voto limitato alle sole delibere di assemblea straordinaria, viene particolarmente promossa da quei gruppi di comando che desiderano realizzare l’afflusso di nuove risorse finanziarie con vincolo di capitale, senza per questo vedere pregiudicato il proprio controllo sulla società. La facoltà di emettere azioni a voto limitato, nelle diverse forme, è comunque concessa nella percentuale massima del 50% del capitale sociale, per contenere eventuali abusi dei gruppi di controllo. I vantaggi forniti dalle azioni privilegiate si possono rivelare di portata ridotta. Il rendimento di queste azioni, nonostante i diritti di prelazione e di cumulabilità, resta aleatorio come per tutta la categoria dei titoli azionari, e può anche risultare nullo. Lo stesso discorso vale anche per il rimborso di importi inferiori al valore nominale dell’azione, che può addirittura mancare, qualora all’atto dello scioglimento della società non residuino somme a favore degli azionisti. La categoria va comunque progressivamente restringendosi, in considerazione della crescente tendenza a convertire in altre categorie di azioni (ordinarie o di risparmio). http://www.itcgap.it/cea_sf/sf/a.htm ----------------------------------------------- Azioni privilegiate (Preferred stock). Azioni il cui possesso attribuisce ai detentori un trattamento privilegiato (rispetto ai possessori di azioni ordinarie) in merito alla distribuzione dei dividendi o alla ripartizione delle attività in caso di liquidazione dell'azienda. Si veda anche azioni ordinarie. Azioni privilegiate convertibili (Convertible preferred stock). Azione privilegiata che, su decisione del possessore, può essere convertita in un numero predeterminato di azioni ordinarie. |
Martedì 12 Aprile 2005
Fiat: Rinvio Assemblea, Possibili Novita' Per Soci/Ansa (ANSA) - TORINO, 12 APR - "Eventuali proposte di deliberazione". Così oggi la Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) ha motivato la decisione dell' 8 aprile di rinviare l' assemblea degli azionisti, in un primo tempo prevista per il 10 maggio prossimo. La nota dell' azienda è giunta in una giornata ancora ricca di voci intorno al futuro del Gruppo del Lingotto. In Borsa si é acceso all' improvviso l' interesse sulle azioni privilegiate Fiat. Sono passati di mano 2,6 milioni di titoli, pari a oltre dodici volte i volumi registrati ieri. Si tratta del 2,5% del capitale di categoria (lo 0,25% dell'intero capitale sociale). Alla fine sono cresciute del 3,85% (a 4,073), dopo uno strappo superiore al 6%. Al contrario le ordinarie hanno fatto registrare un calo dell'1,47% e si sono attestate a 5,275 euro. A provocare fibrillazione è sempre l' incognita sulla ragione del rinvio dell' assemblea dei soci. La più plausibile parrebbe quella di dare tempo all' amministratore delegato Sergio Marchionne di risolvere la partita del prestito convertendo da 3 miliardi in scadenza il 25 settembre prossimo. Ed è proprio su questa considerazione che il mercato ha messo i riflettori sulle azioni privilegiate. Voci circolate, e rimaste senza conferme, indicavano una volontà della Fiat di convertire le privilegiate in ordinarie come mossa anti diluitiva da parte degli azionisti di riferimento (Ifil), nel caso in cui le otto banche creditrici avessero trasformato il loro credito in titoli del Lingotto. Ma altre voci indicano come motivazione del rinvio accordi industriali importanti, con effetti tali da dover avere il vaglio degli azionisti. E sono anche tornate di attualità vecchie e sempre smentite indiscrezioni sull'intenzione di Luca di Montezemolo di lasciare la presidenza, a causa dei suoi molteplici impegni (il nome circolato è quello di Renato Ruggiero, visti i suoi buoni rapporti con la famiglia Agnelli). Marchionne ha bisogno di tempo per elaborare la sua strategia e si sa (per averlo visto all' opera nel braccio di ferro con General Motors (NYSE: GM - notizie) sulla put option) che lavora nel massimo riserbo e si muove con grande determinazione. Lo si capisce dalla stringata nota emessa su richiesta della Consob per dare al mercato un' indicazione un pò meno generica di quei "motivi tecnici" addotti fino ad ora per il rinvio dell' assemblea che doveva approvare il bilancio: "La decisione di spostare la data dell' assemblea è stata presa, nel rispetto dei termini di legge, al fine di sottoporre agli azionisti, oltre che una più aggiornata informazione sull'andamento del Gruppo nei primi mesi del 2005, eventuali ulteriori proposte di deliberazione che potrebbero nel frattempo rendersi opportune nel miglior interesse della Società". Poi un breve accenno a quanto è accaduto in Borsa: "Con riferimento alle odierne notizie di stampa, nessuna ipotesi di conversione delle azioni privilegiate è allo studio". Intanto oggi Marchionne è volato in India, insieme col vicepresidente John Elkann: visiterà le realtà del gruppo torinese già esistenti e vedrà esponenti del mondo imprenditoriale locale, alcuni dei quali sono alleati della Fiat. Non è da escludere che voglia approfondire la possibilità di allargare le attività indiane (ad esempio all' auto) studiando nuove alleanze. Il futuro rimane incerto per l' occupazione, in particolare all' Auto. Oggi a Mirafiori ha scioperato qualche centinaio di impiegati e tecnici (fatto inusuale), colletti bianchi che in 1.500 su circa 5 mila andranno in cassa integrazione per tre mesi, da maggio a luglio.(ANSA). |
Mercoledì 13 Aprile 2005, 7:17
"Nuove delibere" all'assemblea Fiat Da Il Sole 24 Ore: Il rinvio a data da destinarsi dell'assemblea degli azionisti Fiat è stato deciso per "sottoporre agli azionisti, oltre che una più aggiornata informazione sull'andamento del gruppo nei primi sei mesi 2005, eventuali ulteriori proposte di deliberazione che potrebbero nel frattempo rendersi opportune nel miglior interesse della Società". La stringata nota diffusa dalla Fiat su richiesta della Consob non aggiunge molto alle ipotesi circolate nei giorni scorsi. Restano sul tappeto, dunque, sia quella principale di una revisione dei termini del prestito convertendo da 3 miliardi di euro, che quella meno gettonata di possibili intese azionarie con nuovi partner. Queste ultime, che non necessariamente dovrebbero essere approvate dai soci in assemblea, sono state rinfocolate dalla partenza per l'India dall'ad, Sergio Marchionne e del vicepresidente, John Elkann. Sono tornate infine a circolare vecchie e sempre smentite indiscrezioni sull'intenzione di Luca di Montezemolo di lasciare la presidenza a causa dei suoi molteplici impegni. Spystocks |
Per incominciare bene la giornata.........
1 Allegato/i
Altro BUON MOTIVO per abbassare la quotazione.....
Forza BANCHE oggi si festeggia.... :clap: Gruppo Fiat: quota marzo Europa Ovest scende al 6,2% -2- BRUXELLES (MF-DJ)--Nei paesi dell'Europa Ovest a marzo sono state immatricolate 101.843 auto del Gruppo Fiat (-16,7% a/a), valore che porta la quota di mercato della casa torinese al 6,2% (7,2% a marzo 2004 e 8,2% nello scorso mese di febbraio). Lo si apprende dalle tabelle mensili rilasciate dall'Acea, Associations des Constructeurs Europeens d'Automobiles. (END) Dow Jones Newswires April 13, 2005 03:02 ET (07:02 GMT) ................................... Auto, registrazioni Europa a marzo -3,7% , Fiat -16,7% - Acea FRANCOFORTE (Reuters) - Le nuove registrazioni di auto in Europa (Ue 15 + Efta) sono scese a marzo del 3,7% su anno, il primo trimestre dell'anno segna un calo del 2,5%, secondo i dati dell'Associazione europea produttori auto (Acea (Milano: ACE.MI - notizie - bacheca) ). A marzo Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) ha visto scendere le nuove registrazioni di auto in Europa del 16,7% su anno a 101.843 veicoli. La sua quota di mercato si riduce così al 6,2% dal 7,2% di marzo 2004. --------------------------------------------- Mercoledì 13 Aprile 2005, 9:02 Auto: Immatricolazioni Ue a Marzo -4,7% a 1,71 Mln Veicoli (ASCA) - Roma, 13 apr - Le immatricolazioni di auto in Europa sono diminuite a marzo del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2004 a 1,17 milioni di unita'. Lo rende noto l'Acea (Milano: ACE.MI - notizie - bacheca) , l'associazione dei costruttori europei, precisando che il calo e' attribuibile alla situazione economica del Continente oltre che al periodo di vacanze pasquali, caduto quest'anno proprio a marzo. Tra le flessioni piu' evidenti quella del gruppo Peugeot (Parigi: FR0000121501 - notizie) -Citroen (-9%), di Renault (-6,7%) e di Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) (-16,7%). Segno meno anche per Volkswagen (Xetra: 766400.DE - notizie) (-2,1%), DaimlerChrysler (-2,6%), Ford (-4,3%) e GM (-2,4%). Male anche le case asiatiche con Nissan che cede il 4,4%, Hyundai il 5,8% Toyota l'1,4% e Mazda che segna un -9,5%. Bene, invece, BMW (+7,5%). ------------------------------------ Le Avete messe in fresco? :confused: |
Steel, hai proprio ragione!!!
Il problema sono proprio le banche.......ed il loro ciulat-convertendo!!! :D Sino a quando non sarà operativa la conversione (parziale?), avranno interesse a tenere basso il prezzo (prezzo di conversione sarà dato tra la media di 14,40 ed il prezzo medio dei 6 mesi antecedenti la conversione). Ed ogni notizia di m.rda (tipo quelle che hai postato sopra), non potrà che aiutarle a comprimere le quotazioni, anche se credo (e spero), non sotto i 5. Il titolo a mio avviso potrà iniziare a ripartire solo se: 1) Verrà definita una conversione (almeno del 50%) del convertendo in tempi brevi, ed il resto verrà allungato di 3-5 anni a condizioni migliori 2) Ingresso (tramite aumento di capitale riservato?) dei cinesi 3) Successo da Settembre dei nuovi modelli (in particolare Punto) Le 3 condizioni potrebbero portare il titolo oltre i 7 Euro entro fine anno. Speriamo!!! ;) |
Citazione:
----------------------------- Fiat/ Più modelli, meno stravolgimenti d'organigramma Ma, insomma, la Fiat c'è o ci fa? Da qualche tempo si ha come l'impressione che stia cambiando l'organico e non la gamma dei modelli del gruppo del Lingotto. L'obiettivo è quello di creare una struttura-madre, all'interno della quale ogni marca avrà la propria direzione autonoma, che sarà responsabile del lancio del prodotto fino al marketing. Inoltre, come anticipato dall'amministratore delegato, Sergio Marchionne, in futuro bisognerà separare i punti chiave di ogni marca: in proposito, si è da tempo ventilata l'ipotesi dell'accorpamento di Alfa Romeo con Maserati e Ferrari, per creare un "polo del lusso" tutto italiano. Questa cura dovrebbe portare il gruppo in attivo per il 2007. L'augurio è che Fiat vada in attivo ben prima del 2007. Ma per farlo ci vogliono nuovi modelli, e quelli non si sono ancora visti. Clamoroso autogol e ghiotto regalo alla concorrenza, ad esempio, è stata la concept-car ispirata alla Lancia Fulvia degli Anni '60-'70, che non vedrà mai la produzione in serie. E, mentre Smart pensa ad un futuro non proprio roseo, dal momento che le sue micro-vetture riscuotono successo soprattutto nel nostro Paese e stentano ad affermarsi nel resto del Vecchio Continente, noi – inventori della Smart all'italiana, ossia la Fiat 500 – continuiamo a baloccarci con "Trepiùuno", la riedizione della 500, un po' più grande e forse su base della Punto, che dovrebbe vedere la luce nel 2007, oltre ad una microvettura anch'essa ispirata alla famosissima utilitaria nata nel 1957, prevista (forse) per il 2008. In questo momento, la gamma Fiat sembra boccheggiare: c'è una super-utilitaria (la Seicento) nata alla fine degli anni '90, quasi alla fine del suo ciclo vitale (mediamente 7 anni), seguita dalla nuova Panda, vettura che non sta facendo rimpiangere quel grande successo di vendite che fu la progenitrice nata nel 1980. La Punto è ormai in attesa della nuova generazione prevista per quest'anno. La Stilo – anche grazie alla geniale Multiwagon – continua a tenere il passo, ma non è riuscita a diventare l'anti-Golf per eccellenza. Idea e Multipla sono una bella scommessa. La Ulysse non è male, ma anche da noi le grandi monovolume stanno cominciando a non essere più tanto apprezzate. Manca una tre volumi capace di fare da ponte tra la media Stilo e la nuova ammiraglia Croma, auto coraggiosa a metà tra station e monovolume (idea che la Fiat ha discusso per buona parte degli anni '90), e non ci sono un coupé di prestigio, né la versione tre volumi della Croma. Fiat dice di essere una marca generalista, ma, al momento, nei fatti non sembra tale. Qualche tempo fa si è aperto un dibattito nel mondo dell'automobilismo: le marche popolari devono continuare a produrre modelli di lusso, che, però, per l'immagine cheap della marca, non riescono a vendere? Peugeot ha risposto di sì, continuando a produrre la 607. Volkswagen ha addirittura rilanciato, producendo l'enorme Phaeton. Opel ha prodotto la Signum, che, però, è una vettura medio-alta e non alta come fu l'Omega e, prima ancora, la Senator. E, per finire, Fiat ha da poco reintrodotto la Croma. Forse la strada giusta è quella scelta da VW con la Phaeton. La Fiat dev'essere, cioè, in grado di produrre di tutto, permettendo a chi entra in una sua concessionaria di comprare l'auto adatta alle sue tasche: negli anni '70 si poteva comprare dalla 500 alla 130, passando per spider e coupè di varia taglia. E oggi? A quando una coupé come la 128 sport, che faceva sentire tutti emuli del Drago Munari? Alfa Romeo: oltre al passaggio nel "polo del lusso", la Casa del Biscione tornerà alla trazione posteriore, magari riprendendo l'impostazione della famiglia Alfetta, cioè con motore anteriore e cambio in blocco col differenziale posteriore (per intenderci, la stessa impostazione della Maserati 4200)? E, soprattutto: che ne sarà di Lancia? Non si vive di sola Y: una nuova Fulvia o Stratos, Delta Integrale o Thesis Ferrari, magari coupé, non potrebbero essere segno dell'esclusività della casa di Chivasso? Il coraggio e l'innovazione pagano: Luca Cordero di Montezemolo è un uomo capace e coraggioso. Se gli ingegneri e i designer avranno voglia di pensare qualcosa di nuovo, o, quantomeno, di recuperare le vecchie idee che hanno funzionato (vedasi Fiat 500), perché non tornare a sognare all'ombra di Mirafiori? In bocca al lupo, cara Fiat. Di Antonino D'Anna Martedí 12.04.2005 http://canali.libero.it/affaritalian...anigramma.html |
Sembrava strano che il titolo OGGI teneva...non aprofittando dei dati usciti oggi....
Ma vista l'ora si sono seduti adesso davanti ai terminali (banche ) ed incomincia nuovamente il loro gioco sù fiat. 3 35526 5.285 5.29 31969 4 4 46493 5.28 5.295 57367 3 7 48644 5.275 5.3 26423 4 11 30748 5.27 5.305 47270 9 5 14744 5.265 5.31 18500 3 ------------------------------------------- FIAT/ QUOTA MARZO EUROPA IN CALO AL 6,2% DAL 7,2% DI MARZO 04-2- 13/04/2005 Nel mese cresce soltanto Lancia. In negativo Fiat e Alfa Romeo Torino, 13 apr. (Apcom) - Nel mese di marzo con il gruppo Fiat che è sceso al 6,2% di quota sul mercato europeo dal 7,2% di marzo 2004 (101.843 unità contro 122.328 pari ad un -16,7%). Tra i singoli marchi è in miglioramento soltanto la Lancia che è passata allo 0,8% di quota totale dallo 0,7% crescendo in volumi del 10,5% con 13.541 unità contro 12.254 di marzo 2004. La marca Fiat è invece ferma al 4,4% di quota dal 5,4% con 72.735 unità contro 91.728 (-20,7%). Alfa Romeo in marzo ha lo 0,9% del mercato europeo totale contro l'1% di marzo 2004 e perde il 15,1% in volumi: 15.080 contro 17.752. Nel trimestre i risultati per il gruppo Fiat non sono certo migliori e nel raffronto con l'omologo periodo 2004 i marchi del gruppo scendono complessivamente al 7,1% di quota totale dall'8,1% esul totale dei volumi restano a 269.041 unità contro le 316.644 del primo trimestre 2004 (-15%).In lieve crescita la Lancia che raggiunge l'1% di quota dallo 0,9% del primo trimestre 2004 con 36.343 unità da 36.040 (+0,8%). Fiat è al 5% di quota contro il 5,9% con 192.402 unità da 232.204 (-17,1%). Alfa Romeo è all'1% di quota rispetto all'1,2% del primo trimestre dello scorso anno con 38.877 unità contro 47.277 (-17,9%). |
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Le bache non la molleranno, penso siano loro ( e non sono l'unico) che la tengono inchiodata dove si trova. L'hanno sostenuta quando dovevano scaricare i titoli dell'ADC fatto a 5,20. Ora hanno tutto l'interesse a tenerla il più bassa possibile. |
Citazione:
15376 5.285 5.29 40078 11 4 25739 5.28 5.295 108367 6 :D 8 37763 5.275 5.3 21502 7 12 31748 5.27 5.305 45752 8 7 17144 5.265 5.31 33700 5 il gioco è tutto qui ......................................pe r ora. |
AUTO/ FIAT:QUOTA IN CALO MA PRIVILEGIATA REDDITIVITA' VENDITE
13/04/2005 Lancia in crescita,per Fiat e Alfa pesa attesa su nuovi modelli Torino, 13 apr. (Apcom) - La quota di mercato in Europa dei marchi della Fiat Auto in marzo che è al 6,2% rispetto al 7,2% di marzo 2004 "è stata influenzata dal calo delle vendite dei marchi Fiat e Alfa Romeo mentre i volumi delle immatricolazioni delle vetture Lancia hanno confermato un trend di crescita". Così a Mirafiori commentano i dati Acea sulle immatricolazioni europee del mese di marzo diffusi stamane. "Altro fattore importante è la scelta dell'Azienda - aggiungono - di privilegiare la qualità e la redditività delle vendite, focalizzandosi soprattutto su quelle ai privati". Riguardo alla Lancia "che ha proseguito anche a marzo con un + 10,5 % rispetto a marzo 2004 il trend di crescita registrato nei mesi precedenti" dalla Fiat Auto si ricorda che il risultato è dovuto "al successo della Ypsilon e della Musa. Il grande interesse per i nuovi modelli Fiat e Alfa Romeo, la cui commercializzazione è prevista nella seconda metà dell'anno, si riflette invece sulla performance dei due marchi". Da Mirafiori, infine, si fa notare che otto modelli del gruppo "figurano nelle classifiche delle 'Top Ten' più vendute nei rispettivi segmenti di appartenenza: Fiat Panda è al primo posto nel segmento A" mentre i buone posizioni vi sono "Fiat Seicento, Fiat Punto, Fiat Idea, Lancia Musa, Fiat Multipla, Fiat Ulysse e Fiat Doblò". |
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Sì.........ma poi avranno interesse a farla risalire!! :yes: :yes: :yes: |
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Anche oggi i soliti movimenti con la solita tempistica!!! :( :mad: :( :mad:
E' necessario che il Chionne faccia la conversione del 50% prima possibile!Solo così possiamo andare in c.lo agli short! :p :p :p :p :p |
Qualcuno alle 11.50 vende 400.000 pezzi e la fa scendere a 5.22 ...gli servivano i soldi per le sigarette o è una rafffffffinatisssima operazione di trading??con la destra vende e la sinistra compra?Ma non hanno altro da fare ?GRANDE SPECULAZIONE EH.. CHISSA CHE HANNO PER LA TESTA..
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mi aspetto ill tonfo della disperazione prima della ripartenza....sotto i 5 ..dopo le cose cambieranno.. |
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Sono d'accordo al 100%. In particolare, x il convertendo, se non vi è 1 accordo per la ri-negoziazione fino al 26 Settembre la banche pomperanno titoli in lettera, ma il rinvio dell'assemblea mi porta ad 1 cauto ottimismo x 1 soluzione in tempi brevi. |
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La Fiat Seicento Hydrogen al Rally di Montecarlo per fuel cell e ibridi
Il prototipo Fiat Seicento HYDROGEN ha partecipato alla prima gara di regolarità per veicoli alimentati a idrogeno, classificandosi al 2° posto tra i veicoli della sua categoria (fuel cell) e al 1° posto tra quelli alimentati ad idrogeno compresso. Il punteggio finale teneva conto del consumo totale di combustibile, del rapporto combustibile consumato e peso veicolo, e delle eventuali penalizzazioni subite durante il percorso. La manifestazione, organizzata dall''''Automobil Club di Montecarlo sotto la guida della FIA (Federazione Internazionale dell''''Automobile), si è svolta sabato 2 aprile. Le vetture, partite da Lugano alle ore 9.00, hanno seguito un percorso misto di strade statali e autostrade per un totale di 410 km attraverso Torino, Cuneo, il Col di Tenda e la Val Roia e sono arrivate al Principato di Monaco alle ore 16.00. La Fiat ha partecipato con la vettura di ricerca "HYDROGEN", che sviluppa 30kW di potenza alle ruote, 130 km/h di velocità massima ed ha un''''autonomia di 200 km a 350 bar di idrogeno, condotta dagli ingegneri ricercatori Paolo Marchese e Roberto Aimasso del team Fuel Cell del Dipartimento Veicoli del Centro Ricerche Fiat. Presentato nel 2003, il prototipo Fiat Seicento HYDROGEN utilizza come combustibile l''''idrogeno compresso che alimenta uno stack tipo PEM (peso 150 kg) capace di produrre energia elettrica a 200 V con una potenza massima di 40 kW. Inoltre, Fiat Seicento HYDROGEN adotta soluzioni innovative come il particolare compressore dinamico sviluppato dal Centro Ricerche Fiat che consente elevate dinamiche di risposta, bassa rumorosità ed elevata efficienza; non produce emissione di sostanze inquinanti e non genera anidride carbonica (CO2). La tecnologia Fuel Cell appare, in una prospettiva di medio lungo termine, come la soluzione dei problemi ambientali che riguardano l''''automobile, ma occorre precisare che la strada da percorrere è ancora molto lunga e ricca di sfide tecniche ed economiche. Fiat Auto sta comunque investendo in questa tecnologia e, muovendosi nel quadro di collaborazioni internazionali, sviluppando e valutando le diverse soluzioni tecniche ed i problemi che derivano per un''''applicazione automobilistica. Da sempre in prima fila nel rispetto ambientale, oggi Fiat Auto punta sulle motorizzazioni a metano che costituiscono una delle sue linee guida. Come dimostra lo sviluppo di un''''articolata gamma di prodotti "Bipower" che rispondono alle esigenze sia di operatori professionali sia di privati cittadini: dalla Multipla al Ducato, dalla Punto al Doblò, nella versione Panorama e Cargo. Caratteristica comune a tutti i modelli "Bipower" è l''''integrazione tra due sistemi di alimentazione benzina e metano (gas naturale CNG). Infatti, i veicoli sono configurati per funzionare normalmente a gas naturale, mentre l''''avviamento motore si effettua sempre a benzina, con passaggio immediato e automatico all''''alimentazione a metano. In questo modo l''''impianto di alimentazione a benzina si mantiene efficiente e il suo intervento è richiesto solo alla partenza e quando il metano si sta esaurendo (pressione del gas nelle bombole prossima al limite). Per il cliente è sempre comunque possibile passare all''''alimentazione a benzina premendo un pulsante dedicato. http://www.duemotori.com/articoli.php?sid=6506 |
Mercoledì 13 Aprile 2005, 12:02
Finanza: Fidis Retail; Utile 2004 +51%, Mauro Presidente (ANSA) - TORINO, 13 APR - Si è chiuso con un utile netto di 87,7 milioni (+51% rispetto al 2003 a parità di perimetro di consolidamento) il bilancio 2004 di Fidis Retail Italia (Sanpaolo IMI, Unicredito (Milano: CRDI.MI - notizie - bacheca) , Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) , Capitalia (Milano: CPTA.MI - notizie) , riuniti in Synesis Finanziaria, e Fiat Auto (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) ), che opera nel credito al consumo in dodici Stati europei. Il documento è stato approvato dall' assemblea degli azionisti che ha nominato presidente Mario Mauro, che subentra a Bruno Mazzetta e confermato per il 2005 i componenti del consiglio di amministrazione. Al risultato economico ha contribuito, in maniera rilevante, il forte incremento dei proventi operativi netti (+47% rispetto al 2003) e l' ulteriore miglioramento della qualità del portafoglio, il cui parametro di riferimento del rischio è sceso allo 0,68% dallo 0,74% del 2003. Le 21 società che costituiscono il Gruppo (l' ultima delle quali costituita qualche giorno fa in Irlanda) rappresentano un significativo network a supporto principalmente delle vendite di autoveicoli nuovi ed usati. Il nuovo presidente è torinese e vanta una pluridecennale esperienza nel settore finanziario, è stato vicedirettore generale del Sanpaolo, amministratore delegato di Crediop, direttore generale della Sace, amministratore delegato di Mediocredito Centrale e membro di numerosi Consigli di amministrazione. "Sono orgoglioso - ha detto dopo la nomina - di presiedere il primo e più forte gruppo italiano di credito al consumo con vocazione europea ed esprimo apprezzamento per gli ottimi risultati di bilancio e l' andamento operativo del Gruppo. In particolare per l' importante contributo della controllata tedesca e di FiatSava, che continua a mantenere una posizione prevalente tra i competitor nazionali". Fidis Retail Italia ha recentemente ottenuto da Moody¿s il rating investment grade Baa3, che si aggiunge al rating BBB di Fitch. (ANSA). ---------------------------- Mercoledì 13 Aprile 2005, 11:30 Fiat poco mossa snobba il dato sulle immatricolazioni auto a marzo Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) poco mossa. Il titolo spunta un magro +0,09% a 5,28 euro e non sembra scosso più di tanto dai dati negativi sulle immatricolazioni auto in Europa occidentale nel mese di marzo. In particolare, nel mese scorso le immatricolazioni sono state pari a 1.709.616, con un calo del 4,7% rispetto a marzo 2004. In Italia la flessione è stata dell'8,6%, ma ben più consistente è stata quella delle vendite del gruppo Fiat pari ad un -16,7%. La quota di mercato del Lingotto è scesa dal 7,2% al 6,2%. Le vendite di Fiat Auto sono calate del 20,7% (share dal 5,4% al 4,4%), quelle di Alfa Romeo del 15,1% mentre le immatricolazioni di vetture Lancia sono cresciute del 10,5%. "In generale, il dato delle immatricolazioni in Europa in realtà va depurato del fatto che ci sono stati meno giorni lavorativi rispetto allo scorso esercizio a causa delle vacanze di Pasqua che quest'anno sono cadute a marzo", commenta Gabriele Parini, analista di AbaxBank interpellato a caldo da Mf Interattivo. "Il problema è che le attese per l'intero 2005 erano positive con una stima di una crescita dell'1%-1,5%. Tra l'altro, tale previsione già incorporava i timori che la maggior parte dell'incremento sarebbe andato a beneficio dei produttori orientali e quindi che quelli europei e statunitensi non ne avrebbero tratto un gran vantaggio. La partenza quest'anno è stata invece decisamente sotto le aspettative e ampiamente in territorio negativo". "Le attese di Fiat erano invece più modeste, vale a dire contenere i danni nel primo semestre dell'anno e giocarsi le carte migliori nella seconda parte del 2005 con la nuova Punto e la Croma. I danni a marzo sono secondo me limitati in termini di quota di mercato, ma la cosa preoccupante è la flessione dei volumi. In particolare, i volumi sono stati molto negativi in Francia e in Germania, anche se in questo caso l'effetto sui margini non è molto forte", continua Parini. "Questo soprattutto in considerazione del fatto che in tali Paesi è cambiata la politica di Fiat in termini di flotte aziendali. In realtà però oggi il titolo Fiat sta snobbando la notizia relativa all'andamento del mercato dell'auto a marzo, con gli operatori che sembrano concentrati solo sulle ultime ipotesi circolate sulla stampa in merito ai fronti caldi del Lingotto". Se ieri il gruppo torinese ha smentito che è allo studio la conversione della azioni Fiat privilegio (-0,32% a 4,06 euro) e che l'assemblea della società è slittata non certo per motivi legati al convertendo, piazza Affari continua a speculare sulla possibilità di una modifica del prestito con un allungamento della scadenza dello stesso. Il comunicato diffuso ieri dal Lingotto, su richiesta della Consob, non chiarisce però i motivi del rinvio dell'assemblea. La decisione è stata presa per poter presentare al consiglio numeri aggiornati sull'andamento dei primi mesi dell'anno e per sottoporre ai soci eventuali ulteriori questioni nell'interesse della società. L'unico elemento chiarificatore è stato la smentita di progetti di conversione appunto delle privilegio, mentre nella giornata di ieri erano state avanzate ipotesi di conversione 1 a 1 per ridurre l'effetto diluitivo della partecipazione di Ifil (-0,55% a 3,41 euro) di una conversione del prestito convertendo. "L'eventuale conversione delle priv non comporterebbe però miglioramenti significativi sulla diluizione di Ifil", spiega l'analista di AbaxBank. "La partecipazione, se il convertendo venisse convertito al 50%, scenderebbe al 25,4% e con la conversione delle priv risalirebbe al 25,8%". "Un'altra possibilità circolata sul mercato in merito allo slittamento dell'assemblea è legata all'ingresso di un nuovo socio", commenta Parini, che su Fiat ha un rating di outperform (farà meglio del mercato) con un target price a 7,2 euro. "E' tornata in auge infatti l'ipotesi di un accordo con i cinesi della Shanghai Automotive Industry, la Saic, soprattutto dopo che è sfumato il deal tra questi ultimi e Rover", che a detta dell'agenzia cinese Xinhua è fallito per gli eccessivi problemi finanziari del gruppo britannico e per il conseguente rischio di acquisizione troppo elevato. Paola Longo http://it.biz.yahoo.com/050413/244/36ogx.html --------------------------- |
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Costa 800 euro e oltre a dare indicazioni stradali può localizzare
24 ore al giorno dove si trova l'auto. Semplificato il suo funzionamento Fiat: il navigatore satellitare diventa anche antifurto Costa la metà e consente di rintracciare anche dov'è finita la propria macchina. Questi i punti di forza del nuovo navigatore satellitare Fiat. Battezzato "Cercauto Nav" (il nome è tutto un programma), questo nuovo sistema si riallaccia al ben noto "bCONNECT" - il marchio di Fiat Auto specializzato nei servizi di infomobilità e, tra l'altro, può convivere con l'antifurto già esistente ed essere installato a bordo di qualsiasi marca e modello di vettura, moto o mezzo commerciale, per uso privato o di lavoro, sia nuovo che usato. Il tutto a 799 euro con inclusi 3 anni di servizio di localizzazione. Se si desidera anche il servizio di navigazione, il cliente può scegliere un abbonamento valido un anno (a 144 €) o 3 anni (a 360 €) con illimitate richieste di navigazione (l'installazione non è compresa). Ma come funziona questo sistema? E' sufficiente premere un unico tasto per chiamare la centrale operativa e chiedere come raggiungere la destinazione desiderata. Dopo pochi istanti l'operatore "invia" la rotta sul sistema GPS e, al tempo stesso, indicazioni vocali, precise e sollecite, daranno tutte le informazioni per raggiungere la meta desiderata (ad oggi il servizio è attivo sul territorio italiano). Inoltre, il sensore può ricalcolare autonomamente la destinazione in caso si esca dalla rotta, avvisando immediatamente della deviazione e dando la correzione di percorso oppure inviando in pochi istanti un nuovo itinerario da seguire. È possibile memorizzare l'ultima rotta richiesta per utilizzarla successivamente, così come archiviare una destinazione preferita richiamandola all'occorrenza in modo automatico. Ma Cercauto Nav nasce innanzitutto come localizzatore satellitare, ovvero uno strumento che, data l'alta possibilità di ritrovare l'auto rubata, consente di ottenere fino all'80% di sconto sulla polizza furto (percentuale che varia a seconda delle compagnie assicurative e delle variabili personali di rischio). Negli ultimi anni, infatti, grazie anche ai localizzatori satellitari, i furti d'auto sono diminuiti stabilmente mentre più della metà delle auto rubate sono state ritrovate. Così con Cercauto Nav l'utente può localizzare il proprio mezzo, fermo o in movimento, via Internet collegandosi al sito www. bconnect. biz e inserendo login e password personali oppure via telefono, chiamando il numero verde 800-206-206. In entrambi i casi, si possono seguire i movimenti del mezzo e avvertire prontamente, in caso, le Forze dell'Ordine. Inoltre, grazie alla funzione "motion sensor", il localizzatore funziona da antifurto attivo perché rileva anche gli spostamenti con chiave non inserita, avvisando il cliente via telefono e SMS. INFO Cercauto Nav è disponibile presso una rete di oltre 250 installatori (officine autorizzate, elettrauto e concessionari). Per conoscerne l'elenco completo o per ulteriori informazioni è possibile telefonare al Numero Verde 800-206-206 o accedere al sito Internet www. bconnect.biz. (13 aprile 2005) http://www.repubblica.it/2005/d/moto...nnectfiat.html |
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:censored: Maxi richiamo per Mercedes-Benz :censored: Mercedes-Benz annuncia una maxi-operazione di richiamo che potrebbe coinvolgere ben 1,3 milioni di vetture prodotte. La campagna di richiamo mira a verificare ed eventualmente a risolvere alcuni difetti riscontrati sulla gestione elettrica ed sugli impianti frenanti. :mmmm: Anche i "migliori" sbagliano ;) http://www.jugo.it/modules.php?name=...ticle&sid=1102 ----------------------- METALMECCANICI: A BOLOGNA SCIOPERO VENERDI' CONTRO POLITICA GOVERNO Bologna, 13 apr. (Adnkronos) - Venerdi' 15 aprile i metalmeccanici di Bologna incroceranno le braccia in occasione dello sciopero nazionale indetto fa Fim-Fiom-Uil. Il territorio bolognese non e' indenne da questa drammatica realta' e molte aziende di comparti diversi (motociclo, indotto Fiat, compressori) stanno gia' mettendo sul piatto la loro necessita' di ridurre personale e/o produrre in paesi dell'Europa orientale o asiatici per continuare ad essere competitive. ----------------------------------- |
Conservo in un cassetto l'ultima pagina di un grosso quotidiano italiano, nella quale, all'indomani dell'annullamento della Put, il trio Montezemolo, Elkann e Marchionne si compiacevano con gli italiani per aver 'strappato la Fiat agli americani'. la Fiat rimane italiana!! Triste ridicolo finale declino di una grande azienda di casa nostra.
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Citazione:
Mercoledí 13.04.2005 18:35 La Fiom-Cgil denuncia l'assenza di strategia industriale della Fiat Auto. Secondo Giorgio Airaudo, numero uno delle tute blu torinesi, intervistato da Affari, "da quando Sergio Marchionne si è insediato alla guida del Lingotto, le prospettive di sviluppo della casa automobilistica non vanno al di là del 2007. Subito dopo aver ridefinito, a metà febbraio, l'organizzazione interna e aver esonerato Herbert Demel", denuncia Airaudo, "la direzione ha sciolto tutti i gruppi di lavoro. Che erano stati formati per progettare 14 nuovi modelli". http://canali.libero.it/affaritalian.../Fiatcigo.html |
Citazione:
Ma va va.......va Ho notato che i vertici continuano a sgolarsi da tutti i pulpiti che sotto al rinvio dell'assemblea non ce nulla di grosso "solo fattori tecnici". Continuano a dire che non ce in giro nessuna grossa novità, con il titolo sui minimi storici e ancora lontani dalla prox assemblea. Ma che azzzzzzzzo stanno orchestrando? Sul filo del rasoio e non ce nessuna novità in arrivo. Dati del azzzzzz e ............ Ma questi pensano di tenere il titolo a 5,25 fino ai dati delle vendite della nuova Punto? Si sono caricati di put a 3 per caso? |
Citazione:
Di cappelllate ne hanno sempre fatte tutti, certo che quando le fanno su auto da 50.000 € in su :rolleyes: |
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Citazione:
Non a tutti i torti...... ;) Bastava anche solo la DC :D Con la sx c'è ne sarebbe stato d'avanzo.............. Ricordati che siamo in Italia anche se se vole fà gli americani (quando conviene)....quando no....torniamo a essere Italiani ;) (Parliamo di ETICA sopratutto l'addove non c'è mai stata) |
OPA, alcune precisazioni
MILANO - Alcune precisazioni di un nostro lettore sull'editoriale di "Veleno" sull'OPA di Luigino Vagnozzi Gent. Direttore, Le scrivo dopo aver letto l' articolo Un cavallo di ***** di nome "OPA" di Veleno pubblicato sul suo sito; se lo riterrà interessante potrà anche pubblicare quanto segue. Sono di Grottammare e apprezzo Il quotidiano.it come mezzo di informazione per tenermi legato al mio paese e per avere sempre un occhio sulla provincia vista da lontano, dato che da qualche anno vivo a Milano e lavoro in quel mondo della finanza che sembra dare tanto fastidio al vostro editorialista. Quindi vorrei fare alcune precisazioni. "L' OPA ovviamente non è una maledizione e tanto meno una fattura di malocchio ma qualcosa di peggio, almeno per l' economia e la finanza italiana". Ormai viviamo in un sistema non più italiano ma europeo e questo è un punto fermo da cui non si torna indietro; il mercato di riferimento delle nostre imprese è l'intero continente, in cui porre le basi per l' espansione globale: ciò è un fatto ineludibile a cui nessuno può sottrarsi, tantomeno le banche. La frammentazione dei singoli mercati bancari nazionali sta per essere superata da un periodo di consolidamento cross-border, in cui soltanto alcuni nostri istituti potrebbero aspirare a giocare il ruolo di cacciatori anziché di prede, a condizioni di aggregarsi prima fra loro (Unicredit-Banca Intesa, San Paolo-Capitalia?). Ma siamo proprio sicuri che questo consolidamento europeo rappresenti qualcosa di peggio di una fattura di malocchio per l'economia italiana? Beh, io penso proprio il contrario. Fazio e tutti gli Istituti di credito italiani si sono costruiti il loro orticello inespugnabile, fatto di rendite da oligopolio e regole autoimposte: le Banche sono gli azionisti della Banca d' Italia, che svolge il ruolo di controllo sulle Banche stesse (Autorità Antitrust) con responsabilità sulla stabilità del sistema. Ebbene, questa struttura autoreferenziale ha fatto si che i risparmiatori italiani sostengano i costi più alti d'Europa per la tenuta di un semplice conto corrente (50 euro circa in media) e che sia possibile addebitare delle spese una tantum di 60 euro all' anno senza che Banca d'Italia si accorga di niente: pensi che la denuncia di quest' ultimo sopruso bancario (ad opera di un Istituto protagonista in questi giorni della difesa dell' italianità delle banche e molto vicino al Governatore) è stato denunciato da Striscia la Notizia, che in questo caso ha raccolto le lamentele di migliaia di clienti della banca (dov'era la Banca d'Italia?). All' estero, la competizione tra le banche porta ad ottenere un conto corrente a costo zero, prelievi bancomat illimitati da qualsiasi sportello, carte di credito gratis e spese di chiusura conto inesistenti; detto questo è facile capire perché il mercato italiano sia attrattivo: guadagni facili alle spalle di risparmiatori che non sanno cosa sia la concorrenza tra le banche, visto che tutte applicano condizioni simile e passare da una banca all' altra è così costoso. Un altro punto che vorrei chiarire è l' affermazione finale, molto grave a mio avviso: "Per darvi un' idea potremmo dire che la FIAT, con un sistema bancario di questo genere, sarebbe fallita. Questi istituti sono disposti a finanziare solo imprese competitive o in grado di divenirlo. Figuratevi che fine farebbero le nostre micro imprese". Ciò è completamente falso: qualcuno pensa che Unicredit, Banca Intesa, San Paolo Imi e Capitalia abbiano salvato la FIAT per spirito nazionalistico, per mantenere la tecnologia automobilistica nel nostro paese?? Ciò è quantomeno folle: l' unico motivo che le ha portate a sottoscrivere un prestito convertendo (se FIAT non rimborserà il debito le banche saranno le prime azioniste dell' Azienda, più pesanti della famiglia Agnelli) è il timore di non vedere rimborsati gli altri miliardi di crediti vantati precedentemente con il gruppo torinese in caso di fallimento. E' questo l'unico motivo: rifinanziare ulteriormente il debito per non perdere tutto, questo è quello che farebbero anche gli istituti di credito stranieri operanti in Italia (Deutsche Bank è attiva da anni in Italia e nessuno ne parla!). Per quanto riguarda le microimprese, non c'è nulla da temere; della concorrenza tra banche si avvantaggeranno anche loro, sfruttando i network bancari internazionali per crescere all' estero e spuntando migliori condizioni sui finanziamenti. Nessuno verrà abbandonato quindi, anche perché una piccola impresa italiana, con buone potenzialità di crescita sarà per qualsiasi banca, italiana o straniera, un cliente da non farsi scappare. Nel 2004 gli spagnoli Santander Central Hispano hanno scalato il colosso inglese Abbey National: in quel caso nessuno ha osato alzare gli scudi in difesa del sistema bancario nazionale: la Banca d' Inghilterra si è limitata a verificare che l'operazione tutelasse i piccoli azionisti, il resto lo ha fatto il mercato, valutando l' offerta economica degli spagnoli. Questo è successo in Inghilterra, casualmente il più efficiente mercato bancario europeo. Ben venga quindi il libero mercato e la concorrenza, ne guadagnerebbe l' intero sistema: l' unica condizione (e su questo dovrebbero insistere Banca d' Italia e Governo) è che le condizioni siano reciproche, e cioè che le nostre Banche e i nostri imprenditori possano andare all' estero e scardinare oligopoli presenti in Europa in tutti i settori, spingendo prima il sistema a consolidarsi internamente, con fusioni e acquisizioni, come dice il Presidente Montezemolo. E' necessario rimboccarsi le maniche e raccogliere la sfida internazionale. Cercare di difendere il nostro orticello, impossibile visto che siamo fortunatamente in Europa, sarebbe un errore che potrebbe costarci molto caro. mercoledì 13 aprile 2005, ore 21:49 http://www.ilquotidiano.it/articoli/index.cfm?ida=35296 ------------------------------------------ OK! :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: |
Fiat: Perissinotto,Management Porta Avanti Azione Non Facile
(ANSA) - LONDRA, 13 APR - L' amministratore delegato di Fiat "sta portando avanti un' azione non facile e la sta svolgendo con efficacia. Da parte nostra, sicuramente, siamo interessati a che questa azione abbia risvolti positivi". Così, l' amministratore delegato di Generali , Giovanni Perissinotto, ha risposto, a margine dell' incontro con la comunità finanziaria a Londra, a chi gli chiedeva un commento sul momento che sta vivendo attualmente la casa automobilistica torinese. (ANSA). ----------------------------- Mercoledì 13 Aprile 2005 La Borsa buca le gomme Di Miaeconomia.it Seduta da dimenticare per i titoli legati al mercato auto dopo i dati deludenti di marzo che hanno visto le immatricolazioni europee in flessione del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2004. Il calo maggiore è per Peugeot (Parigi: FR0000121501 - notizie) che cede l'1,31%. Male anche la tedesca DaimlerChrysler (Xetra: 710000.DE - notizie) che lascia sul terreno lo 0,84%. Tiene invece Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) , in rialzo di appena lo 0,19%. --------------------------------- Fiat praticamente invariata, nonostante la quota di mercato della società nell’Unione Europea sia scesa a marzo al 6,2%. |
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Fiat/ Airaudo (Fiom) ad Affari: bloccati 14 modelli. Marchionne frena il Lingotto Mercoledí 13.04.2005 18:35 La Fiom-Cgil denuncia l'assenza di strategia industriale della Fiat Auto. Secondo Giorgio Airaudo, numero uno delle tute blu torinesi, intervistato da Affari, "da quando Sergio Marchionne si è insediato alla guida del Lingotto, le prospettive di sviluppo della casa automobilistica non vanno al di là del 2007. Subito dopo aver ridefinito, a metà febbraio, l'organizzazione interna e aver esonerato Herbert Demel", denuncia Airaudo, "la direzione, infatti, ha sciolto tutti i gruppi di lavoro. Che erano stati formati per progettare 14 nuovi modelli". Con il brand Fiat, il Lingotto ha bloccato, com'è possibile osservare dalla ricerca pubblicata (vedi box), la piattaforma della Nuova Small (Polonia), della Nuova Stilo (Cassino), con quello Alfa, cinque nuove vetture (8C Competizione, C Cross-Over, D Cross-Over, la Nuova 147 e la Nuova 166). E con il marchio Lancia non ha sviluppato 3 modelli messi in cantiere. E cioè la Lybra 2 serie, la Large e la Tipo "C". "Inoltre", aggunge Airaudo, "sono in forse i lanci di alcuni nuovi modelli (9, ndr) che il Lingotto dovrebbe commercializzare fra il 2005 e il 2006. Tra le Alfa Romeo, infatti," spiega il sindacalista, "la vendita della nuova 159, prevista inizialmente a giugno, dovrebbe slittare a settembre, come quella della Brera Coupé e della Brera Spider che dovrebbero andare sul mercato, rispettivamente, a ottobre 2005 e nella primavera del 2006". Il lancio della nuova 159, però, è stato confermato da una nota della Fiat, che ha precisato che la commercializzazione del nuovo modello avverrà, come previsto e annunciato, entro giugno. Ciò che preoccupa le tute blu, è il fatto che l'azienda non sta aggredendo la crisi, ma sta provando a risparmiare, gettando delle ombre sul suo futuro industriale. "Oltre ad aver congelato tutti i progetti di sviluppo", ricorda a questo proposito Airaudo, " la Fiat Auto ha messo in cassa integrazione per 13 settimane 525 impiegati e 142 operai specializzati appartenenti all'area della progettazione. Dimostrando che non sta adottando una strategia orientata agli investimenti e compromettendo, così, il futuro dell'azienda". Un comportamento che ha spinto i sindacati a chiedere al più presto un incontro con il management per avere informazioni sulla strategia che il gruppo intende adottare. Visto che "sono più di sette mesi", precisa Airaudo, "che non abbiamo contatti con i vertici aziendali" . Immediata la risposta del Lingotto. "E' una polemica strumentale da tempo in corso nei confronti della società", ha affermato un portavoce del gruppo Fiat in merito alle affermazioni della Fiom di Torino. "Il sindacato lamenta una carenza d'informazioni sulle prospettive future di Fiat Auto :D ;) , ma ricordiamo che l'azienda ha sempre fornito alle organizzazioni dei lavoratori, nelle sedi ufficiali ed ufficiose, informazioni puntuali sull'evoluzione della propria strategia e della propria attività. E, anche questa volta", si fa sapere dalla Fiat, "al momento opportuno le organizzazioni sindacali verranno informate e coinvolte sulle decisioni aziendali sui programmi futuri, come è sempre avvenuto nella tradizione dei rapporti tra Fiat e sindacato". Intanto, secondo gli ultimi dati sulle immatricolazioni del primo trimestre 2005, la Fiat si conferma un'azienda che tiene in Italia (ha il 28,3% del mercato), ma che ha scarsissimo peso in Europa. Rispetto ai primi tre mesi del 2004, infatti, la casa automobilistica torinese ha immatricolato 38mila autovetture in meno, di cui 30 mila oltre confine. Raggiungendo una quota di mercato che, nell'Ue, corrisponde solamente del 2,6% del totale. http://canali.libero.it/affaritalian.../Fiatcigo.html ------------------------------------- RIEPILOGO CIGO STABILMENTO MIRAFIORI |
Steel, che giudizio dai su questa notizia del blocco dei nuovi modelli? :confused:
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Purtroppo siamo da troppo tempo sul filo del rasoio e l'inera borsa proprio oggi è intonata davvro male. Mantenere sangue freddo non è facile....
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L' amministratore delegato di Fiat "sta portando avanti un' azione non facile e la sta svolgendo con efficacia Forse hanno trovato l'uomo giusto. Un po tardi, ma l'hanno trovato. |
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Certo che possono essere preoccupati....ma il loro compito Qui e Adesso e far Girare la M.erda...e si sa che più la si gira e più puzza.....buona tattica (secondo loro) che arrivi al naso del Governo..... anche qui .....il governo a ben altro da fare (sempre) e adesso neanche a parlarne... :D :D :D |
uno dei problemi della FIAT sono stati proprio i sindacati: è vero che gli Agnelli fecevano macchine scadenti, è altrettanto vero che utilizzavano incentivi statali per andare avanti, ma è innegabile che questa politica faceva molto comodo ai lor signori sindacalisti: produrre molte macchine (anche guadagnandoci molto poco) significava mantenere posti di lavoro...ecco Marchionne, giustamente, ha adottato la politica opposta: poche macchine, ma redditizie e conseguentemente riduzione della manodopera...il costo di produzione di ogni macchina deve essere abbassato per guardagnare...
ovviamente questa è la mia visione interessata, molto interessata essendo azionista long da molti anni (purtroppo...)...so che comporterà costi sociali alti, ma sinceramente, sarò egoista,: meglio che rimangano a lavorare pochi uomini, che poi tra qualche tempo vadano invece tutti i a casa... a me Marchionne piace: uomo di poche parole, molto decisionista...dicono all'interno di FIAT sia uno schiacciasassi: lui ordina e gli altri eseguono...giusto! i conti si fanno alla fine: lui ha chiesto 3 anni...vedremo... |
Fiat: via libera famiglia Agnelli sul convertendo (Corriere)
Radiocor - Milano, 14 apr - 'L'Accomandita e' rispettosa delle decisioni che la Fiat adottera' autonomamente nei confronti del sistema bancario, escludendo quindi qualsiasi nostra ingerenza al riguardo'. La famiglia Agnelli fa un passo indietro e lascia mano libera a Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, nelle trattative con le otto banche creditrici per il prestito convertendo da 3 miliardi in scadenza il settembre prossimo. |
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Berlusconi-Agnelli. :eek:
Qualche nota: GLI AMBIENTI OSTILI A BERLUSCONI Il regno dell'Avvocato Agnelli: L'Italia, da un liberal a Berlusconi Frasi dell'Avvocato |
...ci siamo... attaccano... ultimo baluardo 5.18 con rsi in iper iper iper venduto... vediamo
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Entrato con 10.000 a 5,22 ......... stop largo sotto 5 euro !! Saluti BIG
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ciao big... sembra che seguiamo sempre gli stessi titoli... ora class e fiat...
Comportamento moooolto strano, bordate da 50 160 e 250.000 ed il titolo resite sopra 5,22. O non hanno finito di scaricare per bene e non affondano o cosa?!?!? Porc dovrei uscire urgentemente e me ne devo stare incollato qui col ditino sullo stop... |
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Concittadino Buongiorno.... :) .....intanto asteriscato con 300000 pezzi in denaro a 5,22 in denaro ha evitato per ora lo stesso movimento di ieri :yes: :yes: ...ora 400000 pezzi in vendita a 5,23 :eek: ZioRufus |
addiritturaaaaaaaa 400.000 pezzi piazzati a 5.23...
che sia la volta buona che si sale? |
Visto che nella determinazione del prezzo di conversione influisce la media degli ultimi 6 mesi, credo proprio che fino ad 1 accordo in merito il titolo non si sposterà.
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I Sindacati "tra l'altro" lo sanno che l'Italia adesso fa parte dell' E.U. ? :confused: :mmmm: :confused: :mmmm: :confused: :mmmm: :confused: :mmmm: :D |
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Fiat: apre a Milano Fiat Cafe' La Triennale
MILANO (MF-DJ)--Apre oggi a Milano il "Fiat Cafe' La Triennale", nato dalla collaborazione fra Fiat e la Triennale che potra' servire circa cento persone sedute e con lo sviluppo sul parco in un'area di 8.000 m2 consentira' un comodo accesso a piu' di mille ospiti. Fiat, informa una nota, e' anima e spirito del progetto voluto da Lapo Elkann, responsabile Brand Promotion di Fiat Auto, e da Davide Rampello, presidente della Triennale. "La collaborazione con le aziende del design italiano e' importantissima per Fiat - conferma Lapo Elkann -. Anche le automobili sono oggetti di design e credo lo saranno sempre di piu' in un futuro dove potremmo pensare a singole collaborazioni con grandi nomi del design italiano per progettare insieme una parte delle nostre vetture o dei loro componenti. Lo stile e' infatti uno degli elementi fondamentali di un'automobile nonche' la sua prima motivazione d'acquisto. Reputo pertanto di grande importanza, anche per una casa automobilistica, proporsi durante il Salone del Mobile, evento internazionale dal quale si possono attingere preziosi spunti creativi da aziende che operano in settori diversi dal nostro". In occasione dell'inaugurazione del "Fiat Cafe' La Triennale", sara' presentata la Panda "Bigusto" e annunciata la sua commercializzazione in serie limitata. Presentata a Milano in due versioni, la nuova Panda si contraddistingue per la carrozzeria e gli interni bicolore: una e' blu e grigia, l'altra blu e nera. Durante l'evento sara' comunicata anche la commercializzazione della Panda Alessi a partire dalla fine del 2005 in tutta Europa. ............. la notizia della svolta......... :D BIG |
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......dai pistoni ai pistacchi........ :rolleyes: |
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complimenti!! hai già venduto ? |
Fiat: Bazoli, valuteremo convenienza nostra e dell'azienda
Radiocor - Milano, 14 apr - 'Le banche valuteranno la loro convenienza ricomprendendo nell'esame anche quella della Fiat'. Cosi' il presidente di Banca Intesa, Giovanni Bazoli, sul prestito convertendo al gruppo torinese. Bazoli ha sottolineato all'assemblea dei soci che 'gli interessi delle banche sono fortemente intrecciati con quelle dell'azienda e del paese. Questa e' la logica base dell'intervento: in questo momento le banche offrono un sostegno insostituibile all'economia e all'industria del paese'. --------------------------------- Fiat: Bazoli, Interessi Banche Legati A Azienda E Paese (ANSA) - MILANO 14 APR - Gli interessi delle banche che hanno fornito a Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) un prestito convertendo da 3 miliardi di euro sono legati a quelli della società torinese e dell'intero Paese. A sostenerlo è il presidente di Banca Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) , Giovanni Bazoli, nel corso dell'assemblea degli azionisti del gruppo. "Le banche valuteranno la loro convenienza ricomprendendo nell'esame anche quelle della Fiat. Gli interessi delle banche - ha osservato - sono fortemente intrecciati con quelli dell' azienda e, più in generale, del Paese. Questa è la logica in cui siamo intervenuti. In questo momento le banche offrono, come sistema, un sostegno insostituibile all'economia e industria italiana". (ANSA). ---------------------------------- Fiat: Bazoli, Su Convertendo Interessi Intrecciati Ai Nostri (ASCA) - Milano, 14 apr - ''Le banche valuteranno la loro convenienza ricomprendendo nell'esame anche la convenienza di Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) . Gli interessi delle banche sono intrecciati a quelle dell'azienda e del Paese''. Cosi (NASDAQ: COSI - notizie) ' il presidente di Banca Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) , Giovanni Bazoli, ha risposto ad un azionista che in assemblea gli ha chiesto se il prestito convertendo Fiat potesse essere rinegoziato. ''E' questa - ha aggiunto Bazoli - la logica in base alla quale siamo intervenuti. Come sistema bancario offriamo un sostegno insostituibile in un momento difficile per l'economia del Paese''. -------------------------- Giovedì 14 Aprile 2005, 15:56 Confindustria: Per Montezemolo Laurea Ad Honorem e Contestazioni (ASCA) - Milano, 14 apr - Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, e' arrivato da pochi minuti alla sede distaccata del Politecnico di Milano al quartiere Bovisa, dove tra poco gli sara' conferita la laurea ad honorem in disegno industriale da parte della facolta' del design dell'ateneo milanese. Ma per il presidente di Confindustria non sono mancate le sorprese: ad accoglierlo, di fronte all'universita', un gruppo dei Cobas dei circa 750 cassa integrati dell'Alfa di Arese, che hanno presidiato a lungo l'area distribuendo volantini ironici per ribadire la loro contrarieta' sulle politiche industriali nei confronti dello stabilimento dell'Alfa di Arese. ''Dai cassa integrati dell'Alfa - si legge in un volantino - laurea a dis-honorem in licenziamenti di massa a chi sta chiudendo l'Alfa Romeo e distruggendo un marchio prestigioso, simbolo della citta' di Milano''. Poi, una volta entrato nel Polo universitario, Montezemolo si e' trovato di fronte Patrik, ''l'inviato'' di Striscia la notizia che lo ha fermato per consegnargli il 'gongolo'. Ne e' seguito un vivace scambio di battute tra i due: ''Gongolo molto'', ha detto il presidente di Confindustria dopo aver ricevuto il riconoscimento del tg satirico. Poi, invitato da Patrik a disegnare una sedia, il presidente degli industriali ha affermato di non essere in grado di farlo, e ha detto ironicamente: ''Come si fa a dare una laurea ad honorem a uno che non sa disegnare...''. Nonostante tutto la cerimonia e' iniziata regolarmente senza nessun problema di ordine pubblico. Ad accompagnare Montezemolo, il figlio Matteo e il responsabile del brand Fiat Lapo Elkann. Varie le motivazioni per le quali al presidente di Confindustria viene conferito questo riconoscimento simbolico da parte del Politecnico di Milano. Innanzitutto ''per aver contribuito ad alimentare una cultura dell'innovazione nella quale i fattori tecnico-economici e sociali sono profondamente integrati con le valenze etiche, estetiche e funzionali del design''. In secondo luogo ''per essere stato interprete della dimensione strategica del design come fattore unificante della cultura del progetto capace di unire la qualita' intrinseca del prodotto con la qualita' del sistema degli eventi e della comunicazione''. E infine ''per aver saputo proporre e sostenere la cultura del design come elemento essenziale dell'economia italiana e della sua tradizione affermandosi come figura rappresentativa dell'alto profilo e dell'eccellenza riconosciuti al made in Italy, e al primato del design italiano nel nel mondo''. A conclusione della cerimonia, prevista l'inaugurazione, alle ore 17, dell'esposizione 'ad honorem' realizzata in collaborazione con gli studenti della facolta' di design. Si tratta di una rassegna dei prodotti e degli eventi che rappresentano al meglio la storia e il profilo culturale di Montezemolo: automobili, oggetti di arredamento e documenti storici a descrivere un percorso che ha sempre avuto come punto centrale l'uomo. La mostra, che rimarra' aperta fino al 18 aprile, presenta tra l'altro la Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) 500 con la quale Montezemolo si cimento' come pilota quando era studente e un modello particolarmente amato dal presidente di Confindustria per ciascuna delle marche del gruppo Fiat: la Ferrari F430, la Maserati quattro porte, l'inedita Alfa Brera, una Lancia Musa e una Fiat Panda personalizzate, esposte infine due monoposto di Formula 1, quella che vinse il titolo mondiale con Niki Lauda negli anni '70 e quella campione del mondo del 2004. |
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Proprio in occasione dell'inaugurazione del "Fiat Café La Triennale", sarà presentata la Panda "Bigusto" e annunciata la sua commercializzazione in serie limitata.
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Panda "Bigusto"
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ANSA) - MILANO 14 APR - Sulla questione del prestito convertendo "ad oggi non c'é alcun altro elemento se non il contratto". Così, l'amministratore delegato di Banca Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) , Corrado Passera all'assemblea degli azionisti.
