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Vecchio 08-02-06, 18:06   #41 (permalink)
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quindi tutti i bilanci degli ultimi anni se l'è smazzati la audiex in estate...
magari sotto l'ombrellone..............
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Vecchio 10-02-06, 10:51   #42 (permalink)
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Originalmente inviato da FaGal
Beh, la Summa, grazie a Fiorani la conosciamo...
Allora approfondiamo qui, almeno una coincidenza ce l'abbiamo.
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Vecchio 10-02-06, 11:22   #43 (permalink)
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L’INCHIESTA TORINESE L’INGEGNERE SVIZZERO ARRESTATO PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, AGGIOTAGGIO E BANCAROTTA
In carcere il finanziere di Fiorani
Accusato con altri otto di aver truffato 20 milioni a tremila risparmiatori

I finanzieri perquisiscono in via Bagetti lo studio dell’avvocato Lombardo al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari

A Milano testimone d’accusa contro Fiorani, a Torino indagato e arrestato ieri per associazione per delinquere, bancarotta e aggiotaggio. Il medesimo reato contestato (fra gli altri) al banchiere di Lodi. E, per la verità, il finanziere svizzero Luca Simona, negli stessi anni - la seconda metà dei ‘90 - in cui rastrellava in silenzio titoli della «Popolare di Crema» per conto del leader dei «furbetti del quartierino», si impegnava anche in proprio per accumulare fortune a tempo di record. Niente plusvalenze milionarie da dirottare provvisoriamente su conti di società offshore prima che Gianpiero Fiorani lanciasse ufficialmente l’Opa sulla Banca Popolare di Crema e provocasse un bel balzo di quel titolo. La via dell’ingegner Simona verso il denaro altrui era più complicata e finalizzata a far danni ancora maggiori. Il «giochino» ha fruttato decine di milioni di euro, di cui almeno 20 consegnati a Simona e soci da tremila piccoli risparmiatori convinti a investire nelle azioni di Eurosviluppo spa, quotata al «terzo mercato» e a cui una sapiente campagna «informativa» (vedi anche Internet, su cui ne restano le tracce) ha dato il «la». Il resto l’avrebbero fatto broker e agenti di Borsa. Un caso fra i tanti: un certo numero di investitori hanno in comune l’essere stati clienti di un’agenzia torinese del Sanpaolo. Associazioni di consumatori stanno raccogliendo le adesioni per cause civili. L’inchiesta dei pm Giancarlo Avenati-Bassi e Giordano Baggio, con il gran lavoro svolto per loro dalle «fiamme gialle» del nucleo provinciale torinese di polizia tributaria, apre nuovi spazi alle azioni di rivalsa dei risparmiatori. Dalle conversazioni intercettate fra i 9 arrestati di giornata (e riportate in parte nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Raffaele Ferraro) trapela una certa sicurezza del «gruppo Simona». C’è anche chi si spinge a dire: «Abbiamo messo in piedi un meccanismo così complicato che loro - questa volta alludendo ai magistrati - non lo capiranno mai». E invece, eccoli tutti lì a seguire in carcere Simona (preso l’altro ieri in un lussuoso albergo di Montecatini): i commercialisti milanesi Vittorio Maria Motta e Cataldo Crusi, l’avvocato torinese Paolo Lombardo (agli arresti domiciliari per i suoi 73 anni), gli amministratori di Eurosviluppo Carlo Caprioglio, Antonio Ciccone, Claudio Nodari e Antonio Sapone. Nonché Michele Costi, che lasciò la fiduciaria lussemburghese Summa dopo aver probabilmente ideato e testato il «sistema», sostengono i pm. Di «Summa sa» si è parlato nell’inchiesta su Fiorani perché alla società con sede a Lugano e al suo vicepresidente Simona il banchiere di Lodi affidò a fine 1997 l’incarico di comprare azioni della «Popolare di Crema» per 60 milioni di euro, successivamente lievitati attraverso triangolazioni e relative plusvalenze. Di quella prova generale riuscita della scalata ad Antonveneta l’ingegnere di Lugano ha parlato ai pm milanesi, rivelando loro di essere stato rassicurato da Fiorani: «Bankitalia sa ed è d’accordo». Ma ora Simona deve far fronte a guai piuttosto seri: con Luce Holding sa, affiancatasi a Summa, controllava insieme ai soci Eurosviluppo spa, «basata» fra Torino e Milano, che questi finanzieri d’assalto avevano trasformato in un «gruppo» industriale di cartapesta. Il «giochino» o «sistema» consisteva in: 1) si rilevavano aziende, metalmeccaniche e no, decotte o quasi; 2) si fingeva di rilanciarle con «finanziamenti soci» fittizi finalizzati all’acquisto, con fatture false, di macchinari e capannoni inesistenti; 3) si cedevano le aziende così rinvigorite alla capogruppo che inscriveva a credito dei soci gli apporti di capitali. Assorbendo, via via, Coeme Sistema srl, Millefori spa, Fce spa, Advance Elettronic srl (tutte del Torinese, tutte fallite negli anni scorsi), la cagliaritana Binex srl (l’azienda che aveva rilevato la produzione di bici Frejus) e una società di diritto statunitense, la Ghibli Corporation, questi bei colletti bianchi avevano completato l’«operazione Eurosviluppo». Pronti a cederne le azioni, che nel frattempo facevano lievitare: da 14 lire, a 23, sino a 38 (febbraio 2002). Al tempo, Coeme era già fallita, Binex pure. Eurosviluppo ne ha seguito la sorte verso fine anno. Intanto il «gruppo» aveva provveduto a spolpare scientificamente, a danni degli ignari e occasionali soci, la filiera delle aziende decotte di ogni residua risorsa. Oggi primi contatti dei difensori di fiducia (Zaccone, Audisio, Basilio Foti, Ferrero, Loredana Gemelli, Volante, Balosso, Romeo e Forno) con i pm. Domani gli interrogatori di garanzia. la stampa
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Vecchio 10-02-06, 11:22   #44 (permalink)
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SCANDALO EUROSVILUPPO PARLA L’EX DIRETTORE FINANZIARIO ARRESTATO
Beffati 5 mila risparmiatori


