Torna indietro   Forum di Finanzaonline.com > Approfondimenti di Finanza > Officine Giuridiche : Legal Financial Forum

Vai al forum
Rispondi
 
Strumenti discussione Valuta discussione Modalità visualizzazione
Vecchio 28-11-06, 21:30   #1 (permalink)
6Σ 6σ 6ς
 
L'avatar di SixSigmaBrazil
 
Data registrazione: Jul 2006
Messaggi: 34,836
Popolarità: 42949678
SixSigmaBrazil has a reputation beyond reputeSixSigmaBrazil has a reputation beyond reputeSixSigmaBrazil has a reputation beyond reputeSixSigmaBrazil has a reputation beyond reputeSixSigmaBrazil has a reputation beyond reputeSixSigmaBrazil has a reputation beyond reputeSixSigmaBrazil has a reputation beyond reputeSixSigmaBrazil has a reputation beyond reputeSixSigmaBrazil has a reputation beyond reputeSixSigmaBrazil has a reputation beyond reputeSixSigmaBrazil has a reputation beyond repute
Bankitalia, sì al nuovo statuto

ahi ahi ahi le banche vogliono le rivalutazioni delle quote.......

Draghi: ripensare norme trasferimento proprietà banca
ROMA
La Banca d'Italia vara il nuovo statuto all'insegna della tutela dell'autonomia e indipendenza, con il voto favorevole di tutti i partecipanti al capitale. Ma le banche azioniste, in modo unanime e condiviso, esprimono la propria insoddisfazione per la redistribuzione degli utili. A preoccupare gli istituti che detengono le quote di palazzo Koch, primo tra tutti Banca Intesa, non è l'ammontare limitato dei dividendi (fissati fino al 6% del capitale) ma il timore di una valutazione troppo bassa di Bankitalia e dei bassi indennizzi che le banche azioniste riceverebbero quando, in applicazione della legge, la proprietà dovesse essere trasferita dalle banche ad enti statali.

La legge sul risparmio prevede che, nell'arco di un triennio, il capitale di palazzo Koch venga trasferito dalle banche a Stato e altri enti pubblici. Secondo le stime del Governo e del ministero dell'Economia (all'epoca della legge guidato da Giulio Tremonti) complessivamente il capitale della Banca d'Italia varrebbe circa 800 milioni. Cifra considerata molto bassa dalle banche, secondo cui le quote avrebbero un valore compreso tra i 15 e i 20 miliardi di euro.

Di qui l'invito degli 'azionistì Bankitalia al Parlamento affinchè vengano modificati due articoli dello statuto perchè, come ha spiegato il presidente di CariRavenna Antonio Patuelli, nel corso dell'assemblea, «dal momento che c'è una legge che punta all'esproprio gli articoli 39 e 40 mettono invece dei catenacci. Il timore è che si apra la strada a una valutazione troppo bassa della Banca, in luogo dell'equo indennizzo previsto dalla legge in caso di espropri».

Il governatore Mario Draghi in più occasioni ha invitato parlamento e governo a ripensare alle norme per il trasferimento della proprietà della Banca: un passaggio diretto sotto il controllo dello stato potrebbe mettere a rischio l'indipendenza dell'Istituto, così fortemente difesa anche dallo Statuto approvato oggi dall'assemblea, la prima che si riunisce in seduta straordinaria negli ultimi decenni e che ha modificato un testo risalente al 1936.

In 49 articoli (contro i 67 del testo precedente), il nuovo statuto tutela i principi di autonomia e indipendenza della Banca, nel rispetto delle trasparenza, fissa il principio di collegialità per le decisioni assunte dal direttorio (i cui membri salgono a cinque con la previsione di un terzo vice direttore generale) e amplia le competenze del Consiglio superiore attribuendogli anche le funzioni di vigilanza e controllo all'interno della Banca.

Il nuovo testo prevede il mandato a termine per tutti i membri del direttorio, governatore compreso. Una norma transitoria regola l'avvicendamento degli attuali componenti, (escluso il governatore) e la cessazione dal servizio dopo dodici anni di permanenza nell'organismo di vertice. In questo quadro, ha già lasciato il proprio incarico dopo oltre 13 anni di permanenza il direttore generale Vincenzo Desario: dal 2 ottobre gli è subentrato Fabrizio Saccomanni.

