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Farmaci costosi, aziende multate
"Accordo per far salire i prezzi"
L'Antitrust: cartello di 11 ditte, tre milioni di sanzione
Il processo fu archiviato, ora la decisione del garante
MILANO - Si accordavano per controllare il mercato farmaceutico italiano e far salire i prezzi delle medicine: una torta da 30 milioni di euro che veniva divisa, sempre, tra le stesse undici aziende specializzate nella commercializzazione di disinfettanti e antisettici. Aziende che adesso sono state condannate dall'Antitrust a pagare più di tre milioni di euro di multa.
La vicenda nasce da un processo penale avviato a Milano nel 2004 e archiviato dal giudice per le udienze preliminari Andrea Pellegrino per insussistenza del fatto. Il giudice non aveva ritenuto che le condotte segnalate alla procura di Milano dalla guardia di Finanza fossero penalmente rilevanti. I magistrati milanesi inviarono tuttavia la documentazione del processo all'Antitrust che, circa un anno fa, avviò la sua istruttoria.
"Le risultanze - scrivono adesso i giudici dell'organismo di controllo - evidenziano che alcune società (AstraZeneca, Bergamon, Braun, Esoform, Farmec, Germo, IMS, Pierrel, Sanitas e Meda Farm) hanno posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza. Tale intesa è consistita nel coordinamento delle offerte per la fornitura di prodotti antisettici e disinfettanti alle strutture pubbliche italiane". Non solo: "È stata volta anche a ripartire il mercato e a mantenere i prezzi artificialmente alti". Intese di questo tipo, spiegano ancora i giudici nella loro sentenza, "sono considerate le restrizioni più gravi alla concorrenza, in quanto impediscono la sua funzione principale che è quella di far sì che il livello dei prezzi resti il più basso possibile".
Tutto cominciò nel 1998, quando "alcune imprese individuarono una società, la Pan Service, come soggetto adatto per il coordinamento di una iniziativa denominata "Monitoraggio del mercato" volta a fare fronte alla situazione di crescente concorrenza nel mercato in questione". Alla fine dello stesso anno, le principali società del settore aderirono al servizio di monitoraggio. Servizio dietro il quale, secondo l'Antitrust, si celava il cartello. All'interno del fascicolo inviato dal tribunale di Milano all'Antitrust c'erano infatti numerosi tabulati telefonici e documenti nei quali le varie ditte disponevano griglie di prezzo (con indicazioni dei livelli minimi e massimi) per "preparare" le varie gare d'appalto presso gli istituti pubblici in tutta Italia.
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