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Data registrazione: Jun 2007
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ERRORE DI FINECO nella tassazione di ETF non armonizzato (QQQQ)
ERRORE DI FINECO nella tassazione di ETF non armonizzato
Retrodatazione della ritenuta d'acconto anni 2005/2006. Cerchiamo clienti di FinecoBank che siano incorsi nella stessa disavventura. Un cliente di FinecoBank, in qualità di titolare di un conto multicurrency in regime fiscale amministrato, nel corso del 2005 e primi mesi 2006, ha movimentato un ETF dal nome QQQQ, fondo di diritto estero NON armonizzato. Sulle plusvalenze la banca ha addebitato il Capital Gain sin dall’introduzione sul mercato di tali fondi. Per questa ragione il cliente e, possiamo presumere, anche tutti gli altri clienti della banca, hanno operato tenendo conto di tale fiscalità. A metà giugno 2006 la banca addebita cosiddette ‘ritenute per ETF non armonizzato’, relative all’operatività svolta tra il gennaio e l’aprile 2006. Attraverso alcuni contatti telefonici veniamo a sapere che la banca è stata in grado di effettuare nella primavera 2006 la procedura per assoggettare i fondi non armonizzati alla normativa in vigore e ha provveduto a calcolarla anche retroattivamente, imponendo valute retrodatate per il 2006 e al 30/06/06 per quelle relative all’intero 2005. Ciò comporta una riclassificazione dell’operatività svolta che snatura irrazionalmente l’avvenuta movimentazione del fondo – con ripercussioni sulla reale consistenza del reddito – posta in essere coerentemente alla normativa fiscale applicata in precedenza. L'applicazione retroattiva della normativa fiscale causa un ingiusto danno ai clienti che hanno agito tenendo conto della fiscalità effettivamente pubblicizzata e applicata illo tempore dalla banca e che hanno dovuto poi dichiarare tali redditi (anche se non percepiti come è capitato a chi operava intraday e pensava di poter scalare le minusvalenze credendosi in regime di capital gain), nella dichiarazione, assoggettandoli all'aliquota marginale. L'assunzione di responsabilità della banca si è limitata al rimborso gli oneri per il ritardato pagamento. L'ombudsman interpellato ha dato ragione al cliente, ma ha condannato la banca soltanto a un misero 8% di rimborso del danno. Per contatti inviare un e-mail a odeberna@bigfoot.com Ultima modifica di odeberna : 08-11-07 alle ore 08:46 |
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