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Vecchio 11-06-08, 11:29   #1 (permalink)
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credito d'imposta e agenzia delle entrate.

Come tutti sanno fino ad alcuni anni fa chi possedeva azioni incassava il dividendo tassato al 12.5 e poi aveva diritto al credito d'imposta , cioe' un rimborso fiscale dallo stato. Qualcuno pero' avendo un numero limitato di azioni, oppure non conosceva la norma o per dimenticanza non chiedeva il rimborso. Un mio amico aveva ricevuto un blocco minimo di azioni ex statali tipo enel o eni , non ricordo . Non ha richiesto il rimborso. Ora gli è arrivata una multa di circa 100 euro dall'agenzia entrate perche' non ha chiesto il rimborso,in base all'art 41 bis , mi pare di aver capito. Cioe' tu hai diritto a ricevere soldi dallo stato, non li chiedi, lo stato si accorge , non ti restituisce i soldi dovuti e in piu' ti attacca la multa. Secondo voi è legale una cosa di questo tipo? Si puo' fare ricorso ?
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Vecchio 11-06-08, 11:53   #2 (permalink)
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Come tutti sanno fino ad alcuni anni fa chi possedeva azioni incassava il dividendo tassato al 12.5 e poi aveva diritto al credito d'imposta , cioe' un rimborso fiscale dallo stato. Qualcuno pero' avendo un numero limitato di azioni, oppure non conosceva la norma o per dimenticanza non chiedeva il rimborso. Un mio amico aveva ricevuto un blocco minimo di azioni ex statali tipo enel o eni , non ricordo . Non ha richiesto il rimborso. Ora gli è arrivata una multa di circa 100 euro dall'agenzia entrate perche' non ha chiesto il rimborso,in base all'art 41 bis , mi pare di aver capito. Cioe' tu hai diritto a ricevere soldi dallo stato, non li chiedi, lo stato si accorge , non ti restituisce i soldi dovuti e in piu' ti attacca la multa. Secondo voi è legale una cosa di questo tipo? Si puo' fare ricorso ?
non credo che le cose stiano proprio cosi

fino ad alcuni anni fa i dividendi erano accreditati dalle banche con una ritenuta d'acconto (del 10% se ben ricordo); l'intermediario (banca etc) rilasciava un modulo (RAD) con i dati, e il percettore era tenuto a denunciare i dividendi nel quadro I del 740

i dividendi, aumentati del credito d'imposta se dovuto, andavano sommati agli altri redditi, si calcolava l'imposta lorda, dopo di che si detraevano ritenute (il 10% di cui sopra) e il credito d'imposta

per moltissimi era di assoluta convenienza la denuncia dei dividendi, per via del corposo credito d'imposta (a fronte di alte tasse già versate all'erario dall'erogatore del dividendo)

ora chi ometteva di denunciare i dividendi percepiti si rendeva colpevole di mancata o infedele dichiarazione, e perdeva i benefici cui avrebbe avuto diritto denunciando

qualche fiscalista storcerà il naso alla mia sitesi, ma in soldoni è così
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Vecchio 11-06-08, 12:07   #3 (permalink)
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non credo che le cose stiano proprio cosi

fino ad alcuni anni fa i dividendi erano accreditati dalle banche con una ritenuta d'acconto (del 10% se ben ricordo); l'intermediario (banca etc) rilasciava un modulo (RAD) con i dati, e il percettore era tenuto a denunciare i dividendi nel quadro I del 740

i dividendi, aumentati del credito d'imposta se dovuto, andavano sommati agli altri redditi, si calcolava l'imposta lorda, dopo di che si detraevano ritenute (il 10% di cui sopra) e il credito d'imposta

per moltissimi era di assoluta convenienza la denuncia dei dividendi, per via del corposo credito d'imposta (a fronte di alte tasse già versate all'erario dall'erogatore del dividendo)

ora chi ometteva di denunciare i dividendi percepiti si rendeva colpevole di mancata o infedele dichiarazione, e perdeva i benefici cui avrebbe avuto diritto denunciando