Beffati molti correntisti del Sanpaolo Imi C’è anche la corruzione di un notaio milanese fra reati contestati a più d’uno dei «colletti bianchi» arrestati martedì dalla Guardia di Finanza. Ma l’aggiottaggio è l’accusa su cui più si sofferma l’attenzione generale, per i riflessi economici e sociali dell’«operazione Eurosviluppo» che, solo a Torino, ha bruciato i risparmi di 5000 correntisti del Sanpaolo Imi. Lo rivela l’interrogatorio di Angelo De Bona, ex direttore finanziario della società: «.... il titolo è stato negoziato sino ad un massimo di 150 lire. Oggi (si era nel 2003, ndr) non vale nulla, dato il fallimento. A mio parere l’aumento del valore di negoziazione è stato il frutto di più fattori concomitanti: la generale predisposizione del pubblico ad investire in azioni fra il 1999-2000; la circostanza che il titolo è stato pubblicizzato su riviste economiche e, evidentemente, consigliato da funzionari di istituti di credito a loro correntisti. Sotto quest’ultimo profilo preciso che 5 mila degli attuali soci di Eurosviluppo sono clienti del Sanpaolo Imi. Io stesso, acquistando e rivendendo azioni Eurosviluppo, ho realizzato una plusvalenza di 2,4 miliardi di lire...». De Bona era stato sentito a Monza, in altro procedimento per cui era stato arrestato. Si deve salire al 2004 per trovarvi una conferma. La dà Carmelo Castrogiovanni, interrogato in una diversa inchiesta: «Il vero guadagno in tutta la serie di operazioni di Eurosviluppo consisteva nella differenza fra il prezzo di acquisto delle azioni (nullo perché i titoli erano stati acquisiti con aumenti di capitali fittizi) e quello di vendita al mercato borsistico.... Non so di collusioni con operatori e intermediari finanziari. La strategia finanziaria di Eurosviluppo era chiara: gli aumenti di capitale erano l’occasione di raccogliere denaro dal mercato. Era infatti pacifico che i soci, e cioè Luce Holding, non avevano messo denaro». Luce Holding, «basata» in Svizzera, riconduce a Luca Simona, l’operatore finanziario che avrebbe tirato le file di quest’aggiottaggio da almeno 20 milioni di euro «vampirizzati» in un paio d’anni in Italia. Il suo ruolo emerge da una conversazione intercettata ai piani bassi di questo giro, fra gli indagati Cataldo Crusi e Paolo Lombardo. Il primo dice: «Vado dall’ingegnere e gli dico: caro ingegnere, ti sei incassato, perché ti porto i conti e te li faccio, 30 miliardi, adesso per favore vuoi anticipare due o tre miliardi». Lombardo: «Ma li ha sottratti dalla società?». Crusi: «No, lui ha venduto tranquillamente delle azioni». Sul verbale segue un eloquente «omissis».

al. ga. la stampa 26 gennaio
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Vecchio 10-02-06, 11:23   #45 (permalink)
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RISPARMIATORI TRUFFATI LUCA SIMONA INTERROGATO IN PROCURA
Un piccolo risarcimento per i clienti Eurosviluppo


