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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2008
Messaggi: 453
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diffida
Buongiorno,
circa un anno fa ho venduto casa. L' acquirente il giorno 5 agosto mi ha fatto inviare da un avvocato mediante raccomandata una diffida per "ripristinare l'impianto di riscaldamento presente nell'immobile al fine di renderla conforme alle norme vigenti in ossequio agli impegni assunti nell'atto notarile (garanzia per vizi e evizione)" Nella raccomandata si intima di procedere a risarcimento entro 10 giorni. Ho l'obbligo di rispondere alla raccomandata? Cosa dovrei scrivere? Come mi devo comportare? Io non sono in possesso del rogito e il notaio a cui dovrò richiederlo riaprirà solo a fine mese. Anche alcuni avvocati a cui mi sono rivolta sono chiusi per ferie. Qualcuno può consigliarmi anche qualche associazione a cui rivolgermi (tipo UPPI unione dei piccoli proprietari di immobili). Si parla di cifre ridotte (1000 euro) e non vorrei arrivare a spendere più per la parcella che per il risarcimento (se eventualmente dovesse spettarmi) Grazie mille a chiunque possa darmi un aiuto.. |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2007
Messaggi: 529
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Allora,innanzi tutto considera che la garanzia nella vendita (non si tratta,in questo caso,di beni di consumo) si prescrive in un anno dalla consegna del bene,mentre i vizi e le difformità devono essere denunciate dall'acquirente entro 8 giorni dalla scoperta degli stessi.
Quando è stato stipulato esattamente il rogito? In ogni caso,mi pare strano che,solo a distanza di un anno,l'acquirente si sia accorto della difformità dell'impianto... Sarebbe utile,comunque,vedere il rogito,anche solo per verificare se,in quella sede, tu abbia assunto uno specifico obbligo di ripristinare l'impianto (ad es. perchè non funzionante al momento della vendita),nel quale caso controparte avrebbe margine per chiedere un tuo intervento. Ricordi nulla in proposito? Non hai l'obbligo di rispondere alla diffida,né di rispettare il termine intimato,ma sarebbe buona cosa farlo,per respingere gli addebiti. Calcola,comunque,che anche l'avvocato dell'acquirente sarà in ferie uoi benissimo prenderti il tempo di ragionare e rispondere a fine mese o inizio settembre.Rivolgersi ad una associazione di categoria potrebbe essere una soluzione utile e meno dispendiosa di un avvocato. Comunque,indipendentemente dalla fondatezza o meno delle contestazioni,non mettere mai per iscritto alcun riconoscimento dei vizi lamentati,oppure alcuna promessa di ripristino,ok? Ciao,Gus |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jul 2008
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Grazie mille per la risposta!
Daccordo, se ne riparlerà a inizio settembre, fino ad allora speriamo di riuscirci a godere le ferie, anche se la vedo dura. Per il momento è il caso di rispondere comunque all'avvocato della controparte? magari con una frase del tipo: " considerando il particolare periodo dell'anno, non potendo consultarci con un legale di nostra fiducia, non ci risulta possibile prendere una posizione di alcun tipo. Affronteremo la questione a partire dai primi di settembre" non so se ho detto una stupidata.. Grazie mille! |
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#6 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2007
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Si,è possibile,sempre che il venditore non abbia in mala fede taciuto l'esistenza di alcuni vizi:
Art. 1490. Garanzia per i vizi della cosa venduta. Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa. Per pattuirla non servono particolari formule sacramentali:è sufficiente che le parti dichiarino concordemente di voler escludere la garanzia per i vizi della cosa venduta,in deroga all'art. 1490 c.c.,magari dichiarando anche che l'immobile venduto è esente da vizi e difetti palesi. Gus |
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