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Vecchio 23-02-08, 11:54   #1 (permalink)
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per fiscalisti e/o avvocati esperti

espongo il problema:
- Società in nome collettivo composta da marito e moglie che gestiscono una attività commerciale.
- Entrambi sono proprietari di un immobile.
- C'è stata una verifica dell'Agenzia delle Entrate che porterà come risultato un accertamento con una somma altissima da pagare (accertamento non ancora notificato), parte come società, iva ed irap e parte, la più grossa, come irpef sui soci persone fisiche e che sicuramente non riusciranno a pagare.
- Hanno un unico figlio, maggiorenne.
- Per evitare di farsi portar via la casa avrebbero pensato:
1) di donare il 100% delle quote della società al figlio
2) di donare la casa al figlio

E' corretta la procedura?
Saranno al riparo dalle pretese del fisco, oppure potranno essere "revocate" le donazioni?
Che rischi corre il figlio?
Infine:
Esiste una procedura migliore, per salvaguardare almeno gli immobili?

Ringrazio chi si vorrà cimentare.
NonSoloGain non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-02-08, 13:32   #2 (permalink)
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L'avatar di Gus Goose
 
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Ciao,non mi sembra affatto una buona soluzione.
La donazione è certamente suscettibile di revocazione,posto che,essendo già stata effettuata la verifica,ci vuole poco a dimostrare la dolosa preordinazione dell'atto da parte dei genitori.
Né si potrebbe asserire l'estraneità del figlio a questo progetto,in considerazione del rapporto parentale e dell'entità della donazione.
In genere,proprio per ovviare a questo tipo di conseguenze,si costituisce un fondo patrimoniale in cui viene conferita l'abitazione familiare,non aggredibile da parte dei creditori.
Ma lo si fa prima.Ovvio che farlo adesso significa sì allungare i tempi dell'esecuzione da parte del creditore (che prima dovrebbe ottenere la revocazione dell'atto donativo o costitutivo del fondo),ma certamente sul lungo periodo non sortirebbe l'effetto sperato.
In queste condizioni patrimoniali,qualsiasi atto che pregiudichi la solvibilità dei debitori è suscettibile di revocatoria.
E,se proprio sono intenzionati a farlo,sicuramente è meglio disporre l'atto in favore di un terzo - teoricamente estraneo - piuttosto che in favore del familiare,sul quale aleggia il chiaro sospetto di complicità.

Quanto all'accertamento,ti ricordo che,trattandosi di snc,i soci rispondono personalmente ed illimitatamente per le obbligazioni societarie.
Non è,quindi,una buona idea far entrare il figlio in una società al collasso,e presumibilmente in odore di fallimento.
Senza contare che,spostare i beni dai genitori al figlio e far entrare quest'ultimo in società non sposta di una virgola il rischio di esecuzione immobiliare.

Al momento,non mi vengono in mente soluzioni efficaci e durature per proteggere il patrimonio (quello intestato ovviamente).
Ci penso.
Ciao,Gus
Gus Goose non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-02-08, 15:26   #3 (permalink)
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espongo il problema:
- Società in nome collettivo composta da marito e moglie che gestiscono una attività commerciale.
- Entrambi sono proprietari di un immobile.
- C'è stata una verifica dell'Agenzia delle Entrate che porterà come risultato un accertamento con una somma altissima da pagare (accertamento non ancora notificato), parte come società, iva ed irap e parte, la più grossa, come irpef sui soci persone fisiche e che sicuramente non riusciranno a pagare.
- Hanno un unico figlio, maggiorenne.
- Per evitare di farsi portar via la casa avrebbero pensato:
1) di donare il 100% delle quote della società al figlio
2) di donare la casa al figlio

E' corretta la procedura?
Saranno al riparo dalle pretese del fisco, oppure potranno essere "revocate" le donazioni?
Che rischi corre il figlio?
Infine:
Esiste una procedura migliore, per salvaguardare almeno gli immobili?

Ringrazio chi si vorrà cimentare.
Egregio NonSoloGain,

pur non essendo nè avvocato, nè particolarmente esperto in materia fiscale, così, a occhio, ho la vaga sensazione che "il problema" dei due coniugi da Lei descritto sia sostanzialmente irrisolvibile.

Qualora questi due coniugi finiscano per perdere la casa, suggerisco una bella roulotte come nuovo luogo di residenza, tanto adesso le fanno tutte climatizzate.

Distinti saluti,

Rocky
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Vecchio 23-02-08, 17:15   #4 (permalink)
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Egregio NonSoloGain,

pur non essendo nè avvocato, nè particolarmente esperto in materia fiscale, così, a occhio, ho la vaga sensazione che "il problema" dei due coniugi da Lei descritto sia sostanzialmente irrisolvibile.

