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Vecchio 18-05-06, 22:25   #1 (permalink)
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psiche non è ancora classificato
valore catastale su rogito

In procinto di fare un rogito per l'acquisto di prima casa, chiedo cortesemente ( e ringrazio se qualcuno si degnerà di rispondermi) conviene dichiarare poco più del valore catastale o conviene dichiarare il reale importo? Mi hanno detto che una nuova normativa permette di pagare le tasse solo sul valore catastale anche dichiarando il vero valore dell'immobile.
Nel caso in futuro si volesse rivendere ci sarà da pagare le tasse sulla differenza tra acquisto e vendita? Allora in questo caso aver dicharato un importo maggiore potrebbe rivelarsi utile....oppure nel dichiarare il reale valore si incorre in altre conseguenze che non conosco?
Scusate la mia ignoranza in merito......ma è la prima volta che acquisto...e forse sarà pure l'ultima
psiche non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-05-06, 23:42   #2 (permalink)
Selling England
 
L'avatar di fever7
 
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premetto che non so bene i nuovi cambi.
comunque per pagare meno tasse è consigliabile denunciare poco più del catastale, però dipende se hai fatto un mutuo o no...altrimenti per poter scaricare tutti gli interessi passivi del mutuo devi dichiarare una cifra pari al valore del mutuo, le tasse sulla rivendita ci sono solo per i primi 5 anni qualora non comprassi una nuova prima casa entro mi pare un anno o poco più.
attedo altri più aggiornati
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Vecchio 19-05-06, 00:27   #3 (permalink)
 
L'avatar di harley-law
 
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Originalmente inviato da psiche
In procinto di fare un rogito per l'acquisto di prima casa, chiedo cortesemente ( e ringrazio se qualcuno si degnerà di rispondermi) conviene dichiarare poco più del valore catastale o conviene dichiarare il reale importo? Mi hanno detto che una nuova normativa permette di pagare le tasse solo sul valore catastale anche dichiarando il vero valore dell'immobile.
Nel caso in futuro si volesse rivendere ci sarà da pagare le tasse sulla differenza tra acquisto e vendita? Allora in questo caso aver dicharato un importo maggiore potrebbe rivelarsi utile....oppure nel dichiarare il reale valore si incorre in altre conseguenze che non conosco?
Scusate la mia ignoranza in merito......ma è la prima volta che acquisto...e forse sarà pure l'ultima

1) http://www.migliormutuo.it/finanziaria_2006.asp

2) Riguardo al prezzo da mettere a rogito, nel caso compri da una ditta costruttrice, può essere utile anche sapere che : http://www.centroconsumatori.it/45v505d12927.html
harley-law non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-05-06, 09:17   #4 (permalink)
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Originalmente inviato da psiche
In procinto di fare un rogito per l'acquisto di prima casa, chiedo cortesemente ( e ringrazio se qualcuno si degnerà di rispondermi) conviene dichiarare poco più del valore catastale o conviene dichiarare il reale importo? Mi hanno detto che una nuova normativa permette di pagare le tasse solo sul valore catastale anche dichiarando il vero valore dell'immobile.
Nel caso in futuro si volesse rivendere ci sarà da pagare le tasse sulla differenza tra acquisto e vendita? Allora in questo caso aver dicharato un importo maggiore potrebbe rivelarsi utile....oppure nel dichiarare il reale valore si incorre in altre conseguenze che non conosco?
Scusate la mia ignoranza in merito......ma è la prima volta che acquisto...e forse sarà pure l'ultima
Sì, è così. La plusvalenza si paga solo se rivendi prima di 5 anni dall'acquisto e non riacquisti altra abitazione da adibire a prima casa. Conviene dichiarare l'importo realmente pagato solo se :

1) acquisti da costruttore (altrimenti, in caso di fallimento, avrai problemi a dimostrare il reale importo pagato in sede di insinuazione al passivo);

2) chiedi un mutuo superiore al 50%.
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Vecchio 19-05-06, 10:01   #5 (permalink)
 
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Per quanto riguarda le plusvalenze immobiliari mi sembra che nel caso di cessione a titolo oneroso di immobile adibito ad abitazione principale non vi sia in alcun caso una plusvalenza tassabile.
Quindi anche se per esempio tale immobile viene ceduto a titolo oneroso dopo solo 1 anno dall'acquisto non genera plusvalenza tassabile se per la maggior parte di quei 12 mesi è stato adibito ad abitazione principale.
harley-law non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-05-06, 10:37   #6 (permalink)
scùlta un balòss...
 
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Originalmente inviato da harley-law
Per quanto riguarda le plusvalenze immobiliari mi sembra che nel caso di cessione a titolo oneroso di immobile adibito ad abitazione principale non vi sia in alcun caso una plusvalenza tassabile.
Quindi anche se per esempio tale immobile viene ceduto a titolo oneroso dopo solo 1 anno dall'acquisto non genera plusvalenza tassabile se per la maggior parte di quei 12 mesi è stato adibito ad abitazione principale.
... e se viene acquistato un altro immobile da adibire ad abitazione principale entro 12 mesi, altrimenti si paga...

l'importante è dichiarare almeno l'importo del mutuo, a meno di non poter provare eventuali spese (di ristrutturazione o altro) erogate in funzione del finanziamento effettuato (se faccio un mutuo di 120 e dichiaro 100 in caso di controllo devo provare che i 20 sono stati destinati ad altro e non all'acquisto dell'immobile).
Le tariffe notarili sulla compravendita sono state diminuite del 20%, questo permette di dichiarare anche un importo maggiore ma... se tra 3/4 anni un governo a caso decidesse di aumentare il valore catastale al valore dichiarato nell'atto di compravendita, ecco che tutte le transazioni immobiliari subirebbero un bell'aumento sulla tassazione su tutti gli atti successvi.
L'agevolazione sulle tariffe notarili sembra quasi uno strumento al fine di verificare il reale valore degli immobili per un futuro allineamento degli archivi catastali.
In definitiva, meno dichiari meno paghi, mantenendo comunque come parametro valido il valore catastale ed il mutuo in erogazione.
Apache71 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-05-06, 14:45   #7 (permalink)
 
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Originalmente inviato da Apache71
... e se viene acquistato un altro immobile da adibire ad abitazione principale entro 12 mesi, altrimenti si paga...
....