"La cosa è in mano a Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) - ha osservato - che deciderà se portare in fondo l'aumento di capitale che serve a farci convertire il bond in azioni o farci altre proposte. Ad oggi non c'é alcun altro elemento se non il contratto, c'é un contratto e le banche rispetteranno questo contratto". Il numero uno di Intesa ha poi precisato che "la perdita di valore teorica" legata al convertendo, "é già entrata a far parte della svalutazione del nostro patrimonio. E' già nel nostro patrimonio dal primo gennaio". (ANSA). |
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................La cosa è in mano a Fiat che deciderà se portare in fondo l'aumento di capitale che serve a farci convertire il bond in azioni............... :mmmm: Un'altro Aumento Di Capitale????........:confused: |
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Ma la storia "puzza"..... son capaci di chiedere aiuti extra a noi... |
Giovedì 14 Aprile 2005, 17:43
Gm: Titolo A Borsa New York Scende Ai Minimi 12 Anni (ANSA) - ROMA, 14 apr - Il titolo General Motors è sceso oggi sul Nyse ai minimi da 12 anni, con una quotazione minima di 26,85 dollari. La perdita attualmente è del 4,2%, a 27,15 dollari. Nelle ultime cinque sedute la quotazione di GM in Borsa é scesa di circa l' 11%. (ANSA). -------------------------------- E meno male che è uscita da Fiat................ :yes: Pensa che tanti tanti credono che Gm "poteva" comprare Fiat..... :yes: Ma non l'hanno voluta ...."secondo loro" :yes: |
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Troppo alto il prezzo da sottoscrivere. Il prezzo sarebbe una media tra 15.50 e l'ultimo anno di quotazioni.... A meno che da 6 giorni a questa parte chi stia abbassando il prezzo e comprando sia......... :mmmm: :mmmm: :mmmm: Comunque le put hanno pagato bene stasera. Vediamo domani .... ;) |
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buonaserata.. |
15 aprile 2005
Secondo una ricerca sarebbe la creatività il deficit dell' Italia Scandinavia, terra di creativi. E chi l’avrebbe mai detto che tra i fiordi le idee fioccassero molto più che nel “bel paese là dove ’l sì sona”. Il paese della Ferrari e Pininfarina, di Gucci, Armani e Prada, del design e dell’artigianato, dei poeti e degli inventori, il popolo genio e sregolatezza, da Michelangelo a Roberto Baggio, il paese dall’intuito inefficiente e un po’ ciarlatano ma creativo, come i suoi treni dall’orario variabile o il codice della strada a Napoli, contro la rigidità nordica, si fa bagnare il naso dal resto d’Europa. La classifica è di quelle in cui ti aspetteresti di trovare proprio l’Italia al primo posto, o almeno sul podio. E invece no, peggio di noi, solo Grecia e Portogallo. Classifica di cosa? Creatività. Lontanissimi da Norvegia, Svezia, Danimarca, imbattibili soprattutto nei brevetti tecnologici, sotto la Francia, la Germania, la Gran Bretagna, molto dietro la Spagna, l’Olanda, la Finlandia, niente a che vedere nemmeno con l’Irlanda, il Belgio. E anni luce dall’America. Tredicesimi su quindici. Ma che fine ha fatto la creatività italiana? Poche idee? Non sembrerebbe questo il problema. La creatività c’è ancora, ma non ha le spalle coperte da una borghesia capace e illuminata, da un’industria dinamica che scommette sul nuovo, che ha il coraggio di mettere in gioco l’oggi per il domani. Quella che Richard Florida, guru delle strategie competitive (insegna Teoria dello sviluppo alla Carnegie-Mellon University di Pittsburgh) chiama “la nuova classe creativa”, in Italia ha il fiatone ancora prima di nascere. Altrove questa categoria comanda, e tiene le redini dell’economia. Una nuova classe sociale che si distingue dalle altre per la capacità di offrire innovazione, portare idee e contenuti dirompenti nelle tradizionali organizzazioni produttive. E per questo sta diventando sempre più una risorsa fondamentale per le imprese che vogliono sopravvivere e vincere la competizione economica globalizzata, e che sempre di più tendono a spostarsi nei centri dove la classe creativa si concentra e prospera. Nel suo L’ascesa della nuova classe creativa (Mondadori, 2003) Florida descrive questa tendenza, un fenomeno che “sta ridisegnando il nostro futuro”, dice. La sezione iniziale è dedicata all’Italia nell’era creativa. L’indagine è stata curata da Irene Tinagli, ricercatrice nella stessa Università di Pittsburgh, passata prima dalla sua Toscana a Milano per laurearsi e completare un master alla Bocconi, e poi da Milano agli States. Un esempio in carne e ossa delle teorie che studia e degli scenari che illustra con grafici e tabelle. Un cervello in fuga, lei, che dice “io non tornerei mai in Italia”. Altro che paese dei creativi. Sia secondo le loro misure, basate sulla spesa in ricerca e sviluppo, sul numero di brevetti e sulle innovazioni tecnologiche, sia secondo l’indice di innovazione di Michael Porter (Harvard University), l’Italia è sempre in una pessima posizione per quanto riguarda la creatività. I risultati sono tutt’altro che incoraggianti. Irene Tinagli, perché andiamo così male? Uno dei fattori che più conta riguarda la quota di investimento in ricerca e sviluppo, una delle più basse in Europa. Bisogna poi sottolineare che quel poco di ricerca che si fa in Italia è più che altro pubblica, sotto forma di programmi di formazione, e non ricerca vera e propria, cioè ricerca applicata. Colpa dell’industria, che in Italia non investe niente nella ricerca scientifica. Anche il settore pubblico investe poco rispetto ad altri paesi, ma l’industria è particolarmente bassa. Questo è il dato più preoccupante. Senz’altro, si spiega anche con la particolare struttura dell’industria italiana, fatta di imprese medio-piccole, incentrate su produzioni tradizionali. Per le piccole imprese, spesso a conduzione familiare, è più difficile anche culturalmente puntare sulla ricerca e sull’innovazione. Questo però non significa certo che vada bene così. Quando mi capita di parlare con imprenditori o politici italiani la risposta è sempre la stessa: “l’Italia è fatta così”, ma che vuol dire? Si può anche cercare di farla crescere. Poca ricerca, e pochissimo interesse per la ricerca da parte del mondo produttivo, dell’industria. L’opposto di quel che succede negli Usa, dove la ricerca è pagata a suon di dollari dalle industrie che nella creatività vedono la migliore arma per vincere la competizione industriale e commerciale. Lei di questo modello ha un’esperienza diretta. Sì, negli Stati Uniti c’è una cultura completamente diversa rispetto a quella italiana. Ci sono molti investimenti dello Stato federale, c’è la “National Science Foundation” per esempio, che distribuisce moltissimi fondi per la ricerca, erogati in maniera mirata, per progetti specifici. Quindi ci sono anche dei criteri di distribuzione trasparenti, una selezione dei progetti e una chiara idea su come investire. La risorse sono un aspetto fondamentale della crisi o dell’ascesa della classe creativa. Ma prima di tutto servono i talenti. Appunto. Pensa che in Italia non ci siano più talenti? Mi lasci partire da una considerazione metodologica. Nell’elaborare le nostre classifiche abbiamo raccolto informazioni su tre parametri principali: la tecnologia, il talento e la tolleranza. Sulla tecnologia abbiamo riscontrato, rispetto agli altri paesi, questo enorme ritardo a investire in innovazione tecnologica, nel pubblico ma soprattutto nel privato. Ma ci sono forti carenze anche negli altri due indicatori. Sul talento, l’impressione che ho è che ci sia una creatività, specialmente legata al design, alla qualità, al lusso, ma è stata forte in periodi in cui bastava l’intuito, la creatività a livello artigianale. Oggi purtroppo la creatività va accompagnata ad una altissima professionalità, a un bagaglio di conoscenze forti. Sia in campo tecnologico e scientifico, sia nel marketing che nell’organizzazione aziendale. E quindi c’è bisogno di preparazione e professionalità, cosa che a noi manca. L’Italia ha una percentuale molto bassa di laureati rispetto agli altri paesi europei. Non voglio dire che chi ha tanti laureati abbia necessariamente più spinta economica. Però è indicativo di una situazione di ritardo culturale del paese che si riflette pesantemente anche sull’economia. Per esempio, i nostri imprenditori hanno un livello di istruzione mediamente molto basso, per cui anche culturalmente, oltreché dal punto di vista manageriale, per la nostra classe imprenditoriale è più difficile tenere il passo con le innovazioni tecnologiche che si fanno all’estero. Perché c’è più diffidenza, paura e meno conoscenza. Questo è un freno. C’è una creatività, ma manca il salto di qualità, manca una professionalità creativa. Basta osservare un semplice indicatore occupazionale, per vedere quante persone in Italia svolgono lavori “creativi”, quindi manager, avvocati, artisti, scienziati, architetti, ricercatori, persone pagate per pensare e creare soluzioni. Ecco, questi profili professionali, che nel resto dell’Europa rappresentano il 25-30 per cento dell’occupazione, in Italia rappresentano solo il 12 per cento. Questo dipende da molti fattori. Anche dalle particolarità del mercato del lavoro italiano, per cui abbiamo degli ingegneri che fanno il lavoro degli impiegati. Insomma, c’è poco spazio per la creatività. Siamo anche il paese della burocrazia, che privilegia chi esegue invece di chi crea e rompe le regole. E’ d’accordo? Non abbiamo fatto uno studio specifico sulla burocrazia, ma qualcosa su questo emerge passando dal talento alla tolleranza. Nei sondaggi dell’Eurobarometro è emerso che gli italiani hanno un buon punteggio nella tolleranza delle minoranze. L’Italia è poco tollerante da un altro punto di vista. Bisogna fare riferimento agli indicatori presi in considerazione da un rapporto dell’Università del Michigan: l’attaccamento a valori tradizionali, ma in una accezione negativa del termine, cioè come chiusura verso la novità, e poi il valore dato da un paese alla self expression, cioè all’estro individuale, alla capacità di esprimere giudizi critici e indipendenti, di staccarsi un po’ dal gruppo. è in questo che andiamo male. Il paese con la borghesia più ottusa e conformista, come pensava Orson Welles dell’Italia? Beh, diciamo che è un paese in cui si fatica molto a valorizzare l’espressione individuale, a vederla come un valore positivo, ad apprezzare la dialettica e la differenza di opinioni. Si apprezza molto di più l’ubbidienza a certe regole, che non la capacità di fare qualcosa di diverso e di distinguersi. In questi due valori siamo molto bassi. Probabilmente nell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta c’era più dinamismo, più voglia di fare e di crescere, anche nelle cose creative, nell’arte, nel cinema, più apertura verso il nuovo. Nell’Italia di oggi invece c’è più paura, più prudenza. è così negli uffici, nelle aziende e nelle università. Le università italiane, appunto. Dove si forma la nuova classe dirigente, la cultura è burocratizzata, lo studio una pratica da impiegati. Come potrebbe mai uscire una classe creativa da una università di questo tipo? Credo che l’università sia un nodo cardine dei moderni sistemi economici. Avere una università che funziona bene, che funga da traino per l’innovazione sarebbe veramente fondamentale. Il ruolo centrale dell’università è emerso moltissimo per esempio negli Stati Uniti. E’ ovvio che non è l’unico fattore, l’università deve poi incontrare una società dinamica, un mondo industriale e produttivo che sia ricettivo all’innovazione e alle idee che escono dai centri di ricerca. Ma un’università che produca davvero conoscenza è un elemento indispensabile per creare davvero le condizioni di una società creativa, e quindi produttiva anche dal punto di vista industriale. Le due cose sono collegate in modo strettissimo. Credo che in Italia ci siano due tipi di ostacoli a questo. Uno è un funzionamento interno altamente disfunzionale e quasi patologico, l’altro è il problema delle poche risorse. Rispetto al primo punto, abbiamo l’illusione del “megaconcorso” pubblico nazionale, ma è solo un’illusione. Perché poi si sa che ci sono dei meccanismi per cui passano solo certi tipi di candidati, quelli interni sponsorizzati da un professore. Negli Stati Uniti? Anche in America i professori si scelgono chi vogliono, non è questo il problema. E’ normale che i professori indichino le persone con cui vorrebbero lavorare, i migliori secondo loro. Ma questo in Italia viene fatto con criteri del tutto arbitrari. Negli Usa invece la cosa è diversa perché quando una università cerca un professore mette un annuncio, tutte le persone che sono interessate fanno domanda, mandano il loro curriculum, e il dipartimento seleziona quelli che ritiene più interessanti. Anche sulla base delle raccomandazioni, nel senso che se uno studente ha lavorato con un professore molto famoso e stimato e questo professore scrive una lettera di presentazione, questa raccomandazione pesa. Poi i candidati vengono chiamati e viene scelto quello più bravo. Ma perché questo sistema funziona splendidamente? Perché le università hanno un fortissimo incentivo ad assumere i migliori. Ma anche qui dovrebbe essere così. O no? Sì, dovrebbe, ma non è affatto così. Perché lì i ricercatori, o i professori associati, non hanno un posto a vita, che mantengono anche se vivacchiano su quello che hanno già fatto o se addirittura non fanno quasi più nulla. Ogni tre anni, i professori hanno una review, un esame, che valuta il lavoro fatto. E il posto viene riconfermato solo a chi ha svolto un buon lavoro, ha prodotto. E naturalmente questo dipende anche dalle persone con cui si lavora. Se hai aiutato ad assumere quelli bravi è più probabile che tu riesca. Tutto questo incide poi sull’altro aspetto, quello delle risorse. Quando le università fanno domanda per ottenere dei grant, cioè dei fondi per la ricerca, se hanno un buon prestigio, un buon nome e un corpo docenti con dei bei profili, aumentano moltissimo le possibilità di ricevere i soldi. Quindi, le università americane hanno tutto l’interesse a promuovere la qualità invece che il nepotismo. E infatti i risultati si vedono. I ricercatori italiani, invece, aspettano il concorso che li regolarizzi e li metta a posto per il resto della vita. C’è insomma, in Italia, poca voglia di rischiare da parte della classe creativa, e molta voglia di assistenzialismo e di Stato. E’ così? Sicuramente. Se posso ancora fare l’esempio degli Stati Uniti, lì moltissimi ricercatori vengono invece assorbiti dall’industria, e non aspettano l’assunzione dall’università. E l’industria, grazie al loro apporto, produce moltissima innovazione negli Stati Uniti, soprattutto tecnologica. Da noi questo manca completamente, abbiamo poche aziende che fanno ricerca. C’è qualcosa alla Fiat, all’Eni. Ma sono poche quelle che investono in ricerca e assorbono i creativi. L’università non può certo assorbirli tutti. Il problema dell’università italiana è un problema di regole interne, di governance interna, oltre che di risorse come dicevamo. Non è immaginabile che un ricercatore prenda seicento euro al mese. Io non tornerei mai in Italia, anche se cambiassero le regole. E non sono certo l’unica a pensarla così. Secondo una statistica dell’Ocse, il nostro paese risulta una delle mete meno preferite da studenti e studiosi stranieri. Se si crede che le persone creative, persone che hanno investito tutta una vita in istruzione e crescita, siano importanti per la società, bisogna dare loro anche una dignità. Certo, bisogna fare in modo che siano selezionati, ma poi anche pagarli di conseguenza. Nel libro descrive come, negli altri paesi, la classe creativa non solo non sia sottopagata e male utilizzata, ma addirittura guidi l’economia. Negli altri paesi c’è maggior spazio per questa professionalità, che quindi ha un peso di molto maggiore. Il nostro è un paese fortemente caratterizzato da un tipo di economia tradizionale e da figure professionali tradizionali. Se si vanno a vedere le classifiche occupazionali dell’Italia, si vede che è un paese prevalentemente di piccoli commercianti, impiegati e imprese a dimensione familiare che non danno spazio a figure professionali creative, sia per problemi economici che culturali. Da noi anche le imprese che potrebbero dal punto di vista economico ingrandirsi e professionalizzarsi fanno fatica a superare la cultura del familismo. Anche alla Parmalat c’erano figli e cugini. Sono poche le imprese italiane che si aprono e chiamano manager stranieri, da fuori, cercando di modernizzarsi da un punto di vista di profili professionali creativi. In molti casi, per modernizzarsi, occorre un piccolo viaggio. Quello che porta le imprese dalla provincia alla città. E’ così? Sì, anche in Italia si assiste sempre di più a questo fenomeno, quello di imprese operanti nel settore della moda, del design o di Internet che nascono in provincia ma che in seguito decidono di spostare i loro uffici e i loro showroom in città come Milano, per esempio, dove possono essere in contatto con le ultime tendenze e avere la possibilità di attirare più facilmente designer, finanziatori e manager di alto livello. Queste imprese hanno bisogno di centri vivi, dove ci sia forte fermento di idee e di talenti, per poter mantenere alti i livelli di innovazione e competitività. Altrove questo fenomeno si riscontra in maniera più marcata, ma anche da noi c’è questa tendenza. C’è un forte bisogno – latente – di dare più spazio alla classe creativa, far circolare più liberamente le nuove idee. Cose che da sempre si trovano più nelle città che in provincia. E’ fondamentale il ruolo delle città di creare ambienti sociali, culturali, economici e produttivi che siano stimolanti e interessanti, ricchi anche di diversità. Perché l’impresa esposta a tutto quello che può essere nuovo, non solo nel suo settore ma anche in campi affini, nella comunicazione o nel marketing, o in nuove tendenze complessive, certamente ha dei vantaggi. Ci sono aziende italiane che si muovono bene, in maniera dinamica. Ma sono poche. E’ necessario capire che bisogna uscire dal provincialismo e aprirsi al mondo. Ma non c’è il rischio di perdere l’autenticità del made in Italy, da sempre legato a realtà produttive e aziendali di tipo familistico? Non crede ci sia anche un aspetto positivo nel restare legati alla tradizione, e in un certo senso anche al provincialismo (quello di Maranello, per esempio)? La Ferrari è certamente legata alla tradizione, ma non mi sembra affatto provinciale. Credo che l’autenticità si possa anche mantenere nel rinnovamento continuo, nell’innovazione. Le idee, nate nel seno di una tradizione radicata in un territorio, poi si possono espandere con dei metodi più moderni. Se si crea l’immagine della qualità, del paese del lusso e del design, non è necessario che sia il design artigianale tipo il primo abito di Valentino, si può evolvere lasciando integro il nocciolo legato al design e alla qualità. Quello che prima poteva essere l’osteria o la cantinetta sporca di paese: magari il prodotto rimane lo stesso, improntato agli stessi criteri di tipicità, però si accompagna ad un cambiamento della mentalità, del modo in cui si presenta il prodotto, lo si commercializza magari fuori dall’Italia, del modo in cui si crea anche un’immagine. Oggi è così, bisogna aprirsi verso l’esterno. A proposito di mentalità. Lei sottolinea la presenza di un atteggiamento assistenzialista verso le imprese. Non si aiutano cioè le aziende che vanno bene, ma quelle che vanno male, per salvare i posti di lavoro. Non è anche questa una cultura che penalizza la creatività? Sicuramente. C’è spesso la tendenza in Italia a difendere e giustificare quello che c’è, e un’incapacità ad immaginare quello che potrebbe esserci. Capisco sia importante, soprattutto in momenti come questo, anche la difesa dei posti di lavoro tradizionali. Però non ci si rende conto che certe volte i tentativi esasperati di difendere le cose che funzionano male, preclude la possibilità di dare spazio a quelle che magari potrebbero funzionare bene, e quindi in prospettiva potrebbero creare molto più benessere e posti di lavoro di quelle vecchie aziende che continuiamo a difendere. Mi riferisco a situazioni generali. Con la contrazione della domanda molte piccole aziende fanno fatica, tutti si preoccupano di come salvarle dal tracollo. Ma quando ci sono scosse nell’economia globale, crisi così grosse e prolungate, è difficile pensare di salvare imprese di questo tipo. Se sono in difficoltà è perché non sono riuscite a essere competitive. Ma se si avesse la capacità e il coraggio di guardare più in là delle specifiche aziende, alle potenzialità di un territorio, di una città o di un paese nel suo complesso, si capirebbe che magari non si riesce a salvare queste vecchie realtà, ma si può creare qualcosa di nuovo, che forse ci tirerà avanti nei prossimi anni. Ecco, a volte manca anche una creatività politica. Perché è molto più comodo cedere alle pressioni di oggi, che avere il coraggio di fare qualcosa che si avvererà solo domani. RASSEGNA STAMPA FONTE: http://www.ideazione.com |
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FIAT (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) , SU CONVERTENDO PROPOSTE SPETTANO A LINGOTTO. Dal fronte di Rcs - Intesa detiene il 2,9% del suo capitale - i vertici dell'istituto si sono soffermati su un altro tema a forte interesse: Fiat e il suo debito convertendo. "La cosa - ha spiegato Passera - è in mano a Fiat che deciderà se portare in fondo l'aumento di capitale che serve a farci convertire il bond in azioni o farci altre proposte. Ad oggi non c'é alcun altro elemento se non il contratto. C'é un contratto e le banche lo rispetteranno". Il numero uno di Intesa ha poi precisato che "la perdita di valore teorica" legata al convertendo, "é già entrata a far parte della svalutazione del nostro patrimonio" e che questa è "nostro patrimonio dal primo gennaio". Sulla vicenda, oltre a Passera, ha fatto sentire la sua voce anche Bazoli. "Le banche valuteranno la loro convenienza ricomprendendo nell'esame anche quelle della Fiat. Gli interessi delle banche - ha puntualizzato - sono fortemente intrecciati con quelli dell'azienda e, più in generale, del Paese. In questo momento le banche offrono, come sistema, un sostegno insostituibile all'economia e industria italiana". NEXTRA, IN SALITA STRADA POLO EUROPEO. Ultimo tassello dell'assemblea, Nextra e le sue possibilità di crescita nell'asset management."Non so se arriveremo a realizzare qualcosa perché è un discorso complesso". A tale riguardo - ha aggiunto - "con il Credit Agricole (Parigi: FR0000045072 - notizie) , che non è l'unico interlocutore, ci siamo posti il tema se esiste la possibilità di realizzare l'ideale, cioé un'azienda che si chiama Nextra, inserendola in un grande gruppo" in grado di giocare con i primi in Europa, "rimanendone partecipi". (ANSA). ---------------------------------------- Montezemolo: Una Laurea Tra Folla Studenti E Protesta Operai(2) (ANSA) - MILANO, 14 APR - La lectio magistralis è stata dedicata da Montezemolo (definitosi uno "studente fuori corso") all'esaltazione del design e del made in Italy. Pur indossando la tradizionale toga dei neolaureati, il presidente di Confindustria e Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) si è concesso ad una parentesi spiritosa con la troupe di 'Striscia la Notizia', di cui è uno dei bersagli preferiti, che lo ha invitato a disegnare una sedia su una lavagnetta. "Come si fa a dare una Laurea in design a uno che non sa disegnare?", ha commentato con l' inviato del tg satirico. Di diverso tono, invece, le proteste dei lavoratori - ormai tutti in cassa integrazione - dell' Alfa Romeo di Arese, che, con striscioni e slogan hanno contestato il neolaureato nella sua veste di presidente del Lingotto, che ha decretato la chiusura dello stabilimento di Arese. Come ha spiegato il leader dello Slai Cobas Corrado Delle Donne, "a Montezemolo diamo la laurea in dishonorem per i licenziamenti". Nel corso della Lectio Magistralis della Ferrari, a cui hanno assistito, tra gli altri, il figlio Matteo, Lapo Elkann, Sergio Pininfarina (Milano: PNNI.MI - notizie - bacheca) , Diego Della Valle e Renzo Piano, Montezemolo ha ricordato che "siamo gli eredi di Michelangelo, di Leonardo di Raffaello, siamo la riconosciuta fabbrica dell' arte, della cultura e del bello e per questo siamo apprezzati e invidiati per la nostra capacità originale e creativa di vedere le cose". Riferendosi ai recenti viaggi in Cina e in India Montezemolo ha spiegato di aver "toccato con mano quanto interesse ci sia da parte degli studenti di design e architettura per l' Italia e per le sue strutture formative pubbliche e private". E sempre riferendosi alla Cina, da molti indicata come la tigre asiatica che spazzerà le economie occidentali, Montezemolo ha aggiunto: "nessun cinese potrà mai copiarci Capri o Pompei, né appropriarsi dei nostri marchi italiani". Secondo Montezemolo "non è una novità che sia la tecnologia a guidare il design come dimostra il paradosso dell' Ipod", lo strumento di riproduzione digitale della musica che ha fatto recentemente la fortuna di Apple, in barba ai rivali. Da presidente della Ferrari Montezemolo ha concluso ricordando che "la nuova F430 ricalca il processo creativo dell' i-pod" punta di diamante di una triade che ha reso famosa l'Italia composta da "automobile, architettura e arredamento". (ANSA). |
FIAT CHIEDE LO SCONTO SUL CONVERTENDO
(AGI) - Roma, 15 apr. - Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, avrebbe pronta la sua proposta per la modifica del convertendo. Un piano - annuncia Finanza & Mercati - che il manager intenderebbe presentare a breve alle banche, puntando alla cancellazione di una parte del convertendo - si parla di 1-1,5 miliardi - e alla rinegoziazione della parte restante, 2-1,4 miliardi. L'idea - spiega il quotidiano economico-finanziario - è maturata alla luce dei corsi di Borsa del titolo Fiat: ieri le azioni del Lingotto hanno chiuso a 5,28 euro in rialzo dello 0,51 per cento. Poiché il regolamento del prestito prevede che la conversione avvenga a un valore pari alla media tra 14,4 euro e l'andamento medio del titolo negli ultimi sei mesi, le banche rischiano di mettere in portafoglio Fiat un prezzo attorno a 10 euro, quasi il doppio rispetto ai corsi attuali. Viceversa, cancellando una parte del prestito e rinegoziando la parte restante, la perdita sull'investimento risulterebbe ridotta al 33 per cento. Sul Giornale si legge intanto che si è conclusa ieri la missione in India di John Elkann e Sergio Marchionne: i due manager hanno fatto il punto sulla presenza del gruppo Fiat nel paese asiatico, dopo avere incontrato i vertici della Tata, il colosso locale dell'automobile. Al viaggio in India potrebbe seguire una collaborazione industriale tra i due gruppi: il Lingotto - sostiene il quotidiano milanese - potrebbe annunciare a breve "nuove iniziative". 15/04/2005 ----------------------------- 15.04.2005 Tute blu in piazza per difendere fabbriche e lavoro (http://www.unita.it) di Felicia Masocco Ai licenziamenti, alla cassa integrazione e alle chiusure degli stabilimenti va posto un freno, i lavoratori metalmeccanici che scioperano oggi chiamano il governo e le imprese a fare la loro parte. L’esecutivo deve uscire dall’inattività in fatto di politiche industriali, sono necessarie risposte che ridiano ossigeno al nostro sistema produttivo perché quello che non si può accettare è l’idea di una competitività rilanciata a scapito dei salari, già compressi nell’ultimo decennio, e dei diritti. Insomma non possono pagare solo i lavoratori. Con lo sciopero nazionale di quattro ore (otto in alcune zone particolarmente colpite) Fiom, Fim e Uilm vogliono far pressione sull’esecutivo perché assuma la crisi industriale come un’emergenza di questo Paese. Anche l’immobilismo delle imprese è al centro della protesta, troppo scarsi gli investimenti, soprattutto in innovazione e ricerca e alla stringente concorrenza dei paesi emergenti non si può opporre solo una politica di bassi salari, precarietà e peggioramento delle condizioni di lavoro. Questo dicono i sindacati, «ma così ci facciamo solo del male» dice invece il vicepresidente di Confindustria ed ex presidente di Federmeccanica Andrea Pininfarina, «in un’economia che non cresce - ha affermato - con il settore metalmeccanico in particolare difficoltà dividere la componente lavoro da quella industriale vuol dire solo farsi del male». Un’opinione a cui a stretto giro hanno replicato sia il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che quello della Cisl, Savino Pezzotta. «Per non farsi del male bisogna spingere Federmeccanica a cambiare atteggiamento, perché le richieste dei lavoratori metalmeccanici devono trovare la risposta», ha ribattuto Epifani, «questo sciopero spinge in una situazione di muro contro muro che hanno creato le imprese». «Lo sciopero - ha aggiunto Pezzotta - non è un mai farsi male. Può anche essere uno stimolo. C’è una piattaforma e si continuano a dire dei no. Non vedo alternative. È necessario che si vada ad una trattativa seria e si vada all’approfondimento delle questioni che la categoria ha messo sul tappeto». L’apertura di un confronto con il governo e le imprese sulla crisi del settore è tra le richieste che i sindacati avanzano; un’altra è quella di andare a vedere una per una le situazioni più difficili, quella automobilistica per esempio «strategica» per l’assetto industriale di un Paese. «La Fiat è troppo importante per lasciarla andare a questo modo - ha detto in proposito Epifani - la situazione resta grave. Abbiamo chiesto al governo di convocare un tavolo, ci aspettiamo che il governo lo faccia e se Fiat non vuol venire, il governo chiami esplicitamente Fiat a questo confronto». La richiesta è stata fatta mesi fa, l’11 marzo ancora uno sciopero, ma nessuna risposta, solo cassa integrazione come se piovesse in tutti gli stabilimenti del gruppo e la cancellazione di molti posti di lavoro, specie nell’indotto. A proposito di posti che si sono persi nell’industria metalmeccanica, qualche cifra l’ha fornita ieri la Cgia di Mestre, negli ultimi quattro anni l’esercito delle tute blu si è ridotto di quasi 134mila unità, scendendo a 1 milione 119mila. Questo anche se le imprese a livello nazionale in termini assoluti sono aumentate di oltre 7mila unità. A guidare la diaspora dei Cipputi è il Piemonte con quasi 68mila posti di lavoro persi (-33,6%), 19.500 quelli a cui ha dovuto rinunciare la Lombardia. Lo sciopero generale di oggi segue di due anni e mezzo l’ultimo unitario che si tenne nel novembre 2002 contro la crisi della Fiat. Ancora prima Fiom, Fim e Uilm si fermarono insieme nel maggio 2001 per il rinnovo del contratto che poi si fece separatamente. Anche ora i metalmeccanici sono alle prese con un contratto da rinnovare, la trattativa non è ancora decollata, ma le schermaglie tra i sindacati e Federmeccanica vanno avanti da mesi a colpi di interviste. Gli imprenditori hanno giudicato inaccettabili le richieste di aumento salariale presentate dai sindacati e hanno subito rilanciato chiedendo orari più flessibili senza starli a contrattare ogni volta. Questo solo per dire che il negoziato non sarà affatto semplice e sebbene non sia al centro dello sciopero di oggi, è molto difficile far finta che il problema non esista. Non a caso Guglielmo Epifani ha parlato di uno sciopero anche per la trattativa, ma il direttore generale di Federmeccanica Roberto Biglieri gli ha subito risposto che «fino al 17 maggio è formalmente esclusa qualsiasi forma di agitazione supporto del rinnovo del contratto». Ai metalmeccanici è giunto l’appoggio dei Ds «condividiamo gli obiettivi che sono alla base di questa giornata di lotta - ha dichiarato il responsabile Lavoro Cesare Damiano -. È giusto opporsi ai licenziamenti e alla chiusura delle aziende attraverso una nuova politica industriale che sia capace di ridare slancio alla competitività del paese». Quanto all’inopportunità dello sciopero sollevata dal vicepresidente di Confindustria Pininfarina, Damiano osserva «che la pressione sindacale anche in un momento di difficoltà è utile per richiamare alle sue responsabilità il governo». Sostegno anche dal Pdci e Prc. Solidarietà alle tute blu viene anche dalla Filtea, i tessili della Cgil, altra categoria pesantemente penalizzata dal declino industriale. -------------------------------- Metalmeccanici, oggi sciopero generale di settore per 4 ore Fri April 15, 2005 8:35 AM GMT ROMA (Reuters) - I metalmeccanici aderenti a Fim, Fiom e Uilm oggi incrociano le braccia per uno sciopero generale di settore contro il declino dell'industria. La mobilitazione odierna fa seguito allo sciopero di otto ore dell'11 marzo scorso dei lavoratori Fiat. Fiom, Fiom e Uilm hanno presentato una piattaforma unitaria che prevede a regime un aumento mensile di 130 euro per i metalmeccanici, e si oppongono a "chiusure e i licenziamenti, per una nuova politica industriale", si legge in una nota delle tre sigle. Lo sciopero è di 4 ore in tutta Italia -- 8 ore solo in alcune località -- mentre cortei si stanno svolgendo in 14 tra capoluoghi e centri industriali. ------------------------------------ Il venerdì nero di Berlusconi: oggi sciopero nazionale dei metalmeccanici Sindacato. In tutta Italia i lavoratori si astengono dal lavoro per quattro ore. Protestano contro una politica industriale ''che ha prodotto chiusure e licenziamenti'' Giovanna Ferrara Già agonizzante per i malumori interni, il governo Berlusconi deve fare i conti anche contro lo sciopero nazionale di quattro ore indetto per oggi dalle sigle confederali Fim-Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil. I metalmeccanici scendono nelle piazze per denunciare “l’inadeguatezza della recente politica industriale, che ha prodotto chiusure e licenziamenti”. La mobilitazione generale segna, inoltre, informalmente anche l’inizio della vertenza per il rinnovo del contratto di categoria. Le sigle sindacali avviano, quindi, un percorso unitario, di sicuro utile per raggiungere lo scopo di una rivalutazione adeguata dei salari. E difatti la mobilitazione è contrassegnata anche da un dibattito a distanza tra confindustria e sindacati. Il vicepresidente degli industriali, Andrea Pininfarina, ha addirittura chiamato in causa una necessaria solidarietà tra imprese e lavoratori, sostenendo che “è un farsi male a vicenda”. A rispondergli è stato il presidente della Cisl Savino Pezzotta: “ Lo sciopero può essere uno stimolo, dipende da loro coglierlo o meno. C’è una piattaforma. Se su questa si continua a dire dei no, non vedo alternativa alla protesta”. Contro una caratterizzazione “in senso contrattuale” si è pronunciato, invece, il direttore generale della Federmeccanica Roberto Briglieri, che si è affannato a ricordare al segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che la moratoria sul rinnovo scade a maggio. A far arrabbiare Briglieri sono state le dichiarazioni di Epifani su una tattica di temporaggiamento inaugurata, proprio per quanto riguarda il rinnovo, dalla controparte padronale: a proposito di solidarietà. In ogni caso le proteste hanno come principale destinatario il governo, la cui politica industriale ha imboccato, ormai da molto, la scomoda direzione della crisi e del declino. Viste, inoltre, le enormi difficoltà che Berlusconi sta incontrando per quanto riguarda la “questione statali”, c’è da immaginarsi che l’anno a venire (ammesso che ci sia “un anno a venire” per il centro destra) sia difficilmente gestibile, considerando anche la saturazione di un metodo, quello che promuove l’economia a colpi di slogan. A dispetto, infatti, dei proclami di ottimismo di ministri e sottosegretari, secondo i quali l’occupazione sarebbe in piena espansione, “le maestranze metalmeccaniche sono diminuite di 134 mila unità negli ultimi quattro anni”, denuncia il rapporto del centro studi degli artigiani di Mestre.. La crisi riguarda tutte i comparti, e moltissime aziende (Fiat e Alfa Romeo di Arese, per citarne due tra le più grandi). Non a caso lo sciopero si articola su tutto il territorio. Il segretario nazionale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, interviene da Genova, dove il comizio conclusivo del corteo si tiene a largo 12 ottobre. A Milano l’appuntamento è di fronte alla sede di Assolombarda, dove c’è, sempre in rappresentanza della Fiom, Giorgio Cremaschi. http://www.aprileonline.info/ ----------------------------------------- |
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forse ci siamo un bel -5%..e' quello che serve per una ripartenza... |
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Quindi il - 5% sarebbe molto ....ma un niente in confronto al peggio. |
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Ma se sono loro a farla inabissare..........si rifaranno del put Fiat. |
MILANO (MF-DJ)--Inarrestabile la flessione di Fiat. Il titolo scivola velocemente verso il valore nominale di 5 euro (5,05 euro il minimo di giornata e storico). "Con la rottura dei minimi storici dell'aprile 2003 non ci sono piu' supporti a livello tecnico", afferma un analista, aggiungendo che "scendere al di sotto del valore nominale avrebbe un impatto psicologico molto negativo. Il titolo paga tra l'altro il rischio di Chapter 11 (una sorta di fallimento pilotato che esiste negli Usa) prospettato dal mercato per Gm e la traballante situazione politica in Italia. Il Governo, pur non particolarmente amico del Lingotto, non ha mai negato un sostegno con la cassa integrazione e l'accoglimento dello stato di emergenza richiesta un anno fa". Fiat -3,81% a 5,08 euro.
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Sciopero metalmeccanici, adesioni intorno a 15% in impianti Fiat
Fri April 15, 2005 8:39 AM GMT TORINO (Reuters) - Circa 15 lavoratori su 100 hanno aderito stamattina allo sciopero generale di quattro ore dei metalmeccanici negli stabilimenti Fiat di Torino, Pomigliano e Melfi, stando ai dati forniti dalla società. Secondo Fiat, nello stabilimento torinese di Mirafiori ha incrociato le braccia il 15% degli impiegati del settore carrozzeria e il 17% del settore presse. A Pomigliano sciopera il 14% degli impiegati, il 15% a Melfi. Lo sciopero è stato indetto da Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil contro la chiusura di alcuni stabilimenti e per una nuova politica industriale. ------------------------ Ristrutturazione, quanto ci costi! 31 mila i posti di lavoro a rischio nel Mezzogiorno. La Basilicata ne perderà 1.800. C’è chi, intanto, tiene salda la poltrona del 15/04/2005 - di Giambattista Cervino Sono circa 31 mila i posti di lavoro a rischio nel Mezzogiorno a causa delle crisi interne aziendali, congiunturali o a causa delle ristrutturazione (quelle sì, volute). Le ristrutturazioni, ovvero, lo smaltimento dei costi aziendali in eccesso, improduttivi, stanno diventando una forma di pensiero alla quale fare costantemente riferimento quando il mercato da motivi di cedimento. Diventa scontato dire che i primi a fare le spese di questa ingiusta regola sono proprio i lavoratori, non certamente altri. Si parla di 31 mila persone, quindi. Questo il numero di lavoratori coinvolti in crisi aziendali o ristrutturazioni nelle sole regioni meridionali. E anche se al Sud si trova soltanto il 15% delle industrie italiane, è qui che si concentra ben il 25% dei posti a rischio a livello nazionale (circa 130.000). Non solo. Il Sud assorbe anche il 35,8% della cassa integrazione straordinaria concessa in tutta Italia alle industrie in crisi. Un livello ben superiore al valore della sua produzione industriale. Sono questi i dati che emergono dall’ultimo rapporto sull’industria italiana elaborato dalla Cisl. È la Campania che guida la classifica del numero di lavoratori in cassa integrazione guadagni (cig) o mobilità. In questa regione infatti sono 11.153 i lavoratori coinvolti in crisi industriali. Segue la Sicilia (con 4.670 lavoratori), la Puglia (4.589), la Sardegna (4.512), l’Abruzzo (2.182), la Basilicata (1.784), la Calabria (957) e il Molise (659). E sono solo i dati derivanti dalle procedure aperte presso il tavolo di Palazzo Chigi. A questi vanno aggiunti i dipendenti degli stabilimenti meridionali travolti dalle recenti crisi dei gruppi Parmalat, Giacomelli e Cirio (circa 10 mila in tutta Italia). Fra i comparti più interessati dalle crisi, spiccano quello metalmeccanico e il tessile-abbigliamento. Ma a risentire dell’andamento economico negativo sono anche il settore chimico, quello edile e quello alimentare. La Basilicata, dal canto suo, ha anche un'altra tegola piuttosto angosciante, la situazione della Fiat di Melfi. La condizione di gravità dell'industria metalmeccanica lucana, difatti, che l'attivo unitario dei delegati regionali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, riunitosi pochi giorni fa, ha confermato lo svolgimento di una manifestazione proprio davanti ai cancelli della Fiat venerdì 15 aprile. La politica non sta facendo molto per rispondere a questi tragici numeri, si cerca di rappezzare qua e là con misure temporanee e parziali. Le ultime elezioni regionali e la pesante, dichiarata, sconfitta del centro destra ha provocato, com’era prevedibile, una rivisitazione delle politiche nazionali e del management dei partiti sul territorio. In particolare, proprio il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha puntato il dito su una mancanza di accortezza nei confronti delle esigenze del Sud. “Al di là delle situazioni contingenti di carattere locale, che pure hanno largamente influenzato o determinato il risultato delle elezioni amministrative, il voto ha finito per assumere un chiaro significato politico di cui è necessario prendere atto con realismo anche per fronteggiare tempestivamente e responsabilmente le conseguenze". Inizia così la lettera che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha inviato al vicepresidente Gianfranco Fini. Tra i punti cardine individuati da Berlusconi anche il "rilancio dell'azione per il Mezzogiorno e piena e consapevole attenzione agli equilibri della coalizione in un clima - si legge ancora - di ritrovata unità nel riconoscimento della pari dignità di tutte le componenti, al di là di un vero o presunto ‘asse privilegiato', affinché la linea politica del governo e della maggioranza sia nei fatti e nelle enunciazioni, l'espressione armonica e unitaria della coalizione nel suo complesso". Attendendo i risvolti, in seguito ai proclami. Le sconfitte servono più delle vittorie. http://www.lucanianet.it/ ----------------------------- ----------------------------- (Adnkronos) - ''La gente all'estero comincia a non capire cosa succede nel nostro sistema libero. Quindi e' importante che chi a Roma governa questo processo si renda conto che bisogna tutelare la reputazione del sistema Italia. Non si occupi invece di gestire in prima persona piccoli giochi di bottega''. Usa parole dure Diego Della Valle, azionista di Bnl e imprenditore, parlando del sistema finanziario italiano. A margine della cerimonia per il conferimento della laura ad Honorem a Luca Cordero di Montezemolo, Della Valle sostiene che ''ci sono troppi paladini dell'italianita' che non hanno titolo per parlare e troppe persone che parlano a vanvera. La reputazione del sistema finanziario italiano e' importantissima e non la dobbiamo mettere a repentaglio come sta accadendo in questo momento. C'e' un responsabile di tutta questa situazione e spero lo capisca bene'' |
Giovanni Agnelli & C, nel pomeriggio consiglio -fonteTORINO, 15 aprile (Reuters) - Oggi pomeriggio è in programma un consiglio di amministrazione della Giovanni Agnelli & C, l'accomandita della famiglia Agnelli al vertice del gruppo. Lo riferisce una fonte, senza dettagliare sui motivi della riunione.
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Il Governo, pur non particolarmente amico del Lingotto. :wall: Penso che nell'esito delle regionali ci sia un po tutto. Vedremo se ora in 12 mesi ribaltano il paese come un calzino. :rolleyes: Mah:'( Lo spero x il bene del paese, ma nutro grossi dubbi. E come al solito sono dolori "sempre x i soliti". Fasce deboli e "********* che comprano azioni" sperando anche, di finanziare la rinascita di questo sgangherato Paese" Ma...........:rolleyes: |
Non solo Fiat
1 Allegato/i
Che succede??
Grande Storno di tutto il mercato ...non giustificabile solo perche è venerdi... |
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che sia l'ora di decidere di far entrare ................ |
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:wall: :wall: :wall: :wall: :wall: :wall: :wall: :wall: :wall: :wall: :wall: |
ma sarà un caso che Berlusca abbia incassato 2miliardi di euro sui massimi, e adesso può fare shopping a sconto? :D che volpe cribio!!!
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Sai che Porta a Porta che imbastirebbero. Sto scherzando ma ..............la situazione é drammatica. |
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Se fosse vero sarebbe un bel colpo. Un colpo che oltre a fargli fare altri din din lo farebbe guadagnare una marea di consensi. sarei contento x per lui e x noi. |
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e che azzzzz |
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Se penso che........
Sono uscito da Impregillo entrato a 0,4160 per entrare in Fiat a 5,27 mi viene da martellarmi le OO.
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ma c'è una ragione dico una per cui sta perdendo il 4%? :angry:
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proprio x questo sarebbe una notizia a dir poco dirompente. Dopo tanti investimenti fatti sul sicuro, dimostrerebbe che x una volta non opera x i soldi ma x altri motivi. Rischiando sul serio. |
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Ipotesi 2) La ditta sta per fallire :eek: :eek: :eek: (meno probabile) |
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Bene.......... e allora lo chiami tu per dire che è il momento giusto? :D :D :D |
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Lo penso anche io. Andare a infilarsi in settore come quello automobilistico con la concorrenza cinese che arriverà prima o poi a bastonare le utilitarie fiat e le rogne sindacali sarebbe da pazzi... A meno che i soliti accordi sottobanco garantiscano che il prox (probabile) governo di sx faccia piovere aiuti sul settore e Berlusconi lo sappia già, però mi sembra fantapolitica da bar. La realtà è che qualcuno poco tempo fa ha pagato per non doverla comprare e questo vale più di 100 analisi ben fatte. :bye: |
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Vero.............ma se questa cala ancora, va sotto valore nominale!!! :wall: |
Il problema è di settore.A wall street si vocifera che GM sia ad 1 passo dalla "protezione fallimentare" !!
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nel 2005 FIAT, sommando l'incasso put alla potenziale trasformazione del convertendo, diminuirebbe le proprie esposizioni debitorie di quasi 10.000 miliardi di vecchie lire!!!!!! E' mai possibile che tutto ciò non conti un c.azzo, ed il mercato (di pochi) la continui a portare giù? :wall: :wall: :wall: |
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se sarà un'altra Parmalat, con la borsa chiudo. E mando a c...........s..........p..........di m.......... |
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c = c.agare s= subito o san? p= ? m= facile :D |
MILANO, 15 aprile (Reuters) - Fiat < accelera la discesa a Piazza Affari dopo la rottura di un importante livello tecnico, in un clima appesantito dallo scivolone subìto ieri sera a Wall Street da Gm <>.
Alle 11,30 le azioni del Lingotto cedono il 3,71% a 5,085 euro, dopo essere arrivate a perdere il 4,4% a quota 5,05, che gli analisti segnalano come nuovo minimo degli ultimi 20 anni. Volumi per oltre 11 milioni di pezzi, oltre la media di un'intera seduta e pari all'1,4% del capitale. Negativo tutto il settore auto europeo (-1,44% lo Stoxx) e in netto calo gli indici italiani (S&P/Mib -1,49%). I trader citano il pesante calo accusato ieri da Gm, che ha toccato nuovi minimi sui timori di difficoltà finanziarie, nonostante la smentita del colosso auto statunitense il cui portavoce ha detto che Gm non in programma di portare i libri in tribunale. Secondo gli operatori, il sentiment sul titolo è penalizzato anche dai recenti dati "scoraggianti" del gruppo Fiat sul fronte delle immatricolazioni. Dal punto di vista grafico, il titolo ha violato un supporto critico a 5,17 euro e ha accelerato il calo sulla rottura, osserva un analista tecnico. |
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tutte scuse, solo loro sanno dove andranno a riprenderla |
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non conta un c.azzo, conta MENO di un c.azzo se continui a perdere 2 miliardi di euro l'anno e nn vedi l'uscita.......... |
Entrato long a 5,26 la perdita inizia ad essere pesante ma tra poco ricopro non perché sono convinto che sia un gran titolo ma solo perché secondo me che il governo sia di destra o di sinistra nessuno (specialmente le banche) vogliono chiudere Fiat ma penso che prima o poi arrivi qualche alleanza…… magari cinese…. E cosi si rivedono i 6 e forse anche i 7 euretti.
Bene adesso come ho letto prima vado a cambiare il pannolone anch’io. :specchio: :specchio: :specchio: |
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lo spero proprio anche perchè è una delle poche strade percorribili, ora però la prerogativa sembra essere il convertendo e il negoziatore marchionne sembra intenzionato a strappare la miglior soluzione possibile |
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ultimo ADC a 5,20 quando cera la spada di damocle del put, i nuovi modelli erano in cielo, i debiti erano più alti. ora a pochi mesi dal lancio dei nuovi modelli risolto il put, "le vendite vanno male ma era prevedibile" non poteva essere altrimenti. siamo a 5,08, le banche all'ora entrarono. ora non entrano perché entreranno con la conversione. ma se le banche entreranno se non fallisce, a prezzi più alti, perché non entrare ai prezzi odierni? |
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Fiat: Rinvio Assemblea Legato A Nuove Nomine Consiglieri
(ANSA) - MILANO, 15 APR - Una revisione del sistema di nomina degli amministratori che consenta la presenza in consiglio di amministrazione di consiglieri indipendenti, nominati da minoranze qualificate. Secondo quanto si apprende in ambienti finanziari, sarebbe questo il motivo del rinvio dell' assemblea degli azionisti della Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) , in un primo tempo convocata per il 10 maggio prossimo. Si starebbe in sostanza studiando una revisione del sistema di corporate governance del Gruppo, così da renderlo più aderente alle migliori pratiche adottate a livello internazionale. In particolare la novità riguarderebbe, come si è detto, la nomina degli amministratori, anticipando così quanto già previsto dal disegno di legge sul risparmio. Queste nomine - sempre secondo le stesse fonti - avverrebbero anche integrando l' attuale composizione del cda di Fiat sino al massimo di consiglieri previsto dall' attuale statuto che ne fissa il numero da un minimo di 9 a un massimo di 15 (attualmente sono 10).(ANSA). |
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Ai manager di Fiat prima di Marchionne non è mai interessato più di tanto prendere in mano la situazione e riorganizzare l'azienda. Così si è sempre evitato la dolorosa via della ristrutturazione. Dalle mosse di Marchionne, sembra che invece sia arrivato il momento di andare giù con mezzi pesanti........dalle varie trimestrali sapremo se sarà riuscito ad invertire la rotta. |
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quel qualcuno che non riesce a stare in piedi da solo per il gran vuoto che ha in saccoccia. Sarebbe ORA di aprire un Tread su GM e postare sù tutta la mer.da che si ritrova addosso per capire (sempre se poi lo leggete ciò che si posta nel tread ) davvero la verita. |
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Can GM survive losing billions in sales and in the Stock Market?? http://townhall-talk.edmunds.com/direct/view/.ef6a13c/0 |
http://www.thisismoney.com/money-sav...8&in_page_id=5
Dave Sargent, executive director of European operations at JD Power, said: 'It is encouraging for UK motorists that good-quality, satisfying cars come in all shapes and sizes and at all price levels. Also, many of the leading models, including some from Japanese brands, are built right here in the UK.' What Car? group editor Steve Fowler said: 'This shows that British factories are building some of the best cars.' The customer satisfaction tables were based on evaluations of more than 23,000 owners of cars registered in 2002 and 2003. Satisfaction ratings included quality and reliability, vehicle appeal, dealer service satisfaction and ownership costs. CAR CUSTOMER SATISFACTION SURVEY Company Points (out of 1,000) Lexus 848 Skoda 847 Honda 843 Toyota 835 BMW 829 Mini 821 Mazda 817 Volvo 817 Audi 810 Saab 808 Jaguar 807 Daihatsu 803 Subaru 803 Nissan 801 Hyundai 795 Volkswagen 791 Ford 789 INDUSTRY AVERAGE 786 Mitsubishi 781 Suzuki 780 Vauxhall 778 Mercedes-Benz 773 Seat 773 Daewoo 768 Renault 768 Kia 767 Citroen 766 Chrysler 763 MG Rover 756 Land Rover 755 Peugeot 746 Fiat 745 Alfa Romeo 734 ---------------- Top 10 and bottom 10 models (out of 100) 1. Honda Jazz 88.1 2. Lexus IS 200/300 85.5 3. Toyota Yaris 85.1 4. Skoda Fabia 84.7 4. Skoda Octavia 84.7 6. BMW 5-series 84.3 7. Kia Sorento 84 8. Honda Accord 83.9 8. Toyota Corolla 83.9 10. Porsche Boxster 83.8 115. Seat Arosa 73.6 115. Rover 25/ZR 73.6 115. Fiat Multipla 73.6 118.. Suzuki Jimny 72.8 119. Alfa Romeo 147 72.5 120. Nissan Terrano 71.1 120. Mercedes M-class 71.1 120. Fiat Stylo 71.1 123. MGF/TF 70.6 124. Kia Sportage 70.2 |
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Perché hanno distribuito per 2 anni? ..... |
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e arrivato anche il.-5% ..da lunedi' cambia tutto.. |
tento il tutto per tutto. Venduto a malicuore le class che avevo in pari e comprato a 5.005. TOCCATI i 4.995.
Son gia a 10 pannolini e mio figlio a questo punto non ne ha + e non so a questo punto se potro' + comprarli !!!!!!!!!!!!!!!! |
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il livello di scoperto deve essere impressionante..........
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oggi sono entrato con 200000 cwcall 5,5 giugno..a 0,01 ....vediamo se mi gioco anche questi 2000euro.... |
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P.S. Provo a prenderla con filosofia............ |
(LA REPUBBLICA DI OGGI)
E' ufficiale: la Tata fa l'auto da 1600 euro Ora è ufficiale: la Tata Motors Limited (India) ha confermato l'avanzamento del progetto di produzione di una autovettura da 1.600 euro. Dopo il Mac da 415 euro e altri prodotti tecnologici a bassissimo costo ora tocca all'auto vestire i panni di oggetto assolutamente minimalista. Così l'annuncio della Tata assume il carattere di sfida vista che l'ormai famosa Dacia Logan da 5000 euro in confronto sembra una Rolls... E' stato lo stesso presidente Ratan Tata a comunicare che si tratterà di una utilitaria da quattro a cinque posti, molto semplice e spartana, pensata per dare anche ai meno abbienti la possibilità di possedere una autovettura. La previsione di vendita In India è di circa 500.000 unità in due anni. Un bel business, ammantato anche da una missione sociale: da sempre il Gruppo Tata, conglomerato costituito da 92 società operanti nei più svariati settori, è conosciuto e stimato in India per la responsabilità sociale. Per statuto, infatti, ogni anno evolve parte del proprio fatturato in favore di opere di beneficenza e carità. Il progetto di motorizzare il Paese è stato, quindi, accolto con grande fiducia ed entusiasmo da parte del popolo indiano, che vede così aprirsi le porte verso la mobilità moderna. Attualmente, il mercato domestico è in gran parte composto da veicoli a due o tre ruote, ma il numero di coloro che passano dal motociclo all'automobile è in costante aumento. Il progetto di commercializzazione si estende anche ad altri Paesi asiatici. Allo stato attuale, non è prevista la distribuzione in Europa, in quanto standard e caratteristiche non corrispondono alla richiesta ed alle normative vigenti. Oltre a veicoli commerciali pesanti e leggeri, Tata produce fuoristrada ed una gamma di veicoli passeggeri, vendute in Italia e su altri mercati europei. A Tata Motors va il merito di aver dato all'India la prima automobile prodotta interamente nel Paese - Tata Indica - che ha riscosso da subito un grande successo sia interno che sui mercati esteri. Nel 2004, le vendite dei veicoli commerciali e passeggeri hanno subito un incremento del 28%, trend di crescita che si conferma anche nel 2005. (15 aprile 2005) Costa praticamente quanto la manutenzione di una FIAT..... Tempi duri.... |
L'unico modo x risolvere la faccenda e'..............Padre nostro che sei nei cieli , sia santificato il tuo nome ect.ect.
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e noi che siamo piu' bravi gli facciamo vedere che progettiamo un auto che venderemo a 190 euro chiavi in mano. Tempi duri per la Tata. Ma un auto da 1600 euro che qualita' puo' avere? e quei Pirlòni che comprano la porsche a 150.000 euro, lo sanno che con gli stessi soldi si possono comprare cento tate?? Vuoi mettere la soddisfazione di poter dire ' sotto casa ho parcheggiato le mie cento tate'? Oggi, cara , quale tata prendiamo per uscire fuori a cena?
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se fallisce la fiat allora compra della terra per coltivare patate e tutte le altre cose che ti servono per vivere..perche' sara' dura la vita...dammi retta |
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E comunque meglio treTate che un(a) Panda... |
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1 277 4,4 4,6 4101 1 4 4 4,3 4,61 204 1 1 100 4,1 4,64 25000 3 11 11 4 4,65 103000 3 1 1 2 4,66 90759 3 :mad: Book senza denaro...... Lunedi mattina.... oppure.... |
che grandi.... si sono venduto tutto a 6,20-6,30... ci hanno fatto vedere lucciole per lanterne... ce le hanno fatte comprare.... ed ecco che bastano 5/6 milioni di pezzi per mandarle allo schifo.....
manovrano sempre gli stessi e polli sempre gli stessi. per tanti la borsa è diventata il "vizio del gioco".... sarebbe ora di andare in terapia per disintossicarsi. aivoia a studiare, analizzare, capire. |
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quando si ha a che fare con dei banditi, non conta nulla studiare. L'unica cosa che dobbiamo capire é che siamo carne da macello x banditi senza scrupoli. |
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:censored: :bye: |
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Ricordo così anche di PARMALAT che si diceva e poi abbiamo visto tutti come è finita purtroppo! |
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28 78233 0 0 638952 151
1 2296 5,41 4 1655 1 1 100 5,27 4,3 1700 2 1 200 5 4,4 110386 8 1 100 4,9 4,43 513 1 ---------------------------- Fiat sospesa per eccesso di ribasso (Repubblica.it) MILANO - Altra debacle per Fiat. Dopo aver perso venerdì quasi il 5%, scendendo per la prima volta sotto i 5 euro, ai minimi storici degli ultimi 20 anni, il titolo del Lingotto riparte oggi con un altro forte tonfo. In apertura di seduta, in un listino preso di mira dagli ordini in vendita, le azioni Fiat hanno registrato in breve tempo una perdita del 6% a 4,70 euro e subito dopo sono state sospese per eccesso di ribasso quando sono crollate a picco a 4,45 euro con una flessione dell'11,284% incorrendo in uno stop. Le azioni ordinarie del Lingotto torneranno in validazione alle 9.56 Continuano invece a essere scambiate le privilegiate, che cedono l'8,20%, e le risparmio (-6,95%). Perdono terreno anche Ifil (-3,23%) e le Ifi privilegiate (-5,88%). Sulle azioni del Lingotto, spiega un operatore, incidono in parte anche le apprensioni per General Motors, che la scorsa settimana ha segnato nuovi minimi a Wall Street sull'inchiesta avviata dalla Sec su Delphi, che ha innescato anche voci tra le più allarmistiche sul gruppo americano, che potrebbe rischiare perfino l'amministrazione controllata, facendo crollare le quotazioni ai minimi da 12 anni. Sul titolo Fiat si sono inoltre concentrati un insieme di fattori tecnici e fondamentali che hanno contribuito ad accelerarne la caduta, dalla generale correzione degli indici azionari, alla pesante congiuntura del settore auto a livello mondiale culminata nei recenti allarmi lanciati dai produttori Usa, alla gravità della situazione del gruppo italiano. Dal punto di vista tecnico il campanello di allarme è suonato quando il titolo nelle prime battute si è avvicinato alla soglia dei 5,20 euro la cui rottura ha immediatamente innescato una corrente di ordini di vendita stop-loss. Fiat sta scendendo ininterrottamente da metà marzo dopo la rottura del supporto dei 5,9 euro ed ha poi accelerato la discesa nella prima settimana di aprile, in coincidenza con il rinvio dell'assemblea degli azionisti e il pesante calo delle immatricolazioni di marzo. A peggiorare l'umore degli investitori ha contribuito oggi l'ipotesi lanciata dalla stampa, secondo cui l'a.d. del gruppo, Sergio Marchionne, avrebbe intenzione di chiedere uno "sconto" sul prestito convertendo. Al centro dell'attenzione rimane sempre, dunque, il nodo del prestito convertendo da 3 milairdi in scadenza a fine settembre e al centro dei colloqui intensi tra Fiat e le banche. Allo stato attuale gli istituti di credito (Intesa, Unicredito, Capitalia, Sanpaolo IMI, BNL, MPS, ABN Amro e BNP) vantano un credito di 3 miliardi che, nelle attuali condizioni, verrà obbligatoriamente rimborsato in azioni ordinarie Fiat di nuova emissione ad un prezzo pari alla media tra 14,44 euro e il prezzo medio di mercato degli ultimi 6 mesi; se prendiamo a riferimento il prezzo medio Fiat degli ultimi 6 mesi (5,78), le banche dovranno sottoscrivere circa 297 milioni di azioni ad un prezzo di 10,1, arrivando a controllare il 27% del capitale ordinario Fiat e facendo scendere IFIL al 22% circa. Finanza & mercati la scorsa settimana rivelava che il CEO di Fiat intenderebbe sottoporre alle banche creditrici una proposta che preveda lo stralcio di una parte del prestito convertendo (1-1,5 miliardi) ed il riscadenziamento del residuo debito (2-1,5 miliardi); la proposta comporterebbe per le banche una perdita di circa 1/3-1/2 del valore del prestito erogato nel 2002, mentre in ipotesi di conversione integrale del prestito esse perderebbero quasi il 48% del prestito concesso (agli attuali prezzi di mercato) e si ritroverebbero azioniste di riferimento di Fiat, una prospettiva che non alletta gli istituti. Riteniamo - commentano gli analisti di Rasbank - che la proposta ipotizzata dalla stampa possa rappresentare un punto di partenza valido per le trattative tra Fiat e le banche. Gli istituti di credito (che hanno già provveduto a fare accantonamenti per la perdita potenziale che deriverebbe dalla conversione) potrebbero limitare le loro perdite ed evitare di diventare azioniste di Fiat, mentre il valore che oggi il convertendo incorpora per gli azionisti verrebbe preservato. Sarà a questo punto molto interessante, secondo gli eseprti di Jc Associati, capitre cosa farà Ifil. Ipotizzando una conversione almeno parziale del Prestito, Ifil potrebbe deciderà di aumentare la presa su Fiat a due condizioni: la prima è che il processo di ristrutturazione in atto di Fiat proceda in modo soddisfacente. la seconda è che il management di Ifil non riesca a trovare nel frattempo alternative interessanti e perseguibili in cui impiegare la cassa riveniente dalla cessione dei due rami di Rinascente. "A quel punto sarebbe verosimile un aumento della quota da parte di Ifil. Un eventuale maggiore posizionamento di Ifil su Fiat sarebbe ovviamente molto positivo, perché forse nessuno conosce meglio l’azienda. Viceversa, un Ifil che accettasse di buon grado di farsi diluire forse non sarebbe la migliore delle notizie", sintetizzano gli analisti. A tenere vivo l'interesse del mercato sul titolo è stato anche l'annuncio dello scorso 8 aprile del rinvio dell'assemblea attesa per il 10 maggio, seguito da analogo annuncio da parte di Ifi e Ifil. Il mercato ha cominciato a fare supposizioni su possibili operazioni straordinarie, non trattandosi di un problema di conti con i dati preliminari del 2004, precedentemente già depositati in Consob. Il successivo 12 aprile Fiat ha comunicato che il rinvio della assemblea era dovuto al voler “sottoporre agli azionisti, oltre che una più aggiornata informazione sull’andamento del gruppo nei primi mesi del 2005, eventuali ulteriori proposte di deliberazione che potrebbero nel frattempo rendersi opportune nel migliore interesse della società”. Una dichiarazione del genere ovviamente può anche lasciare presumere che entro fine giugno possa esserci un qualche tipo di annuncio riguardo al Prestito Convertendo e/o a nuove alleanze. Di certo si sa solo che l’assemblea ordinaria di Fiat è stata rimandata a data da destinarsi entro il 30 giugno prossimo. Qualora vi fosse in vista qualche operazione straordinaria, in concomitanza dell’assemblea ordinaria potrebbe essere convocata anche l’Assemblea Straordinaria, in cui le azioni privilegiate hanno diritto di voto e questo potrebbe spiegare il recente interesse del mercato per questa categoria di azioni, su cui però la socità ha negato ongi ipotesi di conversione. Secondo nuove indiscrezioni, il motivo del rinvio dell'assemblea sarebbe da ricondurre a una revisione del sistema di nomina degli amministratori che consenta la presenza in consiglio di amministrazione di consiglieri indipendenti, nominati da minoranze qualificate. Si starebbe in sostanza studiando una revisione del sistema di corporate governance del gruppo, così da renderlo più aderente alle migliori pratiche adottate a livello internazionale, anticipando così quanto già previsto dal disegno di legge sul risparmio. Tali nomine potrebbero avvenire integrando l'attuale composizione del cda di Fiat sino al massimo di consiglieri previsto dall'attuale statuto che ne fissa il numero da un minimo di 9 a un massimo di 15 (attualmente sono 10). 18/04/2005 - 09:19 |
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Fiat: rientra in contrattazione a 4,56 euro (-9,09%)
FIAT 3 4334 4.6 4.605 4118 1 1 3000 4.595 4.61 53206 4 7 16150 4.59 4.615 7000 2 4 15492 4.585 4.62 9450 4 11 20600 4.58 4.625 35000 3 ------------------- Al centro dell'attenzione rimane sempre, dunque, il nodo del prestito convertendo da 3 milairdi in scadenza a fine settembre e al centro dei colloqui intensi tra Fiat e le banche. Allo stato attuale gli istituti di credito (Intesa, Unicredito, Capitalia, Sanpaolo IMI, BNL, MPS, ABN Amro e BNP) vantano un credito di 3 miliardi che, nelle attuali condizioni, verrà obbligatoriamente rimborsato in azioni ordinarie Fiat di nuova emissione ad un prezzo pari alla media tra 14,44 euro e il prezzo medio di mercato degli ultimi 6 mesi; se prendiamo a riferimento il prezzo medio Fiat degli ultimi 6 mesi (5,78), le banche dovranno sottoscrivere circa 297 milioni di azioni ad un prezzo di 10,1, arrivando a controllare il 27% del capitale ordinario Fiat e facendo scendere IFIL al 22% circa. |
Ma per prezzo medio degli ulltimi 6 mesi si intende da adesso fino a settembre??Allora ci credo che la faranno crollare ste brave persone..
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E noi soliti str.onzi, con le palle nel mezzo!!! :wall: :wall: :wall: |
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Oggi se va bene LORO lo FARANNO chiudere a 4.6 € ........................................ .......... Borsa, Fiat sospesa al ribasso Il titolo crolla dell'11% TORINO, 18 APRILE 2005 - Fiat sospesa al ribasso a Piazza Affari. I titoli del Lngotto hanno segnato l'ultimo prezzo a 4,45 euro, in ribasso dell'11,28%. Secondo i trader le azioni torinesi sono penalizzate sia dai timori sul futuro della società sia da una serie di vendite tecniche. Il titolo andrà in validazione alle 9,56. «Dopo che venerdì scorso le Fiat hanno rotto al ribasso il supporto in area 5,15 euro - ha commentato un operatore - sono capitolate, senza la possibilità di avere una rete di protezione». Il quadro per Fiat, del resto, non è roseo. Mentre infatti le immatricolazioni mondiali sono in netta frenata, pesando sui conti delle maggiori case auto, la casa torinese risente anche delle incertezze sul proprio futuro. Al mercato non è infatti piaciuto che sia stata rinviata l'assemblea del gruppo senza che sia stata fornita una spiegazione ritenuta soddisfacente. «è probabile che l'assemblea sia stata rinviata perchè il management sta rinegoziando il convertendo. Ma allora perchè non dirlo?», Commenta un analista finanziario. Gli esperti sono comunque consapevoli che «a far capitolare le Fiat questa mattina è qualche improvviso timore che la società sia in difficoltà - ha spiegato un analista - sulla base dei fondamentali, valutati con il metodo della somma delle parti - i titoli dovrebbero valere molto di più degli attuali prezzi». Da rammentare che domani General Motors pubblicherà i conti di bilancio. «Questi potrebbero risultare pessimi - ha asserito un trader - esoprattutto potrebbero mettere in dubbio la capacità del colosso usa di versare i circa 500 milioni di cassa a fiat, secondo quanto stipulato quando nei mesi scorsi è terminato l'accordo tra le due aziende». http://ilgiorno.quotidiano.net/ ------------- Lunedì 18 Aprile 2005, 10:13 Lunedì nero per Milano Di Miaeconomia.it Piazza Affari si muove in forte calo con il Mibtel (Milano: notizie) in flessione del 2,79% e l'S&PMib del 2,54%. Sono colorate di rosso tutte le Blue Chip italiane con Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) che torna in corsa dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso e perde subito l'8,89%. In flessione dell'1,89% Antonveneta dopo il via libera all'opa di Abn Amro (Amsterdam: AAH.AS - notizie) che ha anche inviato a Bruxelles un reclamo sul ruolo svolto nella partita da Bankitalia. |
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Ci stanno prendendo per il c.ulo!!!!! :angry: :angry: :angry:
.........come al solito............... |
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ma se devono mediare da 14,rotti questi possono portarla a 3 ,2,1,0,01 chi ha la forza di fermarli ..
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Ciò che stupisce (ma non sorprende) e che da parte della Società non esce nessuna comunicazione in merito a questi ribassi spropositati del 15% in due sedute :confused: :mad:
Siamo messi sempre peggio con la Borsa Italiana che sembra SOLO più gioco d'azzardo senza REGOLE. Vedere l'ultima delle tante..... il TOTO BORSA roba da PAZZI........ Solo in questo paesello di luridi e sporchi mafiosi è possibile. |
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Ora - 8%. Sembra di essere sul Titanic, la nave affonda e il direttore d' orchestra(Montezemolo) continua a suonare (contro Berlusconi). Questa attuale e' una classe dirigente totalmente inetta che portera' il Paese allo sfascio.
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Meccanici in sciopero contro la crisi
I sindacati: serve una politica industriale per il rilancio. di Massimo Mascini Contro la crisi. La manifestazione dei metalmeccanici che, ieri a Venezia, come in tutta Italia si sono fermati per sollecitare interventi di politica industriale ( Ansa) ROMA • Lo sciopero dei metalmeccanici è pienamente riuscito. O invece no, lo sciopero è sostanzialmente fallito. Due versioni opposte sul successo ( o insuccesso) della manifestazione della più importante categoria industriale, fornite naturalmente dal sindacato o invece dalla sua controparte, la Federmeccanica. Succede sempre, stavolta forse, dopo le polemiche sull'utilità della manifestazione partite dalle parole di Andrea Pininfarina, con un sapore diverso. I sindacati non hanno dubbi. « Lo sciopero è riuscito » , hanno affermato. A loro avviso le adesioni sono state mediamente dell' 80 per cento. L'associazione degli industriali dice che questi dati « non sono aderenti alla realtà » . Il direttore generale Roberto Biglieri afferma che a loro « risulta che gli scioperanti sono stati il 35%, un dato inferiore — tiene a sottolineare — allo sciopero unitario del 18 maggio 2001 » . Ancora più ampio il divario tra le cifre riferite sugli stabilimenti Fiat e quelle indicate dall'azienda. Per i sindacati il 70% di Mirafiori ha aderito allo sciopero, mentre per la Fiat ha sospeso il lavoro solo il 24% degli operai delle carrozzerie e il 17% delle presse. Ancora, l'azienda ha comunicato che a Pomigliano l'adesione è stata del 14%, a Melfi del 15 per cento. Non sono differenze di poco conto e si spiegano sia per la normale differenziazione che avviene in queste occasioni, sia soprattutto con le polemiche della vigilia. Biglieri approfitta delle cifre che ha indicato per sostenere ancora una volta che questo sciopero era o illecito o inutile. Se è legato infatti, a suo avviso, alla vertenza contrattuale è da considerarsi illecito, dal momento che per le regole del 1993 durerà ancora un mese il periodo di tregua, durante il quale le manifestazioni di sciopero sono vietate per consentire un armonico sviluppo della contrattazione. Se invece è stato proclamato, come ricordano i sindacati, per manifestare i timori legati alla crisi del settore, è inutile, perché abbassa la competitività delle aziende, scaricando su queste anche il peso dello sciopero. Il sindacato non è naturalmente d'accordo con questa interpretazione, pensa al contrario che la protesta della categoria sia stata importante proprio perché ha indicato al Governo sia la profondità della crisi, sia l'insofferenza del mondo del lavoro. Guglielmo Epifani, intervenuto al presidio dei lavoratori a Roma sotto la sede del ministero per le Attività produttive, ha rilevato come il Governo « non abbia alcuna idea di politica economica e di politica industriale, un vero fallimento — ha sottolineato — dell'azione di Governo da quattro anni a questa parte » .Ma tutti i sindacalisti indistintamente, a partire dai tre segretari generali della categoria, Gianni Rinaldini, Giorgio Caprioli e Tonino Regazzi, hanno rilevato la profondità della crisi e l'urgenza di un intervento in profondità prima che sia troppo tardi. Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl, ha ribadito « la necessità e l'urgenza di aprire un confronto tra Governo e parti sociali per assumere provvedimenti adeguati » , ricordando come la crisi non colpisca solo i grandi gruppi, ma anche i distretti industriali e le piccole imprese. A suo avviso serve « un cambiamento radicale del decreto sulla competitività che così come è oggi non può dare alcun contributo al rilancio del sistema industriale » . La stessa richiesta della segretaria confederale Cgil Carla Cantone, a giudizio della quale occorre « un forte progetto di politica industriale in grado di rilanciare il sistema produttivo del nostro Paese e ridare competitività al sistema. « Il Governo non scordi — ha detto la Cantone — che la politica industriale e la lotta al declino non si risolve abbassando il costo del lavoro, i salari, i diritti dei lavoratori » . I sindacati chiedono al Governo di muoversi e di farlo in fretta, come in pratica tutti stanno ripetendo in questi mesi. Il leader della Fim Caprioli ha esortato il Governo a non far conto sulle difficoltà di altri Paesi, perché, ha ricordato, è vero che i malesseri sono diffusi, ma « noi stiamo peggio di tutti » . 16 aprile 2005 Sole 24 0re |
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(Apcom) - Fiat rientra in contrattazione dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso e cede il 9,59% a quota 4,55 euro. Già passati di mano 8,6 milioni di pezzi. I guai del colosso americano continuano a gettare lunghe ombre sul settore auto, tra i più penalizzati in Europa, con l'EuroStoxx che cede il 2,62%. Fiat però sottoperforma. Gli investitori sono preoccupati dai possibili motivi che hanno portato a rinviare l'assemblea degli azionisti e su cui c'è molta incertezza. "I vertici dell'azienda non dicono nulla in proposito e il mercato continua a pensare alle ipotesi più nere" spiega il sales di una sala operativa milanese. Nelle sale si è anche diffuso il rumors di un aumento di capitale. |
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Hai un indirizzo? |
cmq vorrei sapere chi sta speculando sul titolo..qualche idea potrei averla..
potrebbe essere una speculazione in grande stile, per poi ricomprare le azioni quando si risolve il convertendo e magari si annuncia una alleanza..i cinesi che volevano comprare la rover, si sono tolti...non è che adesso pensano ad una alleanza con fiat. io non ho una lira o euro, ma rischierei e comprerei fiat. cmq fiat non commenta?strano in due gioni ha perso tantissimo? io spero che il rinvio della assemblea sia per motivi legati alle regole delle nomine e non ad altre cose.ma penso e spero che sia così vediamo cmq su gm..se vedete l'andamento del titoli, i debiti impressionanti(fate il confronto con il fatturato di fiat e la proporzione del debito è molto +grande) e se poi si considera la sua struttura a public company la vedo molto molto molto male... ciao |
Secondo me questa discesa e' per farsi abbuonare dalle banche il 1MLD in meno :) questi sono volpi
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penso anche io...
ciao |
guardate i volumi dal momento della riapertura......
