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Vecchio 23-02-06, 08:53   #1 (permalink)
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Amministratori ad alto rischio

23 febbraio 2006
Secondo il penalista Alessandro Traversi, a.d. e presidenti sempre più nel vortice delle procure.

Amministratori ad alto rischio

Per le numerose norme di legge introdotte sul loro operato

Sempre più rischioso il mestiere dell'a.d. Insieme a un falso in bilancio a maglie larghe si aggiunge una serie di nuovi reati, che rendono la figura dell'amministratore d'impresa esposta a frequenti azioni legali. Alessandro Traversi, avvocato penalista in Firenze e docente di diritto penale-commerciale all'università nel capoluogo toscano, traccia a ItaliaOggi i rischi penali in cui può incorrere un capitano d'impresa.
Domanda. Quali effetti comporta la misura interdittiva emessa ieri nei confronti di Geronzi?

Risposta. Si tratta di una misura che può essere applicata in via cautelare dal gip su richiesta del pm. Non è tra le più gravi, perché non limita la libertà della persona, ma avendo immediata efficacia, da quando gli è stata notificata, non può più esercitare cariche direttive dentro la società. La misura non può durare più di due mesi e anche se viene impugnata, il ricorso non ha effetto sospensivo. Ci vorranno almeno 15/20 giorni per avere una prima risposta del tribunale del riesame. Come tutte le misure interdittive risponde all'esigenza di evitare la reiterazione di reato, dal momento che svolge una funzione apicale all'interno della società.

D. Alla luce delle norme in vigore, quali sono i rischi penali per chi esercita il ruolo di amministratore delegato o di presidente di un'azienda, quotata e non?

R. L'area di rischio penale per chi gestisce o amministra una società sta diventando di giorno in giorno sempre più ampia. Il rischio penale è tendenzialmente in aumento esponenziale, questo perché esistono varie figure di reati societari, anche se in parte depotenziati con la riforma del falso in bilancio. Tuttavia c'è una serie numerosa di reati che fanno capo ad a.d., direttori generali e organi di controllo (sindaci). Non solo. I rischi penali per i reati societari sono estesi espressamente all'amministratore di fatto, colui che senza essere stato formalmente investito della carica, esercita con una certa continuità i poteri tipici dell'amministratore.

D. Quali sono le aree più a rischio?

R. L'ipotesi di falso in bilancio è la più frequente per l'a.d. In particolare, se la società è quotata sono previste pene più elevate e la procedibilità d'ufficio. Però con la recente riforma del risparmio è stato introdotto tra i reati societari il nuovo delitto di omessa comunicazione del conflitto di interessi. Riguarda proprio il caso dell'a.d. di una società con titoli quotati, il quale viola gli obblighi di dare immediata notizia al cda e al collegio sindacale di ogni situazione in cui egli si possa trovare in conflitto personale, anche se si tratta di un familiare o una persona a lui vicina. Un'altra area di grave rischio sono i reati di natura fallimentare: bancarotta semplice o bancarotta fraudolenta per distrazione (il più grave perché punito con reclusione da 3 a 10 anni); a questa si aggiunge la responsabilità amministrativa della società stessa, destinataria di sanzioni come il pagamento di sanzioni pecuniarie elevate o addirittura l'interdizione dall'esercizio dell'attività nei casi di tentativo di corruzione.

D. Quali sono oggi, quindi, le figure al vertice dell'azienda più esposte al rischio di responsabilità penali?

R. Gli amministratori sono i primi a cadere nel mirino delle procure, ma con sempre maggior frequenza accade che i pm ipotizzino una responsabilità a titolo di concorso degli organi di controllo e cioè dei componenti del collegio sindacale per non aver impedito agli a.d. di aver commesso atti costitutivi di reato, visto che ai sindaci devono vigialre sulla gestione dell'impresa.

D. Secondo lei è il caso di parlare di una sovrapposizione di norme in Italia?

R. Il problema è il solito. L'economia non va d'accordo con troppi controlli, ma abbiamo visto cosa è successo quando i controlli non sono stati fatti in maniera rigorosa. Forse è benemerita la rifoma del risparmio. Ma ci sono dei segnali contraddittori: prima qualcuno ha detto che si rendono meno temibili le pene per il falso in bilancio (2001), poi ci si accorge dei danni e si corre ai ripari quando è troppo tardi. Quindi oggi la nostra discilplina sui falsi in bilancio è molto meno severa e una riforma del risparmio che mette in piedi uan serie di obblighi molto minuziosi.


http://www.assinews.it/rassegna/arti...o230206ge.html
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