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Tango bond e Cirio Sanzioni confermate
Tango bond e Cirio Sanzioni confermate
Sanzioni confermate nei confronti di Unicredit, Bnl e Mediobanca. La Corte d’Appello di Bologna ha ribadito che la multa da 473.200 euro inflitta dal ministero dell’Economia, su proposta della Consob, nei confronti di Piazza Cordusio per il collocamento dei bond argentini ai risparmiatori è legittima. E ha precisato che «il ministero ha fatto corretta applicazione» delle norme in questione; dunque l’opposizione di «Unicredit Banca deve essere respinta in quanto infondata». Accogliendo la proposta della Consob del 16 febbraio 2005, il Tesoro - lo scorso marzo - aveva emesso sanzioni amministrative a carico di 25 esponenti aziendali, tra cui l’amministratore delegato Alessandro Profumo e aveva poi ingiunto alla banca il pagamento della somma. Secondo il giudice di secondo grado, il fatto che «il default di un titolo di Stato non fosse all’epoca dei fatti facilmente prevedibile» non cancella la responsabilità della banca nel collocamento dei bond. Questo perché la violazione delle norme «si incentra sulla mancata comunicazione alla clientela di tutte quelle informazioni sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni dell’operazione che ben potevano essere acquisite dalla banca». Una sentenza chiara, insomma, che evidenzia senza equivoci le responsabilità di Piazza Cordusio nella vendita di Tango-bond al pubblico retail. Tango-bond che poi andarono in default, coinvolgendo quasi mezzo milione di italiani per circa 13 miliardi di dollari. Anche la Corte d’Appello di Roma ha respinto l’opposizione della Bnl alle sanzioni decise da Via XX Settembre (sempre su proposta della Consob) per le violazioni al Testo Unico della Finanza riscontrate nel collocamento alla clientela dei bond Cirio. Anche il provvedimento della Corte, che risale allo scorso mese di dicembre, è stato diffuso nell’ultimo bollettino pubblicato dall’Autorità guidata da Lamberto Cardia. Tra le motivazioni addotte dal giudice di secondo grado ci sono «l’inadeguatezza delle informazioni fornite ai richiedenti circa il rischio dell’emissione» e il fatto che la banca «dette corso agli ordini di acquisto senza alcuna verifica di adeguatezza dell’investimento per clienti». Nei confronti della Bnl, in particolare di 29 esponenti della banca tra i quali i vertici aziendali, sono state così confermate le sanzioni per complessivi 730.830 euro, nonché le spese per il procedimento giudiziario. Infine, nello scorso novembre, la Corte di appello di Milano ha respinto l’opposizione di Mediobanca e di alcuni suoi dipendenti a una sanzione comminata dal Ministero dell’Economia nel giugno scorso sul trading su azioni Pirelli & C. La Commissione aveva accertato scambi bilaterali con Rasbank nell’agosto 2003 sul titolo «al punto di farlo arrivare al livello richiesto per l’ingresso nel Mib30».
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