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ha portato solo a casa la prima parte di guadagni.. |
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Chi è piccolo e short rischia di prenderle sui denti......non sono mai invitati ai pasti principali, a noi piccoli sono concesse le briciole......e chi primo arriva primo se le prende.... ;) |
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Io sono inchiodatissimo con il pc ne ho recuperato uno di fortuna ma è lentissimo :( :mad: Adesso cerco bene ...per adesso ho trovato questo:Info per gli azionisti Numero verde: 800-804027 E-mail: serviziotitoli@fiatgroup.com In queste pagine si trovano informazioni sulle assemblee convocate e quelle tenutesi di recente, sul pagamento dei dividendi e sugli aumenti di capitale in corso o conclusi da poco. Nella sezione “Gestione titoli”, poi, ci sono notizie relative ad operazioni poco usuali ma, talora, di grande interesse per i singoli: successioni, ammortamenti, dematerializzazione dei certificati azionari in regime di gestione accentrata presso la Monte Titoli S.p.A. Ricordiamo infine che, su richiesta, il Servizio Titoli Fiat tiene gratuitamente per gli azionisti conti titoli a loro intestati, nei quali possono essere immesse le azioni Fiat di loro proprietà. Fiat ha affidato la gestione delle operazioni nei confronti dei propri azionisti alla: Servizio Titoli S.p.A. C.so Marconi 10/20 - 10125 Torino Tel. +39 011 00.62411 web site: www.serviziotitoli.it |
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Fiat/ Titolo in picchiata, pesano settore debole e incertezze interne
Lunedí 18.04.2005 12:19 Mattinata pesantissima per Fiat a Piazza Affari. Il titolo nelle prime fasi di contrattazioni ha segnato un prezzo di 4,45 euro, è stato sospeso per eccesso di ribasso alle 9,25, è rientrato poco dopo segnando una flessione del 9%, e pur avendo limitato i ribassi continua a perdere il 7%. "Il silenzio dell'azienda sulla convocazione dell'assemblea pesa" fanno notare dalle sale operative. In realtà, l'azione torinese sconta un mix di fattori. L'intero settore auto va male a livello internazionale, lo stoxx di settore stamattina segna un ribasso superiore al 2,5%. Segnano cali superiori al 2% Daimlerchrysler, Michelin, Renault, Tomkins, Trelleborg, Valeo e Volkswagen e sono poco lontane Peugeot e Bmw. Fiat dunque risente del clima di generale debolezza di quello che è il settore maggiormente penalizzato in una giornata nera su tutti i listini. Ma c'è dell'altro. "Certo il silenzio assoluto dell'azienda non fa del bene a nessuno" fa notare una trader. Fiat non ha ancora comunicato la data della prossima assemblea, dopo aver rinviato quella dell'8 aprile. "Tutto questo scatena le voci più disparate" spiega l'operatrice. "in una giornata molto critica si specula su un titolo che è già molto debole" spiega un altro trader. L'azione del Lingotto è al centro di forti scambi, sono passati di mano oltre 24 milioni di azioni, pari al 3% del capitale.http://canali.libero.it/affaritaliani/fiatcrollo.html -------------------------- Fiat/ Rotto il supporto a 5,1242, nessuna speranza di un'inversione Lunedí 18.04.2005 12:46 La rottura al ribasso del supporto chiave a 5,1242 toglie la speranza in un’inversione di tendenza di medio/lungo termine, allontanando significativamente i massimi del 2003. Nel breve termine, la base della “broadening” che guida il mercato da giugno 2004, ora a 4,4232, potrebbe offrire supporto, dando avvio ad un rimbalzo verso area 5,0000/5,3000, con possibili estensioni fino a 5,4000. Suggeriamo comunque estrema cautela, dato che i livelli appena menzionati ora costituiscono una forte resistenza. Il fallimento del loro test potrebbe attrarre rinnovato interesse in vendita, preparando un ulteriore ribasso verso area 4,0000/3,7500. Il grafico delle Fiat Risp. Supporta l’ipotesi di un rimbalzo di breve, con il titolo ancora sopra quota 3,81, ma la violazione del canale tracciato dai minimi del 2003 costituisce un segnale di debolezza non trascurabile e, se confermato da una successiva penetrazione di 3,81, aprirebbe la strada a perdite verso un primo target a 3,50. http://canali.libero.it/affaritalian...i_tecnica.html |
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anche negli azionisti bisogna far nascere una forte emozzzzione :D
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appena su RAI 1 al TG hanno detto che era stata sospesa al ribasso sono scattati gli acquisit! :eek:
però non hanno detto che era già risalita del 5% :p |
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un omaggio ad un incontrastato oscar alla regia :D
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Lunedì 18 Aprile 2005, 14:01
Fiat: Marchionne, Infondate Voci Modifica Convertendo, Target Confermati (ASCA) - Roma, 18 apr - Nessuna richiesta di modifica del convertendo, spostamento dell'assemblea dei soci per modificare il sistema di governance e conferma degli obiettivi per il 2005 gia' annunciati l'anno scorso e confermati anche recentemente. L'a.d. della Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) , Sergio Marchionne, diffonde una dichiarazione con la quale manda un segnale rassicurante ai mercati davanti al nuovo forte calo della Fiat, penalizzata in borsa da quando l'azienda ha annunciato lo spostamento della data dell'assemblea dei soci. Annuncio che ha alimentato le voci piu' disparate. E mentre oggi il titolo lascia sul terreno quasi il 6%, Marchionne cerca di tranquillizzare i mercati. L'a.d. della Fiat innanzitutto spiega che la decisione di spostare l'assemblea dei soci e' motivata ''da un programma di approfondita evisione del sistema di corporate governance del gruppo. Il cda proporra' di aumentare di tre o quattro il numero dei consiglieri indipendenti. Sara' inoltre proposta - si legge nel comunicato - l'introduzione del voto di lista per la nomina dei consiglieri scelti da minoranze qualificate''. Meglio tardi che mai :mad: |
Fiat: rientra in contrattazione a 4,56 euro (-9,09%)
FIAT 3 4334 4.6 4.605 4118 1 1 3000 4.595 4.61 53206 4 7 16150 4.59 4.615 7000 2 4 15492 4.585 4.62 9450 4 11 20600 4.58 4.625 35000 3 ------------------------- Ore 14.15 1 4800 4.88 4.885 30426 2 3 30000 4.875 4.89 101444 5 3 25240 4.87 4.895 105581 4 3 17363 4.865 4.9 99311 7 5 23269 4.86 4.905 114994 4 ------------------------ Eppure c’è chi rimane a galla prestigio e tradizione non bastano La Repubblica VALERIO BERRUTI L'auto è davvero un'industria al tramonto? A guardare i numeri così sembrerebbe. In vent'anni sono scomparsi una decina di marchi, alcuni sono stati inghiottiti da costruttori più grandi (e forse anche fin troppo avidi) che a loro volta sono ora in grosse difficoltà. Altri danno segnali di crisi che fanno preoccupare i paesi d'appartenenza come si trattasse dello Tsunami. Proprio in questi giorni, infine, sta per fallire, travolto dai debiti e da alleanze poco fortunate, anche l'ultimo costruttore rimasto in Inghilterra, la Rover. Il quadro, insomma, non è dei più incoraggianti. Ma chi, invece, è rimasto a galla, e in alcuni casi cresciuto, quali strategie ha adottato? Quanto ha investito? Come ha cambiato i suoi prodotti? Per semplificare le cose si può affermare con una buona dose di certezza che chi ha investito maggiormente nell'automobile vera e propria ha colto i frutti migliori. Perché i gusti di chi compra cambiano sempre più in fretta e chi riesce a stargli dietro ha già in tasca una mezza vittoria, chi non c'è riuscito rischia di restare tagliato fuori. Il gruppo Fiat tra il 1990 e il 2003 ha investito in ricerca e sviluppo circa 8.700 milioni di euro contro i 17 mila del gruppo PeugeotCitroen (PSA) e i quasi 20 mila della Renault. I miliardi di differenza sono la fotografia della situazione attuale dei tre costruttori. La Renault, ad esempio, avendo puntato da tempo su ricerca e innovazione lo scorso anno ha lanciato alcuni modelli fondamentali per il suo futuro, a cominciare dalla nuova Megane con la variante Scenic e la Modus, mini monovolume, genere sempre più richiesto dal mercato. Inoltre la marca di Schweitzer ha appena messo sul mercato la Logan, l'auto da 5000 euro costruita con la rumena Dacia con cui conta di crescere sui mercati dell'Europa dell'Est. E quest'anno si appresta a lanciare le nuove generazioni della Clio e della Twingo. Con una gamma quasi completamente rinnovata la Renault potrà affrontare con buone prospettive i prossimi anni a detta di tutti particolarmente difficili. Se non tirano i principali mercati europei (Germania e Italia nei primi tre mesi sono sotto rispettivamente del 5,7 e 1,9 per cento) la vita si complica per tutti ma se mancano anche i modelli si rischia parecchio. Rischiano, in generale, molti costruttori cosiddetti "generalisti" (Ford e General Motors, tanto per fare due nomi) in ritardo sulla produzione di nuove tipologie di veicoli. Stanno meglio le case che hanno previsto per tempo la crescita del diesel e che hanno intuito per prime la potenzialità delle monovolume medie e piccole, figlie delle grandi capostipiti Chrysler Voyager e Renault Espace. Solo quest'anno è previsto il lancio record di 76 nuovi modelli molti dei quali appartenenti a segmenti completamente assenti appena qualche anno fa (monovolume piccole, crossover e sport utility). Insomma le marche più vive sono quelle che si sono sapute rinnovare più velocemente. Basti pensare che la Bmw nel 1985 aveva solo 5 modelli nella propria gamma e oggi ne ha 8; la Citroen ne aveva 6 e oggi 9; la Mazda addirittura 2 e ora 9, stessi numeri per la Nissan e 5 a 9 per la Peugeot. Per capire meglio esaminiamo il caso Citroen. Il costruttore francese è tornato in attivo proprio grazie alla tempistica dei suoi modelli: prima con C3 e C2, poi con la media C4 lo scorso anno, e adesso con l'ammiraglia C6 e la piccolina C1. Quali altri costruttori sono in grado di presentarsi dinanzi alla sfida dei prossimi anni con così tante novità? Forse solo Bmw che nel giro di dieci anni si è completamente trasformata: oggi produce oltre un milione di vetture all'anno, ha "reinventato" la Mini e allargato a più riprese la gamma. E sempre con bilanci in attivo e utili record. Ma prestigio e tradizione non bastano. Ne sanno qualcosa gli altri tedeschi, quelli della DaimlerChrysler, che solo ora stanno venendo fuori da due anni in cui i loro modelli sono stati oggetto di giganteschi richiami per problemi di affidabilità ed elettronica. E se le cose a Stoccarda ricominciano ad andar meglio il motivo è ancora una volta legato ad una grande offensiva di modelli. La Stella a tre punte sta infatti rinnovando gran parte della sua gamma coprendo fasce di mercato in espansione (quella dei Suv soprattutto) entrando per la prima volta in segmenti come quelle delle monovolume compatte e grandi (Classe B e Classe R) e reinterpretando il lusso in chiave moderna (nuova CLS). I risultati si vedono, in Europa e nei principali mercati. Come in Italia dove Mercedes ha registrato nei primi tre mesi dell'anno addirittura il record assoluto di vendite con un aumento del 22 per cento rispetto al 2004. Poi ci sono i giapponesi. Quelli in cima al mondo si chiamano Toyota, il più globalizzato costruttore di automobili del pianeta, protagonista di una incredibile escalation. Non solo. Alla Toyota guadagnano. Molto e da tempo. Sono seduti su una montagna di soldi che di anno in anno investono per crescere su tutti i mercati, dal Giappone alla Cina, dagli Usa all'Europa. Modelli su modelli e tanta innovazione che li ha portati ad essere il primo costruttore a mettere sul mercato un veicolo ibrido (la Prius) e venderne più di 100 mila esemplari solo negli Stati Uniti. Ma la Toyota non finisce di stupire: dopo aver inventato il marchio di lusso, Lexus, che in pochi anni in Usa ha scalato tutte le classifiche, lo scorso anno ha lanciato, sempre negli Stati Uniti, il marchio Scion, questa volta per i giovani. Della serie tutti i clienti si possono conquistare. Basta avere il modello adatto. ------------------------ Le tre carte che ha in mano Marchionne La Repubblica SALVATORE TROPEA Nel panorama precario dell'industria italiana, la Fiat continua a rappresentare un rebus al quale guardano con attenzione anche gli osservatori stranieri. Gli ultimi dati relativi al mercato europeo del marzo scorso vedono l'azienda torinese alle spalle dei grandi costruttori, con un robusto distacco dall'ultimo di loro, e per di più incalzata da altri concorrenti. Una posizione pericolosa che obbliga Sergio Marchionne a manovrare per cercare di uscirne al più presto. E' vero che il mercato internazionale non offre grandi soddisfazioni, ma c'è chi resiste meglio alle avversità avendo sostanze e chi deve fare i conti con quel poco che ha. Il Lingotto è tra questi ultimi e ne sconta le conseguenze. Per cui la domanda continua a restare quella di sempre: quando la Fiat tornerà a essere un'azienda che guadagna con le auto? I cambi di manager che si susseguono con la frequenza degli allenatori di calcio, il team allestito e più volte ritoccato da Marchionne, la fine dell'infelice alleanza con Gm, il discorso aperto con le banche del convertendo e altri accorgimenti, fanno parte di una strategia alla quale manca l'atto decisivo. Ma si possono cogliere due mosse che indicano la direzione verso la quale si muove la Fiat di Marchionne: la creazione del polo del lusso o dello sport, non importa come lo si vuol chiamare, con lo scorporo della Maserati dalla Ferrari e il suo accorpamento con l'Alfa Romeo, e la creazione della nuova società che raggruppa tutte le attività motoristiche del gruppo. La prima risponde all'obiettivo di poter quotare la Rossa ma non è solo questo: consente di mettere assieme due marchi di prestigio in difficoltà in modo da sfruttare le sinergie commerciali e consentire loro di misurarsi con mercati importanti. La seconda è più complessa. E' noto che Fiat nel campo dei motori, soprattutto in quello dei piccoli diesel, vanta un'esperienza che le viene riconosciuta in larga parte del mondo, ultimo in ordine di tempo il Multijet. Il fatto di concentrare queste attività sotto un unico ombrello significa poter procedere con più successo verso le quelle alleanze strategiche di cui Fiat non può fare a meno dopo il divorzio da Gm. Potenziata e aggiornata questa attività costituisce anche una fonte di risorse finanziarie. Va però detto che c'è chi vede anche delle controindicazioni e legge le due mosse di Marchionne come altrettanti passi verso sbocchi diversi. Un'interpretazione maliziosa, che poi trova conferme nei timori dei sindacati e di alcune uomini politici, le vuole infatti come tessere di un mosaico che mostra un finale diverso e mai sinora ammesso della crisi Fiat. Sul piano tecnico c'è inoltre chi obietta che la progettazione e la realizzazione di un motore sganciate dalle vetture alle quali esso è destinato ha poche possibilità di successo. In tutto questo il timore che torna con frequenza e che Marchionne non è riuscito ancora a cancellare riguarda il futuro della Fiat oltre questa fase contingente che si è trascinata più di quanto ci si sarebbe aspettati da una pur pesante crisi. Questo timore alimenta sempre di più l'altra interpretazione della manovra del Lingotto, quella che la vede finalizzata alla predisposizione di tutte le pedine in funzione di una vendita. Che in questo caso avrebbe tutte le caratteristiche di quello che nel gergo si chiama lo "spezzatino" ovvero la cessione di singoli pezzi della società. Cosa che comunque dovrebbe essere facilitata da un ritorno quanto meno al pareggio dei conti: un obiettivo che Marchionne sta perseguendo anche se, nel giudizio del Lingotto, con altre intenzioni diverse da quelle della vendita. Se il copione sarà un altro allora la strategia per garantire un futuro della Fiat dovrà passare per scelte più radicali. In questo caso il polo del lusso o dello sport o la società dei motori sono passaggi importanti che presuppongono però quei tempi lunghi e quei mezzi finanziari di supporto dei quali oggi Marchionne non dispone. La famiglia Agnelli ha ripetutamente detto che non intende mettere più un soldo sul tavolo della partita Fiat e non risulta che abbia cambiato idea. Anzi è possibile che qualche suo componente pensi di disimpegnarsi in modo più definitivo. Di qui la necessità per Marchionne di rivolgersi in altre direzioni una delle quali potrebbe essere quella di aprire le porte del capitale non tanto alle banche che non intendono farlo neppure se obbligate come nel caso del convertendo quanto a un possibile nuovo socio. Deve però fare i conti con la fine dell'epoca dei grandi ingressi. Oggi è difficile trovare anche nello scenario mondiale un altro Gheddafi in edeizione 1976, a meno che non si peschi in quell'universo rappresentato dal neocapitalismo cinese o tra le potenti famiglie che hanno in mano le sorti dell'economia nel subcontinente indiano. Naturalmente scontando il cambio delle regole rispetto alle passate alleanze del genere. E' possibile che, soprattutto ai cinesi, possa fare comodo precostituire una sponda in Europa se è vero che essi hanno intenzione di conquistare nell'arco di qualche decennio un ruolo di protagonista dell'economia mondiale in diretta competizione con gli Stati Uniti e che anche l'India coltivi un'ambizione assai prossima a quella dei loro potenti vicini con i quali ha preso a dialogare come mai aveva fatto. A ben vedere non sarebbe poi una gran novità. In fondo è stata questa la strada che hanno percorso i giapponesi quando hanno capito che non bastava soltanto costruire in casa ed esportare. Se in prospettiva la Cina pensa di candidarsi come produttore anche di auto è chiaro che vorrà mettersi nelle condizioni di non dover fare i conti con un Calderoli di turno pronto a sventolare la bandiera dei dazi doganali. Se è così la scelta migliore per loro potrebbe essere quella di trovarsi già in Europa come socio si vedrà con quale peso di un'azienda che ha sede a Torino, oltre cento anni di storia alle spalle e con una posizione di primaria importanza in tutto il continente latino americano. -------------------------- L’America scopre i piedi d’argilla di Ford e General Motors La Repubblica NEW YORK Dopo la bolla speculativa della new economy e quella del mattone, un altro "rigonfiamento gassoso" rischia di avere effetti disastrosi sulla economia americana e di turbare i sogni di gloria di George Bush. A Detroit la chiamano "auto bubble". Fino all'anno scorso, grazie ai ridotti costi energetici e ai bassi tassi, l'industria dell'auto ha continuato a crescere, a tirare, mantenendo alta la capacità produttiva. Così anche nel settore si è creata una bolla che adesso potrebbe scoppiare. La precipitosa (e costosa) fuga della Gm dalla Fiat aveva fatto pensare che Rick Wagoner, presidente della più grande industria automobilistica mondiale, avesse problemi specifici, legati a errori manageriali, al pessimo andamento europeo e a situazioni storiche, come l'alto costo della previdenza sanitaria concessa ai dipendenti e ai pensionati. La Gm è la più fragile tra i grandi protagonisti mondiali. Rischia il sorpasso da parte della Toyota e quest'anno brucerà 2 miliardi di dollari di cashflow in aggiunta ai 2 del salasso Fiat. Ma l'irrompere di problemi analoghi a casa Ford e persino nei gruppi stranieri con impianti negli Usa, ha fatto capire che il malessere è dell'intero settore. Dal 1997 il valore del parcomacchine degli americani è cresciuto del 50%, un aumentorecord da quando Henry Ford dette il via alla produzione di massa di veicoli. Il boom non è dipeso né dalla crescita demografica né dalla lievitazione dei redditi della famiglie: nello stesso periodo, infatti, il numero dei nuclei familiari è aumentato solo del 12 per cento e il reddito, al netto dell'inflazione, appena del 3 per cento. Dietro all'assalto dei concessionari c'erano invece altre ragioni congiunturali. La politica dei bassi tassi di interesse ha permesso alla Gm e alla Ford di moltiplicare le offerte di leasing e di mutui, drogando le vendite. I prezzi contenuti del barile hanno spinto molti americani a inseguire il mito del gippone, del fuoristrada, della Suv (sport utility vehicle). Di qui gli anni d'oro per Detroit, che è riuscita a cavallo del millennio a differenziarsi rispetto all'andamento molto meno brillante di altri settori industriali. Oggi l'occupazione nell'auto rappresenta una percentuale più alta, sull'insieme dell'industria manifatturiera, rispetto agli anni novanta. E la produzione di veicoli e di componentistica auto è aumentata dal 1997 del 33 per cento, rispetto al 3 per cento di crescita del resto dell'industria (a eccezione dell'alta tecnologia). Nello stesso periodo la capacità produttiva è salita del 20%. Ma i tempi delle vacche grasse sembrano finiti, con ripercussioni generalizzate sull'economia e sulla società, visto che l'auto incide per il 5 per cento sul pil (prodotto interno lordo) degli Stati Uniti e dà impiego, direttamente e in via indiretta, a un lavoratore americano su sette. Aziendasimbolo della potenza economica americana e della "cultura" dell'automobile, la General motors rischia di trasformarsi in un caso emblematico di declino industriale. A metà marzo il presidente Wagoner ha diffuso un "profit warning", un allarme sull'andamento degli utili, che ha avuto pesanti ripercussioni a Wall Street. Il comunicato ufficiale preannunciava un bilancio 2005 peggiore delle aspettative, con una perdita di 1,5 dollari per azione nel primo trimestre e un guadagno di appena 12 dollari a titolo, rispetto ai 45 dollari delle previsioni. Dietro all'improvviso cedimento c'è soprattutto il calo delle vendite di Suv. Sono vetture che consumano molto, e diventano problemariche anche in un paese in cui la benzina costa ancora meno di mezzo euro al litro. La quota della Gm nel mercato nordamericano, che mezzo secolo fa superava il 50 per cento e l'anno scorso era al 27,5 per cento, ora è scesa al di sotto del fatidico 25 per cento. "Le operazioni nordamericane sono come il nostro gorilla da 400 chili, cioè sono il nostro punto di forza", ha commentato Wagoner. "Ecco perché è così importante rimetterle in sesto". Non sarà un obiettivo facile: innanzitutto il petrolio continua a salire, ormai si avvicina ai 60 dollari al barile. La Gm ha poi costi di produzione più alti delle case concorrenti, specie di quelle asiatiche, soprattutto per effetto delle spese previdenziali. Si calcola che nell'anno in corso l'azienda di Detroit, che è la maggiore fornitrice privata di assistenza sanitaria, spenderà 5,6 miliardi di dollari per gli impegni assunti con un milione di dipendenti e pensionati. Vi è poi la questione dei prezzi delle auto, del 1015 per cento superiori a quelli delle auto giapponesi. Per i nipotini di Henry Ford, che oggi sono al volante dell'altra big di Detroit, le cose non vanno molto meglio. Le inquietudini sono soprattutto legate ai nuovi modelli. Prodotte dallo stabilimento di Chicago, la Five Hundred, la Mercury Montego e la Freestyle crossover wagon dovevano servire a contrastare la concorrenza delle giapponesi e coreani. Ma i tre modelli vendono addirittura meno della vecchia Taurus. "La nostra sfida è di convincere i consumatori che non vendiamo solo camioncini e pickup", dice George Pipas, l'uomo che alla Ford macina cifre e scruta il mercato. "Disponiamo invece anche di ottime berline, capaci di attrarre l'attenzione, l'interesse, come la Five Hundred". La crisi d'identità di Detroit ricorda quella del passato. Anche dieci anni fa la capitale americana dell'industria dell'auto era una metropoli in rapido disfacimento urbanistico. I managers delle "Big Three", le tre grandi case a stelle e strisce, presentavano bilanci sempre più in rosso. La Gm aveva un buco nel fondo previdenziale di 21 miliardi di dollari. Il regista Michael Moore, ancora alle prime armi, prendeva in giro il presidente del colosso nel film "Roger & me". E gli analisti di Wall Street parlavano del sorpasso delle giapponesi con lo stesso tono di una telecronaca da Indianapolis. Poi le cose andarono diversamente. Le ristrutturazioni avviate negli anni di Bush senior misero mani ad alcuni problemi strutturali dell'industria dell'auto, la concorrenza giapponese fu arginata e le "Big Three" ricominciarono a macinare utili. Ma ora, dopo vari anni di relativa serenità, ci risiamo. Il pessimismo dilaga, i conti peggiorano, Detroit è in una crisi depressiva. E il fantasma della Toyota si aggira nelle freeways californiane e nei concessionari del midwest come se il sorpasso della numero uno americana fosse imminente. Nel 1950 il "president" della Gm Harlow Curtice disse che non esistevano anni brutti per l'industria dell'auto: "Ci sono solo anni buoni e anni migliori". I tempi sono cambiati, specie per la Gm, che sta attraversando alcuni dei mesi più difficili della sua storia. E non è un caso che qualcuno usi, per la prima volta, e con una disinvoltura forse eccessiva,la "parolachecominciaconlaeffe". Cioè fallimento. |
Lunedì 18 Aprile 2005, 13:56
Fiat: Marchionne, Assemblea Nella Seconda Meta' Di Giugno (ANSA) - TORINO, 18 APR - "La decisione di spostare la data dell' assemblea degli azionisti alla seconda metà di giugno 2005 è motivata da un programma di approfondita revisione del sistema di corporate governance del Gruppo. Innanzitutto il Consiglio di Amministrazione proporrà di aumentare di tre o quattro il numero di consiglieri indipendenti". Lo afferma l' amministratore delegato della Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) , Sergio Marchionne. "Sarà inoltre proposta - aggiunge - l'introduzione del voto di lista per la nomina di consiglieri scelti da minoranze qualificate". (ANSA). ----------------- Lunedì 18 Aprile 2005, 13:56 Fiat: Marchionne, Verso Raggiungimento Obiettivi 2005 (2)(ANSA) - MILANO, 18 APR - Il 2005 "dovrebbe chiudersi con il raggiungimento degli obiettivi annunciati", nonostante sia caratterizzato in questa prima parte dell'anno da un "mercato difficile". Lo afferma l'Ad della Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) , Sergio Marchionne, in una nota. "Il 2004 - ha ribadito - è stato l'ultimo anno di perdita netta per il gruppo". (ANSA). ------------- Lunedì 18 Aprile 2005, 13:52 +++Fiat:Marchionne,Confermato Impegno Obiettivi 2005-2007+++ (ANSA) - MILANO, 18 APR - L'impegno a raggiungere gli obiettivi "relativi alle performance" del gruppo Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) nel periodo 2005-2007 è confermato. Lo afferma l'Ad della Fiat, Sergio Marchionne, in una dichiarazione. (ANSA). ------------ FIAT/ MARCHIONNE: CON GM TUTTO OK, INFONDATE VOCI SU CONVERTENDO 18/04/2005 Invariati termini accordo, conversione a settembre Roma, 18 apr. (Apcom) - "I colloqui con General Motors relativi al perfezionamento dell'accordo sull'opzione put e delle alleanze industriali procedono come previsto. La conclusione, con il pagamento dei 550 milioni di euro rimanenti, è attesa entro il 13 maggio prossimo". Lo afferma in una nota l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, precisando che le "voci riguardanti eventuali modifiche del prestito convertendo di 3 miliardi di euro sono del tutto infondate". L'ad della Casa torinese a proposito del convertendo aggiunge che "il Gruppo non richiederà nessuna variazione dei termini dell'accordo e le conversione avrà luogo, come concordato nel 2002, nel mese di settembre di quest'anno". (Segue) -------- FIAT: MARCHIONNE, NON CHIEDEREMO ALCUNA MODIFICA DEL CONVERTENDO Roma 18 apr. (Adnkronos) - ''La decisione di spostare la data dell'Assemblea degli Azionisti alla seconda meta' di giugno 2005 e' motivata da un programma di approfondita revisione del sistema di corporate governance del Gruppo''. Lo afferma l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, rilevando che le '' voci riguardanti eventuali modifiche del prestito convertendo di 3 miliardi di euro sono del tutto infondate. Il Gruppo- sottolinea- non richiedera' nessuna variazione dei termini dell'accordo e la conversione avra' luogo, come concordato nel 2002, nel mese di settembre di quest'anno''. (segue) (sec/Opr/Adnkronos) ----------------- Roma, 18 apr. (Apcom)"I colloqui con General Motors relativi al perfezionamento dell'accordo sull'opzione put e delle alleanze industriali procedono come previsto. La conclusione, con il pagamento dei 550 milioni di euro rimanenti, è attesa entro il 13 maggio prossimo". |
Ed intanto i.....
Nostri Banchier/ini sono a New York per cercare di piazzare un pò della nostra munezza ai fondi ameriKani
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Ma io mi domando e ribadisco ma che convenienza hanno le banche a fare il convertendo con un valore azionario di 10 euro circa ? per azioni se le azioni a mercato valgono 5 euro?
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Citazione:
Lunedì 18 Aprile 2005, 14:30 Fiat: Marchionne, confermato impegno su target 2005-2007 Radiocor - Milano, 18 apr - Sergio Marchionne, a.d. di Fiat conferma l'impegno a raggiungere gli obiettivi finanziari fissati nel luglio 2004 e ribaditi lo scorso febbraio relativi alla performance del gruppo nel periodo 2005-07. L'a.d. ribadisce che il 2004 e' stato l'ultimo anno di perdita netta del gruppo e afferma che il 2005, nonostante in questa prima parte sia caratterizzato da un mercato difficile, dovrebbe chiudersi con il raggiungimento degli obiettivi annunciati. |
Prese 10.000 a 4,84...sto tremando!
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Citazione:
Entro fine settimana le rivendi almeno a 5,25! ;) |
quando oggi ho visto che era sospesa al ribasso ho prvato un senso di nausea
secondo voi in questo momento conviene entrare, mediare per chi è già dentro |
Lunedì 18 Aprile 2005, 15:05
Fiat: Abete, Lasciamo Lavorare Management (ANSA) - MILANO, 18 APR - Bisogna "lasciar lavorare" il management della Fiat "che ha concluso brillantemente una alleanza controversa con General Motors " per "accompagnarlo ad una razionalizzazione intelligente". Lo ha detto il presidente di Bnl Luigi Abete a margine di una presentazione all'Università Bocconi di Milano. "Oggi - ha spiegato l'ex presidente di Confindustria - c'é un management nuovo, responsabile e consapevole dei problemi". Secondo il presidente di Bnl (Milano: BANI.MI - notizie - bacheca) occorre "lasciargli il tempo necessario per organizzarsi, anche dopo alcuni investimenti estranei al core business". Abete ritiene infatti che "non possono pesare sulla Fiat le responsabilità dei successi e degli insuccessi dell'intero Paese". (ANSA). :eek: "non possono pesare sulla Fiat le responsabilità dei successi e degli insuccessi dell'intero Paese". :confused: :mmmm: :confused: :mmmm: Questa frase mi preoccupa :rolleyes: ------------------------ Lunedì 18 Aprile 2005, 16:38 Fiat: Torna Pesante In Borsa, Titolo Cede 3,90% (ANSA) - MILANO, 18 APR - Continua la giornata difficile per il titolo Fiat . Finite, nel corso della mattinata, a quota 4,70 euro sotto il valore nominale - fino ad essere sospese - le azioni del Lingotto, proseguono la seduta in sostanziale calo. Dopo essere risalite ad un -2,3% in seguito alle dichiarazioni del suo amministratore delegato Sergio Marchionne, che ha escluso cambiamenti in materia del prestito convertendo contratto con le banche, le azioni Fiat cedono ora il 3,90% a 4,82 euro. (ANSA). |
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Ecco l'auto da 4 mila euro
di Guido Fontanelli 18/4/2005 Massimo Di Risio con la Happy Emissary, che deriva da una vettura coreana. Aria condizionata, vetri elettrici, lettore cd... e costa metà di una Panda. Non è ancora in vendita, ma se verrà omologata sarà offerta in Italia tra pochi mesi. Piccola avanguardia di un'invasione che rischia di mettere in crisi un'industria già alle prese con una feroce battaglia sui prezzi. Ha vetri elettrici, aria condizionata, lettore di compact disc, cruscotto digitale... perfino qualche inserto in simil-radica. E costa appena 4.400 euro: metà di una Fiat Panda, meno di uno scooterone. Possibile? Sì, se l'auto arriva dalla Cina profonda. Prodotta da un'azienda del gruppo Faw, la Faw-Hongta Yunnan Automobile, la macchinetta si chiama Happy Emissary, è una cinque porte con un motore a tre cilindri, 1.000 di cilindrata: ha la forma di un piccolo furgoncino, come la Opel Agila o la Atos della Hyundai. Tra qualche mese potrebbe essere venduta in Italia, magari in un supermercato ad appena 50 euro al mese. «Beh, con un prezzo come quello potremmo davvero inventare delle formule commerciali molto innovative» riconosce Massimo Di Risio, 44 anni, presidente della Dr Automobiles Groupe di Macchia d'Isernia, in Molise, la società che vorrebbe importare l'auto supereconomica in Europa. Panorama ha provato l'Happy Emissary nel grande piazzale davanti alla Dr: a parte gli innesti delle marce un po' troppo lunghi e uno sterzo duretto, fa dignitosamente il suo mestiere. Interni, esterni, motore, guida, tutto normale. Quasi una delusione per chi si aspettava un tocco di esotismo: a un occhio non molto esperto potrebbe sembrare un'auto coreana, da cui in effetti deriva. Ma come è arrivata proprio qui, tra le colline molisane, l'auto che potrebbe rivoluzionare il mercato delle utilitarie? Il fatto è che a due passi da Isernia c'è un'azienda unica nel suo genere: sfruttando la direttiva europea sulla liberalizzazione delle vendite di auto, offre quasi tutte le marche in una specie di enorme centro commerciale. E l'interesse di questa società verso i prodotti cinesi era inevitabile. Così dal 2002 Di Risio ha puntato gli occhi sulla Cina: prima egli stesso, poi l'amministratore delegato Achille Bianchi sono andati a visitare saloni e fabbriche fino a individuare la Happy Emissary della Faw, la più grande casa automobilistica cinese. Ora la Happy Emissary è in prova a Macchia d'Isernia. Ma non è detto che riesca a ottenere l'omologazione per il mercato europeo. Non tanto per la qualità in sé del veicolo, ma perché tutti i componenti della vettura devono rispondere a una serie di requisiti per essere certificati. Esempio: la plastica del cruscotto non è a norma secondo gli standard dell'Unione. Quindi, o la Faw si adegua, oppure l'importatore, cioè la Dr, deve far rifare il pezzo a qualcun altro. Così i costi salgono. E se salgono troppo, il progetto non ha più senso. Un rischio di cui è ben consapevole lo stesso Di Risio: «Non ci facciamo grandi illusioni». Ma se l'operazione salta, c'è già una carta di riserva: «Abbiamo contatti con un'altra casa cinese, la Chery. Vorremmo diventare i loro importatori in Italia, se non in Europa». Anche se lo scorso anno ha venduto solo 80 mila vetture, meno di un decimo della Faw, la Chery è la casa cinese più proiettata sui mercati internazionali: ha iniziato a esportare auto complete nel 2001, ha reti di vendita in 25 paesi, produce anche in Iran e sbarcherà sul mercato Usa nel 2007 con l'obiettivo di vendervi 250 mila vetture all'anno. Del resto, la Chery è la prima azienda del paese a costruire vetture, a differenza della Happy Emissary, già studiate per i mercati esteri, tanto è vero che da anni lavora con la Pininfarina: al prossimo Salone di Shanghai, che apre il 22 aprile, verrà presentata una «novità mondiale» frutto proprio della collaborazione con il designer italiano. «Giapponesi e coreani hanno successo in tutto il mondo, America ed Europa comprese. Perché non possiamo fare altrettanto anche noi?» ha dichiarato Jin Yibo, direttore commerciale della Chery. Aggiungendo sardonico: «È solo questione di tempo». Già, il tempo. Mentre gli automobilisti italiani tempestano di telefonate il centralino della Dr, l'intera industria delle quattro ruote si chiede quando lo «tsunami» cinese si abbatterà sulla sua testa. E con quali effetti. Anche perché ora le grandi case europee sono alle prese con una feroce battaglia sui prezzi: vetture come la Volkswagen Fox, prodotta in Brasile, la Fiat Panda fatta in Polonia o il trio Toyota Aygo, Peugeot 107 e Citroën C1, figlie di un'inedita alleanza tra gruppo Psa e Toyota e costruite nella Repubblica Ceca, contendono i clienti alle coreane cercando di stare sotto la soglia dei 9 mila euro. E poi ci sono le «low cost», come la berlina romena Dacia Logan della Renault, che fa concorrenza all'usato con un prezzo inferiore ai 7 mila euro. Ci manca solo che insieme ai dieci milioni di reggipetti a 50 centesimi l'uno, dalla Cina arrivino in Italia anche 50 mila Happy Emissary da 4 mila euro. «Nel 2004 si diceva che i cinesi sarebbero arrivati in Europa dopo almeno cinque anni» ricorda Massimo Vecchio, analista auto della Intermonte. «Ma allora il mercato cinese stava tirando. Adesso invece va male e poiché le case locali ormai gli investimenti li hanno fatti, devono vendere da qualche altra parte: così hanno accelerato il programma di espansione all'estero. I tempi del loro sbarco in Europa si accorceranno». Come reagiscono i concorrenti europei? Come la Fiat, anche la Peugeot ostenta tranquillità: «I marchi che vincono hanno una rete capillare, non possono basarsi solo sul prezzo» afferma Christophe Bergerand, amministratore delegato della Peugeot Italia. «Certo, i distributori multimarche potrebbero accelerare questo fenomeno, ma anche loro non possono giocarsi i rapporti con i grandi produttori di massa». In sintesi, le case cinesi hanno tre problemi da risolvere: primo, molti loro prodotti sono frutto di joint-venture con società europee, auto a volte non vendibili sul nostro mercato perché superate; secondo, non hanno all'estero una rete di distribuzione capillare; terzo, hanno marchi sconosciuti, e quando cercano di comprarli, come nel caso dell'inglese Rover, l'operazione non sempre va a buon fine. In queste condizioni, riuscire a conquistare un ruolo significativo in Europa richiede almeno una decina d'anni. Questo non significa che nel frattempo i cinesi non rappresentino una minaccia reale: «Basta poco per rovinare un mercato con prezzi assurdi» ricorda Vecchio della Intermonte «come fece la Daewoo, che provocò una guerra sui listini per poi dichiarare bancarotta. Ora è finita alla General Motors». Nonostante il suo aplomb, il gruppo che rischia maggiormente è la Fiat: i segmenti di mercato dove la casa torinese fa profitti sono soprattutto quelli delle auto piccole, proprio dove la concorrenza cinese picchierà di più. E dove il gruppo italiano è già sotto pressione, come dimostrano gli ultimi dati di vendita in Europa. Per questo si continua a parlare di un accordo tra la Fiat e un produttore cinese, come la Saic di Shanghai. Un eventuale partner orientale potrebbe garantirsi il design e la tecnologia italiana (tra le più avanzate al mondo nel settore delle utilitarie). In cambio i torinesi otterrebbero una produzione a basso costo. I due gruppi, che già collaborano nei veicoli industriali, hanno smentito più volte le voci che li davano in trattativa nel settore auto. Ma in Cina i produttori sono tanti... Riuscirà questa volta il Lingotto a giocare d'anticipo e a trasformare una minaccia in un'opportunità? http://www.panorama.it/economia/impr...-A020001030296 |
PERCHÉ LA CINA CERCA NUOVI MERCATI ALL'ESTERO
Le vendite interne sono in calo, così alcuni tra gli oltre 200 produttori locali guardano oltreconfine In Cina ci sono oltre 200 produttori di automobili. Nel 2004 in Cina sono state prodotte e vendute 2,3 milioni di auto, con un aumento del 14 per cento rispetto all'anno precedente. L'auto più venduta è la Volkswagen Santana, prodotta in joint-venture con la cinese Faw. Dopo una crescita vorticosa che durava da anni, la situazione del mercato cinese è peggiorata: nei primi due mesi del 2005 le vendite di auto sono scese del 10 per cento. Anche per questo i costruttori locali stanno cercando nuovi sbocchi all'estero. Come il gruppo Faw, che produce la Happy Emissary: un'auto che potrebbe arrivare in Italia attraverso la Dr di Isernia. È A ISERNIA IL PARADISO DELL'AUTOMOBILISTA In un unico centro, tutte le marche a disposizione del cliente. Grazie a un ex pilota e a Monti Il paradiso dell'automobilista non è proprio dietro l'angolo: si trova in un'ampia vallata del Molise, a Macchia d'Isernia, a 100 chilometri da Napoli. Ma per le famiglie che anche di domenica arrivano fin qui dalla Campania, dal Lazio, dall'Abruzzo, il viaggio vale la spesa. Li accoglie un palazzo di tre piani, ancora da completare: in un'area di 22 mila metri quadrati al coperto, più altri 300 mila all'esterno, ci sono tutte le vetture offerte sul mercato italiano, dalla piccola ed economica Atos della Hyundai fino alle Ferrari e alla Saleen, un mostro californiano che costa 600 mila euro. In pratica un salone internazionale dell'auto permanente: ogni marchio ha un'area dedicata con il suo particolare design. Ma qui l'auto non si guarda soltanto, si compra. E il cliente non solo può toccare con mano prodotti diversi, può acquistarli a un prezzo più basso rispetto al concessionario sotto casa. «È un progetto unico al mondo» si vanta Massimo Di Risio, 44 anni, ex pilota, presidente e titolare della Dr Automobiles Groupe, l'impresa che vuole importare l'auto cinese da 4 mila euro. «Qui il consumatore troverà tutti i marchi presenti in Europa, un ristorante, un bar, il merchandising delle case automobilistiche, libri, videocassette. E poi l'assicurazione, uno sportello bancario, l'agenzia di pratiche auto: lei potrà venire qui, scegliere la vettura e uscire con la macchina nuova già immatricolata». Il sogno di ogni consumatore. E anche di Mario Monti, l'ex commissario europeo alla Concorrenza che nel 2003 diede una spallata al vecchio sistema dei concessionari di auto: fine dell'esclusiva, ora un imprenditore può vendere sotto lo stesso tetto vetture di marche diverse. Risultato? La squadra di Di Risio, partito vent'anni fa con una concessionaria Lancia, oggi gestisce un'azienda da 250 milioni di euro di fatturato con 200 dipendenti e un aggressivo piano di sviluppo: da Isernia, che Di Risio e il suo team considerano una posizione strategica, la società si espanderà in altre regioni dove aprirà una decina di centri Dr di due tipi, uno dedicato alle case generaliste e l'altro alle case di lusso. E perché non replicare il modello Isernia anche a Milano? «Mi sarebbe piaciuto» ammette Di Risio «ma i costi dei terreni vicino alle grandi città sono proibitivi». PRIMA TI SPOSO E POI, FORSE, TI ROVINO La strategia della Faw, il più grande produttore cinese di automobili La Faw, prima casa automobilistica cinese (una delle sue controllate produce la Happy Emissary), ha sfondato un nuovo record nel 2004, vendendo 1 milione di automezzi. E per la prima volta il 50 per cento delle vetture possedeva il marchio originale dell'azienda e non quello dei partner occidentali (Volkswagen in prima fila). Secondo gli esperti, questo dato indica le grandi potenzialità di un gruppo che sembra pronto ad affrontare nuovi mercati. La Faw (First automotive works group) nasce nel 1953 a Changchun, capitale della provincia nordorientale del Jilin. È un gruppo pubblico molto rispettato in Cina perché ha contribuito in misura non indifferente allo sviluppo e alla crescita economica di questa regione. I suoi maggiori concorrenti sono la Donfeng Motor e la Shanghai Automotive (Saic). Da soli questi tre gruppi (tutti statali) producono il 60,1 per cento dei veicoli in Cina, con l'aiuto delle partnership con le case occidentali. «La Faw» sostiene Feng Haihua della Shenyin Wanguo Securities «sta portando avanti gradualmente e con intelligenza un processo di crescita in Cina e all'estero. La società sfrutta al meglio le sue partnership, guardando soprattutto al trasferimento di know-how». Il gruppo ha esportato lo scorso anno 10.336 veicoli con un balzo del 251 per cento rispetto al 2003. «Queste vendite portano un marchio che è completamente e solo Faw ed è importante sottolinearlo» afferma An Dewu, deputy general manager della società. «Per affrontare il recente calo del mercato e l'elevato prezzo del petrolio, la Faw» dice Yale Zhang, analista della Csm Corp, società di consulenza di Shanghai, «ha tagliato i costi di produzione, sviluppato nuovi prodotti e promosso lo sviluppo di auto che consumino meno energia e inquinino meno. Così la Faw vuole arrivare preparata all'estero, offrendo i prodotti giusti al mercato giusto». Altro segnale positivo, secondo gli esperti, per un gruppo che vuole diventare «glocal»: globale sì, ma con calma, dopo uno studio approfondito dei singoli mercati locali in cui vuole approdare. Mariangela Pira «CINESI, NON MI FATE PAURA» Parla Luca De Meo, il manager responsabile del marchio Fiat In prima fila ad affrontare il futuro attacco delle auto cinesi ci sarà Luca De Meo, 37 anni, ex Toyota e Renault, ora responsabile del marchio Fiat, il più importante del Lingotto. E anche tra i più esposti a un'offensiva sui listini. Ha paura dei cinesi? Non è giusto avere paura dei concorrenti: sono una sfida in più. Ma dover competere contro un'auto da 4 mila euro non è un incubo per una casa come la Fiat, forte proprio nelle utilitarie? Il prezzo in realtà non è il criterio più importante che guida i consumatori: contano i contenuti reali dell'auto (ha l'aria condizionata? ha un motore moderno?), lo stile, il marchio. Qui in Fiat stiamo proprio facendo un grande lavoro per ridare valore al brand e riportarlo ai livelli degni della sua storia. Ma non dimentichiamo che in listino abbiamo anche una Seicento da 6 mila euro. Un'auto cinese a prezzo stracciato non potrebbe diventare una specie di Swatch a quattro ruote? Quando fu lanciato lo Swatch, c'erano già sul mercato orologi che costavano poco: il suo successo fu merito del marketing e di un prezzo trasparente. Bisogna vedere se l'auto cinese sarà in grado di offrire uno standard paragonabile a quello europeo accompagnato da un marketing efficace. I coreani lo hanno fatto, ma per imporsi sul mercato hanno avuto bisogno di più di dieci anni... Ora arriva anche l'auto «low cost» della Renault, la Logan, prodotta in Romania. Cosa ne pensa? Non commento strategie altrui: posso solo ricordare che nei paesi più evoluti difficilmente auto di quel tipo, concepite per altri mercati, riescono a fare grandi volumi. http://www.panorama.it/economia/impr...-A020001030296 |
18/04/2005 - 16:10
FIAT: MARCHIONNE, «ASSEMBLEA SPOSTATA PER REVISIONE CORPORATE GOVERNANCE GRUPPO»(AGE) TORINO - L'Ad di Fiat Auto Sergio Marchionne ha precisato questa mattina in un comunicato che la decisione di spostare la data dell'Assemblea degli azionisti alla seconda metà di giugno 2005 «è motivata da un programma di approfondita revisione del sistema di corporate governance del Gruppo. Innanzitutto il Consiglio di Amministrazione proporrà di aumentare di tre o quattro il numero di consiglieri indipendenti. Sarà inoltre proposta l’introduzione del voto di lista per la nomina di consiglieri scelti da minoranze qualificate. Sarà anche rivisto il ruolo e la composizione dell’Audit Committee per assicurare la più completa rispondenza alle norme per le società quotate negli Stati Uniti. Tutte queste iniziative, nessuna delle quali richiederà una modifica dello Statuto, hanno lo scopo di allineare il Gruppo alle più recenti ed aggiornate norme di corporate governance. Voci riguardanti eventuali modifiche del prestito convertendo di 3 miliardi di euro sono del tutto infondate. Il Gruppo non richiederà nessuna variazione dei termini dell’accordo e la conversione avrà luogo, come concordato nel 2002, nel mese di settembre di quest’anno. I colloqui con General Motors relativi al perfezionamento dell’accordo sull’opzione put e delle alleanze industriali procedono come previsto. La conclusione, con il pagamento dei 550 milioni di euro rimanenti, è attesa entro il 13 maggio prossimo. Il trasferimento del diritto di proprietà intellettuale relativa ai motori diesel e della proprietà del 50% dello stabilimento di motori polacco avverranno soltanto dopo il pagamento finale. Confermiamo inoltre l’impegno a raggiungere gli obiettivi finanziari fissati nel luglio 2004 e ribaditi a febbraio 2005 relativi alla performance del Gruppo nel periodo 2005 – 2007. Come già dichiarato, il 2004 è stato l’ultimo anno di perdita netta per il Gruppo Fiat ed il 2005, nonostante sia caratterizzato in questa prima parte dell’anno da un mercato difficile, dovrebbe chiudersi con il raggiungimento degli obiettivi annunciati.» (AGE) PIC ----------------------------- Parla Marchionne e Fiat risale in Borsa "Sono del tutto infondate le voci di modifica del prestito convertendo di 3 mld.Non si richiederà alcuna variazione di termini dell'accordo e la conversione avrà luogo,come concordato nel 2002, nel mese di settembre". Dopo la precisasazione dell'A.D.Marchionne le Fiat hanno dimezzato le perdite in Borsa. Marchionne ha detto che con Gm "il pagamento dei 550 mln rimanenti è atteso per il 13/5". Ha ribadito l'impegno a raggiungere "obiettivi relativi alle performance" '05-'07. "Il 2004 è stato l'ultimo anno di perdita netta". http://www.expobg.it/ ------------------- Lunedì 18 Aprile 2005 Fiat, Marchionne: ''Raggiungeremo gli obiettivi'' Roma 18 apr. (Adnkronos/Mak) - Nella giornata nera per il titolo Fiat, sospeso per eccesso di ribasso dopo aver toccato minimi di 4,45 euro (5,016 il prezzo di venerdì), in calo dell'11,28%, l'ad Sergio Marchionne interviene a rassicurare i mercati e dice che la Fiat chiuderà il 2005 con un risultato netto positivo. ''Confermiamo -si legge in una nota- l'impegno a raggiungere gli obiettivi finanziari fissati nel luglio 2004 e ribaditi a febbraio 2005 relativi alla performance del Gruppo nel periodo 2005-2007. Come già dichiarato -ribadisce Marchionne- il 2004 è stato l'ultimo anno di perdita netta per il Gruppo Fiat e il 2005, nonostante sia caratterizzato in questa prima parte dell'anno da un mercato difficile, dovrebbe chiudersi con il raggiungimento degli obiettivi annunciati''. E cioè un risultato netto positivo grazie a partite non ricorrenti. Marchionne rileva poi che le ''voci riguardanti eventuali modifiche del prestito convertendo di 3 miliardi di euro sono del tutto infondate. Il Gruppo -sottolinea- non richiederà nessuna variazione dei termini dell'accordo e la conversione avrà luogo, come concordato nel 2002, nel mese di settembre di quest'anno''. L'ad fa anche il punto dei colloqui con General Motors relativi al perfezionamento dell'accordo sull'opzione put e delle alleanze industriali che, dice, ''procedono come previsto''. Poi, in merito alla ''decisione di spostare la data dell'Assemblea degli Azionisti alla seconda metà di giugno 2005'', Marchionne sottolinea che ''è motivata da un programma di approfondita revisione del sistema di corporate governance del Gruppo''. Il Cda, spiega l'ad di Fiat, proporrà ''di aumentare di tre o quattro il numero di consiglieri indipendenti''. Inoltre, sarà prevista l'introduzione del voto di lista per la nomina di consiglieri scelti da minoranze qualificate e saranno rivisti ruolo e composizione dell'Audit Committee. Tutte iniziative volte ad ''allineare il Gruppo alle più recenti e aggiornate norme di corporate governance''. Dopo le dichiarazioni di Marchionne le ordinarie del Lingotto hanno ceduto il 2,31%, a 4,9 euro. ------------------------ E' Vincenzo Giannelli il nuovo CIO di Fiat Auto E’ stata definita la nuova struttura organizzativa di governance di Fiat Auto. Diverse le novità rispetto alla precedente, varata nel settembre 2004, tra le quali la nomina di un nuovo CIO: si tratta di Vincenzo Giannelli, che sostituisce Massimo Spada, che ha lasciato Fiat Auto lo scorso dicembre. Giannelli, 41 anni, è nato a Ferrara il 12 marzo 1964, è laureato in economia aziendale e ha un Master in diritto tributario di impresa alla Bocconi. E’ in Fiat Auto dal 2001, con responsabilità prima nell'ambito del controllo economico e finanziario e poi nell'area Information Systems. In precedenza ha lavorato come controller in Italtel e ha ricoperto la carica di CFO alla Manuli Rubber, multinazionale della componentistica. http://www.cwi.it/ ------------------ FIAT: MARCHIONNE, ENTRO 13 MAGGIO ULTIMI 550 MLN DA GM (AGI) - Torino, 18 apr. - "I colloqui con General Motors relativi al perfezionamento dell'accordo sull'opzione put e delle alleanze industriali procedono come previsto". A puntualizzarlo e' stato l'amministratore delegato del Gruppo del Lingotto,Sergio Marchionne, nella dichiarazione con la quale ha voluto anche precisare i motivi de rinvio dell'assemblea degli azionisti Fiat. Marchionne ha riferito che la conclusione dell'accordo sull'operazione put e' attesa entro il prossimo 13 maggio quando la General Motors paghera' i 550 milioni di euro rimanenti. "Il trasferimento del diritto di proprieta' intellettuale relativa ai motori diesel e della proprieta' del 50% dello stabilimento di motori polacco, (che facevano parte dell'accordo, ndr), ha precisato ancora Marchionne, avverrano soltanto dopo il pagamento finale". 18/04/2005 - ----------------------- Il lunedì nero della Fiat http://finanza.tiscali.it/ Un inizio di settimana da dimenticare per la Fiat. Dopo aver chiuso in netto ribasso la seduta di venerdì scorso, il titolo del Lingotto ha perso oggi sul terreno l'8%, scivolando sui valori minimi mai registrati da vent'anni a questa parte, a 4.57 euro. Secondo gli esperti, diverse potrebbero essere le cause all'origine delle perdite ma più in generale a vacillare sarebbe la fiducia sul futuro della Fiat. Segui l'andamento del titolo in tempo reale Sin dalle prime battute di questa mattina gli scambi che hanno visto protagonista il titolo del Lingotto sono stati intensissimi. In due ore sono stati trattati 20,8 milioni di pezzi pari al 2,2% del capitale, e il titolo è scivolato fino al prezzo di 4,61 euro, il livello più basso mai raggiunto negli ultimi vent'anni, ed è stato infine sospeso per eccesso di ribasso. Sull'andamento negativo del titolo Fiat, secondo gli esperti, potrebbero aver influito diversi fattori: per alcuni sarebbe la conseguenza del crollo subito da Generals Motors a Wall Street, per altri l'impossibilità da parte del Lingotto di raggiungere il target sto per il 2005. Un'altra ipotesi attribuirebbe le grosse perdite di questi giorni alla difficoltà da parte di Fiat di rimborsare un prestito in scadenza a settembre. ------------------- Borse in crisi di Renzo Rosati 18/4/2005 Apertura in pesante flessione per il Mibtel. A Tokyo in Nikkei scivola del 3,80% dopo le tensioni tra Giappone e Cina. La crisi delle borse ha molte cause, riconducibili in generale agli alti e bassi della globalizzazione. Cause però, che a differenza che nel 2000, possono con gli strumenti opportuni essere controllate e fronteggiate. Siamo di fronte a una forte influenza; non a un infarto La borsa assomiglia alla maglia del Milan. Profondo rosso, in apertura di settimana, sui mercati mondiali, dopo il venerdì nero di Wall Street del 15 aprile e il conseguente contraccolpo sui listini europei. Stamani è toccato a Tokyo e alle altre piazze orientali con perdite intorno al 2-3%, che si sono puntualmente riprodotte a Milano, Parigi, Francoforte e Londra. Possibile che nelle prossime ore ci sia il cosiddetto «rimbalzino», magari seguito da altri assestamenti all'ingiù. A che cosa si deve questa ondata di ribassi? Diciamo subito che gli esperti non la paragonano al crac dell'aprile 2000, quando scoppiò la bolla della new economy. Stavolta non ci sono fenomeni speculativi imponenti come allora, titoli internet dal futuro incerto gonfiati senza sosta e senza alcuna base concreta. Il problema riguarda più i fondamentali dell'economia: il che in un certo senso lo rende più riconoscibile e controllabile. La borsa americana sconta soprattutto il rialzo del petrolio, i timori di un'inflazione al 3%, pari dunque alla crescita del Pil, a sua volta provocata da diversi anni di bassi tassi d'interesse. Ora i tassi americani sono tornati a salire, ma si sa che l'onda d'urto arriva in ritardo. A tutto ciò si aggiungono le voci di risultati aziendali inferiori alle attese, in particolare per i titoli dell'auto e della siderurgia. Come in una catena infinita, le vendite di auto sono in crisi a causa del calo di fiducia dei consumatori: sempre venerdì l'università del Michigan, che misura questo particolare indicatore, ha rilevato un dato peggiore di quello previsto. Infine bisogna dire che Wall Street era stata in ascesa per un lungo periodo, riportandosi sopra i massimi precedenti l'attacco alle Twin Towers dell'11 settembre. E che per quanto riguarda l'Italia, da diverse settimane aveva addirittura fatto meglio degli Usa. Dunque, anche le cosiddette «vendite di beneficio». Simbolo e segnale di queste ultime si può considerare anche la decisione della Fininvest di cedere il 17% circa di Mediaset, ritenendo che il titolo avesse raggiunto i massimi, o giù di lì. A conferma che Silvio Berlusconi può essere discusso come leader politico, ma non quanto a fiuto imprenditoriale. Tornando alle borse, abbiamo detto dell'auto e della siderurgia. Quest'ultima è strettamente legata alla crescita della Cina, crescita che si sta improvvisamente rivelando più lenta di quanto stimato da certe previsioni che non si sa se definire troppo trionfalistiche o troppo allarmistiche (per i rischi di colonizzazione dell'Occidente). L'auto, invece, soffre in America come nel resto del mondo del processo di trasformazione che sta attraversando. Il mercato occidentale chiede prodotti più evoluti, meno inquinanti e più sicuri; le case, soprattutto quelle di massa, non si sono ancora attrezzate adeguatamente per rispondere a queste esigenze. E non lo fanno divise come sono se puntare sui mercati emergenti (tra cui appunto la Cina), che acquistano automobili senza guardare troppo per il sottile; oppure su quelli maturi ed evoluti come gli Usa e l'Europa. Basta pensare che l'azienda generalista per definizione, la General Motors, rischia addirittura di finire in amministrazione controllata. Ma nel settore auto spicca anche il nuovo tracollo del titolo Fiat. Chiusa la settimana scorsa con una perdita del 5%, ha aperto oggi in calo del 9, ed è stata sospesa per eccesso di ribasso. La casa del Lingotto sembra avere smaltito il beneficio dei contanti incassati dopo il divorzio dalla GM. Il prodotto continua a non vendere, mentre i nuovi modelli, annunciati nei saloni, non sono ancora disponibili. Qualcuno insinua anche che, con un possibile successo elettorale del centrosinistra, la Fiat abbia già deciso di affidarsi alle cure dello Stato. A scadenza più immediata l'incognita vera è data dall'atteggiamento delle banche che entro settembre 2005 dovranno decidere che cosa fare del prestito di oltre 3 miliardi di euro concesso nel 2002 da Unicredito, San Paolo, Capitalia, Intesa e altri quattro istituti. Da un summit di pochi giorni fa convocato dal governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, sarebbe emersa la tendenza delle banche a non convertire il credito in azioni, e dunque a privare la Fiat di una liquidità necessaria come l'ossigeno. Sergio Marchionne sta negoziando a tutto campo, con le banche creditrici, con Bankitalia, con i politici e con possibili acquirenti stranieri. Vedremo se riuscirà nel miracolo. Infine sul calo di oggi di Milano incidono anche i dividenti che vengono staccati da molte aziende e gruppi, primo tra tutti la Telecom con le sue controllate. Lo stacco del dividendo rende il titolo immediatamente meno appetibile, perché è prassi che dal valore nominale venga sottratta appunto la quota del dividendo. Ma poi normalmente le azioni riprendono a salire. Una crisi di borsa che dunque ha molte cause, riconducibili in generale agli alti e bassi della globalizzazione. Cause però, che a differenza che nel 2000, possono con gli strumenti opportuni essere controllate e fronteggiate. Siamo di fronte a una forte influenza; non a un infarto. http://www.panorama.it/economia/capi...-A020001030302 ---------------------- |
Novità
18/03/2005 L'auto cinese da 4000 euro Prossima allo sbarco in Italia, la superutilitaria sfida le europee con un costo competitivo. Scopri le altre low cost del mercato. Sembra essere pronta per l’Italia "Happy Emissary", la prima automobile interamente prodotta in Cina. Ma non è solo questa la sua peculiarità. I cinesi sono pronti a scommettere che la vettura conquisterà il mercato in breve tempo grazie al costo estremamente competitivo unito alla qualità dei componenti. La nuova citycar orientale sfida infatti le concorrenti europee con un prezzo di soli 4.000 euro. A produrre la vettura è la Faw (First Automobile Works) Group Corporation, azienda che in passato produceva macchine da guerra. :mmmm: LE ALTRE AUTO LOW COST :mmmm: L'auto potrebbe essere immessa sul mercato italiano ed europeo dalla Dr Automobile Group con sede in Molise, precisamente ad Isernia. E proprio in questi giorni si stanno tenendo i test sull’auto in vista di una futura omologazione. Si è avuta anche qualche indiscrezione sulla motorizzazione: potrebbe essere commercializzata nella versione benzina con motore 1100 cc a 3 cilindri e con una potenza di 52 cv. Di serie dovrebbe avere l'airbag. :mmmm: CINA, LA REGINA DELLE IMITAZIONI :mmmm: Il responsabile comunicazione della Dr Automobile group, Massimo Di Tore, dopo aver provato l'auto ha dichiarato: "Non è molto diversa da quelle che vendiamo già abitualmente. Nella linea somiglia molto ad una Opel Agila. E' chiaro che la buona riuscita nella commercializzazione dipenderà molto dalla procedura di omologazione. Bisognerà vedere - ha aggiunto - se si riuscirà a mantenere i costi bassi così come preventivato, altrimenti l'intera operazione non avrà senso. Superando la cifra dei 4000 euro, ci si avvicina, infatti, ai costi delle automobili giapponesi e coreane già presenti sul mercato". http://motori.tiscali.it/display/vis....php3?id=22187 --------------------- Interessante stò forum :D :D :D http://web.fiorellocortiana.it/html/...d=4262&forum=3 |
FIAT/ SIMONETTI (GM): RISPETTEREMO NOSTRI OBBLIGHI CONTRATTUALI18/04/2005
Il pagamento è legato alla dissoluzione delle joint venture New York, 18 apr. (Apcom) - "General Motors intende rispettare appieno i suoi obblighi contrattuali con Fiat. Quando abbiamo raggiunto l'accordo il 13 febbraio, abbiamo stabilito un obiettivo di 90 giorni per pagare la seconda tranche da 550 milioni di dollari e dunque dobbiamo aspettare semplicemente ancora qualche settimana per arrivare a questa scadenza". Con queste parole, la portavoce di Gm, Toni Simonetti, ha commentato le voci di mercato secondo cui i termini dell'accordo con la Fiat avrebbero potuto subire modifiche alla luce della cattiva prestazione della Gm che domani dovrebbe annunciare la perdita più grave degli ultimi dieci anni per il primo trimestre 2005. "L'accordo legava il pagamento alla dissoluzione delle alleanze industriali con la Fiat - ha detto Toni Simonetti - per cui un ritardo potrebbe avvenire solo nel caso vi fossero complicazioni con la terminazione delle joint venture. Non ho tuttavia alcun motivo di credere che vi siano ritardi". http://www.kataweb.it/ ------------------------------------- DOPO 48 ANNI LA MASERATI TORNA SUL PODIO DI UNA GARA USA Dopo 48 anni, Maserati torna sul podio in una gara americana con il terzo posto di classe (settima assoluta) che la MC 12 ha ottenuto nel Sportsbook.com Grand Prix of Atlanta sul circuito di Road Atlanta in Georgia. L’ultima volta che una Maserati era salita sul podio in una gara negli Stati Uniti era stato nel 1957, quando Juan Manuel Fangio e Jean Behra, al volante della 450 S, aveva vinto la 12 Ore di Sebring. Con il terzo posto di Road Atlanta, Maserati Corse si unisce cosi’ alle Maserati stradali nel dare lustro alla Casa del Tridente nel maggiore mercato automobilistico mondiale. “L’essere saliti sul podio - ha detto Claudio Berro - e’ un grande risultato per Maserati. Sappiamo che i nostri avversari sono molto forti, ma stiamo lavorando sodo per ridurre il divario. Desidero ringraziare i nostri partner - Pirelli e Risi Competizioni – per tutto il loro supporto.” http://www.kataweb.it/ (18 aprile 2005) ---------------------- UNA FIAT 500 VERSO LE OLIMPIADI Parte oggi dal Lingotto di Torino una grande avventura targata Fiat, a bordo della mitica 500. Un viaggio lungo oltre ventimila chilometri, per unire simbolicamente Torino e Pechino: le due capitali olimpiche del futuro. La città torinese infatti, passerà la fiaccola Olimpica al termine della kermesse del prossimo anno alla capitale cinese che per la prima volta ospiterà i giochi moderni di De Coubertin. Protagonisti di questo straordinario viaggio sono Danilo Elia e Fabrizio Bonserio che attraverseranno due continenti a bordo di una Fiat 500 R del 1973 acquistata appositamente per l'impresa. Vettura con oltre 30 anni di vita e molti chilometri percorsi per le strade di Roma, è stata sottoposta ad una completa revisione, con la sostituzione di alcuni elementi meccanici con ricambi originali, grazie anche all'aiuto apportato dalle officine Fiat. La tabella di marcia prevede una media di 2000 km a settimana, lungo strade statali e provinciali per raggiungere piazza Tien An Men a Pechino, parcheggiando accanto al Museo della Storia Cinese ai piedi dell'orologio che conta i giorni mancanti alle Olimpiadi del 2008. Certo un viaggio estenuante a bordo di una Fiat 500, affrontando strade spesso sterrate e polverose, ma anche un'avventura affascinante lunga ventimila chilometri che i due protagonisti sognavano da tempo, dopo aver già affrontato numerose imprese. Danilo Elia, 32 anni, è infatti un viaggiatore appassionato. Ha cominciato a viaggiare appena adolescente attraversando in lungo tutta l'Europa, da Bari a Capo Nord; ha percorso l'intera distanza tra Mosca ed Ulaan-Baator in treno sulla mitica Transiberiana; ha fatto un tour della Norvegia in bicicletta, Islanda in mountain bike, Nepal in moto, Tibet in 4x4, ma oggi non vede l'ora di partire alla volta di Pechino sulla fiammante Fiat 500 beige. Fabrizio Bonserio, 33 anni, non fa questioni sui dettagli: est, ovest, nord o sud, poco importa! Instancabile guidatore, è stato più volte compagno di viaggio di Danilo. Ha viaggiato sino a Capo Nord, da Bari a Minsk ed ancora da Bari a Kaliningrad. Ha trascorso lunghi periodi all'estero, in UK, USA e Lituania, Oggi aspetta con ansia di mettere alla prova la grande-piccola vettura nel deserto del Taklamakan. L'itinerario Partiti oggi dal Lingotto di Torino, seguendo strade statali e provinciali attraverso Novara, Danilo Elia e Fabrizio Bonserio raggiungeranno domani Milano, passando per la mostra Annicinquanta di Palazzo Reale e per il nuovissimo Fiat Café (inaugurato in concomitanza del Salone del Mobile 2005), proseguendo poi per Verona, Treviso e varcando il confine della Slovenia a Gorizia. Proseguiranno per l'Europa orientale, Ungheria ed Ucraina fino al confine con la Russia. In Russia passeranno da Volgograd, Astrakhan ed entreranno in Kazakistan dal delta del Volga. Lambiranno le coste settentrionali del Mar Caspio e si dirigeranno verso il Lago d'Aral. Percorreranno tutto in Kazakistan fino alla vecchia capitale Almaty per poi puntare a ovest entrando in Kirghizistan e poi in Uzbekistan. Una volta a Tashkent visiteranno le mitiche città di Bukara e Samarcanda e l'antichissima Khiva. Punteranno quindi dritti verso il Turkmenistan e la sua capitale Ashgabat, dove si rimetteranno sulla rotta verso est lungo l'antica Via della Seta. Se il tempo e le condizioni lo consentiranno entreranno in Kirghizistan, altrimenti si dirigeranno verso il passo del Torugart, valicando i monti Tian Shan, i mitici Monti Blu attraversati per secoli dalle carovane verso Oriente. Da lì saranno in Xinjang, la provincia più remota e misteriosa dell'immensa Cina. A questo punto mancheranno circa 4000 chilometri a Pechino che dovranno percorrere in circa 10 giorni attraverso l'oasi di Urumqi, la provincia di Lanzhou e la Mongolia interna; incroceranno la Grande Muraglia Cinese e arrivando nella piazza Tien An Men, con la prima Fiat 500 in assoluto a giungere a Pechino via terra dall'Italia. Il tempo preventivamente stimato per arrivare a destinazione è nelle più rosee delle previsioni di un paio di mesi. http://www.kataweb.it/ |
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Lunedì 18 Aprile 2005, 17:54 Borsa: Ancora Una Giornata Nera, In Due Sedute Bruciati Quasi 30 Mld (ASCA) - Roma, 18 apr - Dopo il venerdi' nero, arriva anche il lunedi' nero per le borse mondiali e per Piazza Affari. Una seduta che riesce nel finale a limare un po' le pesanti perdite. A Milano infatti l'indice Mibtel (Milano: notizie) termina un'altra giornata difficile con uno scivolone del 2,60%, dopo che nella prima parte di contrattazioni l'indice era arrivato ad accusare un tonfo del 3,40%. Leggermente meglio l'indice S&P Mib che lascia sul terreno il 2,40%. In appena due sedute Piazza Affari ha bruciato quasi 30 miliardi di euro in termini di capitalizzazione di borsa, l'equivalente di una robusta finanziaria. Dopo un periodo positivo le borse improvvisamente cambiano radicalmente segno. Ad alimentare il clima negativo sono i timori per una possibile frenata dell'economia americana con segnali negativi che arrivano dalle trimestrali di alcuni big del comparto tecnologico come Ibm (NYSE: IBM - notizie) e Sun. Ad alimentare il clima nero le tensioni tra Cina e Giappone con le nuove manifestazioni contro Tokyo che si sono avute in Cina. In questo contesto le borse reagiscono in modo univoco. Tutto gli investitori allegeriscono i portafogli dei titoli azionari. Guardando Piazza Affari, anche oggi e' stata tra le peggiori in Europa. Nessun effetto dalla crisi politica. ''I problemi del governo - affermano diversi traders - non hanno avuto alcuna ripercussione sui corsi azionari che scontano esclusivamente il trend internazionale''. La seduta e' stata inoltre caratterizzata dallo stacco cedole di alcuni titoli di peso del paniere come la scuderia Telecom, Banca Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) , Capitalia (Milano: CPTA.MI - notizie) , L'Espresso (Milano: ESPI.MI - notizie - bacheca) e Lottomatica (Milano: LTT.MI - notizie) . Tra le blue chip le Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) sono state il titolo piu' penalizzato. Seduta sull'ottovolante per il titolo del Lingotto che in avvio cedeva l'8% per poi essere congelato per eccesso di ribasso. Poi una dichiarazione rassicurante dell'a.d. Sergio Marchionne ha favorito un buon recupero del titolo arrivato a perdere solo il 2% per poi chiudere la seduta con uno scivolone del 4,60%. Sempre tra i titoli principali flessioni di quasi il 3% per Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie - bacheca) , Saipem (Milano: SPMI.MI - notizie - bacheca) e Autostrade (Milano: AUTS.MI - notizie) . Pesanti anche le Tim (Milano: TIM.MI - notizie - bacheca) che hanno lasciato sul terreno oltre il 2,50%. Rimbalzo per Rcs dopo le ultime flessione, in rialzo di quasi l'1% anche le Edison (Milano: EDN.MI - notizie) in attesa degli sviluppi sul fronte Edf. Alcuni bancari tra i titoli piu' resistenti con Antonveneta in lieve calo dopo aver toccato quota 26,20 euro, l'equivalente di quanto pagato da Bpl per la quota dell'istituto in portafoglio a Edizione Holding. Pesanti anche le Eni (Milano: ENI.MI - notizie - bacheca) con una flessione intorno al 2,50% mentre meglio dell'indice Enel (Milano: ENEI.MI - notizie - bacheca) che limita il ribasso a poco piu' dell'1% e Unicredito (Milano: CRDI.MI - notizie - bacheca) con un ribasso di mezzo punto. Sul resto del listino in controtendenza i titoli della Juventus (Milano: JUVE.MI - notizie) e della Lazio con rialzi rispettivamente dell'1,75% e dell'1,35% mentre la Roma lascia sul terreno quasi il 3% dopo la nuova sconfitta in campionato. ------------------------ Borsa: Ancora Una Giornata Nera, In Due Sedute Bruciati Quasi 30 Mld :eek: Certo non per le banche che vanno di short :yes: :yes: :yes: Bruciati in tasca ha i long..... ossia i piccoli fessi come me:yes: |
Fiat/ Integrale il comunicato di Marchionne al mercato
Lunedí 18.04.2005 DICHIARAZIONE DELL'AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA FIAT SERGIO MARCHIONNE La decisione di spostare la data dell’Assemblea degli Azionisti alla seconda metà di giugno 2005 è motivata da un programma di approfondita revisione del sistema di corporate governa nce del Gruppo. Innanzitutto il Consiglio di Amministrazione proporrà di aumentare di tre o quattro il numero di consiglieri indipendenti. Sarà inoltre proposta l’introduzione del voto di lista per la nomina di consiglieri scelti da minoranze qualificate. Sarà anche rivisto il ruolo e la composizione dell’Audit Committee per assicurare la più completa rispondenza alle norme per le società quotate negli Stati Uniti. Tutte queste iniziative, nessuna delle quali richiederà una modifica dello Statuto, hanno lo scopo di allineare il Gruppo alle più recenti ed aggiornate norme di corporate governance. Voci riguardanti eventuali modifiche del prestito convertendo di 3 miliardi di euro sono del tutto infondate. Il Gruppo non richiederà nessuna variazione dei termini dell’accordo e la conversione avrà luogo, come concordato nel 2002, nel mese di settembre di quest’anno. I colloqui con General Motors relativi al perfezionamento dell’accordo sull’opzione put e delle alleanze industriali procedono come previsto. La conclusione, con il pagamento dei 550 milioni di euro rimanenti, è attesa entro il 13 maggio prossimo. Il trasferimento del diritto di proprietà intellettuale relativa ai motori diesel e della proprietà del 50% dello stabilimento di motori polacco avverranno soltanto dopo il pagamento finale. Confermiamo inoltre l’impegno a raggiungere gli obiettivi finanziari fissati nel luglio 2004 e ribaditi a febbraio 2005 relativi alla performance del Gruppo nel periodo 2005 – 2007. Come già dichiarato, il 2004 è stato l’ultimo anno di perdita netta per il Gruppo Fiat ed il 2005, nonostante sia caratterizzato in questa prima parte dell’anno da un mercato difficile, dovrebbe chiudersi con il raggiungimento degli obiettivi annunciati. ----------------------- Borse/ Fiat si riprende dopo le dichiarazioni di Marchionne Lunedí 18.04.2005 09:58 Fiat ha spostato a metà giugno l'assemblea dell'8 aprile perchè ha avviato "un'approfondita revisione del sistema di corporate governance del Gruppo". E le voci che riguardano eventuali modifiche delle condizioni del prestito convertendo da 3 miliardi "sono del tutto infondate". Parola di Sergio Marchionne, ad Fiat, il quale ha finalmente comunicato al mercato i motivi del clamoroso slittamento dell'assemblea dei soci. Questo, al termine di una mattinata pesantissima per Fiat a Piazza Affari, iniziata con una sospensione per eccesso di ribasso. Il titolo, che prima delle dichiarazioni di Marchionne perdeva il 7% e aveva subito una sospensione per eccesso di ribasso in avvio quando crollava del 9%, ha subito iniziato a risalire limitando i danni fino a -2,5%, poi ha chiuso con un ribasso del 4,6%. Il silenzio del gruppo sulle ultime decisioni era subito stato identificato dalla stragrande maggioranza degli operatori come uno dei motivi fondamentali per il crollo dell'azione."Certo il silenzio assoluto dell'azienda non fa del bene a nessuno" faceva notare una trader. Le borse, si sa, non amano l'incertezza. Il mercato si chiedeva innanzitutto quali fossero le motivazioni che stanno dietro il clamoroso slittamento della data dell'assemblea dei soci. C'è un "programma di approfondita revisione del sistema di corporate governance". Per esempio, il cda "proporrà di aumentare di tre o quattro il numero dei consiglieri indipendenti", nonchè di introdurre "il voto di lista per la nomina dei consiglieri scelti da minoranze qualificate". Tutto ciò non richiederà alcuna modifica dello Statuto. Marchionne ha deciso di rispondere ai ripetuti rumors relativi alla trattativa in corso con le banche sul prestito convertendo da tre miliardi , limitandosi a definire "del tutto infondate" le voci di eventuali modifiche al prestito e aggiungendo che "il gruppo non richiederà nessuna variazione dei termini dell'accordo e la conversione avrà luogo, come concordato nel 2002, nel mese di settembre di quest'anno". Infine, sul mercato qualcuno si era chiesto che impatto potrebbe avere su Fiat una eventuale impossibilità di Gm a far fronte agli obblighi nei confronti del Lingotto. Fra i tanti rumors degli ultimi giorni, quello che vuole il colosso di Detroit a rischio di Chapter 11, il famoso Capitolo 11 della legge fallimentare americana che protegge le società in crack dai creditori per un determinato periodo di tempo. E puntuale, Marchionne ha spiegato che "i colloqui con Gm relativi al perfezionamento dell'accordo sull'opzione put e delle alleanze industriali procedono come previsto", la conclusione "con il pagamento dei 550 milioni di euro rimanenti, è attesa entro il 13 maggio", e "il trasferimento del diritto di proprietà intellettuale relativa ai motori diesel e della proprietà del 50% dello stabilimento di motori polacco avverranno soltanto dopo il pagamento finale". In pratica, nel caso in cui Gm non pagasse dovrebbe rinunciare a questi due asset, che resterebbero a Torino. Rassicurazioni che hanno fatto risalire il titolo dalla debacle della mattinata. ma il Lingotto resta comunque sotto i 5 euro. L'azione torinese sconta un mix di fattori. L'intero Fiat. L'analisi tecnica di Iride Research (segue) settore auto va male a livello internazionale, lo stoxx di settore stamattina segnava un ribasso superiore al 2,5%. Cali vistosi per Daimlerchrysler, Michelin, Renault, Tomkins, Trelleborg, Valeo e Volkswagen e sono poco lontane Peugeot e Bmw. |
Montezemolo/ Da Confindustria a Fiat, sono lontani i bei tempi della Ferrari
Lunedí 18.04.2005 18:30 Quando la sorte ti gira le spalle c'è poco da fare. Potrebbe essere questo uno dei pensieri di Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria e di Fiat. Dieci anni fa una doppia carica del genere avrebbe significato una sorta di investitura papale. Oggi, come fin dai primi momenti segnalò Affari, i nodi sono venuti al pettine. La realtà delle famose piccole medie imprese ha seri problemi a livello di credito, Basilea 2 darà un giro di vite che temono in molti e la Cina è una minaccia tanto reale quanto difficile da affrontare. Ne risulta che l'associazione delle imprese è stretta in una morsa: da una parte un mercato non protetto, dall'altra le esigenze dei sindacati che tutelano i dipendenti che non arrivano a fine mese (in aumento). Una morsa che non solo rappresenta una bella gatta da pelare, ma che ha anche eroso gran parte del potere lobbistico di Viale dell'Astronomia. Un pessimo momento che però non è niente rispetto a quello che passa Fiat. Il Lingotto perde costantemente quote di mercato, è al centro di decine di rumors (cessione alla Toyota, chiusura di stabilimenti, rinegoziazione del convertendo) sempre smentiti ma che danno una chiara idea del clima che si respira L'ultimo a.d. in ordine di tempo, Sergio Marchionne, ha il compito (non facile) di fare il cattivo. Dalle riunioni convocate all'alba fino al licenziamento via telefono dei top manager (sono tutte leggende, che però la dicono lunga) sembra che il ruolo gli calzi a pennello. Ma il ceo Fiat se la deve vedere anche con le banche (meno facile) e con General Motors, che in proporzione è messa quasi peggio dei torinesi e che ci si chiede se riuscirà a pagare l'intera cifra pattuita per cancellare l'opzione put. Risultato netto? L'immagine brillante di Luca di Montezemolo è un po' più opaca, può darsi anche suo malgrado. E non esiste cera che tenga, LcdM ha perso smalto. E più che una Ferrari sembra una Multipla: originale e comoda, ma senza marcia in più. I tonfi di Fiat (gli ultimi boristici) non ci volevano proprio. Soprattutto se è vero che Montezemolo stava rivelando, con discrezione, anche qualche ambizione politica. http://canali.libero.it/affaritaliani/ |
Lunedì 18 Aprile 2005, 20:20
Fiat: Intesa, Impatto Limitato Convertendo Tramite Derivati (ANSA) - MILANO, 18 APR - L'impatto sul conto economico di Banca Intesa del prestito convertendo garantito a Fiat sarà limitato grazie alla copertura dal rischio di mercato garantito dall'uso di strumenti derivati. A sostenerlo, in una nota, è lo stesso istituto di credito milanese. Intesa - si legge - "ha sottoscritto il convertendo Fiat per una quota di pertinenza pari a 650 milioni di euro. Al primo gennaio 2005 il valore di carico sulla base del mark to market, di cui si era tenuto conto nel bilancio 2004 nell'ambito della copertura generica dei crediti, era pari a circa 380 milioni in corrispondenza di un prezzo di azione Fiat pari a 5,9 euro. Il convertendo è stato poi coperto tramite strumenti derivati nell'ambito delle usuali politiche aziendali di gestione dinamica del rischio di mercato". A giudizio di Intesa, "con tale copertura, l'impatto negativo sul conto economico del mark to market del convertendo risulterebbe limitato a soli circa 20 milioni di euro da inizio anno ad oggi, rispetto a una svalutazione che sarebbe altrimenti stata di circa 60 milioni di euro, considerando un valore ad oggi del convertendo pari a circa 320 milioni di euro, sulla base del prezzo di riferimento odierno delle azioni Fiat di 4,79 euro". (ANSA). -------------------- Lunedì 18 Aprile 2005, 19:59 Fiat: Intesa, Impatto Convertendo Limitato a 20 Mln Da Inizio 2005 (ASCA) - Roma, 18 apr - L'impatto del convertendo Fiat sul conto economico di banca Intesa e' limitato a 20 milioni di euro da inizio anno. Lo rende noto un comunicato dell'istituto di credito. --------------------- Lunedì 18 Aprile 2005, 21:01 Borsa: Lieve Recupero Di Fiat Nell'After Hours (+0,21%) (ASCA) - Roma, 18 apr - Lieve recupero di Fiat a Piazza Affari al termine dell'After Hours. Il titolo del Lingotto ha chiuso la seduta serale in progresso dello 0,21% a 4,805 euro proseguendo il recupero iniziato nel primo pomeriggio dopo le dichiarazioni dell'AD Sergio Marchionne che ha rassicurato i mercati sui motivi del rinvio dell'assemblea degli azionisti, legato ad una sistemazione della governance. Marchionne ha poi escluso modifiche ai termini del prestito convertendo, e sugli obiettivi di bilancio del 2005 ----------------- FIAT/ LUCCHESI (ACI): DEVE AMPLIARE CAPACITA' SU ALTRI MERCATI 18/04/2005 Da governo non attesi finanziamenti, ma condizioni sviluppo Riva del Garda (Tn), 18 apr. (Apcom) - Per affrontare la crisi della Fiat "è inevitabile cercare delle soluzioni che amplino le dimensioni e le capacità operative dell'azienda su altri mercati". Lo ha detto il presidente dell'Aci, Franco Lucchesi, a margine della prima giornata della 61esima Conferenza del Traffico e della Circolazione a Riva del Garda, rispondendo alla richiesta dei giornalisti di commentare il forte calo che il titolo del Lingotto ha subito nelle scorse sedute e oggi in Borsa. Premettendo di nutrire stima per l'attuale management del Lingotto, Lucchesi ha osservato che "oggi è impensabile che un'azienda con quella capacità produttiva abbia come unico riferimento il mercato interno" e ha aggiunto che "per giudicare ci vuole tempo: farlo sulle emozioni della Borsa ci porterebbe a fare valutazioni errate". Per Lucchesi, tratta di processi lunghi, e "la cosa migliore che possiamo fare è portare solidarietà e attendere, perché non penso che (il management/ndr) abbia intenzione o voglia di distruggere un patrimonio che appartiene a tutta la collettività". Per il presidente dell'Aci un contributo positivo per la risoluzione della crisi può arrivare anche dal governo, da cui "non ci si aspettano finanziamenti, ma che crei le condizioni per cui un'azienda si possa sviluppare". Il gap infrastrutturale e di burocrazia "di cui oggi le aziende del nostro Paese soffrono è troppo elevato rispetto alla concorrenza - ha concluso - E risolvere questo è un compito del governo, non del sistema industriale. E' giunto il momento che anche il governo faccia la sua parte in modo molto deciso". -------------------- Infortuni sul lavoro: 71 indagati in Fiat Coinvolti nell'inchiesta per lesioni colpose ai danni dei lavoratori di Mirafiori anche tre ex a.d., Paolo Cantarella, Roberto Testore, Giancarlo Boschetti TORINO - Sono settantuno i dirigenti e gli ex dirigenti di Fiat Auto coinvolti in un’inchiesta per lesioni colpose aperta dalla procura di Torino su una serie di casi di malattie professionali sorti tra i lavoratori degli stabilimenti di Mirafiori. Tra essi figurano tre ex amministratori delegati, Paolo Cantarella, Roberto Testore, Giancarlo Boschetti. In questi gironi i pubblici ministeri Raffaele Guariniello, Gianfranco Colace e Nicoletta Quaglino hanno cominciato a inviare i rituali avvisi di chiusura indagine (un documento che manifesta l’intenzione della procura di chiedere il rinvio a giudizio). L’argomento sono le patologie da sforzo ripetuto, ovvero i disturbi a mani, spalle, braccia dovuti - secondo l’accusa - alle modalità con le quali sono stati organizzati i ritmi della produzione: le parti lese citate dai magistrati sono 188. A Palazzo di Giustizia sono in corso altri due filoni di indagine collegati a queste vicende. Nel primo, Boschetti e il suo successore, Herbert Demel, sono stati indagati per «omissione volontaria di cautele contro gli infortuni», un reato punito con il carcere fino a cinque anni che è stato ipotizzato perchè, secondo gli inquirenti, i vertici di Fiat Auto, pur essendo a conoscenza del problema, non avrebbero preso provvedimenti adeguati. Una tesi che è stata respinta con un lungo e articolato memoriale dagli avvocati del pool difensivo (Giovanni Anfora, Luigi Chiappero, Anna Chiusano). Il secondo filone riguarda altri casi di problemi fisici lamentati dai dipendenti. Nata dopo alcune segnalazioni inoltrate dai medici curanti dei lavoratori, l’inchiesta è stata scandita da più di duecento sopralluoghi dell’Asl, interrogatori e consulenze tecniche. La Fiom-Cgil, a sua volta, aveva presentato una denuncia per affermare che dopo un accordo tra Fiat e altre organizzazioni sindacali, siglato il 18 marzo 2003, i ritmi della lavorazione erano aumentati. I difensori, comunque, ribattono che il procedimento riguarda vicende cominciate addirittura nel 1969, e che la media statistica è troppo bassa per mettere in dubbio la regolarità dell’organizzazione del lavoro. 18/4/2005 http://www.lagazzettadelmezzogiorno....IDCategoria=10 ------------------ |
FIAT. Libero, 1. Vittorio Ravà: C’è un piccolo segreto nel giorno nero della Fiat. Titolo a picco dopo una riunione di famiglia.
