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Data registrazione: May 2005
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Risparmio e tutela consumatori
"Venerdì 31 Agosto 2007
ROMA Più tutela per chi investe, e per i risparmiatori innanzitutto, grazie a una maggiore trasparenza dei mercati finanziari.Dovrebeb essere il risultato dell’avvenuto via libera, ratificato ieri dal consiglio dei ministri, al decreto attuativo della direttiva di settore “Mifid” emanata dalla Ue. Molte le novità nel lavoro coordinato dal viceministro dell’Economia Roberto Pinza, a cominciare da quelle riguardanti il nodo della vigilanza. Su questo fronte il decreto, che amplia gli obiettivi dell’attività, definisce nuovi principi nella regolamentazione e nuove modalità per la collaborazione tra le Autorità preposte appunto alla vigilanza, per le quali prevede l’approdo ad un protocollo di intesa per il coordinamento dei compiti di vigilanza. Questo anche per ridurre il rischio di sovrapposizione di competenze. Il modello scelto è comunque quello “funzionale”, basato sul controllo della stabilità affidato a Bankitalia e quello della trasparenza e correttezza dei comportamenti demandato a Consob. Sempre in tema di vigilanza viene introdotto il “regolamento unitario” per le due autorità Altro punto forte, è la nuova discilplina riguardante gli intermediari e i mercati finanziari. Per gli intermediari viene introdotto un nuovo servizio (con relativi obblighi), cioè quello di consulenza, e si ridisegna la tutela dell'investitore. fondata più su strumenti ispettivi e informativi, che su pesanti articolazioni regolamentari. Il consulente sarà, a questo proposito, obbligato ad acquisire tutte le informazioni necessarie a valutare l'adeguatezza delle raccomandazioni prestate al cliente.Sempre in tema di consulenza, viene istituito l'albo professionale realtivo, che sarà tenuto da un organismo di natura associativa cui sarà affidato anche il compito di vigilanza sui consulenti stessi. La clientela viene tripartità in: controparti qualificate, clienti professionali e clienti al dettaglio, e vengono contemporaneamente fissati paletti per evitare conflitti di interesse per gli intermediari. Ridefinito anche il concetto di «esecuzione dell'ordine alle migliori condizioni». Per i mercati viene invece abolito l'obbligo di concentrazione nei mercati regolamentati (così da favorire la concorrenza tra le sedi di negoziazione e quindi favorire la riduzione dei costi) e previste nuove sedi di negoziazione che si affiancheranno ai mercati regolamentati. Per il mercato di derivati sull’energia vengono infine introdotte competenze di vigilanza dell'Autorità per l'energia in coordinamento con la Consob. R.e.f." Fonte : Ansa |
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Data registrazione: Jan 2006
Messaggi: 3,052
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il primo, che altro non significa che chiudere la stalla con i buoi già scappati (leggi le leggerezze degli istituti nei vari casi di default degli ultimi anni), ed il secondo mi pare a prima vista un grosso rischio alla stessa trasparenza ed uno strumento che solo ipoteticamente potrà abbassare i costi. Chi controlla i mercati non regolamentati che nasceranno e chi li tiene monitorati? questa "deregulation", passo indietro rispetto alla concentrazione, mi pare un grosso rischio. |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: May 2005
Messaggi: 28,161
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Ciao, Mauro1969
Avrei anch'io alcune osservazioni da fare......la prima tra tutte : a cosa serve un albo di consulenti se c'è quello dei promotori finanziari? Noto poi in materia di albi professionali una sorta di "schizofrenia" legiferativa......ci sono categorie totalmente sprovviste che ne avrebbero necessità ed altre categorie che spingono per l'istituzione ma sono poi dei duplicati.....sarebbe veramente questa una forma di tutela?
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#4 (permalink) | |
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Data registrazione: Jul 2007
Messaggi: 467
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Il consulente, invece, non ha nessun mandato, non riceve retrocessioni di commissioni da nessuna società mandante (Sim, Assicurazione, Banca), non riceve dal cliente mezzi di pagamento ed è remunerato direttamente a mezzo parcella dal cliente cui presta il servizio. Esattamente come avviene per qualsiasi altro libero professionista. Credo che l'esigenza della costituzione di un Albo (che poi, come per i promotori, sarà tenuto da Consob) risieda principalmente nel fatto che oggi, in base ad una direttiva Cee (non mi ricordo qual'è, nè di che anno, ma se vuoi posso essere più preciso) chiunque può prestare servizio di consulenza (escluso i pf) in materia di investimenti. Se, per assurdo, il tuo macellaio di fiducia volesse aprire, come attività collaterale (ma anche principale), uno studio di consulenza finanziaria, lo potrebbe fare. Ecco che allora con la Mifid si è cercato di mettere ordine anche a questo specifico settore ed ecco la necessità di un Albo con relativo esame di ammissione, requisiti di legge (onorabilità ecc...) ed una R.C. professionale (i pf non hanno questo obbligo). Spero di essere stato sufficientemente chiaro. In ogni caso, son qui. |
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: May 2005
Messaggi: 28,161
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Posso confessarti una cosa? Però non è una provocazione, è una mia riflessione......vero che il promotore finanziario è legato da un mandato o un rapporto dipendente, quindi in qualche modo è in conflitto d'interesse con il cliente......ma dubito che possa esistere la consulenza finanziaria indipendente.
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Jul 2007
Messaggi: 467
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Senti, adesso è tardi e vado a nanna, ma vorrei che questo dubbio lo esplicitassi meglio. Io Ti dico che la consulenza indipendente si può fare. Buonanotte, a domani. P.s. il pf non è "in qualche modo" in conflitto di interessi, lo è totalmente |
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: May 2005
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#9 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2006
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La consulenza indipendente, se si diffondesse come nuova professione, sarebbe oro.
La "indipendenza" effettiva, peraltro, é una caratteristica che sarebbe sempre estremamente difficile da verificare, rimessa alla professionalità del consulente. |
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#10 (permalink) | |
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Data registrazione: Jul 2007
Messaggi: 467
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No, la verifica tutto sommato, potrebbe essere abbastanza semplice: nessun legame con nessuna istituzione finanziaria (banca, sim ecc..). E' nata un'associazione (la NAFOP) che potrebbe essere l'embrione del nuovo Albo ed ha regole ben precise in tal senso. Se tali regole venissero, per così dire, trasferite all' Albo, sarebbe ok! Tu consulente ti metti in "pastetta" con una banca od un assicurazione? Ok, fuori dall'Albo! Mi rendo conto che fra il dire ed il fare..... ma tieni presente che la maggior parte degli attuali indipendenti "escono" (come me) da esperienze di reti di pf o da banche e Ti garantisco (parlo per me, ma ho visto che tanti colleghi sono sulla stessa lunghezza d'onda) che, se uno ha un minimo di coscienza e di rispetto per sè e per i suoi clienti, non torna indietro. Sono ambienti che fanno letteralmente venire la nausea o ti portano sull'orlo dell'esaurimento nervoso. Ho una cliente psicologa (analista) che mi ha confessato che l'80% dei suoi pazienti sono bancari che non sanno più come fare a tirare avanti schiacciati come sono dalle pressioni che ricevono dalle direzioni. Certo che, come in tutti i settori, il rapporto fiduciario cliente-consulente è fondamentale, sempre. Spero di essermi spiegato con chiarezza e di aver contribuito a toglierTi qualche dubbio. Ciao P.s. www.nafop.org |
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