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Pensioni: per cessione quinto stipendio finanziarie chiedono tassi usurai
Pensioni: per cessione quinto stipendio finanziarie chiedono tassi usurai
11/01/2006 Pensionati a rischio-truffa con la cessione del quinto dello stipendio. Alcune finanziarie -secondo quanto risulta all'ADNKRONOS- hanno fatto sottoscrivere a ultrassentenni contratti con tassi intorno al 23%, ben al di sopra del tasso usuraio fissato attualmente per il credito a consumo al 14,40%. La nuova normativa sulla cessione del 'quinto' introdotta con l'ultima finanziaria non è ancora operativa, in quanto manca un decreto attuativo da parte del ministero dell'Economia, ma le finanziarie sono già particolarmente attive e alle sedi periferiche dell'Inps sarebbero già arrivate circa 30.000 richieste molte con tassi al limite di quello usuraio. ''Siamo di fronte -denuncia il segretario dei pensionati Cisl Antonio Uda- ad una situazione di alto rischio. I pensionati spesso sono soggetti deboli e non in grado di contrastare adeguatamente finanziarie spesso spregiuidicate. Alcune di queste hanno avuto la faccia tosta di offrire alla Fnp-Cisl una provvigione se avessi accettato di firmare una loro lettera ai nostri iscritti sulla cessione del quinto''. Per Uda dunque ''occorre regolamentare meglio il meccanismo per evitare che si trasformi in un vero e prorpio inganno per i pensionati''. La strada possibile, sottolinea, potrebbe essere qualla di ''concordare un tasso 'equo' di riferimento massimo attraverso delle convenzioni tra i sindacati dei pensionati, le associazioni di banche e finanziarie e l'Inps''. Che la questione della cessione del quinto sia molto delicata era già emerso nel corso del varo della norma in finanziaria. In un primo momento era passata la cosiddetta 'cessione semplice'. Sarebbe cioè stato sufficiente che il pensionato e l'istituto di credito (banca o finanziaria) si fossero accordati che l'Inps avrebbe dovuto procedere a stornare fino al quinto dello stipendio a favore della società che aveva fornito il prestito. ''Una norma -osserva Uda- particolarmente favorevole alla lobby delle banche e delle assicurazioni e molto meno ai pensionati''. Contro tale ipotesi si era poi schierata l'Inps riuscendo ad ottenere che la cessione non fosse automatica e che fosse previsto un decreto che dettasse regole e criteri a garanzia dei pensionati. ''La modifica -spiega all'ADNKRONOS- il direttore dell'Inps Vittorio Crecco fu voluta da noi proprio per evitare che finanziarie di scarsi scrupoli potessero approfittare dei pensionati piu' deboli''. Il credito al consumo nel nostro paese è in espansione e rappresenta un mercato importante per gli operatori del settore. La norma che estende ai pensionati la cessione del quinto dello stipendio amplia tale mercato. E secondo alcune stime sono circa un milione i pensionati interessati a ricorrere a tale meccanismo. ''Proprio per questo -sottoliena ancora Uda- occorre mettere i pensionati al riparo dai rischi di truffe ed evitare che quello che era stato presentato come un beneficio si trasformi in un danno''. E proprio per gestire al meglio la cessione del quinto dello stipendio ed evitare le truffe ai pensionati l'Inps sta predisponendo una sorta di 'convenzione tipo' da sottoporre agli istituti di credito. ''Il Cda dell'Istituto -spiega il direttore Crecco- il 23 dicembre scorso ha stabilito di procedere alla realizzazione di una regolamentazione per la gestione ottimale della cessione del quinto e al tempo stesso di ricercare sinergie con gli istituti di credito. Entro gennaio sara' pronta una convenzione tipo in cui saranno indicati i tassi di interesse massimi e gli istituti di credito che aderiscono alla convenzione''. Inoltre, spiega Crecco, ''opereremo in stretto raccordo con i sindacati dei pensionati per informare i nostri iscritti e fare in modo che non ci siano margini per chi vuole approfittare della normativa sulla cessione del quinto a discapito dei pensionati''. Fonte: Adnkronos |
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TRUFFE A RISCHIO OLTRE UN MILIONE DI PERSONE
Pensionati nel mirino Tassi d’interesse da usura per la cessione del quinto ROMA Pensionati ancora nel mirino degli usurai. Questa volta nella truffa entra la cessione del quinto dello stipendio. Alcune finanziarie avrebbero fatto sottoscrivere ad anziani con più di sessant’anni contratti con tassi intorno al 23%, ben al di sopra del tasso usuraio fissato attualmente per il credito a consumo che è al 14,40%. La nuova normativa sulla «cessione del quinto» introdotta con l'ultima finanziaria non è ancora operativa (non c’è ancora il decreto attuativo da parte del ministero dell'Economia), ma le finanziarie sono già particolarmente attive e alle sedi periferiche dell'Inps sarebbero già arrivate circa 30 mila richieste, molte delle quali con tassi al limite di quello usuraio. Dice il segretario dei pensionati Cisl Antonio