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Vecchio 26-11-07, 12:29   #1 (permalink)
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Taravana has a reputation beyond reputeTaravana has a reputation beyond reputeTaravana has a reputation beyond reputeTaravana has a reputation beyond reputeTaravana has a reputation beyond reputeTaravana has a reputation beyond reputeTaravana has a reputation beyond reputeTaravana has a reputation beyond reputeTaravana has a reputation beyond reputeTaravana has a reputation beyond reputeTaravana has a reputation beyond repute
Msg per le banche in linea- Mutui a tasso variabile

se è vero com'è vero che il rapporto rata/reddito non deve superare il 30/40%, se è vero com'è vero che un mutuo mediamente dura dai 15 ai 30 anni, com'è che si stabilisce che il rapporto (nei mutui a tasso variabile) rimanga nei parametri per tutta la durata? C'è veramente qualcosa di illegittimo oppure il parametro di riferimento serve solo all'atto della delibera affinchè sia positiva e basta?

A corollario e completezza dell'argomento trattato, ci terrei pure a precisare che sta buriana delle rate pare la solita manna per le associazioni dei consumatori. (Ah, dimenticavo, bravo Lannutti...come si sta nei verdi?). Se è vero com'è vero che oggi la differenza tra fisso e variabile non supera la mezza figura è anche vero che nel 2001/2002 il differenziale era di una figura e mezza sino a due figure (a favore del variabile). Ordunque, se è vero com'è vero che non tutti son fessi, non potevate calcolare che un mutuo dura mediamente nei termini temporali sudescritti invece di guardare il tornaconto economico. E chi parla che le banche han consigliato il variabile, perchè ci guadagnavan di più, perchè avrebbero consigliato un variabile con difefrenza col fisso fino a due punti.?

Se è vero com'è vero che qualcuno che voglia rispondere c'è, attendollo.

Ultima modifica di Taravana : 26-11-07 alle ore 12:35
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Vecchio 26-11-07, 16:38   #2 (permalink)
The Evil Banker
 
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Originalmente inviato da Taravana Visualizza messaggio
se è vero com'è vero che il rapporto rata/reddito non deve superare il 30/40%, se è vero com'è vero che un mutuo mediamente dura dai 15 ai 30 anni, com'è che si stabilisce che il rapporto (nei mutui a tasso variabile) rimanga nei parametri per tutta la durata? C'è veramente qualcosa di illegittimo oppure il parametro di riferimento serve solo all'atto della delibera affinchè sia positiva e basta?

A corollario e completezza dell'argomento trattato, ci terrei pure a precisare che sta buriana delle rate pare la solita manna per le associazioni dei consumatori. (Ah, dimenticavo, bravo Lannutti...come si sta nei verdi?). Se è vero com'è vero che oggi la differenza tra fisso e variabile non supera la mezza figura è anche vero che nel 2001/2002 il differenziale era di una figura e mezza sino a due figure (a favore del variabile). Ordunque, se è vero com'è vero che non tutti son fessi, non potevate calcolare che un mutuo dura mediamente nei termini temporali sudescritti invece di guardare il tornaconto economico. E chi parla che le banche han consigliato il variabile, perchè ci guadagnavan di più, perchè avrebbero consigliato un variabile con difefrenza col fisso fino a due punti.?

Se è vero com'è vero che qualcuno che voglia rispondere c'è, attendollo.
- Mai sentito di una banca che fa un mutuo con la rata al 40% del reddito.
Le banche serie si fermano al 25%, in rare eccezioni si spingono al 30% (titoli posseduti presso la filiale, altre importanti proprieta' immobiliari del richiedente,ecc.)
- Se e' vero che la rata variabile in un lasso cosi' lungo di tempo puo' salire, e' altrettanto vero che i redditi, per esempio di un dipendente, sono certamente saliti nello stesso periodo di tempo.
- La pistola alla tempia non l'ha puntata nessuno, chiaro che se uno deve fare il mutuo e vede che per il tasso variabile pagava molto meno, ha scelto quello, con o senza consigli della banca; in ogni caso le palle di cristallo non le hanno ancora distribuite, ne' in banca ne' ai risparmiatori.
Mi sento di condannare solo le banche fisiche (poche), le banche online e le finanziarie (molte) che finanziavano il 100% o facevano un rapporto rata/reddito superiore al 25%.
brushless non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 27-11-07, 11:01   #3 (permalink)
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[QUOTE=brushless;15382962Le banche serie si fermano al 25%, in rare eccezioni si spingono al 30% (titoli posseduti presso la filiale, altre importanti proprieta' immobiliari del richiedente,ecc.)
QUOTE]


la prassi (nn scritta) dice che la rata nn deve superare 1/3 dello stipendio
raga non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 27-11-07, 11:03   #4 (permalink)
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[QUOTE=brushless;15382962- Se e' vero che la rata variabile in un lasso cosi' lungo di tempo puo' salire, e' altrettanto vero che i redditi, per esempio di un dipendente, sono certamente saliti nello stesso periodo di tempo.
.[/QUOTE]

beh,la rata di un mutuo superiore a 20 anni a tasso variabile sottoscritto circa 2/3 anni fa è aumentata di parecchio.e in questi 2/3 anni gli stipendi nn sono certo saliti di pari passo(in molti casi sono gli stessi)

Ultima modifica di raga : 27-11-07 alle ore 11:08
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Vecchio 27-11-07, 11:19   #5 (permalink)
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il rapporto "aureo" dovrebbe essere 1/3.
in tv dicono meno,
in banca fanno di più..
chiaro che con il tasso fisso,molti mutui non sarebbero stati concessi nel 2002-2005,
è soprattutto questo il motivo del consiglio sul tv.
oltre al fatto che la differenza rata era davvero tanta..
poi di poesia se ne può far tanta,ma i 2 motivi base erano questi.
saluti,
r borgini
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Vecchio 27-11-07, 11:43   #6 (permalink)
il tassator cortese
 
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A corollario e completezza dell'argomento trattato, ci terrei pure a precisare che sta buriana delle rate pare la solita manna per le associazioni dei consumatori. (Ah, dimenticavo, bravo Lannutti...come si sta nei verdi?). Se è vero com'è vero che oggi la differenza tra fisso e variabile non supera la mezza figura è anche vero che nel 2001/2002 il differenziale era di una figura e mezza sino a due figure (a favore del variabile). Ordunque, se è vero com'è vero che non tutti son fessi, non potevate calcolare che un mutuo dura mediamente nei termini temporali sudescritti invece di guardare il tornaconto economico. E chi parla che le banche han consigliato il variabile, perchè ci guadagnavan di più, perchè avrebbero consigliato un variabile con difefrenza col fisso fino a due punti.?

Se è vero com'è vero che qualcuno che voglia rispondere c'è, attendollo.
Due considerazioni.
1 - Non bisogna trascurare l'effetto dell' inflazione sul rapporto rata/stipendio che man mano che passa il tempo si fa sentire sempre di più rendendo la rata più leggera.
2 - E' vero alcuni anni fa c'erano due punti di differenza tra il variabile e il fisso e talvolta anche di più. Io stesso avrei scelto il variabile e, magari, il variabile a rata fissa.
In questo campo le associazioni dei consumatori stanno dicendo cose in parte fuorvianti.
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