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TFR e riforma
18 settembre 2006
Previdenza integrativa Dal 2003 il trattamento di fine rapporto ha reso il 10,3%, i migliori gestori il 35% con punte del 56% per gli azionari Pensioni di scorta, il Tfr vince nove a uno S olo uno su dieci ce la fa. Sono i fondi pensione aperti che, negli ultimi quattro anni, sono riusciti a battere con costanza il Tfr. Il trattamento di fine rapporto che, secondo la riforma Maroni, dovrebbe essere devoluto alla previdenza integrativa dal 2008 (salvo anticipi). La liquidazione, insomma, si rivela un concorrente difficile. Come si può vedere dalla tabella solo 33 comparti dei fondi pensione aperti, su un totale di 304, hanno sempre fatto meglio del Tfr nei quarantaquattro mesi che vanno dal primo gennaio 2003 al 31 agosto 2006. Nel periodo considerato la liquidazione ha fruttato il 10,3% complessivo al netto dell'aliquota annuale dell'11%. I 33 fondi selezionati da CorrierEconomia, che rappresentano un po’ la crema del settore, hanno reso in media il 34,79% battendo sempre - vale a dire nel 2003, nel 2004, nel 2005 e nei primi otto mesi del 2006 - il Tfr. Con molti risultati eccellenti. Le gestioni azionarie di Almeglio (Alleanza ) e Seconda pensione Caam (Crédit Agricole asset management ), ad esempio, hanno reso cinque volte di più, rispettivamente il 56,7% e 56,2%, seguite da un’altra azionaria, Formula lavoro previdenza capitalizzata di Vittoria Assicurazioni con il 48,1%. Quest’ultima figura al secondo posto nella graduatoria dei primi otto mesi del 2006 con l'8,4%, subito alle spalle dell'8,6% di Sai Previ-Europa (Fondiaria-Sai , divisione Sai). «La linea è gestita da Generali asset management - spiega Daniele Pesce , responsabile del fondo per Alleanza - ed è attualmente investita per circa i tre quarti in azioni, quasi esclusivamente area euro. La parte obbligazionaria è in titoli con rating non inferiore alla singola A e punta sulla stessa area». Risultati positivi sono stati ottenuti anche dalla bilanciata, fra le prime della categoria, con il 33,1% dal 2003 al 2006 e il 5,5% nei primi otto mesi dell’anno. Assicura un rendimento minimo annuo dell'1,75% nei casi di pensionamento, morte o invalidità permanente dell'iscritto: una terza linea obbligazionaria garantisce nelle stesse ipotesi un minimo annuo del 2,5%. Le performance tengono conto delle commissioni di gestione, che vengono prelevate dal patrimonio della linea e risultano abbastanza elevate, dall'1,2% dell'obbligazionaria all'1,92 dell'azionaria. Grava direttamente sull’aderente, invece, il prelievo del 3,5% per la gestione della posizione individuale applicato ad ogni versamento. «Non escludiamo una riduzione delle spese quando scatterà la riforma del Tfr - dice Pesce - e il fondo potrà accogliere le sottoscrizioni dei lavoratori dipendenti». Un ottimo risultato di squadra è messo a segno da Seconda pensione di Caam: nel periodo esaminato il Tfr è stato battuto da quattro linee su cinque. Al 56,2% dell'azionaria si affiancano il 32,5% della bilanciata, il 24,4% ed il 16,7% delle due bilanciate obbligazionarie, che prevedono differenti soglie massime di azioni. «La gestione è molto attiva e fortemente diversificata - spiega Nadia Vavassori , responsabile operativo del fondo -. In vista della riforma del Tfr una delle due linee meno aggressive offrirà una garanzia di rendimento minimo annuo. Non prevediamo riduzioni delle spese che sono piuttosto contenute, con commissioni di gestione che vanno dallo 0,45 allo 0,75% ed un costo annuo di dieci euro a carico del singolo iscritto. Pensiamo invece a nuove coperture accessorie per la fase di accumulo, per esempio malattia grave o perdita del posto di lavoro». Previdenza capitalizzata di Vittoria assicurazioni figura al terzo posto