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Dati personali e cartacce (ma non solo)
Qualche tempo fa è stato fatto un analogo esperimento qui (Schio-VI, se ricordo bene) con risultati altrettanto impressionanti.
Quando la spazzatura si trasforma in oro
di Redazione del 17-10-2006
da Finanza&Mercati del 17-10-2006
[Nr. 203 pagina 21]
Lo strumento più utilizzato dai truffatori per appropriarsi dei dati sensibili altrui non è il phishing e nemmeno il pharming - ovvero i siti esca, terrore di tutti gli internauti meno esperti. L’asso nella manica dei ladri di informazioni private resta, paradossalmente, il cestino della spazzatura. Comodo, sempre a portata di mano, certamente maleodorante ma con un vantaggio non trascurabile: non richiede nessuna password. Secondo uno studio londinese sono moltissime le persone che si sbarazzano di documenti importanti senza tenere conto del loro contenuto: un vecchio estratto conto, un passaporto scaduto buttati inavvertitamente possono infatti trasformarsi in armi preziose per il malintenzionato. Analizzando i rifiuti di 120 abitazioni, gli studiosi hanno riscontrato che nella metà dei casi presi in esame era possibile ricostruire l’identità del proprietario dalla sua spazzatura. Secondo il governo britannico, l’anno scorso il furto di dati sensibili è costato al Regno Unito 1,7 miliardi di sterline. Dai 20mila casi del 1999 si è passati ai 137mila del 2000. Per mettere un freno a questa fuga di notizie gli organi di polizia di Sua Maestà, insieme ad alcune associazioni dei consumatori, hanno avviato una campagna di sensibilizzazione, la National Identity Fraud Prevention Week, per insegnare alla popolazione alcune dritte su come raggirare i ladri di dati personale.
Qualche esempio? Mai utilizzare il nome della propria madre o del luogo di nascita come parola segreta né usare sempre la stessa chiave d’accesso per siti diversi fra loro. Un altro test ha dimostrato che il 97% dei londinesi getta, senza curarsi delle possibili conseguenze, fogli contenenti nome, cognome e indirizzo per i cestini della capitale britannica. C’è da dire però che almeno una nota positiva c’è: la città non si riempie di cartacce.
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