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#1 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2006
Messaggi: 169
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Capital gain
Ciao a tutti, avrei due domande da porvi su come funziona il c.g.:
1) Anzitutto viene calcolato sul guadagno che ho al netto delle commissioni dell intermediario vero? 2) Con che frequenza viene detratto? Mensilmente o annualmente? Grazie |
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Ne quid nimis
Data registrazione: May 2006
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Così, se si compra un'azione a 100 (comprensivo delle commissioni) e la si rivende a 110 (al netto delle commissioni), la differenza (110-100) costituisce una plusvalenza. Quando invece il prezzo di vendita è inferiore a quello di acquisto, si ha una perdita o minusvalenza. I regimi previsti dalla legge sono tre: regime della dichiarazione, del risparmio amministrato, del risparmio gestito. Nel regime della dichiarazione il cliente di una Banca o Sim provvede personalmente, sia a decidere gli investimenti sia a svolgere gli adempimenti fiscali. Chi lo sceglie deve riportare le plusvalenze o minusvalenze realizzate nella sua dichiarazione dei redditi (annuale). Chi ha scelto il regime della dichiarazione riceve i proventi completi delle vendite di titoli, senza ritenute di imposta, e deve preoccuparsi di calcolare e indicare lui stesso nella dichiarazione dei redditi quanto versare allo Stato come imposta sul capital gain complessivo Importante: le plusvalenze sono redditi a tassazione separata, che non confluiscono nel reddito complessivo. L'imposta del 12.5% è fissa e indipendente dall'ammontare del reddito. Nel regime del risparmio amministrato il cliente provvede di persona agli investimenti, ma delega gli adempimenti fiscali alla Banca o Sim, la quale agisce quindi come "sostituto d'imposta". Quindi, per chi sceglie il regime del risparmio amministrato, è la Banca o Sim che preleva l'imposta dalle plusvalenze derivate dalle vendite di titoli, e la versa allo Stato con cadenza mensile. Nel regime del risparmio gestito il cliente delega alla Banca o Sim sia l'attività di gestione del proprio capitale sia gli adempimenti fiscali relativi ai suoi investimenti. A chi utilizza il regime del risparmio gestito, l'intermediario addebita l'imposta sulla plusvalenza complessiva a fine anno, valorizzando i titoli presenti in portafoglio al prezzo dell'ultimo giorno dell'anno. |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2006
Messaggi: 169
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Ho pero ancora un dubbio: mettiamo il caso che sono in regime amministrato. Bene, lo storno mensile è sulle singole operazioni in guadagno o sulla somma che ho in attivo in quel mese? In altre parole le minusvalenze che ho in quel dato mese compensano le plusvalenze nel calcolo del cg che mi viene stornato o no?
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#5 (permalink) | |
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va bene. muh,muh,..
Data registrazione: Jun 2003
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il mese come periodo non conta nulla per il calcolo il pagamento del cg avviene - di norma (non sono certo che sia solo..) mensilmente MA il conteggio avviene quotidianamente ( e anche qui ho sempre il dubbio se ci sia compensazione sulle operazioni con identica data ) questo significa che se oggi hai plus ( e paghi cg ... ) e domani accusi una minus , a fine mesi versi cg e resti con una minus pregressa...