http://www.lamescolanza.com/Giornali...LI=1942005.htm |
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Sono iscritto a libero però per me adesso è impossibile entrare in Libero http://www.libero-news.it/ "stò lavorando con un PC preistorico che mi causa troppi problemi" :( Qualcuno e registrato al sito per leggere quanto scritto sopra!?!?!?!?! :confused: |
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Io no.... ...ma questa notizia a mio parere basta ed avanza per capire il gioco sporco che stanno facendo le banche ed a ruota i gestori dei fondi sul titolo...che soffre per questo nn certo per le quote di mercato e cavolate varie.... BANCA INTESA Impatto del convertendo sul bilancio B. Intesa ha emesso un comunicato nel quale ha fatto chiarezza sulla situazione del “convertendo Fiat”. Intesa ha sottoscritto una quota di pertinenza di 650 mln eu. Al 1° gennaio 2005 il valore di carico sulla base del mark to market di cui si era tenuto conto nel bilancio 2004 nell'ambito della copertura generica dei crediti, era pari a circa 380 milioni, in corrispondenza di un prezzo dell'azione Fiat pari a 5,9 eu. Il rischio del convertendo è stato poi coperto tramite strumenti derivati. Con tale copertura l'impatto negativo sul conto economico di B. Intesa sarebbe limitato a circa 20 milioni di euro da inizio anno ad oggi, rispetto a una svalutazione che sarebbe altrimenti stata di circa 60 milioni di euro, considerando un valore ad oggi del convertendo pari a circa 320 milioni di euro, sulla base di un prezzo dell'azione FIAT di 4,795 euro. WS_FATEFL'impatto per i conti di B. Intesa è dunque abbastanza contenuto, contrariamente a quanto il mercato temeva. Se anche le altre banche convolte avessero adottato una procedura analoga, ciò farebbe pensare che l'ipotesi di una conversione totale o parziale, avallata ieri da Marchionne, non sia così teorica. Confermiamo per B. Intesa il giudizio INTERESSANTE, target 4,15 eu. Il titolo ha staccato ieri un dividendo di 0,105 eu per azione. www.websim.it Ciao ZioRufus |
No e' niente bloccato semplicemente non e' confermato per loro cioe' la FIOM..loro considerano i non confermati come bloccati....ridicolo...ma nei tempi in qui viviamo....tutto e' possibile...comunque i 6 nuovi modelli/progetti(cioe' sono esclusi restyling e rinnovamenti o versioni derivate con la stessa sigla progettuale) che verrano lanciati tra maggio e ottobre 2006 sono...
1.Fiat 194(Croma) 5/2005 2.Alfa 939(159,159 Sportwagon) 6/2005,1/2006 3.Fiat 199(Punto 3p/5p) 9/2005 4.Alfa 946(Brera,Spider) 11/2005,4/2006 5.Fiat SUV(2/2006) 6.Fiat 198(10/2006) gli altri 14 sono rifferiti al periodo fino al 2008 e sono... 1.Alfa 940(149 3/5p) fine 2006 2.Alfa 921(Kamal) meta' 2007 3.Alfa 922(8c Competizione) fine 2006/primi 2007 4.Alfa 941(169) fine 2007 5.Alfa 947 fine 2008(erede Alfa GT) 6.Lancia Delta 2007 7.Lancia Thema 2008 8.Lancia Phedra 2008 9.Fiat D200(4p/SW) 2006(progetto Fiat International finanziato e sviluppato da Fiat Automoveis) 10.Fiat NewMonovolume(derivata dalla 198 con estetica a parte e passo allungato) 2007 11.Fiat 3+1 2007 12.Fiat Micro 2008 13.Fiat Ulysse 2008 14.Fiat CC(derivata dalla 198 con estetica a parte) 2007 da questi sono esclusi tutti i modelli della Fiat LCV che saranno rinnovati nello stesso periodo con le nuova Ducato,nuova Scudo, nuova doblo(minicargo in jv con PSA) tutte in JV con PSA.Come sono escluse alcune versioni derivate tipo 198 SW |
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Credo che tra le righe di quella notizia(Libero) vi sia qualcosa :mmmm: :confused: --------- In più: FINANZA & MERCATI Tempesta Fiat: "Banche, non vi pago". :mmmm: |
Fiat, prove tecniche di rimbalzo
I titoli del Lingotto recuperano terreno. Di scarso impatto i dati Acea sulle immatricolazioni I titoli Fiat tentano il recupero in Piazza Affari, ma continuano a rimanere sotto il prezzo al quale erano state offerte nuove azioni nel corso dell'ultimo aumento di capitale, ovvero di 5 euro. Alle 10 i titoli del Lingotto navigano infatti a 4,88 euro, in progresso dell'1,88 per cento. Di scarso impatto i dati diffusi stamane da Acea che ha fornito i dati sulle immatricolazioni di tutto il gruppo torinese a marzo nell'Europa a 23 Paesi, scese del 20% rispetto a un anno prima a 105.443 unità e del 18,6% nel primo trimestre a 279.132. Dati che non aggiungono molto rispetto a quelli già diffusi la scorsa settimana sempre relativi al mese di marzo che ha visto le vendite nei Paesi Ue 15+Efta scendere del 16,7% a 101.843 unità. D'altra parte gli analisti osservano che occorrerà attendere la seconda metà del 2005 per comprendere l'effettivo andamento delle immatricolazioni Fiat, visto che nei prossimi mesi è in calendario il lancio di nuovi modelli.A sostenere le quotazioni di Fiat, questa mattina, oltre a una serie di acquisti tecnici continua a essere il chiarimento espresso ieri dall'amministratore delegato Sergio Marchionne sullo slittamento dell'assemblea, dal 10 maggio a metà giugno. L'assise dei soci, ha dichiarato ieri il manager, è stata rinviata per rivedere la governance del gruppo. 19 aprile 2005 http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=index&chId=30 --------------------------- Comunque le Auto in questo momento centrano ben poco sulle quotazioni del Titolo che si ritrova in un Ciclone ribassista messo in atto dalle Banche,anche se uscisse ora la notizia di un nuovo socio/partner immediatamente dopo una sfuriatina la butterebbero giù di brutto di nuovo(come hanno sempre fatto guadagnando sempre LORO...in Risalite e discese del Titolo))...settembre è ancor lontano. |
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............vuole esserti amica! :eek: azzzzzzz che amici, meglio perderli che trovarli. :yes: |
F.I.A.T.....impegnatissssssssimi al rilancio dell'azienda
:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:
Altro? poco: non c’è catering, perché non è up, non c’è catalogo (forse non è up nemmeno quello), non c’è da sedersi, non c’è altro da fare che andarsene - grazie alla prossima - anche perché c’è Montezemolo che dall’altra parte della città inaugura il suo personal Salone del Mobile, il giorno prima del vero Salone del Mobile, ma lui è Montezemolo e caz.zo gliene frega. Il posto, pardon, la location è il bell’ex palazzo delle Poste sul fianco destro dell’unico monumento al mondo in stile assiro-babilonese-fascista: la Stazione Centrale. Fuori un delirio da concerto dei Duran Duran, mille e più persone, giapponesi che si tirano macchine fotografiche, auto blu, controsalonisti incazzati con i fischietti, guardie del corpo, umanità varia e tutta invitata, tutta con il biglietto alla mano, un pubblico da stadio tutto in una mailing-list. Dentro Cappellini, Poltrona Frau, le sedie Thonet e qualcos’altro ma c’è troppa gente e si vede poco. Però qualcuno potrebbe dire a Montezemolo che Cappellini noi lo ricordavamo davvero meglio, che Sua immensità Luca, laureato ad honorem giusto l’altro ieri al Politecnico, avrà anche risanato i conti ma che Poltrona Frau non dovrebbe abbassar la guardia? E soprattutto qualcuno dovrebbe dire a quella faccetta da caramella Mou (Alpenliebe per capirci) del figlio di Montezemolo che, va bene tutto, ma il pantalone gessato era davvero troppo corto e che Adriana Volpe, in sua compagnia, è davvero molto fica? Qualcun altro forse è inutile che dica qualcosa a Lapo Elkann, perché è talmente lontano dall’”eleganza” ma noi siamo persone di cuore quindi ricominciamo, punto a capo, lettera maiuscola. Prima di passare a Lapo però vorremmo segnalare tal Peppino Strippoli, ristorante pugliese in via Tadino, (la via di Giorgio Marconi, per intenderci, quel Giorgio Marconi che ha inaugurato la sua nuova mostra nella sua nuova Fondazione un giorno prima di Montezemolo, quindi due giorni prima del Salone, perché lui è davvero up da paura), comunque nel suddetto ristorante la cucina è pugliese vera, le orecchiette pure, sono aperti fino a tardi e c’è un motivo: ti lasciano il tempo di perderti tra le pareti completamente (ripeto: completamente) ricoperte di fotografie di vip con suddetto Peppino Strippoli e signora, poi è tutto un vortice di Tina Turner, Pooh, Pippo Baudo, Venier, Gigi D’Alessio, Toto Cutugno, pensa a un vip? dai pensa a un vip? chessò? Mietta? C’è! Dj Francesco? C’è! Questa questa è impossibile: Irene Fargo? C’è! Comunque questo pezzo dovrebbe essere sul Salone e quindi torniamo a bomba su Lapo. Dicevamo: qualcuno dovrebbe dire a Lapo che il suo gessato ha il pantalone persino più corto di quello di Mou Montezemolo Junior e che 'sta felpaccia sotto la giacchetta del sarto del nonno proprio non gli sta e gli fa lo sgonfietto dalle parti? Tutto questo per raccontarvi che: nuovo giorno uguale a nuovo appuntamento del Salone del Mobile questa volta in Triennale. Dunque, se per i Montezemolo padre e figlio il pubblico era da Duran Duran qui il pubblico è da Pink Floyd: strade bloccate, polizia bloccata, centinaia di cuoricini rossi con scritta FIAT lampeggiano nell’austerità de LA TRIENNALE per l’apertura del parco (dopo 30 anni) e per l’apertura del bar FIAT (dentro il parco). Tutto un saluto, un sorriso, un jet set, un ficame, una passerella, telecamere, fotografi, maxi schermi, fiumi d?alcol e di gelati, quelli più inseriti hanno pure le scarpette FIAT. Pare l’Estasi di San Davide la faccia e la posa di Davide Rampello, sua maestà il presidente della triennalestica istituzione, mentre ammira il fiume di gente che discende lo scalone, bravo Rampello, bella mossa! Oltre a questo, disseminate nel parco sono state inaugurate 7 sculture di sette design “soliti noti” non li citiamo, consideratelo un quiz facile tipo: 1)Ettore S? 2)Alessandro M? Agli altri ci potete arrivare da soli? una punta di Novembre, un po’ di Giappone e il gioco è fatto! Poi in Triennale c’è la mostra di Gaetano Pesce, poi quella di Mendini, poi la rava, poi la fava, peccato che la fontana di De Chirico sia ancora lì secca come una gola secca ma un politicante promette prossima la ”riacquazione”? Sperem nel frattempo l’apertura del parco ridona a Milano un gran posto e magari qualcuno potrebbe dire a Rampello di impegnarsi per la riapertura dell’Esposizione Triennale, perché lui ce la può fare, e noi siamo con lui, e poi sennò che si chiama Triennale a fare? Andarsene è quasi impossibile, non tanto per la meraviglia dell’evento quantovperché fisicamente non ci si riesce a muoversi, ed è tutto un po’ così questo Salone del Mobile, gente che va, gente che viene, tutti riconoscibili nei gadget, nelle montature e nelle calzature, tutti un po’ japan e un po’ fusion, tutti in gironzola per una città zeppa di poltrone e lampade, di tavoli e armadi, molti gli invitati, moltissimi i presenti. Salone o non Salone non c’era così tanta gente in città dall’assalto ai forni, se si escludono i Saloni degli anni passati. http://213.215.144.81/public_html/ar...dex_17599.html Dagospia 18 Aprile 2005 ------------------------- Ecco qui i Condonttieri F.I.A.T.....impegnatissimi al rilancio dell'Azienda. :clap: :clap: :clap: |
Oggi trimestrale di GM.......cesseranno le voci di Chapter 11?
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FIAT: MONTEZEMOLO, CONVERTENDO A SETTEMBRE
(AGI) - Perugia, 19 apr. - "L'accordo per il convertendo che sara' attuato a settembre e' confermato in pieno". Lo ha detto il presidente di Fiat e di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, giunto all'Universita' per stranieri di Perugia che stamane inaugura il 79/mo dalla fondazione dell'Ateneo. Parlando della Fiat, Montezemolo ha aggiunto: "C'e' un buon andamento in tutti i settori di tutte le societa', nessuna esclusa. Per quanto riguarda l'auto il mese prossimo andra' sul mercato la Croma, a cavallo dell'estate due modelli dell'Alfa Romeo, ed a settembre verra' presentata la nuova Punto. Quindi - ha aggiunto - c'e' un grande attivismo sui prodotti". Conferma quindi del convertendo e del buon andamento di tutte le altre societa' nonostante la crisi dell'auto complessiva. Secondo Montezemolo "la Fiat sta facedo un grosso lavoro di selezione e di pulizia dei vari mercati, anche in funzione di non immettere sul mercato vetture a chilometri zero". Il presidente di Confindustria e' stato ricevuto dal rettore dell'Universita' per stranieri, Stefania Giannini. (AGI) 19/04/2005 - 12:18 --------------------- FIAT/ MONTEZEMOLO: ACCORDO SU CONVERTENDO TUTTO CONFERMATO -2- 19/04/2005 Assemblea si terrà nella seconda metà di giugno Perugia, 19 apr. (Apcom) - "C'è, da parte di chi lavora a tutti i livelli - assicura Montezemolo - un impegno straordinario ed è molto importante che si ribadisca l'obiettivo di break even operativo". Montezemolo sottolinea poi che c'è "un buon andamento di tutti i settori e di tutte le società, nessuno escluso". Quanto all'auto, il numero uno della Fiat ricorda che "il mese prossimo andrà sul mercato la Croma, a cavallo dell'estate due modelli dell'Alfa Romeo e a settembre verrà presentata la Punto. Quindi - spiega - c'è un grande attivismo sui prodotti". Ribadendo poi "la conferma assoluta del convertendo" il presidente della Fiat afferma che "per l'auto c'è un problema generale di mercato per le aziende automobilistiche. Detto questo - aggiunge - la Fiat sta facendo un grande lavoro". Quanto alle vicende di governance della Fiat, Montezemolo spiega: "Non devo aggiungere una parola a quello che ha dichiarato ieri Marchionne anche in funzione di una governance che aumenta il numero dei consiglieri indipendenti, probabilmente tre o quattro, e anche la rappresentanza degli azionisti di minoranza". Infine, il numero uno del Lingotto, assicura che "l'assemblea ci sarà nella seconda metà di giugno". ----------------- FIAT: MONTEZEMOLO, RAPPORTO ECCELLENTE CON BANCHE Ma va affanc.ulo bannato (AGI) - Perugia, 19 apr. - E' stata la Fiat la domanda ricorrente dei giornalisti fatta al presidente della Confindustria e della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo. Appena sceso dall'auto ed enrato nel Palazzo Gallenga, sede della prestigiosa universita', Montezemolo e' stato "bersagliato" dalle domande sul futuro della Fiat e sul rapporto con le banche. "Il rapporto e' eccellente con le banche - ha detto - e non devo aggiungere altro a quanto detto ieri da Sergio Marchionne, anche in funzione di una governance che aumenti il numero dei consiglieri dipendenti, 3 o 4, ed anche la rappresentanza degli azionisti di minoranza. L'assemblea - ha concluso Montezemolo - ci sara' nella seconda mera' di giugno... pero' adesso andro' a parlare di universita' agli studenti". 19/04/2005 - 12:38 |
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siamo in mano a ................. |
MONTEZEMOLO: GRANDE ATTIVISMO SUI PRODOTTI...
Il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo, intervenuto oggi alla inaugurazione dell' anno accademico dell' Università per stranieri di Perugia, rispondendo ai giornalisti ha detto che nel gruppo torinese in questo momento "c' è un grande attivismo sui prodotti". Montezemolo ha ricordato per quanto riguarda l' auto che il mese prossimo andrà sul mercato la Croma, "a cavallo dell' estate due modelli di alfa Romeo ed a settembre verrà presentata la Punto. Quindi - ha sottolineato - c' è un grande attivismo sui prodotti". "Vanno bene tutte le atre società e credo che per quanto riguarda l' auto - ha proseguito il presidente della Fiat - c' è un problema generale che riguarda anche le altre grandi aziende. La Fiat - ha concluso Montezemolo - sta facendo un grosso lavoro di selezione e pulizia dei vari mercati anche in funzione di non immettervi vetture a chilometri zero".(19 aprile 2005) ------------- MONTEZEMOLO: GRANDE ATTIVISMO SUI PRODOTTI... Ma va affanc.ulo ....con magliette e caffè????? bannato :specchio: |
Auto: Ue, totale mercato -4,7% a marzo
19/04/2005 12.13.00 (ANSA) -ROMA, 19 APR - Mercato automobilistico nell'Ue in deciso calo a marzo, in base ai dati aggiornati dall'Acea che ha inserito anche i nuovi Paesi entranti. Il mese scorso le immatricolazioni nei 23 Paesi considerati sono state pari a 1.709.616 unita', il 4,7% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per quanto riguarda il gruppo Fiat le immatricolazioni sono state pari a 105.443 unita' (-20%), mentre la quota di mercato e' passata dal 7,4% del marzo 2004 al 6,2% del marzo 2005. PA ------------------ SMOG:100MILA MOTORINI ECOLOGICI CON INCENTIVI MINISTERO/ANSA (ANSA) - ROMA, 18 APR - Su due ruote senza inquinare: saranno 100 mila i motorini ecologici in arrivo sulle strade delle citta' italiane a partire da maggio grazie al via libera da parte del Ministero dell'Ambiente alla nuova operazione di eco-incentivi. Un accordo in tal senso e' stato firmato tra il ministero e l'associazione nazionale ciclo e motociclo Ancma. Secondo l'intesa, l'Ambiente stanzia 25 milioni di euro che porteranno ad un incentivo di 250 euro per l'acquisto di ciascun ciclomotore (50cc) omologato 'euro 2' senza alcun obbligo di rottamazione. Obiettivo: abbattimento delle emissioni a cominciare dai piccoli grandi inquinatori. Questa infatti e' solo la prima delle misure previste dal pacchetto messo a punto dal ministero dell'Ambiente per una mobilita' a basse emissioni che prevede interventi per 110 milioni di euro. ''I motorini - ha detto il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli - sono diventati ormai un'alternativa all'auto in molti centri urbani ed e' giusto quindi incentivare quelli a piu' basse emissioni. In questo modo si va nella direzione di migliorare la qualita' dell'aria nelle aree urbane e si aiuta l' industria a indirizzarsi verso produzioni maggiormente compatibili con l'ambiente''. Questi nuovi incentivi si aggiungono a quelli della campagna precedente che ha portato sulla strada, ha ricordato Matteoli, 280.000 motorini ecologici. Adesso oltre il 70% dei cinquantini oggi circolanti, ha reso noto il ministero, risulta senza standard di qualita' (Euro 0). E su un parco di quasi 6 milioni significa che sulle strade attualmente circolano circa 4,2 milioni di motorini inquinanti. Per quanto riguarda invece i ciclomotori 'Euro 2' rappresentano meno del 10% del parco circolante mentre in totale i motorini euro 1 e euro 2 su strada sono solo il 25% del totale. ''L'obiettivo - ha aggiunto Matteoli - e' mettere in circolazione mezzi a basso inquinamento che permetta ai cittadini di muoversi senza lo spauracchio dei blocchi e delle limitazioni del traffico privato''. Da qui l'impegno anche sul parco auto e sui bus ecologici. In particolare, nei 110 milioni di euro messi a disposizione del ministero dell'Ambiente (100 milioni dalla legge delega), oltre al ricambio del parco motorini, sono previsti stanziamenti per programmi di promozione per la trasformazione delle vecchie auto a Gpl o metano, per il proseguimento dell'accordo con Fiat e Unione Petrolifera per incentivare il trasporto a metano nei grandi centri urbani e per il car-sharing. Inoltre, e' in discussione al Parlamento, per l'approvazione, il decreto che prevede 140 milioni di euro per interventi abbatti emissioni. Secondo un programma di misure studiato dal ministero dell' Ambiente nell'ambito dell'attuazione degli impegni per il Protocollo di Kyoto, poi, si prevede l'eliminazione progressiva entro il 2009 delle auto circolanti immatricolate prima del '96 che hanno emissioni superiori a 160 grammi di anidride carbonica (il principale dei gas serra) per chilometro percorso. Tale misura porterebbe una riduzione di 9 milioni di tonnellate di Co2. La miscelazione del gasolio commerciale con il biodiesel fino al 5,75%, invece, produrrebbe un taglio di Co2 fino a 3,7 milioni di tonnellate. La riorganizzazione poi del traffico urbano con l'attuazione completa dei piani urbani della mobilita', l'estensione dei parcheggi scambiatori e l' ottimizzazione dei sistemi treno-bus per il trasporto urbano e interurbano consentirebbe una riduzione di Co2 per 2,7 milioni di tonnellate. (ANSA). GU 18/04/2005 17:12 -------------------- Notizia vecchia ma buona per Immsi Piaggio |
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vero. anche la gang però, non scherza mica . :D |
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Ciao Steel Horse. La settimana scorsa mi chiedevo come mai gli Agnelli e le banche sui 5,25 si erano messi a darsi di fioretto.:mmmm: Mi sembra che fino a settembre hanno il benestare a lavorarci ai fianchi e anche nel ............ cmq le mie non le avranno. stacco la spina e li lascio fare, quando avranno raggiunto i loro ........hanno tutto l'interesse a ritirarle su di nuovo, a meno che non considerino già persi tutti i soldi che ci hanno messo dentro. Va bene che andando allo scoperto e caricandosi di opzioni ci pensano loro a far quadrare i loro conti ma.................:angry: KO! |
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Comunque Fanno schifo sia da una parte che dall'altra....con la protezione e benedizione totale della consob ....A volte per come ne ho i cogli.oni rotti da stò sistema di merd.a vorrei che fallisse tutto a costo di rimetterci i miei soldi. Un concentrato di ladri che si manifestano puntualmente" purtroppo" sempre sù stò titolo ...mi sembra l'armata brancaleone all'assalto. |
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prezzo del petrolio sceso ultimamente del 10/15% a livello mondiale. nel nostro paese benzina e gasolio ai max. io ho il volta stomaco ...........e non ti dico altro. |
Gm e Intel alla prova dei conti
MILANO – General Motors e Intel alla prova dei conti. Le trimestrali dei due colossi americani, attesissime per misurare il polso del settore automobilistico da una parte e quello tecnologico dall’altra, verranno rese note oggi a Borse chiuse. Per quanto riguarda General Motors le previsioni degli analisti stimano una perdita piuttosto pesante, la peggiore degli ultimi dieci anni relativi a un solo trimestre. Le premesse, infatti, non sono le migliori. Da metà marzo, da quanto cioè GM ha rivisto al ribasso le stime sui primi tre mesi dell'esercizio e sull'intero 2005, le azioni del primo produttore al mondo di auto hanno progressivamente perso quota a Wall Street fino a deprezzarsi del 25%, attestandosi ai minimi degli ultimi 13 anni, e subire l'onta del sorpasso, in termini di capitalizzazione di Borsa, dal mito delle due ruote, la Harley-Davidson. Sulla scia del profit warning, le agenzie di rating Standard & Poor's, Moody's e Fitch si sono mosse nella stessa direzione e hanno progressivamente tagliato il giudizio di merito sul debito fino a un gradino sopra l'investment grade, a un passo dallo status di 'junk' per i bond emessi, cioè di titoli spazzatura. Quanto ai dati trimestrali, le previsioni sono unanimi sulla perdita, ma divergono sull'entità che varia dai 500 ai 750 milioni di dollari, al netto comunque di oneri straordinari per diverse centinaia di milioni a causa della ristrutturazione delle attività in Europa e per la chiusura di una catena di montaggio in Michigan. Un quadro critico, tanto da far temere il rinvio del versamento nelle casse della Fiat della tranche da 550 milioni di euro, nell'ambito della risoluzione dei rapporti tra i due gruppi siglata il 13 febbraio. I colloqui con GM sul perfezionamento dell'accordo sull'opzione put e delle alleanze industriali, ha affermato in una nota l'ad del Lingotto Sergio Marchionne, "procedono come previsto. La conclusione, con il pagamento dei 550 milioni di euro rimanenti, è attesa entro il 13 maggio prossimo". Dal quartier generale della società americana hanno poi confermato che i tempi per gli adempimenti, già stati definiti, saranno rispettati, aspettando "ancora qualche settimana". Comunque, il mercato, che ieri ha premiato il titolo (+1,8% a 26,06 dollari) attende indicazioni sulle misure drastiche che il management guidato da Richard Wagoner dovrà seguire per risanare i conti, migliorare la gestione e recuperare quelle quote di mercato nel Nord America sottoposte a continua erosione per la concorrenza delle altre major, Toyota in testa. Di tutt’altro tono sarà invece la trimestrale di Intel, stando alle previsioni di Thomson Financial. Il numero uno al mondo dei chip, dovrebbe infatti riportare utili in crescita a 1,94 miliardi, pari a un utile per azione di 31 centesimi, mentre i ricavi dovrebbero attestarsi a 9,31 miliardi (+15%), un risultato record. Alla base di tanto ottimismo ci sarebbe la considerazione che l’ex a.d, del gruppo Craig Barret, che ha abbandonato il timone della società Usa il 18 maggio, abbia lasciato una situazione migliore di quanto previsto. in particolare, gli sforzi fatti da Barret per spingere la produzione ai massimi di sempre avrebbe fatto bene ai conti del gruppo. “Ogni analista di questo pianeta avrebbe sconsigliato di investire nell’aumento di produzione in un periodo di stallo delle vendite – ha dichiarato Barret, che oggi è sostituito da Paul Otellini – ora, nessuno ha criticato la mia scelta”. 19/04/2005 - 13:32 http://www.espressonline.it/eol/free...dex.jsp?m1s=hp ----------------------------- Martedì 19 Aprile 2005 Fiat: Montezemolo, Non Necessaria Liquidita' a Breve (ASCA) - Perugia, 19 apr - ''Non c'e' assoluta necessita' di liquidita' a breve''. Lo ha sottolineato il presidente della Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) , Luca Cordero di Montezemolo, conversando con i giornalisti a margine dell'inaugurazione dell'Anno accademico dell'universita' per gli stranieri di Perugia. Riferendosi al settore auto Montezemolo ha sottolineato che ''in Europa il mercato e' difficile per tutti'', precisando pero' che ''Iveco e' leader in Cina e in tanti altri paesi nei settori agricoli con macchine movimento terra, mentre buone notizie vengono da fuori Europa con la Fiat che e' fortemente leader in Brasile e Sud America. In Turchia, poi, e' stato fatto un importante accordo con Peugeout per i veicoli commerciali, mentre nelle prossime settimane ci saranno notizie importanti per lo sviluppo della presenza in India'' :mmmm: . Montezemolo ha poi precisato che da parte di Fiat ''c'e' un grande impegno e una grande concentrazione''. |
Auto/ Wall Street attende Gm oggi e Ford domani, ma il futuro è in Cina
Martedí 19.04.2005 Mentre i dati Acea sulle immatricolazioni di autovetture nell'Europa a 23 Paesi a marzo (-20% su base annua) tengono i riflettori puntati sul settore auto europeo, si preannuncia un'altra seduta delicata per i titoli delle quattro ruote anche in America. Oggi pomeriggio a Wall Street sarà di scena la trimestrale del numero uno mondiale del settore, General Motors, mentre domani sarà il turno di Ford. L'ex alleato di Fiat dai primi di aprile a oggi ha visto crollare le quotazioni dai 30,5 dollari agli attuali 26,19 dollari per titolo (-14% abbondante in sole 8 sedute). Il calo dipende dai rinnovati timori che il rallentamento della crescita economica Usa, complice anche gli alti prezzi dei prodotti petroliferi, possa incidere pesantemente sulle vendite del gruppo, finendo col pesare sui conti già indeboliti dallo sforzo economico sostenuto per la ristrutturazione delle attività europee e dai problemi legati ai contributi pensionistici. Ma se il presente di Gm e più in generale di gran parte dell'industria mondiale dell'automobile si gioca negli Stati Uniti e in Europa, il futuro sembra essere sempre più con gli occhi a mandorla: complice l'impetuosa crescita di questi ultimi anni, la nuova "terra dell'oro" si chiama Asia. Secondo un recente studio dell'associazione italiana costruttori di macchine utensili, robot e automazione (Ucimu), se tra il 1998 e il 2004 l'Asia ha visto crescere da 15,3 milioni a 21,9 milioni il numero di veicoli prodotti, nel 2010 raggiungerà quota 26,5 milioni di unità prodotte. Tra il 2005 e il 2010 la Cina incrementerà invece del 51% la propria produzione di autoveicoli, battuta solo dall'India (+74%) e dai paesi dell'Asean (Filippine, Indonesia, Malesia e Thailandia, accreditati di un +77%). In calo la produzione giapponese (-6,4%, anche per via degli investimenti all'estero effettuati dai produttori nipponici), mentre quella coreana dovrebbe crescere del 12%. Così non stupisce che General Motors abbia voluto anticipare di aver venduto in Cina, nel corso del primo trimestre, 132.401 veicoli, elevando la propria quota di mercato al 10,4% dal 9,3% del quarto trimestre 2004. Gm crede a tal punto nel futuro di Pechino da voler investire, insieme ai suoi partner locali, oltre 3 miliardi di dollari per raddoppiare l'attuale capacità produttiva, portandola a 1,3 milioni di vetture entro la fine del 2007. Non sta con le mani in mano neppure Ford (che rilascerà la trimestrale domani), annunciando che insieme al proprio partner industriale cinese prevede di costruire un nuovo impianto per la produzione di motori nell'Est della Cina. L'investimento in questo caso è stimato attorno al miliardo di dollari. Del resto visto i precedenti del settore tessile e i rumors di progetti per produrre una vettura popolare da 2000 euro in India ed una citycar da 4000 euro in Cina ai produttori occidentali riuscire a tenere un piede in Asia sembra sempre più essere non tanto una scommessa per il futuro, quanto una polizza assicurativa per il presente. di Luca Spoldi http://canali.libero.it/affaritalian...mfordcina.html |
La Fiat nella giungla competitiva
Non è vero che il Lingotto non avrebbe nulla da offrire in una eventuale alleanza, ma questa sarà possibile solo se si risolverà la difficile situazione finanziaria, per esempio con un intervento pubblico temporaneo Giovanni Avonto Malgrado l'annuncio del divorzio consensuale fra Fiat Auto e General Motors, con il recupero della piena libertà d'azione da parte del gruppo torinese, gran parte della nostra opinione pubblica ha difficoltà a formulare giudizi e valutazioni sul futuro di Fiat Auto, per la complessità della situazione: ci si rende conto che, dalle gravi perdite finanziarie già emerse nella primavera del 2002, la crisi si è trascinata fino ad oggi, ma che l'intrico e le insidie nella giungla della competizione internazionale non sembrano offrirle molte vie di uscita. Una domanda può essere esemplificativa di questo disorientamento, mentre i tempi stringono per trovare sbocchi a soluzioni: come mai l'alleanza costruita nel 2000 con "Re Leone", per essere in grado di affrontare la giungla della globalizzazione, non ha dato i frutti sperati ed è fallita su un' "opzione put" che ha rischiato di scivolare verso le carte bollate? Coloro che hanno qualche velleità di pronunciarsi si dividono per lo più fra i vecchi torinesi ottimisti (questa è l'ultima crisi, e la Fiat riuscirà in qualche modo a salvarsi come in passato) ed i cosiddetti pessimisti illuminati (salvare solo il salvabile, ossia le produzioni eccellenti o di lusso coma Alfa, Ferrari, Maserati e poco altro come polo automobilistico italiano). Cerchiamo di chiarire il panorama con qualche approfondimento su quanto avvenuto, per poter poi guardare in avanti. 1 - Da una parte la casa del Lingotto non ha più lo stesso "perimetro societario" di 5 anni fa, perché è diventata più leggera a seguito delle cessioni obbligate, in particolare il 51% della Fidis finanziaria del Gruppo, e l'aumento di capitale del 2003, operazioni queste che erano contestate dalla casa di Detroit. Questo cambio di orbita Fiat è avvenuto negli anni del 2000, ponendo fine a una serie di avventure del gruppo torinese, quando ancora era presieduto dall'Avvocato, che riguardavano l'acquisto a prezzo strapagato di Case New Holland, leader mondiale nel settore macchine per movimento terra, le grandi risorse impegnate nella scalata a Montedison per costruire Italenergia che doveva diventare punto di riferimento nel mercato energetico, e ancora gli investimenti fatti in Argentina. Il tutto è crollato nel 2002 quando il gruppo, a fronte delle gravi perdite finanziarie nel settore auto, ha dovuto dichiarare lo stato di crisi. E allora è incominciata l'avventura a ritroso delle dismissioni, fino ad arrivare alla vendita dei cosiddetti "gioielli di famiglia" (come l'immobiliare Ipi, Toro Assicurazioni, la già ricordata finanziaria Fidis ceduta alle banche creditrici mantenendo però il diritto a riacquistarla entro il 31 gennaio 2006, e ancora il settore Avio, Fiat Engineering, e le quote di partecipazione in Montedison e nei supermercati). Gli analisti hanno calcolato che queste operazioni, che tendevano a focalizzare l'attività della Fiat sul settore "automotive", abbiano restituito liquidità in cassa per circa 7 miliardi di euro, impiegati per l'abbattimento del debito del Gruppo. Questa è una parte della storia che riguarda la ritirata strategica sul settore auto, ma che non ha arrestato la crisi di Fiat Auto rispetto al mercato ed ai problemi finanziari già aperti. Si è così reso evidente che negli anni in cui si largheggiava nella diversificazione degli investimenti, si risparmiava invece dove era necessario spendere, ossia sui modelli nuovi per restare sul mercato, nazionale ed europeo, in modo competitivo.Gli errori manageriali si sono manifestati in modo clamoroso: il conflitto sul no all' "autocentrismo" della Fiat aveva non solo creato vittime (come Ghidella), ma aveva favorito fughe di idee e progettualità verso la concorrenza; e col crollo della politica dei vincitori (come Cantarella) si è determinata una turbinosa caduta a domino nei vertici del gruppo, che ha destabilizzato per due anni uomini e programmi dell'azienda. 2 - Guardiamo ora ai rapporti con General Motors. Nel marzo 2000 Gm aveva firmato un accordo con Fiat che le assicurava un buon alleato in Europa, in quanto nella fascia medio-bassa i prodotti Fiat-Lancia avrebbero potuto contrastare la concorrenza francese e tedesca, evitando costi di progettazione a proprio carico e mettendo in atto sinergie con Fiat per i propri marchi europei (Opel e Saab) sia per la meccanica che per le motorizzazioni. Il successo di questa joint venture avrebbe poi potuto portare Gm a rilevare al cento per cento la proprietà dell'alleato (la cosiddetta "opzione put"). L'accordo con il Lingotto aveva dato vita a una comune iniziativa industriale chiamata Gm-Fiat Powertrain; ma i vantaggi sperati sono rimasti al di sotto delle aspettative, perché nel vecchio continente la stasi del mercato e la necessità di rinnovo della gamma di modelli hanno trascinato nella crisi non solo Fiat Auto, ma anche le controllate europee di Gm (Opel, Saab e Wauxall). Queste con i loro stabilimenti in Germania, Belgio, Spagna, Portogallo, Svezia e Gran Bretagna, assommano 40 mila dipendenti, e le ristrutturazioni per il loro rilancio comporterebbero il taglio di 12 mila posti. La crisi del Lingotto e la sua ricapitalizzazione nel 2003 hanno visto Gm ritirarsi dalla partecipazione alle vicende finanziarie italiane, non solo per i problemi delle consociate europee, ma anche per l'affacciarsi della crisi al proprio interno, in particolare la crescita dei costi e della concorrenza sul mercato USA. Dopo un secolo di dominio sul mercato interno e mondiale da parte delle "tre sorelle" Gm, Ford e Chrysler, a partire dalla fine del secolo scorso esse hanno subito in casa un assalto spietato da parte dei produttori giapponesi e coreani. E nelle ultime settimane Gm, da prima azienda automobilistica a livello mondiale, è stata superata da Toyota. Negli anni 2000, dopo l'accordo con Fiat, Gm aveva cercato di difendersi acquisendo la coreana Daewoo, il cui salvataggio aveva però comportato l'accollo di un pesante debito: principalmente per questo motivo il colosso americano aveva declinato l'invito a partecipare alla ristrutturazione di Fiat Auto. Infatti Daewoo era diventata per Gm l'alternativa a Fiat, e il contenzioso era iniziato proprio di lì e dal successo del modello Matiz (che era stato progettato da Giugiaro per sostituire la Seicento, ma scartato da Fiat Auto e acquistato dai coreani). Era un cavallo vincente, con cui Fiat non intendeva collaborare perché fuori dagli accordi del 2000 con Gm (e si trattava della fornitura dei motori diesel costruiti a Torino dalla Powertrain per la Matiz). Siamo così arrivati al divorzio fra Fiat e Gm, quest'ultima anch'essa soffocata dai debiti, dalla crisi della progettazione statunitense e assediata dall'affidabilità e dai prezzi allettanti dei costruttori asiatici. In questo quadro per Gm era importante risparmiare al massimo sull'eventuale penale da pagare a Fiat, mentre per quest'ultima non era opportuno aprire una causa legale davanti a un tribunale statunitense, che sarebbe potuta durare anni e perciò logorante e costosa più per Fiat che per Gm. 3 - Il raggiunto accordo per una separazione consensuale tra Fiat Auto e Gm ha fatto esprimere dichiarazioni di grande soddisfazione al gruppo dirigente Fiat, per la finita "prigionia" accompagnata da un risarcimento di 1,55 miliardi di euro. Positivi commenti sono stati espressi da tutti, anche da chi cinque anni fa aveva coltivato la possibile vendita a Gm e ripete oggi che fu una scelta giusta. L'inventore del "put" (Paolo Fresco, allora presidente di Fiat) lo giustificò nel marzo 2000 come un paracadute per gli azionisti Fiat, per sapere di che morte morire in caso di malasorte. Al tempo del 2000 per l'Avvocato e per Fresco, che proveniva dal mondo americano, gli Stati Uniti rappresentavano ancora il centro del mondo per l'auto. Lo scioglimento delle due joint venture paritetiche (una per gli acquisti e l'altra per la produzione di motori e cambi) mette in risalto anche sulla stampa internazionale che Gm, che aveva già pagato 2,4 miliardi di dollari per la propria quota del 20% in Fiat Auto, deve ora ripagare il partner per uscire dal matrimonio. E ciò dopo che Gm aveva prima svalutato al 10% e poi azzerato la sua quota in Fiat Auto, mentre Fiat s.p.a. aveva ceduto a Merril Lynch le proprie azioni in Gm pari al 6%. Ma quest'euforia perché la maggiore industria italiana non è stata venduta ed è ritornata con le mani libere, deve subito fare i conti con il difficile rapporto col mercato (crollo delle vendite a gennaio), con la montagna di debiti (almeno 7 miliardi per far fronte agli impegni più impellenti) e con i costi che bruciano risorse a un ritmo insostenibile. Cosicché le risorse finanziarie recuperate negli ultimi tre anni per oltre 10 miliardi di euro (di cui 3 per aumento di capitale e il resto per dismissioni), a fine anno 2004 erano scesi a meno della metà, e il raggiungimento del pareggio nel bilancio del gruppo Fiat (annunciato dall'amministratore delegato Marchionne per il 2004), superati i mesi di tranquillità che può assicurare l'indennizzo Gm, corre il rischio di sprofondare nuovamente in rosso nel corso del 2005, perché Fiat Auto pesa ancora per il 40 per cento del fatturato Fiat. Dunque si imbocca un tunnel stretto nei prossimi mesi. Il gruppo dirigente Fiat respinge ora le joint venture e parla di articolate intese con partner sui singoli prodotti o segmenti di mercato. Del resto intese in questo senso sono rimaste in piedi anche con Gm per lo stabilimento polacco che produce motori diesel e per la comproprietà della tecnologia del motore Jtd diesel che non potrà essere prodotto fuori dall'Europa, e rispetto al quale, per la gran parte delle sue necessità in Europa, Gm si avvarrà della produzione dello stabilimento Fiat di Pratola Serra. Proseguirà infine lo sviluppo congiunto di piattaforme. Ma questa impostazione viene presentata quando a livello mondiale si sono concluse la gran parte di alleanze e acquisizioni, cioè come si dice a giochi fatti; è vero che all'orizzonte esistono ancora candidati, ma certamente non emergono aspiranti ad avventure di cooperazione con Fiat Auto, proprio perché conoscono il gravame di debiti che la sommerge. Del resto il fallimento in passato di tanti tentativi di alleanze fu anche provocato dall'ambizione del gruppo Fiat di avere in mano proprie le leve di comando. Oggi forse l'approccio può essere più cauto dopo l'esaurimento di gran parte dell'esperienza con Gm, dove la cooperazione è stata troppe volte stoppata dai conflitti e dai veti incrociati. E l'annuncio di voler proseguire accordi mirati su singoli prodotti vuol forse evitare l'impasse del passato, come successe nella vecchia partnership fra Fiat e Peugeot. La domanda più impegnativa è: sarà capace Fiat di dimostrare che è possibile arrestare e raddrizzare il declino industriale italiano? La risposta implica che Fiat e i suoi azionisti investano sul settore auto, considerandolo un obiettivo di rilancio per il futuro e una prospettiva per tanti lavoratori che finora respirano e soffrono solo l'atmosfera della crisi, come crisi del lavoro e della fiducia. Ma si tratta anche di recuperare un diverso rapporto col mercato, con più competitività e sbocchi in aree di mercato più grandi. Questo significa applicare un modello Renault, l'azienda francese che, data per spacciata, ha puntato da tempo sulla ricerca, l'innovazione e la qualità, realizzando un recupero sul mercato mondiale (oltre 2,4 milioni di auto vendute nel 2004 con un aumento del 4,2%) e risultati finanziari in crescita (utili per 3,56 miliardi di euro nel 2004). In questo circolo virtuoso dell'azienda come azionista di riferimento c'è lo Stato francese, che assicura un sostegno soprattutto agli investimenti in ricerca e innovazione. Ma prima di parlare di eventuale alleanza con i francesi, bisogna che per Fiat si realizzino analoghi sostegni, e non solo con gli ammortizzatori sociali. Si può riprendere l'idea, già avanzata in questo forum, di partecipazione pubblica temporanea (attraverso lo Stato o gli enti locali) che orienti e accompagni la fuoruscita da quello stretto tunnel. Ed in questo delicato passaggio il "prestito convertendo" delle banche se si trasforma in azioni Fiat Auto può fungere da traino per gli investimenti degli azionisti privati. Molto dipenderà dalle capacità dei dirigenti del Gruppo e di Fiat Auto di impostare e realizzare un piano di rilancio, che può avvalersi del buon numero di modelli già in cantiere e delle tecnologie di cui Fiat Auto dispone. Cioè non è vero che per possibili accordi con partner europei Fiat non abbia nulla da offrire. Questo va detto, anche per offrire qualche spazio di fiducia nel rapporto non solo con l'opinione pubblica, ma soprattutto con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali. Convinti come sono tutti, credo, che se c'è la ripresa sono negoziabili e sopportabili anche i costi sociali delle necessarie ristrutturazioni. (Giovanni Avonto - Fondazione "Vera Nocentini", Torino) Torino, 15 febbraio 2005 |
La Fiat e il compito della politica
Che il nostro paese possa rinunciare all'auto è da escludere. Sta alla politica creare le condizioni favorevoli a un intervento di investitori, dato che il Lingotto ha bisogno di grossi capitali. Se non si dovessero trovare, l'ultima ratio resta l'intervento pubblico Pierre Carniti General Motors (non messa tanto bene in salute: sul mercato americano va male; su quello europeo ha perso 742 milioni di dollari solo lo scorso anno; da qualche mese il suo debito è classificato soltanto un gradino sopra "junk", ossia spazzatura) ha ritenuto preferibile pagare due miliardi di dollari di penale che vedersi costretta a rispettare il "put". Cioè l'obbligo ad acquistare l'intera Fiat Auto. La liquidazione strappata a Gm ha suscitato una reazione positiva nei confronti di Fiat. Piazza Affari ha festeggiato, almeno per il primo giorno, i due miliardi di dollari entrati nelle casse dell'azienda. Le agenzie di rating hanno mantenuto immutata la valutazione sul debito del gruppo. Anche dalle banche italiane (alle prese con un prestito "convertendo" di tre miliardi di euro e che perciò a settembre potrebbero cambiare ruolo: da creditrici ad azioniste) sono arrivate dichiarazioni di apprezzamento. Allo stesso tempo però tutti (sindacati compresi) si sono detti concordi su un punto: chiuso il contenzioso finanziario con gli americani, si apre ora una impegnativa partita industriale. Sarà infatti sui prodotti e sulla capacità di venderli che si giocherà davvero il futuro di Fiat Auto. Una sfida che i dirigenti del Lingotto si dicono fiduciosi di poter vincere. Certamente l'accordo con Detroit offre qualche speranza in più. Però non sarà facile. Perché se è vero che "l'ammalato ha preso un brodo" è altrettanto vero che la "prognosi resta riservata". Certo, la transazione con General Motors ha aperto alcune nuove possibilità a Fiat. Intanto ha acquisito un importante beneficio finanziario che potrebbe consentire di dedicare maggiori risorse all'innovazione del prodotto, agli investimenti produttivi, ad ampliare, in sostanza, gli orizzonti del futuro. Inoltre ha recuperato la libertà d'azione. Cioè la possibilità di impostare nuove strategie e ricercare nuove alleanze. In un mondo nel quale la produzione automobilistica sta registrando modificazioni sostanziali nelle tecnologie, nell'utilizzazione degli impianti, e negli assetti societari, l'opportunità di poter riaprire sul terreno delle alleanze e delle collaborazioni è certamente un vantaggio che non va sottovalutato. Tanto più che le grandi aziende automobilistiche, nel passato rigidamente centralizzate ed autosufficienti, oggi sono invece alla ricerca di configurazioni più flessibili. Cercano cioè di promuovere accordi ed intrecci legati a singoli progetti, piuttosto che anchilosanti alleanze di carattere generale. Infine è di grande importanza il completo ritorno alla Fiat del controllo di Powertrain, considerato che nel settore dei motori la casa torinese può vantare una esperienza ed una tecnologia d'avanguardia, oltre che economicamente competitiva. Per Fiat si ripresentano, dunque, nuove opportunità. Tuttavia per poterle cogliere è necessario curare anche vecchie patologie che preesistevano all'intesa del 2000 con la General Motors e che sono ormai diventate croniche. Nell'esprimere la sua soddisfazione per l'intesa che ha consensualmente separato il destino di Fiat da quello della General Motors, Luca di Montezemolo ha detto: "ora la Fiat può tornare a concentrarsi sull'automobile". La dichiarazione merita di essere sottolineata. Non solo perché è il preannuncio di un importante proposito. Ma soprattutto perché, se confermata dai fatti, costituisce un significativo cambiamento di rotta. E' abbastanza comprensibile che negli ultimi quattro anni la prospettiva di "cedere baracca e burattini" alla General Motors abbia dissuaso la Fiat dal fare progetti troppo impegnativi sul futuro dell'auto. Non si può però sottacere che, soprattutto tra i soci dell'Accomandita proprietaria del pacchetto di controllo del gruppo, il disamore per l'auto è una sorta di virus attivo da diversi anni. Senza stare a farla lunga, basterà ricordare che all'inizio degli anni ottanta, Vittorio Ghidella è stato allontanato dal gruppo torinese perché "troppo autocentrico". In sostanza perché si è trovato in contrasto con la strategia dei proprietari della Fiat di "diversificare degli investimenti" in settori diversi dall'auto. Tutto fa pensare che il vero ispiratore della strategia del disimpegno dall'auto sia stato Enrico Cuccia, del quale Cesare Romiti costituiva braccio secolare presso il gruppo torinese. Ha però poca importanza la ricostruzione delle responsabilità. Quel che conta è che gli esiti di quella strategia sono stati disastrosi. Disastrosi per il settore dell'automobile che è stato sottoposto ad una dissennata cura dimagrante, che ha finito per debilitarlo. Ma disastrosi anche per i settori nuovi in cui si immaginava di entrare, grazie ad acrobazie finanziare e però senza alcun vero disegno industriale. Tuttavia, al di là dell'idea funesta di considerare la finanza anziché la produzione la strada per accrescere la ricchezza (idea che, sciaguratamente, ha contagiato una parte non piccola del capitalismo italiano) c'è un motivo specifico che può, se non giustificare, perlomeno spiegare perché nella famiglia Agnelli abbia fatto sempre più proseliti l'orientamento a considerare l'investimento nell'auto un anacronistico e costoso orpello del quale era meglio liberarsi. Il motivo è che, scomparso il protezionismo e finiti anche i cambi flessibili che avevano consentito lucrose svalutazioni competitive, l'automobile si è rivelata un business sempre più difficile e ad alto rischio. Bisogna infatti investire tanti denari con prospettive di margini unitari sempre più piccoli. Se poi non si investe abbastanza, invece degli utili si accumulano perdite. Da qui il convincimento sempre più diffuso all'interno della dinastia torinese che fosse ormai arrivato il tempo disfarsi dell'auto e cercare di fare soldi altrove. Non importa se nella chimica, nell'energia, nell'editoria. L'importante è che fosse fuori dall'automobile. Ora Montezemolo dice invece che la Fiat intende riconcentrarsi sull'auto. Bene! Bisogna però sapere che la penale di due miliardi di dollari strappata a General Motors può servire ad assicurare un provvidenziale momento di respiro, ma non può risolvere i problemi del futuro Fiat. Ci vuole ben altro. Per finanziare gli investimenti necessari ed anche per ridurre il peso del debito accumulato Fiat ha infatti necessita di una forte ricapitalizzazione. Ha bisogno di nuovi soci che affianchino i vecchi troppo debilitati e, forse, anche un po' demotivati. Ebbene, questo problema può essere risolto in tre modi: con l'ingresso nel capitale di investitori privati italiani; con investitori esteri, tanto di carattere finanziario che industriale; con una partecipazione pubblica al capitale di Fiat auto. Sulla stampa e negli ambienti della politica, quest'ultima modalità ha suscitato un singolare dibattito che, dal contenuto e dai toni, sembra più teologico che economico. La discussione ricorda infatti quella sul "sesso degli Angeli", che appassionava Costantinopoli anche quando Solimano era ormai arrivato alle porte. Comunque, nel dibattito i devoti del "liberismo" sostengono che in economia l'iniziativa privata consegue sempre risultati migliori di quella pubblica. Perché la prima fa leva sulla responsabilità personale e dunque sull'efficienza, mentre la seconda risponderebbe soprattutto a convenienze politiche. Con una inevitabile dissipazione di risorse. L'Alitalia sarebbe l'esempio che non ammette repliche. Non è però il caso di lasciarsi chiudere la bocca. D'altra parte le persone ragionevoli e senza paraocchi ideologici sanno bene che la storia economica è piena di esempi di segno opposto. Sanno quindi che, particolarmente in Italia, l'espansione dell'economia pubblica è stata la risposta obbligata ai "fallimenti del mercato". Cioè dei privati. Purtroppo, a volte, anche una "amnistia" del loro malaffare. Ma tornando alle soluzioni ipotizzabili per il riassetto societario della Fiat, bisogna dire che quella di una "partecipazione pubblica al capitale" non può essere considerata l'opzione principale. Per un duplice ordine di ragioni. Intanto perché creerebbe problemi con l'Unione Europea. Ma soprattutto perché sarebbe preferibile poter destinare prioritariamente le risorse pubbliche al soddisfacimento di "bisogni pubblici". Altrimenti irrisolvibili. Si pensi, per fare un solo esempio, alla mancanza di letti nei reparti di rianimazione degli ospedali del Centro-Sud. Con un numero scandalosamente alto di malati che muoiono in ambulanza mentre vengono costretti ad una dolorosa odissea tra un ospedale ed un altro. Naturalmente, per non fare della "partecipazione pubblica" al capitale della Fiat l'opzione principale occorre che i privati (italiani od esteri, soci finanziari od anche industriali) si facciano avanti. Purtroppo è facile prevedere che non ci sarà la fila. Non per niente la General Motors ha preferito pagare una penale di due miliardi di dollari pur di non essere costretta ad onorare il contratto che la obbligava a comprare Fiat Auto. In questo quadro la politica ha un ruolo insostituibile per cercare di correggere il corso delle cose. Che non può quindi limitarsi, come suggeriscono i "benpensanti", a "mansioni di semplice custodia ed attesa". Essa deve infatti ed innanzi tutto, mettere in moto misure che possono accrescere la competitività, la ricerca e l'innovazione per il settore automobilistico. Si tratta di misure necessarie in sé, ma che possono agevolare anche l'individuazione di potenziali nuovi soci privati per Fiat. Se poi, malgrado tutto, i privati dovessero continuare a rimanere latitanti toccherà ancora alla politica (sorretta da una adeguata mobilitazione sociale) individuare le modalità più appropriate per attivare una "partecipazione pubblica". Perché diciamolo fuori dai denti, si può immaginare tutto, ma una cosa che deve essere considerata assolutamente preclusa: lasciare andare a picco la Fiat ed il settore automobilistico in Italia, assieme a tutti quelli che direttamente od indirettamente ci lavorano. Certo, la sfida potrebbe risultare più agevole se vivessimo in un paese con un governo capace di prospettare una qualche seria idea di politica industriale. E, magari, persino l'esistenza di un ministro dell'Industria. Purtroppo non è così. Per questo tutto appare un po' più difficile. (17/02/2005) |
La Fiat e l'ingorgo nel mercato
