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Vecchio 08-05-08, 10:45   #1 (permalink)
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Tassazione utili di società italiana (abbattere il reddito)

Dopo il recente scandalo delle denunce dei redditi on-line, dei miei parenti sapendo che sono un appassionato di finanza mi hanno chiesto un consiglio:
Sono persone benestanti e di una certa età molto serie e corrette, dichiarano fino all'ultimo centesimo e pagano regolarmente tutte le tasse, il problema è che vivono nel profondo sud e come tutti sono sotto il tiro di organizzazioni criminali, in particolare compaiono con importi rilevanti (molto rilevanti) nei file messi on-line dal fisco e tuttora facilmente reperibili su internet; hanno quindi deciso di porre rimedio ad evitare problemi per il futuro prendendo tutte le adeguate precauzioni.

Gli utlili in questione provengono da una società non quotata di cui possiedono il 49% (quindi si parla di quota qualificata), il mio consiglio sarebbe quello di mantenere il 19% delle quote intestate al capofamiglia e "vendere" o cedere in il resto ad una fondazione estera. Prima di dare questo consiglio vorrei però capire alcune cose:
1)Sulla partecipazione del 19% intestata al capofamiglia (o chi per esso) la tassazione scenderebbe al 12,5% diventanto una quota non qualificata vero?
2)In che modo conviene effettuare la fittizzia "cessione", "vendita" delle quote in questione alla società o fondazione estera?
3)Che tasse andrebbero a pagare sugli utili spettanti alla fondazione o alla società estera? Conviene forse sdoppiare quel 30% (49-19=30) in due quote per avere così due partecipazioni non qualificate?
4)In che modo potrebbero far valere in consiglio di amministrazione il voto del 30% delle azioni a loro non intestato, una delega permanente sarebbe sufficiente o è troppo difficoltoso?


Grazie mille.
Michele
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Vecchio 08-05-08, 10:54   #2 (permalink)
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Massimo S. has a reputation beyond reputeMassimo S. has a reputation beyond reputeMassimo S. has a reputation beyond reputeMassimo S. has a reputation beyond reputeMassimo S. has a reputation beyond reputeMassimo S. has a reputation beyond reputeMassimo S. has a reputation beyond reputeMassimo S. has a reputation beyond reputeMassimo S. has a reputation beyond reputeMassimo S. has a reputation beyond reputeMassimo S. has a reputation beyond repute
1) Sì

2-3-4) Consiglio un viaggio in Svizzera e farsi una chiacchierata con i funzionari una banca privata. Meglio una banca piccola, tipo la Wegelin, per fare un esempio.

ms
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Vecchio 08-05-08, 11:49   #3 (permalink)
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Grazie Massimo, volevo raccogliere prima un pò di info preliminari e poi eventualmente andare o accompagnarli in swiss, sperando di non trovare spennapolli ticinesi.

Dai sono sicuro che qualcuno saprà darmi delle info utili, grazie!


Michele
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Vecchio 08-05-08, 12:15   #4 (permalink)
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Dopo il recente scandalo delle denunce dei redditi on-line, dei miei parenti sapendo che sono un appassionato di finanza mi hanno chiesto un consiglio:
Sono persone benestanti e di una certa età molto serie e corrette, dichiarano fino all'ultimo centesimo e pagano regolarmente tutte le tasse, il problema è che vivono nel profondo sud e come tutti sono sotto il tiro di organizzazioni criminali, in particolare compaiono con importi rilevanti (molto rilevanti) nei file messi on-line dal fisco e tuttora facilmente reperibili su internet; hanno quindi deciso di porre rimedio ad evitare problemi per il futuro prendendo tutte le adeguate precauzioni.

Gli utlili in questione provengono da una società non quotata di cui possiedono il 49% (quindi si parla di quota qualificata), il mio consiglio sarebbe quello di mantenere il 19% delle quote intestate al capofamiglia e "vendere" o cedere in il resto ad una fondazione estera. Prima di dare questo consiglio vorrei però capire alcune cose:
1)Sulla partecipazione del 19% intestata al capofamiglia (o chi per esso) la tassazione scenderebbe al 12,5% diventanto una quota non qualificata vero?
2)In che modo conviene effettuare la fittizzia "cessione", "vendita" delle quote in questione alla società o fondazione estera?
3)Che tasse andrebbero a pagare sugli utili spettanti alla fondazione o alla società estera? Conviene forse sdoppiare quel 30% (49-19=30) in due quote per avere così due partecipazioni non qualificate?
4)In che modo potrebbero far valere in consiglio di amministrazione il voto del 30% delle azioni a loro non intestato, una delega permanente sarebbe sufficiente o è troppo difficoltoso?


