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Vecchio 30-01-06, 08:28   #1 (permalink)
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spese chiusura conto corrente

ho sentito dire in tv ma non ricordo dove che tutte le benche in base ad una normativa non devono far pagare nulla per la chiusura di un conto corrente in essere.

e' vero ??? qualcuno ne sa qualcosa in merito ???

grazie
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Vecchio 30-01-06, 10:20   #2 (permalink)
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conti correnti chiuderli un salasso (indagine banca per banca)
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Vecchio 30-01-06, 10:20   #3 (permalink)
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http://www.tidona.com/pubblicazioni/novembre05_3.htm
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Vecchio 30-01-06, 10:53   #4 (permalink)
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Faccenda moooolto controversa
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Vecchio 30-01-06, 17:14   #5 (permalink)
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BANCHE. Unicredit Banca cancella costi chiusura c/c. MDC plaude
30/01/2006 - 16:14
Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino: "L'iniziativa di Unicredit Banca cancella due dei più onerosi e inaccettabili balzelli sui servizi bancari".

Unicredit Banca estende dal 1 febbraio l'annullamento dei costi di estinzione e ditrasferimento titoli a tutti i conti correnti per i privati e le piccole imprese. Lo ha annunciato oggi l'istituto bancario in una nota: la decisione, secondo Unicredit Banca, coinvolge ben 1,2 milioni di conti correnti.

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha appreso con soddisfazione l'iniziativa di Unicredit Banca. "È stata appena avviata dall'Antitrust - commenta Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) - e già l'indagine sui costi dei conti correnti bancari sembra cominciare a sortire i suoi primi benefici effetti. L'iniziativa di questo istituto bancario cancella due dei più onerosi e inaccettabili balzelli sui servizi bancari, in particolare il conto corrente e il trasferimento titoli".

Antonio Longo ricorda ai risparmiatori che vogliono aprire un conto corrente in una banca o sottoscrivere titoli di informarsi bene su tutte le voci di spesa e sulle condizioni contrattuali, confrontandole attentamente con quelle di altri istituti di credito e conclude: "Ci auguriamo che presto anche altre banche facciano scelte analoghe, allineando i costi italiani a quelli europei".

HC 2005 - redattore: LS

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=5729
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Vecchio 30-01-06, 17:30   #6 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da tegio
BANCHE. Unicredit Banca cancella costi chiusura c/c. MDC plaude
30/01/2006 - 16:14
Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino: "L'iniziativa di Unicredit Banca cancella due dei più onerosi e inaccettabili balzelli sui servizi bancari".

Unicredit Banca estende dal 1 febbraio l'annullamento dei costi di estinzione e ditrasferimento titoli a tutti i conti correnti per i privati e le piccole imprese. Lo ha annunciato oggi l'istituto bancario in una nota: la decisione, secondo Unicredit Banca, coinvolge ben 1,2 milioni di conti correnti.

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha appreso con soddisfazione l'iniziativa di Unicredit Banca. "È stata appena avviata dall'Antitrust - commenta Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) - e già l'indagine sui costi dei conti correnti bancari sembra cominciare a sortire i suoi primi benefici effetti. L'iniziativa di questo istituto bancario cancella due dei più onerosi e inaccettabili balzelli sui servizi bancari, in particolare il conto corrente e il trasferimento titoli".

Antonio Longo ricorda ai risparmiatori che vogliono aprire un conto corrente in una banca o sottoscrivere titoli di informarsi bene su tutte le voci di spesa e sulle condizioni contrattuali, confrontandole attentamente con quelle di altri istituti di credito e conclude: "Ci auguriamo che presto anche altre banche facciano scelte analoghe, allineando i costi italiani a quelli europei".