Praticamente assente dai grandi mercati esteri, il Lingotto dovrà giocare in Europa le sue chances di ripresa. Ma con l'allargamento dell'Unione sono nati ad Est insediamenti che generano sovrapproduzione in un mercato già molto difficile Toni Ferigo Tenterò di inserire gli interessanti precedenti interventi sulla situazione Fiat in uno sfondo più ampio. Sono informazioni note a chi , come gli autori dei contributi, si occupa professionalmente dell'industria dell'auto o ne segue con costanza gli avvenimenti, ma non così scontate per gli altri lettori. I commenti seguiti al divorzio Fiat-GM le ignorano quasi completamente. E', comprensibilmente, quasi d'obbligo l'ottimismo. "La Fiat resta una grande azienda . Ha un futuro". Bastasse affermarlo saremmo a posto. A farlo senza tenere conto del quadro dei mercati, delle strategie di prodotto dei concorrenti, delle previsioni degli analisti si rischia la retorica. Lo sfondo che tenterò di delineare vuole rispondere a una semplice, ineludibile questione : qual è il posizionamento competitivo di Fiat Auto oggi ? Lo scenario prevedibile nel breve-medio periodo (quello previsto dal piano di risanamento)? Che cosa dovrà succedere per rispettare gli obiettivi di recupero proclamati ? Nel 2004 sono stati prodotti nel mondo 49,5 milioni di auto - il 3,2% in più rispetto all'anno precedente grazie al traino dei paesi asiatici, India e Cina in testa - e circa 10 milioni di veicoli commerciali. La Fiat ne ha prodotti meno di due milioni, venduti prevalentemente in Europa occidentale. Non è presente nei grandi mercati del Nord America (si parla in questi giorni di un ritorno dell'Alfa Romeo in USA nel prossimo futuro) e del Giappone. Ha un discreta quota di mercato in America Latina ed è ben dietro nella lista dei produttori presenti in Cina e India, i grandi potenziali mercati a cui tutti puntano. Resta l'Europa; dell'Ovest e dell'Est. Un anno fa Herbert Demel, allora Direttore di Fiat Auto, dichiarava: "L'uscita dalle difficoltà passa per l'Europa. Siamo troppo dipendenti dal mercato italiano ove è irrealistico pensare a quote di mercato superiori al 30%. Puntiamo a crescere in Francia, Regno Unito e Germania dove possiamo fare molto di più. Altro obiettivo è l'Est: lì abbiamo una buona presenza ". Europa pertanto asse strategico obbligato. Diversi ostacoli ne rendono assai arduo il cammino. Mercato stagnante Il mercato europeo non sembra offrire molte possibilità di crescita significativa. E' un mercato maturo, destinato, almeno nel breve periodo, a performances modeste. Nel 2004 le vendite sono aumentate del 2,1% a 14,5 milioni di vetture. Siamo ancora lontani - un milione di unità - dai risultati del 2001. Tutti i top manager accorsi al Salone mondiale dell'auto a Ginevra prevedono un 2005 stagnante e a bassa redditività in Europa. Alcuni parlano di calo del risultato operativo. Anche il neo direttore di Fiat Auto non si aspetta aumenti significativi nei volumi di vendita. Guerra dei prezzi In conseguenza della scarsa dinamicità della domanda in Europa Ovest il 2004 ha visto lo scatenarsi di una vera e propria guerra dei prezzi. Anche se le dichiarazioni vanno in senso contrario, quasi tutti i costruttori generalisti hanno sfoderato incentivi e contenimento di prezzi pur di mantenere le quote di mercato. Il caso Golf è sintomatico. Di fronte allo scarso risultato del nuovo modello la Volkswagen ha offerto il climatizzatore gratis (circa 1000 € ). La Opel ha proposto uno sconto altrettanto consistente in occasione del lancio della Astra. Gli analisti considerano il mercato europeo il più competitivo al mondo per la continua diversificazione dell'offerta. Nel 2004 il cliente ha avuto globalmente la scelta tra più di 360 modelli. Nel 1990 erano 190! Fare profitti vendendo auto nel vecchio continente è sempre più problematico. La GM Europa non realizza utili da quattro anni e la situazione non tende a migliorare con l'arrivo di nuovi, agguerriti concorrenti. Nel 2004 le vendite di Renault e PSA sono calate rispettivamente dell' 1,1 e 3,3% , quelle di Volkswagen hanno progredito solo dell' 1,5% , la Fiat è rimasta stabile. All'opposto gli asiatici hanno fatto sfracelli. Toyota è cresciuta del 7,1%, Hyundai e Daewoo hanno aumentato le vendite di circa il 20%, Honda del 18%, Mazda del 13%. Per Hyundai l'obiettivo europeo è 430.000 unità vendute quest'anno, per arrivare al 2,3% di quota di mercato. Per il 2010 Hyundai aspira ad entrare tra le prime dieci con vendite intorno alle 700.000 unità. Le strategie delle imprese per fronteggiare questa situazione si sono mosse lungo tre direzioni: - Aumento dei volumi - Abbattimento dei costi - Internazionalizzazione - Rinnovo continuo della gamma Aumento di capacità produttive: l'Europa centrale Tutti i produttori sembrano impegnati da qualche anno in una corsa all'aumento dei volumi: PSA , sino a poco tempo fa, dichiarava di voler superare la barriera dei quattro milioni di veicoli all'anno nel 2006 , Renault lo stesso obiettivo per il 2010, per non parlare degli asiatici. Toyota punta a vendere circa 700.000 veicoli costruiti in Europa nel 2006 e intende aumentare la sua produzøone nel vecchio continente per raggiungere nel 2010 il livello di 1.2 milioni Nella strategia d'aumento delle capacità produttiva ha giocato un ruolo importante l'investimento diretto nei paesi dell'Europa centrale entrati l'anno scorso nella UE. Tutte le imprese hanno iniziato ben prima della realizzazione dell'allargamento a rafforzare la propria presenza nei paesi interessati. Di fronte ad un mercato stagnante all'Ovest i costruttori guardano all'Europa dell'Est per nuove possibilità di produzione e di mercato. La tabella seguente elenca gli stabilimenti che entro il 2006 saranno pienamente operanti nell'Est Europeo: Fiat Polonia: assemblaggio GM-Fiat Power trein Polonia: motore GM/Isuzu Polonia: motore GM Opel Polonia: assemblaggio Hyundai - Kia Slovakia: assemblaggio (2006) Psa Slovakia: assemblaggio (2006) Psa - Toyota Rep. Ceka: assemblaggio Renault Slovenia, Romania: assemblaggio Suzuki Ungheria : assemblaggio Toyota Polonia: motore Volkswagen Rep. Ceka, Slovakia,Ungheria, Polonia: assemblaggio Ungheria, Slovakia, Polonia, Rep. Ceka: motore e trasmissioni (Fonte: Autonews)Pochi giorni fa ha iniziato a produrre lo stabilimento di Kolin (Rep. Ceka) costruito in joint-venture da Toyota e PSA ( Peugeout-Citroen ): produzione di circa 300.000 auto all'anno. I modelli, tre vetture nella fascia medio bassa (una per ogni patner della joint-venture), sono già stati presentati al salone dell'Auto a Ginevra. In Slovakia PSA ha investito in una unità produttiva a Trnava che nel 2006 metterà sul mercato altri 300.000 veicoli. Sempre in Slovakia, a Zilina, inizierà la produzione una nuova fabbrica Kia-Hyundai: volume previsto, 290.000 veicoli/anno. Alla fine del prossimo anno in Europa Centrale, nel raggio di 500 KM, con centro in Slovakia, vi saranno ben 13 siti di produzione auto, 10 fabbriche di motori e centinaia di componentisti fornitori. La capacità produttiva aggiuntiva sarà di circa 1.000.000 di unità. Nella sola Slovakia, " il nuovo Eldorado", saranno prodotti nel 2006 più di 800.000 veicoli. La Skoda (controllata da Volkswagen) ha una produzione di 290.000 auto/anno. Tenendo conto che la popolazione del paese è di 5,4 milioni di abitanti, la Slovakia diventerà il primo fabbricante pro capite del mondo. In Europa dell'Est inoltre Renault ha completamente ristrutturato lo stabilimento in Romania per la produzione della Logan , "la vettura a 5000 €" destinata ai mercati emergenti, di cui si prevede in un prossimo futuro la produzione anche in Marocco e Russia. Un nuovo consistente mercato? L'allargamento dovrebbe aumentare le vendite in questi paesi. Secondo alcuni esperti il mercato totale nei nuovi paesi dell'Unione Europea arriverà a 1,5 milioni di vetture nel 2010. La Polonia (principale mercato con 39 milioni di abitanti ) dovrebbe arrivare a 500.000 auto vendute nel 2006 contro le 378.000 nel 2003. Se queste tendenze saranno confermate ciò significa che dall'Est saranno offerte ai mercati dell'Ovest almeno 1.000.000 vetture aggiuntive, prevalentemente nella fascia medio-bassa. Abbattimento dei costi L'aumento di capacità in presenza di domanda debole sta creando un enorme problema di sovrapproduzione. Secondo uno studio della società PriceWaterhouse, circa ¼ delle capacità produttive nel settore auto nel vecchio continente non servono a niente. L'anno scorso gli stabilimenti hanno funzionato in media al 77%, con tassi piuttosto bassi per Fiat (72%) , VW (74%) e Ford (73%). In testa la solita Toyota con il 93%. E' quindi tempo di economie e piani di riduzione dei costi. Mercedes, VW e Opel presentano al sindacato tedesco rivendicazioni su orari, flessibilità, riduzione d'occupazione, minacciando la chiusura di siti produttivi. La Ig Metal ha appena concluso una lunga trattativa con GM per indurla a tenere la produzione a Russelheim concedendo flessibilità e congelamento salariale sulla scia della Daimler Crhysler. La Jaguar ( Ford ) sta per lasciare il suo stabilimento storico di Coventry, Land Rover ( Ford ) si interroga sull'avvenire dello stabilimento nel Regno Unito. Si moltiplicano alleanze per fare sinergia sugli acquisti, la progettazione di piattaforme, la ricerca: obiettivo, ridurre i costi. Internazionalizzazione Un dato evidente nei bilanci recentemente presentati dalle aziende è il peso della internazionalizzazione nelle cifre d'affari. Le case che si sono date una strategia di internazionalizzazione negli ultimi dieci anni sono in grado di bilanciare i magri risultati europei con consistenti utili sui mercati internazionali. Il caso piu' eclatante è quello della Renault che puo' presentare un ottimo risultato con utile in crescita del 26% grazie soprattutto alla Nissan ( Renault ne ha preso il controllo nel 1999 ). Tre quarti dei profitti arrivano infatti dal costruttore giapponese. Oltre agli ottimi risultati in Europa con il modello Micra, Nissan ha aumentato la presenza in USA e America latina. Il differenziarsi dell'offerta Tutti i produttori annunciano rapidi rinnovamenti della gamma in tutte le fasce e tutte le nicchie di mercato. Il mercato europeo è "un campo di battaglia sempre più affollato", scrive Automotivenews nel suo commento al salone Internazionale dell'Auto di Ginevra. L'obiettivo dei contendenti è di trovare acquirenti ovunque vi sia un'opportunità, per quanto piccola. Qualche esempio: nell'alto di gamma si prospettano grandi manovre. Il marchio archetipico americano della Crhisler, la Dodge, comincerà a vendere volumi limitati di questo modello di alta gamma in Europa nel 2006; GM lancerà una Cadillac (su base Saab) costruita in Svezia; Toyota punta a rafforzare la sua presenza tra le auto di lusso con una nuova versione della Lexus; Hyundai presenta una vettura dal nome roboante la Grandeur. All'altro estremo della scala la piccola Toyota Aygo costruita in Slovakia dovrà affiancare la Yaris nelle fasce medio basse ove la competizione è feroce. I Coreani non stanno dal canto loro fermi. La Daihatsu ha presentato a Ginevra una nuova berlina, la Subaru sta assaggiando il terreno europeo con una vetturetta, la Kia nuova Brio aggiunge un altro competitore nell'affollato segmento medio. Pensiero finale Come detto all'inizio sarebbe opportuno inserire la discussione Fiat entro il quadro sopra delineato. Confrontare la situazione con quella dei concorrenti in ciascuno dei punti strategici sopra accennati e chiedersi: quali dovranno essere i risultati Fiat Auto in questo contesto per raggiungere gli obiettivi dichiarati ? Ci ripromettiamo di fornire qualche considerazione a questo proposito in un prossimo intervento. Molti top manager presenti a Ginevra si sono dichiarati ottimisti circa il futuro in Europa dell'impresa da loro diretta . Ma i conti non tornano. Quando tutti prospettano ricavi e crescita in un mercato previsto come stagnante se non peggio….qualcuno, purtroppo, deve perdere. |
TITOLI CALDI/ FIAT NEGATIVA, CONTI NEGATIVI PER GM (-0,7%)
19/04/2005 Passati di mano 11,2 milioni di titoli Milano, 19 apr. (Apcom) - Il titolo Fiat si assesta in territorio negativo dopo una prima parte di seduta altalenante. Il titolo cede lo 0,78% a quota 4,75 euro. Passati di mano 11,2 milioni di titoli. I conti per il primo trimestre di Gm non danno ossigeno al titolo. Il colosso americano ha annunciato una perdita di 1,1 miliardi di dollari (1,95 dollari ad azione), da paragonare agli utili per 1,21 milioni didolari (2,12 dollari ad azione) del primo trimestre di un anno fa, al di sotto delle aspettative degli analisti. Al netto degli oneri straordinari registrati nel periodo la perdita è pari 1,48 dollari per azione. L'a.d. del gruppo torinese Sergio Marchionne aveva comunque rassicurato il mercato circa il pagamento da parte di Gm della quota residua per la put option. ------------------------ Martedì 19 Aprile 2005, 14:11 Gm: Nel 1* Trim Conti In Rosso Per 839 Mln $, No Stime Per Intero 2005 (ASCA) - Roma, 19 apr - Conti in rosso per la GM (NYSE: GM - notizie) che nel primo trimestre accusa una perdita operativa di 839 milioni di dollari contro l'utile di 1,2 miliardi dell'analogo periodo dello scorso anno. Il risultato e' comunque in linea con le stime riviste da parte della societa' e della media delle previsioni di Wall Street. Il risultato netto e' invece negativo per 1,1 miliardi di dollari. Per il secondo trimestre GM prevede un andamento piatto del mercato dell'auto negli Stati Uniti con un volume complessivo intorno ai 17 milioni di dollari. Il colosso di Detroit invece sottolinea che non indica previsioni sui risultati per l'intero esercizio. ''A causa dell'incertezza su alcuni elementi chiave per le previsioni finanziarie, come la soluzione per la crisi dei costi sanitari, GM ha deciso di non fornire previsioni sui risultati per l'intero 2005''. ------------------- Martedì 19 Aprile 2005 Gm: Perde 1,1 Miliardi Di Dollari Nel Primo Trimestre (2) (ANSA) - ROMA, 19 apr - Nel pari periodo dello scorso anno GM aveva al contrario contabilizzato un utile di 1,28 miliardi di dollari, cioé 2,25 dollari per azione. Il risultato negativo comunicato oggi è stato fra l' altro dovuto al calo delle vendite negli Usa ed alla perdita di quote di mercato a vantaggio in particolare di Toyota. Va rilevato in ogni caso che al netto delle componenti straordinarie la perdita per azione comunicata oggi, pari appunto a 1,48 dollari, è inferiore a 1,50 dollari previsti dalla stessa casa automobilistica il 16 marzo scorso, quando GM lanciò l' allarme utili. I ricavi provenienti dall' auto e da altre attività sempre nel primo trimestre si sono attestati su 37,3 miliardi di dollari, al di sotto dei 37,94 miliardi pronosticati dagli analisti di Thomson Financial. Il chief executive officer di GM, Rick Wagoner, il 16 marzo scorso aveva stimato un utile 2005 di 1-2 dollari per azione, contro i 4-5 dollari previsti in precedenza. Oggi General Motors ha peraltro precisato che non fornirà previsioni di utile per l' intero anno. Le perdite comunicate oggi riportano al passivo registrato dalla stessa casa automobilistica nei primi anni '90. (ANSA). -------------------- |
Come sottolineato da molti di voi,a parer mio il titolo precipita non tanto per i dati sulle immatricolazioni quanto x le mani forti (banche) che hanno interesse ad abbassare il prezzo di carico del convertendo.Cmq le mie 30k le ho bloccate la settimana scorsa vendendo opzioni call a Settembre con debordo 6.1 euro (le ho in carico a 5.41).Sicuramente anche le banche hanno piazzato opzioni, ma non certo x tutti i titoli che si ritroverranno in pancia a Settembre.Allora vedremo se gli converrà ancora deprezzare 1 titolo che potrà loro causare ulteriori perdite. :D
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Fiat "Croma" - LA "CONFORT WAGON" (19/04/2005)
"Noi vogliamo una Fiat diversa da quella che è oggi, che si batta alla pari con i nostri concorrenti di sempre, che conquisti clienti non solo per i prezzi e le promozioni. E vogliamo una Fiat più simpatica: questa macchina è un deciso passo avanti in questa direzione". Con queste parole, Luca De Meo, capo del marchio Fiat, in un grande albergo di Tivoli ha aperto la presentazione alla stampa della "Croma", l'auto che raccoglie l'eredità di uno dei maggiori successi della Casa torinese. Della prima "Croma" furono venduti 438 mila esemplari, mentre per il nuovo modello (la presentazione al pubblico avverrà col "porte aperte" del 28 maggio prossimo) si punta a una vendita di 50-60 mila pezzi all'anno, di cui più della metà a un pubblico di aziende e professionisti. I giornalisti hanno potuto guidare la "Croma" su un percorso-test con arrivo a Cassino, nella grande fabbrica laziale che produce le medie di casa Fiat (da lì esce anche la "Stilo'"). De Meo ha insistito molto sui tre concetti chiave del nuovo modello (abitabilità-prestazioni-prezzo), promettendo una qualità assolutamente garantita e messa alla prova da 3,5 milioni di chilometri su strada effettuati nell'ultimo anno. A Tivoli è stato proiettato un intervento filmato di Giorgetto Giugiaro, lo stilista torinese che firma il design della "Croma": l'auto viene definita una "confort wagon" per la grande abitabilità interna, agevolata anche da un'altezza superiore di 10 centimetri rispetto alle concorrenti, con una grande enfasi sulla visibilità di cui dispone il guidatore, con grandi superfici vetrate e un parabrezza di 1,3 metri quadrati. Questi i prezzi base della vettura nelle varie motorizzazioni: "1.8 MPI", 22.400 euro; "2.2 MPI", 22.700 euro; "1.9 Multijet", 23.200 euro; "1.9 Multijet 16V", 24.700 euro; "2.4 Multijet 20V", 29.800 euro. Alla "Croma" è dedicata la copertina del numero di maggio di "Quattroruote", in edicola in tutt'Italia entro il 25 aprile, con un ampio servizio contenente le prime impressioni di guida. http://www.quattroruote.it/auto/Mond...m?codice=35190 |
Fiat: Arriva La Nuova Croma, Investiti 500 Mln Di Euro/Ansa
(ANSA) - TIVOLI (ROMA), 19 APR - Ammonta a circa 500 milioni di euro l' investimento che la Fiat ha fatto per realizzare la nuova Croma, la berlina di segmento D che sarà commercializzata in Italia dal prossimo 28 maggio. Disegnata da Giorgetto Giugiaro, sarà prodotta nello stabilimento di Cassino: la Casa torinese conta di venderne, a regime il primo anno, 50-60 mila. La nuova vettura riprende il nome di quella che fu celebre negli anni '80 e '90 e di cui ne furono vendute circa 450 mila unità. "La Croma - ha commentato questa sera a Tivoli il responsabile del marchio Fiat, Luca De Meo, presentando la vettura alla stampa internazionale insieme a Lapo Elkann, responsabile brand promotion di Fiat Auto - dimostra la nostra volontà di affrontare il mercato non come inseguitori, ma cercando di innovare portando qualcosa di unico e utile per l' automobilista. Vogliamo una Fiat che torni a confrontarsi faccia a faccia con i tradizionali costruttori europei. Vogliamo - ha precisato De Meo - una Fiat a cui il cliente si avvicini non solo per il prezzo o la promozione, ma per il valore, la qualità, i contenuti tecnologici dei nostri prodotti. Croma è in grado di offrire gli spazi interni e l' abitabilità di una monovolume, la capacità di carico di una station wagon e l' eleganza, il feeling di guida e le prestazioni di una berlina". La nuova Croma, è lunga 475 centimetri, larga 177, alta 160 con un passo di 2 metri e 70 centimetri. "E' la vettura più spaziosa internamente della sua categoria - ha commentato Sergio Cravero, il responsabile del progetto Croma - con un ingombro allineato alla migliore concorrenza per lunghezza e larghezza. Tutto ciò grazie ad uno sviluppo dell' architettura in verticale di 10 centimetri in più". Il suo inventore, Giorgetto Giugiaro, l' ha definita, rispetto alla 3 volumi del 1985, una vettura che "fondamentalmente fa suoi i risultati delle monovolumi mentre conserva l' immagine di una berlina di gran comfort". "Nell' impostare la vettura nei primi giorni di lavoro - ha aggiunto Giugiaro - sono partito dalle quote da assegnare ai passeggeri e mi sono rifatto all'esperienza maturata sul prototipo di ricerca Maserati Muran, che avevo concepito nel 2000 come una limousine compatta di alta rappresentanza con la seconda porta scorrevole. Ne ho ripreso le quote di abitabilità e quelle di accessibilità. Ricordo di aver presentato la Buran all' Avvocato Gianni Agnelli sulla pista del Lingotto e quanto aveva apprezzato questa filosofia dell' offerta del massimo spazio disponibile per i movimenti dei passeggeri". Sono cinque i propulsori che adotta la nuova vettura: la punta di diamante è l' inedito 2.4 turbodiesel da 200 Cv, il motore più potente della famiglia Multijet, a cui si aggiungono, sempre sul fronte dell' alimentazione a gasolio che rappresenterà l' 85% del mix di vendite, i due 1.9 rispettivamente da 120 e 140 Cv. Due le proposte nel benzina: 2.2 16 v da 147 Cv e 1.8 16v da 140 Cv (quest' ultimo non disponibile al lancio). La gamma della nuova Croma si articolerà su 5 livelli di allestimento (Active, Dynamic, Dynamic Skyline, Emotion e Emotion Skyline), nove colori carrozzeria e quattro interni in due tonalità (grigio scuro o beige), disponibili in tessuto, velluto, castiglio e pelle. "Al lancio - ha concluso De Meo - la versione diesel d' entrata sarà a 23.200 euro. Inoltre abbiamo previsto una fascia molto corta, perché nella versione alto di gamma con 200 Cv costerà meno di 30 mila euro. Secondo noi la nuova Croma sarà comprata da uomini tra i 35 e i 50 anni, con figli, come prima auto della famiglia. Se uno volesse leggere il mercato da un altro punto di vista, direi che sarà scelta dal responsabile acquisti come vettura aziendale del middle management". (ANSA). -------------------- Martedì 19 Aprile 2005 Auto Italia, De Meo: mercato aprile visto in calo circa 5% TIVOLI (Reuters) - Il mercato italiano dell'auto continua anche ad aprile la sua fase riflessiva. "Questo mese le vendite dovrebbero aggirarsi intorno a 190.000-200.000 vetture", ha detto il responsabile del brand Fiat , Luca De Meo, a margine della presentazione della nuova Croma. Rispetto allo scorso anno (208.000 immatricolazioni), la flessione è intorno al 5%. Sulla performance della marca Fiat, De Meo ha detto: "Cercheremo di tenere il livello dei mesi scorsi, intorno al 20%. Anche il gruppo Fiat (compresa Lancia e Alfa Romeo ndr) dovrebbe mantenere la performance dei mesi scorsi". In marzo Fiat Auto ha registrato una quota del mercato del 19,89%, mentre l'intero gruppo si è attestato al 28,17%. ---------------------- |
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Steel. Ma chi opera sul titolo ultimamente é veramente st.............. speriamo che trovino chi farà il ...........pure a loro. Presto spero. |
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.......sai quanti cazz.oni ci sono in giro. :yes: ...che se non vedono e si sentono sotto il cu.lo la straniera non si sentono figh.ette... :yes: |
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ce il mondo intero che sbava x il made in italy e noi ci compriamo le smart. Approposito ho un appello da fare ai proprietari di queste scatole. Mi serve una ruota x la cariola, ne avete una in più da vendermi? Fatemi sapere. |
Mercoledì 20 Aprile 2005, 10:35
Fiat: mercato non accettera' nuovi errori (Ft) ROMA (MF-DJ)--'Tenendo conto delle reazioni del mercato, il topmanagement di Fiat non puo' piu' permettersi il minimo errore'. E' il commento del Financial Times in merito al recente andamento deltitolo Fiat in borsa: 'omettendo di comunicare velocemente e chiaramentele ragioni per cui e' stata rinviata l'assemblea annuale, la societa' ha visto crollare il titolo ai minimi storici'. Adesso che e' terminata 'la breve luna di miele' seguita alpatteggiamento con Gm , 'la Fiat e Marchionne sono di nuovo messi alla prova sul modo in cui gestiscono giorno per giorno ogni aspetto delbusiness del gruppo. Compreso anche il modo con cui parlano al mercato'. red/bac ............................ 'Tenendo conto delle reazioni del mercato :eek: :mad: :angry: Chi fà le reazioni del MERCATO??????? :confused: Qui viene completamente omessa la verità......di quello che le banche stanno facendo in assoluta Libertà sul titolo(x la consob strumenti legali),......ed in c.ul. hai suoi azionisti...(come sempre il popolino paga).... |
Mercoledì 20 Aprile 2005, 11:10
Quotazioni MIB 30 Migliori & Peggiori Fiat depressa, i risultati in Europa di GM non indicano miglioramento contesto operativo Fiat in flessione sul listino milanese. L'azione segna infatti -0,95% a 4,71 euro depressa anche dai commenti di Morgan Stanley ai risultati relativi al primo trimestre 2005 pubblicati ieri da General Motors . Si ricorda che il colosso Usa ha riportato nei primi tre mesi dell'anno un Eps negativo di 1,48 dollari, migliore delle attese del broker per un -1,50 dollari ma nettamente inferiore al risultato conseguito nello stesso periodo del 2004 (+2,12 dollari). "Se i risultati presentati sono stati leggermente migliori delle stime degli esperti, l'assenza di una guidance per il secondo trimestre del 2005 e per l'intero anno verranno probabilmente viste negativamente dagli investitori. Il cash flow è stato debole come previsto, ma la liquidità netta nel business dell'auto è rimasta relativamente alta", commenta Adam Jonas, analista di questa banca d'affari. "Anche se la perdita di Gm è stata inferiore alle previsioni, grazie ad una quota di mercato superiore alle attese e al recente taglio dei costi, non interpretiamo il risultato del gruppo in Europa (perdita di 103 milioni di dollari rispetto alle attese di un -163 milioni di dollari di Morgan Stanley, ndr) come un miglioramento nel contesto operativo più ampio". Tanto che per gli Oem (original equipment manufacturer) del Vecchio Continente l'esperto prevede una flessione del 15% dal 2004 al 2005. "Daimler Chrysler e Renault (Parigi: FR0000131906 - notizie) dovrebbero subire il calo maggiore, mentre l'utile di Fiat e di Volkswagen (Xetra: 766400.DE - notizie) dovrebbe aumentare, ma con forti rischi di downside". "In generale, il costo delle materie prime, la nuova pressione sui prezzi delle auto e il cambio impattano ciascuno per circa 1,7 miliardi di euro sugli utili delle società del comparto nel 2005, su cui abbiamo una visione di in line. Quanto a Fiat, le nostre stime ipotizzano un miglioramento anno su anno del margine operativo della divisione Auto dal -4,4% al -3,3%. Il management indica invece un margine operativo al -1,5% o approssimativamente pari alla metà delle perdite operative da noi stimate per il 2005". "Tra i fattori positivi ricordiamo che ipotizziamo 300 milioni di euro di benefici in termini di risparmio dei costi e altri 100 milioni di euro di riduzione in quelli che il Lingotto definisce costi di governance, includendo le spese di back office e di pubblicità. Tra gli elementi negativi, viceversa, segnaliamo il net pricing pari allo 0,7% delle vendite, 100 milioni di euro di spese per materie prime e altrettanti di costi di lancio". "Le nostre previsioni in termini di materie prime potrebbero però essere conservative dato il prezzo medio di vendita più basso delle auto Fiat. Non abbiamo infine ipotizzato nessuna leva operativa in quanto il gruppo registrerà solo un piccolo incremento delle vendite anno su anno o addirittura nessuno. Non bisogna dimenticare che nel primo trimestre 2005 le immatricolazioni del Lingotto in Europa sono scese del 15% anno su anno. Ma la nuova Punto potrebbe essere un fattore chiave nell'ultimo trimestre di quest'anno", conclude Adam Jonas di Morgan Stanley, che su Fiat ha un rating di underweight (sottopesare in portafoglio). Non è poi così ottimista sul futuro di Fiat neppure il Financial Times, che oggi sottolinea come, tenendo conto delle reazioni del mercato, il top management dell'azienda torinese non possa più permettersi il minimo errore. Secondo il quotidiano, adesso che è finita "la breve luna di miele" dopo l'accordo sulla monetizzazione del put vantato nei confronti proprio di Gm, Fiat e il suo Ad, Sergio Marchionne, sono di nuovo messi alla prova sul modo in cui gestiscono giorno per giorno ogni aspetto del business del gruppo, compreso anche il modo con cui parlano al mercato. Paola Longo ------------------ Altro errore....da puntare! il mercato sconta (come sempre sù fiat) anche il fatto che GM potrebbe non pagare i 550 milioni che deve a Fiat....ma questo è da verificarsi,la data non è arrivata.....eppure anche qui giù short di brutto aproffitando con timori che si manifestano sul book per compiere il Gioco delle Banche. Sembra che a Fiat dopo il divorzio gli tocchi passare Gli alimenti a GM..... :mmmm: |
Consigli DEL PRESIDENTE DELLA SUZUKI
Puntare su Alfa e Lancia Secondo il Presidente della Suzuki Italia, Nobuo Fujita, una vera e propria ricetta per risollevare la Fiat dalle secche in cui si ritrova non ce l’ha nessuno però egli ritiene che «sarebbe opportuno puntare di più sui marchi Alfa Romeo e Lancia». «Sono due marchi di eccellenza - spiega - che nel mondo hanno un’immagine invidiabile e che di conseguenza dovrebbero essere maggiormente valorizzati». Fujita ha ricordato che in Giappone Alfa Romeo e Lancia sono molto noti mentre Fiat non gode di tanto prestigio. «Mi ricordo - ha detto - che nel mio paese ci fu interesse per la piccola 500 ma poi il marchio Fiat non ebbe più risalto». «Oggi un’azienda automobilistica per crescere - ha aggiunto il presidente della Suzuki - deve puntare sempre più su prodotti d’avanguardia con contenuti innovativi ed è quello che noi stiamo facendo». La Suzuki infatti ha presentato a Ginevra la nuova Swift che sarà a giorni disponibile presso la rete di vendita. Si tratta di una vettura spaziosa e particolarmente maneggevole. Un’auto adatta alla città che si guida con estrema facilità. Viene prodotta in Ungheria con due motorizzazioni, una a 1300 a benzina da 92 Cv e una 1300 diesel da 70 Cv e prezzi a partire da 12.400 euro. G. Mar. 20/04/2005 ----------------------------- CALA LA QUOTA DI MERCATO DELLA FIAT IN EUROPA Montezemolo: è crisi generale Il mercato europeo dell’auto a marzo è in calo del 4,7% mentre la quota di mercato del gruppo Fiat è passata dal 7,4% del marzo 2004 al 6,2% del marzo 2005. Per Montezemolo vanno bene tutte le società del gruppo ma in questo momento «per quanto riguarda l’auto c’è un problema generale che riguarda anche le altre grandi aziende del settore». Il Presidente della Fiat ha ricordato che il mese prossimo andrà sul mercato la Croma, «a cavallo dell’ estate due modelli di Alfa Romeo ed a settembre verrà presentata la Punto. Quindi - ha sottolineato - c’è un grande attivismo sui prodotti». In merito invece al convertendo «Con le banche c’è un rapporto eccellente». :confused: bannato Per Luca di Montezemolo per la Fiat arrivano «Buone notizie fuori dall’ Europa». «La Fiat - ha detto - è fortemente leader in Brasile ed in Sudamerica ed ha appena fatto un accordo molto importante con Peugeot in Turchia per i veicoli commerciali. Penso - ha proseguito - che nelle prossime settimane arriveranno notizie molto importanti anche sullo sviluppo della presenza in India». Montezemolo ha anche sottolineato l’«impegno straordinario di tutti gli uomini della Fiat, dall’amministratore delegato ai lavoratori, per migliorare le cose» ed ha ribadito che tutte le aziende non automobilistiche del gruppo «stanno andando bene. L’Iveco - ha detto ancora - è leader in Cina» ma «stanno andando molto bene» anche le macchine agricole e quelle per il movimento terra.[20/04/2005] ---------------- http://www.lapadania.com/ ---------------- Nuova Croma, orgoglio Fiat Galleria fotografica Esagerato parlare di "Orgoglio Fiat"? Tutt'altro: la nuova Croma è la più sicura, la più rifinita, la più spaziosa Fiat di tutti i tempi. Un record, assoluto, resosi necessario dal fatto che la casa torinese era assente da tempo in questo segmento di mercato, e dalla conseguente necessità di rientrare "nella mischia" con qualche idea in più rispetto alla concorrenza. |
Nuovamente sotto attacco hedge............e l'azienda non fa un c.azzo!! :angry:
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Mercoledì 20 Aprile 2005, 18:38
Fiat: Passato Di Mano In Borsa Il 4,5% Del Capitale (ANSA) - MILANO, 20 APR - Deciso calo in Borsa di Fiat che ha terminato cedendo il 4,83% a 4,533 euro sul prezzo di riferimento di ieri ma comunque limando verso il finale di seduta le perdite del primo pomeriggio quando il titolo scendeva di oltre 7 punti. Forti gli scambi, che hanno visto passare di mano azioni per 35,98 milioni, il doppio di ieri e, soprattutto, il 4,498% del capitale sociale. Giù anche il titolo nella versione di risparmio (-4,25% a 3,84 euro) e privilegio (-4,91% a 3,46), così come le casseforti di famiglia Ifi (-2,62% a 10,62) ed Ifil (-2,94% a 3,12). (ANSA). --------------------- Mercoledì 20 Aprile 2005, 19:20 Fiat: Marchionne Acquista Azioni a 4,6 Euro Per 1,012 Mln (ASCA) - Roma, 20 apr - L'amministratore delegato di Fiat,Sergio Marchionne, ha acquistato lunedi' sul mercato 220mila azioni ordinarie Fiat ad un valore di 4,6 euro ciascuna, per un valore complessivo di 1,012 milioni. E' quanto si legge da un modello relativo all'internal dealing. -------------------- 20.04.2005 La crisi Fiat si aggrava. Batosta in Borsa. A Mirafiori in cigs anche i quadri di red La crisi della Fiat si aggrava. L’incertezza sul futuro legato all’abbandono dell’accordo con General Motors, il mercato dell’auto in difficoltà Italia e nel mondo e soprattutto le voci sul prestito in scadenza concesso dalle banche circa un anno fa, hanno fatto segnare un nuovo brutto colpo al titolo del Lingotto. Le azioni Fiat hanno toccato un nuovo minimo storico a 4,39 euro attorno alle 15,45, in calo di oltre il 7% rispetto all'ultima chiusura, poi si sono riprese fino al 4% di calo a quota 4,57 euro. Ma toccando il fondo, si è di nuovo evidenziato un fremito di panico attorno all’azienda torinese, che ha messo in moto gli speculatori degli hedge fund. Infatti i volumi scambiati sono rimasti altissimi: oltre 31 milioni di pezzi a fine giornata rispetto a una media giornaliera di 12 milioni. In pratica, è passato di mano il 3,9% del capitale, anche se – certamente – non in via definitiva. Cosa ha provocato una simile frana? Secondo l’autorevole Financial Times, «non che la situazione del gruppo italiano sia improvvisamente peggiorata», ma l' amministratore delegato del Lingotto non può sfuggire alle ricadute dell'attuale momento negativo verso Gm e alle difficoltà dell'industria dell'auto in generale. «La sola percezione che qualcosa potrebbe andare storto con i piani di riorganizzazione - è concluso - basta a far traballare il titolo». Martedì Montezemolo ha ribadito, parlando in Umbria ha ribadito che con Gm l' accordo per quanto riguarda la conversione delle azioni «sarà attuato a settembre» ed «è confermato in pieno». Ma ciò significa in sostanza che la Fiat non essendo in grado di rimborsare il prestito di 3 miliardi lasciando alle banche, rilancerà la possibilità di convertirlo in azioni. Una prospettiva non molto gradita dagli otto istituti di credito (6 italiani e 2 stranieri) creditori. Tanto che l' amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne – già intervenuto due giorni fa per rassicurare i mercati -, sta studiando una soluzione per trovare un accordo. Sul versante industriale le cose non vanno meglio, a Mirafiori la cassaintegrazione sta lambendo i livelli dirigenziali, mentre a Termini Imprese i sindacati tornano i timori per la stessa esistenza dello stabilimento. Giovedì a Mirafiori quadri, impiegati e tecnici si riuniranno in una assemblea straordinaria promossa dai sindacati di categoria, sulla cassa integrazione che da maggio, per 13 settimane, interesserà non più solo le tute blu, ma anche 1.500 colletti bianchi, di cui 1.300 a Torino. E alla vigilia della riunione c'è preoccupazione per il provvedimento, ma anche la speranza che sia «uno degli ultimi sacrifici richiesti per il rilancio del Gruppo». Ormai siamo anni luce dal corteo dei 40mila colletti bianchi che fece fallire le lotte degli anni Ottanta. E Lorenzo Barolo, presidente dell'Associazione Quadri e Capi Fiat , che non partecipa mai alle assemblee promosse dai sindacati metalmeccanici, ha detto che giovedì ci sarà: «per capire se dal confronto emergeranno proposte fruttuose e soprattutto percorribili». «È innegabile che nella categoria ci sia preoccupazione ma siamo anche fiduciosi che si tratti di una condizione temporanea che preluda al rilancio» sottolinea Barolo rilevando che «in fondo alcuni segnali in questa direzione ci sono, come la chiusura positiva con Gm, l'accorpamento di Alfa e Maserati, la responsabilità dell'auto assunta da Marchionne, il lancio di nuovi modelli.». Intanto anche a Termini Imprese la preoccupazione alligna. «I dati tecnici del contratto di programma confermano le nostre preoccupazioni per il futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, in più la Regione siciliana non ha mantenuto gli impegni assunti due anni fa e avalla i disegni punitivi del Lingotto», spiega il segretario della Fiom siciliana, Giovanna Marano, commentando il contratto di programma illustrato mercoledì mattina dal governo regionale ai sindacati dei metalmeccanici. La Fiom considera «ottimistica l'analisi della Fiat che emerge dal contratto», dove si prevede, con la messa in produzione della Lancia Ypsilon a partire da settembre, un organico di 1.343 unità rispetto alle attuali 1.460, con il conseguente esubero di circa 120 lavoratori. Attualmente i lavoratori di Termini Imprese sono in cassa integrazione.E non intravedono rosee prospettive. --------------------------------- FIAT/ NUOVI MINIMI STORICI CON PRESSING "HEDGE",FORTI VOLUMI 20/04/2005 Broker: livelli così bassi invitanti per eventuale partner Milano, 20 apr. (Apcom) - Non c'è pace per il titolo Fiat. Anche oggi le azioni della casa torinese sono finite nel mirino di un prepotente flusso di vendite che avrebbe avuto come protagonisti "grandi investitori", spiega un dealer. Nelle sale viene citato "un maxi ordine in vendita da 3,5 milioni di pezzi arrivato da Londra che ha orientato il book dell'intera seduta". Quanto basta per far sprofondare il titolo ai nuovi minimi storici, toccati intraday a 4,39 euro, mentre la chiusura è stata in ribasso del 5,1% a 4,52 euro. Di corsa anche i volumi: scambiati 35,9 milioni di azioni, per un controvalore di circa 166 mln di euro, pari a oltre il 4% del capitale ordinario. In linea anche le privilegio (-4,74% a 3,47 euro) e le risp (-4,91% a 3,822). "Se le quotazioni diventano così basse potrebbero risultare invitanti", ha commentato il broker di una primaria casa d'affari, lasciando intendere che livelli così sono "una porta aperta" e potrebbero rappresentare un'occasione interessante per un eventuale partner. Nonostante le rassicurazioni del management delle ultime ore e le previsioni positive di vendita per la nuova Croma, il titolo - dice un operatore - è stato oggetto di un vero e proprio "panic selling" che però non può essere frutto esclusivamente di un "roll over". Ieri il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, ha dichiarato che a breve il gruppo non ha alcuna necessità di liquidità. A mettere sotto pressione il titolo avrebbero così contribuito alcuni hedge funds che starebbero scommettendo sull'ulteriore discesa delle quotazioni. Banca Intesa due giorni fa ha comunicato di essersi coperta dal rischio di nuove discese grazie a strumenti derivati ed è probabile che adesso anche le altre banche del "convertendo" stiano facendo lo stesso. Non è interesse degli istituti deprezzare il titolo, ma paradossalmente le coperture favoriscono il ribasso perché chi si assume il rischio - spiegano gli analisti - si garantisce acquistando opzioni che scommettono sul ribasso del titolo. Pesano sul titolo anche conti Ford e inchiesta Gdf Milano, 20 apr. (Apcom) - Gli operatori non nascondono che i bassi livelli del titolo si rivelerebbero utili in vista di accordi con un eventuale partner straniero. "Proprio in questi giorni i vertici del gruppo torinese sono in India con l'obiettivo, forse, di cedere uno stabilimento su cui da tempo c'è un'ipotesi di dismissione a un operatore locale; però potrebbe esserci qualcosa di più interessante, proprio da quell'area potrebbe venire un compratore o un accordo commerciale sull'auto" spiega l'esperto di una sim milanese. Si continua inoltre a ragionare anche sull'interesse di Saic, ora che sembra sfumata per i cinesi l'ipotesi di Rover. Dalle sale operative viene confermato che a piazzare grossi "put" sul titolo sono stati comunque alcuni market maker che agiscono per conto di grandi investitori. Hanno contribuito al panic selling sul titolo anche i conti negativi di Ford che, dopo quelli di Gm, gettano lunghe ombre sul settore. E non è stata ignorata nemmeno la notizia che la Guardia di Finanza ha acquisito anche in Fiat documenti relativi all'inchiesta sulla reindustrializzazione dell'Alfa di Arese. ------------------------ FIAT/ TITOLO SOTTO I 5 EURO, A CHI CONVIENE CONVERTIRE? 20/04/2005 Senza interventi, a settembre le banche azioniste con 27% Roma, 20 apr. (Apcom) - Con il titolo Fiat da giorni sotto i 5 euro a chi conviene la conversione del prestito emesso dalle banche? Ovvero applicare, senza modifiche, il contratto firmato a suo tempo tra la Fiat e le banche del prestito convertendo da 3 miliardi di euro? Da giorni, ormai, la Fiat con le dichiarazioni dell'amministratore delegato prima e del presidente poi, dice che il contratto non sarà modificato. Le banche diventerebbero, a settembre, azioniste stabili della Fiat con una quota compresa tra il 25 ed il 27%. Seconde solo alla Ifi-Ifil che detiene una quota del 30% A pochi mesi dalla scadenza le banche sottoscrittrici del prestito (Banca Intesa, Unicredit, SanPaolo e Capitalia innanzitutto) starebbero pensando tutte (o quasi) alla conversione, che pure porterebbe nei loro bilanci minusvalenze consistenti. In base a quanto previsto dal contratto la sottoscrizione dovrebbe avvenire ad un prezzo pari alla media aritmetica tra 15,50 euro e la media ponderata dei prezzi ufficiali dei mercato delle azioni oarinarie Fiat riportate nei sei mesi precedenti. A fronte delle minusvalenze, gli istituti di credito hanno effettuato già consistenti accantonamenti o ricoperture: Unicredit ha accantonato complessivamente 180 milioni al 31 dicembre scorso, Banca Intesa 270 milioni complessivi, oltre ad operazioni di ricopertura sui derivati. Per il SanPaolo Imi, la riserva sui crediti in bonis include 167 milioni per la copertura dell'opzione sul convertendo Fiat. Una eventuale conversione aprirebbe ovviamente problemi di governance: le banche, tutte insieme tra i principali azionisti del Lingotto, potrebbero e dovrebbero esprimere propri rappresentanti in consiglio; potrebbero quindi essere direttamente coinvolte nella gestione del gruppo ed avere voce in capitolo. Ma c'è chi punta ancora su eventuali modifiche del contratto: l'obiettivo, secondo fonti industriali, sarebbe quello di un allungamento delle scadenze, con qualche modifica alle condizioni. Variazione che dovrebbero essere approvate all'unanimità (questo prevede il contratto) dalle banche firmatarie e sottoposte all'approvazione dell'assemblea Fiat. Questa, nonostante tutte le smentite ufficiali, sarebbe una delle ragioni alla base del rinvio dell'assemblea di bilancio del Lingotto, inizialmente convocata per il prossimo 10 maggio e che si terrà nella seconda metà di giugno. Il prestito convertendo da 3 miliardi venne firmato a luglio 2002 da 10 istituti di credito italiani e stranieri; primi firmatari Banca Intesa per 650 milioni, con una quota di prestito pari al 21,70%, Unicredit (625 milioni ed una quota di prestito del 20,89%), Capitalia (325 mln pari al 10,80% quota prestito a cui si aggiungono i 100 milioni del Banco di Sicilia), Sanpaolo Imi (400 mln e 13,34%), Bnl (300 mln e 10%), Monte Paschi di Siena (250 mln e 8,30%), Abn Amro (150 mln 5%), Banca Toscana (50 mln e 1,67%), Bnp Paribas (150 mln e 5%). A pochi mesi dalla scadenza, e a poche settimane dall'assemblea, attorno al titolo Fiat si sarebbero inoltre messi in moto movimenti che toccano non soltanto la questioni debitoria e industriale del Lingotto ma anche quegli asset direttamente o indirettamente controllati che in questo momento si trovano al centro dell'interesse del mercato, oggetto di interesse anche in questi ultimi giorni con il passaggio di pacchetti consistenti, come Rcs Mediagroup. ------------------------------ FIAT/TERMINI,VERTICE REGIONE SICILIA-SINDACATI AGGIORNATO A 26/4 20/04/2005 Cgil:assenza Cuffaro è ennesima sottovalutazione della questione Palermo, 20 apr. (Apcom) - L'incontro tra la Regione Sicilia e i sindacati sulla crisi dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e delle aziende dell'indotto è stato aggiornato al 26 aprile. Oggi a palazzo d'Orleans, alla presenza dell'assessore all'industria siciliano Antonio d'Aquino, del presidente della task force per l'occupazione siciliana Salvatore Cianciolo, e delle organizzazioni sindacali, sono stati esaminati solo alcuni dati tecnici, che hanno laciato perplessi i rappresentanti dei lavoratori. All'incontro non era presente il governatore siciliano Cuffaro. E proprio sull'assenza del presidente della Regione il segretario generale della Cgil siciliana, Carmelo Diliberto, punta il dito, definendolo come un "atto di disimpegno" o di "arresa alla volontà della Fiat di smantellare Termini", affermando: "ci auguriamo che Cuffaro abbia avuto un più che valido motivo per disertare l'incontro sulla Fiat, altrimenti non potremmo che pensare che si tratti dell'ennesima e grave sottovalutazione della questione". Sui dati tecnici emersi nella riunione e contenuti nel parere sul contratto di programma Fiat dato dal nucleo di valutazione della Regione, Diliberto ha indicato che "sono informazioni che aumentano le nostre preoccupazioni sul futuro dello stabilimento e dell'indotto, in riferimento sia ai livelli occupazionali sia agli assetti produttivi". Infine Giovanna Marano, segretario della Fiom Cgil siciliana, segnala: "se i dati fornitici oggi ci saranno confermati da Cuffaro sarà ormai chiaro tutto il bluff di una Regione che aveva annunciato investimenti per 250 milioni di euro e che invece ne spenderà meno di 2 milioni". --------------------------------- |
Fiat/ Acquisizione di atti a Torino da parte della GdF di Milano
Mercoledí 20.04.2005 14:59 Il nucleo provinciale della Guardia di Finanza di Milano ha effettuato oggi un'acquisizione di atti presso la sede della Fiat a Torino, presso la Regione Lombardia a Milano e presso gli uffici di Arese della Craa (Consorzio per la reindustrializzazione dell'Alfa di Arese) nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm Claudio Gittardi sulla reindustrializzazione dello stabilimento Alfa di Arese. Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che i militari della Guardia di Finanza hanno anche condotto tre perquisizioni nelle sedi delle tre società titolari dell'area di Arese. Al momento non è stato possibile raggiungere per un commento nessuna delle aziende e delle istituzioni in cui è stata svolta l'attività della Fiamme Gialle. L'indagine del pm Gittardi ipotizza i reati di truffa e abuso d'ufficio, entrambi a carico di ignoti, per presunte irregolarità nei finanziamenti pubblici per il progetto di reindustrializzazione dello stabilimento. Il fascicolo d'indagine era stato aperto sulla base di una denuncia presentata dal sindacato Slai-Cobas. |
Alfa Romeo/ Accordo per 484 tute blu, avranno 200 euro al mese
Mercoledí 20.04.2005 Accordo raggiunto per le tute blu in uscita dall'ex Alfa Romeo. L'intesa è stata firmata al ministero del Lavoro tra Fim, Fiom, Uilm, Regione Lombardia e Fiat, non solo evita il licenziamento di 484 persone, ma garantisce una cassa integrazione da 200 euro lordi al mese. Un bonus che verrà preso dalle tasche della Fiat. Non solo. L'azienda torinese metterà sul piatto anche 20mila euro ai lavoratori che danno le dimissioni e le tute blu potranno contare su un bonus di mille euro nei prossimi sei mesi come rimborso spese per la frequenza ai corsi di formazione organizzati dalla regione. Un'altra parte dell'accordo assicura il reinserimento a tempo indeterminato di 265 lavoratori a partire dal luglio 2005. Soddisfatto dell'accordo Maurizio Zipponi, segretario generale della Fiom-Cgil di Milano: "Sia chiaro - ha detto - che senza quest'intesa oggi avremmo 484 licenziamenti". L'attenzione si sposta ora sul polo della mobilità sostenibile. Sviluppo Italia garantirà 107 milioni di euro, mentre la Regione Lombardia sta lavorando per far decollare il polo entro luglio. "Il passo avanti di ieri è frutto del lavoro svolto a Milano da tavolo coordinato da regione Lombardia - rivendica il presidente Roberto Formigoni -. Il lavoro da fare è ancora lungo e necessita quanto mai l'impegno e la responsabilità di tutti i soggetti istituzionali, sociali e imprenditoriali coinvolti". ------------------- Fiat/ Seduta nera. M.Stanley: ridurrà perdite, ma meno del previsto Mercoledí 20.04.2005 Nuova seduta da dimenticare per il titolo Fiat, che ha toccato un nuovo minimo a 4,39 euro nel corso della giornata borsistica per poi chiudere poco sopra, a 4,53 euro, con una flessione del 4,83%. "Sul titolo sembra esserci un evidente panico ed essendo molto fragile è vittima della speculazione degli hedge fund", spiega un trader. Intensi i volumi, pari al 4,5% del capitale. E proprio oggi è uscito un report di Morgan Stanley che analizza le prospettive per il 2005 di tutte le case europee e testimonia la difficoltà della sfida che il management di Torino ha davanti a sè. Il titolo del Lingotto, insieme a Volkswagen e Volvo, è quello che ha la raccomandazione più bassa, Overweight. Questo, in un settore, quello dell'Auto, i cui profitti nel 2005 sono destinati a crollare del 15% nel Vecchio Continente. Ma sono Daimler e Renault le due case che, secondo le stime, accuseranno i maggiori ribassi, mentre anzi Fiat e il produttore tedesco dovrebbero incrementare il risultato nel corso del 2005. Ma entrambi "fronteggiano rischi notevoli". Un pò più nel dettaglio, gli elementi considerati positivi dagli analisti americani per il settore auto nel suo complesso sono: il taglio dei costi, per un totale di 3,5 miliardi di euro (di cui quasi la metà dovrebbero arrivare dalla sola Volkswagen). E il cosiddetto operating leverage (leva operativa, ovvero il rapporto fra costi fissi e quelli totali), che vale 1,7 miliardi. Il fattore negativo numero uno è invece il costo delle materie prime in salita, unito alla nuova "battaglia dei prezzi" sul mercato dell'auto e alla variabile rappresentata dal cambio. Per quanto riguarda Fiat in particolare le previsioni degli analisti di Morgan Stanley "assumono che il margine operativo dell'Auto cresca nel 2005 limitando il passivo a -3,3% contro il -4,1% del 2004". Le stime del management del Lingotto sono decisamente più ambiziose, visto che "puntano a un -1,5% di perdita operativa", circa la metà rispetto a quanto pensa Morgan Stanley. Gli analisti statunitensi assumono anche, fra i fattori positivi, 300 milioni di risparmi dal taglio dei costi e altri 100 da quelli "che Fiat definisce come costi di governance" che includono per esempio gli investimenti pubblicitari. A sfavore di Torino giocani invece il net pricing (circa lo 0,7% delle vendite), 100 milioni di costi di materie prime e altri 100 di costi promozionali. Nessuna stima sull'operating leverage visto che il gruppo "prevede di incrementare poco o nulla le vendite anno su anno". Gli analisti fanno notare che Fiat ha subito una flessione del 15% delle immatricolazioni in Europa nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo di un anno prima, e che la nuova Punta sarà un fattore importante nell'ultimo trimestre dell'anno. ---------------------- Sopra le righe/ Montezemolo tace improvvisamente, a causa di Fiat Mercoledí 20.04.2005 Luca Cordero di Montezemolo non parla più del Governo: e i suoi consigli illuminati mancheranno molto a tutti gli italiani. Più che altro sembra strano che da un momento all'altro tutto taccia. Perché? Le voci dei salotti milanesi lasciano trapelare che i motivi di questo improvviso silenzio di Lcdm, sono essenzialmente duee riguardano entrambi la Fiat,. Il gruppo non va tanto bene, e qualcuno potrebbe chiedere a Luchino se oltre a dare consigli all'azienda-Italia potrebbe dare anche qualche consiglio alla propria di azienda (e soprattutto perché non ne dà. Forse non ne ha? E se applicasse a se stesso i criteri di giudizio che applica al povero Berlusconi, Montezemolo come giudicherebbe se stesso?). In secodno luogo due da casa Agnelli gli hanno fatto intendere che di questi tempi, con i conti Fiat allo sfascio, serve tutto meno che farsi nemico il governo... ------------------- La fiducia di Marchionne/ L'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, ha acquistato sul mercato 220.000 azioni del Lingotto, pari a circa lo 0,03% del capitale ordinario, al prezzo unitario di 4,6 euro. Il controvalore dell'operazione, datata 18 aprile, è di 1,012 milioni di euro. http://canali.libero.it/affaritaliani/ ------------ DagospiaFIAT CRAC Come riferiscono le agenzie, anno su anno, cioe' 2005 su 2004 la Fiat nei 23 Paesi della Ue ha perso il 20% (ventipercento) di immatricolazioni. Tranquilli, abbiamo i giamaicani sul bob a quattro e i felpati-boys di Lapo al Cafè Fiat di Milano. :clap: |
Contano molto in questo momento i grafici sul titolo????? :confused:
Con le banche che gli danno addosso short di brutto da mesi.!! Forse c'è da chiedersi quanto devono ancora tenere questo livello di quotazione (o più giù) affinche la media dei 6 mesi sia soddisfacente per i caveau delle banche. Ritterranno opportuno mettere un limite? Ci sarà pur un LIMITE!?!?!?! Limite che non sia PIU' SCANDALOSO di come già appare. Perche sinceramente la cosa incomincia già a puzzare troppo. Eppure con questi volumi qualcuno stà comprando,e non credo sia solo il parco BUOI. Quel qualcuno compra a prezzi di favore? notte |
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Notte. |
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Grazie Steel per tutte le notizie che riporti.... lavoro che non ti è dovuto ma molto prezioso per tutti noi...
