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adesso BASTA
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Gennarino Fan's Club
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Dopo sei mesi il c/c è chiuso per sempre
di Redazione del 15-08-2006 da Finanza&Mercati del 15-08-2006 [Nr. 159 pagina 6] Stop della Cassazione alle banche: scaduti i termini non sarà più possibile rifarsi sui clienti I giudici di Piazza Cavour, colmando di fatto un vuoto legislativo, hanno fissato il termine entro il quale un’azienda di credito può contestare gli estratti conto dei clienti che hanno chiuso i rapporti. La Cassazione ha stabilito che, per rifarsi di eventuali debiti di ex-clienti, le banche hanno al massimo sei mesi. La sentenza dei giudici di legittimità, in pratica, pone fine a una interpretazione del codice civile (art. 1832) che finora, non prevedendo termini specifici, pendeva un po’ troppo dalla parte degli istituti. A danno della tutela dei clienti e con buona pace della certezza dei dati contabili. D’ora in poi, superati 180 giorni dalla chiusura di un rapporto gli estratti conto diventano sostanzialmente definitivi e non più impugnabili. Del resto, ha osservato la Corte, il documento contabile «s’intende approvato dalla banca nel momento in cui viene spedito al cliente». A farne le spese, in questa occasione, è stata la Cassa di risparmio di Parma e Piacenza, che ha contestato una fattura di 45mila euro incassata da un’impresa a un anno e mezzo dalla chiusura del conto. La vertenza era partita nel 1996, quando i contabili della banca s’erano accorti che, dopo la presentazione di una ricevuta «accreditata salvo buon fine», il denaro non era poi effettivamente stato depositato sul conto dell’impresa. Ma la banca, però, secondo la Cassazione, si è mossa in ritardo. Non la pensavano allo stesso modo il tribunale di Parma e la Corte d’appello di Bologna: le pronunce dei primi due gradi di giudizio erano state favorevoli alla Cassa parmense. Poi il verdetto della Cassazione ha ribaltato le sentenze. Così come era già accaduto sull’anatocismo e, di recente, sulla commissione di massimo scoperto. |
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Finalmente!
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