HC 2005 - redattore: LS

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=5729

BRAVA UNICREDIT
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Vecchio 30-01-06, 17:34   #7 (permalink)
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U scita gratuita. Sempre. Unicredit Banca lancia il sasso: ...
U scita gratuita. Sempre. Unicredit Banca lancia il sasso: da mercoledì primo febbraio cancellerà tutti i costi di chiusura e di trasferimento titoli per ogni tipo di conto corrente. È il primo istituto a rinunciare a questi ricavi. La decisione viene resa pubblica in questa intervista, dopo l’inchiesta di CorrierEconomia che denunciava i 356 euro di costo medio, in 10 istituti, per chiudere un conto corrente (e un deposito di otto titoli). Con punte di 759,7 euro all’ex Popolare di Lodi.
Annuncia la svolta Roberto Nicastro, vicedirettore generale Unicredit e amministratore delegato Unicredit Banca: l’istituto del gruppo dove il retail copre il 30% dei ricavi con 7 miliardi di euro (sui 20 di consolidato post-fusione con Hvb), 5,5 milioni di clienti, 3,7 milioni di conti, 2.600 sportelli.
Che cosa cambia?
«Dal primo febbraio tagliamo i costi d’estinzione di tutti i nostri conti. Non si pagano più le spese di chiusura né per il deposito, né per il conto titoli, né per il trasferimento titoli».
Perché lo fate?
«Per indurre i clienti a provare Unicredit Banca».
Vi seguiranno altri?
«Speriamo. Aiuterebbe la concorrenza»
Ci avevate già provato coi conti Genius. La pubblicità è partita da pochi giorni.
«Sì, adesso però abbiamo esteso l’iniziativa a tutti i depositi. E tolto altri costi».
Quanti conti vengono chiusi in Unicredit Banca?
«250 mila nel 2005».
E quanti aperti?
«300 mila. Anche grazie a Genius, l’anno scorso abbiamo avuto un saldo netto di 50 mila nuovi conti, 30 mila in più del 2004. Ci aspettiamo lo stesso per il 2006».
Quanto perderete col taglio dei costi di chiusura?
«Pensiamo di andare in pari quest’anno, compensando le chiusure con le aperture. Stimiamo una perdita fra i 5 e i 10 milioni di euro da mancati ricavi ed entrate fra i 5 e i 10 milioni di euro da nuovi correntisti».
Quanto investite nella soddisfazione del cliente?
«Centinaia di milioni di euro nel triennio 2005-2007. Abbiamo anche introdotto pagelle per le agenzie. Dal 2004 telefoniamo a 100 clienti per ogni filiale: il voto impatta per il 25% sull’incentivo ai colleghi. L’indice di customer satisfaction è salito di tre punti nel 2005. Quest’ano faremo anche 1.500 mistery shopping , visite al buio».
La sfiducia nelle banche però resta. Perché?
«Per due fenomeni del recente passato, legati al calo dei tassi: da un lato ha portato a una minore soddisfazione dei clienti, abituati a rendimenti fino al 10%. Dall’altro, ha generato una compressione dello spread, il margine d’intermediazione. Si è dimezzato, è sotto il 4%. Questo ha portato le banche a fare pagare servizi che prima fornivano anche sottocosto: come i bonifici. Processare un bonifico nazionale richiede cinque minuti di lavoro. E il lavoro di un bancario costa nel complesso un euro al minuto».
Lei è nel consiglio di sorveglianza di Hvb. Che cosa avete imparato dall’estero?
«Abbiamo visto che in Germania le spese d’estinzione sono meno diffuse che in Italia. Ci è sembrato utile prendere stimolo da lì. Ma è diverso tutto il modello di fruizione dei servizi bancari: c’è più consulenza e meno operatività di transazione. In Germania, per esempio, circola la metà del contante e degli assegni rispetto al nostro Paese. In Italia abbiamo, compreso Bancoposta, uno sportello ogni 1.300 abitanti, contro i 1.800 della Germania e i 4.800 dell’Inghilterra. Il che impone costi di struttura più alti».
Soluzione?
«Il telefono e Internet. Se il cliente li usa di più, si genera un circolo virtuoso che consente alle banche di migrare verso il sistema elettronico. E abbattere i costi».
È un metodo introdotto da un po’. Non ha portato all’abbattimento dei costi.
«Non è vero per noi. Abbiamo lanciato il conto Genius One, che costa un euro al mese se usato con Internet e telefono, mentre si pagano 2 euro quando il cliente va in agenzia. È il nostro segnale del cambiamento».
Qualche errore di sistema sarà ben stato fatto.
«Sì, nel risparmio gestito . Il collocamento dei bond Cirio è stato un errore, perciò abbiamo istituito la commissione Rossi, che ha indennizzato metà dei nostri clienti. Ma l’importante adesso è uscire dalla polemica per pungolare l’operatore singolo a fare meglio. Non trattateci più da sistema, per favore, ma da singole banche».
Le banche sono diventate più grandi con le fusioni. Ma questo non ha portato concorrenza.
«In Italia c’è poca concorrenza nei servizi in generale, ma il settore bancario non è quello messo peggio».
Potete fare di più.
«Sì, possiamo fare meglio. Non è un’assoluzione piena, dobbiamo lavorarci ancora».
Maurizio Sella, presidente dell’Abi, è a fine mandato. Che cosa si attende dal suo successore?