Qualora questi due coniugi finiscano per perdere la casa, suggerisco una bella roulotte come nuovo luogo di residenza, tanto adesso le fanno tutte climatizzate.

Distinti saluti,

Rocky
Egregio Signor (si attribuisca il titolo più spregevole che esista)
fare dell'ironia su un caso così grave come quello prospettato mi pare proprio fuori luogo.
Le auguro, di cuore, che Le possa capitare quanto bi brutto può capitare nella vita, compresa una bella malattia.
Ossequi.
NonSoloGain non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-02-08, 17:34   #5 (permalink)
@@@@@@@@@@@@@@
 
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- Hanno un unico figlio, maggiorenne.
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2) di donare la casa al figlio

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Saranno al riparo dalle pretese del fisco, oppure potranno essere "revocate" le donazioni?
Che rischi corre il figlio?
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Esiste una procedura migliore, per salvaguardare almeno gli immobili?

Ringrazio chi si vorrà cimentare.
bel problema
concordo con Gus e come lui ci penso
Saluti.
ilgattoelavolpe non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-02-08, 17:41   #6 (permalink)
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L'avatar di Sandro56
 
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Egregio Signor (si attribuisca il titolo più spregevole che esista)
fare dell'ironia su un caso così grave come quello prospettato mi pare proprio fuori luogo.
Le auguro, di cuore, che Le possa capitare quanto bi brutto può capitare nella vita, compresa una bella malattia.
Ossequi.
Ti chiedo scusa se me lo permetto ma devo farti notare trovo molto difficile capire come si possa augurare del male ad una persona.
Ad una ironia da due soldi e completamente fuori luogo hai risposto sbagliando di brutto.
Ora capisco lo stato d'animo e posso anche capire la disperazione comunque !!!!

Torniamo invece a bomba.
Io non sono un esperto ma ho vissuto attraverso mia madre e mio padre una faccenda simile.
La prima cosa da fare è rivolgersi ad un fiscalista con i contro....zzi, che magari può ridurre drasticamente il valore dell'accertamento vedi Rossi che da 115 è sceso a 25.
Circa gli immobili fatti consigliare dall'esperto ma la vedo molto dura.
Attenzione anche al resto, ricorda che adesso GdF ed AdE sono in grado di rintracciare tutti i conti correnti, depositi ed altro che siano detenuti in Italia. Per cui devono fare attenzione anche a quelli, per svuotarli infatti ci vuole tempo, grazia e mani di fata.

Comunque fatevi consigliare da qualcuno veramente esperto che magari riesce a trasformare il disastro annunciato in un guaio gestibile.

Ciao ed auguri.
Sandro56 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-02-08, 17:46   #7 (permalink)
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fare dell'ironia su un caso così grave come quello prospettato mi pare proprio fuori luogo.
Le auguro, di cuore, che Le possa capitare quanto bi brutto può capitare nella vita, compresa una bella malattia.
Ossequi.
Le restituisco volentieri gli auguri, troppo gentili per me.


Qualora i due coniugi di cui lei parla ne avessero bisogno, ecco una lista di siti con rivendite di camper e roulotte di seconda mano:
http://www.google.it/search?hl=en&q=...e+Search&meta=



Distinti saluti,

Rocky
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Vecchio 23-02-08, 20:20   #8 (permalink)
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Originalmente inviato da Rocky Visualizza messaggio
Le restituisco volentieri gli auguri, troppo gentili per me.


Qualora i due coniugi di cui lei parla ne avessero bisogno, ecco una lista di siti con rivendite di camper e roulotte di seconda mano:
http://www.google.it/search?hl=en&q=...e+Search&meta=



Distinti saluti,

Rocky
senza parole! Penso dovresti farti curare!
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Vecchio 24-02-08, 09:22   #9 (permalink)
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L'avatar di mauro1969
 
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- Entrambi sono proprietari di un immobile.
- C'è stata una verifica dell'Agenzia delle Entrate che porterà come risultato un accertamento con una somma altissima da pagare (accertamento non ancora notificato), parte come società, iva ed irap e parte, la più grossa, come irpef sui soci persone fisiche e che sicuramente non riusciranno a pagare.
- Hanno un unico figlio, maggiorenne.
- Per evitare di farsi portar via la casa avrebbero pensato:
1) di donare il 100% delle quote della società al figlio
2) di donare la casa al figlio

E' corretta la procedura?
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Che rischi corre il figlio?
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Esiste una procedura migliore, per salvaguardare almeno gli immobili?

Ringrazio chi si vorrà cimentare.
Problema irrisolvibile.

