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Vecchio 17-01-06, 09:24   #1 (permalink)
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Unicredit alta tensione in Polonia

UNICREDIT ALTA TENSIONE IN POLONIA

http://www.assinews.it/rassegna/arti...e170106ba2.pdf
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Vecchio 21-01-06, 09:33   #2 (permalink)
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L’annuncio dell’offerta dopo il via libera di Bruxelles. Esborso massimo fino a 1,5 miliardi. Il nodo dei diritti di voto Unicredit, contrattacco in Polonia Opa sul 28,9% di Bph. Profumo: teniamo distinti i fatti dalla politica
MONACO DI BAVIERA - Unicredito ha notificato ieri alla Consob polacca e alla Borsa di Varsavia l'intenzione di lanciare l'offerta obbligatoria per acquistare quelle azioni di Bph non detenute indirettamente dopo la fusione con Hypovereinsbank. Si tratta del 28,9% del capitale sociale della banca polacca e il prezzo offerto in contanti è di 702,11 zloty l’una, mentre l'ultimo prezzo disponibile di chiusura dell'azione di Bph era pari a 790 zloty. L'esborso massimo è stimato in circa 1,55 miliardi di euro mentre il periodo di adesione potrebbe essere compreso tra il 31 gennaio e il primo marzo. Inoltre, Unicredit sta per finalizzare la richiesta di autorizzazione alla vigilanza bancaria polacca, al fine di per poter esercitare i diritti di voto all'assemblea dei soci di Bph per una quota superiore al 75% dei voti. Nell’attesa, l'esercizio dei diritti di voto del 71,03% del capitale di Bph (detenuto da Hvb-Bank Austria) è stato temporaneamente sospeso.
Proseguono quindi i progetti italiani di puntare al controllo totale dell'istituto polacco. Mentre, come noto, il ministero del Tesoro di Varsavia aveva posto recentemente un veto sui piani di fusione fra la stessa Bph e Bank Pekao, già detenuta da Unicredito. Ieri, da Monaco, l'amministratore delegato Alessandro Profumo ha fatto presente la necessità di separare i temi strettamente politici da quelli tecnici. Spiegando che il processo si compone di tre elementi diversi. Da un lato, la Banca centrale polacca analizzerà la fusione sotto il profilo della stabilità finanziaria di Unicredito, mentre, dall'altro, la Commissione europea ha dato il via libera alla fusione «senza obiezioni». Questioni diverse rispetto al terzo elemento, quello di chi userebbe la transazione «per ragioni politiche», sostenendo che Unicredito ha violato l'accordo di acquisizione di Bank Pekao. Per risolvere la questione Unicredito ha chiesto un appuntamento al governo polacco, non ancora definito. E mentre qualcuno vede la vicenda italo-polacca in analogia con il caso Antonveneta, ieri l'agenzia di rating Moody's ha sostenuto che, se anche la fusione non andasse in porto, per Unicredit non sarebbe la fine del mondo.
Nel frattempo, Profumo si è detto soddisfatto dell’andamento del primo meeting aziendale che ha fatto convergere a Monaco circa 350 top manager del gruppo. E la nuova entità, ha avvisato Profumo, non ha intenzione di accontentarsi. Anzi, è «pronta a cogliere le opportunità che si presenteranno».
Marika de Feo corriere
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Vecchio 07-02-06, 09:09   #3 (permalink)
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Secondo il governo polacco la banca italiana avrebbe una quota troppo elevata del mercato Unicredito, adesso Varsavia ricorre alla Corte europea
FRANCOFORTE - Il governo polacco ha presentato ieri un ricorso alla Corte di giustizia europea contro il via libera concesso nell'ottobre scorso dalla Commissione europea alla fusione fra UniCredit e Hypovereinsbank, che comporta anche la fusione delle rispettive controllate polacche Bank Pekao e Bph. Perché, secondo Varsavia, «la Commissione ha definito in modo non corretto alcuni segmenti di prodotto e l'effetto sulla concorrenza in Polonia». Da settimane il governo polacco sta cercando di bloccare la parte di sua competenza dell'operazione, affermando che viola accordi precedenti siglati con UniCredito, che comprendevano clausole di non competizione. Secondo dichiarazioni di un portavoce del ministero del Tesoro di Varsavia, il ricorso, inviato ieri, era già pervenuto alla Corte di giustizia. Tuttavia, secondo prime interpretazioni legali fornite ieri, il governo polacco potrebbe aver inoltrato il ricorso troppo tardi, rispetto alla tempistica prevista dalla legislazione comunitaria. Che è di due mesi, a partire dalla pubblicazione della decisione, anche se non è chiaro da quando decorre quest'ultima. E anche il portavoce della Commissione, Jonathan Todd, ha commentato che «il governo polacco aveva l'opportunità di esprimere commenti prima che la Commissione prendesse tale decisione, e non lo ha fatto». Mentre invece, ha ribadito, «la Commissione ritiene che la sua decisione sia fondata e ha tenuto in conto tutti i fattori rilevanti compresi gli effetti sui mercati finanziari polacchi». Tuttavia, oltre alle dichiarazioni di ostilità, da Varsavia sono provenuti ieri anche toni più concilianti, che potrebbero portare a un avvio di trattative. Infatti, il ministro del Tesoro polacco Zyta Gilowska, in un'intervista al «Financial Times», ha segnalato disponibilità a trattare. Mentre il premier polacco, Kazimierz Marcinkiewicz ha detto, per la prima volta, di «sperare di poter incontrare il numero uno di UniCredit in febbraio».
Marika de Feo
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