qualche fiscalista storcerà il naso alla mia sitesi, ma in soldoni è così
Piu' o meno abbiamo scritto le stesse cose. Cioè non c'è evasione fiscale , ma infedele dichiarazione. Pero' allora se uno non denuncia nel dich. redditi gli scontrini della farmacia , lo stato poi va a fare una verifica e ti attacca la multa? Di fatto è la stessa cosa. Se ristrutturo la casa e non chiedo il 36% , mi attaccano la multa ?
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Vecchio 11-06-08, 12:25   #4 (permalink)
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Piu' o meno abbiamo scritto le stesse cose. Cioè non c'è evasione fiscale , ma infedele dichiarazione. Pero' allora se uno non denuncia nel dich. redditi gli scontrini della farmacia , lo stato poi va a fare una verifica e ti attacca la multa? Di fatto è la stessa cosa. Se ristrutturo la casa e non chiedo il 36% , mi attaccano la multa ?


e la differenza non è nemmeno tanto sottile

le spese mediche PUOI detrarle

il credito d'imposta per la ristrutturazione PUOI richiederlo

il credito d'imposta sui dividendi POTEVI richiederlo

non l'hai fatto? il fisco gode e tu t'attacchi

invece la ritenuta applicata sui dividendi (10% o 12,5%) era un ACCONTO D'IMPOSTA

quindi i dividendi DOVEVI DICHIARARLI e pagarci sopra l'imposta a saldo, a titolo definitivo (ed era sempre superiore all'acconto pagato) ... poi potevi far valere la ritenuta pagata in acconto e il credito d'imposta ... potevi, non dovevi, e se non lo facevi il fisco godeva

sarà equo, sarà iniquo, Sarah Bernhardt

ERA così
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Vecchio 11-06-08, 13:13   #5 (permalink)
SIAMO TORNATI
 
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non credo che le cose stiano proprio cosi

fino ad alcuni anni fa i dividendi erano accreditati dalle banche con una ritenuta d'acconto (del 10% se ben ricordo); l'intermediario (banca etc) rilasciava un modulo (RAD) con i dati, e il percettore era tenuto a denunciare i dividendi nel quadro I del 740

i dividendi, aumentati del credito d'imposta se dovuto, andavano sommati agli altri redditi, si calcolava l'imposta lorda, dopo di che si detraevano ritenute (il 10% di cui sopra) e il credito d'imposta

per moltissimi era di assoluta convenienza la denuncia dei dividendi, per via del corposo credito d'imposta (a fronte di alte tasse già versate all'erario dall'erogatore del dividendo)

ora chi ometteva di denunciare i dividendi percepiti si rendeva colpevole di mancata o infedele dichiarazione, e perdeva i benefici cui avrebbe avuto diritto denunciando

qualche fiscalista storcerà il naso alla mia sitesi, ma in soldoni è così
è proprio così: si tratta di infedele dichiarazione (sanzione dal 100 al 200% delle maggiori imposte, ridotte al 25% se si paga subito) per non aver dichiarato un reddito di capitale. Per far valere il diritto al credito di imposta era necessario farlo nell'anno di competenza. L'agenzia delle entrate con un accertamento ai sensi dell'art. 41 del DPR 600/73 avrà probabilmente rettificato la dichiarazione imputanto il maggior reddito di capitali, rideterminato le imposte e scomputato la ritenute subita del 10% e su questa differenza calcolato sanzioni ed interessi.
Pertanto deve pagare perchè ha omesso di dichiarare un reddito che abbia perso il diritto al credito di imposta per leggerezza è irrilevante.
Ricordo, infine, che sarebbe stato possibile optare per la ritenuta secca del 12,5%, penalizzante per redditi medio-bassi, ma sicuramente più comoda nella gestione.
capuz non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-06-08, 13:18   #6 (permalink)
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e la differenza non è nemmeno tanto sottile

