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#1 (permalink) |
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Inter arma caritas
Data registrazione: Jul 2006
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SUPER INPS : conviene portare "marche" INPS all' INPDAP
Vorrei sottoporre agli attenti amici del Forum un quesito che mi assillà da un pò di tempo.
Io sono attualmente dipendente di una Pubblica Amministrazione e quindi iscritto all' ente previdenzialem INPDAP. Ho altresì 10 anni di contributi INPS versati da dipendente di un' Azienda privata. In previsione del fatto che il Governo ( e Berlusconi aveva già parlato di Privatizzazione dell' INAIL ) vuole creare una SUPER INPS dall' acorpamento di INPS ed INPDAP, vi chiedo coretesemente se ritenete valido e conveniente il portare le "marche" INPS in INPDAP, con relativo esborso economico che devo affrontare per fare ciò. GRAZIE !!! |
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#2 (permalink) |
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Inter arma caritas
Data registrazione: Jul 2006
Messaggi: 6,677
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Ricevo e pubblico.
Dipende: se andrai in pensione restando nel pubblico ti conveniva chiedere subito il passaggio dei contributi versati e pagavi in relazione allo stipendio della data della richiesta. ( e quindi fallo subito )
Se invece pensi di ritornare nel privato e restarci fino alla fine - appena assunto nel privato dovrai fare richiesta per portare i tuoi contributi all'Inps. In ogni caso prima che andrai-andremo in pensione cambieranno molte altre volte le regole del gioco e forse ci conviene fare come ci stanno costringendo: metterci via i soldi da soli !!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ciao |
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#3 (permalink) | |
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Inter arma caritas
Data registrazione: Jul 2006
Messaggi: 6,677
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Morando: «Prima il Super Inps, poi la fusione con l'Inail»
Citazione:
Morando: «Prima il Super Inps, poi la fusione con l'Inail»Il coordinatore del governo ombra del Pd spiega le priorità della riforma degli enti previdenziali. Sui risparmi: «Così più risorse per il welfare» Roma, 19 giugno 2008. «Se il governo ha pronto un piano completo di fusione immediata di tutti gli enti sia previdenziali che assicurativi, Inps, Inpdap e Inail compresa, ben venga. Ne sarei felicissimo. Ma io credo che il nostro obiettivo condiviso da perseguire con tenacia nell'immediato, sia unificare intanto il sistema previdenziale, per poi passare alla fase successiva che è accorpare i due poli». Il senatore del Partito democratico, coordinatore del governo ombra, Enrico Morando spiega a SherpaTv quali sono le priorità per una riforma del sistema previdenziale che vada nella direzione di razionalizzare gli istituti del settore. Il governo di Romano Prodi ha cominciato a discutere di riordino degli enti pubblici di previdenza, ma la fine anticipata della legisltura, ha portato l'allora ministro del Welfare, Cesare Damiano a limitarsi all'individuazione delle linee guida sulla base delle quali poi il nuovo governo potrà muoversi. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi ha già annunciato di voler riorganizzare gli enti attraverso la ripartizione in due poli. Ma attenzione a parlare di eredità lasciata all'esecutivo Berlusconi: «Non si tratta di questo - dice Morando - si tratta di attuare ciò che è risultato condiviso dalle parti sociali» e che rientra in un accordo sottoscritto lo scorso luglio con il Protocollo sul Welfare. Eppure, ci sono forze politiche e non che ancora «resistono all'unificazione - denuncia Morando - e parlano di parziale accorpamento e non di fusione, per mantenere in sostanza due enti previdenziali separati». Insomma, c'è una «battaglia politica ancora da sviluppare» e il senatore del Pd si augura che in questo «ci sia il consenso di maggioranza e opposizione». Una volta realizzata la «fusione» tra enti previdenziali (il cosiddetto «super Inps») si potrà parlare di unificazione dei due poli, compreso quello assicurativo, secondo il senatore. «La necessità al momento è - spiega - evitare che ci siano disparità nel calcolo delle pensioni e sotto il profilo dei contributi tra enti della stessa natura. Abbiamo una moltiplicazione di costi che non è giustificata in nessun modo. Soprattutto se si pensa che da tredici anni si è avviata già l'unificazione tra sistema pubblico e privato». Per quanto riguarda i risparmi, Morando parla di «significative riduzioni dei costi; dal numero dei dirigenti ai componenti dei consigli di amministrazione fino alla razionalizzazione dei ruoli». Ma non solo: i vantaggi ai contribuenti «nascono anche dal fatto che mentre si realizzano questi risparmi, si rende più efficiente l'attività degli istituti stessi. Ad esempio - cita - pensiamo ai tempi lunghi che impiega l'Inpdap rispetto all'Inps nel calcolo della pensione, partendo da quella provvisoria per poi arrivare dopo anni alla liquidazione definitiva. Accorpando le funzioni dei due enti si avrebbe anche un risparmio di tempo». Altro vantaggio per il contribuente, è il cumulo di risorse che «si liberano dalla razionalizzazione degli enti, da impiegare poi in altri interventi: dalla rimodulazione dello scalone, alla lotta alla disoccupazione. Ci sono molti oneri da sostenere - dice Morando - se risparmiano su questo abbiamo più risorse per lo stato sociale». Nel caso, in particolare, della doppia contribuzione per determinate categorie, vanno cercate «soluzioni condivise, così come per tutto ciò che ancora permane in duplicità o disparità di prestazioni. Bisogna cambiare il sistema e renderlo più coerente». Per fare questo, l'Italia non ha bisogno di ispirarsi a nessun modello straniero: «In termini di sistema previdenziale, ci copiano - dice il senatore - . La Svezia, ad esempio, ha adottato il nostro sistema riformato con la legge Dini nel 1995 e corretto dal 1996 in poi». Quello che Morando invidia agli svedesi, però, è la «tempestività con cui ogni anno aggiornano la situazione previdenziale di ciascun contribuente. Mi accontenterei - conclude - che in Italia, una volta completata l'unificazione di Inps e Inpdap, fossimo in grado di tenere aggiornato il quadro dei contribuenti e pensionati almeno ogni cinque anni». |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Aug 2002
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A prescindere dal fatto che di SuperInps se ne parla da molto tempo e la cosa non è mai andata in porto e difficilmente ci andrà con questo governo, la ricongiunzione contributiva è fattibile in qualsiasi momento e gratuitamente per i lavoratori dipendenti. Se sei assicurato presso l'INPDAP e prevedi di rimanerci, puoi chiedere la ricongiunzione anche domani mattina, anche solo per poter disporre di un unico conto contributivo ed evitare di dover ricongiungere i periodi assicurativi all'ultimo momento prima di andare in pensione
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