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Vecchio 23-01-06, 09:16   #1 (permalink)
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Sic

Tutti i segreti dei "Sic", le banche dati dei debitori 19/01/2006
di redazione

Tempo fa ho fatto richiesta per un mutuo, al quale ho poi deciso di rinunciare. Successivamente ho chiesto un prestito per acquistare elettrodomestici: mi è stato risposto che non potevano concedermelo perché risultava a mio carico quella richiesta di mutuo. Quali norme regolano questa materia, e quali sono i miei diritti?


Ogni volta che si chiede un prestito, di qualunque tipo (acquisti a rate, prestiti personali, carte di credito, cessione del quinto dello stipendio, mutui, leasing o fidi di conto corrente) la banca o la finanziaria registrano la richiesta nei Sic – Sistemi di informazioni creditizie. Qui saranno inoltre registrate, in seguito, tutte le informazioni relative al finanziamento, a cominciare dalla regolarità, o dai ritardi, con cui vengono pagate le rate, fino all’estinzione del prestito.

Attraverso queste banche dati gli istituti finanziari verificano l’affidabilità di chi chiede un prestito per decidere se concederlo o meno.

A seconda del tipo, i dati sono conservati per periodi di tempo diversi: le richieste di finanziamento vengono conservate per sei mesi, che scendono a un mese nel caso in cui il finanziamento si stato rifiutato o vi si rinunci, come nel caso del lettore.

È probabile dunque che tra la rinuncia al mutuo, e la richiesta per l’acquisto rateale, sia trascorso meno di un mese e che quindi la prima richiesta non fosse stata ancora cancellata.

Il lettore può rivolgersi alla banca alla quale ha chiesto il mutuo per verificare a che punto è la pratica, ed eventualmente chiedere una liberatoria, una lettera con cui la banca dichiara la non esistenza di rapporti con il mancato cliente a causa del ritiro della richiesta.

Nel momento in cui si chiede un finanziamento, comunque, l’erogatore è tenuto a consegnare al richiedente un modulo informativo standard, che spiega quali dati saranno registrati e quando avverrà la registrazione, quali Sic conserveranno i dati, quali istituti finanziari potranno accedervi, e per quanto tempo i dati saranno conservati. Si specifica inoltre che i dati positivi che lo riguardano (come la puntualità nel pagamento delle rate) saranno registrati nei Sic solamente se avrà firmato il relativo consenso, mentre le informazioni negative su eventuali ritardi o inadempimenti saranno trasmesse ai Sic anche senza il suo consenso preventivo.

Il modulo informa anche del diritto di accedere ai Sic per conoscere i propri dati ed, eventualmente, per modificarli o cancellarli. Per fare la richiesta si può scaricare il modulo dai siti Internet di Adiconsum (www.adiconsum.it) e di Crif (www.consumatori.crif.com), che riportano anche tutte le istruzioni del caso. La risposta si ha, normalmente, entro 15 giorni.

Chi scopre che i dati che lo riguardano sono errati o non aggiornati ha il diritto di ottenerne, la modifica, l’aggiornamento, l’integrazione o la cancellazione. Si può fare la richiesta ai Sic, o alla banca o finanziaria che ha effettuato la segnalazione.

“Richiedere e verificare cosa risulta a proprio carico è sicuramente utile”, consiglia Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline. “Così come conviene verificare la situazione dei pagamenti: capita che sia la stessa banca alla quale è affidato il pagamento delle rate a ritardarli, anche senza motivo”.

Quello dei ritardi nel pagamenti delle rate è uno dei problemi più delicati della questione. E infatti i dati relativi sono conservati dai Sic per periodi decisamente lunghi.

Se si risulta morosi per due rate (o per due mesi), e poi si regolarizza la cosa, il dato viene conservato per 12 mesi dalla data di regolarizzazione; se la morosità supera le due rate o i due mesi, l’informazione resta nel Sic per 24 mesi dalla regolarizzazione; mentre le morosità mai sanate rimangono visibili per 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dall’ultimo aggiornamento.

La legge dice comunque molto chiaramente che ai Sic possono accedere soltanto banche, società finanziarie o di leasing, o imprese che concedono dilazioni di pagamento (per esempio negozi che propongono vendite rateali). E possono accedere soltanto ai dati di chi ha presentato una richiesta di finanziamento o ne ha già ottenuto uno. I dati, infine, possono essere utilizzati esclusivamente allo scopo di prevenire e controllare il rischio di insolvenza dei debitori (e non, per esempio, per finalità di marketing).

http://www.lamiafinanza.it/vArticolo...14&s=33&a=1165
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