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il credito d'imposta per la ristrutturazione PUOI richiederlo

il credito d'imposta sui dividendi POTEVI richiederlo

non l'hai fatto? il fisco gode e tu t'attacchi

invece la ritenuta applicata sui dividendi (10% o 12,5%) era un ACCONTO D'IMPOSTA

quindi i dividendi DOVEVI DICHIARARLI e pagarci sopra l'imposta a saldo, a titolo definitivo (ed era sempre superiore all'acconto pagato) ... poi potevi far valere la ritenuta pagata in acconto e il credito d'imposta ... potevi, non dovevi, e se non lo facevi il fisco godeva

sarà equo, sarà iniquo, Sarah Bernhardt

ERA così
No il saldo, nella maggioranza dei casi, era favorevole al contribuente. Esempio:
Reddito complessivo 40.000 euro
di cui dividenti 5.000 euro
ritenuta subita 500 euro
credito di imposta (cambiava a seconda dell'aliquota irpeg) suppioniamo 2.100 euro
imposta marginale su 5.000 euro: 2.400 euro
Risultato:
Maggior irpef 2.400
R.A. - 500
Credito di imp -2.100
Saldo -200
Il saldo lo pagava solo chi era nell'aliquota marginale più elevata
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Vecchio 11-06-08, 13:20   #7 (permalink)
@@@@@@@@@@@@@@
 
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invece la ritenuta applicata sui dividendi (10% o 12,5%) era un ACCONTO D'IMPOSTA

quindi i dividendi DOVEVI DICHIARARLI e pagarci sopra l'imposta a saldo, a titolo definitivo (ed era sempre superiore all'acconto pagato) ... poi potevi far valere la ritenuta pagata in acconto e il credito d'imposta ... potevi, non dovevi, e se non lo facevi il fisco godeva

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ERA così
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è proprio così: si tratta di infedele dichiarazione (sanzione dal 100 al 200% delle maggiori imposte, ridotte al 25% se si paga subito) per non aver dichiarato un reddito di capitale. Per far valere il diritto al credito di imposta era necessario farlo nell'anno di competenza. L'agenzia delle entrate con un accertamento ai sensi dell'art. 41 del DPR 600/73 avrà probabilmente rettificato la dichiarazione imputanto il maggior reddito di capitali, rideterminato le imposte e scomputato la ritenute subita del 10% e su questa differenza calcolato sanzioni ed interessi.
Pertanto deve pagare perchè ha omesso di dichiarare un reddito che abbia perso il diritto al credito di imposta per leggerezza è irrilevante.
Ricordo, infine, che sarebbe stato possibile optare per la ritenuta secca del 12,5%, penalizzante per redditi medio-bassi, ma sicuramente più comoda nella gestione.
purtroppo è proprio così ...... pagare entro i termini di proposizione del ricorso (60 giorni) per usufruire della sanzione ridotta.
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Vecchio 11-06-08, 14:51   #8 (permalink)
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No il saldo, nella maggioranza dei casi, era favorevole al contribuente. Esempio:
Reddito complessivo 40.000 euro
di cui dividenti 5.000 euro
ritenuta subita 500 euro
credito di imposta (cambiava a seconda dell'aliquota irpeg) suppioniamo 2.100 euro
imposta marginale su 5.000 euro: 2.400 euro
Risultato:
Maggior irpef 2.400
R.A. - 500
Credito di imp -2.100
Saldo -200
Il saldo lo pagava solo chi era nell'aliquota marginale più elevata
infatti concordo

forse ti è sfuggito che io ho scritto

"pagarci sopra l'imposta a saldo, a titolo definitivo (ed era sempre superiore all'acconto pagato)"

se non ci fosse stato il credito d'imposta a ribaltare la situazione
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Vecchio 11-06-08, 15:26   #9 (permalink)
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infatti concordo

forse ti è sfuggito che io ho scritto

"pagarci sopra l'imposta a saldo, a titolo definitivo (ed era sempre superiore all'acconto pagato)"

se non ci fosse stato il credito d'imposta a ribaltare la situazione
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