Per il resto che dire... non ascoltate troppo nè quelli che gufano esageratamente nè quelli che credono nei miraggi. Se fossi fuori rientrerei SOLO su ritorno sopra i 5-5.10. A tutti gli altri consiglio di spegnere il pc e riaccenderlo a Settembre quando tutto sarà + chiaro. A quel punto tireremo le somme e capiremo quanto abbiamo perso o guadagnato. Per chi fa previsioni di lunghissimo periodo..... diffido.... nessuno può sapere, le variabili sono talmente tante ed imprevedibili.. (2 torri docet).... il vento può cambiare improvvisamente sia a favore che aumentare la sua forza contro.... |
2.000.000 scambiati in 15 minuti
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p.s per quel po di analisi tecnica che si può fare per chi opera nel brevissimo:
supporti 4.5 4.33 resistenze 4.75 4.92 .... il tutto con candele orarie |
11.000.000 di pezzi in un ora!!!!!!!!!!!!! :eek: :eek: ... ba.. stacco ... un saluto a + tardi
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---------------------------- Fiat vede domani a Torino vertici banche creditrici - fonti Thu April 21, 2005 10:48 AM GMT MILANO (Reuters) - L'ad di Fiat, Sergio Marchionne incontrerà domani a Torino i vertici delle banche capofila del prestito convertendo da 3 miliardi di euro in scadenza a settembre. Lo riferiscono fonti finanziarie mentre secondo un'altra fonte probabilmente "non tutte le banche saranno presenti". "E' atteso domani a Torino un incontro ad alto livello" ha detto una delle fonti. Fiat dal canto suo non ha voluto commentare le indiscrezioni. Secondo il quotidiani Mf domani gli amministratori delegati di Intesa, Unicredit, Capitalia e Sanpaolo Imi vedranno Marchionne e il presidente del Lingotto, Luca Cordero di Montezemolo, per fare chiarezza sul futuro del gruppo. Lunedì scorso l'ad di Fiat aveva definito "infondate" le voci su eventuali modifiche del convertendo. --------------------------- Fiat, ecco il rimbalzo di Mauro Introzzi 21 aprile 2005 Dopo due giornate decisamente negative, nella seduta di ieri il titolo ha toccato il nuovo minimo storico intraday a 4,39 euro, il Lingotto recupera un po' del terreno perso. Le vendite abbattutesi sull’azione in queste ore, da molte definite di “natura speculativa”, si sono prese così una pausa. Temporanea o che prelude a un’inversione di tendenza? Dopo due giornate decisamente negative, nella seduta di ieri il titolo ha toccato il nuovo minimo storico intraday a 4,39 euro, il Lingotto recupera un po' del terreno perso. Le vendite abbattutesi sull’azione in queste ore, da molte definite di “natura speculativa”, si sono prese così una pausa. Temporanea o che prelude a un’inversione di tendenza? Intanto, per certificare il suo commitment e la sua fiducia nel futuro del gruppo, l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha acquistato 220mila azioni, per un controvalore totale superiore al milione di euro. Intanto, secondo quanto circola sulla stampa finanziaria, il manager potrebbe incontrare già nella giornata di domani i vertici di Banca Intesa, Unicredit, Capitalia e Sanpaolo Imi. Con quest’ultimi parlerà, naturalmente, del prestito convertendo da 3 miliardi di euro in scadenza a settembre. Ricordiamo che gli istituti potrebbero diventare i primi azionisti della società nel caso in cui non si giungerà a un diverso accordo. E, stando alle ultime dichiarazioni ufficiali di Fiat, il convertendo non verrà rinegoziato. Ma di che cosa si parlerà, allora? Qualcuno pensa che Fiat sia in procinto di lanciare un aumento di capitale, l’ennesimo della sua storia. Del resto la Ifil, la finanziaria della famiglia Agnelli, può contare su una liquidità di 800 milioni di euro. La holding guidata da Gianluigi Gabetti ha, da pochi giorni, concluso la vendita del 2% della Juventus, scendendo al 60%. I 2,4 milioni di titoli sono stati ceduti a un prezzo medio di 1,43 euro. Una bella plusvalenza, considerando che i titoli sono in carico nel bilancio di Ifil al prezzo di 0,59 euro. Che sia stata una mossa preliminare? Qualcuno ci scommette. A pesare sul titolo del Lingotto ci hanno pensato infine i rumors su un possibile ritardo nei pagamenti di General Motors, quelli legati allo scioglimento dell’opzione put. Ma non solo. In un report di ieri, gli analisti di Morgan Stanley hanno dichiarato che il settore europeo dell’auto è penalizzato da un eccesso di capacità istallata e dalle debolezze del cambio. In particolare Fiat non raggiungerà, secondo la banca d’affari statunitense, i target indicati dai vertici, che prevedono di arrivare a fine anno con un marginalità operativa lorda negativa dell’1,5%, mentre Morgan Stanley ritiene che raggiungerà un valore negativo del 3,3%. Alla fine del 2004 era aveva registrato un –4,1%. E oltreoceano la situazione di Ford e General Motors è tutt’altro che rosea. La prima ha comunicato nella giornata di ieri i suoi conti, risultati lievemente migliori delle attese. Tuttavia i vertici del gruppo hanno abbassato le loro previsioni sul trimestre in corso. Anche General Motors se la passa decisamente male. La sua trimestrale è stata deludente e il titolo è ai minimi da una quindicina di anni a questa parte. http://www.soldionline.it/ --------------------- FIAT/ NO COMMENT A VOCI SU INCONTRO MARCHIONNE-BANCHE 21/04/2005 La riunione si dovrebbe tenere domani a Milano o a Torino Torino, 21 apr. (Apcom) - No comment da parte Fiat sulle indiscrezioni relative ad un incontro che si dovrebbe tenere domani tra Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, e i vertici delle banche finanziatrici del prestito Convertendo. Nonostante Fiat non intenda dare valutazioni sulle voci riguardanti la riunione sembra ormai certo, secondo fonti finanziarie, che l'incontro ci sarà e si terrà o a Milano nella sede di Banca Intesa o al Lingotto Una decisione in merito verrà comunque presa nelle prossime ore. ------------------------- La “colpa” è di general motors Tassi d’interesse a rischio di salita Sandra Fasani http://www.lapadania.com/ I tassi d'interesse saliranno. La colpa è della General Motors. Ieri le Borse europee hanno chiuso in ribasso, ultimo - nel senso di più recente - sintomo del malessere dell'economia mondiale. In particolare, stanno cominciando ad avere paura anche in America, che negli anni scorsi è stato un Paese di spensierate cicale. I giorni che stiamo vivendo oggi sono probabilmente il raccordo fra due epoche: quella del denaro facile (in America) e quella della cinghia tirata (in tutto il resto del mondo). C'è un altro raccordo da registrare: quello fra micro e macroeconomia. I mercati azionari si sono impauriti per il dato sull'inflazione americana in marzo: secondo il dipartimento del Commercio, i prezzi al consumo sono saliti dello 0,6 per cento, il tasso più alto da due anni e mezzo. La corsa dei prezzi avvicina il prossimo aumento dei tassi da parte della Fed. Ma c'è anche un'altra preoccupazione dei mercati: la General Motors. E appunto qui è il raccordo fra micro e macro di cui si parlava. La General Motors ha presentato conti trimestrali disastrati, riassumibili in un fatturato di 45,8 miliardi di dollari (-4%) e in un "rosso" di 1,1 miliardi. Gm aveva avvisato che ci sarebbe stata una perdita, e che questa si sarebbe ripercossa sul risultato annuale. Ma il mercato ha preso molto male il fatto che il boss Rick Wagoner si sia rifiutato di formulare previsioni per l'intero anno, a causa dell'incertezza che regna nel mercato dell'auto. Il prezzo di Gm in Borsa sta scendendo fin dal gennaio 2004, ma da marzo di quest'anno la rotta si è fatta precipitosa, da 37 a 26 dollari. Ieri c'è stato un contraccolpo sulla Fiat, perché il mercato si è detto che se va così Gm, che doveva salvarla, chissà come andrà male la Fiat che ha a che fare con lo stesso mercato. Ma il contraccolpo più grave, e non da oggi, è sul mercato obbligazionario e sui tassi d'interesse, in un diabolico circuito di retroazione. Bisogna sapere che il solo business di Gm che fa profitti è il suo braccio finanziario, quello che presta i soldi a chi compra auto a rate. Questa attività è messa a rischio dall'aumento dei tassi, pure modesto, che la Fed sta praticando da un anno e passa. La prospettiva che le perdite peggiorino ancora però non agisce solo sulle quotazioni dell'azione Gm, ma anche sul rating delle sue obbligazioni (il rating è come un voto in pagella). Gm ha debiti colossali, 301 miliardi di dollari, e già adesso le sue obbligazioni sono al limite dell'investment grade, cioè del livello minimo che consente agli intermediari finanziari come fondi obbligazionari e fondi pensione di detenere quel tipo di attività. Se il rating calasse anche solo di una tacca, questi dovrebbero vendere. E Standard&Poor's ha precisamente messo sotto esame il rating Gm. General Motors però è la principale emittente di corporate bond. La vendita in massa e in fretta e furia della sua carta avrebbe come risultato quello di far precipitare le quotazioni di tutti i bond, cioè di far schizzare all'insù i tassi d'interesse a medio termine. Gli operatori non sono scemi e si sono accorti benissimo del rischio. Per questo i tassi d'interesse a medio-lungo termine stanno già crescendo da un po': anche indipendentemente, quindi, dalla politica della Fed, che in prima battuta agisce sui tassi a breve. E non è finita. I prossimi mesi vedranno di sicuro un'evoluzione negativa dei parametri della macroeconomia, e prima di tutto dei tassi d'interesse. Non si accettano scommesse: nostro malgrado, tutti noi stiamo già scommettendoci obbligatoriamente sopra da un pezzo.[Data pubblicazione: 21/04/2005] ------------------------ Nuovo calo in Borsa La Fiat nell’occhio del ciclone Giocano a sfavore la speculazione al ribasso sul titolo e la grave crisi di GM Dopo aver recuperato martedì parte del tanto terreno perduto nei giorni precedenti, Fiat ha vissuto ieri in Borsa l’ennesima seduta difficile così, a fine contrattazioni, il titolo ha ceduto il 4,82%, a 4,53 euro, ma nel corso della giornata è stato anche in grado di perdere il 7,20% a 4,4 euro. In soli quattro giorni il titolo del Lingotto ha perso il 14,1%. Forti gli scambi, che hanno visto passare di mano azioni per 35,98 milioni, il doppio di martedì e, soprattutto, il 4,498% del capitale sociale. Giù anche il titolo nella versione di risparmio (-4,25% a 3,84 euro) e privilegio (-4,91% a 3,46), così come le casseforti di famiglia Ifi (-2,62% a 10,62) ed Ifil (-2,94% a 3,12). Insomma Fiat sta vivendo un momento difficile che, secondo gli analisti, sarebbe dovuto a un “mix” di fattori che vanno dalla speculazione, additata come causa principale, alle difficoltà mostrate, negli ultimi giorni, da General Motors, la prima produttrice di auto al mondo dalle cui casse devono ancora uscire, in direzione del Lingotto, 550 milioni di euro, legati alla cancellazione dell’opzione “put” detenuta nei suoi confronti dall’azienda torinese. C’è poi da prendere in considerazione la difficile congiuntura del settore automobilistico internazionale oltre che le paure determinate dalla perdita di quote di mercato da parte dell’azienda. Vanno anche valutati i timori per il raggiungimento degli obiettivi fissati in materia di margine operativo lordo. Secondo alcuni operatori il primo motivo sarebbe comunque la speculazione, altrimenti vi sarebbero riflessi sull’andamento dei titoli delle banche coinvolte nel prestito convertendo alla Fiat. Quest’ultima questione comunque continua a rappresentare un problema per l’azienda. Non sarebbero servite quindi a molto le rassicurazioni arrivate nei giorni scorsi dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, che lunedì scorso ha acquistato 220 mila azioni ordinarie del Gruppo del Lingotto a 4,6 euro l’una per un controvalore di 1 milione e 12 mila di euro, oltre che dal presidente Luca Cordero di Montezemolo. Secondo il Financial Times «La Fiat e Marchionne sono ancora una volta messi alla prova sul modo in cui gestiscono giorno per giorno ogni aspetto del business. E questo include il modo in cui parlano al mercato. Il top management di Fiat - ha spiega il quotidiano nella rubrica “European Comment” facendo riferimento alla reazione della borsa alla mancanza iniziale di una motivazione sul rinvio dell’assemblea - non può più permettersi la minima svista». C’è anche da rilevare l’acquisizione di atti fatta ieri dalla Guardia di Finanza di Milano, negli uffici di Arese del Craa (Consorzio per la reindustrializzazione dell’Alfa di Arese), nell’ambito dell’inchiesta del pm milanese Claudio Gittardi su presunte irregolarità nei finanziamenti pubblici per il progetto che riguarda lo stabilimento nell’hinterland milanese. Intanto oggi a Mirafiori ci sarà un’assemblea straordinaria di tutti i lavoratori, impiegati tecnici e quadri degli Enti Centrali, con all’ordine del giorno la crisi della Fiat. L’iniziativa è di Fim, Fiom, Uilm e Fismic che hanno diffuso un volantino dal titolo “No alla rassegnazione”. “Riteniamo opportuno - affermano i sindacati - discutere degli strumenti utili ad evitare una cassa integrazione che, oltre a raggiungere il massimo utilizzo dall’inizio della crisi, comprometterebbe la possibilità di rilancio dell’azienda congelando un terzo dei dipendenti nelle aree tecniche di progettazione e di servizio”. Tutti i sindacati sostengono la proposta unitaria delle Rsu di Mirafiori per una rotazione. Infine i nuovi modelli: la nuova Croma verrà commercializzata dal prossimo 28 maggio ma forse è il caso che la Fiat, stante la situazione attuale, acceleri ed anticipi la presentazione delle altre novità per dare almeno qualche concreta risposta al mercato.[21/04/2005] http://www.lapadania.com/ ---------------------------- |
INFORM - N. 87 - 21 aprile 2005
-------------------- "L’Altra Sicilia": Termini Imerese, o polo automobilistico siciliano o niente BRUXELLES - L'Altra Sicilia, associazione di diritto internazionale a tutela della Sicilia e dei Siciliani "al di qua e al di là del Faro", di fronte alla lenta agonia dell'insediamento industriale di Termini Imerese, rileva come le proprie previsioni si stanno rivelando purtroppo assai fondate: le promesse e le parole al vento restano tali, la sostanza è che la Sicilia vede avviarsi ad un vero e proprio smantellamento del proprio tessuto industriale. Non si tratta solo di gestire l'emergenza degli attuali occupati della FIAT e dell'indotto. Si tratta anche di dare una speranza di trovare un posto di lavoro a tutti i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro. Siamo stanchi di assistere alla passerella di politici che vengono a chiedere il voto sulle nostre disgrazie dicendoci: "Quelli vi hanno tradito! Noi siamo migliori! Questa volta votate noi!" Ci vediamo già fra cinque anni, a parti invertite, con la solita miseria e con la solita solfa elettorale. E il Popolo Siciliano che crede, che crede sempre, che si aggrappa a qualunque speranza... Prendiamo atto del fatto che l'industria assistita dallo Stato (con incentivi o altro) appartiene al passato. Prendiamo atto del fatto che la politica industriale italiana e gli interessi forti nazionali non contemplano praticamente nulla per lo sviluppo della Sicilia. Prendiamo atto che il polo Fiat non ha nessun futuro e che il problema è nell'agenda politica solo per progettare interventi assistenziali per fare "sopravvivere i padri di famiglia" coinvolti in questa drammatica vicenda. Ma la Sicilia, una volta tanto, vuole vivere, non sopravvivere! In questo è indispensabile - lo ribadiamo ancora una volta - che l'Autonomia venga usata per fare una politica industriale veramente autonoma. Si crei una task force che dia vita ad un progetto industriale integrato per un polo automobilistico siciliano autonomo! Si crei un nuovo marchio e si lanci sul mercato globale. Si cerchino i partner internazionali necessari con una campagna a tutto campo (perché no? anche rivolgendoci ai cinesi se necessario), si riprogettino i modelli, le prospettive di mercato, i modi e tempi di produzione, gli orari di lavoro, in modo che il nuovo marchio sia realmente competitivo. Non vogliamo specificare i dettagli aziendali, tecnici e normativi di un tale progetto in un semplice comunicato stampa. Si faccia però la scelta politica di rilanciare la Sicilia come soggetto aggressivo sulla scena competitiva globale e si studino le condizioni (ambientali, fiscali, previdenziali, infrastrutturali…) per favorire gli insediamenti industriali in Sicilia. Non c'è nulla di più falso del dire che la Sicilia non deve avere industria, ma solo "sole, mare e grano": è solo un alibi per non far fare concorrenza all'industria continentale e per tenere la Sicilia nella condizione di regione perennemente malata e assistita. E' ora di dire basta. Anche con un uso spregiudicato dei margini di Autonomia che lo Statuto del 1946 ci concede; anche sfidando la Corte Costituzionale sempre pronta con le sue sentenze abrogative a ridimensionare la Nostra Autonomia; anche sfidando il Governo Italiano che in un polo automobilistico siciliano vedrebbe non lo sviluppo della Sicilia, al quale si è davvero poco sensibili, ma solo un concorrente pericoloso per la propria malata industria (per quella che l'Italia sente veramente propria, cioè quella del Centro-Nord o comunque della Penisola). Solo avendo come guida il nostro coraggio - conclude "l’Altra Sicilia" - potremo avere un futuro, in alternativa non sembra esserci proprio niente. (Inform) ........................................ ...... Giovedi 21 Aprile 2005 Novanta cavalli da un mille e tre? Si può fare: due bei carburatori doppio corpo voraci di benzina con piombo; un regime di coppia massima (11,6 kgm) a cinquemila giri, rapporti cortissimi per sfruttarla. Succedeva negli anni '70, con l'indimenticata Fulvia Coupè. Da oggi, alla cilindrata ...altimetricamente resa famosa da Renato Pozzetto ci si arriva in altri modi. Da oggi, perchè sino a poco fa per avere esibire la novantina bisognava essere tedeschi, francesi o giapponesi, e i centimetri cubici dovevano essere almeno mille e quattro. Ops, stavo quasi dimenticando: con gasolio in camera. E il nuovo 1300 TDI 90 CV ha fatto la sua comparsa - in sordina - sull' Astra a 3 porte. Ottantaquattro newtonmetri più della pari potenza specifica e totale d'epoca, al regime di 1750 giri/m (lo stesso della versione da 69 CV che ha 20 o 30 newtonmetri in meno a seconda della configurazione Fiat ed Opel. Arriverà anche sulla Punto, e certo costituisce un ottimo motivo per montarlo su carrozzerie ove l' attuale versione basica fatica in allungo. http://sport.blog.tiscali.it/scheda/articolo/fa1952479/ ------------------------ Borsa: prosegue positiva con Fiat (Mibtel +0,47%), bene Stm (Teleborsa) - Roma, 21 apr - A metà seduta i mercati europei si confermano in salita, con qualche eccezione come nel caso di Amsterdam e Zurigo che mostrano però cali marginali. Dopo un avvio prudente Piazza Affari guida ora i rialzi del vecchio continente registrando sul Mibtel un progresso dello 0,47% e sull'S&P/Mib dello 0,50%. Prosegue il rimbalzo di Fiat, dopo lo scivolone della vigilia. Il titolo viaggia con decisione in testa all'S&P/Mib mettendo a segno un recupero di circa il 5% con scambi vivaci, a fronte di un comparto auto positivo ma meno brillante (Stoxx +0,86%). Molto bene anche la Fiat nella versione di risparmio +4,31% e le privilegiate +7,25%. A seguire allunga Stm +2,73%, in scia al miglioramento dei tecnologici europei che beneficiano dei risultati superiori alle attese della finlandese Nokia. Fra gli editoriali si distingue Mediaset +1,45%. Positivi ma con modesti rialzi Rcs +0,26%, Espresso +0,09%. Mondadori guadagna circa mezzo punto percentuale. Prevalentemente positive ora le banche con Antonveneta che migliora dell'1,61% a 26,53 euro, ampiamento sopra i 25 euro dell'Opa Abn Amro. Bnl limita la risalita in un marginale +0,13%. Anche Banca Intesa risulta in leggero rialzo +0,37%, dopo aver reso noto di aver acquistato il 75% meno una azione dlla banca russa Kmb per 90 mln di dollari. Bene i titoli legati al risparmio gestito con Mediolanum +1,25% e Fideuram +0,76%. Ancora nel segno meno ma con recuperi dai minimi Unicredito -0,28% e San Paolo Imi -0,15%. Figurano fra i pochi titoli rimasti in negativo anche Lottomatica -1%. Tonici invece gli assicurativi con Alleanza e Ras in progresso di oltre l'1% mentre Generali guadagna lo 0,67%. Fra i migliori anche Autostrade +1%. Tengono i telefonici come Telecom +0,55% e Tim +0,57% e gli energetici con Edison +0,50%. Attorno al mezzo punto percentuale migliorano anche Eni e Saipem mentre Enel flette dello 0,61%. Prosegue il denaro su Alitalia +2,63%, dopo che la compagnia di bandiera ha comunicato stamane di aver ricevuto da Deutsche Bank la cosiddetta "lettera d'intenti" relativa alla prevista operazione di ricapitalizzazione della compagnia e di averla trasmessa, tramite le Autorità italiane, alla Commissione Europea. 21/04/2005 - 14:10 ---------------------- FIAT/ OGGI ASSEMBLEE DI IMPIEGATI MIRAFIORI CONTRO LA CIG 21/04/2005 Mercoledì 27 si terrà una manifestazione davanti al Lingotto Torino, 21 apr. (Apcom) - Fim Fiom Uilm Fismic e Associazione Quadri Fiat hanno proclamato per oggi ua serie di assemblee straordinarie di tutti gli impiegati tecnici e quadri degli Enti Centrali della Fiat Mirafiori. All'ordine del giorno vi sono tutti gli strumenti utili ad evitare ricadute negative della cassa integrazione che dovrebbe coinvolgere 1.300 'colletti bianchi' per 13 settimane consecutive e che i sindacati propongono venga effettuata a rotazione. Mercoledì 27 aprile alle ore 18, poi, sotto la sede centrale Fiat del Lingotto dovrebbe tenersi un'iniziativa, fuori orario di lavoro, destinata secondo i sindacati a raccogliere il disagio, la protesta per la cassa integrazione che colpirà gli impiegati. ------------------------ La governatrice fa la “zarina” La Bresso vuole decidere da sola: gli assessori solo esterni Giovanni Monaco Turin - Giunta cercasi disperatamente. Nel laboratorio piemontese la sinistra vittoriosa alle urne fa esperimenti di compattezza e di governo. Il risultato? Distinguo, crepe nella coalizione, valzer preventivo di poltrone, prime polemicucce sapientemente annacquate sui giornali locali. Insomma, la giunta non c´è ancora e l’Unione si disunisce al primo approccio di responsabilità. La miriade di partiti e partitini raggruppati contro la Cdl, che per dieci anni ha trovato legami solo per contrastare chi governava, scopre già le prime disgregazioni. Se Torino è laboratorio, allora la formula chimica è malfatta. La nuova presidente Mercedes Bresso aveva promesso una giunta in tempi brevi, ma a venti giorni dalla sua incoronazione la lista degli assessori è ancora in alto mare. Lei prosegue imperterrita per la sua strada, fatta di proclami e frasi vaghe: “Più donne al governo, più tecnici, meno direttori generali in Regione, abolizione dell’addizionale Irap, del ticket regionale, ingresso nel capitale Fiat”, eccetera. La previsione è che qualcosa di definitivo potrebbe far capolino alla fine del mese. Quindi ci sarà la proclamazione della zarina e, dopo tre settimane, l’insediamento di Giunta e Consiglio. Campa cavallo. Nel frattempo si prosegue senza bussola e si va avanti con l’ordinaria amministrazione. «E’ evidente - spiega il segretario nazionale della Lega Nord Piemont Roberto Cota - come la nascente giunta Bresso dimostri già tutti i problemi che hanno questi signori a governare. A criticare sono dei maestri, ma quando si tratta di lavorare per il bene dei cittadini si perdono in mille rivoli. E’ una situazione imbarazzante, che non vogliamo si ripeta anche a Roma: per tenerli insieme non basta il nastro adesivo, ci vuole l’attak». E a complicare le cose c’è l’atteggiamento da sovrana della stessa Mercedes. Dietro quel sorriso condiscendente, la Bresso mette in campo tutta la sua risolutezza. Gli assessori devono essere esterni, non eletti dal popolo. Nella malaugurata ipotesi che un partito le imponga qualcuno che si è guadagnato i voti, allora per fare l’assessore dovrà dimettersi da Consigliere. O mangi questa minestra o resti alla finestra. Ad esempio, fonti accreditate della sinistra confermano che la presidentessa non voglia il diessino Roberto Placido in giunta, perché uomo troppo forte con le sue 11mila e rotte preferenze. Potrebbe alzare la testa, meglio personaggi meno robusti sul territorio e più controllabili. Lei, in un decennio di Provincia, ha consolidato l’abitudine di circondarsi d’assessori fiacchi che hanno poco a vedere con l’elettorato. D’altra parte alcuni suoi compagni di avventura le rimproverano la convinzione di avere vinto da sola e non con i partiti. All’inizio era persino decisa a nominare assessore il socialista Luigi Sergio Ricca, poi un editoriale di un quotidiano le ha ricordato i trascorsi giudiziari dello stesso Ricca e una condanna patteggiata. Niente più Ricca. Addirittura ha ventilato il nome della verde Grazia Francescato, che le ha risposto con un cortese "no, grazie, preferisco Roma". Anche sulla nomina del parlamentare Alberto Nigra dovrebbe essere stato messo il veto e, a lui, sarebbe stato preferito Gianni Oliva, testimone di nozze della stessa Bresso e - per amor di verità - degnissimo professore universitario di storia e persona preparata. Ma il dato politico resta, ed è quello dell´Unione disunita, cui si aggiunge una politica che farà spendere un sacco di soldi ai contribuenti. Si calcola che tutti questi assessori esterni o dimessi (con subentro definitivo in Consiglio dei primi esclusi) costerà all´amministrazione ulteriori stipendi per almeno 2 milioni di euro annui in più. Senza contare la moltiplicazione di strutture e portaborse. «E poi - aggiunge Cota - un assessore che sia consigliere ha più autonomia di uno che, una volta licenziato dalla presidentessa, si trovasse disoccupato e in mezzo ad una strada. È chiaro che la Bresso dominerà incontrastata sulla Giunta». Stesso discorso vale per i direttori regionali. Con una dose di populismo, ne è stato annunciato il taglio da 36 a 10. «Dieci sono molto più controllabili - ricorda il presidente uscente del Consiglio regionale Tino Rossi - ed è certo che saranno tutti nominati in quota ai partiti di sinistra. La giunta Ghigo, rispettando le professionalità, ne aveva nominati alcuni anche se schierati dall’altra parte». Il risparmio per le casse regionali? Minimo: i direttori “trombati” resteranno come dirigenti, con una decurtazione salariale del 20 per cento. Certo saranno molto meno motivati a darsi da fare e, alla fine, ci rimetterà l’amministrazione. Vedremo se, come e quando la Bresso toglierà i ticket e l’addizionale Irpef. E poi come risolverà la crisi della Fiat, viste le difficoltà nel creare la sua stessa squadra.[21/04/2005] http://www.lapadania.com/ --------------------- Troppo rilassati MILANO - Pare di vedere, nei mercati, una cattiva allocazione dei sentimenti della paura e della tranquillità. C’è paura dove non è il caso di averne troppa, e cioè sul ciclo. C’è invece troppa tranquillità dove non è per niente il caso di averne, e cioè sui problemi strutturali. La paura dove non è il caso di averne porta ad errori direzionali. La tranquillità dove non è il caso di averne porta tipicamente a un errore potenzialmente ancora più grave, quello di avere posizioni troppo estese. Cominciamo con gli eccessi di paura sul ciclo. Si è passati, nel giro di un paio di settimane, da una sensazione di forza eccessiva a una di fragilità altrettanto eccessiva. Le borse sono scese troppo e i bond governativi sono saliti troppo. In realtà il ciclo ha tuttora una forza sottostante notevole. La Cina continua implacabile a crescere a una velocità annualizzata vicinissima al 10 per cento e gli Stati Uniti, come ha confermato ieri sera Janet Yellen della Fed, stanno tuttora muovendosi a una velocità superiore a quella tendenziale del 3. 25-3.50. Con l’inflazione che sale lentamente e l’economia che continua ad assorbire disoccupazione la Fed andrà avanti ad alzare i tassi di 25 punti base alla volta. Non siamo dunque di fronte all’inizio della fine. Il ciclo ha ancora qualche trimestre di vita davanti a sè e quello che vediamo non è che una replica del soft patch dell’estate 2004, con il petrolio in rialzo che limita temporaneamente la voglia di consumare e di investire. Una seconda paura male allocata è quella sui crediti, che sono stati venduti spesso indiscriminatamente in questi ultimi giorni. Cominciamo dai crediti sovrani emergenti. Qui i mercati, per un riflesso condizionato, vendono quando vedono problemi. Si dimentica però che quelli che sono problemi per noi, in particolare il rialzo del greggio, sono manna dal cielo per molti di loro. Si dimentica anche che, mentre nei cicli precedenti questi paesi erano importatori di capitali spesso caldi (e quindi pronti a fuggire e a lasciarli illiquidi e tendenzialmente insolventi), oggi sono esportatori di capitali verso gli Stati Uniti. Più impegnativo è il discorso sui corporate bond. Per parecchi mesi abbiamo suggerito di starne alla larga, non per chissà quali paure ma semplicemente perché gli spread sui governativi, una volta arrivati a zero o quasi, possono solo risalire. Una manciata di punti base di rendimento in più non compensa certo i rischi di credito in una futura recessione o, tanto meno, in una crisi sistemica. Detto questo, nei giorni scorsi, sulla scia di GM, si è venduto di tutto senza considerare che i problemi di GM e di Ford sono assolutamente circoscritti. Talmente circoscritti che non si può nemmeno parlare di problemi dell’industria automobilistica americana. Il settore, infatti, va ancora abbastanza bene se si considera che le case giapponesi producono negli Stati Uniti con ottimi profitti gran parte di quello che vi vendono. GM e Ford, come Fiat e (solo per certi aspetti) Volkswagen, sono ex campioni nazionali che pagano il patto sociale che li ha sempre legati al potere politico nazionale o locale. Sono gruppi che, in cambio di agevolazioni di ogni tipo, hanno dovuto farsi carico di oneri impropri, primo tra tutti quello di limitare la delocalizzazione. Di fronte a concorrenti meno condizionati dal patto sociale sono condannati, in un settore con bassi margini anche per i migliori, a divorare il capitale, a investire poco e a perdere quote di mercato in un circolo vizioso senza fine. Tanto varrebbe nazionalizzarli e creare poi delle newco più piccole, prive di debiti e più libere di agire. Che cosa c’entra questo con i bond di altri settori industriali? Niente. Quanto alle ripercussioni di borsa, va ricordato che GM capitalizza meno di Harley Davidson, ovvero un millesimo della borsa americana. Per quanto infine riguarda le conseguenze a catena sui creditori in caso di ristrutturazione del debito, si deve tenere presente che è in gran parte cartolarizzato e disperso in un enorme numero di portafogli. In pratica, il debito di GM non ci piace nemmeno a questi prezzi (anche perché case e auto saranno i settori più penalizzati in questa seconda fase del ciclo). Quanto agli altri crediti corporate, strategicamente ci lasciano ancora freddi, ma tatticamente possono dare qualche soddisfazione. Venendo agli aspetti strutturali, va registrato che gli squilibri continuano ad aggravarsi giorno dopo giorno. A ogni vertice internazionale segue un comunicato con una diagnosi corretta dei problemi e con indicazioni appropriate per tutti, ma poi si va a casa e si fa più o meno la metà di quello che si dovrebbe fare. E così l’Europa tiene correttamente i tassi bassi ma non riesce a (o non vuole) stimolare la domanda interna. L’America alza correttamente i tassi ma fa poco sul piano fiscale e di fatto non riesce ancora, se non in misura molto limitata, a frenare la domanda interna. La Cina, dal canto suo, riqualifica con successo la sua crescita, razionalizzando ad esempio l’uso delle materie prime e cercando di spostarsi su settori a più alto valore aggiunto, ma non ha fatto ancora nulla sul cambio. Non è ancora detto che la rotta di collisione delle zolle tettoniche ci porterà a un’immensa deflagrazione. Anche se andrà bene, in ogni caso, avremo una serie di scosse controllate ma poco piacevoli. Più si va avanti in questo 2005, ma soprattutto per il 2006 e 2007, questi rischi andranno tenuti a mente anche se, in superficie, tutto continuerà a sembrare tranquillo. Nulla è ad esempio più calmo dei cambi, in questo periodo, ma le correnti sottomarine spingono con forza verso altre svalutazioni del dollaro. I referendum europei terranno l’euro tranquillo nelle prossime settimane, ma se per l’estate non saranno arrivati segnali di miglioramento sul disavanzo americano, l’euro e lo yen dovranno tornare a rafforzarsi. La sfida, estremamente impegnativa, sarà quella di ridurre il disavanzo americano senza passare per una recessione. Oggi i mercati sono preoccupati dall’inflazione che sale, ma una recessione potrebbe precipitarci velocemente in deflazione. Da qui la necessità di procedere con grande prudenza nel rialzo dei tassi, altro che le cure da cavallo che vengono ogni tanto riproposte da alcuni commentatori. In sintesi. Più il ciclo matura più bisogna diventare difensivi. Questo non significa affatto che non si debbano cogliere occasioni (come quella attuale per le borse). Significa però che la potenza di fuoco deve gradualmente ridursi. 21/04/2005 - http://finanza.repubblica.it/ |
Volkswagen/ Utile operativo in crescita del 41% nel trimestre
Il primo trimestre del 2005 consegna alla Volkswagen risultati incoraggainti. Il maggior gruppo automobilistico europeo, grazie al successo del programma di risparmio "ForMotion", consegue nel periodo che va da gennaio a marzo di quest'anno un incremento dell'utile operativo del 41% (464 milioni di euro). E' quanto ha comunicato la stessa società nella tarda serata di ieri ai margini di un'assemblea generale tenutasi a Wolfsburg. A fronte di un fatturato in diminuzione del 2,4% a 21,12 miliardi di euro e di un vendita di autovetture in calo del 2%, senza considerare il debole mercato cinese, l'utile netto del gruppo tedesco sale a 70 milioni di euro dai 26 dello stesso periodo dell'anno scorso. Il dato supera le attese degli analisti, le cui stime davano un utile operativo in crescita a 445 milioni di euro, e consente al gruppo di Wolfsburg di migliorare la prognosi relativa ai risultati dell'intero 2005. Un anno che certo non è iniziato bene, a causa - secondo i vertici della Volkswagen - sia della guerra dei prezzi in corso nel mercato delle automobili, sia del rapporto euro/dollaro che continua a sfavorire i produttori europei. La casa automobilistica guidata da Bernd Pischetsrieder punta comunque molto sul successo dei nuovi modelli lanciati quest'anno. Su tutti la variante Plus della Golf V, la nuova Passat e l'utilitaria Fox, che a breve sarà disponibile anche sul mercato italiano. I 5,079 milioni di autovetture vendute nel 2004 dovrebbero essere facilmente superati. Questo almeno è l'auspicio della Volkswagen, che dal primo maggio potrà contare anche sulla direzione di Wolfgang Bernhard, ex manager della DaimlerChrysler, chiamato a dare maggior vigore all'opera di risanamento già in corso.Mario Bonaccorso http://canali.libero.it/affaritaliani/ ------------------------------------------ Citazione:
FIAT: MARCHIONNE IN INDIA PER SONDARE UNA PARTNERSHIP CON LA TATA MOTORS (AGE) TORINO - Fiat e Tata Motors potrebbero ben presto allearsi e creare una partenrship che porterebbe sul mercato europee autovetture di nuova concezione. L'interesse di Fiat per il gruppo automobilistico indiano, il quinto del mondo viene oggi ad essere confermato dalla trasferta indiana che doomani effettueranno il vicepresidente della Fiat, John Elkann, e l' amministratore delegato, Sergio Marchionne. I due domani, e per tre giorni, visiteranno le attività che il Gruppo ha nel grande paese asiatico. Sarà anche l' occasione per approfondire la possibilità di nuovi sviluppi nei vari business. È la prima volta, da quanto ha assunto la carica di amministratore delegato, che Marchionne visita le società in India di Fiat, che vi produce camion e autobus attraverso Ashok Leyland (6 stabilimenti in quattro Stati), trattori e macchine movimento terra con la Cnh, macchinari per l' automazione industriale con Comau. Poco meno di un mese fa, in occasione dell' accordo con la società Hinduja per l' acquisizione del controllo della Ashok Leyland (50,9%), John Elkann aveva annunciato l' interesse di Fiat a un ampliamento della presenza in India, valutando eventuali partneship nell' auto: «Entro l' anno - aveva detto - annunceremo qualcosa». Il 1 marzo, in occasione del Salone dell' Auto di Ginevra, il presidente Luca Cordero di Montezemolo e John Elkann avevano incontrato i vertici della casa automobilistica indiana, Tata. (AGE) PIC http://www.agenews.it/notizia.php?c=7&in=3982 --------------------- FIAT/ JOHN ELKANN E MARCHIONNE DA DOMANI IN INDIA 11/04/2005 Per tre giorni visiteranno strutture gruppo nel paese asiatico Torino, 11 apr. (Apcom) - Il vicepresidente della Fiat, John Elkann, e l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, da domani e per tre giorni saranno in India. Per Marchionne, tra l'altro, è la prima visita alle strutture industriali del gruppo nel paese asiatico. Fiat è presente in India con la produzione della vettura 'world car' e con Iveco che con la locale Ashok Leyland, di cui detiene il 50,9%) produce camion e bus. CNH costruisce, da parte sua, trattori e macchine movimento e Comau fornisce gran parte dei produttori indiani con si suoi robot di assemblaggio. Non è peraltro da escludere che nell'agenda di Elkann e Montezemolo vi siano anche degli incontri con imprenditori locali. Al salone di Ginevra di inizio marzo, infatti, il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo e il vice John Elkann si erano intrattenuti a colloquio per oltre un'ora sullo stand Fiat con Ratan Tata, presidente dell'omonimo gruppo indiano. Spiegando le ragioni del lungo e cordiale incontro, iniziato con una visita agli stand Fiat, Lancia e Alfa Romeo, Montezemolo aveva ricordato che una delegazione di industriali italiani si era recata appena in India durante il viaggio ufficiale del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. "Siamo appena stati in India - aveva raccontato ai cronisti Montezemolo - e ci eravamo dati appuntamento per rivederci a Ginevra. Il signor Tata - aveva spiegato il presidente della Fiat e di Confindustria - oltre che presidente del suo gruppo guida anche una commissione per l'attrazione di investimenti esteri in India". http://economia.virgilio.it/news/fog...tizia=11642888 ---------------------- FIAT/ RINVIO ASSEMBLEA, PIU' TEMPO PER CONVERTENDO E ALLEANZE? 12/04/2005 Possibile intesa industriale,poi Montezemolo potrebbe lasciare Torino, 12 apr. (Apcom) - E poi ci sono gli investitori indiani, forse non soltanto quelli del gruppo Tata con cui Montezemolo, Marchionne ed Elkann hanno rapporti ottimi. Probabilmente è solo una coincidenza, ma l'ad e il vicepresidente sono in India sino a domani per un tour, ufficialmente per visitare gli impianti Fiat, Iveco e Cnh in India. http://economia.virgilio.it/news/fog...tizia=11643789 ----------------- FIAT CHIEDE LO SCONTO SUL CONVERTENDO (AGI) - Roma, 15 apr. - Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, avrebbe pronta la sua proposta per la modifica del convertendo. Un piano - annuncia Finanza & Mercati - che il manager intenderebbe presentare a breve alle banche, puntando alla cancellazione di una parte del convertendo - si parla di 1-1,5 miliardi - e alla rinegoziazione della parte restante, 2-1,4 miliardi. L'idea - spiega il quotidiano economico-finanziario - è maturata alla luce dei corsi di Borsa del titolo Fiat: ieri le azioni del Lingotto hanno chiuso a 5,28 euro in rialzo dello 0,51 per cento. Poiché il regolamento del prestito prevede che la conversione avvenga a un valore pari alla media tra 14,4 euro e l'andamento medio del titolo negli ultimi sei mesi, le banche rischiano di mettere in portafoglio Fiat un prezzo attorno a 10 euro, quasi il doppio rispetto ai corsi attuali. Viceversa, cancellando una parte del prestito e rinegoziando la parte restante, la perdita sull'investimento risulterebbe ridotta al 33 per cento. Sul Giornale si legge intanto che si è conclusa ieri la missione in India di John Elkann e Sergio Marchionne: i due manager hanno fatto il punto sulla presenza del gruppo Fiat nel paese asiatico, dopo avere incontrato i vertici della Tata, il colosso locale dell'automobile. Al viaggio in India potrebbe seguire una collaborazione industriale tra i due gruppi: il Lingotto - sostiene il quotidiano milanese - potrebbe annunciare a breve "nuove iniziative".15/04/2005 - http://finanza.repubblica.it/scripts...&codnews=48967 ---------------------- |
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Fiat: Concessionari Comprano Azioni, Fiducia In Azienda
(ANSA) - TORINO, 21 APR - Dopo l' amministratore delegato Sergio Marchionne anche non pochi concessionari della Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) hanno deciso di acquistare in Borsa azioni del Lingotto. Secondo quanto risulta, un quantitativo di 1 milione e 200 mila titoli è stato comperato complessivamente (metà per uno) da due importanti concessionarie torinesi, Progetto e Dinamica. E' un atteggiamento in controtendenza con le vendite registrate nei giorni scorsi (ma oggi il titolo è rimbalzato verso l' alto) e vuole dimostrare la fiducia nei prodotti automobilistici del Lingotto, in un anno ricco di novità: in settimana è stata presentata la nuova Croma, a giugno toccherà all' Alfa 159, a settembre alla nuova Punto e a fine anno all' Alfa Romeo Brera. (ANSA). |
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Ufficiale.. incontro con le banche Martedi prossimo
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Giovedì 21 Aprile 2005, 16:20
Fiat: Fondo Pensione Usa Tiaa-cref Scende Entro Il 2% (ASCA) - Roma, 21 apr - Il fondo pensione statunitense Tiia-Cref ha ridotto la sua partecipazione in Fiat entro il 2%, dal 3,645%. E' quanto si apprende dalle comunicazioni della Consob sulle partecipazioni rilevanti. L'operazione risale al 12 aprile ----------------- Giovedì 21 Aprile 2005, 16:08 Fiat: Maroni, Esclusa Partecipazione Pubblica In Capitale (ASCA) - Roma, 21 apr - Il ministro del Welfare dimissionario, Roberto Maroni, si definisce ''preoccupato come tutti gli italiani'' per la fase di difficolta' della Fiat e per le significative perdite registrate dai titoli del gruppo di Torino. Ma non manca di ribadire quanto piu' volte dichiarato nel passato: ''E' esclusa ogni ipotesi di partecipazione pubblica nel capitale''. ''Noi possiamo fornire strumenti di sostegno al reddito - ha quindi argomentato Maroni - sostegni che non sono mai mancati, ma non possiamo fare di piu', anche perche' agiamo nell'ambito della Ue''. L'esponente del Carroccio ha quindi aggiunto che ''la mia preoccupazione e' che la Fiat possa invece che cedere acquistare quote di mercato. Auspichiamo quindi che la nuova Croma e i nuovi modelli che verranno lanciati possano acquistare quote di mercato''. ---------------- Giovedì 21 Aprile 2005, 15:46 Fiat: Pezzotta, Siamo Preoccupati Chiediamo Confronto Serio (ASCA) - Roma, 21 apr - Il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, si dice preoccupato per l'attuale situazione della Fiat e chiede un confronto serio con i vertici dell'azienda. ''Il nostro giudizio e' di preoccupazione - ha detto Pezzotta a margine di un convegno della Unione europea sull'agenda di Lisbona - e ribadiamo la richiesta di un confronto serio con i vertici dell'azienda anche per capire cosa vuole fare la proprieta', e gli sviluppi del convertendo e maggiori approfondimenti sul piano industriale''. ------------------ Giovedì 21 Aprile 2005, 15:29 Fiat: Concessionari Comprano Azioni, Fiducia In Azienda (ANSA) - TORINO, 21 APR - Dopo l' amministratore delegato Sergio Marchionne anche non pochi concessionari della Fiat hanno deciso di acquistare in Borsa azioni del Lingotto. Secondo quanto risulta, un quantitativo di 1 milione e 200 mila titoli è stato comperato complessivamente (metà per uno) da due importanti concessionarie torinesi, Progetto e Dinamica. E' un atteggiamento in controtendenza con le vendite registrate nei giorni scorsi (ma oggi il titolo è rimbalzato verso l' alto) e vuole dimostrare la fiducia nei prodotti automobilistici del Lingotto, in un anno ricco di novità: in settimana è stata presentata la nuova Croma, a giugno toccherà all' Alfa 159, a settembre alla nuova Punto e a fine anno all' Alfa Romeo Brera. (ANSA). ---------------- Giovedì 21 Aprile 2005, 17:13 Fiat: Martedi' Incontro Marchionne Banche Convertendo (ASCA) - Torino, 21 apr - L'amministratore delegato Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) , Sergio Marchionne, incontrera' martedi' prossimo i vertici delle banche del prestito convertendo da 3 miliardi di euro. Lo dicono fonti finanziarie che smentiscono le voci, diffuse in mattinanta dopo le notizie di un quotidiano, di un summit Fiat banche previsto per domani a Torino. La riunione di martedi' dovrebbe fare il punto della situazione e probabilmente affrontare la discussione sul convertendo, che scade al settembre prossimo. ------------------ Giovedì 21 Aprile 2005, 13:25 Fiat: vertici Sanpaolo domani a Napoli, incontro a rischio MILANO (MF-DJ)--Il presidente di Sanpaolo Imi Enrico Salza e l'a.dAlfonso Iozzo domani saranno a Napoli per partecipare ad un convegnoorganizzato dal Banco di Napoli. Questo impegno, che e' stato confermato, mette a rischio il meeting frale banche del convertendo e i rappresentanti della Fiat in programmadomani a Torino. Qualora l'incontro di domani dovesse saltare il vertice,secondo quanto si apprende da ambienti finanziari, potrebbe essereriscadenziato per martedi' prossimo.Glm ---------------------- Giovedì 21 Aprile 2005, 15:11 Tiaa-Cref Investment sotto il 2% nel capitale di Fiat Il fondo Tiaa-Creff Investment Management ha ridotto la propria partecipazione in Fiat al di sotto della soglia del 2% dal 3,645% precedentemente posseduto. Lo ha comunicato la Consob precisando che l'operazione risale al 12 aprile 2005. Spystocks ---------------- |
21/04/2005 - 15:09
FIAT: DOMANI NESSUN INCONTRO FRA MARCHIONNE E BANCHE CREDITRICI (AGE) TORINO - Fiat ha comunicato che domani non ci sarà alcun incontro tra i vertici del gruppo e quelli delle otto banche che hanno concesso il prestito convertendo da 3 miliardi di euro. La riunione potrebbe tenersi all'inizio della prossima settimana. L' amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha acquistato 220 mila azioni ordinarie del Gruppo del Lingotto a 4,6 euro l'una per un controvalore di 1 milione e 12 mila di euro. La transazione è avvenuta lunedì scorso. La comunicazione dell' operazione è stata fatta alla Borsa secondo quanto previsto dalle regole di corporate governance del Gruppo relative all' Internal dealing. (AGE) PIC --------------------------------- Ricoperture tecniche su Fiat (+4,84% a 4,7525 euro), dopo le forti flessioni degli ultimi giorni. L’amministratore delegato, Sergio Marchionne, ha comunicato di aver acquistato azioni della società per un controvalore di oltre un milione di euro. Intanto, secondo alcune indiscrezioni, domani potrebbe tenersi un incontro tra i vertici dell’azienda e le banche per discutere del prestito convertendo. Segno più anche per la holding Ifil (+3,13%). http://www.soldionline.it/SOL_Editor...56FEA005307C1/ --------------------------------- Previsti tre mesi di cassa integrazione anche per 1.500 impiegati Fiat, mercoledì tute blu e colletti bianchi davanti al Lingotto L'iniziativa decisa oggi: sarà allestito anche un piccolo palco sul quale chi vorrà, potrà avanzare proposte per rilanciare il settore auto Torino, 21 apr. (Adnkronos/Mak) - Proposte, non solo proteste. E' l'obiettivo della manifestazione organizzata per mercoledì 27 aprile davanti alla palazzina del Lingotto, fuori orario di lavoro, cui parteciperanno non solo le tute blu, ma anche, per la prima volta, i colletti bianchi della Fiat, interessati nelle prossime settimane da tre mesi di cassa integrazione che toccherà 1.500 di loro. L'iniziativa, che ha il sostegno dei sindacati dei metalmeccanici, è stata messa a punto oggi in occasione delle assemblee che si sono svolte agli Enti Centrali di Mirafiori, a cui hanno partecipato un migliaio di persone, tra tecnici, impiegati e quadri. ''Mercoledì alle 18 davanti al quartier generale della Fiat sarà allestito un piccolo palco sul quale chi vorrà potrà avanzare la sua proposta per rilanciare il settore auto - sottolinea per la Fiom, il segretaro torinese Giorgio Airaudo - è una sfida che non riguarda solo il sindacato ma anche l'associazione dei capi e quadri che conta ben il 50% della rappresentanza. Il sindacato, dunque, non rinuncia a denunciare la crisi con i tradizionali strumenti come lo sciopero, ma vi affianca anche elementi nuovi come le proposte avanzate direttamente dagli interessati''. ''Per quanto ci riguarda - conclude il segretario provinciale della Fiom - Marchionne non deve solo colloquiare con le banche e la finanza, ma deve scendere anche tra noi mortali e aprire un negoziato con i lavoratori che si aspettano proposte e non solo promesse''. Intanto in borsa oggi Fiat si distingue per il buon rialzo, dopo una serie di sedute molto negative. Il titolo torinese, alle 10,50, guidava le blue chips con un rialzo del 4,40% a 4,73 euro. Poi, a metà seduta, ha raggiunto +4,57% a 4,74 euro, con un rialzo che però non compensa i forti cali delle ultime settimane. --------------------- TEMPESTA IN BORSA PER LA FIAT (AGI) - Roma, 21 apr. - Nuovo crollo a 4,53 euro (-4,8%) per il titolo Fiat. La schiarita di ieri a Piazza Affari, arrivata dopo due sedute decisamente pesanti, non è durata - sottolinea La Stampa - che poche ore: ad un avvio ben impostato, sull' onda delle altre Borse europee, è subentrato un arretramento generale degli indici, causato principalmente - spiega il quotidiano torinese - dalle manovre sul titolo. Manovre che hanno fatto passare di mano a scopo speculativo 35,9 milioni di azioni, per un controvalore di circa 166 milioni di euro, pari a oltre il 4 per cento del capitale ordinario del gruppo del Lingotto. Secondo il giudizio degli analisti, la nuova picchiata del titolo Fiat è stata causata da questa ondata speculativa ma anche dai timori per i conti trimestrali di General Motors; a questi due elementi si aggiunge - riferisce il Giornale - la crisi sul mercato europeo dell' auto, che sta mettendo a dura prova tutti i produttori. Su Repubblica si legge intanto che la manovra di rilancio del gruppo prosegue tra "difficoltà e ipotesi"; le banche pongono le loro condizioni sul convertendo, mentre alcune voci rendono il clima pesante tra i "colletti bianchi". Tra queste - riferisce il quotidiano diretto da Ezio Mauro - quella relativa alla possibilità di nuovi, ingenti tagli tra i dirigenti. Dell' argomento si discuterà oggi in un' assemblea di quadri, impiegati e tecnici degli Enti centrali. 21/04/2005 --------------------------- FIAT: MARONI, PREOCCUPATI CHE CEDA QUOTE DI MERCATO (AGI) - Roma, 21 apr. - Il governo e' preoccupato che la Fiat possa perdere ancora quote di mercato, ma non puo' fare nulla di piu' che mettere a disposizione strumenti di sostegno al reddito per affrontare la crisi. E' quanto ha spiegato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, intervistato nel corso di una conferenza stampa. Non avendo titoli Fiat ne' titoli in assoluto - ha osservato Maroni - non sono preoccupato personalmente, ma come tutti gli italiani sono preoccupato che la Fiat possa cedere, invece di acquistare, quote di mercato. In Europa le vendite di auto sono in diminuzione, ma e' anche vero che la Fiat ha perso piu' di altre case automobilistiche". "Ci auguriamo - ha proseguito - che con il lancio della nuova Croma e di nuovi modelli la Fiat possa acquistare nuove quote di mercato. Noi possiamo mettere a disposizione strumenti di sostegno al reddito, ma di piu' non possiamo fare". E' infatti esclusa - ha ribadito in conclusione Maroni - la partecipazione dello Stato al capitale azionario dell'azienda. 21/04/2005 ------------------------ Crisi Fiat: incontro sindaco RSU Comunicato del: 21-04-2005 di:COMUNE DI CASSINO UFFICIO STAMPA La persistente crisi Fiat, con concreti rischi di ulteriori tagli occupazionali nello stabilimento dell’azienda automobilistica torinese e nelle fabbriche dell’indotto, è stata al centro dell’incontro che le rappresentanze delle RSU del sito Fiat di Cassino (stabilimenti Fiat, Delfo, TNT Arvil, Collins & Ailkman, Kautex, Sistemi sospensioni, Comau, Itca, Lear e Lamier sud) hanno richiesto nei giorni scorsi al sindaco Bruno Vincenzo Scittarelli. Nel corso dell’incontro i numerosi esponenti sindacali Rsu della Fiat e delle aziende dell’indotto hanno illustrato al sindaco e all’assessore per le Politiche del Lavoro Iris Volante, le radici delle preoccupazioni sul futuro dei livelli occupazionali del settore auto cassinate. Nella loro analisi hanno evidenziato che “la realizzazione della Nuova Croma rappresenta certamente un aspetto positivo, ma si tratta pur sempre di una vettura che occupa solo una nicchia di mercato rispetto alle potenzialità e ai livelli occupazionali della Fiat di Cassino. La Stilo, invece, continua ad avere problemi di mercato, mentre la riduzione dell’attuale CIG è determinata solo dall’avvio della produzione della Nuova Croma e previsioni produttive per Cassino non ce ne sono. Inoltre appare accantonato il progetto di avviare a Cassino la produzione del nuovo modello del segmento C, così come era stato sempre promesso. Ci dicono che questo è dovuto alla CIG dei dipendenti Fiat di Torino, ma abbiamo anche saputo che nel corso di una riunione è stato detto che non è affatto sicuro che il nuovo modello, se ci sarà, si farà a Cassino. E questa è sicuramente una cosa molto pericolosa per i livelli occupazionali Fiat di Cassino, in quanto la produzione della Nuova Croma riguarderà al massimo 1000 dei 3350 dipendenti dello stabilimento. Segnali ancora più allarmanti vengono dalle numerose aziende dell’indotto, che per prime risentono della crisi della casa madre; situazioni molto preoccupanti sono già presenti, ad esempio, in Kautex, Lear, Itca, Delfo, TNT-Arvil, Lamier. Secondo voci provenienti da settori bancari, infine, per ottenere il rinnovo delle linee di credito la Casa torinese dovrà procedere alla chiusura di due stabilimenti”. Le RSU hanno quindi chiesto al sindaco un sostegno istituzionale alla soluzione della vertenza. Scittarelli ha ripercorso le numerose e positive iniziative già assunte dall’Amministrazione Comunale sin dagli albori della crisi Fiat, “culminate con il finanziamento di 25 milioni di euro, da parte della Regione Lazio con la Legge 46/2002 (che favorirà il sostegno alle imprese del settore attraverso nuove infrastrutture, formazione professionale e finanziamenti), con l’incontro con i vertici Fiat a Torino, insieme all’abate Vescovo di Montecassino D’Onorio (durante il quale è stato ribadito un occhio di attenzione verso lo stabilimento cassinate), con la costituzione del nuovo Consorzio Industriale del Lazio Meridionale (finalizzato a favorire una nuova era industriale nel nostro territorio attraverso il potenziamento infrastrutturale, la diversificazione produttiva e la valorizzazione di tutte le risorse ancora inespresse di questo territorio). Ma adesso occorre muoversi nuovamente e nell’immediato – ha continuato Scittarelli – per impedire che la politica aziendale Fiat possa penalizzare lo stabilimento cassinate; per questo l’Amministrazione si mette sin da ora al vostro fianco in tutte le iniziative che saranno ritenute idoneo a raggiungere lo scopo. Cassino ed il Cassinate non possono permettersi di assistere al calo dell’occupazione del settore auto, che comporterebbe anche negative ripercussioni e conflittualità di carattere sociale. Intanto mi impegno, come da voi richiesto, a convocare al più presto la Consulta dei Sindaci del Cassinate per valutare la situazione e le iniziative da assumere. La Consulta rappresenta oltre 30 Comuni di questo territorio e tutti insieme devono far sentire forte la loro voce a sostegno dei lavoratori Fiat. E, nella mia qualità di presidente della Consulta incontrerò al più presto anche il direttore dello stabilimento Fiat di Cassino. Credo che l’obiettivo principale sia quello di ottenere che la nuova vettura del Segmento C venga costruita a Cassino e che gli impegni Fiat, assunti con me e l’abate a Torino e da Montezemolo nell’Aula Pacis a Cassino, vengano rispettati”. I rappresentanti RSU Fiat e delle aziende dell’indotto, che hanno apprezzato la disponibilità dell’Amministrazione Comunale a sostenere la causa, si riuniranno nella Sala Restagno del palazzo municipale il prossimo 2 maggio, alle ore 9,30; e nei giorni immediatamente successivi parteciperanno ai lavori della Consulta dei Sindaci del Cassinate per pianificare le migliori strategie di sostegno alla soluzione della crisi Fiat. http://www.janula.it/news/comunicmostra.php?cod=574 -------------------------- |
Giovedì 21 Aprile 2005
Fiat: Chiude In Rialzo Del 5% In Borsa, Scambiato 4,3% (ANSA) - MILANO, 21 APR - Chiusura in rialzo del 5,029% a 4,761 euro per i titoli Fiat a Piazza Affari, con scambi a fine seduta pari a circa 42,8 milioni di azioni, dopo i 35,9 trattati alla vigilia. Si tratta di oltre il 4,3% dell'intero capitale sociale del Lingotto e di ben il 5,3% del capitale ordinario del gruppo.(ANSA). ------------- LAPO ELKANN: FLESSIONE TITOLO? IO FACCIO IL MIO LAVORO "Non so da cosa dipende la flessione del titolo Fiat in Borsa. Io faccio il mio lavoro e mi accontento di farlo nella migliore maniera possibile". Lo ha detto a Rimini, in una conferenza stampa alla Fondazione Carim, Lapo Elkann, responsabile Brand Promotion Fiat Auto. Elkann è stato in mattinata ospite della Comunità di San Patrignano, e nel pomeriggio a Rimini aveva in agenda un incontro pubblico all' Università. "Data la mia poca esperienza in materia finanziaria - ha aggiunto Elkann - avendo esperienza sulla promozione, sul marketing e sulla comunicazione, mi accontento di dare risposte riguardo alla parte che mi attiene. Per la parte finanziaria ci sono persone molto più brave e molto più preparate di me, che potebbero dare una risposta sicuramente molto migliore della mia. In base a questo non sono in grado di rispondere se quello che succede è normale oppure no". Lapo Elkann a San Patrignano ha fatto visita, accompagnato da Andrea Muccioli, ad alcuni laboratori e ha pranzato nella grande sala della comunità, rimanendo colpito - ha riferito Carlo Bozzo dell'ufficio stampa di San Patrignano - "dal clima di unità e grande condivisione della comunità. Elkann ha espresso soddisfazione per questa visita alla Comunità e si può allo stesso tempo affermare che, per il futuro, da questo incontro non è escluso che possano nascere dei progetti comuni". (21 aprile 2005) http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=741 ------------------------ FERRARI PUNTA ALLA CINA La Ferrari affila le unghie per conquistare il mercato cinese. E lo fa puntando sulla F430, la vettura da strada più sportiva che l'azienda di Maranello abbia mai prodotto e che debutterà al Salone dell'auto di Shanghai, in programma dal prossimo 21 aprile, dove la Ferrari per la prima volta avrà uno stand tutto suo. Ad attendere a Shanghai lo sbarco delle prime due F430 c'era una piccola folla, composta da duecento giornalisti cinesi, ma soprattutto da 400 aspiranti clienti, che comunque dovranno munirsi di tanta pazienza perchè per il 2005 il Cavallino ha destinato al mercato cinese non più di 50 auto. Presente in Cina con quattro punti vendita ed un mega store, inaugurato nei giorni scorsi, la Ferrari punta a consolidare la sua presenza in un mercato in costante crescita. "La Cina può rappresentare per la nostra marca, nello spazio di tre-quattro anni, uno dei primi cinque o sei mercati mondiali - ha spiegato il direttore generale della divisione granturismo della casa di Maranello, Amedeo Felisa - Ma non abbiamo fretta: quello che conta oggi è creare una rete solida di vendita ed assistenza per il miglior servizio a questi nostri nuovi clienti". Rientra in questo progetto di rafforzamento l'apertura di dieci nuove concessionarie entro il prossimo mese di settembre, così da coprire tutti i principali centri emergenti del Paese. "Dobbiamo rispondere alle aspettative dovute al crescente interesse degli appassionati che, qui in Cina, conoscono Ferrari principalmente per le vittorie in Formula Uno e che oggi stanno scoprendo il piacere ed il prestigio di possedere una delle nostre vetture", ha aggiunto Felisa, precisando che le vetture destinate quest'anno al mercato cinese sono le 12 cilindri 575 Maranello, la 612 Scaglietti e la 8 cilindri F430. La F430 è la vettura da strada più sportiva che l'azienda di Maranello abbia mai costruito: otto cilindri, differenziale a controllo elettronico (si chiama E-Diff e consente prestazioni mutuate direttamente della Formula Uno), da 0 a 100 km/h in 4 secondi netti, 4.300 centimetri cubici per 490 cavalli, oltre 315 km/h di velocità massima. Il cambio, poì, è del tutto analogo a quello quello della F1: consente di inserire le marce ad una velocità di 150 millesimi di secondo ed è disponibile sia in versione normale sia tutto sul volante (il cosidetto manettino). I cinesi intenzionati ad acquistarla dovranno sborsare 2,6 milioni di yuan, circa 260 mila euro: una cifra non indifferente sulla quale gravano in modo pesante le forti limitazioni fiscali. Attualmente, infatti, una Ferrari è gravata da una tassa doganale del 35%, dieci anni fa la tassa arrivava anche al 100%. A partire dal gennaio 2006 i freni alle importazioni verranno ulteriormente ridotti dal governo cinese sulla base degli accordi Wto: dal prossimo anno, infatti, le tasse caleranno al 30% per scendere ulteriormente a metà anno al 25%. Sulla base di questo previsto calo fiscale, la Ferrari può prevedere una progressiva e solida crescita, anche in considerazione della forte crescita e del paese e dell'aumento del numero delle persone abbienti. (20 aprile 2005) http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=741 ----------------------------------- INIZIA A SCENDERE IL PREZZO DELLA BENZINA I prezzi dei carburanti in Italia, dopo i record raggiunti ad inizio aprile e mantenuti nelle scorse settimane, cominciano a registrare qualche segnale di allentamento della tensione. A cominciare dai distributori Erg e Q8: le due compagnie hanno infatti rimesso mano ai propri listini, riducendo rispettivamente di 0,004 e 0,005 euro al litro i prezzi della benzina che scendono così a 1,247 ed a 1,244 euro al litro. In calo - secondo i dati riportati dall'ultima rilevazione del Ministero delle Attività Produttive - anche il gasolio Q8, che registra una riduzione di 0,007 euro al litro scendendo a quota 1,131 euro. (21 aprile 2005) http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=741 -------------------------------------- CARO BENZINA: ESPOSTO CODACONS PER AGGIOTAGGIO Il Codacons presenterà un esposto alle nove Procure della Repubblica siciliane affinchè accertino se siano configurabili nei confronti dei petrolieri o di altri soggetti, eventuali reati come quello di aggiotaggio. "L' andamento dei prezzi della benzina in Italia rispetto al resto d' Europa - spiega il movimento dei consumatori in una nota - dimostra oramai senza dubbio come vi siano speculazioni a danno degli automobilisti italiani. Mentre infatti all' estero il prezzo della verde scende del 15%, in Italia resta a livelli record". "Quando vi sono speculazioni o alterazioni dirette a far salire i prezzi - sostiene il leader nazionale del Codacons, Francesco Tanasi - scatta il reato di aggiotaggio. Crediamo che nel caso dei prezzi dei carburanti tale fattispecie possa essersi configurata con evidente danno per le tasche degli automobilisti".(21 aprile 2005) http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=741 --------------------------------------- LA TABELLA DEL CARO PIENO PER LA BENZINA Ecco la classifica del caro pieno italiano per quanto riguarda la benzina, sulla base dell'ultimo confronto disponibile del Ministero dell'Industria sui prezzi industriali - al netto cioè delle tasse - nei 25 paesi Ue (dati in euro al litro): 1) ITALIA: 0,466 :clap: :clap: :clap: 2) LUSSEMBURGO: 0,456 3) GRECIA: 0,454 4) OLANDA: 0,454 5) MALTA: 0,441 6) AUSTRIA: 0,432 7) CIPRO: 0,425 8) BELGIO: 0,421 9) DANIMARCA: 0,420 10) LETTONIA: 0,418 11) UNGHERIA: 0,414 12) SVEZIA: 0,411 13) LITUANIA: 0,404 14) SPAGNA: 0,393 15) POLONIA: 0,391 16) PORTOGALLO: 0,390 17) GERMANIA: 0,386 18) FRANCIA: 0,384 19) UK: 0,375 20) SLOVACCHIA: 0,372 21) REP. CECA: 0,371 22) FINLANDIA: 0,360 23) SLOVENIA: 0,358 24) ESTONIA: 0,357 25) IRLANDA: 0,349 (19 aprile 2005) http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=741 ----------------------------------- Automobili Lamborghini al Salone dell'Auto di Shanghai 2005 Automobili Lamborghini è presente per il secondo anno consecutivo ad un Salone automobilistico cinese, dopo quello di Pechino dell’anno scorso. Terminate le pratiche omologative ed organizzative per l’importazione dei propri modelli in Cina, iniziate nel corso del 2004, Automobili Lamborghini si presenta infatti al Salone di Shanghai - che apre il 21 aprile - con le sue due supercar (la Gallardo e la Murciélago, quest’ultima nella versione Roadster) pronta a cogliere nel 2005, anche su questo mercato, importanti possibilità di sviluppo e ulteriori successi per il proprio marchio. Negli ultimi mesi, la Casa di Sant’Agata Bolognese - guidata da Stephan Winkelmann - ha consolidato in Cina la rete dei suoi Concessionari, che oggi sono presenti a Pechino, Guanzhou e, appunto, a Shanghai. L’obiettivo principale è stato quello di garantire al personale della rete un intenso e completo addestramento affinché si potesse raggiungere, ancor prima della commercializzazione delle vetture, un livello di servizio per il Cliente superiore alle sue aspettative. Titolari e dipendenti delle tre concessionarie si sono ritrovati più volte nella sede di Sant’Agata Bolognese per apprendere tutti i “segreti” delle supercar della Casa del Toro. Questa operazione si è completata proprio in questo periodo. Le premesse sono più che positive e non soltanto per l’alto grado di serietà e professionalità dei tre Concessionari oggi presenti nel Paese, ma anche per i primi importanti riconoscimenti già arrivati per i tre modelli della gamma Lamborghini. http://www.intermotori.com/nw000096920050421.htm --------------------- PININFARINA, 2 ANTEPRIME MONDIALI A SHANGAI MOTOR SHOW Due anteprime mondiali, un'anteprima per la Cina: si presenta così Pininfarina all'edizione 2005 del Shangai Motor Show, in programma dal 22 al 28 aprile. Le anteprime mondiali sono la Chery Rht Concept, prima automobile cinese con tetto rigido retraibile e primo esempio di una più ampia collaborazione con Chery Automobile, e Briallance Zun Chi, berlina tre volumi il cui design è stato curato da Pininfarina. Debutta in Cina Avichina-Hafei, il modello stile di una nuova vettura della famiglia Saibao sviluppata per la società cinese AviChina Auto Corporation.(20 aprile 2005) http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=741 ------------------------ ROVER: A PROPRIETARI PACCHETTO FINANZIARIO MALGRADO CROLLO I proprietari di MG Rover si divideranno un inaspettato guadagno di 6,1 milioni di sterline, circa 9 milioni di euro, derivante da una società di finanziamenti automobilistici, strettamente collegata, anche se il marchio britannico d' auto è crollato e 5.000 lavoratori sono stati licenziati. Secondo quanto scrive oggi il Financial Times, i "Phoenix Four', ( i 4 Phoenix), cioè John Towers, Peter Beale, Nick Stephenson e John Edwards, che hanno acquistato Rover, 5 anni fa, per una somma simbolica di 10 sterline, riceveranno i soldi quando gli ultimi pagamenti mensili verranno effettuati sui prestiti dalla joint venture con la banca HBOS, quest'anno o all'inizio del prossimo. I lavoratori di MG Rover e i fornitori con cui è indebitato il gruppo automobilistico non vedranno invece una centesimo, perchè i profitti sono stati registrati da MGR Capital, una società separata dal gruppo. Beale e Edwards hanno istituito la joint venture per rilevare uno stock da 313 milioni di sterline di prestiti e di lease automobilistici, nel 2001, dalla BMW, l'ex proprietaria di Rover. Il Financial Times osserva che l'inaspettato guadagno scatenerà probabilmente ulteriori critiche sulle decine di milioni di sterline pagate ai "Phoenix 4" da quando divennero proprietari della Rover, che portava in 'dote' 65 mila nuove auto ed un prestito a interesse zero da 427 milioni di sterline. Ma la casa automobilistica, osserva il quotidiano finanziario, non ha mai messo a segno utili ed è stata messa in amministrazione controllata dopo il fallimento delle trattative con il gruppo cinese SAIC.(19 aprile 2005) :eek: :mmmm: http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=741 --------------------------------- GB: SAIC CONSIDERA PRODUZIONE AUTO ROVER IN CINA Shangai Automotive Industry Corporation, Saic la compagnia automobilistica cinese che era in trattative per rilevare MG Rover prima del suo collasso, sta esplorando la possibilità di costruire automobili Rover in Cina, o nella fabbrica Rover di Longbridge, a Birmingham. Secondo quanto scrive oggi il Telegraph, la società cinese ha infatti scritto ai fornitori del gruppo britannico finito in amministrazione controllata circa l'invio di parti di auto ad una nuova fabbrica Rover. "Penso che stiano guardando ai prezzi - ha detto una fonte - o in Cina o a Longbridge. Si tratta di pura esplorazione". Saic aveva comprato il diritto di produrre auto Rover, come parte di un accordo da 67 milioni di sterline, circa 100 milioni di euro, lo scorso novembre, anche se il marchio è controllato da Bmw. Secondo esperti di settore, Saic dovrebbe pagare altri 25 milioni di sterline per ottenere la linea di produzione Rover. Jerry Blacket, della Camera di Commercio di Birmingham ritiene che "la possibilità che i fornitori siano in grado di vendere a Saic offra una luce di speranza a quelle societa colpite dal collasso della Rover". Anche John Towers, ex presidente di MG Rover, intravede "una piccola speranza" di un accordo con i cinesi. "Credo - ha detto parlando alla Bbc - che possiamo tornare a produrre automobili a Longbridge". (21 aprile 2005) http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmot...idCategory=741 ------------------------------ |
Auto/ Tata possibile alleata di Fiat. Chi ci guadagna?
Giovedí 21.04.2005 17:30 Di Antonino D'Anna Un possibile alleato per Fiat? L'indiana Tata: a quanto si dice da più parti in queste ore, l'AD del Lingotto Sergio Marchionne starebbe negoziando in un accordo industriale capace di risollevare le sorti della Fiat. Nata nel 1868 come ditta di commercio, la Tata è oggi un gruppo che raccoglie 80 società suddivise in settori che vanno dall'automobile ai materiali (TataSteel, per fare un esempio, si occupa di acciaierie), beni di consumo, energia, chimica, comunicazioni e servizi. Un gigante dal giro economico niente male e in attivo, con sede a Bombay e capace di dare una mano molto importante a Fiat. Davvero così strana quest'alleanza? Non troppo, quantomeno dal punto di vista dei prodotti: in un curioso ricorso storico, se negli Anni '60 la Fiat vendette le catene di montaggio all'India (una su tutte la 1100, prodotta poi come 'Padmini Premier'), oggi ricorre al subcontinente asiatico per rimettersi in piedi. Interessante è, ad esempio, l'ipotesi dello sviluppo congiunto di un nuovo motore Diesel attraverso l'apporto di Tata Cummins: la società indoamericana, infatti, produce già motori a nafta 4-6 cilindri omologati Euro I con potenze tra 105 e 235 CV e sta passando a modelli Euro II. Questi motori, semplici e robusti, potrebbero ricevere un'interessante aggiornamento con il know-how Fiat, equipaggiando dalle auto fino ai furgoni e gli autobus. Tata Holset, società angloindiana, potrebbe produrre turbine per i motori del Gruppo italiano, abbattendo i costi rispetto alle più costose e raffinate Garrett. Nel settore automobilistico, la Tata è presente dal 1945: detiene il 59% del mercato indiamo e produce vetture medio-piccole come la Indigo (che però viene presentata come 'luxury car', ed è la più venduta nel suo segmento in India) e la Indica V2, nuovo modello che viene offerto a benzina o diesel. Si tratta di automobili che vogliono essere la via indiana alla 'world car', vendibile dall'India all'Europa e oltre. In questo settore anche Fiat potrebbe ottenere qualcosa, delegando la produzione (a minor costo, dunque) della componentistica al Gruppo indiano: dalle pompe dell'olio fino ai filtri dell'aria, passando per cruscotti e sedili. Tata adotta sui motori a benzina l'iniezione elettronica: particolare da non sottovalutare e che la dice lunga sulle capacità di aggiornamento tecnico del colosso di Bombay. Una collaborazione con Magneti Marelli in vista? Un settore nel quale la Fiat si avvantaggerebbe da questa collaborazione potrebbe essere quello dei fuoristrada: assente dal 1986 in questo settore, dopo l'uscita dai listini della Campagnola (la cui seconda serie è nata nel 1974), e rappresentata solo dalla Panda 4x4, la Fiat tornerebbe alla grande studiando un modello insieme a Tata oppure 'italianizzando' la Safari, vettura già importata da Tata in Italia, che si gioverebbe dei motori diesel common rail del gruppo del Lingotto. La macchina, in sostanza, sarebbe già pronta e abbastanza adeguata ai gusti europei, il che sarebbe un bel colpo per Torino. Anche la nuova Sumo, grossa e robusta 4x4 dalla linea spigolosa, potrebbe rappresentare la (credibile) risposta italiana a un settore di appannaggio dell'ormai leggendaria Land Rover Defender: al momento dotata di un motore a nafta 2000 di cilindrata da 90 CV di potenza, si presterebbe a quel ruolo di jeep spartana e senza fronzoli che fu della Campagnola, anche nelle versioni 'telonate' che furono tipiche, nei primi Anni '50, della prima serie della jeep di casa Fiat. Oltre a coprire i 'buchi' Fiat nel campo dei fuoristrada, Tata potrebbe fornire un pickup di taglia media (207DI), molto robusto e capace di 65 CV erogati da un motore diesel. Tre posti, design di gusto europeo, potrebbe costituire un veicolo commerciale non da poco in grado di completare la gamma che attualmente è rappresentata solo da Strada, il pickup di piccole dimensioni derivato dalla Fiat Palio. Da notare che Tata produce anche veicoli militari: è lecito ipotizzare che, se sarà siglato, risulterà la più avvantaggiata da quest'accordo, potendo mettere le mani su un know-how capace di catapultarla verso l'Europa, mentre la Casa torinese riuscirà a risparmiare sulle spese delocalizzando, nei fatti, parte della produzione e producendo dei modelli capaci di renderla di nuovo una marca generalista. Con risultati nel campo dell'occupazione, però, che è facile prevedere. http://canali.libero.it/affaritaliani/tatafiat.html |
Fiat/ Silurati 4 dirigenti. Il 27/4 manifestazione dei quadri davanti al Lingotto
Giovedí 21.04.2005 18:53 Fiat, silurati 4 dirigenti. Il piano di riduzione dei costi dell'a.d. Sergio Marchionne non colpisce solamente le tute blu, ma anche i piani alti degli organigrammi della casa automobilistica torinese. Secondo quanto risulta ad Affari, il manager italo-svizzero sta "tagliando le teste" anche fra i dirigenti. Una riduzione del personale che ha messo in agitazione anche i quadri che si sono riuniti, assieme agli impiegati, in un'assemblea (hanno partecipato oltre 500) a Mirafiori e che hanno effettuato un presidio per mezz'ora al di fuori dello stabilimento Le acque per questa parte del personale sono agitate anche perché il due maggio scatterà la cassa integrazione per 1500 quadri e capi, di cui 600 fanno parte dell'area tecnica. E' la terza volta dal 1992 che l'azienda predispone misure di cassa integrazione per gli impiegati. La prima nel 1992, la seconda nel 2002 e la terza ora. I sindacati hanno lanciato l'allarme, affermando che, visto che in totale i quadri sono 4000, a seguito di queste procedure un impiegato su tre è a rischio. Contro questo provvedimeto l'assemblea dei quadri ha deciso di manifestare davanti al Lingotto, il 27 aprile alle 17.30. ............................. Quando il latte finisce bisogna staccare il bimbo dalla tet.ta. ;) :clap: Se mi servono solo 1000 operai per fare il lavoro,perche ne devo tenere PER FORZA 2000? Perche si deve essere obbligati? Per i Sindacati e la loro forza politica? :yes: Prendere l'esempio da altri paesi.....che è meglio. :specchio: |
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SENZA MA E SENZA SE :angry: Prca tr...........:angry: |
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hai ragione però se il bimbo ha ancora fame gli devi dare il latte artificiale se no se lo pappa el condor :rolleyes: |
FIAT. Il Sole 24 Ore, 1. Luigi Prosperetti: La crisi della Fiat tra scelte e rinvii. Alleanze e tagli.