Se non hanno grossi fidi, perché non ipotecano la casa, così alla fine della trafila di accertamento e ricorso alla commissione tributaria ,(che penso faranno comunque anche a soli fini dilatori, a questo punto), Equitalia che riscuoterà per le Entrate si trova l'immobile ipotecato e non becca un soldo; li becca la banca, che nel frattempo li ha finanziati.
Con il finanziamento da ipoteca si trovano altra casa e la intestano al figlio, e tanti saluti.

Sarebbe bello,ma se é gente con problemi economici sarà dura avere un'ipoteca immagino.E sia chiaro che dopo non lavoreranno più con le banche, perché dopo ipoteca e pignoramento segnano il loro nome a caratteri cubitali nei loro DB.
mauro1969 è  collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-02-08, 10:33   #10 (permalink)
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Non occorrono avvocati o fiscalisti navigati per un caso semplice come questo;
Premesso l'evidente errore di avere costituito una socità a nome collettivo e non una srl (che di sicuro costa un pò di piu' ma almeno salva i capitali personali dal fallimento) è
completamente folle l'idea di regalare al casa al figlio per l'ovvia possibilità della revoca visto il tentativo subdolo di sottrarla all'azione dei creditori;folle ogni tentativo di coinvolgere il figlio nell'attività che stà andando in malora.
Qui bisogna agire d'astuzia, sperando in un po' di fortuna e confidando soprattutto nei tempi lunghissimi della giustizia italiana. Vediamo il da farsi
1) farsi fare da tecnico abilitato (meglio un ing. civile) perizia scritta del valore dell'immobile sia da libero che da occupato. Costa intorno ai 250 euro
2) contattare il proprio commercialista per capire i tempi del ricorso, che conviene fare sempre, in commissione tributaria per allungare i tempi degli eventuali pignoramenti o sequestri, proponendo al creditori riborsi rateatizzati. Tutti sanno che con il fallimento non si recupera poco o nulla. Saranno pagate le prime rate poi non si paga piu' nulla.
3) Aprire conto corrente senza assegno nè bancomat in Banca fuori provincia e di piccole dimensioni; ideale credito cooperativo dicendo alla banca che la posta se la tenga in filiale in quanto in caso di fallimento il curatore sequestra pure la corrispondenza.
4) Passare all'operazione spoglio dei beni; se l'unico bene importante è la casa bisogna trovare una persona di estrema fiducia, ripeto estrema fiducia tipo fratello, cognato (amico carissimo sarebbe l'ideale) che la comperi con operazione regolare lasciando l'sufrutto agli occupati;il figlio maggiorente in quanto estraneo alla società è la persona piu' utile nell'usufrutto. Bisogna che i creditori non siano in grado di dimostrare l'operazione accordata. Pertanto: a si fa il preliminare scrivendo il valore della perizia da casa occupata (di solito una casa occupata vale il 30% in meno); si va all'atto con soldi veri ossia l'acquirente versa assegno circolare non trasferibile intestato a i venditori per l'intera somma; gli stessi lo versano nel proprio conto corrente (verificando con la banca che nel frattempo lo abbia posto sotto sequestro) appena aperto.
Si allega all'atto di vendita perizia, assegno circolare, estratto conto con relativo addebito e accredito. Certo che se l'acquirente fosse una società immobiliare che poi gira l'operazione ad un terzo (privato) sarebbe ancora meglio. L'acquirente è salvo in quanto ha comperato da privato un bene a prezzo di mercato dimostrandone l'avvenuta transazione di denaro. Il venditore ovviamente va in banca e preleva tutto imboscandoli in banconote da 500 euto in soffitta della nonna oppure apre conto corrente in Austria portandoli 25.000 euro al colpo viaggiando i due; meglio passare per la Slovenia così alla frontiera se li fermano diranno che stanno andando al casinò. L'usufrutto costa in base alla vita media residua delle persone; in questo caso è meglio sentire il notaio su quali teste porlo; io penso un genitore ed il filgio. Pure l'usufrutto puo' teoricamente essere sequestato ma ha valore commerciale nullo.
5) si chiude il conto corrente appena prelevata la somma.
In pratica se con il commercialista passa del tempo (cosa importantissima) si ha il tempo per fare tutto salvando almeno la casa di residenza.
In pratica quando vi saranno i pignoramenti risulterà una familgia nullatenente
6) trasferire la residenza in monolocale arredato (solo i genitori) per far giungere le notifiche in quel luogo. Magari a 20 metri dalla reale residenza Solo il figlio rimane.
Se tramite il commercialista passa il tempo l'ideale sarebbe due anni l'operazione che già così è ok al 90% ragginge il 99%. L'usufrutto serve perchè se qualcuno,ora possessore della casa la vende è un disastro; essendo il vero proprietario puo' farlo.
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