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#3 (permalink) |
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HORAS TIBI SERENAS
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questo pure puo esser utile................
COMUNICATO STAMPA 26.10.2008 Economia CANONE DEPURAZIONE: CONTRIBUENTI.IT CHIEDE RIMBORSI AUTOMATICI IN AUTOTUTELA. ROMA – Sono pronte le richieste comulative di rimborso del canone di depurazione predisposte dai legali di KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani da far sottoscrivere ai cittadini ed alle imprese affinché i Comuni privi di depuratore avviino le procedure di rimborso automatico sulla base dell’istituto giuridico dell’autotutela senza la necessità di domande di parte e di bollettini di pagamento. L’autotutela deve essere, per legge, attivata autonomamente dagli Enti al fine di ristabilire la correttezza dei procedimenti amministrativi e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione. Secondo Contribuenti.it, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, sono interessati a richiedere il rimborso oltre 6 milioni di utenti e 2,5 milioni di imprese residenti in 922 Comuni italiani non sono dotati dell’impianto di depurazione a norma. “L’operazione di rimborso del canone di depurazione versato negli ultimi 10 anni – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - potrebbe avvenire entro sette giorni, sulla base dei sistemi automatizzati che i gestori del servizio idrico utilizzano per richiedere i pagamenti, essendo il canone di depurazione accantonato in un fondo vincolato.” Per maggiori informazioni sulla sottoscrizione dell’istanza di rimborso è possibile consultare il sito www.contribuenti.it oppure recarsi presso Lo Sportello del Contribuente presente nelle principali città italiane. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani L’ufficio stampa Infopress 3922026231 |
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ridateci il cainano!
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HORAS TIBI SERENAS
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![]() questa è tosta.........![]() ciaoo Andrea ![]() Tutti i cittadini italiani, vittime del mesotelioma, il cancro derivante dall’inalazione di amianto, possono chiedere un risarcimento record grazie ad alcuni fondi istituiti negli States, fino a 400.000 dollari. Il mesotelioma, deriva nella quasi totalità dei casi, dall’esposizione alle fibre aerodisperse dell’amianto, materiale fuori legge dal 1992 con legge del 27 marzo n. 257 (norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto). Tale malattia può rimanere latente dai 15 ai 45 anni. Ogni anno in Italia sono 40.000 le vittime di questa patologia. Le Corti americane hanno, infatti, imposto alle aziende produttrici di questo nocivo materiale di istituire fondi di indennizzo per le vittime e i familiari delle vittime del mesotelioma, male che colpisce nel 60% dei casi il sesso maschile. Adesso anche i cittadini italiani, attraverso il Codacons, potranno chiedere i risarcimenti fino a 400.000 dollari, cifra messa a disposizione dalle aziende americane produttrici di amianto: “Di tali fondi – fa sapere il Codacons – possono avvalersi anche i cittadini italiani. Questo perché le società produttrici americane, pur conoscendo i rischi dell’amianto, ne hanno fatto uso fin dagli anni ’30, utilizzandolo sia in America che nei paesi europei. L’amianto è stato importato dalle aziende italiane, grandi e piccole, che lo hanno usato per molti decenni, fino all’entrata in vigore della legge del 1992 che ne proibì l’uso. Si stima che circa l’80% dell’amianto utilizzato in Italia sia stato prodotto da aziende americane o canadesi”. http://www.studiocataldi.it/news_giu...idica_6177.asp |
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HORAS TIBI SERENAS
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io son collegato con la rete fognaria, e abbiam le vasche biologiche e x delle pendenze del terreno non si scarica, solo una parte delle acque esce, x il resto facciamo noi 2 svuotamenti annuali,però dal 94 paghiamo solo il consumo d acqua, aveva tentato il comune di farci pagare dal 2006 anche la depurazione, ma ................ nisba.................... ![]() x il comune di treviso saran dolori, ha fatto pagare, in base alla legge galli del 1994, 12000 famiglie che non eran neppure collegati con la rete fognaria.............e chiederan il rimborso leggittimo, e stan gia contrattando x non pagar ,il comune, gli interessi di mora, comunque sarà una batosta superiore ai 12-13 ml. di euro, l ingordigia non paga mai............ ![]() ciaoooo |
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#7 (permalink) |
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HORAS TIBI SERENAS
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ma sarà vero che il sistema idrico italiano sarà privatizato..........?