Quanti sono gli azionisti di Eurosviluppo? L’ingegner Luca Simona alza lo sguardo verso la controsoffittatura in cartongesso del corridio della procura e, come colto da improvvisa ispirazione, butta lì: «9 mila». Lo sguardo da svizzero in trasferta in un carcere italiano da quattro giorni ha più del sarcastico che dell’allampanato. E allora si torna a chiedergli: ne è sicuro? Risposta: «L’ho letto sul giornale ieri sera».
L’avvocato Giovanni Fontana prova a mediare: «L’ingegnere intende dire che non sa nulla dell’accusa di aggiotaggio sui titoli di Eurosviluppo». Nelle prime due ore e mezzo di interrogatorio, condotto dal gip Francesco Moroni, nel primo pomeriggio, il finanziere ticinese ha sì ribadito di essere stato soltanto uno sportello fiduciario nell’operazione borsistica che ha ripulito migliaia di risparmiatori di almeno 20 milioni di euro. Ma ha pure accennato all’intenzione di mettere a disposizione del curatore fallimentare denaro o altro che potrebbe poi essere suddiviso fra i creditori di Eurosviluppo. Sinora quanti hanno investito in quel titolo di carta straccia non avevano alcuna prospettiva di recuperare qualcosa. Con l’inchiesta penale dei pm Giancarlo Avenati Bassi e Giordano Baggio, per bancarotta, aggiotaggio e corruzione, potranno costituirsi nel processo, come parti civili, e tornare almeno a sperare. Certezze non ve ne sono. Più d’uno dei 9 arrestati negli scorsi giorni ha colpito gli investigatori della Guardia di Finanza per il tenore di vita da riccone: ville con piscina, yacht al mare, fuoriserie per fare la spola fra l’Italia e il terminale svizzero della Luce Holding di Simona (società che controllava la fallita Eurosviluppo). I magistrati puntano a recuperare il più possibile da mettere a disposizione dei creditori di Eurosviluppo: sequestri di beni al sole a parte, si intende far valere il meccanismo del risarcimento del danno nei confronti di quanti sperino in svolte processuali più morbide. In questi ultimi giorni il Nucleo provinciale di polizia tributaria della Gdf ha ricevuto numerose telefonate di azionisti bidonati dai soci di Eurosviluppo, ma si è ancora nella condizione di non conoscere quanti siano stati gli investitori coinvolti. I due sottufficiali che, negli ultimi tre anni hanno lavorato quasi a tempo pieno su questo complicatissimo affaraccio, hanno censito 1250 piccoli risparmiatori e 5 Sim coinvolte nella sottoscrizione del titolo.
Si ha notizia da deposizioni rese in altri procedimenti penali che nel Torinese sarebbero 5 mila gli azionisti Eurosviluppo solo fra i correntisti del Sanpaolo Imi. Una circostanza che i magistrati sembrano intenzionati ad approfondire: le negoziazioni sul «terzo mercato» sono state vietate dalla Consob, ma negli anni (2000-2002) in cui, grazie a una sapiente regia informativa, Eurosviluppo aveva incredibilmente appeal c’era chi - fra banche, agenti di cambio e Sim - ne raccomandava e ne trattava le azioni. «Voglio chiarire», è quanto ha aggiunto ieri, dopo la rapida e paradossale intervista, il finanziere svizzero in jeans e giaccone sportivo, prima di chiudersi nell’ufficio del pm Baggio e rimanervi sino a sera tarda.

al. ga. la stampa 27 gen
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Vecchio 10-02-06, 15:26   #46 (permalink)
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Ma qualcosa non quadra. In Lussemburgo, ad esempio, Il Giornale ha ritrovato proprio il «verbale della riunione del Consiglio d’amministrazione tenuto il 2 luglio 2001» della Mentor (vedi riproduzione del documento). Quattro pagine di verbale, 15 punti approvati dal Cda per emettere le obbligazioni.
Con vistosi quanto apparentemente incredibili errori. Il primo: il verbale indica presente il presidente Bruno Beernaerts e gli amministratori David De Marco e Alain Lam. Ma il primo, a differenza degli altri due, non firma il verbale. Perché? Seconda questione: il documento e quindi l’emissione delle obbligazioni rischia la nullità. Né De Marco né Lam il 2 luglio del 2001 erano amministratori di Mentor. Fino al 25 saranno le signore Arlette Dostert, Betsie Ten Brinke e Hans de Graaf. Che lasceranno l’incarico solo 23 giorni dopo, ovvero all’assemblea straordinaria tenuta il 25 luglio come già raccontato su queste colonne.
http://www.finanzaonline.com/forum/s...84#post9469784


Che dobbiamo dire qua di Simona che nel 2005 rettifica dicendo:
Rectificatif

Avec effet au 8 mai 2001, Monsieur Luca Simona a démissionné de son mandat d’administrateur et d’administrateur-délégué.

Praticamente 4 e anni e rotti tutti gli atti compiuti senza mandato...
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Vecchio 21-03-06, 10:15   #47 (permalink)
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kimbo star non è ancora classificato
che manica........... .secondo me in tutta questa storia c'è qualche banca che a fatto la sua parte....non lo so, ma sta storia e andata avanti x anni e non credo che 7 o 8 persone... chiamiamoli cosi.. possano fare tutto questo.....Le banche sanno tutto e di tutti...
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