Uda: «Siamo di fronte ad una situazione di alto rischio. I pensionati spesso sono soggetti deboli e non in grado di contrastare adeguatamente finanziarie spesso spregiuidicate. Alcune di queste hanno avuto la faccia tosta di offrire alla Fnp-Cisl una provvigione se avessi accettato di firmare una loro lettera ai nostri iscritti sulla cessione del quinto». Per Uda dunque «occorre regolamentare meglio il meccanismo per evitare che si trasformi in un vero e proprio inganno per i pensionati». La strada possibile, sottolinea, potrebbe essere quella di «concordare un tasso equo di riferimento massimo attraverso delle convenzioni tra i sindacati dei pensionati, le associazioni di banche e finanziarie e l'Inps». Quella della cessione del quinto si rivela dunque una manovra molto complessa da gestire. Come già era apparso nel corso del varo della norma in finanziaria. In un primo momento era passata la cosiddetta «cessione semplice». Sarebbe cioè stato sufficiente che il pensionato e l'istituto di credito (banca o finanziaria) si fossero accordati sul fatto che l'Inps avrebbe dovuto procedere a stornare fino al quinto dello stipendio a favore della società che aveva fornito il prestito. «Una norma - dice Uda - favorevole alla lobby delle banche e delle assicurazioni e molto meno ai pensionati». Contro tale ipotesi si era schierata la stessa Inps riuscendo ad ottenere che la cessione non fosse automatica e che fosse previsto un decreto che dettasse regole e criteri a garanzia dei pensionati. «La modifica - dice il direttore dell'Inps Vittorio Crecco - fu voluta da noi proprio per evitare che finanziarie di scarsi scrupoli potessero approfittare dei pensionati». Il credito al consumo nel nostro paese è in espansione e rappresenta un mercato importante per gli operatori del settore. La norma che estende ai pensionati la cessione del quinto dello stipendio amplia questo mercato. E secondo alcune stime sono circa un milione i pensionati interessati a ricorrere al meccanismo. «Proprio per questo - spiega Uda- occorre mettere i pensionati al riparo dai rischi di truffe ed evitare che quello che era stato presentato come un beneficio si trasformi in un danno». E proprio per gestire al meglio la cessione del quinto dello stipendio ed evitare le truffe ai pensionati l'Inps sta predisponendo una sorta di «convenzione tipo» da sottoporre agli istituti di credito. Una convenzione i cui termini dovrebbero essere definiti dall’Inps prima della fine del mese. Saranno così indicati i tassi di interesse massimi e gli istituti di credito che aderiscono alla convenzione . r. e. s. la stampa 7 gennaio 2006 |
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I timori di truffe dopo le regole sulla cessione del quinto dello stipendio Prestiti ai pensionati, l’allarme dell’Inps Sassi scrive a Tremonti e Maroni: attenzione ai raggiri e all’usura sugli anziani
ROMA - Quando lo scorso 14 marzo, con il decreto legge 35, fu estesa ai pensionati la cosiddetta «cessione del quinto», cioè la possibilità di contrarre prestiti da estinguersi attraverso trattenute sulla pensione, si pensava di aver fatto una cosa a favore degli anziani. Ma ora il presidente dell’Inps, Gian Paolo Sassi, lancia l’allarme. «I pensionati stiano attenti alle truffe. Sulle tv locali ci sono finanziarie che si rivolgono agli anziani invitandoli ad approfittare della nuova legge e a contrarre prestiti. Attenzione, perché talvolta vengono richiesti tassi usurari». Sassi ha sollevato il problema con lettere ai ministri del Lavoro, Roberto Maroni, e dell’Economia, Giulio Tremonti. Secondo stime «prudenziali» dell’Inps potrebbero essere 900 mila all’anno le pratiche da gestire legate a prestiti con cessione di quote della pensione, a dimostrazione che tra gli anziani sia ormai un fenomeno di massa il ricorso al credito. L’istituto è preoccupato per vari motivi: il costo della gestione di queste pratiche, che ricadrebbe sull’Inps, l’esigenza di tutelare le condizioni di sussistenza dei pensionati, la necessità di prevedere controlli e garanzie di questi contratti. Con il maxiemendamento alla Finanziaria, l’Inps ha ottenuto una prima modifica delle norme, escludendo che l’istituto della cessione del credito possa avvenire sulle quote di pensione fino al trattamento minimo. Restano però da risolvere gli altri problemi. All’istituto sono infatti arrivate richieste di finanziarie per contratti di prestito stipulati da pensionati a tassi oltre il 22,5%. Finora l’Inps si è opposta e non ha operato le trattenute sulle pensioni, osservando che la legge richiede decreti attuativi non ancora emanati. Ma ora cominciano ad arrivare le prime ingiunzioni dei tribunali ai quali alcune di queste finanziarie si sono rivolte. Per questo Sassi vorrebbe un decreto che regoli tutta la materia e una convenzione con l’Abi, l’associazione delle banche, che offra le garanzie del caso. Enrico Marro |
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