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#1 (permalink) |
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Legal Opinionist
Data registrazione: May 2000
Messaggi: 9,648
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La Schiavitù del Risparmio
Pare che, in alcune epoche, se non ci fosse stata gente sottomessa, non si avrebbe avuto alcun progresso; o quanto meno il progresso, sarebbe stato molto più lento.
Come avrebbero fatto gli egiziani con le Piramidi senza gli schiavi? Come avrebbero fatto i Romani con la realizzazione delle strade? La schiavitù oggi è quella dei risparmiatori, perchè senza la loro sottomissione non si conseguirebbero i capitali per le opere dei capitalisti. Ciò vale anche per le minoranze azionarie, le quali in Italia (nell'unica nazione al mondo in cui si poteva pensare una schiavitù del genere) nulla possono, neanche impugnare le delibere assembleari "da altri" approvate, se non hanno una partecipazione più che qualificata (e la norma, introdotta di recente, è una vera e propria espropriazione a carico delle minoranze). La schiavitù si combatte, secondo voi, sedendosi a tavolino e digitando on line? Proclamando lo sciopero del risparmio (quando un disinvestimento generale sarebbe un danno per i risparmiatori)? Iniziando un'azione singola contro l'intermediario? Quanti risparmiatori sono veramente liberi nel comportamento nei confronti del mondo bancario? Non sono, forse, le leggi a regolamentare in maniera approssimativa il risparmio ed a consentire margini di libertà enormi solo da un lato? Che senso ha più oggi investire in altrui imprese senza alcun potere, neanche di pensare? Che senso ha oggi rischiare il proprio capitale in attività imprenditoriali da altri gestite? Non è forse meglio goderseli i propri soldi? |
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#2 (permalink) | |
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No pain no gain
Data registrazione: Mar 2005
Messaggi: 3,517
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Sulla deriva a cui sono abbandonate le minoranze tutto condivisibile; magari investendo in alcune realtà (banche ed assicurazioni ad es.) cerchi di far rientrare dalla finestra una parte del fiume di soldi che escono dalla porta
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#5 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Nov 2003
Messaggi: 8,899
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credo che la parola fine sia già stata scritta; la ricerca del profitto come fine ultimo non è più in grado di dare risposte e si dimostra inefficace alla risoluzione dei nuovi problemi che si stanno delineando e che si possono sintetizzare in un'inica idea:maggior offerta . |
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#6 (permalink) |
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Gennarino Fan's Club
Data registrazione: Mar 2000
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LA DURA LEGGE DEL DENARO - di Massimo Fini dal Gazzettino del 23/12/03
Dopo i crack della Cirio e della Parmalat i giornali sono pieni zeppi di piagnistei, articoli dolenti e partecipati per la sorte dei poveri risparmiatori e di consigli degli esperti perché non si facciano più gabbare. Sono articoli ipocriti. Perché tutti costoro sanno che il risparmiatore è il fesso istituzionale del gran gioco del denaro, colui che è destinato a perderlo e che peraltro è indispensabile perché sulla sua dabbenaggine si regge l'intero sistema. I ricchi, gli imprenditori, i finanzieri, coloro cioè che sanno bene che cos'è il denaro e hanno capito il gioco, non risparmiano una lira, fanno debiti. Perché conoscono quella legge generale per cui, come scrive Vittorio Mathieu nella sua "Filosofia del denaro" «alla lunga i debiti non vengono pagati». Per cui è meglio avere debito che crediti. I ricchi, gli imprenditori, fanno quindi debiti. Con chi? Con i risparmiatori che gli prestano il denaro attraverso l'intermediazione delle banche. I poveri, o comunque le persone di piccolo e medio reddito, prestano quindi denaro ai ricchi perché diventino sempre più ricchi. Il povero risparmia, il ricco investe. Investe il denaro del povero cui accolla, in definitiva, il rischio dell'investimento perché se c'è un crack a menarci non è chi ha investito più denaro di tasca sua, ma il risparmiatore che è stato così fesso da prestarglielo. Il risparmio quindi non è funzionale a chi risparmia, ma a chi spende, investe denaro non suo, fa la bella vita e compra squadre di calcio. D'altro canto la persona di piccolo e medio reddito non ha scampo. Non ha denaro sufficiente per investirlo, per farlo girare vorticosamente, che è l'unico modo di usare il denaro se non si vuole perderlo (infatti poiché il denaro è una entità virtuale, basata sulla fiducia che se ne ha, bisogna ternelo in mano il meno possibile per passarlo al momento giusto, come il cerino acceso, a colui che lo perderà), né credito per farselo prestare se non a usura, ed è costretto quindi a detenerlo. Ma se lo tiene fermo lo perde per l'inflazione, se lo muove glielo mangia la speculazione. Ma la persona di piccolo e medio reddito non può neanche difendersi spendendo tutto il denaro che ha e vivendo alla giornata. È costretta al risparmio. Perché è il solo modo per garantirsi un po' di tranquillità per il futuro. Così almeno egli crede. Ma poiché i crediti "alla lunga non vengono onorati" (e il denaro è credito, è una promessa di pagamento) questo risparmio è destinato inesorabilmente ad essere sottratto, o lentamente, nel corso del tempo, in modo un po' più indolore, o nell' "espace d'un matin" come nei casi dei crack Cirio e Parmalat o del tracollo argentino. Insomma, cari lettori, una parte del vostro denaro dovete spenderla "per aiutare l'economia" (mentre, a rigor di logica, dovrebbe essere l'economia ad aiutare voi), l'altra dovete invece risparmiarla per aiutare certi tycoon a realizzare grandi affari accollandovene i rischi. Il sistema si regge su di voi. E sarebbero guai seri se un giorno improvvisamente scopriste il trucco, vi stufaste di farvi tosare come pecore belanti e di essere privati dei frutti del vostro agro sudore. Massimo Fini |
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#7 (permalink) | |
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Omni hora cvstodire.
Data registrazione: Nov 2003
Messaggi: 1,668
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Citazione:
Le piramidi non furono costruite da schiavi. Se l'impero romano avesse "inventato" i diritti umani probabilmente avrebbe avuto uno sviluppo tecnologico adeguato. Cosa mancava nel primo secolo e.v. perchè si inventasse il treno? Conoscevano il principio del motore a vapore ma lo usavano nelle terme per fare giochini e muovere palle di metallo. Tanto c'erano schiavi e popoli sottomessi. Saluti, Lightcreek. |
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