------------- FIAT. Il Sole 24 Ore, Finanza & Mercati, 37. Fiat affronta il nodo – convertendo. Sondaggi informali per un bond decennale ad alto rendimento convertibile in azioni a 10 €. Martedì l’incontro al vertice con le banche del prestito da 3 miliardi. Il titolo recupera il5% in Borsa IL RIFORMISTA Dove vai se la Fiat non ce l'hai. Sul governo cade un Lingotto. -------------- FINANZA & MERCATI Fiat resta a secco di incentivi Gpl. Titolo in rimonta verso il nominale. -------------- MF Fiat: banche, prove tecniche di non conversione. 22/04/2005 08:11 ------------------------- Dentro i Giornali: ''Marchionne Non Funziona'', Scrive l'Espresso (ASCA) - Roma, 22 apr - L'Espresso (Milano: ESPI.MI - notizie - bacheca) , il periodico controllato dal gruppo De Benedetti, ''liquida'' l'amministratore delegato della Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) , Sergio Marchionne con un servizio giornalistico che apre la sezione economia. Nel numero di questa settimana, alla luce dei tracolli di Borsa, ha deciso per l'affondo con un servizio firmato da Maurizio Maggi. ''Testacoda Fiat'', e' il titolo del servizio. ''Vendite auto in calo. Brividi in Borsa e nelle banche per i conti del primo trimestre. La cura Marchionne non va''. ''Nove miliardi e 602 milioni di euro. E' la cifra mostruosa delle perdite accumulate dalla Fiat Auto in sette anni di bilancio chiuso in profondo rosso''. ''Il gruppo perde quote di mercato. Le speranze riposte nella nuova Punto''. ------------------------- Fiat-banche, vertice sul convertendo Da La Repubblica: Con l'incontro fissato per martedì prossimo tra i vertici del Lingotto e quelli delle banche del prestito convertendo da 3 miliardi in scadenza a settembre, Fiat affronta un passaggio che molti ritengono decisivo. A giudicare da quanto é accaduto in quest'ultima settimana non sarà un confronto facile e dall'esito scontato. E a renderlo ancor più delicato ha provveduto la Borsa che probabilmente anche con la mano di qualche banca ha scatenato un fuoco di fila sul titolo, costringendo il gruppo a correre ai ripari per limitare i danni e riportare un minimo di fiducia. Non c'é un fronte comune sul convertendo e neppure tra le quattro maggiori banche: Unicredit, SanPaolo Imi, Banca Intesa e Capitalia. Evidentemente non é stata una proposta da portare al tavolo tant'é che rovesciando la situazione si aspettano che sia Sergio Marchionne a presentarne una per conto del Lingotto, possibilmente diversa da quella che prefigura soltanto l'ipotesi che a settembre le banche convertano interamente il prestito, trasformandosi di fatto in azioniste di controllo della società. Al momento esiste una posizione condivisa da Unicredit e SanPaolo, mentre Capitalia e Banca Intesa, in particolare quest'ultima, avrebbe idee diverse. Spystocks.com ------------------------------- Il 5% dopo l'assalto speculativo dei giorni scorsi. Marchionne in trattative con gli indiani della Tata Recupera il titolo della Fiat Convertendo, martedì l'incontro con gli istituti di credito http://www.gazzettadelsud.it Ludovico Carrabba TORINO – Rimbalza il titolo Fiat in Borsa (+5%) dopo l'assalto speculativo delle ultime sedute. E l'amministratore delegato Sergio Marchionne si prepara a incontrare, martedì, le banche per aprire ufficialmente la partita convertendo. Sono queste le novità di una giornata che a Piazza Affari ha ancora una volta visto le azioni Fiat protagoniste. La chiusura è stata in rialzo del 5,029% a 4,761 euro, con scambi a fine seduta pari a circa 42,8 milioni di azioni, dopo i 35,9 trattati il giorno prima. Si tratta di oltre il 4,3% del capitale sociale del Lingotto e di ben il 5,3% del capitale ordinario del gruppo. L'ad Marchionne ha trascorso la giornata nel suo ufficio torinese studiando le mosse da fare con le banche capofila del prestito convertendo da 3 miliardi di euro. Martedì prossimo, secondo quanto è trapelato da fonti finanziarie, vedrà gli amministratori delegati di Banca Intesa, Unicredit, Sanpaolo Imi e Capitalia (2,1 miliardi complessivi imprestati a Fiat). È l'avvio di una trattativa che non si presenta facile. Marchionne ha ripetuto più volte che Fiat non ha la possibilità di rimborsare i 3 miliardi alla scadenza del 25 settembre e che, quindi, secondo gli accordi presi nel maggio del 2002, le banche hanno la facoltà di convertire il prestito in azioni. Una prospettiva che non rallegra gli istituti di credito: innanzi tutto perché il valore dato ai titoli nell'accordo del 2002 è superiore a quello attuale di mercato, in secondo luogo perché fare gli imprenditori non è il loro mestiere. Come uscirne? Si dice che Marchionne potrebbe proporre una soluzione di compromesso, una parziale conversione (per un miliardo?) e un allungamento del restante debito. Ma tra le banche c'è chi (pare Intesa e Capitalia) sembra più orientato alla conversione, e altre (Sanpaolo Imi e Unicredit) a una ricontrattazione del prestito, dando più tempo alla Fiat per il rimborso. E poi c'è da vedere che cosa pensano gli altri quattro gruppi bancari, due italiani (Bnl e Mps) e due stranieri (Abn Amro e Bnp Paribas). Il rinvio dell'assemblea degli azionisti (che si doveva tenere il 10 maggio, ma è stata rimandata alla seconda metà di giugno, la data potrebbe essere il 24) sarebbe legato alla soluzione di questo problema. Infatti, si fa osservare in ambienti finanziari, l'aumento di consiglieri previsto da Marchionne (dagli attuali 11 fino a un massimo consentito di 15) potrebbe essere stato deciso anche per far entrare rappresentanti delle banche. Fiat intanto incassa la ritrovata fiducia del mercato e non solo. Anche alcuni concessionari hanno deciso di sostenerla, comprando azioni come ha fatto lunedì scorso lo stesso Marchionne. Due sono torinesi, Progetto e Dinamica, che hanno investito ciascuno 600 mila euro (per un totale di 1,2 milioni di euro) per acquistare titoli del Lingotto. D'altronde sul fronte industriale il Settore Auto va avanti con il suo impegnativo piano di rinnovo della gamma dei modelli. Il 2005 sarà un anno cruciale. Marchionne si muove anche sul fronte di quelle che ha definito alleanze «mirate». Nei giorni scorsi è stato in India dove sarebbe in trattativa con la Tata Motors , il più importante costruttore automobilistico del Paese, e avrebbe avviato contatti con la cinese Saic. In Italia i cali di mercato hanno portato nuova cassa integrazione. Per due settimane, alla fine di maggio, rimarranno a casa i 1.400 dipendenti di Termoli. Oggi impiegati, tecnici e quadri degli Enti Centrali di Mirafiori, che in 1.300 andranno in cassa integrazione fra maggio e luglio, hanno scioperato, mezz'ora. Il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, si è fatto interprete delle preoccupazioni dei dipendenti ed ha chiesto ai vertici aziendali «un confronto serio per avere qualche approfondimento maggiore» sui piani della Fiat. (venerdì 22 aprile 2005) |
Due "vecchie"
:mmmm:
--------------------- • 15/MAR/05 - 15:34 FIAT: WIRTSCHAFTSWOCHE, CINESE SAIC TRATTA PER QUOTA CAPITALE Milano, 15 mar. (Adnkronos) - La cinese Shanghai Automotive Industry Corporation avrebbe avviato dei colloqui per acquisire una partecipazione, ''la piu' alta possibile'', nella Fiat Auto. Lo sostiene il quotidiano tedesco Wirtschaftswoche (www.wiwo.de) nella sua edizione on line odierna. Nessun commento dal Lingotto. (segue) --------------------------- Umanità Nova, numero 33 del 24 ottobre 2004, Anno 84 Fiat. Auto e miracoli La situazione dell'industria dell'auto non è rosea, a livello mondiale. In settimana General Motors ha annunciato di voler tagliare 12.000 posti di lavoro sui 60.000 addetti che impiega in Europa. Si tratta di un bel taglio secco del 20%, da realizzare attraverso la selezione degli impianti meno redditizi e produttivi, senza alcuna altra considerazione che non sia quella del perseguimento del maggior risparmio di costi possibile. A differenza di altri momenti, l'annuncio non ha portato ad un'impennata delle quotazioni di borsa: al contrario il titolo ha perso oltre il 5% in una sola seduta. Fiat rappresenta una realtà in qualche modo vicina a GM, se non altro per quanto riguarda i problemi di posizionamento debole sul mercato europeo. Ed in effetti la quotazione di borsa di Fiat sta vivendo un altro calo pesante, che la sta di nuovo riportando verso i minimi storici dei 5 euro sfiorati soltanto nelle occasioni più drammatiche: l'aumento di capitale del luglio 2003, la fase legata alla scomparsa di Umberto Agnelli nella primavera scorsa. Questa situazione era ampiamente prevedibile e le peggiori ipotesi stanno purtroppo prendendo corpo con una dinamica accelerata. L'effetto positivo legato al lancio dei nuovi modelli, a partire da un anno fa, la ventata di ottimismo mediatico "comunicata" dal nuovo Presidente Montezemolo, dal giugno scorso, la nomina di un amministratore delegato con riconosciuta esperienza internazionale e grande carisma, come Sergio Marchionne, hanno esaurito la propria spinta primaria. La nuova generazione proprietaria, John e Lapo Elkann, Andrea Agnelli, con i loro numerosi parenti, è riuscita per il momento a difendere la presa sul Gruppo, ma il controllo effettivo sembra destinato a prendere presto altre vie. Anche gli ultimi dati di vendita dimostrano le difficoltà nel raggiungere soglie di sicurezza nelle quote di mercato. Il Gruppo fatica a raggiungere il 30% del mercato italiano, investito da una crescita impetuosa delle marche asiatiche a basso prezzo, che crescono sulla base di percentuali a tre cifre. In Europa, in un mercato già asfittico, la Fiat rimane attestata sui livelli minimi raggiunti nelle fasi più nere della propria storia, cioè attorno ad un 7,5% della quota di mercato. Le perdite del settore auto rimangono impressionanti (650 milioni di euro nel primo semestre 2004) ed insostenibili nel lungo periodo. Alla sua prima uscita pubblica in veste di A.D. Fiat, il 26 luglio scorso, lo stesso Marchionne ha dovuto ammettere che la Fiat è "da rifare", che sono stati commessi troppi errori, che il piano Morchio peccava di eccessivo ottimismo. Le sue prime mosse si sono concentrate sulla "gestione delle risorse umane", sostituendo il precedente responsabile del personale, e costruendo un modello organizzativo e direzionale "a matrice", con un Comitato Esecutivo dove sono presenti tutti i Capi Divisione. Questa linea di pensiero è stata ulteriormente chiarita durante un meeting manageriale tenutosi la scorsa settimana a Firenze, dove, in inglese fluente e davanti ad una platea a tratti stupefatta, a tratti allibita, Marchionne ha precisato che per salvare la Fiat non basta un "uomo dei miracoli", data la complessità della struttura e la profondità del cambiamento che essa richiede per sopravvivere. L'A.D. della Fiat ha dichiarato che sono stati persi per strada troppi ingegneri valenti, che ci sono ritardi e debolezze nel design e anche nei motori utilizzati nella produzione. Nel nuovo modello di controllo di gestione, tutti i manager sono stati inseriti in una casella a colori, in base ai risultati che ottengono le aree da essi presidiate: le caselle verdi e gialle denotano standard di efficienza e consentono il mantenimento in servizio, le caselle rosse appartengono a quelli che se ne devono andare. Per quanto riguarda lui personalmente, il 2007 è il termine ultimo che si è prefissato per tirare la Fiat fuori dalla crisi: se l'esperimento non funziona, è pronto ad andarsene. Per quanto riguarda i piani alti della proprietà ed il futuro del gruppo, nulla è dato sapere con certezza. La precedente strategia di Morchio sembrava voler "valorizzare" la put con Gm, facendosi pagare un bel miliardo di euro in cambio della rinuncia da parte di Fiat. Marchionne sembra intenzionato a vendere cara la pelle e i rapporti con Gm sono più duri che mai. GM non intende né salire spontaneamente nel capitale di Fiat Auto, né onorare l'impegno a comprarsela siglato nel 2000. Alla fine dell'anno si potrebbe così arrivare ad un nuovo rinvio; l'opzione del resto è esercitatile nel periodo 2004/2009 e potrebbe convenire ad entrambi prendere tempo in attesa di vedere come procede il risanamento. Le banche, dal canto loro, sembrano ormai orientate ad esercitare il prestito convertibile in scadenza a settembre 2005, quindi a convertire i loro crediti in azioni Fiat Auto, diventandone di fatto il primo azionista con il 27%. L'operazione porterebbe ad un rafforzamento patrimoniale del gruppo, simultaneo ad una riduzione del debito: c'è da credere che a questo punto non dispiaccia neanche agli Agnelli. La famiglia potrebbe decidere di arrotondare le proprie quote, destinate in tal caso a scendere dal 30% attuale al 22%, e a questi prezzi sarebbe anche conveniente farlo. Non a caso l'Ifil sta attuando una aggressiva strategia di vendita, da Rinascente a Worms, fino alla Juventus. Si tratta di raggranellare più soldi possibile per essere liquidi e poter scegliere, in modo flessibile, l'opzione più profittevole. Del resto la stessa partecipazione di Fiat in Edison resta un'incognita. Più volte è stato detto che Edison non è più strategica, ma la quota di possesso resta al 24% con opzioni di riacquisto per un altro 13% nel 2005 non ancora cedute: evidentemente aspettano un'opa da parte di Edf, oppure sperano che altri soci di Italenergia siano disponibili a pagare la partecipazione Fiat in modo da ottenere il massimo. Sul piano produttivo, proseguono cassa integrazione, dismissioni e chiusure di stabilimenti. A breve l'impianto più a rischio è naturalmente Arese, con 500 dipendenti da scaricare completamente per la fine dell'anno. L'impegno di qualche anno fa a produrre un modello a basso impatto ambientale si è tradotto nel semplice accaparramento di svariate centinaia di milioni di euro come contributo statale alla ricerca su motori ecologici. Nel medio termine, anche Mirafiori è incamminata sulla stessa traiettoria: il trasferimento in Argentina del motore Torque, attuato a settembre, pone serie ipoteche sul mantenimento a Torino di reparti delle Meccaniche (oggi Powertrain). Il tentativo di sfondare in segmenti di mercato di fascia più alta è miseramente fallito, come era facile prevedere, e i modelli più venduti rimangono le vecchie Punto (costruite a Termini Imerese e Melfi) e le nuove Panda (costruite in Polonia). Del resto, anche un concorrente molto più solido come la Volkswagen ha provato a salire di gamma ed ha fatto un bagno di sangue, senza riuscire a combinare nulla di buono. Resta da vedere come riuscirà il gruppo a ritornare finalmente in attivo, dopo quattro anni di pesanti perdite operative, e soprattutto cosa accadrebbe se questa ripresa di utile non dovesse avvenire. Le agenzie di rating mantengono su Fiat un "outloook" negativo, vale a dire che considerano la situazione in via di peggioramento. Se il piano Morchio/Marchionne, più volte definito come l'ultima spiaggia, dovesse dimostrarsi un ennesimo fallimento, si aprirebbe una fase di assoluta turbolenza. Sarebbe alquanto improbabile che Fiat riuscisse a tenere puntualmente fede ai suoi impegni finanziari, in un contesto del genere. Un piano di salvataggio costruito dallo stato, finanziato dalle banche, e gestito da qualche commissario alla Bondi diventerebbe forse un'esigenza necessaria, in attesa di capire quale produttore mondiale possa essere interessato alla piattaforma produttiva Fiat ed al suo marchio in Europa. Potrebbe essere un invito a nozze per la Toyota, che si avvia a chiudere il suo quarto anno consecutivo da utili record e la grande ambizione di scavalcare finalmente la Ford dal secondo posto nel mondo per veicoli prodotti e venduti. Dovremo imparare ad apprezzare il toyotismo per esperienza diretta? Renato Strumia ------------ venerdì 15 aprile 2005 http://www.ilriformista.it Cingolo Idrogeno o café. :mmmm: :eek: :'( La cover story di Forbes è dedicata alla General Motors, gigante dai piedi d'argilla, che per rilanciarsi punta tutto su una scommessa avveniristica: l'auto a idrogeno. Il primo gruppo mondiale pensa che sia questa la via del futuro, mentre i principali concorrenti come Toyota e Ford spingono per la vettura ibrida (un po' elettrica un po' a benzina o gasolio) che sta avendo un certo successo sia negli Usa sia in Giappone. La gara è a occupare la posizione migliore sulla nuova frontiera tecnologica. Altri produttori europei lo avevano fatto nel decennio scorso con il diesel trasformato poi in diesel pulito. Ma il nuovo ciclo petrolifero, che sembra ormai di lunga durata, spinge a scommettere sulle nuove fonti energetiche. La Fiat, a quanto pare, scommette sull'auto au café. Ieri l'immaginifico e ipercinetico Lapo Elkann ha lanciato la sua ultima idea per lucidare lo stinto blasone della casa torinese. Uno spazio di esposizione nel quale presentare auto sexy, come la Panda Alessi, nate dalla collaborazione con maestri del design. Operazione marchio, operazione immagine. Ottimo. Purtroppo, le immatricolazioni del prodotto di base, l'automobile, continuano a languire. Confessiamo di essere dei vecchi industrialisti, oltre che filosoficamente sostanzialisti, ma la forma senza il contenuto non ci convince. Ci consola il fatto che c'è qualcuno che la pensa come noi, per esempio tutti quelli che fanno ancora industria a dispetto dell'effimero e vincono le loro guerre di mercato. -------------------- giovedì 7 aprile 2005 Cingolo http://www.ilriformista.it La Cina è lontana. La Ue ha approvato le linee guida delle misure contro il tessile cinese. Le misure “di salvaguardia” dovrebbero scattare quando l'import supererà un aumento del 10% rispetto all'anno scorso. Sarà solo «l'ultima risorsa», spiega Peter Mandelson, convinto globalista alla corte di Tony Blair e ora costretto a diventare moderato protezionista. Intanto diciamo già che come tra le voci dell'export, i prodotti elettrici ed elettronici hanno già superato il tessile. Dunque, alzeremo anche barriere elettroniche? Non riapriamo la discussione se sono utili e giuste. Noi siamo convinti del contrario. Ma piuttosto conviene dare un'occhiata alla > cinese di qui ai prossimi vent'anni. Nel 2000 rappresentava il 3% del prodotto lordo mondiale, se continuerà a crescere attuale, nel 2020 sarà pari al 7%, spiega Françoise Lemoine (“L'economia cinese”, Il Mulino). Cioè poco più di quel che era nel 1950, prima del maoismo radicale. Gli Usa scenderanno dal 31 al 26%, la Ue dal 25 al 21, il Giappone dal 15 al 12. Ammesso che accada, la forbice tra le due maggiori potenze economiche asiatiche, si chiuderà nella seconda metà del secolo. Ma la Cina non arriverà nemmeno tra cent'anni a pareggiare il peso economico che aveva quando in Occidente arrivava la rivoluzione industriale. Nel 1820, l'Impero di Mezzo produceva un terzo del prodotto lordo del mondo intero. Messa in una prospettiva storica, insomma, la Cina non è affatto vicina.+quadr fin> |
Fiat affronta il nodo convertendo
Martedì l'incontro al vertice con le banche del prestito da 3 miliardi Il titolo recupera il 5% in Borsa. di Antonella Olivieri (Il sole24) L'incontro al vertice tra Fiat e le banche del convertendo da 3 miliardi si terrà martedì ( oggi tutto lo staff del Sanpaolo è impegnato in un convegno a Napoli). Nessun commento ufficiale sull'appuntamento che sarà il primo ad alto livello nel " semestre bianco" che precede il termine fissato per la conversione e che è rilevante per determinarne il prezzo. L'accordo siglato da otto gruppi bancari ( Intesa, UniCredit, Capitalia, Sanpaolo Imi, Bnl, Mps, Bnp Paribas e Abn Amro) prevede infatti che il prezzo di conversione sia pari alla media tra 14,4 euro ( la rettifica dei 15,5 euro originari, per tener conto dell'ultimo aumento di capitale effettuato da Fiat) e la media dei prezzi di Borsa nei sei mesi precedenti la conversione, un periodo che potrebbe risultare turbolento per il titolo del Lingotto ( se ne sono già avute le avvisaglie) in assenza di un chiarimento sullo scenario del futuro prossimo. Nonostante le cautele, è presumibile che sia questo il vero motivo alla base del rinvio dell'assemblea che sarà convocata dal cda del 10 maggio per poi svolgersi 30 45 giorni dopo. Ma non è stata tanto la notizia del prossimo incontro con le banche a risollevare Fiat in Piazza Affari — ieri in recupero del 5,03% a 4,761 euro tra scambi che hanno interessato il 5,3% del capitale ordinario — e neppure la notizia degli acquisti di due concessionari torinesi che sul titolo hanno puntato 1,2 milioni di euro, quanto piuttosto i sondaggi informali effettuati su una possibile operazione di sbocco che hanno avuto l'effetto di stoppare la speculazione. In sostanza alcuni investitori istituzionali sono stati contattati da banche d'affari per capire che livello di gradimento avrebbe un eventuale bond a dieci anni convertibile in azioni Fiat, strike price 10 euro, prezzo di emissione 80 rispetto al valore di rimborso di 100 e cedola del 7%. Dossier di una banca d'affari in cerca di clienti, oppure qualcosa di più? Non è dato saperlo, ma sul mercato la voce si è diffusa rapidamente e gli operatori, ragionandoci sopra, hanno pensato che il bond del sondaggio potesse essere una delle soluzioni ipotizzate per ammortizzare l'impatto sulle banche del prestito convertendo sottoscritto nel luglio 2002 che, allo stato, pare di automatica conversione, salvo accordo tra le parti e approvazione delle relative modifiche da parte di un'assemblea straordinaria Fiat. L'ipotesi prefigurata dagli operatori è cioè che le banche in procinto di diventare socie Fiat utilizzino le azioni a servizio di un bond convertibile ad alto rendimento, emesso dalle stesse banche che così rientrerebbero in parte dell'esborso, limitando i danni se le quotazioni della casa torinese dovessero tornare a 10 euro nell'arco della vita del prestito. Se un'ipotesi del genere dovesse concretizzarsi, ciò significherebbe per Fiat comunque l'aumento del patrimonio e l'abbattimento dei debiti, a fronte di un ingresso in forze, ma temporaneo, delle banche nel capitale. Se la conversione avvenisse oggi, le banche tutte insieme disporrebbero di una quota compresa tra il 26% e il 28% del capitale ordinario, Ifil scenderebbe dall'attuale 30% a circa il 22 per cento. 22 aprile 2005 |
FIAT. Il Sole 24 Ore, 1. Luigi Prosperetti: La crisi della Fiat tra scelte e rinvii. Alleanze e tagli. --------------
FIAT. Il Sole 24 Ore, Finanza & Mercati, 37. Fiat affronta il nodo – convertendo. Sondaggi informali per un bond decennale ad alto rendimento convertibile in azioni a 10 €. Martedì l’incontro al vertice con le banche del prestito da 3 miliardi. Il titolo recupera il5% in Borsa -------------- RIFORMA PREVIDENZIALE «Governance barocca, va cambiata» http://www.lapadania.com/PadaniaOnLi...Desc=39402,1,1 Simone Boiocchi Il sistema di governance degli enti previdenziali è “bizantino e barocco” e va migliorato. Lo afferma il ministro del Welfare Roberto Maroni, che ribadisce l’intenzione di esercitare la delega di riforma del sistema previdenziale nella parte che rivede il sistema di gestione degli enti previdenziali e i compiti di Cda e Civ (consigli di indirizzo e vigilanza). Ieri il Civ dell’Inail ha bocciato il bilancio approvato dal Consiglio d’amministrazione dell’istituto e la decisione sul documento spetterà quindi al ministero del Welfare. «Non ho ancora ricevuto gli atti - ha detto Maroni a margine di una conferenza stampa sulle quote di lavoratori extracomunitari - stiamo valutando se, essendo il governo in ordinaria amministrazione, io possa intervenire sul bilancio. Se il nuovo governo sarà nominato entro il 30 aprile (data nella quale si conclude l’esercizio provvisorio dell’Inail, ndr), il ministro del Welfare di allora deciderà. Se non ci sarà ancora il nuovo governo, interverrò io». Il ministro ha aggiunto: «L’unica cosa certa che posso dire è che il sistema non funziona. È un sistema - ha detto a proposito della doppia approvazione necessaria da parte del Cda e del Civ - che non esiste in nessun Paese al mondo. C’è un conflitto di attribuzioni, la delega prevede di cambiare il sistema e io intendo esercitarla. L’Inps e l’Inail - ha concluso - devono essere messi in grado di lavorare bene. Oggi vanno verificati gli spazi per interventi migliorativi, per modificare la struttura degli enti e l’efficienza». Poi il ministro del Welfare ha puntato i riflettori sulla Fiat indicando che la partecipazione diretta del governo al capitale azionario della casa automobilistica torinese «è esclusa. Non avendo titoli in assoluto - ha detto scherzando con i cronisti che gli chiedevano spiegazioni - non sono preoccupato per le mie finanze. Sono preoccupato che la Fiat possa anzichè cedere acquistare quote di mercato. Se è vero che il venduto delle auto è diminuito è vero che la Fiat ha avuto un calo superiore agli altri. Auspichiamo che i nuovi modelli possano acquisire quote di mercato. Noi - ha spiegato riferendosi al governo - possiamo offrire strumenti di sostegno al reddito, come fatto in passato, di più non possiamo fare. È esclusa la diretta partecipazione del governo al capitale azionario della Fiat». [Data pubblicazione: 22/04/2005] ----------------------------- FIAT/ PROSPERETTI: L'AZIENDA SI PREPARI A UN MATRIMONIO (SOLE) 22/04/2005 "I sintomi di una crisi molto seria ci sono tutti" Roma, 22 apr. (Apcom) - "I sintomi di una crisi molto seria ci sono tutti" e per evitarli Fiat deve convolare necessariamente a nozze. Questo quanto scrive, oggi, Luigi Prosperetti sul Sole 24 Ore a proposito delle ultime vicende legate a Fiat. "La crisi della Fiat si va approfondendo, sul piano operativo e su quello gestionale", afferma Prosperetti. "Nei prossimi mesi l'azienda lancerà certamente nuovi modelli, ma in un mercato che continua a rallentare, nel quale la concorrenza è particolarmente feroce e vi sono competitor in ottima salute, riprendere volumi e margini sarà difficile: l'obiettivo di raggiungere nel 2006 un riequilibrio operativo per l'auto e di riportare in utile il gruppo, è visto con crescente scetticismo da parte degli analisti finanziari". Ma ciò che ha catalizzato maggiormente l'attenzione dei mercati "è stato senza dubbio il rinvio dell'assemblea di bilancio, a lungo rimasto senza spiegazioni convincenti, e perciò ampiamente interpretato come il sintomo di divergenze tra Fiat e banche, sulle sorti del prestito convertendo". "Una ragionevole sistemazione della partita del prestito convertendo è dunque una condizione necessaria per la sopravvivenza di Fiat - aggiunge Prosperetti - ma non è una condizione sufficiente". Il Lingotto da solo non può farcela. "Deve prepararsi a un matrimonio". ---------------------- Fiat. Due settimane di cassa integrazione a Termoli. Sindacati preoccupati, Pezzotta: urgente un confronto con l'azienda Ancora Cig negli stabilimenti Fiat http://www.rai.it/news/articolornews...0.html#Scena_1 Torino, 22 aprile 2005 "Cresce l' inquietudine, preoccupa l' incertezza, non sapere che cosa si sta facendo. I problemi di una grande impresa come la Fiat non possono restare clandestini". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che partecipa a Torino a una manifestazione sul ruolo del movimento operaio e dei sindacati nella lotta per la liberazione. Nuova cassa integrazione, intanto, a maggio per 2550 lavoratori della Fiat di Termoli (Campobasso). La comunicazione allo stabilimento molisano è giunta in queste ore dai vertici della 'Fiat Powertrain Tecnologies'. Lo stop riguarderà i reparti motori 8 e 16 valvole e durerà due settimane. La difficile situazione della Fiat, concorda il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta., rende più urgente un confronto con l'azienda: "Credo sia giusto adesso riuscire a capire che cosa sta succedendo. Credo che quello che abbiamo continuato a dire, la necessita' di un confronto con l'azienda, diventi ogni giorno sempre piu' stringente, anche perche' bisogna capire alcune cose. Innanzitutto la Fiat soffre di quella che e' una crisi del mercato dell'auto in generale, ma soffre anche per alcuni motivi propri". "Inoltre - aggiunge Pezzotta - c'è questa vicenda del convertendo delle banche che sicuramente ha qualche effetto e credo che oggi sia proprio necessario che ci sia un confronto anche per vedere come si intende andare avanti". "Chiedo un atto di trasparenza e di partecipazione del mondo del lavoro a quello che si sta decidendo - ha proseguito da parte sua Epifani - serve una sede di confronto. Abbiamo chiesto al governo, prima che il presidente del consiglio si dimettesse, che si aprisse un tavolo con la Fiat per riprendere il rapporto, ma non abbiamo avuto risposte. Rifaremo la domanda al nuovo governo. L' amministratore delegato Sergio Marchionne deve sapere che la nostra inquietudine non puo' rimanere senza risposte". "Se le banche diventassero azioniste - ha ancora affermato Epifani, riferendosi alla trattativa in corso sul prestito convertendo - da una parte si potrebbe avere maggiore chiarezza, ma dall' altra si aprirebbe una nuova inquietudine. L' ingresso delle banche nel capitale Fiat non sarebbe comunque una soluzione definitiva, ma solo di passaggio. Una soluzione definitiva deve seguire altre strade". --------------------- |
Citazione:
E non solo in Fiat. Anche e soprattutto in Alitalia e via discorrendo. Purtroppo. Ci hanno crocefisso con € e petrolio alle stelle, se non diamo un colpo di reni in Europa senza andare troppo x il sottile, ci ridurranno a pane e acqua. |
Venerdì 22 Aprile 2005, 18:26
Fiat: Manager Acquistano Sul Mercato Azioni Per Oltre 1 Mln Euro (ASCA) - Roma, 22 apr - I manager Fiat hanno acquistato azioni della societa' per oltre un milione di euro. Lo rende noto un comunicato del Lingotto. ''I componenti dello ''Steering Committee'' di Fiat Auto e i manager di Fiat S.p.A. e dei Settori operativi che rispondono direttamente all'Amministratore Delegato del Gruppo, Sergio Marchionne - si legge nella nota - hanno acquistato oggi sul mercato azioni Fiat ordinarie per un totale di oltre un milione di euro''. ---------------- Venerdì 22 Aprile 2005 Fiat: Salza (Sanpaolo-Imi), Stiamo Meditando (ANSA) - NAPOLI, 22 APR - "Sulla Fiat non parliamo. Stiamo meditando". E' quanto ha risposto il presidente del Sanpaolo Imi Enrico Salza, ai giornalisti che gli chiedevano novità sulla questione del prestito convertendo Fiat. "Il Mezzogiorno - ha detto Salza riferendosi ai temi del dibattito in corso oggi in un convegno della sede dell'istituto a Napoli - per noi è molto importante. Sulla Fiat non parliamo". Come mai, gli ha chiesto un giornalista? "Stiamo meditando" ha risposto Salza. (ANSA). ---------------- Venerdì 22 Aprile 2005 L'ombra di Fiat su Piazza Affari M.Briganti (Morningstar): Quattro mesi di rally, fino al massimo dell'11 aprile, in cui il listino è arrivato a guadagnare il 6,2% grazie alle banche e ai dividendi generosi. Poi la battuta di arresto e i tentativi di rimbalzo delle ultime sedute. Ora si attende una maggiore stabilità, ma a preoccupare è il futuro della casa torinese. Mentre le Borse europee mettevano a segno sedute contrastate, marzo è stato per Piazza Affari un mese di grande fermento, in cui il listino milanese ha vissuto di luce propria, senza curarsi delle notizie incerte sul fronte macro, del caro greggio e dell'andamento instabile di Wall Street. La presenza di società dai lauti dividendi, su cui si sono concentrati gli appetiti degli investitori di primavera e il fervore del settore bancario hanno infatti trascinato il mercato italiano fino ai massimi dell'anno. La musica è però cambiata nel corso delle ultime settimane, in cui risultati societari sotto tono e timori inflazionistici hanno spinto Wall Street ai minimi, travolgendo nella caduta tutti i mercati internazionali, delusi da una congiuntura che si preannuncia più debole del previsto. Dai massimi dell'anno toccati l'11 aprile, Piazza Affari è scesa del 5%. E se la partita delle banche ha elettrizzato gli operatori milanesi, il punto dolente è stata soprattutto Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) . Dopo i dati sulle immatricolazioni di marzo e i profit warning di General Motors (NYSE: GM - notizie) e Ford, i guai per il titolo del Lingotto non sono finiti. Conclusa la disputa con Gm con la cancellazione dell'opzione put per un totale di 1,5 mld di euro, c'è infatti da risolvere la questione relativa al prestito convertendo con le banche, centrare gli obiettivi fissati per il 2005 e riuscire a incassare ancora i 550 mln dal colosso americano, che ha annunciato i peggiori dati degli ultimi 12 anni. Il titolo è stato bersagliato dalle vendite, tanto da rendere necessario il congelamento e la sospensione per eccesso di ribasso, quando il prezzo ha toccato i 4,45 euro, ben al di sotto del valore nominale. Ma Piazza Affari ha perso quota anche tra le attese dei money manager intervistati da Morningstar ad aprile. Solo il 38% dei gestori che operano in Italia ritiene probabile un aumento del listino, contro il 65% di marzo. Il 47,6%, invece, propende per una stabilizzazione attorno agli attuali livelli. A non convincere sono anche i numeri dell'economia tricolore. Dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) arriva il monito che l'Italia farà peggio della media dei paesi europei. L'istituto di Washington ha infatti tagliato le previsioni del Pil dall'1,4% all'1,2%, per l'anno in corso, e dal 2,7% al 2% per il 2006. A preoccupare sono però soprattutto le proiezioni sul deficit che sfonderà il tetto del 3% rispetto al Pil nel 2005 portandosi al 3,5%, mentre il rapporto debito pubblico/Pil è stimato in calo al 105,4% quest'anno, dal 105,8% del 2004. Notizie più confortanti sono arrivate invece dal costo della vita: secondo il Fmi, l'inflazione risulterà in ribasso e pari all'1,8% nel 2005 e nel 2006, rispetto alle stime precedenti del 2% e del 2,1% per l'anno prossimo. Migliorano anche le prospettive per il mondo del lavoro, con il tasso di disoccupazione atteso all'8% nel 2005 e al 7,6% nel 2006. *Intervento a cura di MariaGrazia Briganti - Redattrice di Morningstar in Italia - -------------------- |
21/04/2005
La Cina si mette al volante http://www.sanpaoloimprese.com/ La Cina sfida anche il settore delle quattro ruote e il mercato europeo farebbe bene fin d'ora a non sottovalutare la questione. Il monito arriva dritto dritto da Bruxelles, da Guenter Verheugen, commissario europeo alle Imprese e industria, il quale davanti all'europarlamento ha raccomandato alle aziende dell'Ue di non prendere sotto gamba la questione. "Ricordo quando, quarant'anni fa, abbiamo visto in Germania le prime auto giapponesi: mi mettevo a ridere", ha rievocato Verheugen. "Attenzione, non mettetevi a ridere quando vedrete le prime auto cinesi sulle nostre strade", ha poi aggiunto. Nel chiedersi quali siano le risposte a questo imminente fenomeno e a quello più generale della globalizzazione, Verheugen ha opposto un 'chiaro no' a salari più bassi e standard sociali e ambientali più bassi. "La concorrenza verso il basso non è possibile - ha avvertito - resta soltanto la concorrenza per l'eccellenza, anzi l'Europa dell'eccellenza è la risposta". Per avere un continente che in sostanza, spiega il commissario europeo, ovunque offra prestazioni di punta occorre ricercare di più, sviluppare di più, investire di più nella formazione. In realtà, queste sono giornate turbolente per tutto il settore automobilistico europeo anche per altri motivi. A confermare lo stato di crisi arrivano i dati aggiornati dell'Acea (l'Associazione europea dei costruttori), che evidenziano un mercato auto nell'Unione Europea in deciso calo a marzo. Il mese scorso le immatricolazioni nei 23 Paesi considerati (mancano ancora i dati di Cipro e Malta) sono state pari a 1.709.616 unità, pari ovvero al 4,7% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per quanto riguarda il gruppo Fiat, secondo i dati aggiornati dall'Acea, le immatricolazioni sono state pari a 105.443 unità (-20%), mentre la quota di mercato è passata dal 7,4% del marzo 2004 al 6,2% del marzo 2005. ---------------------- Fiat: nuova cassa integrazione a Termoli Lo stop di due settimane per reparti motori dello stabilimento molisano. La conferma è arrivata dai vertici della 'Fiat Powertrain Tecnologies'. Nuova cassa integrazione, intanto, a maggio per 2550 lavoratori della Fiat di Termoli (Campobasso). Secondo Pezzotta " questa vicenda del convertendo delle banche che sicuramente ha qualche effetto e credo che oggi sia proprio necessario che ci sia un confronto anche per vedere come si intende andare avanti". Epifani ha invece sollecitato la "partecipazione del mondo del lavoro a quello che si sta decidendo. Serve una sede di confronto. Abbiamo chiesto al governo, prima che il presidente del consiglio si dimettesse, che si aprisse un tavolo con la Fiat per riprendere il rapporto, ma non abbiamo avuto risposte. Rifaremo la domanda al nuovo governo. L' amministratore delegato Sergio Marchionne deve sapere che la nostra inquietudine non puo' rimanere senza risposte". "Se le banche diventassero azioniste - ha ancora affermato Epifani, riferendosi alla trattativa in corso sul prestito convertendo - da una parte si potrebbe avere maggiore chiarezza, ma dall' altra si aprirebbe una nuova inquietudine. L' ingresso delle banche nel capitale Fiat non sarebbe comunque una soluzione definitiva, ma solo di passaggio. Una soluzione definitiva deve seguire altre strade". Fonte Rainews24 ------------------------------ 23/03/2005 Nel 2010 l'auto verrà da oriente http://www.sanpaoloimprese.com/ L'industria delle auto non conosce crisi: da qui al 2010 il volume di veicoli prodotti sarà ancora in crescita mettendo a segno un tasso medio annuo del 2,3%. Il tutto per un totale di autoveicoli circolanti al mondo di 70,5 milioni di unità. E a sorpresa saranno le economie sudamericane e asiatiche a tirare la volata. A fornire i dati è l'ultimo rapporto Ucimu redatto in collaborazione con l'Istituto nazionale per il Commercio Estero (Ice). In particolare, a fronte di una crescita modesta nelle tradizionali aree di produzione automotive, quali Nord America e Europa Occidentale, che registreranno tassi di incremento annui pari all'1%, le aree più dinamiche saranno di fatto l'America Meridionale (+7,1%) e l'Europa Orientale (+4,7%). L'Asia continuerà ad aumentare la propria produzione, con un tasso di crescita pari al +3,2%: escludendo il Giappone, il tasso di crescita sarà del 6,3%, più contenuto comunque rispetto ai valori degli anni precedenti. Per quanto riguarda le quote di mercato, ricorda il rapporto, nel 2010 un terzo dei veicoli prodotti verrà dall'Asia, che avrà una quota del 37,7% del totale mondiale. Seguono poi l'Europa Occidentale con il 25,7% (in calo rispetto all'attuale 27,5%), Nord America (24,6%), Europa Orientale (7%) e Sud America (4,5%). In particolare sui mercati asiatici, tra il 2005 e il 2010 la Cina vedrà crescere del 51% la propria produzione di autoveicoli. Meglio faranno India, con un +74%, e i paesi dell'Asean (Thailandia, Malesia, Indonesia, Filippine), con una crescita del 77%. Segno negativo invece per la produzione in Giappone, dove il numero di autoveicoli dovrebbe calare del 6,4%. ------------------------- IL SANPAOLO-IMI TRASFORMA IL FONDO CHIUSO PER IL MEZZOGIORNO, è LA RISPOSTA A BASSOLINO E IMPRENDITORI Pmi, una banca d’investimento nel Sud di Sergio Governale Una banca d’investimento stile Imi, dedicata alle Pmi che operano nel Mezzogiorno continentale. E’ il progetto del Sanpaolo-Imi che con ogni probabilità sarà presentato stamattina a Napoli nel convegno “Il sistema produttivo meridionale alla sfida del grande mercato“, che si tiene presso la sede del Sanpaolo-Banco di Napoli. Alfonso Iozzo, presidente di quest’ultimo e amministratore delegato del gruppo torinese, dovrebbe annunciare la trasformazione del Fondo chiuso di promozione del capitale di rischio per il Mezzogiorno nella banca d’affari alla presenza del numero uno del Sanpaolo-Imi, Enrico Salza. E’ la risposta dell’istituto alle richieste del mondo imprenditoriale campano e delle istituzioni locali, in particolare di Antonio Bassolino, presidente della Giunta regionale della Campania, che propone un istituto nelle quattro regioni del Mezzogiorno continentale, ora tutte a guida Centrosinistra. • Il convegno dal titolo “Il sistema produttivo meridionale alla sfida del grande mercato”, che si svolgerà stamattina nella sede del Sanpaolo-Banco di Napoli, sarà con ogni probabilità l’occasione per un grande annuncio: quello della creazione di un sistema finanziario nelle quattro regioni (Campania, Calabria, Basilicata e Puglia) dove opera l’istituto, mediante la trasformazione del Fondo chiuso di promozione del capitale di rischio per il Mezzogiorno del Sanpaolo-Imi Private Equity in una sorta di banca d’investimento per le Pmi, in linea con le richieste delle istituzioni locali e del mondo imprenditoriale. La volontà della creazione di “un sistema finanziario capace di sostenere lo sviluppo“ del Mezzogiorno, in realtà, si ricava dalle parole dell’amministratore delegato del gruppo Sanpaolo-Imi nonché presidente dell’istituto partenopeo, Alfonso Iozzo, che lancia a Napoli lo scorso 10 dicembre l’idea di una banca d’affari stile Imi, che possa offrire sostegno finanziario e capitali di rischio alle imprese meridionali “a partire da questa primavera“. L’indicazione emerge anche da quanto Pietro Modiano, direttore generale del gruppo torinese, sottolinea lo scorso 23 marzo, quando parla proprio di Banca Imi, “che va abbastanza bene, ma non basta. Nel futuro - continua il manager - una buona mossa potrebbe essere quella di portarla a essere una banca di investimento non soltanto per grandi imprese, ma anche per le Pmi“. Ebbene, la primavera è arrivata e oggi Iozzo - che con il presidente del gruppo torinese, Enrico Salza, sarà a Napoli al convegno - risponderà probabilmente all’idea di Gianni Lettieri, presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli, di creare “una banca che deve partecipare al capitale delle imprese del Mezzogiorno e supportare la loro crescita“. Un’ipotesi condivisa sempre lo scorso 10 dicembre a Napoli dal numero uno della Regione Campania, Antonio Bassolino, che parla di creare un qualcosa di analogo a un Mediocredito o a una Mediobanca del Sud. Iozzo risponde che “bisogna aumentare la capacità delle imprese di fondersi, di crescere e di dotarsi di capitale e - assicura - su questo fronte stiamo lavorando“. Ora il lavoro sembra giunto al termine, grazie anche alla recente nomina di Massimo Varazzani ad amministratore delegato di Sanpaolo-Imi Private Equity e della società di gestione del risparmio controllata, Sanpaolo-Imi Investimenti per lo Sviluppo, che gestisce il Fondo Mezzogiorno per le Pmi meridionali. La trasformazione del Fondo chiuso di promozione del capitale di rischio per il Mezzogiorno, che ad oggi ha ancora in cassa 80 dei 100 milioni di euro iniziali, nasce dall’esigenza di supportare meglio la partecipazione al capitale di rischio delle Pmi, che nel Sud spesso sono di dimensioni medio-piccole e necessitano di capitali per la loro crescita. Una loro maggiore capitalizzazione, inoltre, è indispensabile per ricevere più credito bancario con l’accordo di Basilea 2, migliorando il rating. La mossa del Sanpaolo sembra rispondere anche alla proposta di Bassolino, che ipotizza verso la fine del 2004 una banca interregionale nel Mezzogiorno continentale (dove opera il Sanpaolo-Banco di Napoli), d’affari o di credito medio-lungo termine che sia. La direzione è quella verso cui lavora da tempo anche l’assessore regionale alle Attività produttive, Gianfranco Alois, che propone un fondo chiuso per le Pmi da 31 milioni di euro, lancia il fondo di garanzia regionale (fra pochi giorni è prevista la firma della convenzione tra la Regione e la cordata vincente composta da Iccrea, Artigiancassa e Bnl) e ha allo studio una legge regionale per l’aggregazione dei Confidi. Una curiosità: l’evento odierno è così importante che l’incontro fra i vertici delle banche del convertendo (Banca Intesa, Unicredit, Capitalia e Sanpaolo-Imi) e l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, in programma oggi a Torino, potrebbe slittare a martedì prossimo, proprio perché Salza e Iozzo sono a Napoli. Secondo una fonte finanziaria, però, “non tutte le banche saranno presenti“. 22-04-2005 http://www.denaro.it/go/a/_articolo.qws?recID=200533 -------------------- |
26 SETTEMBRE 2005: FUGA DAL CONVERTENDO
ECCETTO IL SAN PAOLO, LE BANCHE NON DIVENTERANNO AZIONISTE DEL LINGOTTO SI PRENDERANNO I TITOLI FIAT PER BUTTARLI COME CARTA STRACCIA SUL MERCATO 1 – 26 SETTEMBRE 2005: ESPLODE IL CONVERTENDO FIAT Mancano poco più di cinque mesi all’appuntamento che vedrà le banche obbligate a convertire i loro prestiti in azioni Fiat, ma la tensione è alle stelle. Il crollo del titolo, le incertezze di Marpionne (da ieri hanno preso a girare voci di dimissioni) e le logiche “separate” delle otto banche aumentano la confusione. A tutto questo si aggiungono le ipotesi fantasiose che rimbalzano dal salone dell’auto di Shanghai che vorrebbero i cinesi di Saic Motor o gli indiani del gruppo Ratan Tata possibili acquirenti di Fiat Auto. Quel poco che si capisce sul fronte delle banche si può così riassumere: il S. Paolo di Torino (dove Gabetti e Franzo Stevens sono di casa) gioca una sua partita vis-à-vis con la Famiglia Agnelli e cerca di trarre il maggior beneficio. Altri Istituti, come la Banca Intesa di Passera, hanno già scontato nel bilancio 2004 le perdite del convertendo al valore di 10,08 euro per azione, e nel primo trimestre hanno fatto accantonamenti e operazioni in grado di diluire il peso dell’operazione. Una cosa certa: nessuna delle otto banche (Capitalia, Unicredit, Bnl, etc.) che si ritroveranno a Milano a metà della prossima settimana, ha voglia di diventare azionista e di gestire ciò che rimane dell’automobile, ma tutte insieme sono comunque obbligate a convertire perché così è scritto nell’accordo del 2002 con la Fiat. A questo punto gira un’ipotesi che ha dell’irrazionale (ma non lo è): il 26 settembre le banche si prendono in carico i titoli e poi li buttano come carta straccia sul mercato in attesa di un socio-salvatore. Ecco perché nei giorni scorsi è iniziata la corsa alla vendita di azioni Fiat. Perso per perso, meglio un bagno di sangue che restare a mani vuote. Nella vicenda Fiat dove non c’è la presenza di alcuna politica e di un progetto industriale il bandolo della ragione è sfuggito al mercato e alle mani degli dei. Dagospia 22 Aprile 2005 ---------------------------------------------------- EDITORIA IN ALLEGRIA - CURA PERRICONE PER “LA STAMPA” - ACCORDO FIAT-WPP Enrica Roddolo per Il Mondo Cura Perricone per La Stampa L'amministratore delegato della Stampa, Antonello Perricone, ha messo sotto la lente gli uffici amministrativi del quotidiano torinese del gruppo Fiat. E sarebbero già stati registrati alcuni movimenti. Per esempio, l'uscita del capo del marketing, Monica Foti: al momento il settore è seguito da Francesco Rossi, in attesa di un arrivo dall'esterno. Novità in vista anche all'ufficio del personale. Accordo Fiat-WPP Intanto, sempre al Lingotto, si va definendo l'accordo sul Fiat media center con la Wpp guidata in Italia da Marco Benatti (e a Londra da Sir Martin Sorrel). Wpp rileverebbe il 49% (e pare non avrebbe intenzione di crescere oltre). Fiat avrebbe il potere di designare il nuovo presidente e Wpp la facoltà d'indicare l'ad. Dagospia 22 Aprile 2005 ---------------------------------------------- |
La querela/ Coppola chiede 50 mln a De Bortoli. Che ha scritto troppo...
Venerdí 22.04.2005 18:45 L'immobiliarista romano Danilo Coppola ha chiesto 50 milioncini di euro al Sole24Ore. Gli articoli e gli editoriali del quotidiano confindustriale sono stati lesivi per l'imprenditore (sostiene lui). Che è successo? E' successo che il Sole ultimamente è, come si suol dire, sceso in campo. Ha abbandonato ogni indugio e si è gettato a testa bassa nella mischia esprimendo pareri sui più recenti acquisti della finanza italiana (lo stesso Coppola, Stefano Ricucci, Giuseppe Statuto) che hanno tra l'altro riscosso numerosi consensi. Uomini più solerti a mostrar se stessi che i propri bilanci. Un concetto lanciato in un editoriale di Ferruccio De Bortoli e ripreso e cavalcato in prima pagina sul Corsera da Francesco Giavazzi, Tutto bello. Se non fosse che gli attacchi lanciati contro questi "signorotti della finanza" non partono proprio da organi di stampa esterni alle vicende. Si parla di banche, le stesse che hanno in mano (quasi) la Fiat di Luca Cordero di Montezemolo. Le stesse che sono tra gli azionisti forti del patto di Rcs. http://canali.libero.it/affaritalian...iliaristi.html |
FIAT/BANCHE AL 27% CON CONVERSIONE, 1,5 MLD MINUSVALENZE
22/04/2005 Martedì il 'nodo' sul tavolo dell'incontro tra ad e Marchionne Roma, 22 apr. (Apcom) - Nodo 'convertendo' sul tavolo dell'incontro tra Sergio Marchionne e gli amministratori delegati delle banche sottoscrittrici del prestito Fiat da 3 miliardi di euro. E' stata proprio la Fiat a chiedere la riunione, e questo potrebbe forse significare che il Lingotto abbia qualcosa da proporre. Magari, nonostante le smentite dei giorni scorsi, una modifica al contratto che prevede, a settembre, la conversione del prestito in azioni con le banche che diventerebbero il primo azionista di Fiat con una quota complessiva del 27% del capitale ordinario. La conversione avverrebbe con la sottoscrizione di un aumento di capitale dedicato ad un prezzo di emissione pari alla media tra 14,4 euro (prezzo rettificato rispetto ai 15,5 euro previsti nel contratto originario per l'ultimo aumento di capitale effettuato) ed il prezzo medio borsistico dei sei mesi precedenti la conversione. Se le banche convertissero oggi, avrebbero complessivamente una minusvalenza per un miliardo e mezzo di euro ma sarebbero complessivamente i principali azionisti di Fiat, superando come azionisti la Ifil che, contemporaneamente, vedrebbe diluita la sua quota attorno al 22%. In particolare, Banca Intesa avrebbe il 5,9%, Unicredit, il 5,6%, seguita da Capitalia con il 3,8% e SanPaolo Imi con il 3,6%, per quanto riguarda le singole quote delle principali banche firmatarie del prestito. Con quote minori, anche le altre quattro banche firmatarie del prestito diventerebbero azioniste, in particolare, Bnl e Mps con il 2,7% a testa, Bnp Paribas e Abn Amro con l'1,4% a testa. Dall'operazione di conversione deriverebbero però pesanti minusvalenze per gli istituti, tanto che alcuni di essi hanno già fatto fronte con accantonamenti specifici o al fondo rischi generali, e operazioni di ricoperture. Unicredit ha accantonato complessivamente 180 milioni al 31 dicembre scorso, Banca Intesa 270 milioni complessivi, oltre ad operazioni di ricopertura sui derivati. Per il SanPaolo Imi, la riserva sui crediti in bonis include 167 milioni per la copertura dell'opzione sul convertendo Fiat. Complessivamente, le minusvalenze ammonterebbero ad una cifra pari alla metà del prestito stesso: in particolare, per Banca Intesa, la più esposta con 650 milioni ed una quota del prestito pari al 21,7% del totale, vedrebbe una minusvalenza di 344 milioni; Unicredit, 625 milioni di finanziamento per una quota del 20,8%, avrebbe 330 milioni di minusvalenze; Capitalia, con 425 milioni di finanziamento (pari ad una quota del 14,2%) avrebbe minusvalenze per 225 milioni; SanPaolo Imi, con 400 milioni di finanziamento (13,3% di quota) avrebbe minusvalenze per 212 milioni. Quanto alla Bnl e Mps, che hanno finanziato per 300 milioni a testa, avrebbero minusvalenze per 159 milioni mentre Bnp Paribas e Abn Amro, con 150 milioni di finanziamento Avrebbero una minusvalenza di quasi 80 milioni a testa. Basta dare una occhiata alle cifre per comprendere le ragioni che spingono le banche, tutte o quasi, a cercare soluzioni diverse dalla conversione. Soluzioni che, fino ad ora, non sono chiaramente emerse e che gli istituti di credito sembrerebbero aspettarsi dalla Fiat. D'altra parte, le banche avrebbero già avuto la possibilità di convertire, a norma di contratto, anche se per soli due miliardi, essendosi verificate due delle condizioni esplicitamente previste: il non mantenimento del rating di investment grade e lo sforamento di alcuni covenant finanziari, primo fra tutti l'indebitamento netto che non avrebbe dovuto essere superiore a 3,6 miliardi di euro. L'ipotesi a cui si guarderebbe per superare lo 'scoglio' della conversione sarebbe quella di una modifica delle condizioni del prestito. Non solo però un allungamento delle scadenze, ma una sorta di 'strumento ponte' che consenta alle banche di non convertire, o comunque di non restare troppo a lungo azionisti di Fiat. Peraltro, una conversione porrebbe immediatamente problemi di governance, con la richiesta degli istituti di credito di entrare nel cda Fiat. --------------------------- FIAT/ BRESSO:INTERVENTO BANCHE IN AZIONARIATO NON E' ANOMALIA 22/04/2005 "Non credo però vogliano cambiare mestiere ma solo 'risanare'" Torino, 22 apr. (Apcom) - "L'intervento delle Banche nel capitale delle aziende non è un' anomalia". Così ha detto questa sera la neopresidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, parlando con i giornalisti sulla questione del prestito Convertendo Fiat. "Nel mondo - ha aggiunto - ci sono molte situazioni simili a quella della Fiat e in Italia c'è il precedente dell' Iri, anche se non andrebbe preso a esempio". "Comunque non credo - ha spiegato Bresso - che le Banche vogliano cambiare mestiere. Mi auguro che la loro finalità sia il risanamento della Fiat per rimetterne sul mercato le quote. I soldi le aziende dovrebbero trovarli sul mercato - ha aggiunto - mentre da noi il capitalismo familiare mantiene le aziende sottocapitalizzate per non perderne il controllo". Nel caso della Fiat ha concluso Bresso "il timore potrebbe essere quello che l'azienda finisca in mani straniere, ma questo non capiterà, perche' la quota di controllo resta alla famiglia". La neo presidente della Regione Piemonte, infine, ha annunciato che presto acquisterà per uso personale una Fiat Panda 4x4 e farà cedere le due vetture tedesche in uso alla giunta in modo da avere un parco macchine dei vertici regionali che sia tutto 'made in Italy'."No comment" di Bresso, infine, alla domanda sull'ipotesi di un incontro a breve con l'ad Fiat Sergio Marchionne. ------------------------- Venerdì 22 Aprile 2005 Piemonte: Una Fiat Panda 4x4 Per Mercedes Bresso Di (Abr/Gs/Adnkronos) Torino, 22 apr. (Adnkronos)- A dispetto di quanti, in campagna elettorale e all'indomani dell'elezione, le facevano notare il nome 'scomodo' per una presidente di Regione dove ha sede la piu' grande azienda automobilista italiana, Mercedes Bresso quando utilizzera' la sua auto personale, guidera' una Fiat. Una Panda 4x4 per la precisione. Ad annunciarlo e' stata la stessa neo presidente a margine della presentazione della nuova Giunta. ------------- Osservatorio Cina Continua il boom cinese Cresce ancora il Pil, ma i crediti eccessivi indeboliscono le banche Sandro De Toni Secondo il Governo di Pechino, malgrado le misure per “raffreddare” la crescita economica, il Pil è cresciuto nel primo trimestre del 2005 del 9,5%. Secondo l’Istat cinese, si tratta della più forte crescita degli ultimi sette anni. L’obiettivo per il 2005 era stato fissato all’8%; sarà dunque difficile rispettare questo dato per... eccesso di crescita. Una crescita trainata dall’industria: la produzione industriale, sempre tra gennaio e marzo di quest'anno, è infatti cresciuta del 16,2%; nel corso dell’anno 2004 l’incremento è stato pari all’11,5%. Gli investimenti in capitale fisso sono cresciuti nello stesso periodo del 22,8%, ma il loro ritmo è più modesto rispetto a quello del primo trimestre dell’anno scorso, che era pari al 43%! I prezzi sono aumentati del 3,9% nel corso del 2004, mentre la loro corsa sembra rallentare nel primo trimestre del 2005 (+2,8%). Banchiere del mondo Oltre che “Officina del mondo”, la Cina si avvia a diventare, insieme al Giappone (esagero volutamente un po’), anche il “banchiere del globo”. Basti pensare all’acquisto della Ibm ed alla trattativa (fallita) per la Rover, agli investimenti a tappeto in America latina ed in Africa, oppure alle voci ricorrenti di un intervento cinese alla Fiat. Le sue riserve monetarie ammontano, infatti, a fine marzo 2005, a 659,1 miliardi di dollari. Una somma superiore a quella registrata un anno fa di ben 49,2 miliardi di dollari Usa. Le riserve monetarie cinesi sono, per importanza, le seconde nel mondo dopo quelle giapponesi che a loro volta, sempre a fine marzo, hanno raggiunto la non disprezzabile somma di 837,7 miliardi di dollari. Come è noto, queste riserve sono essenzialmente in dollari, o per meglio dire in bonds del Tesoro Usa. In pratica, la Cina finanzia il deficit statunitense e fa credito agli americani per l’acquisto delle proprie merci. Questo aspetto rappresenta sempre più, con il passare degli anni, una delle debolezze strategiche degli Stati uniti. E banche cinesi...in sofferenza Una delle debolezze cinesi è invece rappresentata dall’enorme percentuale di crediti bancari in sofferenza, fenomeno da ricollegare ai criteri “politici” con i quali vengono spesso erogati i prestiti. Non è un caso che il Governo provveda ogni tanto a ricapitalizzare le banche più esposte, utilizzando l’enorme quantità di riserve valutarie di cui dispone. Alla fine del 2003, China Construction Bank e Bank of China hanno ottenuto 22,5 miliardi di dollari Usa a testa, che hanno utilizzato per ristrutturare e rafforzare le operazioni e preparare i due istituti alla quotazione nelle borse azionarie occidentali. Adesso, un’analoga operazione viene attuata per risanare la più grande banca del Paese, l’Industrial and Commercial Bank of China (Icbc) con un'iniezione di capitale di 15 miliardi di dollari. In realtà, gli analisti del settore hanno sempre pensato che Icbc fosse la banca cinese più in difficoltà, e si aspettavano un'iniezione di capitale almeno pari a 50 miliardi di dollari. http://www.aprileonline.info/articol...344&numero=246 ------------------- Le tre Italie della crisi Piero Ostellino La crisi (extraparlamentare) che ha abbattuto il governo Berlusconi è stata una farsa da Prima Repubblica. Le consultazioni in Quirinale (inutili e ridicole) sono state un rito da Prima Repubblica. La «discontinuità», che dovrebbe caratterizzare il Berlusconi-bis dal primo Berlusconi-uno, è un concetto indefinibile da Prima Repubblica. La finzione che sia cambiato qualcosa affinché non cambi niente, è stata una ipocrisia da Prima Repubblica. La compresenza di tre Costituzioni – quella del maggioritario, quella precedente del proporzionale, quella che istituisce il premierato, ancora davanti al Parlamento – è stata la prova dello stato confusionale in cui si trovano le istituzioni: la conferma che la Prima Repubblica non è ancora morta, che la Seconda è nata malata e che la Terza non si sa quando e se nascerà. Il solo tratto concreto di «discontinuità», rispetto al passato, è che i suoi alleati non vogliono più Berlusconi leader del centrodestra. Il tratto di reale «continuità» col governo precedente è la comparsa, negli stessi giorni della crisi, della notizia che la liberalizzazione delle professioni è stata stralciata dal decreto sulla competitività. Con il sistema maggioritario, che prevedeva addirittura l’indicazione del nome del candidato Presidente del Consiglio nella scheda elettorale, sembrava che i partiti politici fossero diventati (finalmente!) quelle associazioni private che la stessa Costituzione prevede. Già un grande liberale dell’Ottocento, Marco Minghetti, aveva invocato l’uscita dei partiti dalla istituzioni. Invece, la loro ri-occupazione delle istituzioni segna e disciplinerà, d’ora in poi, il processo di Restaurazione, dopo la brevissima parentesi della (modesta, modestissima) Rivoluzione politica che aveva dato vita al «bipolarismo frazionato» (in partiti e partitini). È il trionfo dei veti contrapposti che, durante la Prima Repubblica, impedendo ai governi di governare e al Parlamento di legiferare, erano costati al bilancio dello Stato il più colossale debito pubblico al mondo; veti contrapposti che hanno paralizzato la Seconda Repubblica e minacciano la nascita della Terza. Sulla Politica, con la «P» maiuscola, è prevalsa la politica, con la «p» minuscola, cioè è prevalso il passato compromissorio sul presente e sul futuro riformisti. Ha vinto la «politica dei sondaggi» sulla «Politica delle decisioni». Gli ultimi sondaggi – confermando peraltro il trend di sempre dell’opinione pubblica – dicono che la grande maggioranza degli italiani è disposta a subordinare la libertà, il mercato, la competizione, vale a dire la modernizzazione del Paese, alla sicurezza, alla stabilità, all’assistenzialismo, vale a dire alla conservazione dello statu quo. «Quieta non movere», dicevano i latini. Non sembra sia cambiata di molto la mentalità degli italiani, compresi quelli che parlano anche inglese. Fra questi ultimi, infatti, ci sono «due Italie» che, invece, le cose dovrebbero volerle far muovere. La prima Italia è quella immersa della crisi della Fiat, la cui grande industria – quella rimasta – si è rifugiata nel protezionismo tariffario e che è uscita dal circuito della competizione mondiale. È, tanto per essere chiari, l’Italia neo-corporativa della Confindustria, che si aspetta dallo Stato – quale ne sia il governo - sussidi e sovvenzioni. Della stessa prima Italia del Capitale fa parte la maggioranza del mondo del Lavoro. Tanto per essere chiari, è l’Italia collettivistica delle Confederazioni sindacali, che si aspetta dallo Stato – quale ne sia il governo – il ritorno alla rigidità del mercato del lavoro e una maggiore espansione del welfare. C’è, poi, la seconda Italia, quella delle clientele pubbliche e private, che non è mai stata nel circuito della competizione mondiale e che non ha, almeno per ora, alcuna prospettiva di entrarci. Che cosa si aspetti dallo Stato questa seconda Italia è facile immaginare: assistenzialismo, assistenzialismo, assistenzialismo. C’è, infine, una «terza Italia», assolutamente minoritaria, rappresentata dal Capitale produttivo inserito in Europa e nel circuito della competizione mondiale, che non ha le inclinazioni neo-corporative della Confindustria e aborra il collettivismo dei Sindacati, e che comprende altresì la parte del mondo del Lavoro più dinamica e flessibile. Questa Italia non chiede aiuti di nessun genere allo Stato, ma solo infrastrutture adeguate (strade agibili, ferrovie a alta velocità, porti attrezzati) al proprio modello di sviluppo e alle proprie ambizioni internazionali, una pubblica amministrazione snella e efficiente, un sistema fiscale meno oppressivo. È l’Italia che esce ancora una volta mortificata dall’incapacità, o dalla mancanza di volontà, del resto del Paese e della sua classe politica di stare al passo con i tempi e con le nazioni politicamente, economicamente e socialmente più evolute. Diciamola, allora, tutta: gli italiani si sono abituati a vivere a spese della collettività e nessuno di loro è disposto a rinunciarci. Il governo, i partiti, gli uomini politici lo hanno capito e si sono adeguati. Piero Ostellino http://www.cdt.ch/interna.asp?idarticolo=79854 22/04/2005 ---------------------- FIAT, TITOLO ANCORA IN RIPRESA (AGI) - Roma, 23 apr. - Le azioni Fiat hanno guadagnato ieri l'1,05%, a 4,81 euro. La casa automobilistica torinese, scrive La Stampa, ha cosi' chiuso "ancora in recupero a Piazza Affari, dopo le vendite speculative che hanno portato il titolo sotto la soglia del valore nominale dei 5 euro". Gli occhi del mondo finanziario "restano pero' puntati sul nodo del prestito convertendo, al centro dell'incontro tra Sergio Marchionne e gli amministratori delle banche sottoscrittrici". Enrico Salza, numero uno del San Paolo, si e' gia' premurato di precisare - come si legge sul Corriere della Sera - che si rispettera' una "netta separazione tra banchieri e imprenditori". Lo speciale "Plus" del Sole-24 Ore e' dedicato al difficile momento del settore auto: "La sbandata. Titoli sotto pressione. Taglio degli utili e prospettive deboli per Fiat, Gm e Ford". Seguono consigli agli investitori su "come muoversi nei prossimi mesi". 23/04/2005 --------------- Venerdì 22 Aprile 2005 Fiat: Salza, Netta Separazione Banchieri-Imprenditori (ANSA) - TORINO, 22 APR - "Le banche devono fare le banche, gli imprenditori devono fare gli imprenditori. Netta separazione". Lo ha affermato il presidente del Sanpaolo Imi, Enrico Salza, in una dichiarazione al Tg2 nell' ambito di un servizio sulla Fiat. "Si cominciano - ha aggiunto Salza - a sentire ipotesi sul convertendo. Lo decideremo all' ultimo. Quello che conta oggi, e per me conterà anche domani, è garantire la stabilità del management". (ANSA). --------------- Fiat: per Marchionne plusvalenza teorica di 55mila euro MILANO (MF-DJ)--Una plusvalenza, teorica, di 55mila euro. A tanto ammonta infatti la differenza tra il prezzo di carico di 4,6euro per azione e l'ultimo prezzo odierno (4,85 euro) delle 220.000 azioniacquistate dall'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne il 18aprile.red/mf ------------------- Fiat: sondaggio per bond convertibile alto rendimento (Sole) Radiocor - Milano, 22 apr - Tra i modi che Fiat ha per risolvere il nodo-convertendo c'e' quello di un'obbligazione decennale ad alto rendimento. Lo scrive stamani 'Il Sole 24 Ore', ricordando che l'incontro al vertice tra il gruppo automobilistico e le banche del convertendo da 3 miliardi di euro si terra' martedi' prossimo. Secondo l'articolo, 'alcuni investitori istituzionali sono stati contatati da banche d'affari per capire che livello di gradimento avrebbe un eventuale bond a dieci anni convertibile in azioni Fiat, strike price 10 euro, prezzo di emissione 80 rispetto al valore di rimborso di 100 e cedola del 7%'. --------------------- Fiat: da banche prove di rinvio del convertendo (MF) Due, spiega MF, i punti affrontati dalla riunione delle banche. Da unlato e' stato avviato il negoziato sulla stesura di una lettera dirisposta a quella in cui la Fiat ha notificato che a seguito dell'incassodella prima rata da 1 mld su 1,55 mld di euro dell'accordo sullacancellazione della put option sul 90% dell'auto, si sono riequilibrati icovenant sull'indebitamento netto e lordo sforati a settembre 2004.Dall'altro lato, l'esame di alcuni spunti tecnici da suggerire al Lingottoper spostare i termini del convertendo che, al momento, diventera' equityil 26 settembre prossimo. Per allungare i termini dell'operazione il Cda di Fiat dovra' indireun'altra assemblea proponendo una soluzione che sia soddisfacente, specieper i piccoli azionisti. Il meccanismo attuale prevede la conversione inbase alla media tra 14,4 euro (prezzo dell'ultima ricapitalizzazione) e lamedia dei sei mesi precedenti. Le parti finora hanno studiato diverseipotesi, tutte da vagliare attentamente. Tra le ipotesi, la predisposizione di misure per fare entrare liquidita'extra nelle casse Fiat, anche con operazioni straordinarie come lequotazioni di Cnh e Iveco. Banche e Fiat potrebbero decidere anche ditagliare un pezzo del convertendo attraverso il write-off di circa 1,5mld, cioe' svalutando la differenza tra i valori attuali e quelli diconversione. Gli istituti potrebbero, inoltre, decidere di concedere nuovelinee di credito.red/ren |
Ciao, non so se sia già noto al forum ma Powertrain ha firmato ufficialmente con la Suzuki-Maruti (India) un contratto pluriennale di fornitura di motori multijet. La fonte è più che attendibile (logistica) e si parla di parecchi pezzi all'anno.
La trattativa andava avanti dal 2004 e la firma è di questi giorni. Spero in un week end di sole...... |
Citazione:
Comunque qui vi sono altre notizie dove si parla di Suzuki-Maruti Fiat Powertrain --------------------------------------- L'inarrestabile boom del diesel Nei primi nove mesi la percentuale di vetture a gasolio nuove è al 57,86%. Affermazione nelle utilitarie: il sorpasso sulla benzina è vicino http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...193180&chId=30 Per il diesel è ancora boom. Nei primi nove mesi dell’anno, secondo dati Unrae, la quota delle vetture a gasolio sul totale delle nuove immatricolazioni ha sfiorato il 58% (57,86, per la precisione), in una progressione di crescita, anno su anno, a due cifre. Basti pensare che l’intero 2002 si era chiuso con una percentuale di diesel pari al 43,72% e il 2003 a quota 48,86 per cento. La corsa di questa motorizzazione è sostenuta non più soltanto dalle auto di media e grossa cilindrata. Il fenomeno del 2004 è, infatti, il boom del diesel sulle utilitarie del segmento B. In questa categoria il peso delle vetture alimentate a gasolio, nei primi nove mesi dell’anno, è passato al 46,59% dal 31,86 del 2003 e dal 23,21% del 2002. Quali i motivi del successo. In linea generale il turbodiesel, oltre a essere di moda, si è fatto apprezzare soprattutto per i consumi contenuti e per la piacevolezza nella guida. La rivoluzione dei sistemi a iniezione diretta con accumulo di carburante ad alta pressione (common rail e, in misura iniettore pompa) hanno trasformato le caratteristiche del motore diesel che da ruvido e lento propulsore è diventato un campione di potenza specifica (ormai equivalente a un benzina di pari cilindrata), di coppia e di bassi consumi. Il settore del turbodiesel è diventato strategico per le case che si sono affannata e a fare accordi fra loro: la Ford (compreso Jaguar e Volvo ad esempio ha allineato la produzione dei diesel con il gruppo Psa (Peugeot Citroën), mentre Fiat spinge sulle sinergie con Gm via PowerTrain. Ma non solo Magneti Marelli che è stata, con il centro ricerche Fiat, pioniere assoluto della rivoluzione del common rail ha siglato un accordo con Siemens Vdo Automotive. La partnership nasce allo scopo di sviluppare un nuovo sistema di iniezione diesel che è destinato alle vetture di fascia media e che entrerà in produzione nel 2007. L' accordo prevede lo sviluppo di una nuova generazione di iniettori e pompe per il sistema Multijet. I due gruppi puntano ad acquisire quote di mercato nel business del sistema di iniezione diesel, dominato da Bosch, che ha fatto tesoro del brevetto sul common rail di Torino. Fino all’anno scorso la presenza nel segmento B era frenata dalla scarsa disponibilità di propulsori di cilindrata contenuta, ma ora sul mercato sono ampiamente disponibili decine di modelli motorizzati soprattutto dal Fiat-PowerTrain MultiJet 1.3, dal Ford-Psa 1,4 e dal Renault da 1,5 litri. La classifica delle utilitarie diesel è guidata dalla Fiat Punto, che immatricolata in 55.505 è tallonata dalla Fiesta (35.398 pezzi) e dalla C3 che insieme alla Peugeot 206 (al quinto osto) condivide il motore con la piccola di Ford. AL quarto posto la lancia Ypsilon, che grazie al 1.9 litri e soprattutto al turbodiesel 1.3 Multijet (usato su panda, punto, Opel corsa (7.mo posto), Agila e Meriva (6.to posto) e Suzuki WagonR+. La Renault Clio scivola invece dal 5 posto del 2003 all’attuale decimo. La Toyota Yaris è al nono. Nelle piccole del segmento A il diesel è ancora sotto tono, ma la quota è passata dal 3,5% del 2002 all’attuale 9,48%. E il successo è targato Panda, l’arrivo della piccola, ma non certo economica, Fiat spinta dal MultiJet da 1,3 litri ha stravolto l’assetto del settore. La Panda con 8.847 domina la classifica e stacca nettamente gli altri concorrenti. La Smart ForTwo ha perso terreno e dal primo è passata al terzo posto, La Vw lupo, dal secondo è scesa al quarto. Mentre la Opel Agila (che insieme alla gemella Suzuki WagonR+ monta il piccolo motore Fiat) è al secondo. Nelle medie, segmento C, la hit parade è guidata ancora una volta dalla Focus, che nonostante l’anzianità della vettura (la nuova è stata già presentata e sarà in vendita a gennaio) continua a tirare. Mentre la Fiat Stilo che nel 2003 era al secondo posto perde terreno e viene scavalcata dalla Renault Megane. Sale di una posizione la Volkswagen Golf che scavalca l’Alfa Romeo 147 che da pochi giorni è fresca di restyling. La hit parade delle vetture segmento Di è guidata dalla Audi A4 inseguita dall’Alfa 156 e dalla Bmw Serie 3. Al quarto posto la Mercedes Classe c, che supera la Vw Passat, al quinto. Ford Mondeo è al sesto dopo aver scavalcato la Lancia Lybra. ------------------------ Sarkaritel.com News and Features-Corporate News Maruti Board clears Rs 32719 mn invt for 2 ventures The new Omni now has a brand new look from the outside. There is a new front grille. It also comes with clear lens headlamps. Graphics on the side body enhance visual appeal. It also has a new rear view mirror. The changes in the interiors lend a fresh new look, while also adding to the functional benefits for the Omni customer. The two-tone seat upholstery and sporty new instrument cluster provide the freshness. The dashboard, which has been totally redesigned, enables more functional benefits: a glove box that can be locked, a cup holder, a new centre console with space for utility items, provision for stereo, electronic taxi meter etc. There was feedback from customers that radial tyres would enhance the appeal of the Omni. This suggestion has been incorporated in the new Omni.. The engine has been upgraded to meet Bharat Stage III emission norms. Similarly, the new Omni has a headlamp-leveling device to meet contemporary standards. The new Omni comes in new colours of Crystal Gold, Icy Blue, Bright Red and Caribbean Blue. This is in addition to the existing colours: Silky Silver and Superior White. The new Omni will be priced at Rs 2.29 Lac (ex- show room, Delhi). --------------------------- New Delhi, April 6, 2005: The Board of Directors of Maruti Udyog Limited in their meeting today in Hamamatsu, Japan decided on the total investment to be made in the new car manufacturing plant and the new engine and transmission plant in Manesar, Haryana. The total investment in these two new projects comes to Rs 32719 million. The highlights are as follows: New Car Manufacturing Plant It will be under a joint venture company, called Maruti Suzuki Automobiles India Limited. As decided earlier, Maruti Udyog Limited will hold 70 per cent equity in Maruti Suzuki Automobiles India Limited while Suzuki Motor Corporation, Japan, will hold the remaining 30 per cent. Investment will be Rs 15,242 million. The capacity of the plant will initially be 100,000 cars per annum, with scope to scale it up to 250,000 cars per annum. The new car manufacturing plant will begin commercial production by the end of 2006. New Engine and Transmission Facility In addition to manufacturing diesel engines for cars, as decided earlier, this facility will also manufacture petrol engines and transmission assemblies. Total plant capacity would be 3,00,000 diesel engine per annum to be developed in phases. The initial annual capacity of this facility will be 100,000 diesel engines, 20,000 petrol engines and 140,000 transmission assemblies. It would be gradually expanded in line with the market demand. This facility will be under a joint venture company, renamed Suzuki Powertrain India Limited (earlier called Suzuki Metal India Limited or SMIL). Suzuki Motor Corporation holds 51 per cent stake in Suzuki Powertrain India Limited while Maruti Udyog Limited holds the remaining 49 per cent. Investment in this facility will be Rs 17,477 million As decided earlier, this facility will begin commercial production by the end of 2006. E-Mail : newseditor@sarkaritel.com http://www.sarkaritel.com/news_and_f...iexpansion.htm ----------------------- Wednesday April 6, 9:28 PM Maruti to invest Rs.32.72 bn in new plants By Indo-Asian News Service http://in.news.yahoo.com/050406/43/2klf4.html New Delhi, April 6 (IANS) India's largest car-maker Maruti Udyog Ltd will invest Rs.32.72 billion ($749 million) on a new car manufacturing and an engine and transmission plant. The proposal got an approval Wednesday from the company's board of directors at a meeting held in Hamamatsu, Japan, a statement from Maruti Udyog said here. The two plants will be set up in Manesar, Haryana. Maruti became a Suzuki subsidiary in May 2002 after the Indian government offloaded 25 percent of its stake in the firm through an initial public offering in June 2003 as part of the privatisation plan. In September last year, Maruti and Suzuki decided to set up a separate joint venture for the car-making plant rather than expand the existing factory that is 20 years old. The new car plant will have an investment of Rs.15.24 billion under a "joint venture company called Maruti Suzuki Automobiles India Limited", the official statement said. Maruti Udyog Ltd will hold 70 percent equity in Maruti Suzuki Automobiles India Limited while Japan's Suzuki Motor Corporation will keep the remaining 30 percent. The new plant, which is expected to begin commercial production by 2006-end, will initially produce 100,000 cars a year with the scope to scale it up to 250,000 cars. In the case of a plant for manufacturing diesel car engines, "the facility will also manufacture petrol engines and transmission assemblies. The total plant capacity will be 300,000 diesel engines per annum to be developed in phases". The initial annual capacity of this facility, which will have an investment of Rs.17.48 billion will be 100,000 diesel engines, 20,000 petrol engines and 140,000 transmission assemblies. The capacity would be gradually expanded. The facility will begin commercial production by the end of next year under a joint venture company renamed Suzuki Powertrain India Limited. It was earlier called Suzuki Metal India Limited. Suzuki Motor Corporation holds 51 percent stake in Suzuki Powertrain India Limited while Maruti Udyog has the remaining. |
Caro Stell sei davvero utile con le innumerevoli info che posti e mi sa che sei anche simpatico.