complessivo, con il 48,1% fra il primo gennaio 2003 ed il 31 agosto 2006, e al secondo nei primi otto mesi dell'anno con l'8,4%. «L'80% del patrimonio è investito in fondi azionari europei di Schroder - spiega Andrea Acutis , responsabile investimenti di Vittoria - mentre la quota restante è in titoli di Stato area euro, gestiti direttamente. Pensiamo di ridurre le commissioni di gestione quantomeno per la linea garantita, che assicura un rendimento minimo annuo del 2% nelle ipotesi di pensionamento, morte e invalidità permanente: attualmente sono pari all'1,62%». Gli Etf azionari area euro sono l'investimento principale di Sai Previ-Europa. «Permettono una buona diversificazione con costi molto bassi - dice Stefano Carlino , direttore finanza di Fondiaria-Sai -. Per i prossimi mesi pensiamo di ridurre le spese ed introdurre nei comparti azionari, attraverso gestioni total return, una garanzia simile a quella del Tfr». A causa del negativo risultato nei primi otto mesi del 2006, non figurano nella classifica le linee azionarie dei due fondi Arca , Previdenza e Previdenza aziende , che dal primo gennaio 2003 al 31 agosto 2006 hanno reso rispettivamente il 28,9% e 28,7%. «Da dicembre il primo incorporerà due fondi di Banca popolare di Bergamo e con oltre 488 milioni di euro diventerà il maggiore in Italia per patrimonio gestito - spiega Simone Bini Smaghi , vicedirettore generale di Arca sgr - mentre il secondo sarà dedicato soprattutto alle adesioni collettive dei lavoratori dipendenti. Arca Previdenza aziende ha una linea d'investimento che garantisce un rendimento minimo annuo del 2%, comparabile quindi a quello del Tfr». I scritti in crescita, banche in pole position, patrimonio in leggero calo: è la fotografia dei fondi pensione aperti (promossi da compagnie d'assicurazione, banche, sim e sgr) nell’analisi di Iama Consulting sulla previdenza integrativa nel primo semestre del 2006. «E' stato il più positivo degli ultimi tre anni, con circa 12 mila nuove adesioni che hanno portato il totale a 418 mila - spiega Luca Omarini, responsabile del Monitor pensioni di Iama Consulting -. L'attenzione riservata al problema dai mass media sta facendo maturare nel pubblico una maggiore consapevolezza». Nel primo semestre le banche sono in testa nella distribuzione delle adesioni per tipologia di soggetto promotore anche se i maggiori operatori sono solo tre, Cassa di risparmio di Firenze, Montepaschi e Banca Carige. Sono saldamente al primo posto anche come canale distributivo con il 78% delle adesioni da inizio attività contro il 13% degli agenti assicurativi, il 6% dei promotori finanziari ed il 3% delle direzioni (in pratica le adesioni collettive dei dipendenti). Intesa Previdenza Sim si conferma leader di mercato con oltre il 25% degli iscritti, mentre Arca Sgr è in testa nella classifica per contributi seguita da Intesa Previdenza e Montepaschi. «A causa delle cattive performance delle Borse - dice Omarini - il secondo trimestre ha segnato una flessione dell'1% del patrimonio che si è attestato a 3,061 miliardi di euro, contro gli 8,189 dei fondi chiusi, aziendali o di categoria, e i 3,9 dei Pip, i piani individuali di previdenza di tipo assicurativo. Quello medio per aderente cresce del 2% e raggiunge i 7.300 euro, una cifra ancora esigua per la creazione di un'adeguata pensione complementare». I nuovi iscritti optano soprattutto per le linee bilanciate, seguite da obbligazionarie e azionarie. A livello di prodotti non si registrano sostanziali novità. «Molti operatori - sostiene Omarini - le introdurranno nei prossimi mesi per adeguare i fondi alle disposizioni emanate dalla Covip per l'attuazione della riforma sul Tfr». http://www.assinews.it/rassegna/arti...180906bo6.html |
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