l'articolo 23 bis della legge 112 Art. 23-bis. Servizi pubblici locali di rilevanza economica 1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l'affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche' di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili. 2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità. 3. In deroga alle modalità di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l'affidamento può avvenire nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria. 4. Nei casi di cui al comma 3, l'ente affidante deve dare adeguata pubblicità alla scelta, motivandola in base ad un'analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all'Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle autorità di regolazione del settore, ove costituite, per l'espressione di un parere sui profili di competenza da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione. 5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati. 6. E' consentito l'affidamento simultaneo con gara di una pluralità di servizi pubblici locali nei casi in cui possa essere dimostrato che tale scelta sia economicamente vantaggiosa. In questo caso la durata dell'affidamento, unica per tutti i servizi, non può essere superiore alla media calcolata sulla base della durata degli affidamenti indicata dalle discipline di settore. 7. Le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze e d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, possono definire, nel rispetto delle normative settoriali, i bacini di gara per i diversi servizi, in maniera da consentire lo sfruttamento delle economie di scala e di scopo e favorire una maggiore efficienza ed efficacia nell'espletamento dei servizi, nonche' l'integrazione di servizi a domanda debole nel quadro di servizi più redditizi, garantendo il raggiungimento della dimensione minima efficiente a livello di impianto per più soggetti gestori e la copertura degli obblighi di servizio universale. 8. Salvo quanto previsto dal comma 10, lettera e) le concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedure diverse dall'evidenza pubblica cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante. Sono escluse dalla cessazione le concessioni affidate ai sensi del comma 3. 9. I soggetti titolari della gestione di servizi pubblici locali non affidati mediante le procedure competitive di cui al comma 2, nonche' i soggetti cui e' affidata la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali degli enti locali, qualora separata dall'attività di erogazione dei servizi, non possono acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, ne' svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati, ne' direttamente, ne' tramite loro controllanti o altre società che siano da essi controllate o partecipate, ne' partecipando a gare. Il divieto di cui al periodo precedente non si applica alle società quotate in mercati regolamentati. I soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere alla prima gara svolta per l'affidamento, mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, dello specifico servizio già a loro affidato. In ogni caso, entro la data del 31 dicembre 2010, per l'affidamento dei servizi si procede mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica. 10. Il Governo, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni ed entro centottanta giorni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, nonche' le competenti Commissioni parlamentari, emana uno o più regolamenti, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al fine di: a) prevedere l'assoggettamento dei soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali al patto di stabilità interno e l'osservanza da parte delle società in house e delle società a partecipazione mista pubblica e privata di procedure ad evidenza pubblica per l'acquisto di beni e servizi e l'assunzione di personale; b) prevedere, in attuazione dei principi di proporzionalità e di adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione, che i comuni con un limitato numero di residenti possano svolgere le funzioni relative alla gestione dei servizi pubblici locali in forma associata; c) prevedere una netta distinzione tra le funzioni di regolazione e le funzioni di gestione dei servizi pubblici locali, anche attraverso la revisione della disciplina sulle incompatibilità; d) armonizzare la nuova disciplina e quella di settore applicabile ai diversi servizi pubblici locali, individuando le norme applicabili in via generale per l'affidamento di tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonche' in materia di acqua; e) disciplinare, per i settori diversi da quello idrico, fermo restando il limite massimo stabilito dall'ordinamento di ciascun settore per la cessazione degli affidamenti effettuati con procedure diverse dall'evidenza pubblica o da quella di cui al comma 3, la fase transitoria, ai fini del progressivo allineamento delle gestioni in essere alle disposizioni di cui al presente articolo, prevedendo tempi differenziati e che gli affidamenti diretti in essere debbano cessare alla scadenza, con esclusione di ogni proroga o rinnovo; f) prevedere l'applicazione del principio di reciprocità ai fini dell'ammissione alle gare di imprese estere; g) limitare, secondo criteri di proporzionalità, sussidiarietà orizzontale e razionalità economica, i casi di gestione in regime d'esclusiva dei servizi pubblici locali, liberalizzando le altre attività economiche di prestazione di servizi di interesse generale in ambito locale compatibili con le garanzie di universalità ed accessibilità del servizio pubblico locale; h) prevedere nella disciplina degli affidamenti idonee forme di ammortamento degli investimenti e una durata degli affidamenti strettamente proporzionale e mai superiore ai tempi di recupero degli investimenti; i) disciplinare, in ogni caso di subentro, la cessione dei beni, di proprietà del precedente gestore, necessari per la prosecuzione del servizio; l) prevedere adeguati strumenti di tutela non giurisdizionale anche con riguardo agli utenti dei servizi; m) individuare espressamente le norme abrogate ai sensi del presente articolo. 11. L'articolo 113 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, e' abrogato nelle parti incompatibili con le disposizioni di cui al presente articolo. 12. Restano salve le procedure di affidamento già avviate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto |
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HORAS TIBI SERENAS
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COMUNICATO STAMPA 6.11.2008
Economia ACQUA: CONTRIBUENTI.IT, DISTRIBUITI 60.000 MODULI DI RIMBORSO CANONE DI DEPURAZIONE. ROMA – Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani annuncia che sono stati distribuiti i primi 60.000 moduli per l’istanza di rimborso del canone di depurazione idrico in soli 7 giorni. Al centro dell’iniziativa legale è l’annosa questione legata alle recente sentenza n. 335/08 della Corte Costituzionale che ha sancito il diritto al rimborso del canone di depurazione nel caso in cui l’impianto non è attivo o è inesistente. Il rimborso, relativamente agli ultimi 10 anni, interessa oltre 5 milioni di imprese e 9 milioni di famiglie ad eccezione dei contribuenti residenti nelle città di Aosta, Avellino, Bergamo, Bolzano, Cagliari, Cosenza, Cremona, Enna, Foggia, Lecce, Lecco, Livorno, Modena, Potenza, Sondrio, Torino e Vercelli dove i depuratori sono regolarmente funzionanti. Per le famiglie il rimborso medio è di circa 840 euro, mentre per le imprese ammonta al 32,4% della bolletta idrica pagata. Il modulo, predisposto dagli Angeli del Fisco di KRLS Network of Business Ethics, è disponibile sul sito internet www.contribuenti.it oppure presso “Lo Sportello del Contribuente” presente in tutte le principali città italiane. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani L’ufficio stampa Infopress 0642828753 |
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HORAS TIBI SERENAS
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il lupo perderà il pelo, ma il vizio........