Credo che ti stai confondendo con il credito d'imposta nel caso di vendita e riacquisto della prima casa.

Se io acquisto un immobile oggi e lo adibisco ad abitazione principale (trasferendovi la residenza) e poi lo rivendo anche tra soli 9 mesi non pago in alcun caso la tassazione sulla plusvalenza...il discorso tassazione sulla plusvalenza finisce lì...

Il riferimento normativo a riguardo delle plusvalenze immobiliari è l'art.67 del Tuir,in particolare in questo caso ci interessa il comma 1 lettera b dell'art.67

Fammi avere un riferimento normativo se ritieni che ho torto

Ciao Apache
harley-law non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-05-06, 18:20   #8 (permalink)
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Originalmente inviato da Apache71
... e se viene acquistato un altro immobile da adibire ad abitazione principale entro 12 mesi, altrimenti si paga...

l'importante è dichiarare almeno l'importo del mutuo, a meno di non poter provare eventuali spese (di ristrutturazione o altro) erogate in funzione del finanziamento effettuato (se faccio un mutuo di 120 e dichiaro 100 in caso di controllo devo provare che i 20 sono stati destinati ad altro e non all'acquisto dell'immobile).
Le tariffe notarili sulla compravendita sono state diminuite del 20%, questo permette di dichiarare anche un importo maggiore ma... se tra 3/4 anni un governo a caso decidesse di aumentare il valore catastale al valore dichiarato nell'atto di compravendita, ecco che tutte le transazioni immobiliari subirebbero un bell'aumento sulla tassazione su tutti gli atti successvi.
L'agevolazione sulle tariffe notarili sembra quasi uno strumento al fine di verificare il reale valore degli immobili per un futuro allineamento degli archivi catastali.
In definitiva, meno dichiari meno paghi, mantenendo comunque come parametro valido il valore catastale ed il mutuo in erogazione.

sì corretto quanto detto da harley ma è assai importante quanto hai riferito a proposito del redditometro...bravo
FaGal non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-05-06, 18:27   #9 (permalink)
SIAMO TORNATI
 
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Originalmente inviato da cleopatra758
Sì, è così. La plusvalenza si paga solo se rivendi prima di 5 anni dall'acquisto e non riacquisti altra abitazione da adibire a prima casa. Conviene dichiarare l'importo realmente pagato solo se :

1) acquisti da costruttore (altrimenti, in caso di fallimento, avrai problemi a dimostrare il reale importo pagato in sede di insinuazione al passivo);

2) chiedi un mutuo superiore al 50%.


Da quest'anno l'imposta di registro (3% per la prima casa) viene calcolata sul valore catastale rivalutato ai fini dell'imposta di registro (+20%) perciò non ha nessun senso dichiarare un valore inferiore a quello effettivo nel caso in cui la compravendita si soggetta ad imposta di registro.
Viceversa qualora la compravendita fosse soggetta ad IVA (4%), che è proporzionale al prezzo di vendita valuta tu: è vero il discorso sulla revocatoria in caso di fallimento perciò dipende dalla fiducia nella solvibilità del costruttore. Quel che è certo è che in questo caso dovresti pretendere dall'impresa che venda uno sconto visto il notevole risparmio di imposta che realizzerà sulla parte non dichiarata (37,25% nel caso di società di capitali)
capuz non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 22-05-06, 07:56   #10 (permalink)
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Originalmente inviato da capuz


Da quest'anno l'imposta di registro (3% per la prima casa) viene calcolata sul valore catastale rivalutato ai fini dell'imposta di registro (+20%) perciò non ha nessun senso dichiarare un valore inferiore a quello effettivo nel caso in cui la compravendita si soggetta ad imposta di registro.
Viceversa qualora la compravendita fosse soggetta ad IVA (4%), che è proporzionale al prezzo di vendita valuta tu: è vero il discorso sulla revocatoria in caso di fallimento perciò dipende dalla fiducia nella solvibilità del costruttore. Quel che è certo è che in questo caso dovresti pretendere dall'impresa che venda uno sconto visto il notevole risparmio di imposta che realizzerà sulla parte non dichiarata (37,25% nel caso di società di capitali)

Perchè le faccine confuse?
Forse mi sono espressa in maniera troppo concisa perchè andavo di fretta, ma il senso era esattamente questo : come tu hai detto, le imposte sono calcolate COMUNQUE sul valore catastale. Tuttavia, nel caso di immobili ceduti da impresa, capita frequentemente che il costruttore chieda di dichiarare il valore catastale anzichè quello commerciale realmente pagato : ciò per ovvia motivi di elusione fiscale in quanto è vero che paga minore Iva, ma è vero anche che il valore reale incrementa sempre il fatturato e quindi il reddito d'impresa. Ecco perchè ci tenevo a sottolineare che è consigliabile NON cedere alla richiesta del costruttore e dichiarare il valore reale pagato, a maggior ragione perchè le imposte sono computate sul valore catastale.
cleopatra758 non  è collegato   Rispondi citando
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