Grazie mille.
Michele
L'intestazione ad una fondazione estera potrebbe essere una inutile eccessiva complicazione: è sufficiente costituire una o più società semplici (i soci sarebbero gli stessi della srl) in modo da limitare la partecipazione entro il 20% (es 3 persone fisiche e due società semplici).
Se non volessero comparire nella compagine sociale della società potrebbero intestarle con un costo modesto ad una fiduciaria
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Vecchio 08-05-08, 12:43   #5 (permalink)
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Capuz ma così facendo andrebbero comunque in contro a tassazione del 12,5% sugli utili dell'intero pacchetto del 49% da loro attualmente detenuto.
Quello che avevo in mente io era lasciare una quota del 19% al capofamiglia su cui avrebbe pagato regolarmente il 12,5% di tasse ed il resto delle quote suddividerle in partecipazioni non qualificate ed intestarle a due società estere anonime.
Intestando a società semplici italiane o ad una fiduciaria comunque si pone il problema della dichiarazione dei redditi essendo loro in due (Capofamiglia e moglie), in questo modo si pone anche il problema delle tasse successorie.
Vorrei capire come si può evitare il pagamento del 12,5% di tasse su queste due partecipazioni non qualificate intestate alle società estere e come conviene effettuare la "vendita", "cessione".

Trattandosi di persone ormai di una certa età gli utili derivani dalla partecipazione al 19% (che manterrebbe il capofamiglia e su cui pagherebbe regolarmente il 12,5%) sarebbero per loro più che sufficienti.
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Vecchio 12-05-08, 12:46   #6 (permalink)
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Capuz ma così facendo andrebbero comunque in contro a tassazione del 12,5% sugli utili dell'intero pacchetto del 49% da loro attualmente detenuto.
Quello che avevo in mente io era lasciare una quota del 19% al capofamiglia su cui avrebbe pagato regolarmente il 12,5% di tasse ed il resto delle quote suddividerle in partecipazioni non qualificate ed intestarle a due società estere anonime.
Intestando a società semplici italiane o ad una fiduciaria comunque si pone il problema della dichiarazione dei redditi essendo loro in due (Capofamiglia e moglie), in questo modo si pone anche il problema delle tasse successorie.
Vorrei capire come si può evitare il pagamento del 12,5% di tasse su queste due partecipazioni non qualificate intestate alle società estere e come conviene effettuare la "vendita", "cessione".

Trattandosi di persone ormai di una certa età gli utili derivani dalla partecipazione al 19% (che manterrebbe il capofamiglia e su cui pagherebbe regolarmente il 12,5%) sarebbero per loro più che sufficienti.
Ho capito ma la disciplina dei redditi di capitale erogati a non residenti prevede cmq l'applicazione di una ritenuta con modalità differenti a seconda del periodo in cui si sono formati gli utili (la normativa è stata recentemente modificata) e della natura del percipiente.
In sintesi a grandi linee funziona così:
- Utili ante 2008: ritenuta del 27% (anche per le partecipazioni non qualificate) parzialmente rimborsabile (ovviamente tassandosi il reddito all'estero). Se il percipiente è comunitario l'aliquota scende, a determinate condizioni, al 10% (mi pare).
- Utili 2008 e ss: opera una disposizione agevolativa per gli utili distribuiti a soggetti comunitari o cmq residenti in stati con i quali ci sono accordi di scambio di informazioni con l'Italia.

in conclusione non serva a nulla intestare quote a società estere salvo la possibilità di mettere in piedi complicate architetture societarie (cmq costose nella loro predisposizione e gestione ed idonee solo per redditti decisamente elevati) , a scopo evidentemente fraudolento, delle quali ritengo non sia il caso di parlare in questa sede.
capuz non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-06-08, 11:38   #7 (permalink)
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Ci sono delle novità che segnalo qualora dovessero servire in futuro ad altri:

Sono stato insieme alla persona interessata presso una fiduciaria in swiss e hanno consigliato la costituzione di una società in lussemburgo che a sua volta deve comprare l'intero pacchetto azionario, in questo modo grazie alla legge madre-figlia (il numero non lo ricordo) si ottiene la totale esenzione dalla tassazione dei dividendi distribuiti dalla società italiana.
Ovviamente i dividendi distribuiti dalla società lussemburghese saranno tassati al 15% come da legge locale (ma questo è un'altro discorso), quindi ci tengo a sottolineare che non c'è nessuna evasione fiscale!!

Quello che vi chiedo è come si può continuare ad esercitare il diritto di voto nell'assemblea dei soci ( consiglio di amministrazione) evitando di far venire ogni volta l'amministratore della società?

Grazie
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