![]() ![]() ![]() Mutui: illegali i contratti "alla francese"? di Nicola Borzi 8 novembre 2008 La sentenza del tribunale di Bari Il 29 ottobre il Tribunale di Bari (sezione distaccata di Rutigliano, giudice Pietro Mastronardi) ha pronunciato un sentenza sui mutui che Adusbef definisce «epocale» perché «applicabile alla massima parte dei contratti in Italia». Si tratta di mutui basati sull'ammortamento "alla francese", nel quale le rate sono costanti, composte dalla somma di quota capitale (che cresce progressivamente) e quota interessi (che cala al pagamento delle rate) e calcolate con la formula dell'interesse composto (cioé del calcolo di interessi sugli interessi). Nel caso era coinvolta una famiglia di imprenditori pugliesi, difesa dal vicepresidente di Adusbef, avvocato Antonio Tanza del foro di Bari, che nell'aprile 2001 ha portato in giudizio Banco di Napoli (oggi gruppo Intesa Sanpaolo). Sotto la lente sono finiti due mutui aperti a gennaio 1988 (da 350 milioni di lire, decennale, rate semestrali, tasso fisso) e a maggio 1989 (da un miliardo, tasso variabile, decennale, rate semestrali). Nei due contratti sotto esame, una consulenza tecnica ha dimostrato che la rata era calcolata con la formula dell'interesse composto che non era espressamente indicata dal contratto. La consulenza ha evidenziato un aumento del costo effettivo del contratto dovuta a un tasso effettivo superiore a quello nominale: più erano le rate, più costava il mutuo. I clienti, alla firma dei contratti, non si erano resi conto dell'alto tasso effettivo da pagare perché il tasso nominale annuo era davvero quello indicato per iscritto nel contratto, mentre quello effettivo poteva essere desunto solo dall'esame del piano di ammortamento. Invece di un tasso del 13% sul mutuo da 350 milioni di lire, i clienti pagavano un tasso effettivo annuale del 14,276 per cento. Il magistrato ha accolto la richiesta dei clienti del Banco di Napoli. Il giudice ha affermato che il calcolo dell'interesse nel piano di ammortamento deve essere trasparente ed eseguito secondo le regole matematiche dell'interesse semplice e non di quello composto utilizzato appunto nell'ammortamento "alla francese". Il Codice Civile richiede il calcolo dell'interesse giorno per giorno (articolo 820/821), non può essere applicato quello composto se non nei limiti dell'articolo 1.283 che prevede che il patto anatocistico (cioé di capitalizzazione composta) sia successivo alla maturazione dell'interesse e mai precedente, come invece accade nell'ammortamento "alla francese". La banca, che utilizza nel contratto questo tipo di capitalizzazione, viola non solo l'articolo 1.283 del Codice Civile ma anche l'articolo 1.284 che, in caso di mancata determinazione e specificazione o di incertezza (tra tasso nominale contrattuale e tasso effettivo del piano di ammortamento allegato al contratto), impone l'applicazione del tasso legale semplice e non quello ultralegale, indeterminato o incerto. I risparmiatori hanno ottenuto l'annullamento parziale dei contratti di mutuo per violazione della buona fede nella conclusione ed esecuzione dei contratti e per difformità tra tasso contrattuale (indicato agli atti) e quello effettivo di ammortamento. I piani di ammortamento sono stati ricalcolati al tasso legale di volta in volta in vigore, con l'eliminazione dell'anatocismo, determinando una quota interessi inferiore a quella pagata. Intesa Sanpaolo, contattata in merito alla sentenza, si riserva di rispondere. nicola.borzi@ilsole24ore.com |
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