Il prossimo ad uscire dal direttorio, in quanto più anziano in servizio, sarà Pierluigi Ciocca nella primavera 2007, seguito nel 2009 da Antonio Finocchiaro. Ma non si esclude che, già prima della prossima scadenza e dopo l'entrata in vigore del nuovo statuto (che deve essere emanato con decreto presidenziale su proposta del premier sentito il Consiglio dei ministri), si proceda alla nomina del terzo vice direttore generale: in pole position, stando ai 'si dicè di palazzo Koch, l'attuale direttore centrale per la ricerca economica, Ignazio Visco.
SixSigmaBrazil non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 29-11-06, 09:37   #2 (permalink)
nell'altroquando
 
L'avatar di Matteo Dilan
 
Data registrazione: Jun 2002
Messaggi: 1,201
Popolarità: 0
Matteo Dilan has a reputation beyond reputeMatteo Dilan has a reputation beyond reputeMatteo Dilan has a reputation beyond reputeMatteo Dilan has a reputation beyond reputeMatteo Dilan has a reputation beyond reputeMatteo Dilan has a reputation beyond reputeMatteo Dilan has a reputation beyond reputeMatteo Dilan has a reputation beyond reputeMatteo Dilan has a reputation beyond reputeMatteo Dilan has a reputation beyond reputeMatteo Dilan has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da andresabrasil
ahi ahi ahi le banche vogliono le rivalutazioni delle quote.......

Draghi: ripensare norme trasferimento proprietà banca
ROMA
La Banca d'Italia vara il nuovo statuto all'insegna della tutela dell'autonomia e indipendenza, con il voto favorevole di tutti i partecipanti al capitale. Ma le banche azioniste, in modo unanime e condiviso, esprimono la propria insoddisfazione per la redistribuzione degli utili. A preoccupare gli istituti che detengono le quote di palazzo Koch, primo tra tutti Banca Intesa, non è l'ammontare limitato dei dividendi (fissati fino al 6% del capitale) ma il timore di una valutazione troppo bassa di Bankitalia e dei bassi indennizzi che le banche azioniste riceverebbero quando, in applicazione della legge, la proprietà dovesse essere trasferita dalle banche ad enti statali.

La legge sul risparmio prevede che, nell'arco di un triennio, il capitale di palazzo Koch venga trasferito dalle banche a Stato e altri enti pubblici. Secondo le stime del Governo e del ministero dell'Economia (all'epoca della legge guidato da Giulio Tremonti) complessivamente il capitale della Banca d'Italia varrebbe circa 800 milioni. Cifra considerata molto bassa dalle banche, secondo cui le quote avrebbero un valore compreso tra i 15 e i 20 miliardi di euro.

Di qui l'invito degli 'azionistì Bankitalia al Parlamento affinchè vengano modificati due articoli dello statuto perchè, come ha spiegato il presidente di CariRavenna Antonio Patuelli, nel corso dell'assemblea, «dal momento che c'è una legge che punta all'esproprio gli articoli 39 e 40 mettono invece dei catenacci. Il timore è che si apra la strada a una valutazione troppo bassa della Banca, in luogo dell'equo indennizzo previsto dalla legge in caso di espropri».

Il governatore Mario Draghi in più occasioni ha invitato parlamento e governo a ripensare alle norme per il trasferimento della proprietà della Banca: un passaggio diretto sotto il controllo dello stato potrebbe mettere a rischio l'indipendenza dell'Istituto, così fortemente difesa anche dallo Statuto approvato oggi dall'assemblea, la prima che si riunisce in seduta straordinaria negli ultimi decenni e che ha modificato un testo risalente al 1936.

In 49 articoli (contro i 67 del testo precedente), il nuovo statuto tutela i principi di autonomia e indipendenza della Banca, nel rispetto delle trasparenza, fissa il principio di collegialità per le decisioni assunte dal direttorio (i cui membri salgono a cinque con la previsione di un terzo vice direttore generale) e amplia le competenze del Consiglio superiore attribuendogli anche le funzioni di vigilanza e controllo all'interno della Banca.

Il nuovo testo prevede il mandato a termine per tutti i membri del direttorio, governatore compreso. Una norma transitoria regola l'avvicendamento degli attuali componenti, (escluso il governatore) e la cessazione dal servizio dopo dodici anni di permanenza nell'organismo di vertice. In questo quadro, ha già lasciato il proprio incarico dopo oltre 13 anni di permanenza il direttore generale Vincenzo Desario: dal 2 ottobre gli è subentrato Fabrizio Saccomanni.

Il prossimo ad uscire dal direttorio, in quanto più anziano in servizio, sarà Pierluigi Ciocca nella primavera 2007, seguito nel 2009 da Antonio Finocchiaro. Ma non si esclude che, già prima della prossima scadenza e dopo l'entrata in vigore del nuovo statuto (che deve essere emanato con decreto presidenziale su proposta del premier sentito il Consiglio dei ministri), si proceda alla nomina del terzo vice direttore generale: in pole position, stando ai 'si dicè di palazzo Koch, l'attuale direttore centrale per la ricerca economica, Ignazio Visco.
fine del mandato a vita, era ora
Matteo Dilan non  è collegato   Rispondi citando
Rispondi

Segnalibri
Annunci 4wnet

Strumenti discussione
Modalità visualizzazione Valuta questa discussione
Valuta questa discussione:

Regole messaggi
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 19:42.

Powered by vBulletin® versione 3.8.7
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.6.0

Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits
© 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer.