Se uno figlio di una donna sposata e, all' insaputa del marito di lei, di un altro uomo sposato con un' altra donna e con figli, scopre di essere figlio naturale di questi, avrà diritto ad ereditare da entrambi i padri, quello biologico e quello ufficiale, con il progetto di legge recente?
Con l' equiparazione di "b*st*rdi" e figli legittimi non c' è il rischio che ci siano conseguenze ingiuste?
Infatti se uno che già eredita dal padre che lo ha allevato credendo che fosse suo figlio unico, scopre di essere figlio naturale di un altro uomo potrebbe ottenere un terzo dell' eredità di un altro uomo che ha 2 figli legittimi oltre a impossessarsi di tutta l' eredità del padre "putativo".
Se per secoli c' è stata una netta distinzione c' erano anche motivi validi.
Se per millenni le varie civiltà hanno distinto chiaramente i diritti di figli legittimi e naturali, è assurdo che adesso alcuni politicanti straparlino di scelte di civiltà nel loro volerli equiparare.
Il figlio naturale potrebbe essere un figlio imprevisto voluto solo dalla donna che potrebbe anche essersi compartata in modo ingannevole.
L' esistenza di un figlio naturale che vanta gli stessi diritti ereditari del figlio legittimo su un castello, ma non essendo stato educato dal nobile proprietario non sente alcun orgoglio dinastico potrebbe portare alla perdita per una famiglia di un antico maniero che ad essa era tradizionalmente appartenuto.
Le donne subito dopo il parto hanno il diritto di non riconoscere i figli, ma in tal caso ci sarebbe un' eccezione nell' equiparazione di figli naturali e legittimi?
Se una donna costringesse qualcuno a metterla incinta con la minaccia di un' arma, costui sarebbe costretto a riconoscere il figlio, o meglio sarebbe giusto che tale figlio avesse gli stessi diritti ereditari dei figli legittimi dell' uomo?
Se i figli naturali venissero equiparati ai figli legittimi, per equità chi scoprisse che un figlio che ha allevato come suo è in realtà biologicamente figlio di qualcun altro, dovrebbe avere diritto a trattarlo da ogni punto di vista come un estraneo. Coloro che non sono geneticamente figli dei cosiddetti genitori non dovrebbero avere diritto alla legittima, a una quota minima dell' eredità. Bisognerebbe cioè dare una certa coerenza al prevalere di fattori genetici.