«L’Abi deve continuare a lavorare per il recupero dell’immagine, sul solco di PattiChiari. Iniziativa spesso criticata ma importante».
Come valuta il passaggio di competenze sulla concorrenza da Bankitalia all’Antitrust, e l’avvio dell’indagine sui costi delle banche?
«L’indagine servirà a fare chiarezza. Ma noi siamo soggetti vigilati, vale la pena di lasciare lavorare l’Antitrust su queste nuove competenze: nella fiducia che faccia bene il suo lavoro».
Che cosa vi aspettate dal governatore Draghi?
«È una persona con un background eccezionale. Farà un lavoro eccellente».
Come vede il 2006 per le banche italiane?
«Come un anno di crescita della concorrenza. Sono ottimista».
CORRIERE ECONOMIA
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Vecchio 30-01-06, 17:39   #8 (permalink)
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Unicredit è molto brava a promettere. Molto brava soprattutto a non mantenere le promesse : stiamo a vedere
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Vecchio 30-01-06, 17:41   #9 (permalink)
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Vecchio&Nuovo Quel guinzaglio per tenersi i correntisti
Salutare la propria banca costa in media 356 euro. E gli istituti più esosi ne chiedono anche 770 (per trasferire anche otto titoli). Ma perché? Perché per non erodere margini nel mondo che gira a tassi bassi le banche, finora, si sono inventate di tutto. Compreso il guinzaglio anti fuga. Basta moltiplicare le (care) commissioni di addio per tutti i titoli contenuti nel dossier del cliente che chiede il divorzio. E molti restano. Per disperazione. L’inchiesta di CorrierEconomia - pubblicata nel numero scorso - fa capire quanto potrebbe essere rivoluzionaria la mossa di Unicredito (azzerare il biglietto di uscita) se anche altri accettassero di «liberare» i clienti. E di perdere ricavi per guadagnare di più dopo, con più correntisti felici.
Applausi meritati a chi ha fatto il primo passo. E in Europa il discorso è molto sentito. Basta aprire il sito del Banco Santander per trovarsi davanti un gigantesco «zero». Il leader del mercato spagnolo ha deciso di azzerare tutte le commissioni di servizio (comprese quelle dei bonifici verso altri Paesi Ue che da noi possono costare parecchio) per chi abbia l’accredito della pensione o dello stipendio, un mutuo.
Mica male. A quando lo «zero» italiano?
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Vecchio 31-01-06, 09:42   #10 (permalink)
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Uscite gratis, UniCredit rompe il fronte e Mps segue
MILANO - Lancio della prima pietra: centro. Da domani anche il Monte dei Paschi cancellerà i costi di trasferimento titoli da tutti i suoi conti correnti. L’annuncio segue quello di Unicredit Banca: che, come ha dichiarato ieri l'amministratore delegato, Roberto Nicastro, su Corriere Economia , porterà a zero, sempre da domani, per tutti i depositi, le spese di estinzione del conto e di trasferimento di azioni, bond e titoli di Stato. Una novità in Italia. «Abbiamo azzerato i costi di chiusura del conto il 20 gennaio, così come le spese di custodia titoli- dice Antonio Vigni, vicedirettore generale gruppo Mps -. Dal primo febbraio estenderemo l’esenzione anche al trasferimento dei titoli. Vale per tutti i 2,8 milioni di correntisti e 4 milioni di conti correnti del gruppo: Banca Mps, Banca Toscana, Bam e Mps Banca Personale».
L’operazione, stima Vigni, «comporterà mancati ricavi per 4-5 milioni di euro» al gruppo. Ma «lo facciamo per favorire la solidità della relazione con la clientela». Stessa argomentazione di Nicastro. Che, mentre sottolinea: «Non trattateci più da sistema, ora ogni banca fa caso a sé», ha stimato «una perdita da mancati ricavi fra i 5 e i 10 milioni di euro», confidando di compensarla con «entrate fra i 5 e i 10 milioni di euro da nuovi correntisti». «È la conferma di come le banche stiano diventando vere imprese: in competizione», commenta Giuseppe Zadra, direttore generale dell’Abi. «Apprezziamo Unicredit e Mps - commenta l’Adusbef - Attendiamo che si prosegua».
Le due iniziative cadono in un momento nel quale gli istituti esteri, a partire da Bbva e Abn Amro, si prospettano concorrenti temibili. Ma Zadra replica: «Nessun collegamento con l’arrivo degli stranieri. La concorrenza è nata quattro anni fa, con PattiChiari». E Banca Intesa fa notare come fu la prima a cancellare le spese di semplice chiusura del conto, già due anni fa. L’anno scorso, stima l’Abi, sono stati chiusi 2,2 milioni di conti correnti (l’8% del totale); e circa 8 milioni in quattro anni. Operazione redditizia per le banche e onerosa per il cliente: secondo un’indagine di Corriere Economia , trasferire un conto con otto titoli in portafoglio costa in media 356,8 euro, con punte di 759,7 euro: è il caso Bpi. Alessandra Puato corriere
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