Lascia stare i gufi e/o i "distruttori ad oltranza" perchè fan perdere solo tempo. Bye |
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(Che comunque hanno fatto i grani in questo periodo con Fiat) Per Fiat credo che a dura pena c'è la farà,come regola della natura al toccare il fondo "se non si muore" ci si risolleva per andare sù. ------------------------------------------------- Interessate alla grande intesa tutte le attività nel paese orientale: e cioè automobili, camion e trattori Fiat-Tata, possibile accordo per le attività in India Fiat e Tata sempre più vicine ad un accordo per le attività in India. Interessate all'intesa tutte le attività nel paese orientale: e cioè auto, camion e trattori. I contatti vanno avanti da alcuni mesi e già al Salone dell'Auto di Ginevra l'ipotesi di un accordo tra la casa automobilistica torinese e quella indiana sembrava imminente. In quell'occasione, poco dopo la visita ufficiale degli industriali italiani in India, il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo, insieme al vicepresidente Jaki Elkann, ebbero un colloquio a quattrocchi con il presidente della casa automobilistica Tata, Ratan Tata. "Siamo appena stati in India e ci siamo rivisti qui a Ginevra" spiegò allora Montezemolo, giustificando l'incontro con Tata quale presidente di una commissione per l'attrazione degli investimenti in India. Ma nei giorni scorsi il presidente della Fiat ha annunciato che presto ci saranno notizie importanti sulla presenza della casa torinese in India. "Penso che nelle prossime settimane arriveranno notizie importanti per lo sviluppo della presenza in India" ha detto a margine dell'inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Università per stranieri di Perugia. Ma non ha voluto fornire altri dettagli. Tata potrebbe essere il partner giusto per la Fiat. La casa indiana che sta per lanciare una 'superutilitaria' da 1.600 euro, destinata a sfondare in India e Cina, è specializzata in produzioni a basso costo, ma non brilla per design. Fiat, invece, è il perfetto contrario. In più i vertici di Fiat in questi giorni sono in India proprio per sistemare lo stabilimento locale che, in assenza di un partner, non è mai decollato. In più Fiat è presente in India, oltre che con l'auto, anche con i camion Iveco e i trattori Cnh. Fondato intorno al 1860, il Gruppo delle società Tata è il maggiore conglomerato industriale indiano. Costituito da 85 compagnie principali, copre svariati settori produttivi manifatturieri e metallurgici, oltre ad essere presente nel mondo delle telecomunicazioni, dell'energia, dell'informatica, della finanza e della distribuzione. Tata Motors Limited è la prima azienda indiana del settore ingegneristico a sbarcare al New York Stock Exchange (NYSE). Il 27 settembre 2004 la società ha infatti fatto il proprio ingresso nella Borsa americana. Una delle aziende leader del Gruppo è Tata Motors, tra i massimi produttori mondiali di veicoli commerciali, medi e pesanti. Fondata nel 1945, Tata Motors iniziò a collaborare con la tedesca Daimler Benz per la produzione di veicoli commerciali, per crescere poi autonomamente cessata la collaborazione. Un bagaglio di professionalità e know how permette di sviluppare in sinergia la produzione di fuoristrada e autovetture SUV e passeggeri con proprie linee di sviluppo e progettazione. Tata Motors dispone oggi del Centro industriale per lo Sviluppo e la Ricerca Automobilistica più importante di tutta l'India, in grado di proporre modelli che si affermano nel continente asiatico ma anche su tutti gli altri mercati, europeo compreso. Particolari settori della ricerca sono dedicati allo studio del livello di emissioni inquinanti, alla sicurezza, all'inquinamento da rumore; crash test e sviluppo di motori e tecnologie ecocompatibili, ponendo Tata Motors decisamente all'avanguardia in un panorama, quello della produzione automobilistica, fortemente competitivo ed in continua evoluzione. Nel 2004 Tata Motors Limited ha acquistato la Daewoo Commercial Vehicle Co. Ltd, ribattezzandola Tata Daewoo Commercial Vehicle Co. Ltd. (24 aprile 2005) ------------------------------ NOTIZIE FLASH: 2/A EDIZIONE - L'INTERNO (7) Torino. Archiviata una settimana di passione e speculazioni che ha visto il titolo perdere fino all'11% e poi chiudere venerdi' a 4,815 euro, in recupero dell'1,13%, Fiat si prepara all'incontro con le banche alleate fissato per martedi'. All'ordine del giorno della riunione il prestito convertendo da 3 miliardi di euro che le banche hanno concesso nel maggio 2002 al Lingotto e che scadra' il prossimo settembre. Difficile pensare che l'incontro cui parteciperanno l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne accompagnato dal direttore finanziario Luigi Gubitosi, e i vertici delle principali banche creditrici, Intesa, Unicredit, SanPaolo Imi e Capitalia, insieme ai direttori finanziari, sara' decisivo. 24-APR-05 |
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Supporti e resistenze per la giornata di oggi 25 Aprile.................................. ...............previsioni |
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Venerdì 15 Aprile 2005, 13:45
Fiat pesante, si specula sul prestito convertendo Fiat in discesa senza freni. Il titolo del Lingotto cede infatti il 3,62% a 5,09 euro a fronte della flessione del settore europeo (-2,2% lo Stoxx). I pezzi scambiati finora sono oltre 16 milioni, pari al 2% del capitale, contro una media giornaliera dell'ultimo mese di 8,835 milioni di azioni. Sulla cattiva performance dell'azione incidono le apprensioni per General Motors , che ieri sera a Wall Street ha segnato ulteriori nuovi minimi sull'inchiesta avviata dalla Sec su Delphi , che ha innescato anche voci tra le più allarmistiche sul gruppo auto americano. Come evidenziato da un operatore contattato dall'agenzia Mf-DowJones, "il mercato ha ipotizzato il rischio per Gm di Chapter 11, una sorta di fallimento pilotato che esiste negli Usa". Si ricorda che secondo alcune indiscrezioni Fiat dovrebbe ancora incassare proprio dal produttore di auto Usa 1,5 miliardi di euro legati alla risoluzione del put avvenuta alcuni mesi fa e quindi un potenziale problema finanziario per Gm potrebbe estendere la propria influenza sul Lingotto. Accanto a questo, il nodo centrale per Fiat è ora l'accordo con le banche per trovare una via d'uscita al problema del prestito convertendo da 3 miliardi di euro in scadenza a fine settembre. econdo alcune voci, oggi pomeriggio è in programma un Cda della Giovanni Agnelli & C., la società in accomandita per azioni che svolge le funzioni di cassaforte della famiglia torinese. I motivi della riunione non sono noti ma sicuramente qualcosa sta succedendo all'interno del gruppo, dopo che il 13 aprile scorso è stata rinviata l'assemblea dei soci di Fiat a data da destinarsi. L'ad di Fiat, Sergio Marchionne, ha detto che il rinvio è dovuto a puri motivi tecnici ma c'è chi ipotizza che il rinvio sia legato proprio alla rinegoziazione del prestito convertendo con le banche. Come ricorda Gabriele Gambarova, analista di RasBank che sul titolo ha un rating di buy (comprare) e un target price a 6,9 euro, "gli istituti vantano un credito che, alle attuali condizioni, verrà obbligatoriamente rimborsato in azioni ordinarie Fiat di nuova emissione a un prezzo pari alla media tra 14,44 euro e il prezzo medio di mercato degli ultimi 6 mesi, pari a 5,78 euro". "Le banche dovranno così sottoscrivere circa 297 milioni di azioni a un prezzo di 10,1 euro, arrivando a controllare il 27% del capitale ordinario Fiat e facendo scendere Ifil al 22% circa". Secondo le ultime indiscrezioni di stampa, Sergio Marchionne intenderebbe invece sottoporre alle banche creditrici una proposta che preveda lo stralcio di una parte del prestito convertendo per un controvalore compreso tra 1 e 1,5 miliardi di euro e il riscadenziamento del debito residuo, che sarebbe di conseguenza compreso tra gli 1,5 e i 2 miliardi di euro. Gambarova sottolinea come la proposta comporterebbe per le banche una perdita di circa un terzo o metà del valore del prestito erogato nel 2002, mentre in ipotesi di conversione integrale agli attuali prezzi di mercato perderebbero circa il 48% del prestito concesso e si ritroverebbero azioniste di riferimento di Fiat, una prospettiva che non è allettante per gli istituti. "Riteniamo che la proposta ipotizzata dalla stampa possa rappresentare un punto di partenza valido per le trattative tra Fiat e le banche. Gli istituti di credito, che hanno già provveduto a fare accantonamenti per la perdita potenziale che deriverebbe dalla conversione, potrebbero limitare le loro perdite ed evitare di diventare azionisti di Fiat, mentre il valore che oggi il convertendo incorpora per gli azionisti verrebbe preservato", sottolinea l'analista. Sempre Gambarova stima il capitale di Fiat in 6,59 euro per azione. "A questo valore sommiamo 0,37 euro perché teniamo in considerazione l'effetto di una conversione del prestito ponderata al 50%. L'effetto della trasformazione integrale sarebbe di 0,73 euro per azione mentre quello dello stralcio di 1-1,5 miliardi di euro sarebbe compreso tra 1,02 euro e 1,53 euro per azione". Questo perché secondo l'esperto non ci sarebbe l'effetto diluitivo dei 297 milioni di nuove azioni che verrebbero emessi nell'ipotesi di conversione. Gambarova conclude poi affermando che "un accordo come quello descritto potrebbe preservare il valore che il convertendo incorpora per gli azionisti e anzi, potrebbe avere un effetto anche migliore rispetto alla conversione tout court". Mauro Favaretto ------------------------------ Rimbalzo scivoloso per Fiat (21/04/2005) Sedute da brivido quelle che sta vivendo la Fiat: dopo il ruzzolone di venerdì con il titolo sceso sotto i 5 euro, un'altra brutta seduta è arrivata lunedì, alla riapertura dei mercati, ma le vendite hanno bersagliato il titolo anche ieri, quando ha perso il 7% durante la seduta, limitando i danni nel finale per chiudere a -4% a quota 4,53 euro. Una discesa costante da inizio anno, complice i brutti dati sulle vendite e il tira e molla con GM sulla put, con il titolo che ha bucato la soglia psicologica dei 6 euro ai primi di marzo, e che sembra ormai lontano parente di quello che veleggiava sopra i 25 euro nell'aprile del 2000. Il motivo? “La speculazione – dice un vecchio operatore -, che ormai ha gioco facile spingendo al ribasso un titolo da cui tutti i grandi fondi sono fuori, visto che è diventato rischioso averlo in portafoglio” Di pochi minuti fa è la notizia di un incontro con le banche protagoniste del prestito convertendo, in programma domani, slittato a martedì “Nei prossimi giorni - sottolinea l'operatore - il titolo può ancora andare su è giù, anche in assenza di motivi precisi". "Si può dire - aggiunge - che con la Fiat si sta ripetendo, naturalmente in una scala più grande, quello che è successo per Alitalia, che sembrava essere diventata una riserva di caccia per trader e speculatori”. Nessuna illusione quindi provocata dal rialzo odierno, "le azioni stanno mettendo a segno un discreto rimbalzo, che bebeficia anche della mossa di Marchionne", l’Ad del Lingotto ha infatti comprato 220mila azioni Fiat a 4,6 euro, per un totale di una milione di euro. "Una conferma che il fallimento non è dietro l’angolo – commenta l’esperto - , ma le cose non vanno bene. I numeri delle vendite parlano chiaro, e non sono belli, ora si spera nei nuovi modelli, anche se pare inevitabile cercare un alleanza all’estero." Tuttavia il mercato dell’auto langue, per usare un eufemismo, ed anche i grandi colossi a stelle e strisce come Ford e Gm attraversano un momento difficile, quindi non è semplice individuare. "Si in effetti non è che ci siano grandi pretendenti all’orizzonte, tuttivia nelle sale operative si continua a parlare di qualche casa orientale". ------------------------- Il calvario della Fiat (22/04/2005) Era lo scorso febbraio, la Fiat metteva fine a un contratto quinquennale con il colosso americano General Motors annullando per un valore di 1,5 miliardi di euro anche la contesa opzione put, quella che avrebbe obbligato Gm a comprare il settore Auto. Con questa "felice" soluzione credevate forse che il periodaccio di Fiat sarebbe finito? Nient’affatto. Nelle ultime sedute il titolo del Lingotto è stato letteralmente bersagliato dalle vendite, il prezzo è crollato sotto il valore nominale di 5 euro e le azioni, scese ai minimi storici, hanno collezionato una perdita di circa il 22% solo nei primi mesi di quest’anno. È di sicuro la speculazione la causa prima che ha spinto a vendere a piene mani titoli Fiat, ma non solo, ciò che preoccupa di più è l’incertezza sul futuro dell’azienda torinese: le situazioni da risolvere non sono poche. In prima fila il prestito convertendo concesso da dieci banche, in scadenza il prossimo settembre (e la prossima settimana è previsto un incontro tra gli istituti coinvolti e l’azienda), poi c'è lo scetticismo del mercato sul raggiungimento degli obiettivi 2005 e, dulicis in fundo, i cattivi dati sulle vendite e la difficile situazione finanziaria di General Motors. Proprio a riguardo del colosso americano l’amministratore delegato, Sergio Marchionne, si è premurato di smentire “le illazioni” circolate sopratutto sulla crisi finanziaria di Gm, che deve ancora versare nelle casse dell’azienda di Torino 550 milioni. Ma le parole del manager italo-canadese non sono servite a risollevare il titolo in Borsa, tanto che mercoledì lo stesso Marchionne ha comprato 220mila azioni per 1 milione di euro. Perché? Semplice, per dimostrare la fiducia del management nell’azienda. Lui almeno ci crede. Gli altri investitori no a giudicare dai crolli dei giorni scorsi. A onor del vero, bisogna sottolineare che è tutto il settore automobilistico a soffrire in questo periodo: i cali nelle vendite di marzo non hanno fatto che confermare la crisi dell’intero comparto che risente della debolezza economica. E poi le trimestrali, e sopratutto le previsioni, di alcuni gruppi come la stessa General Motors e Ford, non fanno sperare nulla di buono: il colosso di Detroit ha registrato il peggior trimestre degli ultimi 12 anni, una difficile situazione finanziaria che nei giorni scorsi aveva fatto circolare addirittura la voce di una possibile procedura fallimentare ex 'Chapter 11' oltre a quella di un abbassamento del rating a livello di junk (spazzatura). Insomma, una situazione finanziaria complicata che inevitabilmente si ripercuote sulle sorti del Lingotto, tanto che sulla questione è intervenuto un autorevole quotidiano come il Financial Times, secondo il quale “la breve luna di miele che ha seguito l'accordo con Gm è finita”. "Il top management di Fiat - spiega il quotidiano - non può più permettersi la minima svista". E come non concordare? ALAN FRIEDMAN --------------------- Infine, si parla anche della possibile quotazione in borsa della neonata Fiat Powertrain Technologies. ----------------------- Grandi manovre degli Agnelli per salvare il patrimonio di Roberto Paglialonga 4/4/2005 La probabile uscita di Montezemolo. Le voci sull'arrivo di Renato Ruggiero. Il ruolo di Susanna. L'attesa sulle decisioni delle banche. Tutte le mosse del Lingotto. Per ora è solo un'indiscrezione, ma circola con insistenza tra i grandi banchieri e nelle stanze del potere romano: Renato Ruggiero presidente della Fiat. L'idea pare sia venuta a Susanna Agnelli, che ne avrebbe parlato con Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti, da sempre i professionisti di casa Agnelli, per poi fare un cauto sondaggio con l'interessato. L'ex ambasciatore non avrebbe detto di no, ma neppure di sì: dall'inizio del 2005 è tornato in Italia, dopo che per due anni era stato a Zurigo come presidente di Citigroup Switzerland e vicepresidente della controllata Schroder Salomon Smith Barney, e dunque non avrebbe difficoltà logistiche, ma solo remore legate ai suoi 75 anni (limite previsto dallo statuto Fiat) e alla «percezione politica» che si avrebbe di lui dopo le traumatiche dimissioni da ministro degli Esteri all'inizio del governo Berlusconi. Anche per questo c'è chi giura di averlo visto varcare la soglia di Palazzo Chigi qualche giorno fa, forse per un colloquio con Gianni Letta. Inoltre Ruggiero, che con Panfilo Tarantelli e Francesco Vanni d'Archirafi è l'italiano con più «stellette» in Citigroup, siede negli advisory board della Coca-Cola e della General Electric, e quindi certo non gli manca la necessaria esperienza in campo societario. Ma, visto che la Fiat un presidente ce l'ha, come mai gira questa voce? E che cosa significa rispetto alle scadenze che attendono non solo il Lingotto, ma la stessa casata degli Agnelli? Si sa, Luca di Montezemolo non fa mistero di considerare la sua presidenza della Fiat un fatto relativamente transitorio. Chiamato in un momento di emergenza, dopo la morte di Umberto Agnelli, aveva il compito di pilotare il gruppo fuori dalle secche del rapporto con la General Motors – cosa che ha fatto molto bene, non solo per il risultato, ma per essere riuscito a valorizzare il lavoro dell'amministratore delegato Sergio Marchionne – e di dare il tempo al giovane John (Yaki) Elkann di farsi la necessaria esperienza sul campo come vicepresidente. Ma con il passare dei mesi, Montezemolo ha capito che la sovrapposizione con l'incarico al vertice della Confindustria, in termini sia di responsabilità sia di tempo a disposizione, rende la presidenza della Fiat un onere forse troppo pesante. D'altra parte, sistemata la partita con la General Motors, probabilmente ora per l'apprendistato del nipote di Gianni Agnelli è più utile una figura senatoriale come quella di Ruggiero. E poi per la stessa Ferrari, con la prossima quotazione in borsa, si profila una maggiore autonomia (almeno d'immagine) dalla Fiat, che striderebbe con la doppia presidenza. Così, a quanto si racconta, lo stesso Montezemolo avrebbe detto agli esponenti della famiglia Agnelli con cui ha più rapporti – a cominciare dalla stessa Susanna, che in questo frangente sembra avere di fatto ereditato il ruolo di leader dell'accomandita, la cassaforte che detiene il controllo del gruppo – di considerare il suo mandato a loro disposizione. Ora si tratta di vedere se il passaggio del testimone deve avvenire prima o dopo la decisione delle banche, attesa per settembre, se convertire il prestito obbligazionario e diventare (fino a un massimo del 26,9 per cento) azioniste di Fiat spa. Si tratta di un passaggio fondamentale: anche se la conversione dovesse avvenire in modo parziale, allungando la scadenza del debito rimanente, l'Ifil scenderebbe comunque sotto il 30 per cento, riproducendo quella situazione che nel 1998 indusse l'Avvocato e suo fratello Umberto a rompere il patto di sindacato con Mediobanca, Generali e Deutsche Bank che si era costituito dopo un mega-aumento di capitale che aveva salvato la Fiat dal fallimento (da lì iniziò la frattura tra gli Agnelli e Cesare Romiti, sospettato di volerli spodestare). La famiglia accetterà di ridurre la sua quota, magari fino al 22 per cento, se la conversione da parte delle banche fosse totalitaria? Certo, da allora molte cose sono cambiate, e in taluni momenti recenti gli Agnelli hanno dato l'impressione di volersi sbarazzare dell'auto – d'altra parte il contratto con la General Motors del 2001 a quello mirava, seppure a tempo differito – fino al punto che nessuno si stupirebbe di un loro rifugiarsi nel fortino dell'Ifil, magari dopo una fusione con l'Ifi e forse con la stessa accomandita, oggi forte di 1,1 miliardi di liquidità (dopo la cessione della Rinascente) e di partecipazioni importanti come Worms ed Exor. In questa direzione, per esempio, va la decisione, maturata nelle settimane scorse in gran segreto, di costituire nell'ambito della Giovanni Agnelli & C. Sapaz (l'accomandita) una nuova srl con 20 mila euro di capitale sociale, la G.A. Servizi, il cui compito sarà quello di prestare assistenza finanziaria, amministrativa e immobiliare ai membri della famiglia. La società, presieduta da Virgilio Marrone, manager fedelissimo di Ifi-Ifil, di fatto istituzionalizza il lavoro che ha sempre svolto Gabetti, e la sua creazione dimostra che gli Agnelli – dopo l'uscita dalla Sapaz di Margherita, figlia dell'Avvocato, e il passaggio del 49 per cento di dicembre, la srl che custodisce la maggioranza relativa dell'accomandita, a Yaki, Lapo e Ginevra Elkann, con sempre la nonna Marella al 51 per cento – non intendono «spartirsi il bottino» e disperdere la dinastia. Ma un conto è Fiat spa, dove ci sono anche le redditizie Iveco e Cnh, e un altro Fiat Auto, che continua a perdere un sacco di soldi (840 milioni, il 4,1 per cento del fatturato). E allora, assodato che la Fiat non ha i 3 miliardi da restituire alle banche, cosa succederà? Qui gli scenari sono due. Il primo, più semplice, è che un nuovo bond sostituisca il «convertendo», e che di fatto si dia tempo a Marchionne di proseguire il suo lavoro: creazione di Fiat Powertrain Technologies (cambi e motori in un'unica società), avvio del polo Alfa Romeo-Maserati, quotazione della Ferrari, valorizzazione del lavoro di marketing avviato da Lapo Elkann, ristrutturazione della rete di vendita, ricerca di un accordo con produttori (il più gettonato è una partnership operativa con le cinesi Saic per la scocca e Chery per i motori). Gli equilibri azionari rimarrebbero inalterati, gli Agnelli avrebbero modo di sistemare i piani alti della galassia, le banche non convertendo si risparmiano una brutta minusvalenza (circa 600 milioni). Ma se invece i crediti si trasformeranno in equity, allora difficilmente la governance del gruppo rimarrà inalterata. E i giochi per auto, camion e trattori diventeranno necessariamente più finanziari, con molte cessioni in vista, a cominciare da quelle «politicamente sensibili» come le quote in Mediobanca e Rcs. E per gli Agnelli non rimarrebbe che ricominciare dall'Ifil. --------------------------- Con gli accordi del 26 luglio scorso, gli istituti di credito hanno prestato 3 miliardi di euro ipotecando il futuro del gruppo Patto segreto tra banche e Fiat così i crediti diventano azioni Chiunque interverrà per salvare l'azienda dovrà fare i conti con questo contratto e con le sue complesse implicazioni di ANDREA GRECO MILANO - Colaninno, Guido Roberto Vitale, Rossignolo... Chiunque abbia un progetto per salvare la Fiat, dovrà fare i conti con quel contratto: la casa torinese è nelle mani delle banche che le hanno erogato, il 26 luglio 2002 a Londra, un prestito convertibile in azioni da 3 miliardi di euro, che oltre a ridare ossigeno vitale al gruppo ha praticamente messo gli Agnelli alla mercè dei creditori. Saranno questi ultimi (Capitalia, Intesa, SanPaolo Imi, Unicredit, Bds, Bnl, Montepaschi, Abn Amro e Bnp Paribas, in quote circa proporzionali alla loro precedente esposizione su Torino) ad aprire o chiudere la porta stretta al salvatore di turno. Sfogliare le 41 pagine inedite del contratto tra il pool di banche e la casa torinese - zeppe di omissis nella versione resa pubblica, monca inoltre di una cinquantina di fogli allegati - permette di constatare agilmente come la conversione del prestito in azioni Fiat, evento che darà la maggioranza relativa del capitale agli istituti creditizi, sia uno scenario tutt'altro che ipotetico. Anzi, quasi dato per scontato: si tratta soltanto di decidere il quando e il come. Basta leggere l'oggetto del contratto, dove le parti pattuiscono che "è loro precisa volontà che il rimborso del capitale... avvenga mediante compensazione con gli obblighi di sottoscrizione e liberazione di nuove azioni Fiat allorquando diverrà efficace l'impegno"; tale compensazione (in pratica il risarcimento tra l'obbligo di rimborso del prestito dovuto da Fiat e l'obbligo di sottoscrizione e versamento degli istituti) è da intendersi "quale unico mezzo di esecuzione dell'impegno alla sottoscrizione delle azioni, essenziale per la validità dello stesso". Il pool bancario, per il triennio che scade a luglio 2005, presta denaro a Fiat Spa ad un tasso annuo di 150 punti base sopra l'Euribor a sei mesi - attualmente il 2,9% - pagabile semestralmente in contanti, così come, per pronta cassa, Fiat deve pagare tutti gli oneri aggiuntivi ai prestatori. In pratica, l'interesse da versare sui 3 miliardi è di circa il 4,5% l'anno, ma il tasso si fa molto più "salato" in caso di eventi di "step up", che fanno incrementare automaticamente di 100 punti base la rata (in soldoni, fanno 30 milioni di euro in più l'anno). Il sovrapprezzo si applica in caso di constatazione dell'improbabile raggiungimento degli obiettivi di indebitamento previsti, ovvero di declassamento a livello di junk bond da parte delle agenzie di rating (di recente lo "schiaffo" è giunto da Moody's, ma pare che S&P si appresti a imitarla; a quel punto, basterà il giudizio delle agenzie minori a scongiurare il rischio?); oppure nell'obbligo di consolidare in capo al gruppo Fiat i debiti della partecipata Italenergia, o infine il mancato pagamento di debiti per cassa per venti giorni, o di debiti equivalenti per oltre 200 milioni per le società del gruppo. Come noto, ciò che accadrà a luglio 2005 (rimborso del prestito o ingresso delle banche nel capitale Fiat) può essere anticipato da una serie di "eventi": amministrazione controllata di Fiat o richiesta di fallimento, insolvenza di una società del gruppo, mancata revisione del bilancio, Opa sulla torinese, mancato rispetto degli obiettivi finanziari di marzo 2003 (ma in tal caso le banche possono sottoscrivere azioni per massimi 2 miliardi, e a partire dal gennaio 2004, lasciando ai manager torinesi il tempo per "ulteriori cessioni"). Altro caso che dà alle banche facoltà di conversione precoce è proprio il "mancato mantenimento del rating", sottintendendo "Rating rilevante", ossia al disopra del livello dei junk bond. In questa fattispecie il contratto, anche qui senza chiarire a quali agenzie internazionali si riferisca, lascia tempo fino a luglio 2004 per "recuperare" l'investment grade, soglia che divide i "titoli spazzatura" da quelli acquistabili da fondi e gestioni ordinarie. Un grosso problema, in caso di conversione anticipata, è rappresentato poi dal prezzo di carico che le banche si accingerebbero a scrivere nei loro bilanci: è previsto che scaturisca dal valore medio tra 15,5 euro (il prezzo di Borsa dell'epoca) e la media degli ultimi sei mesi di scambi. Considerato che oggi il valore di Fiat è di 8,6 euro, convertendo ora le banche pagherebbero cifre molto, molto alte, e diventerebbero prime socie di Fiat a un prezzo di oltre 12 euro per azione. (5 gennaio 2003) ----------------------- |
vecchie news.
La Fiat nella giungla competitiva
Non è vero che il Lingotto non avrebbe nulla da offrire in una eventuale alleanza, ma questa sarà possibile solo se si risolverà la difficile situazione finanziaria, per esempio con un intervento pubblico temporaneo Giovanni Avonto Malgrado l'annuncio del divorzio consensuale fra Fiat Auto e General Motors, con il recupero della piena libertà d'azione da parte del gruppo torinese, gran parte della nostra opinione pubblica ha difficoltà a formulare giudizi e valutazioni sul futuro di Fiat Auto, per la complessità della situazione: ci si rende conto che, dalle gravi perdite finanziarie già emerse nella primavera del 2002, la crisi si è trascinata fino ad oggi, ma che l'intrico e le insidie nella giungla della competizione internazionale non sembrano offrirle molte vie di uscita. Una domanda può essere esemplificativa di questo disorientamento, mentre i tempi stringono per trovare sbocchi a soluzioni: come mai l'alleanza costruita nel 2000 con "Re Leone", per essere in grado di affrontare la giungla della globalizzazione, non ha dato i frutti sperati ed è fallita su un' "opzione put" che ha rischiato di scivolare verso le carte bollate? Coloro che hanno qualche velleità di pronunciarsi si dividono per lo più fra i vecchi torinesi ottimisti (questa è l'ultima crisi, e la Fiat riuscirà in qualche modo a salvarsi come in passato) ed i cosiddetti pessimisti illuminati (salvare solo il salvabile, ossia le produzioni eccellenti o di lusso coma Alfa, Ferrari, Maserati e poco altro come polo automobilistico italiano). Cerchiamo di chiarire il panorama con qualche approfondimento su quanto avvenuto, per poter poi guardare in avanti. 1 - Da una parte la casa del Lingotto non ha più lo stesso "perimetro societario" di 5 anni fa, perché è diventata più leggera a seguito delle cessioni obbligate, in particolare il 51% della Fidis finanziaria del Gruppo, e l'aumento di capitale del 2003, operazioni queste che erano contestate dalla casa di Detroit. Questo cambio di orbita Fiat è avvenuto negli anni del 2000, ponendo fine a una serie di avventure del gruppo torinese, quando ancora era presieduto dall'Avvocato, che riguardavano l'acquisto a prezzo strapagato di Case New Holland, leader mondiale nel settore macchine per movimento terra, le grandi risorse impegnate nella scalata a Montedison per costruire Italenergia che doveva diventare punto di riferimento nel mercato energetico, e ancora gli investimenti fatti in Argentina. Il tutto è crollato nel 2002 quando il gruppo, a fronte delle gravi perdite finanziarie nel settore auto, ha dovuto dichiarare lo stato di crisi. E allora è incominciata l'avventura a ritroso delle dismissioni, fino ad arrivare alla vendita dei cosiddetti "gioielli di famiglia" (come l'immobiliare Ipi, Toro Assicurazioni, la già ricordata finanziaria Fidis ceduta alle banche creditrici mantenendo però il diritto a riacquistarla entro il 31 gennaio 2006, e ancora il settore Avio, Fiat Engineering, e le quote di partecipazione in Montedison e nei supermercati). Gli analisti hanno calcolato che queste operazioni, che tendevano a focalizzare l'attività della Fiat sul settore "automotive", abbiano restituito liquidità in cassa per circa 7 miliardi di euro, impiegati per l'abbattimento del debito del Gruppo. Questa è una parte della storia che riguarda la ritirata strategica sul settore auto, ma che non ha arrestato la crisi di Fiat Auto rispetto al mercato ed ai problemi finanziari già aperti. Si è così reso evidente che negli anni in cui si largheggiava nella diversificazione degli investimenti, si risparmiava invece dove era necessario spendere, ossia sui modelli nuovi per restare sul mercato, nazionale ed europeo, in modo competitivo.Gli errori manageriali si sono manifestati in modo clamoroso: il conflitto sul no all' "autocentrismo" della Fiat aveva non solo creato vittime (come Ghidella), ma aveva favorito fughe di idee e progettualità verso la concorrenza; e col crollo della politica dei vincitori (come Cantarella) si è determinata una turbinosa caduta a domino nei vertici del gruppo, che ha destabilizzato per due anni uomini e programmi dell'azienda. 2 - Guardiamo ora ai rapporti con General Motors. Nel marzo 2000 Gm aveva firmato un accordo con Fiat che le assicurava un buon alleato in Europa, in quanto nella fascia medio-bassa i prodotti Fiat-Lancia avrebbero potuto contrastare la concorrenza francese e tedesca, evitando costi di progettazione a proprio carico e mettendo in atto sinergie con Fiat per i propri marchi europei (Opel e Saab) sia per la meccanica che per le motorizzazioni. Il successo di questa joint venture avrebbe poi potuto portare Gm a rilevare al cento per cento la proprietà dell'alleato (la cosiddetta "opzione put"). L'accordo con il Lingotto aveva dato vita a una comune iniziativa industriale chiamata Gm-Fiat Powertrain; ma i vantaggi sperati sono rimasti al di sotto delle aspettative, perché nel vecchio continente la stasi del mercato e la necessità di rinnovo della gamma di modelli hanno trascinato nella crisi non solo Fiat Auto, ma anche le controllate europee di Gm (Opel, Saab e Wauxall). Queste con i loro stabilimenti in Germania, Belgio, Spagna, Portogallo, Svezia e Gran Bretagna, assommano 40 mila dipendenti, e le ristrutturazioni per il loro rilancio comporterebbero il taglio di 12 mila posti. La crisi del Lingotto e la sua ricapitalizzazione nel 2003 hanno visto Gm ritirarsi dalla partecipazione alle vicende finanziarie italiane, non solo per i problemi delle consociate europee, ma anche per l'affacciarsi della crisi al proprio interno, in particolare la crescita dei costi e della concorrenza sul mercato USA. Dopo un secolo di dominio sul mercato interno e mondiale da parte delle "tre sorelle" Gm, Ford e Chrysler, a partire dalla fine del secolo scorso esse hanno subito in casa un assalto spietato da parte dei produttori giapponesi e coreani. E nelle ultime settimane Gm, da prima azienda automobilistica a livello mondiale, è stata superata da Toyota. Negli anni 2000, dopo l'accordo con Fiat, Gm aveva cercato di difendersi acquisendo la coreana Daewoo, il cui salvataggio aveva però comportato l'accollo di un pesante debito: principalmente per questo motivo il colosso americano aveva declinato l'invito a partecipare alla ristrutturazione di Fiat Auto. Infatti Daewoo era diventata per Gm l'alternativa a Fiat, e il contenzioso era iniziato proprio di lì e dal successo del modello Matiz (che era stato progettato da Giugiaro per sostituire la Seicento, ma scartato da Fiat Auto e acquistato dai coreani). Era un cavallo vincente, con cui Fiat non intendeva collaborare perché fuori dagli accordi del 2000 con Gm (e si trattava della fornitura dei motori diesel costruiti a Torino dalla Powertrain per la Matiz). Siamo così arrivati al divorzio fra Fiat e Gm, quest'ultima anch'essa soffocata dai debiti, dalla crisi della progettazione statunitense e assediata dall'affidabilità e dai prezzi allettanti dei costruttori asiatici. In questo quadro per Gm era importante risparmiare al massimo sull'eventuale penale da pagare a Fiat, mentre per quest'ultima non era opportuno aprire una causa legale davanti a un tribunale statunitense, che sarebbe potuta durare anni e perciò logorante e costosa più per Fiat che per Gm. 3 - Il raggiunto accordo per una separazione consensuale tra Fiat Auto e Gm ha fatto esprimere dichiarazioni di grande soddisfazione al gruppo dirigente Fiat, per la finita "prigionia" accompagnata da un risarcimento di 1,55 miliardi di euro. Positivi commenti sono stati espressi da tutti, anche da chi cinque anni fa aveva coltivato la possibile vendita a Gm e ripete oggi che fu una scelta giusta. L'inventore del "put" (Paolo Fresco, allora presidente di Fiat) lo giustificò nel marzo 2000 come un paracadute per gli azionisti Fiat, per sapere di che morte morire in caso di malasorte. Al tempo del 2000 per l'Avvocato e per Fresco, che proveniva dal mondo americano, gli Stati Uniti rappresentavano ancora il centro del mondo per l'auto. Lo scioglimento delle due joint venture paritetiche (una per gli acquisti e l'altra per la produzione di motori e cambi) mette in risalto anche sulla stampa internazionale che Gm, che aveva già pagato 2,4 miliardi di dollari per la propria quota del 20% in Fiat Auto, deve ora ripagare il partner per uscire dal matrimonio. E ciò dopo che Gm aveva prima svalutato al 10% e poi azzerato la sua quota in Fiat Auto, mentre Fiat s.p.a. aveva ceduto a Merril Lynch le proprie azioni in Gm pari al 6%. Ma quest'euforia perché la maggiore industria italiana non è stata venduta ed è ritornata con le mani libere, deve subito fare i conti con il difficile rapporto col mercato (crollo delle vendite a gennaio), con la montagna di debiti (almeno 7 miliardi per far fronte agli impegni più impellenti) e con i costi che bruciano risorse a un ritmo insostenibile. Cosicché le risorse finanziarie recuperate negli ultimi tre anni per oltre 10 miliardi di euro (di cui 3 per aumento di capitale e il resto per dismissioni), a fine anno 2004 erano scesi a meno della metà, e il raggiungimento del pareggio nel bilancio del gruppo Fiat (annunciato dall'amministratore delegato Marchionne per il 2004), superati i mesi di tranquillità che può assicurare l'indennizzo Gm, corre il rischio di sprofondare nuovamente in rosso nel corso del 2005, perché Fiat Auto pesa ancora per il 40 per cento del fatturato Fiat. Dunque si imbocca un tunnel stretto nei prossimi mesi. Il gruppo dirigente Fiat respinge ora le joint venture e parla di articolate intese con partner sui singoli prodotti o segmenti di mercato. Del resto intese in questo senso sono rimaste in piedi anche con Gm per lo stabilimento polacco che produce motori diesel e per la comproprietà della tecnologia del motore Jtd diesel che non potrà essere prodotto fuori dall'Europa, e rispetto al quale, per la gran parte delle sue necessità in Europa, Gm si avvarrà della produzione dello stabilimento Fiat di Pratola Serra. Proseguirà infine lo sviluppo congiunto di piattaforme. Ma questa impostazione viene presentata quando a livello mondiale si sono concluse la gran parte di alleanze e acquisizioni, cioè come si dice a giochi fatti; è vero che all'orizzonte esistono ancora candidati, ma certamente non emergono aspiranti ad avventure di cooperazione con Fiat Auto, proprio perché conoscono il gravame di debiti che la sommerge. Del resto il fallimento in passato di tanti tentativi di alleanze fu anche provocato dall'ambizione del gruppo Fiat di avere in mano proprie le leve di comando. Oggi forse l'approccio può essere più cauto dopo l'esaurimento di gran parte dell'esperienza con Gm, dove la cooperazione è stata troppe volte stoppata dai conflitti e dai veti incrociati. E l'annuncio di voler proseguire accordi mirati su singoli prodotti vuol forse evitare l'impasse del passato, come successe nella vecchia partnership fra Fiat e Peugeot. La domanda più impegnativa è: sarà capace Fiat di dimostrare che è possibile arrestare e raddrizzare il declino industriale italiano? La risposta implica che Fiat e i suoi azionisti investano sul settore auto, considerandolo un obiettivo di rilancio per il futuro e una prospettiva per tanti lavoratori che finora respirano e soffrono solo l'atmosfera della crisi, come crisi del lavoro e della fiducia. Ma si tratta anche di recuperare un diverso rapporto col mercato, con più competitività e sbocchi in aree di mercato più grandi. Questo significa applicare un modello Renault, l'azienda francese che, data per spacciata, ha puntato da tempo sulla ricerca, l'innovazione e la qualità, realizzando un recupero sul mercato mondiale (oltre 2,4 milioni di auto vendute nel 2004 con un aumento del 4,2%) e risultati finanziari in crescita (utili per 3,56 miliardi di euro nel 2004). In questo circolo virtuoso dell'azienda come azionista di riferimento c'è lo Stato francese, che assicura un sostegno soprattutto agli investimenti in ricerca e innovazione. Ma prima di parlare di eventuale alleanza con i francesi, bisogna che per Fiat si realizzino analoghi sostegni, e non solo con gli ammortizzatori sociali. Si può riprendere l'idea, già avanzata in questo forum, di partecipazione pubblica temporanea (attraverso lo Stato o gli enti locali) che orienti e accompagni la fuoruscita da quello stretto tunnel. Ed in questo delicato passaggio il "prestito convertendo" delle banche se si trasforma in azioni Fiat Auto può fungere da traino per gli investimenti degli azionisti privati. Molto dipenderà dalle capacità dei dirigenti del Gruppo e di Fiat Auto di impostare e realizzare un piano di rilancio, che può avvalersi del buon numero di modelli già in cantiere e delle tecnologie di cui Fiat Auto dispone. Cioè non è vero che per possibili accordi con partner europei Fiat non abbia nulla da offrire. Questo va detto, anche per offrire qualche spazio di fiducia nel rapporto non solo con l'opinione pubblica, ma soprattutto con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali. Convinti come sono tutti, credo, che se c'è la ripresa sono negoziabili e sopportabili anche i costi sociali delle necessarie ristrutturazioni. (Giovanni Avonto - Fondazione "Vera Nocentini", Torino) Torino, 15 febbraio 2005 ------------------------ Fiat, piani segreti su Powertrain Incontro con i sindacati sulla nuova società. Rinaldini Fiom; «Non ci danno elementi per giudicare». Preoccupano molto le nuove cig Andrea Milluzzi In un momento in cui "cassa integrazione" è la parola d'ordine negli stabilimenti Fiat, delle indicazioni, peraltro molto lacunose, sulla nuova società Powertrain Technologies non scaldano i cuori dei sindacati. O forse sì, ma non nel modo in cui sperava il Lingotto dopo l'incontro di ieri: «Le informazioni che abbiamo ricevuto non ci consentono di formulare un giudizio di merito. - ha commentato il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini - Quello che ci preoccupa è che non sappiamo ancora quale sia il piano industriale». Fiat Powertrain Technologies, nuova creazione del gruppo torinese, si occuperà della ricerca e sviluppo di motori e cambi e dovrebbe impiegare 23mila addetti nei suoi 26 stabilimenti e 16 centri di ricerca e sviluppo presenti in 12 Paesi. Dietro questi numeri però non c'è altro: manca la copertura finanziaria, mancano i dettagli sui nomi e cifre che verranno spostate per rendere operativa la società, manca soprattutto un piano industriale globale, ma «in compenso abbiamo scoperto che 60 lavoratori di alta qualificazione sono passati di Fiat a GM nell'ambito dell'operazione put» puntualizza Rinaldini. E proprio a Torino GM creerà un centro ricerche per i motori con 130-150 ricercatori. Fiom, Fim, Fismic e, con toni un po' più ottimisti, Uilm sospendono quindi il giudizio su una novità che in potenza può essere anche positiva ma che non risponde alle esigenze dell'attualità. A Mirafiori, Termini Imerese, Cassino e Pomigliano i dipendenti sono alle prese con continue sventagliate di cassa integrazione, l'ultima della quale, che interesserà 1.500 dipendenti, è stata annunciata lunedì: «Siamo di fronte ad un uso della cassa integrazione ordinaria che si configura sempre più come straordinaria, con l'effetto di non dover fare un confronto sui progetti industriali» secondo Rinaldini. Il timore è che il piano industriale che potrebbe salvare il gruppo da un timer che corre sempre più veloce verso il fallimento non si vedrà a breve. La stessa Powertrain assomiglia tanto al riassorbimento di molte terzializzazioni fatte 5 anni fa e al preludio di un possibile «effetto spezzatino». Molto probabilmente al Lingotto la priorità è risolvere il rebus convertendo: solo quando si saprà chi ha in mano la Fiat, se la famiglia Agnelli o le banche, allora forse si inizierà a parlare di strategie industriali. ------------------------ |
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Fiat/ Anche i dirigenti comprano azioni
Sabato 23.04.2005 15:00 Il Lingotto lo ha comunicato ieri sera: "I componenti dello 'Steering Committee' di Fiat Auto e i manager di Fiat S.p.A. e dei Settori operativi che rispondono direttamente all’Amministratore Delegato del Gruppo, Sergio Marchionne, hanno acquistato oggi sul mercato azioni Fiat ordinarie per un totale di oltre un milione di euro". Come ha fatto lo stesso top manager nei giorni scorsi. E come hanno fatto anche due concessionarie torinesi. "Abbiamo preso questa decisione perchè ci sembrava corretto dare un segnale positivo, un'iniezione di fiducia. Se non ci crediamo noi......". spiega Francesco Pugliese, il numero uno di Dinamica, uno dei due rivenditori appunto. Voi siete quelli che sul campo hanno maggiormente il polso della situazione. Per esempio, questa "cura Lapo", vi sembra che stia avendo qualche effetto? "Si certo, assolutamente. Vengono ragazzi giovani, si identificano nel prodotto. Vengono con il cuoricino, la spilletta, le scarpe Fiat, il maglioncino". E sul fronte dei prodotti, che forse è il più critico? "Esatto. Il problema è che siamo in attesa di un prodotto per la fascia medio-alta. E poi c'è la Punto che è un pò datata, è un'auto del '93". Beh, questo dovrebbe essere l'anno della Punto. "Certo, c'è molta attesa, soprattutto fra i giovani. La Y sta andando benissimo. Ma noi pensiamo che l'auto della rinascita sarà la nuova Croma. Sia in termini di prezzo, che di segmento. Fiat ogni volta che è stata in difficoltà si è inventata un nuovo modello, per esempio con la Uno e la Punto". Quali sono i punti forti della nuova Croma? "E' una macchina particolare, molto nuova. Con un ottimo prezzo. Con dimensioni contenute, va a toccare una fascia di clienti che abbiamo perso. Bisogna essere presenti in tutti i segmenti. Manca una Coupe, una berlina. C'erano la 500 e la 600, ora c'è solo la 600. Insomma, sono state perse delle posizioni. Ora, con questa iniezione di prodotti in nuove nicchie, miglioreremo anche la qualità dei nostri clienti". |
Lunedì 25 Aprile 2005, 10:07
Borsa: dove investiranno 6 mld euro i big della finanza -2- Nonostante le difficolta' di Fiat , la famiglia Agnelli ha a disposizione nella cassaforte di famiglia (la finanziaria Ifil), quasi 1 mld. Queste risorse, secondo gli analisti, potrebbero essere utilizzate per unulteriore rafforzamento in Sanpaolo Imi e, comunque, nel settore bancario ;) .Parte della liquidita' sara' reinvestita in Rcs o nel settoreassicurativo, per esempio in Generali Ass.. Nelle casse di Edizione Holding, la cassaforte della famiglia Benetton,ci sono 376,5 mln, ai quali a fine anno potrebbero aggiungersene altri 360provenienti da Schemaventotto (Autostrade ). Questo denaro potrebbe essereutilizzato dalla famiglia Benetton per crescere nel gruppo Telecom o perun allargamento del perimetro nelle assicurazioni, nello specifico inToro.red/gug ------------------------ Queste risorse, secondo gli analisti, potrebbero essere utilizzate per unulteriore rafforzamento in Sanpaolo Imi e, comunque, nel settore bancario ;) Le banche si prendono fiat e fiat si prende le banche :yes: |
Citazione:
Be, piu che di fiat parlerei della "famiglia agnelli" che si prende le banche ... ;) |
Lunedì 25 Aprile 2005, 6:58
La Fiat e Tata verso un'intesa Da Il Sole 24 Ore: Obiettivo India per Fiat (Milano: FIA.MI - notizie - bacheca) : dopo essere stata da anni sull'agenda internazionale del Lingotto senza mai decollare a livello di business, l'India è tornata al centro dell'interesse di Torino, che sta trattando con la Tata Motors per un'intesa industriale di ampio respiro: non solo nell'auto, ma anche nei camion e nei trattori. Mancano ancora molti dettagli, ma i contatti procedono da alcuni mesi. La famiglia Tata, azionista di maggioranza della Tata Motors, è stata da sempre legata da rapporti di amicizia con la famiglia Agnelli: un sodalizio simile a quello che esiste in Turchia con la famiglia Koc, azionista con Fiat nella Tofas. Tata potrebbe essere il partner giusto per Fiat, la casa indiana sta per lanciare una superutilitariua da 1.600 euro, destinata a sfondare in India e Cina, è specializzata in produzioni a basso costo, ma non brilla per il design. Spystocks --------------- La Borsa aspetta il Cavaliere ma la sua partita resta la tv GIUSEPPE TURANI Nonostante siano passati più di vent’anni, nonostante ci siano Internet, la banda larga e i circuiti telematici, la sentenza che fa testo è quella di più vent’anni, pronunciata da Francesco Micheli: «Un mercato senza speculatori è come un night senza ragazze». E in questo momento in Piazza Affari c’è una vera folla di speculatori, grandi e piccoli. Da cui molti traggono al conclusione che si andrà avanti così, con una Borsa tonica e muscolosa, resistente alle intemperie, qualunque cosa accada, perché ci sono appunto quelli che comunque muoveranno il mercato. Oggi gli speculatori risultano molto attivi intorno alle due banche oggetto di Opa (Bnl e Antonveneta), alla Rcs e anche intorno alla Fiat (ma qui solo al ribasso). Ma si pensa che, dopo questi fatti, ci saranno molte altre occasioni per correre di qui e di là, come galline frettolose, con i soldi in mano a cercare di fare altri soldi :D :D :D . L’idea di base, che sta facendo il giro degli studi dei broker, è che in Italia non c’è solo questa guerra delle banche, ma che è in atto, si intravede dietro la filigrana delle polemiche di oggi, una vera e propria gigantesca guerra per stabilire nuovi confini del potere, nuove colossali ristrutturazione del potere dei soldi. Ci sono tanti filoni di pensiero, naturalmente, ma il più sostanzioso, quello più creduto e più atteso riguarda il presidente del Consiglio. Il presidente, si dice, perderà le prossime elezioni politiche, e quindi passerà all’opposizione. Ma, questa volta, si annoierà molto a stare sui banchi non del governo. Anche perché è improbabile che voglia puntare alla rivincita nel 2011. E allora, si dicono fra di loro i profeti di piazza Affari, che cosa farà? Ma è ovvio, rispondono, cercherà semplicemente si diventare più ricco (è già l’uomo più ricco d’Europa, ma non importa) e soprattutto più potente. Il più potente di tutti. Una sorta di Gianni Agnelli del terzo millennio. Insomma, scarterà la politica (che lascerà ai vari Fini, Casini, Follini & C.) e si darà alla conquista del potere finanziario. Da dove comanderà sul serio. Ogni volta che qualcuno in politica, amico o nemico, cercherà di fare qualcosa, dovrà fare i conti con lui. Insomma, sceglierà il potere dei soldi contro il potere della politica. Ma ha un senso tutto ciò? Certo, rispondono i teorici della prossima guerra finanziaria infinita. E’ pieno di soldi, ha voglia di rivalsa e nel capitalismo italiano manca uno che tenga in ordine le truppe e che decida che cosa fare. Avrà solo l’imbarazzo della scelta. Vuole andare all’assalto delle Generali? E perché no. Vuole andare all’assalto di Mediobanca? Non gli mancano certo mezzi e alleati (sono già lì, riveriti e importanti, da Geronzi a Ligresti). Vuole la Telecom? Perché no. Vuole qualsiasi altra cosa? Perché no. La sede del potere finanziario è vacante da anni. E allora perché non occupare quella e da lì impartire un po’ di disciplina? Già, perché no? Forse perché avrà altro da fare. La maggior parte dei suoi soldi arriva da una sola fonte: Mediaset. Questa è la vera gallina dalle uova d’oro. Mediaset dovrebbe guadagnare nel 2005 (al netto delle tasse e di tutto il resto) più di 600 milioni di euro. E, se tutto dovesse proseguire così, gli esperti di Morgan Stanley hanno calcolato che nel 2008 arriverà a guadagnare poco meno di 900 milioni di euro. Ma c’è un ma. Se Berlusconi dovesse perdere le elezioni è possibile che, invece di infiammare la Borsa, come si attendono i suoi fans, abbia altro da fare. Soprattutto per quanto riguarda almeno due questioni. La prima ha a che vedere con Mediaset e il sistema normativo dentro il quale prospera. Un sistema (lo ha fatto lo stesso Berlusconi) che certamente favorisce l’azienda del Presidente. Ma in questi giorni, non appena si è visto che stava un po’ traballando, in politica, ecco che un po’ tutti hanno subito alzato la testa. I più decisi (fra i suoi possibili concorrenti) si sono spinti a fare un’affermazione che riporto testualmente: «Bastano lievi modifiche a tre articoli della legge Gasparri per dare una bella botta nelle gambe a Mediaset». Dal che si ricava un prima conclusione. Se Berlusconi dovesse perdere le elezioni, invece di mettersi a fare scorrerie in Borsa (cosa che peraltro non gli è propria), dovrà mettersi al lavoro per cercare di impedire che Mediaset venga segata in due. Poiché i suoi avversari in questi anni hanno vissuto lo strapotere mediatico di Mediaset come una sorta di incubo, è possibile che la tentazione di tagliare un po’ le unghie al Biscione ci sia. Solo che quello che per gli altri politici è "tagliare le unghie" per Berlusconi sono miliardi di profitti in meno. Insomma, forse avrà altro da fare che mettersi a scalare le Generali o Mediobanca. Ma c’è ancora dell’altro. Mediaset è vecchia. Non decrepita (con quello che guadagna), ma vecchia. E’ nata molti anni fa e pratica un modello di business un po’ antico a questo punto. In tutta la sua vita (salvo nella fase iniziale) non ha avuto concorrenti, se si esclude la Rai. Ma la Rai è sempre stata un concorrente in parte con un braccio legato dietro la schiena e in parte con poca voglia di fare il concorrente. E’ un po’ come vender gelati avendo di fronte uno che ama soprattutto andare al bar a discutere con gli amici. E’ ovvio che tu vendi i gelati e quello diventa intelligente. Ma già oggi non è più tanto così. Oggi, la tecnologia è come una talpa che sta lavorando sotto Mediaset. E la tecnologia è una brutta bestia. Va dove vuole e spesso ci va prima di quanto noi si possa credere. Ancora ieri ci collegavamo in Internet a 56 kbit al secondo, oggi siamo già a quattro Megabit al secondo (ma anche a sei) e, volendo, si potrebbe andare a 14 o a 20 Megabit. Fino a ieri si pensava che i collegamenti in fibra ottica di Fastweb (in teoria con banda di larghezza infinita) fossero una cosa riservata a poche città e a un pubblico ricco. Nel giro di trequattro anni, invece, questi collegamenti raggiungeranno dieci milioni di famiglie, cioè metà della popolazione italiana. Non tutti, ovviamente, decideranno di servirsene, ma avranno la fibra ottica dietro la porta. Con l’Internet di Telecom (e di tutti gli operatori alternativi) la banda larga l’avranno direttamente in casa. E anche qui si andrà veloce. Su tutti questi cavi già corre, e questa è la novità, la televisione. E, in un certo senso, è una televisione che da dei punti a quella del cavaliere perché dentro c’è tutto: quella satellitare, la Rai, Mediaset, le piccole emittenti regionali, le straniere. Centinaia e centinaia di canali. La signora Maria, quasi certamente, non ha nessuna voglia di andarsi a vedere la sua soap opera preferita su Internet. Ma Internet sta per sbarcare sul televisore di casa. E quando un figliolo smanettone le avrà disposto tutti i cavi, spiegandole come deve fare con il telecomando, forse anche la signora Maria "andrà su Internet" o su Fastweb. O su quello che ci sarà. Insomma, dopo aver fatto più di dieci anni senza concorrenti, il Cavaliere rischia di vedere spuntare concorrenti ovunque. Concorrenti insidiosi perché attraverso i cavi che vengon su dalle cantine sono già nelle case dei suoi amati spettatori. Ripeto: oggi queste che viaggiano attraverso i cavi non sembrano televisioni potenti, e quindi Berlusconi può anche disinteressarsene. Ma la tecnologia viaggia in fretta e sembra di capire che il futuro è proprio la televisione che viaggia attraverso i cavi e le fibre ottiche di Internet. Mediaset, quindi, rischia di ritrovarsi assediata nel giro di poco tempo dai politici ostili e dalle tecnologie. E, forse, al cavaliere basterà questo per lasciar perdere le fantasie e i consigli di quelli che vogliono che diventi un nuovo Gianni Agnelli attraverso spettacolari incursioni di Borsa. E va anche detto che quel ruolo, quello di Agnelli o di Cuccia, ormai non esiste più. Uno può fare quello che vuole e comprare tutti i pacchetti azionari che gli pare, ma il capitalismo italiano, per sgangherato che sia, è diventato multipolare, multicentrico. Una roba che non sai mai se chi comanda sta a Mantova o a Tortona. Sta diventando, se il cielo vuole, come deve essere un capitalismo. Con tanta gente che fa cose e affari, e nessuno che può dire di essere il Re, il Centro, l’Arbitro, il Dominus. Il Cavaliere, insomma, se dovesse lasciare la politica, avrà soprattutto da lavorare. |
La spesa pubblica non si taglia, si riqualifica e le risorse vengano dalla lotta all’evasione
MARCO PANARA :mmmm: L’Italia non marcia, la produzione industriale cala, le esportazioni declinano. Cosa sta succedendo? «Le esportazioni sono in declino dal 1996, e cioè da quando sono cambiate le ragioni di scambio. Oggi sappiamo che il problema non è l’euro in se, perché mentre l’Italia perdeva quote del commercio internazionale altri paesi dell’area dell’euro le guadagnavano». Bruno Tabacci, parlamentare dell’Udc, è il presidente della Commissione Attività Produttive della Camera ormai da quattro anni e pur essendo membro influente della maggioranza la sua voce molto spesso è stata fuori dal coro. E’ allora il problema qual è? «Il problema non è la maggioranza del momento, è che noi siamo stati abituati per molto tempo a utilizzare la leva valutaria per compensare deficit di competitività e quella leva ora, per fortuna, non la possiamo utilizzare più». Lei dice ‘per fortuna’ ma intanto i conti non tornano. «Dico ‘per fortuna’ perché la debolezza del nostro sistema produttivo è in parte frutto di quel vizio, mentre oggi la valuta forte ci offre delle opportunità e ci protegge anche. Proviamo solo a immaginare quale sarebbe il prezzo della benzina se invece dell’euro avessimo ancora la nostra liretta». A colmare il deficit di competitività basteranno i provvedimenti annunciati dal governo? «Quei provvedimenti contengono elementi positivi, non so dire però in questo momento che itinerario potranno avere. Vedo che già il ministro Castelli ha ritirato la delega sulle professioni, che toccava uno dei settori dove siamo più in ritardo». Uno dei tanti. «Molti settori importanti, tecnologici e non solo, erano in mano pubblica, poi si è giustamente privatizzato ma la voglia di privato non è stata accompagnata da altrettanta voglia di mercato, per cui siamo passati dai monopoli pubblici ai monopoli privati e questo pesa molto». Quanto? «Nelle tasche dei cittadini più del taglio delle tasse. I privati che hanno rilevato le aziende pubbliche ritengono di aver comprato anche il diritto al monopolio e questo è un problema reale, perché si concretizza in maggiori costi per le famiglie e per le imprese». L’antitrust non ha fatto il suo dovere? «Ha fatto buona scuola in questi anni, ma non dispone ancora di strumenti adeguati». Quanto incide la situazione della Fiat su quella dell’intero sistema produttivo? «Molto, ed è una situazione difficile in cui una azienda in difficoltà deve ritrovare la strada in un momento di crisi durissima del settore. In momenti di mercato come questi i gruppi che hanno meno modelli soffrono di più, e non c’è altra terapia che quella di accelerare il risanamento e il rilancio». E se non ce la facesse? «Sarebbe drammatico, ma non è una ipotesi da prendere in considerazione. Quello che si deve fare adesso è assecondare il management nello sforzo che sta compiendo. Vorrei aggiungere però che dobbiamo guardare con attenzione ai settori in difficoltà, ma faremmo un errore se guardassimo solo loro». Abbiamo altro su cui puntare? «Non tutta l’industria italiana è in crisi. Ci sono almeno tremila aziende tra 50 e 500 dipendenti che negli ultimi dieci anni hanno saputo aumentare fatturato e utili. Sono imprese che occupano oltre mezzo milione di lavoratori e che in questa fase hanno anche un ruolo ‘culturale’, perché sono loro che possono rianimare i distretti e reinnervare il sistema produttivo. Naturalmente devono avere servizi all’altezza della situazione: perché la loro capacità di innovare e competere è indubbia, la tenuta del sistema invece non lo è». Parliamo del resto, ovvero del gran numero delle imprese che sono in settori a basso valore aggiunto e a bassa innovazione. Di quelle, che sono assai più di tremila, che ne facciamo? «Innanzitutto c’è una cosa che non possiamo fare: competere sui costi. Lì il divario con i nuovi paesi produttori è tale da farci capire che non è una strada efficacemente percorribile. E i dazi sarebbero solo un pannicello caldo. L’unica alternativa è innalzare il livello di quello che produciamo». Come? «Più che un nuovo modulo di riduzione fiscale, quello che serve è un sostegno pubblico alle imprese, da assegnare in maniera automatica per evitare l’intermediazione della burocrazia, ma con criteri rigorosamente selettivi. Gli incentivi poi dovrebbero avere una proiezione pluriennale certa per consentire alle imprese di pianificare gli investimenti». Gli incentivi possono aiutare chi vuole innovare, ma la sensazione è che c’è una quota di imprenditori che per motivi generazionali o di altra natura non se la sentono di affrontare il mare aperto. «Non possiamo costringere nessuno a fare quello che non vuol fare, anche se chi si attribuisce la qualifica di imprenditore dovrebbe avere la voglia di competere e di rischiare. In effetti ce n’è parecchi che si vedono più alle tavole rotonde che in fabbrica, un po’ come quei politici che hanno perso il rapporto con gli elettori e parlano solo a se stessi...» Non si possono costringere è vero, ma neanche si può disperdere il patrimonio di competenze che è nelle loro imprese. «Dobbiamo cercare di garantire un ordinato passaggio di mano e attivare meccanismi per attrarre investimenti esteri». Qui più che altro si sente parlare di difesa dell’italianità... «Non bisogna avere paura delle imprese straniere in Italia, nel Regno Unito ci sono banche e imprese estere e investimenti e occupazione vanno al galoppo». In effetti soldi e imprese estere potrebbero arrivare. Se le due opa su Bnl e Antonveneta andassero in porto sarebbero una decina di miliardi di euro. A proposito, come mai tutti questi soldi raramente diventano investimenti produttivi? «La tentazione di ridurci a una dimensione puramente finanziaria ha fatto molti proseliti. La figura di Gnutti è emblematica, perché era ed è rimasto finanziere puro. Diverso è invece il caso di Colaninno, che crede nel valore della produzione, del fare le cose». Fa più proseliti Gnutti che Colaninno. «E’ il tarlo del denaro facile, che ha scavato il suo spazio fin dagli anni ’80, quando la rendita da inflazione ha viziato tutti». Se le due opa fossero bloccate quali sarebbero gli effetti? «Io mi auguro che prevalga la forza del mercato. L’italianità non c’entra: io non affido il tricolore a patti e contropatti che perseguono interessi rispettabili, ma particolari». Lei ha parlato di risorse pubbliche da destinare alle imprese. Ma dove le pigliamo? «L’unico modo è la lotta all’evasione e all’elusione. Un paese la cui economia è per un quarto in nero non è in grado di reggere e neanche di governarsi». E invece usiamo risorse che non abbiamo strappato all’evasione per ridurre le tasse. «La riduzione di fine 2004 che doveva rilanciare i consumi e lo sviluppo non ha funzionato. Il messaggio era ‘sarete più ricchi’, l’ultima variante del sogno berlusconiano». Ci è stato detto che tagliare le tasse serve a tagliare le spese. «In realtà quello che un governo autorevole deve fare non è tagliare le spese ma qualificarle. Andiamo a veder come spendiamo e per che cosa, come spendiamo per la sanità, per la scuola, per la giustizia, per le infrastrutture, verifichiamo se stiamo spendendo per i cittadini o per chi ci lavora. Impegniamoci a spendere per i cittadini con rigore e qualità. Impegniamoci per dare forza e autorevolezza alle autorità di tutela del mercato». Non sembra convinto che attualmente ce l’abbiano. «Una, la Banca d’Italia, s’è messa alla guida del settore che doveva vigilare; due, quelle per le telecomunicazioni e l’energia, sono state catturate dai loro settori di competenza; un’altra, l’antitrust, è contestata. Non mi sembra che si possa essere soddisfatti». Cosa si può fare nei prossimi dodici mesi per ribaltare o almeno tamponare la situazione? «Ci vorrebbe una rivoluzione culturale, ma non ne vedo le basi. Non parlo dei limiti del governo di centro destra che sono del tutto evidenti, ma del sistema politico nel suo complesso. Vede, nel dopoguerra eravamo tremendamente divisi, ma c’era la percezione comune che per far stare meglio i nostri figli ci si doveva rimboccare le maniche. Poi, dalla fine degli ’70 i diritti e le pretese hanno preso ad andare da una parte e le responsabilità dell’altra, creando una forbice che è andata allargandosi sempre più. Per coprire quel divario abbiamo usato il debito pubblico, l’inflazione, anche il referendum sul nucleare: non è inconsistente dire ‘vogliamo l’energia ma non vogliamo le centrali per produrla’? Da quella divaricazione non ne siamo usciti, Mani Pulite è stata la risposta all’eccesso di politica, e ora siamo a zero politica, con il mondo che cambia, il paese che cambia, la società che cambia e nessuno la guida». Non c’è Berlusconi? «Mi auguro che Berlusconi possa imprimere una svolta ma mi sembra difficile, perché la sua impostazione di ‘uomo solo al comando’ lo ha usurato». --------------------------- Case automobilistiche europee, 2005 a ostacoli SARAH POZZOLI Sarà un 2005 a ostacoli quello che si prevede per le case automobilistiche europee. Diversi i fattori che peseranno sui bilanci delle compagnie: dall’eccesso di produzione al cambio sfavorevole eurodollaro, dal costo delle materie prime alla pressione sui prezzi per i nuovi modelli. Secondo quanto sostiene Morgan Stanley, in un report sul settore appena pubblicato, complessivamente i costi saliranno di 1,7 miliardi di euro e in media ci sarà un calo dei profitti del 15% rispetto al 2004. A soffrire di più saranno soprattutto Volvo e Volkswagen (nonché Fiat) bollate con un giudizio underweight (sottopesare in portafoglio). Reggeranno bene il quadro negativo Bmw, DaimlerChrysler, Peugeot, Scania, Continental e Autoliv (giudizio overweight). Così così Renault, Porsche (giudizio equal weight). I gruppi più deboli – La banca Usa sostiene che Volvo vedrà nel 2005 un aumento dei profitti operativi del 15% e margini al 7,4% rispetto al 6,8% dell’anno precedente. E’ previsto inoltre un taglio dei costi di 600 milioni di corone svedesi. Tuttavia sulla casa svedese peseranno i costi dei materiali (1,3 miliardi di corone svedesi) e l’effetto cambio. Volkswagen invece assisterà a una crescita dei profitti dell’11% mentre i margini operativi passeranno dall’1,6% all’1,7%. Il piano ForMotion permetterà inoltre un ulteriore taglio dei costi di 1,6 miliardi di euro. Ma anche per la casa tedesca faranno da macigno l’effetto cambio, i costi dei materiali e il deprezzamento. I più forti – Secondo Morgan Stanley, Bmw nel 2005 vedrà un calo dei profitti operativi del 6% rispetto all’anno precedente. La combinazione dell’effetto cambio e del prezzo elevato delle materie prime causerà inoltre una riduzione dei margini operativi di 100 punti base all’8,2%. Tuttavia, il gruppo tedesco rimarrà ben posizionato sul mercato grazie al lancio dei nuovi modelli (serie 1, 3, 6 e X3). E’ previsto anche un risparmio dei costi di 200 milioni di euro. Il target di prezzo è fissato a 42 euro (margine di apprezzamento del 27% rispetto alle quotazioni correnti del titolo). Quanto a DaimlerChrysler, la banca d’affari Usa sostiene che ci sarà un calo dei profitti operativi del 18%. A soffrire di più sarà la divisione Mercedes (profitti –67%) su cui continueranno a pesare le perdite della Smart, rispetto alla Chrysler (9%) da cui ci si attende un miglioramento dell’offerta e bassi costi per il lancio di nuovi prodotti. Complessivamente è previsto un risparmio di 300 milioni di euro. Tutto considerato il target di prezzo è a 38 euro (upside +24%). Target price a 60 euro (upside +30%) invece per Peugeot. Il gruppo francese assisterà a una crescita dei profitti del 6%. Morgan Stanley prevede anche un lievissimo miglioramento dei margini operativi dal 2,5% del 2004 al 2,6 di quest’anno. Questi risultati positivi saranno ottenuti grazie a un taglio dei costi di 600 milioni di euro e a una crescita del fatturato del 2,6%. La svedese Scania, secondo le stime della banca d’affari, vedrà invece una crescita delle entrate operative del 15% a 7,3 miliardi di corone svedesi. Un miglioramento delle vendite e della redditività sul mercato europeo per gli autocarri di seconda generazione dovrebbe portare i margini all’11,8%. Il target di prezzo è di 325 corone svedesi (upside dell’11%). Quanto al produttore tedesco di componenti per auto Continental, è previsto un aumento delle vendite e dei profitti (+16%). Il target di prezzo è di 75 euro (+24%). Infine per la svedese Autoliv (produttrice di sistemi di sicurezza) l’aumento dei profitti dovrebbe essere attorno al 5%, mentre è atteso un peggioramento dei margini dall’8,4% all’8,1%. Il target di prezzo è fissato a 51 dollari (upside +13%). In linea col mercato – Morgan Stanley stima per Renault un calo dei profitti nella divisione auto del 30%. In declino anche i margini operativi dal 5,1% al 3,4%. La banca americana sostiene che sui profitti 2005 peseranno soprattutto i costi crescenti di ammortizzazione e deprezzamento (oltre 500 milioni di euro) e l’adeguamento all’Euro IV (100 milioni di euro). Ma il gruppo francese beneficerà di un ulteriore risparmio dei costi grazie all’alleanza con Nissan e di un ‘incremento del fatturato attorno all’1,4%. Senza infamia né lode anche Porsche. L’anno fiscale 2005 (che si chiuderà a luglio) dovrebbe vedere un incremento dei profitti operativi del 4%, mentre i margini caleranno dal 16,3% al 15,2. E’ previsto anche un incremento delle entrate, offuscato però dal cambio sfavorevole, prezzo dei materiali e crescente deprezzamento. Infine Michelin. Il management della compagnia francese produttrice di pneumatici ha detto che il 2005 vedrà profitti in crescita (stime di Morgan Stanley +3%) ma il clima generale sarà difficile. Soprattutto sostiene la banca d’affari per l’aumento dei costi delle materie prime, energia e logistica. --------------------------- Il Tread e finito continuiamo qui: FIAT S.p.A. Riflessioni and news (part. 5) http://www.finanzaonline.com/forum/s...00#post7796200 :bye: |
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