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#6 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Feb 2003
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Se per esempio stamattina chiudi un'operazione in gain di 100, e nel pomeriggio ne chiudi un'altra in loss di 80, nella giornata di oggi ti verranno calcolate plusvalenze per 20, a nulla rilevando che hai conseguito prima una plusvalenza e successivamente una minus. ms Ultima modifica di Massimo S. : 22-06-06 alle ore 09:01 |
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#7 (permalink) | |
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Ne quid nimis
Data registrazione: May 2006
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nel regime amministrato l'intermediario calcola le plus/minusvalenze a ogni singola operazione di vendita conteggiando il costo col metodo del prezzo medio d'acquisto. Quando, detratte le eventuali precedenti perdite, risulta un utile, trattiene l'imposta del 12,5%; quando invece risulta una minusvalenza, la utilizzerà per compensare le plusvalenze successive (in stretto ordine temporale, quindi anche di secondi), poiché quelle sulle quali ha già trattenuto l'imposta non rientrano più nel conto. La minusvalenza accumulata nel periodo di imposta è compensabile solo nei quattro periodi d'imposta successivi. Se entro tale termine non sono state realizzate plusvalenze sufficienti a compensare la minusvalenza, il residuo va perduto. Spero di averTi aiutato. |
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2003
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Inoltre la contabilizzazione del costo come prezzo medio vale per azioni ed obbligazioni. Non dimentichiamo che oggi sono in tanti ad operare su opzioni e futures, e lì si contabilizza su di una base di first in first out. ms |
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#9 (permalink) | |
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Ne quid nimis
Data registrazione: May 2006
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Quindi, senza alimentare inutili e sterili polemiche, mi dici che la Tua è solo esperienza ?? non hai riferimenti normativi a cui far riferimento su tale argomento ?? Da parte mia posso solo aggiungere che la tassazione sul capital gain è contenuta nel D. Leg.vo 461/97 (e successive integrazioni e modificazioni) che ha introdotto la nuova disciplina della tassazione delle plusvalenze conseguite dalla cessione a titolo oneroso degli strumenti finanziari (che sono in pratica, una infinità) così come individuati dall'art. 2 del D. Leg.vo n.58/98. Tralascio molteplici aspetti dell'articolata e complessa materia precisando solo alcuni aspetti. Tipologia di redditi tassati: redditi di capitali e redditi diversi; Tipo di tassazione: imposta sostitutiva; Aliquote applicate: 12,5 % - 27 %; Regime di tassazione applicabili: dichiarativo; amministrato; gestito. Ribadisco quanto da me riferito a proposito del regime amministrato in riferimento all'ordine temporale, facendoVi notare che la "ratio legis" in quest'ambito è quello di allargare la base imponibile (cioè tassare quanto più è possibile) che invece, altrimenti con compensazioni giornaliere (a fine giornata), verrebbe ridotta: nel regime amministrato l'intermediario calcola le plus/minusvalenze a ogni singola operazione di vendita conteggiando il costo col metodo del prezzo medio d'acquisto. Quando, detratte le eventuali precedenti perdite, risulta un utile, trattiene l'imposta del 12,5%; quando invece risulta una minusvalenza, la utilizzerà per compensare le plusvalenze successive (in stretto ordine temporale, quindi anche di secondi), poiché quelle sulle quali ha già trattenuto l'imposta non rientrano più nel conto. La minusvalenza accumulata nel periodo di imposta è compensabile solo nei quattro periodi d'imposta successivi. Se entro tale termine non sono state realizzate plusvalenze sufficienti a compensare la minusvalenza, il residuo va perduto. Inoltre mi permetto di farVi notare che nel regime dichiarativo, il dichiarante ovvero l'investitore stesso deve fare il calcolo della sua posizione fiscale, ricostruendo la movimentazione del suo portafoglio secondo il metodo LIFO (last in first out = l'ultimo a entrare è il primo a uscire), mantenendo in evidenza tutti gli acquisti e compensando i risultati delle operazioni di vendita procedendo a ritroso, cioè considerando venduti per primi i titoli acquistati per ultimi. Ultima modifica di Hohenstaufen II : 24-06-06 alle ore 12:45 |
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#10 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2003
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Non mi piace molto il tono della tua risposta, ma probabilmente ho male interpretato io
Sì, nel mio intervento riportavo solo la mia personale esperienza, e non una lettura attenta ed articolata della legislazione in materia. Non ho mai studiato questa legge con particolare attenzione, e non so se pone delle precise direttive in merito alle modalità di computo delle plusvalenze da sottoporre a capital gain da parte degli intermediari autorizzati. Se hai tu un preciso riferimento normativo (non il numero del d.lgs., ma proprio il testo della norma) dove si specifica come igli intermediari autorizzati devono calcolare il c.g. dei propri clienti, mi farebbe piacere leggerlo. Oggi oltre il 99% delle mie operazioni le faccio con intermediari esteri, e praticamente tutte sui derivati. Il mio metodo di conteggio è basato sul first in first out, come comunicatomi direttamente dall'Agenzia delle Entrate. Per finire, dubito fortemente che la ratio legis possa essere quella di tassare quanto più è possibile. L'imposizione, a qualsiasi livello, deve perseguire quanto più possibile un obiettivo di equità, non di ingordigia dell'ente impositore. O almeno non in maniera così marchiana Di' un po', ma non ti sarai mica offeso perché in un altro post ho detto di essere più intelligente di te? Guarda che scherzavo ms |
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